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Redazione

ArteEventiFood & Beverage

XANTE BATTAGLIA: DAL PRE-ARCAICO AL POST CONSUMISMO a cura di Ada Eva Verbena.

XANTE BATTAGLIA

Presso gli spazi espositivi del Collegio universitario F.lli Cairoli di Pavia si è tenuta, il 15 febbraio u.s., l’inaugurazione della mostra “Xante Battaglia: Dal Pre-Arcaico al Post-Consumismo”, curata dal collettivo A.F.A. (Albanesi, Fraccaro, Allegrini), che rappresenta una sintesi antologica dell’opera creativa sessantennale svolta dal Maestro Xante Xattaglia, nel mondo dell’Arte Contemporanea.

L’evento inaugurale è stato accompagnato dai prestigiosi vini di Antonio Faravelli titolare di Cantine Vitea e promotore del progetto ” Golf and Wine 1895″ presente come sponsor ufficiale dell’ Evento.

Il progetto che come sempre illustrato da Faravelli ha una forte valenza turistica, dato che intende promuovere il Golf abbinandolo a uno dei prodotti enologici italiani più apprezzati e conosciuti al mondo: il vino.

L’azienda vanta più di un secolo di storia nella produzione di vini in Oltrepò Pavese. Attiva dal lontano 1895 tesa a mantenere e ricercare prodotti sempre nuovi e qualitativamente migliori attraverso la cura dell’intero processo produttivo a garanzia di vini autentici e genuini in rispetto della Lotta integrata, della qualità delle uve e del vino in fase di vinificazione. Propongono al mondo una ricetta di qualità del Made in Italy.

Le cento opere esposte di Battaglia, artista di rinomanza internazionale legato prevalentemente al movimento della figurazione concettuale, sono indicative di tutti i cicli del Maestro: dai primi lavori “Pre-arcaici”, caratteristici del tema dell’emigrazione italiana degli anni ‘60, al ciclo “Post-arcaico” che raffigura la cosiddetta Mater Arcaica, icona stilizzata che rimanda alle nostre origini greco-latine, passando per gli “Sfregi pittorici”, elementi demistificanti il potere e il mito correlato; il tutto transitando per le “Opere Binarie”, sorta di ultrasignificanti dell’immagine mass-mediale, gli “Iconocubi”, sequenze fotografico-architettoniche in cui l’immagine evolve all’astratto, e le opere di “Fotomeccanica”, che descrivono la falsità del mondo della comunicazione, per giungere così ai “Frammenti d’Universo”, con la liberazione dai gravami della pittura tradizionale, i “Monocrom”, sintesi gestuale-concettuale della Mater Arcaica, ed infine al ciclo del Post-Consumismo, con il recupero artistico del materiale degradato. “Geniale, poliedrico, eccentrico, anticipatore dei tempi e dei costumi, con una potente vis critico-comportamentale” come lo descrive il suo biografo ufficiale, Giosuè Allegrini, è stato stimato dai più grandi storici e critici d’arte, fra cui Giulio Carlo Argan, Pierre Restany, Michel Tapié.

Già titolare della cattedra di pittura presso sette Accademie di Belle Arti Italiane, fra cui la prima cattedra di di pittura di Brera a Milano, all’Albertina di Torino e a Venezia, ha esposto anche alla Bonino Gallery di New York, alla Biennale di Venezia, con antologiche al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, al Palazzo della Permanente e a Palazzo Reale a Milano, al Grand Palais di Parigi. La mostra al Cairoli resterà aperta sino al 2 marzo p.v..

Pavia, 16.02.2024 Giosuè Allegrini

IMPRESSIONI SULL’EVENTO

a cura di Ada Eva Verbena

Giosuè Allegrini, amico, collezionista e biografo ufficiale di Xante Battaglia, ha curato e presentato ai numerosi visitatori, l’evento. Allegrini si pone all’artista Battaglia in veste di biografo e come referente scientifico. Nel suo testo di presentazione inquadra l’autore nel mondo dell’Arte Contemporanea delineandone i molteplici aspetti che lo caratterizzano.

In mostra sono esposte opere create nell’arco di 63 anni di attività. Il Franz definiva l’artista Xante Battaglia giá 30 anni fa un “artista nuovo” capace di cogliere ed intercettare in anticipo la storia del tempo a lui contemporaneo. Attraverso la creazione di un personale modello di comunicazione fatto di integrazione tra Politica, Società Xante comunica a noi con la sua Arte trasformando tali componenti tematiche in “piogge di filosofie” (cfr. Franz).

Xante Battaglia ha anticipato molti movimenti ed artisti. Negli anni sviluppa riflessioni profonde e fa denunce di fatti e personaggi attraverso azioni intellettuali raffinate. Con le sue opere egli porta a noi temi e filosofie concettuali che rivitalizzano il “fare arte” ed i materiali. Suoi, i temi cari del PRE-ARCAICO con la figura della Grande Madre Arcaica, e del POST-CONSUMISMO tema coniato da lui e dal critico Pierre Restany. Riattualizzare lo scarto del consumismo non é riciclo ma raffinata operazione di trasformazione.

Tra i temi in mostra troviamo anche gli “sfregi” demistificatori, un vero e proprio attacco ai Falsi Miti del contemporaneo. Molto interessante l’opera il “Lettore dell’opera” (nel 1977 posta in mosta presso la Galleria Apollinaire di Milano). Con quest’opera si apre il discorso sul tema “le scritture”. Una sedia accoglie il visitatore che trova dinanzi a sé due testi scritti su due tele. Tramite l’operazione artistica delle “cancellature” l’artista identifica un nuovo modo di leggere il testo.

Si passa dal “leggere” un testo, al “de-legge” l’altro testo cancellandone parti. Cosí facendo ottiene l’edizione di un nuovo valore del linguaggio. Il discorso si fa analogamente anche con un’immagine. Un dettaglio viene ritagliato ritrovando un valore nuovo, nel “focus del dettaglio” che apoare piú vero dell’intero. L’artista ritrova il reale senso profondo del contenuto espressivo dell’opera. Il dettaglio smaschera la “falsa cultura”, scoprendo la vera intenzione comunicativa.

Altro tema caro all’ artista, la ricorrente “Madre Arcaica”. In mostra la ritroviamo anche nella sua ultima e piú recente ricerca. Ella vive ieratica e monolitica, la ritroviamo anche all’interno delle opere rivitalizzate, né la “firma che cambia l’oggetto”. Il gesto, la firma o la trascrizione delle sue icone sintetiche, riportate su contenitori per pizza o per uova, diventa per l’artista un motivo ed insieme, un atto supremo di denuncia del consumismo. Pochi gesti diretti sferzano un attacco diretto ai “miti della contemporaneità”. Il gesto performativo si fa carico di ribellione e pathos.

L’evento inaugurale si chiude con una performance dell’artista Xante Battaglia che attraverso la sua arte comportamentale in un unico atto crea un’opera che il critico Marco Marinacci commenta prendendo a paragone il fulmine di Zeus che sprigiona la sua energia nel suo gesto pittorico-plastico sulla una tela bianca. “Lo sfregio” ottenuto é lontano dall’operazione del “taglio” di Lucio Fontana. In Xante Battaglia diviene la valorizzazione dell’istante. Come un fulmine energetico arriva la materia pittorica che assume anche valore plastico nel suo pigmento nero e si appropria della tela che viene trasformata all’istante. Il bianco assume un nuovo valore in relazione al “nero fulmine” che si accampa sulla superficie. L’operazione si conclude apponendo sul margine in basso a destra della tela, la sua firma autografa “Xante Battaglia 2024”.

Xante Battaglia, Zeus contemporaneo, scaglia i suoi fulmini sul Mondo e ne denuncia le sue tragedie, le guerre in corso e gli uomini bruti.

Denuncia la sua ultima e nuova attenzione verso la contemporaneità attraverso la riflessione verso l'”Uomo senza qualitá”.

Denuncia infine, con un pizzico di nostalgia nella voce, d’aver “perso la fede” verso il post-consumismo che rimarrà un’utopia.

Una mostra da non perdere!

Ada Eva Verbena

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Food & Beverage

BURNS NIGHT A MILANO,  Un distillato di poesia a cura di Alberto Gross.

BURNS NIGHT A MILANO

“Il whisky e la libertà vanno di pari passo”. Così scrive Robert Burns, uno dei più celebri poeti scozzesi vissuto nella seconda metà del XVIII secolo, cantore dei costumi e delle tradizioni del suo popolo, non di rado lasciandosi sedurre da una vena satirico politica che gli valse inizialmente una fama quasi clandestina. Tuttavia la sua popolarità crebbe a dismisura presso i suoi contemporanei, fino a trasformarlo in una fonte di ispirazione per i fondatori del futuro liberalismo. Per celebrare questa figura di bardo nazionale ancora oggi gli Scozzesi si riuniscono ogni 25 gennaio – giorno di nascita del poeta – per la “Burns Night”, una cena a base di piatti tradizionali, whisky e letture di varie canzoni e componimenti. 

Su iniziativa di “Spirits & Colori” – azienda italiana specializzata nella selezione, importazione e distribuzione di distillati pregiati – la Burns Night è arrivata anche a Milano: presso “Rumore”, nuovo american bar recententemente aperto nel quadrilatero della moda, lo scorso 25 gennaio si è svolta una cena con una serie di proposte gastronomiche abbinate ad altrettanti whisky scelti dal catalogo dell’azienda e presentati da Gabriele Rondani, nuovo direttore dell’area commerciale e marketing. Focus della serata le etichette Black Bull – 12 e 21 anni – e la linea Octave di Duncan Taylor. In tavola niente haggis o pudding ma una serie di interpretazioni di ispirazione orientale, tra prosciutto di manzo di Kobe, gyoza e bao ripieni di pollo in tempura; il gioco di abbinamenti diverte il palato e incuriosisce ad approfondirne le potenzialità, smarcando il whisky dal suo più comune ruolo di protagonista nei cocktail o nel dopo cena. Intrigante e seducente il Black Bull Kyloe torbato miscelato a Vermouth rosso e Sherry Pedro Ximenez proposto in apertura, accattivante anche l’Octave Bunnahabahin 20 anni con le sue note di polpa di mela, di tostato, piacevolmente agrumato ma vellutato in bocca, a contrastare la sapidità umami dei gyoza.

Quasi da manuale il gelato fiordilatte e coulis di frutti rossi abbinato all’Invergordon 31 anni, con le sue piacevoli note di vaniglia e cioccolato bianco, frutta secca, noce, dattero e un sospetto di speziatura, tra pepe e chiodi di garofano.

Una serata che ha celebrato la versatilità di un grande distillato nelle varie interpretazioni di un’azienda che riesce a penetrarne i segreti e le sfumature più profonde, protetti dallo “spirito” della poesia.

E adesso spegnete la luce.

Alberto Gross

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Rubrica di Elisa Volta

BON TON BON TON A CURA DI ELISA VOLTA: Eleganza è…

ELISA VOLTA

«Tutte le donne aspirano ad essere eleganti e senza capire il senso di questo termine, comprano in una vita tonnellate di abiti, scarpe, borse. (…) Poi arriva ad una cena una donna con un pantalone nero da smoking e una camicia bianca, un classico perfetto, e la noti.

È elegante il suo incedere quasi regale.

É chiaramente una donna speciale, elegante e non si può dire che sia l’abito a renderla tale. É lei.»

Quelle sopra riportate sono alcune righe tratte da un articolo apparso su ”Il blog del direttore” di Vogue Italia.

A scrivere queste parole fu Franca Sozzani, giornalista scomparsa nel 2016, direttore di Vogue Italia per ventotto anni.

Le parole di Franca Sozzani, donna elegantissima, colta, dotata di grande talento, ma soprattutto di intelligenza, ci mostrano come sia la donna a vestire l’abito e non il contrario.

L’eleganza è un atteggiamento, un’attitudine che abbraccia tutti gli aspetti della vita, non solo l’abbigliamento. È equilibrio, grazia, spesso semplicità.

È cortesia e rispetto per gli altri, attenzione a gesti, comportamenti e parole, affinché questi, anche involontariamente, non offendano.

Elisa Volta

3 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton

“Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi 

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo

“BON TON A 4 ZAMPE, MANUALE DI PET ETIQUETTE”

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Food & Beverage

Parole & Sapori Incontri di Gusto, Strozzi Bistrò, Palazzo Strozzi a Firenze Martedì 13 febbraio 2024 dalle 18.30 Ilaria Guidantoni presenta: Aspettando San Valentino, Viaggio nel cioccolato con Alessio Tessieri.

Ilaria Guidantoni

Tra parole, profumi e sapori, un viaggio dal cacao al cioccolato e i possibili abbinamenti in compagnia di un imprenditore che ha realizzato un sogno con il marchio Noalya, Alessio Tessieri. Il cacao, spezia preziosa, fin dall’antichità è considerata sublime e maledetta, bevanda degli Dei e piacere peccaminoso.

La serata illustrerà come degustare il cioccolato, il percorso dalla pianta del cacao alla tavoletta sulle nostre tavole fino alle suggestioni gastronomiche di un prodotto che per tanti aspetti ricorda il viaggio dall’uva al vino.

In abbinamento un Negroni signature StrozziBistrò e alcuni amuse bouche realizzati dallo Chef Axel Caldani dedicati al cioccolato.

Sponsor

Noalya, il cioccolato coltivato

Azienda di Ponsacco, in provincia di Pisa, produttore di cioccolato dall’albero alla tavoletta, presente sul mercato dal 2018 con la collezione dei 33 cioccolati.

Scuola Tessieri, un atelier delle arti culinarie

Nel cuore della Toscana a Ponsacco, una scuola di Alta Formazione per le professioni legate alla cucina, alla pasticceria e all’ospitalità gastronomica.

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ArteEventi

Babs Art Gallery Milano presenta: Maurizio Fusari e Francesca Nobile. Armonie in evoluzione via Maurizio Gonzaga 2, 20123 Milano 15 Febbraio–12 Marzo

BabsArt Gallery

Doppia personale alla Babs Art Gallery di Milano dedicata a Maurizio Fusari e Francesca Nobile.

La mostra, allestita dal15 Febbraio al 12 Marzo, propone il confronto tra due artisti diversi tra loro per generazione, stile e tecniche, ma accomunati da un grande talento creativo eda un febbrile ricerca di innovazione esperimentazione.

L’esposizione prevede infatti18 dipinti recenti su tela, carta e stoffa di Francesca Nobile (Modica, 1980) euna selezione di30 lavori dell’artista e orafo Maurizio Fusari (Sant’Angelo Lodigiano, 1964) realizzati dalla fine degli anni Sessanta a oggi.

Fusariè uno dei maggiori esponenti dell’arte orafa italiana. Formatosi alla scuola di Giò Pomodoro (1930-2002), ha poi proseguito la sua fortunata carriera con creazioni personali, allargandosi anche a collaborazioni con Aligi Sassu, Salvatore Fiume, Pietro Consagra, Pasquale Galbusera. In mostra si vedono 23 pezzi disegnati e creati interamente da lui e 7 realizzati con altri celebri artisti.

“Nel mio lavoro” racconta l’autore “mettotutto il mio sentire, sono forme che vengono dalla mente e si caricano di un valore simbolico e ancestrale”.

Le materie preziose, lasciate grezze, con le loro superfici irregolari, sprigionano luce ed energia. Come glianelli e i bracciali rigidi, dove labirinti di solchi e di forme incidono profondamente le superfici. La lavorazionesi fa poi sottile e leggera nelle collane Diramazione e Marte(2019), intrecci d’oro splendenti come ragnatele.

I lavori in corallo, sono un omaggio a questo materiale potente e prezioso e rievocano le forme della natura, come l’anello Anemone di Mare(2020).Gli esemplari realizzati “a quattro mani” sono vere e proprie micro sculture da indossare, che riflettono il gusto e le sfide delle opere maggiori degli autori con cui ha collaborato.

Come i due anelli in oro, smalto e pietre preziose realizzati con Giò Pomodoro, perfetta e minuta sintesi degli studi dell’artista sulla geometria e la luce, il pendente con pavè di brillanti progettata con Consagra, un girocollo con pendente a forma cavallo di Aligi Sassu e la spilla Pescatore, realizzata per Fiume, in oro giallo e smalti. “Queste collaborazioni” spiega Fusari, “mi hanno fatto capire cosa certi grandi artisti intendessero per gioiello.

Mai considerato come una forma minore.

Quest’arte nasce infatti prima della pittura e della scultura e incarna il desiderio di indossare un ornamento, presente già nelle culture più antiche”.

Alle pareti Francesca Nobile presenta la sua produzione datata 2020/2024. L’artista ha sviluppato negli anni un linguaggio personale che liberandosi progressivamente dalla figurazione, è approdato nel 2003 a una pittura liquida, dove macchie di colore invadono il supporto pittorico, lasciando affiorare suggestioni di costellazioni, prati fioriti e tappeti marini. Queste forme fluide e leggere sono per lei “espressioni di malinconia e vitalità, raccontano l’aspetto metafisico e il quotidiano”. Il suo lavoro nasce da una riflessione sul corpo, sulla potenza della meditazione e sull’esperienza onirica che conduce gli individui a indagare l’inconscio, le gioie e le profonde paure.

Una ricerca che ha raggiunto solidità anche attraverso la BABS ART GALLERY Via Maurizio Gonzaga, 2–MILANO www.babsartgallery.it+39 347 9350394 sperimentazione di diversi medium, installazioni e video.

In galleria presenta 2 grandi opere su carta (WildSidee Controcanto 2023/2024), un trittico su tela (Sol invictusdel2020/22), e una installazione composta da15 piccole opere.

Si tratta della serie Liquid Death, che Nobile ha realizzato a tecnica mista su fazzoletti di stoffa.

Sono lavori, spiega l’artista che “nascono da un ricordo intimo e tenero.

Di quando ero piccola, e mio padre si toglieva di tasca il suo fazzoletto stirato e profumato per asciugarmi le lacrime o il naso. Io glielo restituivo bagnato e appallottolato.

Era uno scambio che parlava d’amore e di cura. Ho voluto lavorare su questo supporto per restituire al mondo un’emozione, riempirla di colori sgargianti, unire gioia e dolore, come spesso capita nella vita”.

Ufficio stampa–Setteluci

press@setteluci.net

Manuelita Maggio–cell. +39 338 4132673

Elisabetta Castellari–cell. +39 340 0581336

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EventiMusicaSenza categoria

7 Febbraio Roma: Concerto di Musica Sacra Mariana con protagonisti il soprano Dominika Zamara e Fr. Bernard Sawicki all’organo

dominika zamara

Il 7 febbraio, alle ore 17:30 si terrà presso la Chiesa di San Gregorio in Celio – Piazza di San Gregorio al

Celio 1, 00184 Roma RM, il Concerto di Musica Sacra Mariana che vedrà Impegnati il soprano

Dominika Zamara e Fr. Bernard Sawicki all’organo. Un concerto che parte dai capolavori di

musica sacra, dal barocco al romanticismo, passando alle atmosfere moderne. Dando così

un ampio panorama dell’evoluzione di questo filone musicale, compreso il brano Agnus Dei,

scritto dal Maestro Wieslaw Rentowski in occasione dei concerti dedicato alla figura del Santo

Giovanni Paolo II.

Con musiche di: Vivaldi, Bach, Gomez, Mozart, Sawicki, Rentowski, Lorenz, Schubert, Zebrowsk.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

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ArteEventi

“Heroes” di Massimo Lagrotteria a cura di Giuditta Elettra Lavinia (GEL) Nidiaci

Massimo Lagrotteria

S’inaugura Sabato 27 gennaio 2024 alle ore 18 la personale “Heroes” di Massimo Lagrotteria, a cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci, presso Rosso Tiepido Hangar a Modena.

L’esposizione si compone di tre grandi sculture mai esposte dall’artista e dunque realizzate appositamente per gli imponenti spazi di Rosso Tiepido, e otto dipinti installati per l’occasione su cavalletti rivestiti in un elegante velluto colorato: tale originale allestimento si rende necessario in quanto Rosso Tiepido presenta al suo interno diversi murales di alcuni dei più importanti street artist italiani e internazionali quali Tellas, Moneyless, Giorgio Bartocci, Sten&Lex, Aris, Awer, Ciredz, MP5, Martina Merlini e Gola Hundun, i quali a partire dal 2018 hanno reso questo suggestivo spazio industriale una “Cappella degli Scrovegni della street art”.

La mostra di Lagrotteria si propone dunque come una mostra nella mostra, dove lo spettatore che osserva i lavori si trova a notare un’amalgama di linguaggi differenti seppur armonici nel loro insieme.

Le sculture e pitture di Lagrotteria ci parlano dell’alienazione sociale di cui tutti gli individui, almeno una volta, si trovano a soffrire: l’individualità trova il suo comune denominatore in un malessere ampiamente diffuso nella società odierna, dunque l’esperienza non è da considerare come singolare bensì come parte di una grande addizione esistenziale; gli eroi antieroi di Lagrotteria siamo noi, che sprofondiamo nel grigiore delle nostre vite sebbene cerchiamo di eluderlo.

Così la curatrice Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci scrive nel testo critico della mostra: “Il ragionamento attraverso il quale si realizzano le opere di Lagrotteria è di tipo induttivo, ovvero un ragionamento che procede da più casi particolari per formulare una conclusione generale, al contrario del ragionamento deduttivo, che procede da considerazioni generali per giungere a formulare regole specifiche.

Ecco dunque che osservando bene quella materia vibrante posta come un agglomerato dalle fattezze incerte su piedistalli stabili solo in apparenza, questa si manifesta come vere e proprie macerie del tempo odierno, un tempo che Lagrotteria vuole raccontare senza orpelli, che vuole forse persino cercare d’ingannare nel vano tentativo di arrestarne il suo tragico scorrere. L’ideale eroico gesto di Lagrotteria ha le fattezze accennate delle sue sculture, i suoi Heroes intrappolati in un immobilismo da cui disperatamente tentano di emergere: sono gli stessi soggetti, gli stessi personaggi che abitano le tele, adagiate sul velluto ora scarlatto ora pervinca, colori che riflettono bellezza e che stridono a confronto della tragica cupezza del mondo di oggi.”

L’esposizione sarà visitabile fino al prossimo 24 febbraio.

Massimo Lagrotteria

Heroes

A cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci

27 gennaio – 24 febbraio 2024

Inaugurazione Sabato 27 gennaio ore 18

ROSSO TIEPIDO HANGAR

Via Emilia est  1420/2, Modena

contatto@tiepido@rossotiepido.it

3406408427

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AccessoriModa

DISLIKE ME, il bello del rebranding…

DISLIKE ME

Il rebranding DISLIKEME si concentra sull’idea di abbracciare l’autenticità in un mondo dominato dalla ricerca frenetica dei like sui social media. un pollice verso, simbolo del “dislike”, stilizzato in modo unico e accattivante. storie di persone che abbracciano la loro unicità, incoraggiando gli utenti a “dislikare” la pressione sociale e ad abbracciare ciò che li rende veramente unici. DISLIKEME diventa un marchio che celebra l’autenticità in un modo originale e anticonformista.

non si tratta di una capsule ma di rebranding. Le persone mi danno dei loro capi che io rebrandizzo. adesso ne ho fatti un pò per fare un pò di esempi di come verrebbe e per mostrare il mio stile. per un momento è una idea embrionale che vorrei far correre nel mondo della musica dei dj, tutto lo strato underground

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Attualità

Quo vadis Unione Europea ? La rivoluzione è una locomotiva della storia dell’UE a pieno regime.

Quo vadis Unione Europea

“La strada da percorrere non è né facile né ovvia. Ma deve essere percorsa e sarà percorsa“. – Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, „Manifesto per un’Europa libera e unita“

Una grande iscrizione sopra l’ingresso principale dell’edificio del Parlamento europeo a Strasburgo recita: “Altiero Spinelli”. È il nome di uno dei padri dell’Unione europea.

Targhe simili in luoghi pubblici appaiono, quando si vuole rendere omaggio a qualcuno che ha contribuito alla creazione di un’istituzione o di un’organizzazione o allo sviluppo particolare delle sue idee. Infatti, a Strasburgo, sull’edificio è immortalato il nome non di Robert Schumann e altri conservatori come Konrad Adenauer o Joseph Bech, non di Jean Monnet, Alcide de Gasperi, Paul Henri Spaak o Winston Churchill – ma quello di Altiero Spinelli! Come si può vedere, il Parlamento europeo ha molto da ringraziargli.

Chi era questo uomo famoso? Come si è guadagnato questa speciale onorificenza ?

Altiero Spinelli (1907-1986) – il “il patrono dell’UE”. – è nato in una famiglia di tradizioni socialiste, il che significa che si è nutrito di marxismo con il latte materno. All’età di 17 anni si iscrisse al Partito Comunista Italiano, dal quale fu espulso per le sue inclinazioni trotzkiste.

È stato uno degli autori del cosiddetto Manifesto di Ventotene (di cui l’allora Presidente del PE Jerzy Buzek disse che: “(…) è la fonte sempre viva dell’integrazione europea”) – uno dei primi documenti che promuove l’idea dell’unificazione europea e di una costituzione europea. Insieme ad altri prigionieri politici, Spinelli scrisse questo manifesto mentre era imprigionato dalle autorità fasciste italiane sull’isola di Ventotene.

Nel 1943 Altiero Spinelli fondò il Movimento Federalista Europeo per lavorare sull’integrazione europea e sull’abolizione degli Stati nazionali, mentre nel 1946 fondò l’Unione dei Federalisti Europei. Nel 1980 fondò, insieme ad altri deputati federalisti, il Club del Coccodrillo, i cui membri presentarono nel 1984 una proposta al Parlamento (Progetto di trattato che istituisce l’Unione europea) per la stesura di un nuovo trattato dell’Unione europea.

Il 14 febbraio 1984, il Parlamento europeo adottò la proposta a stragrande maggioranza e approvò il progetto di Trattato che istituiva l’Unione europea, il “Piano Spinelli”. Il progetto fu adottato dai parlamentari europei a maggioranza, e la sua attuazione ebbe inizio. Certo, non mancarono le voci di dissenso, ma Spinelli ebbe pazienza e scelse il metodo dei piccoli passi.

Egli ha dato istruzioni affinché “del gruppo di simpatizzanti che cresce gradualmente, vengano reclutati nel movimento solo coloro che hanno riconosciuto e adottato la rivoluzione europea come scopo principale della loro vita; l’azione deve essere condotta giorno per giorno, con disciplina. Con discrezione si deve garantire loro una sicurezza costante ed efficace”. Le sue idee, contenute nel Manifesto di Ventotene (1941), sviluppate nel Piano Spinelli, basato sulla teoria di un accordo sovranazionale tra partiti democratici e sulla promozione di iniziative in grado di portare a questo “sommovimento rivoluzionario”, incarnato dalle parole di Marx “I filosofi hanno solo spiegato il mondo in modi diversi, [ma] si tratta di cambiarlo”, sono state perseguite da Spinelli nel suo piano del 1984, che si riflette nelle modifiche ai Trattati dell’UE attualmente in discussione. (Notizia del 22 novembre di quest’anno: 267 proposte di modifica dei trattati sull’Unione e il suo funzionamento).

Il “Gruppo Spinelli” è attivo al Parlamento europeo dal 2010 e ad oggi conta già più di 110 eurodeputati. I suoi fondatori sono: Daniel Cohn-Bendit, Joshka Fisher e Guy Verhofstadt. I membri del Gruppo Spinelli vanno dai cristiano-democratici, liberali e popolari, ai socialisti, ai verdi e ai comunisti – uno spaccato della politica europea (tra cui, dalla Polonia, Róża Thun und Hohenstein, Paweł Świeboda e Danuta Hübner). L’obiettivo del Gruppo è creare un’Europa “completamente asservita a Bruxelles”. E questo sta accadendo oggi, sotto i nostri occhi.

Ecco i due punti più importanti di Spinelli del 1941 sul tema della definizione degli obiettivi per l’Europa del dopoguerra – e ora il programma per l’organizzazione e l’orientamento dell’Unione Europea, perseguito negli ultimi mesi del 2023.

I.”La questione che deve essere risolta per prima, perché senza di essa tutti i progressi negli altri settori saranno solo apparenti, è l’abolizione della divisione dell’Europa in Stati nazionali sovrani”          e  II.  “La creazione di uno Stato federale stabile con forze armate europee al posto degli eserciti nazionali”.

Ecco cosa scrisse Spinelli di questo compito più importante che deve affrontare questa fase della “rivoluzione della storia”: “Questo progresso sarà realizzato dal movimento rivoluzionario europeo, che nel 1941 è appena stato pianificato”. E ha poi indicato i passi successivi (che le attuali équipe dell’UE stanno ora attuando): “Si devono già porre le basi per un movimento capace di mobilitare tutte le forze per creare un nuovo organismo che sarà la più grande creazione, completamente nuova nella storia dell’Europa”. Questa nuova creazione incontrerà resistenze in alcune nazioni, di questo Spinelli era consapevole, ma “il partito rivoluzionario è consapevole che solo quando supera queste difficoltà inizia la sua vera opera”. Ed è per questo che ha dato un suggerimento su come affrontarle: “

Per cominciare, è necessario introdurre nella società una disciplina rivolta alle masse non formate”. Il compito dell’Unione, secondo il Piano Spinelli, è quello di creare gli organi e i mezzi per mantenere l’ordine (prevenire le ribellioni) negli Stati. In questo modo, “l’Unione disciplina la periferia indisciplinata”, ha spiegato il caposquadra. In questa nuova creazione, lo “Stato europeo”, la proprietà privata sarà abolita. – la proprietà privata deve essere abolita, limitata, corretta o estesa a seconda della situazione, non in modo dogmatico, in nome del principio. Si darà forma a un nuovo modello di vita economica europea, libero dagli incubi del militarismo o della burocrazia nazionale, e tutte le questioni difficili troveranno una facile soluzione all’interno della Federazione europea. “Anche i problemi dei piccoli Stati troveranno una facile soluzione.

Quando diventeranno parte di una più grande unione nazionale, perderanno la loro attenzione. (…) Quando questo accadrà, profetizza Spinelli, allora – “tutte le nazioni del mondo accetteranno la grande visione dell’azione comune – la Federazione europea sarà l’unica garanzia possibile di cooperazione pacifica con le nazioni americane e asiatiche”. Ora stiamo assistendo al fatto che per questo obiettivo finale del progetto esposto da Spinelli – l’abolizione degli Stati nazionali e la privazione del diritto delle nazioni all’autodeterminazione – i burocrati dell’UE riuniti nel Gruppo Spinelli si stanno preparando a pieno ritmo! Queste attività hanno acquisito uno slancio decisivo nel 2022 e, nell’ottobre 2023, la Commissione Affari Costituzionali del Parlamento europeo ha adottato un progetto di modifica del trattato.

I loro obiettivi includono l’introduzione dell’Euro in tutta l’UE, l’istituzione di un esercito comune europeo e l’eliminazione della possibilità per gli Stati di decidere in merito alle proprie forze armate, l’introduzione (definitiva, poiché di fatto è in vigore da molti anni) dell’ideologia del “gender mainstreaming” nella vita culturale e nell’istruzione, o un ordine per legalizzare l’aborto. Ogni tentativo di resistenza deve finire, come previsto dalle modifiche proposte ai trattati, con il taglio dei fondi o, come ha detto graficamente un deputato, con l’affamamento” degli Stati ribelli.

La rivoluzione nella storia, cioè la svolta di un percorso storico e la formazione di un mondo moderno, è il contenuto del Punto II: “L’obiettivo è quello di creare uno Stato federale stabile con una forza armata europea al posto degli eserciti nazionali”. L’idea di una forza armata europea era già stata ventilata all’interno dell’UE nel 2015.    Il suo autore era il capo della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che ha parlato al quotidiano Die Welt (8 marzo 2015), proponendo la necessità di un “esercito comune europeo (…) che contribuirebbe a definire una politica estera e di sicurezza comune e a dimostrare la responsabilità dell’Europa nel mondo”. Questo tema è stato ripreso da Emmanuel Macron.

Nel novembre 2018 ha proclamato su The Economist la “morte cerebrale della NATO” e nel dicembre 2021 lo ha ribadito in un discorso al vertice della NATO con Donald Trump, avvertendo al contempo i Paesi europei di non poter contare sull’assistenza alla difesa degli Stati Uniti e chiedendo un esercito comune europeo. Altri eventi si sono susseguiti rapidamente. Il 6 ottobre 2020, la fazione politica del Bundestag tedesco, il gruppo di lavoro SPD (Partito socialdemocratico tedesco) su politica, sicurezza e difesa, ha deciso la necessità di creare un esercito europeo come 28° esercito, oltre agli eserciti degli Stati nazionali dei 27 membri dell’Unione europea, e ha pubblicato un documento di dodici pagine.  In questo modo, si può parlare di preparazione delle basi per l’attuazione di questo secondo importante punto del “testamento rivoluzionario” del comunista italiano Altieri Spinelli. Per la realizzazione del nuovo modello di cambiamento del trattato, intrapreso nel novembre 2023.

Le parole del padre dell’Unione Europea, che spiegano la ragione della sostituzione degli eserciti nazionali con un esercito dell’Europa, non dovrebbero essere trascurate in questa materia: “Poiché il potere dello Stato socialista (sostituire qui le parole “il potere della Federazione europea”) non può contare sulla fedeltà degli eserciti degli Stati dell’Unione o dei loro comandi, questi eserciti devono essere aboliti e sostituiti da un unico esercito europeo fedele al potere centrale”. I governanti della Federazione europea, diceva il “padre dell’Europa”, per “mantenere l’ordine”, cambiano la natura dell’esercito da militare a poliziesco-interventista – hanno il diritto di “imporre la disciplina sociale a questa folla oscura, usando la dittatura rivoluzionaria, cioè il terrore”.

Suona minaccioso?

È pericoloso! La rivoluzione ha i suoi diritti!

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Musica

Un nuovo tour in America per il soprano Dominika Zamara

Dominika Zamara

Un nuovo Tour negli States per il soprano Dominika Zamara, tre date nel paese a Stelle e Strisce che vedrà la Zamara protagonista tra Wischonsin e Philadelphia.

Il giorno 19 gennaio è previsto l’arrivo in America per i preparativi, prove ecc.

La Zamara è oramai di casa negli States, il 2024 si prefigura come un’annata davvero ottima in America. Ma non anticipiamo troppo, partiamo col dire che questo nuovo tour, che sarà l’apripista di questo nuovo anno.

Il primo concerto il terrà sabato 20 gennaio, per l’occasione la Zamara duetterà con Jacob J. Perry (voce bianca), un giovane promettente. “Credo sia giusto dare uno spazio ai giovani talenti” dice la Zamara “quando ero agli inizi della mia carriera ho trovato molte persone che hanno creduto in me e mi hanno supportato, tra tutti il Maestro Enrico De Mori.”  Il tutto diretto magistralmente dal Maestro Kevin Meidl.   Il secondo concerto la vedrà sul palco con il Maestro Juan Pablo Horcasitas al pianoforte, sarà una cavalcata epica sui repertori europei, spaziando da Bellini, Mozart, Chopin e molto altro.

Ma arriviamo all’ultimo appuntamento al Mario Lanza Museum per un concerto dal titolo Mario Lanza Birthday Remembrance Party. Un evento celebrativo del compleanno del grande tenore Mario Lanza (1921 – 1959) accompagnata dal chitarrista classico statunitense Stanley Alxandrowycz.

Chi fu Mario Lanza: tenore, attore e showman statunitense di origine italiana, dotato di un bell’aspetto e di una grande voce, in grado di interpretare svariati generi musicali. Con le sue interpretazioni, in particolare nel film Il grande Caruso (1951), ebbe il merito di far conoscere e amare ai giovani la musica lirica; infatti. I suoi dischi sono ancor oggi oggetto di collezione da parte di molti intenditori.

Questo evento chiuderà questa prima parte del tuor della Zamara che riprenderà in più periodi nel corso dell’anno, ma avremo modo di approfondire altre tappe importanti. Una cosa è certa: l’America ama la Zamara.

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