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Food & Beverage

BURNS NIGHT A MILANO,  Un distillato di poesia a cura di Alberto Gross.

BURNS NIGHT A MILANO
BURNS NIGHT A MILANO

“Il whisky e la libertà vanno di pari passo”. Così scrive Robert Burns, uno dei più celebri poeti scozzesi vissuto nella seconda metà del XVIII secolo, cantore dei costumi e delle tradizioni del suo popolo, non di rado lasciandosi sedurre da una vena satirico politica che gli valse inizialmente una fama quasi clandestina. Tuttavia la sua popolarità crebbe a dismisura presso i suoi contemporanei, fino a trasformarlo in una fonte di ispirazione per i fondatori del futuro liberalismo. Per celebrare questa figura di bardo nazionale ancora oggi gli Scozzesi si riuniscono ogni 25 gennaio – giorno di nascita del poeta – per la “Burns Night”, una cena a base di piatti tradizionali, whisky e letture di varie canzoni e componimenti. 

Su iniziativa di “Spirits & Colori” – azienda italiana specializzata nella selezione, importazione e distribuzione di distillati pregiati – la Burns Night è arrivata anche a Milano: presso “Rumore”, nuovo american bar recententemente aperto nel quadrilatero della moda, lo scorso 25 gennaio si è svolta una cena con una serie di proposte gastronomiche abbinate ad altrettanti whisky scelti dal catalogo dell’azienda e presentati da Gabriele Rondani, nuovo direttore dell’area commerciale e marketing. Focus della serata le etichette Black Bull – 12 e 21 anni – e la linea Octave di Duncan Taylor. In tavola niente haggis o pudding ma una serie di interpretazioni di ispirazione orientale, tra prosciutto di manzo di Kobe, gyoza e bao ripieni di pollo in tempura; il gioco di abbinamenti diverte il palato e incuriosisce ad approfondirne le potenzialità, smarcando il whisky dal suo più comune ruolo di protagonista nei cocktail o nel dopo cena. Intrigante e seducente il Black Bull Kyloe torbato miscelato a Vermouth rosso e Sherry Pedro Ximenez proposto in apertura, accattivante anche l’Octave Bunnahabahin 20 anni con le sue note di polpa di mela, di tostato, piacevolmente agrumato ma vellutato in bocca, a contrastare la sapidità umami dei gyoza.

Quasi da manuale il gelato fiordilatte e coulis di frutti rossi abbinato all’Invergordon 31 anni, con le sue piacevoli note di vaniglia e cioccolato bianco, frutta secca, noce, dattero e un sospetto di speziatura, tra pepe e chiodi di garofano.

Una serata che ha celebrato la versatilità di un grande distillato nelle varie interpretazioni di un’azienda che riesce a penetrarne i segreti e le sfumature più profonde, protetti dallo “spirito” della poesia.

E adesso spegnete la luce.

Alberto Gross

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