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Redazione

Attualitàcultura

Giacomo Maria Berutto, Ambasciatore dell’Ordine dei Cavalieri di Malta.

Giacomo Maria Berutto

Abbiamo intervistato l’Avv. Giacomo Maria Berutto , Ambasciatore dell’Ordine dei Cavalieri di Malta , per conoscere meglio questa istituzione nata come ordine monastico militare nel 1048 circa.

L’Ordine di Malta è un ordine religioso laicale, soggetto di diritto internazionale che segue con zelo le proprie origini e svolge servizi di assistenza. rivolti ai bisognosi e alla cittadinanza in diverse aree del mondo.

Quando sei entrato a far parte dell’Ordine?

Ho iniziato a frequentare l’ordine nel 1990, a 19 anni, come volontario barelliere, introdotto da un membro dell’Ordine.

Sono stato ricevuto nell’ordine come membro nel 2008.

Quali sono i principi fondamentali all’interno dell’Ordine?

I principi fondamentali sono espressi dal motto tuitio fidei et obsequium pauperum, testimonianza della fede e aiuto dei poveri e dei bisognosi. 

La partecipazione all’ordine è tesa ad un percorso di santificazione dei propri membri attraverso l’esercizio della virtù della carità verso il prossimo.

Virtù evangelica che caratterizza il percorso di vita dei membri dell’ordine, sia religiosi (che hanno emesso voti di povertà castità e obbedienza) sia laici (che possono emettere promessa di obbedienza, come me). 

Quanto tempo ci vuole per un nuovo membro per entrare e come avviene l’inserimento ?

Non c’è un tempo determinato.

Si tratta di un percorso di formazione spirituale e di attività caritative, di maturazione dei valori melitensi (fede e carità) che vengono vagliate dai superiori.

L’inserimento avviene mediante la partecipazione alle attività di ciascuna delegazione presenti su tutto il territorio (pellegrinaggi, giornate con malati, incontri di formazione spirituale) . 

Come è gestito il rapporto con la chiesa?

L`Ordine di Malta è un ordine religioso laicale che venne riconosciuto indipendente con la bolla papale di Papa Pasquale II nel 1113 ed ancor oggi, tale requisito, consente lo svolgimento nel mondo di fini caritativi propri dell’Ordine,

Canonicamente l’Ordine è sotto l’egida del Pontefice che, attualmente, è rappresentato dal Delegato Pontificio il Cardinale Silvano Maria Tomasi. 

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Alla presentazione delle mie lettere credenziali come Ambasciatore del Sovrano Ordine di Malta presso la Repubblica della Namibia, il Presidente della Repubblica della Namibia mi ha offerto un bicchiere flut per brindare, insieme ad altri ministri. 

Nel bicchiere c’era acqua, un bene preziosissimo per un paese molto arido come la Namibia. 
Un altro episodio meraviglioso è stato ballare a 40 gradi sotto il sole insieme ai bambini del nostro asilo, alle suore, ai genitori e alla comunità di Rundu in Namibia, in occasione della festa di consegna dei diplomi di fine anno.

L’Ambasciata ha realizzato e gestisce una cittadella nel quartiere più povero della città di Rundu, composto da un asilo, una mensa, una sartoria ed un Ambulatorio. 

Quale situazione che hai vissuto ricordi con maggior emozione?

A Lourdes, durante un Pellegrinaggio internazionale dell’Ordine, insieme alla mia squadra di barellieri mi sono occupato per quattro giorni di un giovane malato. Un ragazzone giovane in carrozzina. Vivace ed allegro.

Lo abbiamo accudito, lavato, curato.

Non dimenticherò mai la sua dolcezza, affetto fraterno e gratitudine. In quella occasione, mentre gli facevamo il bagno, ho scorto davvero Gesù nel prossimo.

Mi è sembrato di averlo vicino. Un esperienza unica, fortificante. Adrenalina pura nel momento in cui discerni dentro di te questo pensiero. 

Qual’è la funzione dell’Ambasciatore all’interno dell’Ordine?

L’ordine di Malta ha oltre 120 rapporti diplomatici bilaterali. In ogni missione vengono svolte attività umanitarie e di aiuto del prossimo, secondo i carismi dell’ordine, senza distinzione di razza e religione.  In ogni realtà ci adeguiamo alle esigenze locali.

Nel nostro caso, data la grande presenza di bambini e l’alto tasso di casi di HIV, ci siamo dedicati in particolare alla loro educazione e formazione.

L’ambasciatore gestisce e coordina questi interventi e intrattiene i rapporti con il governo locale e le autorità. 

Se potessi incontrare un grande del passato chi sceglieresti e cosa gli chiederesti ?

Sicuramente vorrei sapere da San Giovanni Paolo II cosa ne pensa dell’ordine oggi. Un Santo ma un grande uomo che ha vissuto una vita intensa, reale. 

Quanti membri sono presenti in Italia?

Circa 3000 (su 12.000 nel mondo) 

In Proporzione quante donne?

Credo circa un 30%

Qual è il paese in cui sono più presenti i cavalieri di Malta?

L’Italia é comunque il luogo dove si trova la sede dell’ordine dal 1834.

Sicuramente una grande presenza. 

Come viene gestita la comunicazione con l’esterno ?
Esiste a Roma l’ufficio comunicazioni del Gran Magistero che si occupa della comunicazione in tutto il mondo dell’ordine. 

Grazie per l’interessante esplicativa chiacchierata

Intervista in collaborazione con Giulio Garsia ( www.prosperitas.info )

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AttualitàLibri

Solo posti in piedi a Roma per la presentazione del la Milanese 2.

la Milanese 2

Il viaggio continua di Michela Proietti, giornalista del Corriere della Sera e autrice del best seller La Milanese che ha beatificato le sciure e adesso compie il miracolo di mettere pace tra milanesi e romane.

All’Hotel De Russie, il più amato dalle signore della Capitale dove fanno aperitivi molto milanesi, si sono date appuntamento conduttrici, scrittrici e socialite, che sotto la pioggia hanno raggiunto la loro nuova scrittrice di riferimento, alla quale hanno subito chiesto di fare un “tris” e scrivere “La Romana“.

A moderare il “traffico” il giornalista e conduttore Alberto Matano, che ha chiesto alla autrice se la donna milanese ha davvero una marcia in più.

Risposta dorotea: la milanese è la metafora di tutte le donne contemporanee, divise tra vita privata e pubblica, che compera il cachemirino democratico di Uniqlo, va dal nutrizionista e vuole diventare ceo di una società, quindi anche una romana è una perfetta milanese.

Domande dal pubblico con un po’ di pepe: “sarà mica che ci vuole un portafogli pesante per fare la sciura?“

Ha chiesto la contessa Marisela Federici all’autrice, che ha spiegato che le milanesi sono più contente di comperarsi il gioiello da sole che di farselo regalare dal fidanzato munifico.

Dibattito vivacissimo con tante manine alzate in sala di romane-sciure, doc o di importazione, come Mara Venier, Caterina Balivo, Barbara Bouchet, Monica Setta, Daniela Del Secco d’Aragona (che “adora” la milanese) , Ester Crimi, Tiziana Rocca, Giulia Cerasoli, Fabiola Sciabbarrasi, la dermatologa icona delle romane Chantal Sciuto, Gippy Rubinetti, Michela Rocco di Torrepadula (con trench Uniqlo), Eleonora Pratelli, Irene Bertucci, Eliana Miglio, Elisabetta Ferracini, Alessandra Viero, Sofia Odescalchi (con maglione parlante con scritta La Milanese) , la stilista Federica Tosi, Livia Schizzerotto, Flaminia Naro, Maria Teresa Vignola, Maria Josè Falcicchia, Pamela Prati, Benedetta Lignani Marchesani, Costanza Rizzacasa d’ Orsogna, Paola Lucisano, Veronica Pesci (“complimentata” da tutti per il premio Virna Lisi) e Tiziana Giardoni, applaudita per aver dato vita alla Fondazione dedicata al marito Stefano D’ Orazio.

Piccolo ma significativo parterre maschile con Ivan Damiano Rota, inventore dello stile “grande bellezza” a Milano, il re dei paparazzi Umberto Pizzi, il medico più amato dalle romane Giovanni Angiolini, Santino Fiorillo, Angelo Rifino, Niccolo’ Panella, l’avvocato in ascesa Nicola Maione, Angelo Morabito, e il nuovo direttore del De Russie Giampaolo Ottazzi, appena arrivato dalla Laguna nella Capitale.

Al termine cena per “happy few” al Bolognese, il ristorante con doppio domicilio, romano e milanese, of course.

La Milanese 2

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AttualitàModa

“GINGER’S WORD”: NON CHIAMATELE SEMPLICEMENTE SCARPE.

GINGER’S WORD

La scarpa di una donna  è considerata  l’accessorio femminile per eccellenza, simbolo di seduzione e fascino, idolatrata sin dai tempi della bellissima Cleopatra, un autentica svolta di vita per Cenerentola che senza la scarpetta di cristallo sarebbe  ancora lì a lavare pavimenti ,idolatrate da una sex symbol come Marilyn Monroe la quale diceva “Date ad una donna le scarpe giuste e conquisterà il mondo”  e non in ultimo arrivando ai giorni nostri, paragonate ad un partner maschile nella famosa serie di “Sex and the city”.

La protagonista  Carrie Bradshaw (l’attrice Sarah Jessica Parker) famigerata amante dello shopping in quel di NY ,affermava quanto segue :“Gli uomini sono come le scarpe col tacco.

Ci sono quelli belli che fanno male, quelli che non ti piacciono fin dall’inizio, quelli irraggiungibili che non potranno mai essere tuoi, quelli che affascinano in partenza ma poi capisci che non sono niente di speciale ed infine quelli che non ti stancherai mai di avere con te.

Ed io da donna posso solo che confermare parola per parola. Carrie We love you !!

Spesso l’acquisto di un paio di scarpe determina l’aumento dell’autostima e ne migliora l’umore (non snobbate il concetto ,lo affermano  fior di psicologi non la sottoscritta).

Quando una donna acquista una scarpa, che sia bassa o tacco 12 cm, la vedremo lì davanti allo specchio del negozio  ad osservarsi da ogni tipo di prospettiva mentre si chiede ,

Mi slancia?

Mi fa il sedere basso?

Con cosa le abbino?

Quando lui mi vedrà con queste indosso impazzirà ne sono certa !

Sono troppo alte, sono anche scomode ma quanto sono fighe?!

Ok,le prendo!

Alla fine il concetto che vincerà è “Non importa quante paia di scarpe abbia una donna, se le chiedi perché ne compra un altro la sua risposta sarà sempre perché mi serve e perché non ho mai niente da mettermi !!

Sarà vero?!

Ma assolutamente no, il fatto è che nel cuore di una donna ci sarà sempre spazio per un nuovo paio di scarpe, quindi maschietti conviventi all’ascolto, rassegnatevi al fatto che 4 scaffali su 5 saranno nostri !!

Ed è proprio a questi ultimi che mi rivolgo con delle piccole dritte.

Volete capire una donna? Guardate le scarpe che indossa!

Vi stilo dei brevissimi esempi dove mi addentro nell’infinito mondo dei modelli di calzature femminili e la personalità che ne indicano, personalissime opinioni ovviamente.

Parto con un modello che definisco l’anti femminilità per eccellenza, le Ballerine.

E’ per quel tipo di ragazza a cui piace stare coi piedi per terra (ma proprio nell’assolutezza del termine), ne ha sempre un paio di scorta in macchina (anche perché con i tacchi non sanno guidare diciamolo pure), al massimo si concedono un fiocchettino, un bottone gioiello in punta ma niente di troppo vistoso, loro amano lo stile informale e decisamente comodo.

Aggiungerei ,poi però non vi lamentate se esistono numerose campagne per l’annientamento delle ballerine dal suolo terreste! Uomini in quanti d’accordo con me ??

La scarpa col tacchetto basso, quella da 4-5 cm per intenderci, è una chiara sintesi del vorrei tanto saper camminare su di un tacco 12, fare invidia  anche i San Pietrini mentre cammino sicura di me lungo Piazza Venezia  ma alla fine desisto perché sembro Paperina che cerca di darsi un tono !

Spero vivamente che Jimmy Chou non mi senta!

Lo stivaletto basso. Bello se lo si sa abbinare ad un outfit corretto, mi viene da pensare alle biker che sono un ever green, male male se invece è il 15 Agosto e vi presentate in spiaggia con gli shorts a livelli inguinali abbinati allo stivaletto nero perché vorreste che la gente che vi osserva pensi che siate una vera coolgirl, quando invece l’unica cosa che penseranno  è”Poveri piedi non vorrei essere al loro posto”!

La scarpa da ginnastica.

E’ un modello che è ormai sdoganato per molteplici occasioni e non più solo abbinato ad un attività sportiva, senza considerare che molti brand ne hanno curato i dettagli, colori, lacci, suola interna, quelle che si illuminano mentre cammini, quelle di colore diverso ma appartenenti allo stesso paio.

Insomma c’è  n’è per tutti i gusti, ti danno quel tocco modaiolo anche sotto un jeans, e se non ti affretti a comprarle entro 2h, possibilmente senza svenderti un rene visti i costi non proprio accessibili a tutti , non le troverai più!

Ed infine la mia amatissima scarpa col tacco, vertiginoso, color oro, argento, trasparente, con il logo della casa madre (tipo Yves Sant Loren),borchiate (vedi  Casadei ) o il decolletè con l’inconfondibile  suola rossa firmata  Louboutin (Adorooo) . Insomma chi sceglie i tacchi alti come must have è perché le piace farsi notare ,ovviamente  occhio a non indossarli al supermercato perché poi dal farsi notare in bene ad essere scambiate per ridicole è un attimo!

Lasciatemi però  esprimere infine  un breve pensiero sul mondo delle scarpe femminili, quanto meno per onestà,sul fatto che l’ enorme interesse che destano vale anche per il versante maschile. Gli uomini provano un interesse fortemente erotico per questo indispensabile elemento,dal momento che le configurano come grande oggetto del desiderio ed arma di seduzione.

Ne comprano tante on line (preferibilmente super usate) le fotografano indossate da donne non necessariamente avvenenti ma poco importa perché tanto la protagonista non sarà quest’ultima bensì le sue scarpe,

Le riveriscono in quel che si chiamano “sessioni” ovvero incontri neanche poco costosi dove lo scopo in sé non è il sesso  bensì essere anche solo calpestati da questo apparente normale  accessorio che tanto normale non è..

Di queste forme di feticismo c’è ne sono molteplici e per tutti i gusti ma il discorso è talmente ampio nel suo genere che meriterà sicuramente  un capitolo a parte. Stay tuned.

Ginger Inside

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AttualitàRubrica di Elisa Volta

Bon Ton, Bon Ton, Rubrica a cura di Elisa Volta: Il galateo e le buone maniere sono davvero fuori moda?

Elisa Volta

Il galateo e le buone maniere sono davvero fuori moda?

Cosa significa essere educati oggi?

Ecco due delle tante domande alle quali, con questa rubrica, tenterò di dare risposte.

Nell’era della velocità digitale, dove tutto accade con un “click”, siamo portati a vivere con ritmi frenetici e innaturali per l’uomo.

La fretta con cui ci relazioniamo porta spesso ad una perdita di attenzione e rispetto verso le altre persone e l’ambiente che ci circonda.

Riscoprire piccoli gesti può fare un’enorme differenza.

La frenesia delle nostre giornate ci fa essere spesso sgarbati o indifferenti, ricevendo in cambio il medesimo o peggiore atteggiamento.

Proviamo ad invertire la rotta!

Poniamoci delle domande e tentiamo di cambiare il nostro approccio riflettendo sul nostro modo di interagire con le persone.

Resteremo sbalorditi dalla positiva risposta che riceveremo.

Le norme di comportamento non sono altro che un “faro”, una guida pratica da seguire per una corretta interazione sociale che ci permette di non offendere (anche inconsapevolmente) e ci facilita la vita.

Personalmente considero le buone maniere e la gentilezza come una vera e propria cura. Medicine davvero eccezionali, perché in grado di portare benessere a chi le pratica e a chi la riceve, proprio come un sorriso.

Iniziamo ad esercitarci.

Il primo compito è appunto: sorridere!

Elisa Volta

2 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton

“Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi 

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo

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eccellenze italianeFood & Beverage

-Torino- Martedi 30 Novembre un Trio di Chef d’eccezione per una serata speciale al Cloud9.

Cloud9

Il Cloud9  ospita  una serata speciale nella quale i Protagonisti saranno  i due soci CHIC Charming italian Chef Marco Sacco del Ristorante Piccolo Lago di Mergozzo 2 stelle Michelin e Christian Balzo Resident Chef del Ristorante stellato Piano35 di Torino insieme al giovane e talentuoso Resident Chef Cloud 9 Alessandro Braga.

CHIC Charming Italian Chef è un’associazione nazionale che raccoglie un centinaio di grandi professionisti della ristorazione che propongono una cucina creativa, nel rispetto delle materie prime di cui è ricco il nostro Paese.

Il costo della serata è di 90€ bevande incluse: abbinamento con vini e cocktail di Roberto Palestini

Cloud9, a Villa Sassi ,, una location unica nel suo genere, una delle ville più importanti della città , un luogo storico che profuma di Italia, ma appena varchi la soglia del locale , vieni catapultato nelle atmosfere che ricordano inevitabilmente i migliori club  di Manhattan.

Per informazioni e prenotazioni

Telefono: 328 18 30 574

Mail: booking@cloud9villasassi.com

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Musica

Conosciamo meglio la cantautrice Mazy .

cantautrice Mazy

Alice Santini, alias Mazy classe 2002.

La sua passione per la musica si manifesta fin da piccola, inizia con il suonare il pianoforte , e  successivamente intraprende degli studi di perfezionamento vocale con il soprano Alida Berti.

Ma lasciamo che sia lei a raccontarsi attraverso questa breve intervista

Il tuo primo incontro con la musica ?

Ho iniziato fin da piccolissima ad approcciarmi alla musica con le canzoni di alcuni film Disney come la Bella e la Bestia.

Quando hai capito che sarebbe stata parte integrante della tua vita la musica?

Ho capito che la musica sarebbe stata nella mia vita fin da subito, infatti all’ età di 3 anni mi ero messa in testa di voler partecipare a ti lascio una canzone, programma di Rai 1 condotto da Antonella Clerici.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Un episodio che ricordo è stato mentre giravo il video del primo singolo Clear Fears. I registi del video mi hanno fatta salire su una specie di impalcatura dentro ad una grotta per provare a registrare delle clip li e stavo morendo di paura….. infatti quelle clip non sono mai state usate.

Come è cambiato il mondo della discografia?

Secondo me in questo momento non basta avere una bella voce per sfondare in questo ambito, contano molto di più l’aspetto, i follower e l’approccio che uno ha, il carattere, il “personaggio” che ti crei, mentre una volta avevi una bella voce e contava soprattutto quello.

Quanto conta la comunicazione?

La comunicazione per come la vedo io è fondamentale, conta tantissimo, perché se non hai rapporti con le persone che ti sostengono e che ti seguono non vai da nessuna parte.

Che rapporto hai con il tuo pubblico?

Io sono agli inizi, cerco di rispondere a tutti i commenti sia sui vari social che su YouTube per far vedere alle persone che ci sono e mi interesso di quello che pensano.

Cos’è per te la musica ?

La musica per me è tutto, è vita, non riesco ad immaginare la mia vita senza.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale artista di piacerebbe interagire e perchè?  

Mi piacerebbe collaborare con Amy Winehouse, mi è sempre piaciuta, le sue canzoni, la sua storia mi intriga molto e soprattutto amo il suo stile.

Grazie perla piacevole chiacchierata

Intervista in collaborazione con  l’associazione Kreion Versilia APS

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culturaFood & Beverage

Ristornate Menegaldo il gusto e la qualità della cucina veneta.

Ristornate Menegaldo

Nel mezzo della campagna del Basso Piave, da oltre 70 anni  il ristorante della famiglia Menegaldo, mette a tavola le  antiche tradizioni culinarie venete e veneziane.

Il ristorante Menegaldo di Monastier, una vera istituzione per gli amanti della cucina di pesce in tutto il Veneto.

La trattoria Menegaldo è stata fondata nel 1910 da Lucio Menegaldo, nel  1960 la scomparsa improvvisa del padre aveva costretto il figlio Gianfranco ad abbandonare la sua passione per il ciclismo per dedicarsi al ristorante.

Insieme alla moglie Bertilla e dalle sue tre figlie, Gianfranco Menegaldo ha costruito negli anni un locale simbolo della provincia di Treviso unendo alla perfezione la cucina di pesce con le tradizioni locali, puntando tutto sulla semplicità e sulla grande qualità delle materie prime servite in tavola.

Il miglior pesce fresco dell’Adriatico cucinato in modo classico secondo la miglior tradizione veneta.

Oggi che Gianfranco e sua Moglie sono mancati, sono le loro figlie a portano avanti la tradizione di famiglia con passione e capacità.

Il menù è a base di pesce fresco, che viene servito e portato in tavola prima della cottura, per fa si che l’ospite possa apprezzarne la qualità e freschezza.  

Per i palati più raffinati sono presenti anche molti piatti di pesce crudo.

La cucina varia con il variare delle stagioni, e i piatti di pesce sono accompagnati dalle verdure del momento, di prima scelta e accuratamente selezionate.

I sapori sono quelli della cucina veneta, in particolare le sfumature e i gusti del trevigiano. 

Ogni ingrediente che compone i piatti è selezionato e di primissima qualità.

La cucina veneta è fatta anche di ricette ricche e sostanziose utilizzando la polenta, le salsicce, il pesce e la cacciagione proveniente dalle valli e dalle barene.

Tra tutte le verdure spiccano il radicchio di Treviso, di Castelfranco e di Chioggia grazie al loro sapore ma dal basso contenuto calorico che venivano arricchiti, per renderli più sostanziosi, con la pancetta oppure pastellati e fritti nello strutto.

L’esperienza della loro cucina proviene da anni di entusiasmo e passione 

Una curiosità, il patron Gianfranco Menegaldo era un collezionista dei dipinti della pittrice veneta Sandra Menoia,

Ristorante Menegaldo

Via Pralongo, 216
31050 Pralongo di Monastier (Tv)
Tel: 0422.798025 – 0422.898802
E-mail: ristorante.menegaldo@gmail.com

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Attualitàeccellenze italianeEventi

-La Centralità dell’uomo nell’impresa tra tradizione e innovazione – 19 Novembre 2021 ore 18.00 – Kilometro Rosso

Ferretti Industrial Services Srl

Ferretti Industrial Services Srl, in occasione del suo decimo anniversario, incontra i propri stakeholders nell’innovativa cornice di Kilometro Rosso rimarcando la centralità dell’uomo nel mondo dell’impresa ripercorrendo una storia imprenditoriale familiare iniziata oltre un secolo fa, nel 1903.

Sarà l’occasione per enfatizzare il ruolo della “persona” nell’azienda, nel mondo del lavoro; l’uomo quale testimonianza di una tradizione all’interno dell’azienda ed al tempo stesso fonte di continua innovazione.

Passato presente e futuro che si fondono costituendo un “fil rouge” che unisce il mondo del “fare” ed il mondo dell’”arte”.

L’uomo in azienda viene così reinterpretato passando da una visione di stampo economico, quale “fattore della produzione”, ad un’interpretazione in cui l’uomo diviene “risorsa imprescindibile” di un percorso di vita, intrapreso in seno all’azienda coadiuvando la figura dell’imprenditore nell’affrontare le sfide quotidiane.

L’evento si concentra sulla presentazione dell’opera pittorica “work in progress” realizzata dall’artista bergamasco Manuel Bonfanti; il curatore Alessio Musella approfondirà con l’artista le linee che uniscono il mondo dell’arte al mondo del fare impresa.

Al termine dell’incontro seguirà un aperitivo accompagnato musicalmente dal “Trio Conservatorio Gaetano Donizetti”.

Evento coordinato dalla Fondazione Mazzoleni

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Food & BeverageLusso

-Torino- Cloud9 a Villa Sassi, American Bar dal sapore retrò unico nel suo genere.

Cloud9 a Villa Sassi

Nella splendida città di Torino  parafrasando una aforisma di Eraclito, “Panta rei”, tutto scorre, e il Cloud 9 ne è una prova evidente, il passato prende forma e si trasforma

Dalla caoticità della città, ma che in realtà  a due curve dal centro, entrare al Cloud9, a Villa Sassi ti teletrasporta nella Grande Mela,  il parco racconta la storia di una delle ville più importanti della città , un luogo storico che profuma di Italia, ma appena varchi la soglia del locale , vieni catapultato nelle atmosfere che ricordano inevitabilmente i migliori club  di Manhattan

Insomma la splendida e storica Villa Sassi è una cornice perfetta .per il nuovo  Cloud9, american bar unico nel suo genere per Torino.

Diverse sono le sale comunicanti, che si rincorrono tra una sala privata accessibile solo su prenotazione nella quale puoi gustare un sigaro o degustare il migliore dei liquori e non solo, la cantina del Cloud9 non ha davvero eguali , , e una terrazza prospicente il parco , tutto a dimensione d’uomo, dove ogni dettaglio è curato con estrema  sensibilità, nulla lasciato al caso

.

Gli arredi sono un mix tra retrò e design, carte da parati che si miscelano con i colori delle pareti e il sapiente utilizzo di specchi anni 30 che regalano inaspettati giochi di luci e scorci del locale riflessi…

Il protagonista del locale non poteva che essere il bancone…

La cucina, capitanata dal giovane e talentuoso chef Alessandro Braga, regala piatti inaspettati per design e gusto, e dietro al bancone Roberto Palestini, ,nonostante la giovane età, si dimostra uno dei barman più preparati in Italia.

L’ultimo tocco indispensabile per il successo di un locale, è il servizio, eccellentemente orchestrato dal restaurant manager Andrea Busca, ogni persona  a disposizione del cliente all’interno del locale è cortese, preparata e sempre sorridente.

Insomma , se passate da Torino , non potete non fare un salto al Cloud9 , una vera experience da vivere e soprattutto da gustare con occhi e palato ..

CONTATTI

Indirizzo: Strada al Traforo di Pino 47

Telefono: 328 18 30 574

Mail: booking@cloud9villasassi.com

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Moda

Raffaella Barbaraci e lo stile…

Raffaella Barbaraci

Raffaella Barbaraci da sempre appassionata di moda si racconta attraverso un veloce botta e risposta:

Primo incontro con la moda ?

Si può dire che l’ho incontrata da bambina avendo mia madre Sarta; poi col tempo credo che le cose accadano quando le desideri realmente, e così è stato.. pian piano ho creato la mia moda.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Non ho mai studiato moda e non credo che per parlarne bisogna viverla, ognuno di noi è una moda, è uno stile; ma è anche vero che ascoltare e guardare i grandi della moda ci insegna tanto.

Da dove prendi ispirazione per le tue creazioni?

Le mie creazioni sono un po’ un mix: Tra il retró ed i giorni d’oggi, tra la seduzione e l’essere un po’ maschile..

Perché non esistono più le TOP ?

Credo che le top esistano ancora ma nei nostri prototipi e nelle nostre ammirazioni, sono quelle degli anni 50 in poi… ora i tempi sono cambiati così come sono cambiati i canoni di bellezza.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Un ricordo che mi porta un sorriso è la mia prima volta davanti ai riflettori, essendo molto timida mi fa ricordare l’è sensazioni di quel momento; e ad oggi portarmi un emozione.

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

Beh molto, per non dire moltissimo.. oggi giorno credo che i social sia sicuramente uno dei canali pubblicitari più utilizzati al mondo in qualsiasi categoria.

Che cosa è per te la moda?

La moda è una fusione tra: arte, bellezza, sensualità, eleganza … è un modo per esprimere la propria personalità.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio ti piacerebbe interagire e perchè?

Il personaggio con cui mi piacerebbe interagire nel passato ne sono due :Audrey Hepburn per la sua eleganza, raffinatezza, stile e femminilità. E Marylin Monroe per la sua sensualità in qualsiasi abito.

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Ormai negli ultimi anni ci sono molti cambiamenti, e sicuramente uno di essi è un grande potenziamento verso il web.

Cosa pensi dell’editoria di settore? Cosa non deve mancare in un guardaroba di un uomo? E di una donna?

In un guardaroba non può mai mancare: in quello maschile, un bel doppiopetto è una camicia di seta; invece in quello femminile, un bel tailleur e un elegante vestito di seta lungo.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato Raffaella.

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