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Redazione

Musica

MAZY “SERPENTE” Il nuovo singolo della giovane cantautrice Toscana dedicato al tema della violenza sulle donne.

MAZY

Da lunedì 8 novembre è in radio e disponibile in digitale “Serpente” (UDB Carousel Records), il nuovo singolo della giovane cantautrice pop MAZY, al secolo Alice Santini. È on line anche il video ufficiale, realizzato da Mindbox Studio.

Scritto dalla stessa MAZY e prodotto da Ugo Bongianni, “Serpente” è un brano dal taglio introspettivo che affronta il tema tristemente attuale della violenza sulle donne.

La forza interpretativa e l’intensità timbrica della diciannovenne toscana emergono appieno in questo suo terzo inedito, che si snoda tra le sonorità della canzone italiana e influenze urban e R&B.

«Serpente è un brano a cui tengo moltissimo – racconta MAZY –  In questa canzone ho cercato di mettermi nei panni di una giovane ragazza ferita nel corpo e nell’anima, che si ritrova a vivere una relazione tossica e violenta. Lei inizialmente non riesce a rendersene conto, perché è accecata dall’amore, ma in seguito inizia a “svegliarsi” e a capire la pericolosità della persona che le sta accanto. Cercherà quindi di uscire in ogni modo da quel loop distruttivo in cui è intrappolata; un circolo vizioso che è come un serpente che si morde la coda».

Il videoclip di “Serpente” coglie il simbolismo evocato nel titolo della canzone per trasformarlo in una suggestiva narrazione visiva, che ha per protagoniste due giovani ragazze. Una di queste è rappresentata in un ambiente domestico, sicuro e protetto; l’altra è MAZY, affranta e lontana da tutti, persa nei boschi del Monte Serra (PI), devastati dall’incendio del 2018. Le due figure, diverse e al tempo stesso speculari, si alternano nel video come mondi paralleli che non si incontrano mai. Ma attraverso il potere della musica si crea un filo invisibile tra le due ragazze e le loro emozioni si fondono in un unico sguardo; il cerchio si chiude, e MAZY può finalmente uscire da quel loop che affligge la sua mente.

MAZY, all’anagrafe Alice Santini, è una giovane cantautrice di Camaiore (LU), classe 2002.

Inizia a suonare il pianoforte da bambina, spinta dalla passione per la musica, e in seguito intraprende degli studi di perfezionamento vocale con il soprano Alida Berti.

Nel 2018 nasce la collaborazione con Ugo Bongianni, produttore, arrangiatore e pianista di caratura internazionale, che decide di scommettere su MAZY per lanciare la sua nuova etichetta indipendente UDB Carousel Records;un progettosupportato dall’associazione Kreion Versilia efinalizzato a scoprire e produrre i giovani talenti. La liaison artistica tra la cantautrice e Ugo Bongianni dà i primi frutti a ottobre 2020, con la pubblicazione del brano “Clear Fears”. Nello stesso anno, MAZY partecipa al Concorso Nazionale “A Voice for Europe”, classificandosi fra i primi otto. A giugno 2021 esce il singolo “Andata senza Ritorno” e l’8 novembre viene pubblicato “Serpente”, il terzo inedito della cantautrice, dedicato al tema della violenza sulle donne.

Crediti

“Serpente”

Scritto e interpretato da Mazy (Alice Santini)

Musiche: Alice Santini e Ugo Bongianni

Prodotto da Ugo Bongianni

Distribuito da UDB Carousel Records

Artwork: Massimo Magnolfi

Fotografia: Marco Francesconi

Storyboard: Matteo Lazzoni

Stylist: Ilaria Biggi

Videoclip: Mɪɴᴅʙᴏx Sᴛᴜᴅɪᴏ

Ragazza che ascolta: Rebecca Martinucci

Mazy è Mazy (Alice Santini)

Si ringrazia l’associazione Kreion Versilia APS

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Susanna Giusto

Music Press & Promotion

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:susanna.giusto@gmail.com

Cel. +39 347 96 62 818

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AttualitàculturaEventi

Forte dei Marmi-Villa Bertelli- Sabato 13 Novembre ore 17: I Cavalieri dell’Ordine di Malta e il Mediterraneo. Un impegno tramandato dal 1113 ai giorni nostri.

I Cavalieri dell'Ordine di Malta e il Mediterraneo

Fascino, mistero e storia millenaria del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Questo sarà l’argomento che verrà trattato a Villa Bertelli, Forte dei Marmi, Sabato 13 novembre alle ore 17.

Relatori saranno Il Prof. Marco Gemignani, Docente dell’Accademia Navale di Livorno che si soffermerà sulla nascita dell’Ordine e ci racconterà quali navi sono state protagoniste della Marina legata ai Cavalieri di Malta e quando è perché la loro attività legata “al mare” ebbe uno stop.

Al suo fianco la Giornalista Ilaria Guidantoni esperta del Mediterraneo che ci guiderà nel comprendere il ruolo e la storia del “mare bianco di mezzo “, un mare chiuso per una società aperta, mare che per quasi mille anni ha visto crescere le attività del Cavalieri di Malta., soffermandosi, successivamente sulla spiritualità da sempre legata all’Ordine.

Interverrà anche l’Ambasciatore Giacomo Berutto Delegato di Pisa dell’Ordine di Malta per raccontare le attività odierne nelle quali i Cavalieri sono coinvolti.

Moderatore dell’incontro sarà il Dott. Alessio Musella.

La serata è promossa dal Dott. Giulio Garsia, Financial Advisor ( www.prosperitas.info )

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AttualitàEventiLibri

Sabato 20 Novembre #BCM2021 -PIME – Pontificio Istituto Missioni Estere, Sala Cremonesi, Via Mose Bianchi 94, Milano.

Covid e Psiche

Con Raffaella Ganzetti direttore editorialista giornalista Milano più Sociale

e

Mara Cozzoli. responsabile pubbliche relazioni e caporedattore Milano più Sociale

Intervengono

Alessio Musella, Consulente di marketing strategico per le aziende, redattore per diverse riviste, Editore del Magazine www.exiturbanmagazine.it e Direttore del Blog www.artandinvestments.com, dove si tratta di Arte, Fotografia e Musica

Paolo Nava, Presidente Associazione di volontariato “Angeli in ascolto” – ARAS dal 2017 e volontario dal 2009.

Claudia Laura Giustiniani, Consigliere ARAS dal 2020 e volontaria dal 2017

Francesco Comelli, Psichiatra – Psicoanalista SPI (Sociaetà psicoanalitica italiana), docente IITG (Istituto Italiano Psicoanalisi Di Gruppo), Docente Universitario Urbino e Università Statale di Milano.
Ricerca Clinica ABA (Associazione Studio Ricerca Anoressia Bulimia)
Coordinatore Sociale Associazione Bastimenti

Tommaso De Chirico, Dottore in medicina (malattie dell’apparato respiratorio e specializzato in medicine complementari).
Ricercatore scientifico ha pubblicato diversi libri relativa alla medicina non convenzionale.
Ricercatore e scrittore sula figura del Conte Cagliostro.

Manuel De Marco e Claudio Milano. Performance; Forze interiori.

I protagonisti di questa edizione di BookCity fanno tutti parte di osservatori specifici e differenti e hanno potuto analizzare in questi ultimi due anni gli effetti che la pandemia ha prodotto all’interno delle famiglie, della società , nel mondo creativo e in particolare nella psiche umana.
Partendo da “Tutti all’Inferno” di Giorgia Sitta, creeremo un filo rosso che ci permetterà di interrogarci su quali cambiamenti la pandemia ha prodotto all’interno dell’individuo, quali consapevolezze ha raggiunto e quale capacità di abbracciare il conseguente cambiamento.

LIBRO DI CUI SI PARLERA’:
Tutti all’inferno. L’alchimia nella Divina Commedia: il viaggio dell’uomo verso sé,

Giorgia Sitta, Le due torri

LUOGO:
PIME – Pontificio Istituto Missioni Estere
Sala Cremonesi
Via Mose Bianchi 94, Milano

La partecipazione a tutti gli appuntamenti di BookCity è gratuita con prenotazione obbligatoria.
L’accesso agli eventi sarà possibile solo con Certificazione Verde COVID 19 (denominata Green Pass) valida.
Sarà necessario indossare correttamente la mascherina per tutta la durata degli eventi.

Per presenziare all’incontro è indispensabile registrarsi a partire dall’ 8 novembre cliccando sul seguente link:

bookcitymilano.it/eventi/2021/covoid-e-psiche-gli-effetti-del-covid-sulla-psiche-umana

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Libri

‘Alla Ricerca dei Fari Italiani’ di Samantha Paglioli.

Alla Ricerca dei Fari Italiani

A quel tempo Samantha faceva la fotografa e grazie ad un Ammiraglio amico di famiglia venne in possesso dell’elenco dei fari attivi in Italia e riuscì ad ottenere anche il permesso per fotografarli sia fuori che all’interno.

In breve pianificò il viaggio e decise di partire.

All’epoca aveva 26 anni e fece il viaggio in solitaria.

Fu un viaggio indimenticabile sotto diversi aspetti.

Alcuni dei fari sono ubicati in località abbandonate, altri erano in condizioni precarie e isolate.

Durante il viaggio di ritorno in Puglia a causa di un incidente ebbe la possibilità di passare qualche giorno con famiglie di faristi che gentilmente la aiutarono a comprendere cosa c’è dietro alla scelta di vivere in un faro.

Dopo 24 anni da quel viaggio ha deciso di pubblicare questo diario di viaggio tra i fari Italiani.

L’iter di Samantha parte dalla Liguria scendendo la costa mediterranea, passando attraverso  alcune isole, la Sardegna e la Sicilia per poi risalire dalla Puglia e arrivare fino e Trieste.

Insieme alle immagini il libro è correlato da racconti di viaggio.

Un Libro interessante, per chi ama il mare, la solitudine e cerca un luogo dove ritrovare se stesso.

Per informazioni scrivere a :

samy.paglioli@gmail.com

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Attualità

“GINGER’S WORD”: PRIMO APPUNTAMENTO, TUTTE LE COSE CHE UN UOMO NON DEVE FARE !!

GINGER’S WORD

Nell’ affrontare l’argomento “Cosa non deve fare un uomo al primo appuntamento” una domanda mi sorge subito spontanea, e qui mi rivolgo alle donne, quante volte vi siete dette di ritorno da un incontro “Io questo caso umano non lo voglio rivedere più neanche in fotografia”?!

Beh, personalmente tante!

 Si perché un appuntamento con una donna è un momento importantissimo in cui ci si gioca innanzitutto la serata, i più precoci anche la nottata, ma soprattutto la chance di rivederla una seconda volta.

A tal proposito il “sempre verde” Charles Bukowski diceva “Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione”.

E se lo dice lui che è citato in ogni dove, come dargli torto.

Ma partiamo con l’affrontare il discorso bigliettino da visita, ovvero cosa mi metto?? In molti so che risponderanno , io non bado a queste cose.

Niente di più sbagliato.

E non mi sento di essere superficiale ribaltando  il detto “L’abito non fa il monaco” perché lo fa eccome!

L’esperienza di ognuna di noi narra di uomini  che si sono  presentati  in perfetto stile wedding day o ancor peggio con degli outfit creati buttandosi la colla addosso e dritti nell’armadio! N.C.S. !!!

Si perché sappiate che noi donne siamo rinomate per essere cintura nera di screening , ovvero un accurato vaglio che partirà non appena vi paleserete al nostro cospetto!

Pertanto il consiglio è di mantenere sicuramente la propria personalità nel vestire, senza però cercare di strafare (chiediamo troppo? Io non credo)

Bypassato il dilemma dell’abbigliamento, presentarsi all’incontro in ritardo è roba che possiamo permetterci solo noi, quindi presentatevi in netto anticipo e bando a tutti gli alibi tipo “Scusa il ritardo ma c’era traffico” (vi potevate muovere prima no!?)

Sarebbe inoltre carino da parte vostra portarle un pensierino, tranquillizzo subito gli spilorci non ho detto regalo, magari anche un fiore o un cioccolatino preso al volo in un bar, di sicuro non passerà  inosservato ai nostri occhi ma sicuramente apprezzato con tanto di effetto “Wow ma allora esistono ancora i galantuomini”!

A questo punto lei si aspetterà che abbiate già deciso il posto dove andare a cena , non commettete l’errore grossolano di chiederci

Dove ti piacerebbe andare”?

niente di più sbagliato, meglio una scelta personale del ristorante ma che manifesti un minimo di organizzazione, piuttosto che far decidere a lei nel timore che non incontri i suoi gusti.

Bene, una volta a tavola il gioco si fa duro!

Qui potrei elencarvi un decalogo di tutti gli errori da non commettere ,che potrebbero sembrare apparentemente scontati ma che tanto banali poi non sono.

Rigorosamente vietato parlare al primo appuntamento della vostra ex (i meno 100 punti sono assicurati all’istante)sia se si tratti di Miss Universo o di un premio Nobel o peggio ancora se iniziate con la pallosa storia  del perché  vi ha scaricato e dimostrate di stare sotto un treno, a noi personalmente che ci importa?? Perché siete qui allora?? E’ davvero  interessato a me o mi ha scambiata per una seduta dalla psicologa?

Smollate poi il telefono, niente di più maleducato che controllare costantemente il cellulare con la scusa del lavoro ( sempre che di lavoro si tratti ) se dovevate continuare a lavorare potevate restarvene  in ufficio no?

Molto meglio invece creare  diversi spunti di conversazione che manifestino un interesse verso  chi  avete di fronte, fare domande cercando ci conoscere i suoi gusti, le sue esperienze, senza farlo diventare un interrogatorio ma raccontando anche un po’ di sè.

Se parla solo lui , del suo lavoro , di quante donne ha avuto si scade in primo luogo nella parte della prima donna mancata (e qui se c’è una prima donna quella non siete di certo voi) o anche dello sborone che decanta il suo successo  con le donne (si si, vantati pure che di questo passo un bel 2 di picche stasera è assicurato).

Fare dei complimenti ad una donna alla quale si è chiesto di uscire per la prima volta è invece fondamentale, oserei dire le basi!!

Anche semplici, possibilmente non rivolti  al suo decolletè bensi al suo viso, alla sua femminilità , ad un buon profumo che voi farete finta di apprezzare , o se ancor meglio volete vincere facile mostrate particolare apprezzamento per le nostre scarpe alla quale voi neanche lontanamente immaginate quanto ci teniamo e quanto tempo abbiamo impiegato per scegliere quella giusta per la serata!

E’ arrivato il fatidico momento del conto, da sempre argomento di diverse scuole di pensiero, chi paga??

Personalmente non ci sarebbe neanche da porsi la domanda , pagate voi of course! Quindi, e qui mi rivolgo  a tutti gli uomini di Neanderthal ancora in circolazione, per ora mano al portafoglio e semmai ci fosse un secondo appuntamento  forse inizieremo a valutare l’idea di offrirvene una noi.

Ma dopotutto  lasciatemelo dire la galanteria, quella sentita, la si percepisce subito, la si apprezza sempre e non è mai fuori moda!

Ultimo punto ma non per questo meno importante, non puntare tutto sul dopo cena a meno che non si siano create inequivocabili circostanze a fare andare oltre la situazione, se tutto è andato bene non rovinate ogni cosa con le vostre stesse mani (in senso letterale proprio)

Non cercate subito di arrivare al punto tanto ricordatevi sempre che è la donna a scegliere come e se creare dell’intimità, quindi la prima mossa si ma sempre con stile, ed incorrere nella figura del viscido a volte è un attimo!

So che adesso mi sto inimicando flotte di maschietti che non sono assolutamente in linea con molti dei miei pensieri, quindi per equità vi dico che presto darò voce alla controparte ,ovvero tutto ciò che noi ladies dovremmo assolutamente evitare di fare al primo incontro, e li credo che una rubrica non basti ma necessiterò di  volumi enciclopedici !

Ginger Inside

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Moda

Claudia Maggiurana alias “La Maggy Style”.

La Maggy Style

Claudia Maggiurana è una ragazza senza età con tanti sogni nel cassetto un vulcano di energia.

Abbiamo avuto occasione di conoscerla durante alcune edizioni del DANDYdays – Maestri d’eleganza per le vie del centro ad Arezzo.

Estremamente creativa ed eclettica ,sono diverse le attività che la vedono coinvolta , ma lasciamo che si a lei a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande :

Primo incontro con la moda?

Non c’è una data precisa nella quale abbia incontrato la moda, io penso che la moda o quanto meno Lo stile, sia innato in me, si tratta di un connubio che è cresciuto con me, anno per anno fino a sfociare in quella che oggi tutti chiamano la Maggy Style.

Già da piccola i miei genitori mi compravano abiti e scarpe abbinate, forse la semplicità dei colori, Le sfumature e il gusto sono state educate in me tanto da diventare una passione fondamentale della mia vita.

La moda e le sue sfumature mi hanno permesso di creare un equilibrio particolare tra essere interiore ed esteriore , creando un binomio perfetto, io penso di non indossare abiti ma di dare anima agli abiti , un po’ come un pittore, che ogni volta sceglie i colori dalla sua tavolozza e li usa nella tela bianca, mescolandoli affinché  diventino un quadro, io apro l’armadio e indosso gli abiti, creando  armonia o contrasti tra gli stessi e  con l’aiuto degli  accessori rendo unico il mio stile , affinché l’abito esprima esattamente il mio io .

Saper indossare tutti i colori e tutti gli stili è un dono innato.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Laparola moda è una parola molto corta ma in realtà e molto grande, dietro ogni lettera c’è un mondo che si apre ad una ricerca di tessuti, di colori, di materiali, ci sono delle mani che disegnano, che tagliano e cuciono creando con amore un capo.

C’è un lavoro meticoloso di mani esperte che portano una tradizione tramandata da generazione in generazione o scuole che permettono di creare figure professionali che si evolvono ne futuro.

Io per le mie doti artistiche, avrei dovuto frequentare l’istituto artistico allora si chiamava così, oggi liceo artistico, ma siccome non mi piaceva la struttura architettonica ho frequentato un istituto tecnico Giordano Brno nel quale ho conseguito un diploma di maturità tecnica generale, dove studiavo circa quindici materie diverse all’anno, questo tipo di diploma mi ha permesso di abbracciare diverse materie e mi ha permesso di conoscere in modo tangibile quello della moda.

Direi a seguito della mia esperienza che la moda va studiata, per avere delle infarinature, affinché ci siano basi per argomentare e creare, ma poi va anche praticata in campo in modo da poter mettere in auge ciò che si impara a scuola e non solo.

Studiare la moda può significare andare a scuola e prendere un diploma, fare un corso di aggiornamento, frequentare istituti professionali, questo è legato a ciò che si chiama teoria ma poi arriva la pratica, ed allora si che seguono le proprie passioni e si apre il proprio mondo creando una figura professionale e personale che nel mio caso viaggia sopra le righe.

La moda va vissuta, ma per viverla è necessario secondo il mio stile e punto di vista ricercare ciò che ha fatto la storia della moda, reinterpretandolo con un gusto personale per creare l’originalità, indossare un capo vuol dire animare quel capo, farlo proprio dare un tocco di sé stessi perché allora e solo allora il capo diventa perfettamente un tutt’uno con la persona.

Da dove prendi ispirazione per le tue creazioni?

Per creare deve piacere e questo è quello che mi succede quando creo, il capo o l’accessorio devono essere belli ed originali.

Quando vedo qualcosa che mi colpisce mi domando nella mia testa sempre: io lo metterei? ed allora parte la vena artistica, sfidare anche se stessi e gli altri nel far indossare cose che magari non metterebbero perché le vedono come irraggiungibili, o solo da passerella oppure vorrebbero ma non osano.

il messaggio che si cela dietro i mei accessori è che la donna non ha età, qualsiasi donna , ragazza o bambina può indossare l’accessorio sentendosi perfettamente a suo agio, si tratta di far leva su un gioco di colore e di abiti, in più gli accessori maschili possono essere indossati correttamente o per gioco anche dalle donne e per questo ho ricavato un mio brand La Maggy Style una fenice araba ad ali spiegati sulla bandiera tricolore per puntualizzare quello che può essere l’artigianalità del prodotto fatto veramente con mani esperte .

Tutto ciò che mi ispira emozioni viene riproposto nelle mie linee, per esempio i miei papillon, raccontano la storia di un uomo mio padre che ha indossato un papillon di quella forma nel giorno del suo matrimonio con mia madre e poi da quel felice giorno sono ancora insieme da 45 anni.

Nell’accessorio oltre che ricercatezza di materiali e tessuti c’è amore e emozione perché in fondo è questo quello che si cerca qualcosa che quando lo indossi ti faccia emozionare e che sia tuo.

Nel ricavare dall’armadio di mio padre questo papillon è stata per me un’emozione unica ed allora ho pensato di narrare questa storia bellissima al papillon che ho riprodotto in sartoria, applicando al centro però la mia fenice, come simbolo del frutto del loro amore.

Invece per esempio le fasce o foulard per capelli sono state da me create sia come accessorio di moda ma anche per esprimere un concetto di solidarietà per coloro che come me si sono trovate in un momento particolare della loro vita, nonostante tutto non ho voluto perdere la mia femminilità e vitalità ed allora giocando con i foulard e le fasce ho dato vita ad uno splendido movimento di armonicromia cercando di dare un nuovo spunto nell’indossare quello che può sembrare un banale foulard.

Quindi direi che per essere ispirata devo essere emozionata e vivere il capo.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Quando vado a “rubare “le cravatte di mio padre mi f sorridere perché lui le conta tutte sa quante cravatte ci sono nel suo armadio e che tipo di cravatte mancano nel caso le prenda in prestito, nel suo armadio, puoi trovarne di stampate, di pelle, di cotone, ci sono cravatte che hanno fatto la storia ed a me piace andare a sceglier alcune volte le cravatte nel suo armadio ma puntualmente lui dice: “si chiamano Pietro e tornano indietro.”

Questa è una delle cose che facevo da adolescente ma che faccio ancora e sinceramente mi piace molto curiosare nel suo armadio, forse è proprio il suo carisma ad avermi così tanto incuriosito nell’indossare con piacere gli accessori maschili.

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

Oggi si parla di mondo tecnologico, senza quello sembra che non si possa fare più niente, sicuramente per una vendita o per far mostrare il prodotto sono importanti, con i social puoi raggiungere tipologie di mercato che mai avresti pensato e proporre i tuoi prodotti con semplicità ad una vasta fetta di clientela dico sempre che la tecnologia non può però sostituire la parte umana e alcune emozioni non si possono provare senza un contatto diretto.

È per questo che oggi forse si ricerca l’artigianalità, perché il contatto diretto con il sarto, lo stilista, il modellista etc.  serve per avere non solo la realizzazione del capo, ma soprattutto lo scambio emozionale tra il cliente e l’artigiano.

Anche il periodo Covid è stato molto duro a livello psicologico e lavorativo, potevi entrare in una piattaforma e vedere le sfilate tecnologiche meravigliose delle grandi case di moda, ma sicuramente la sfilata “alla vecchia maniera “ha un’emozione diversa, lo stare lì, aspettare, parlare e applaudire è tutta un’altra sensazione e noi umani abbiamo bisogno di queste emozioni per affrontare la vita.

Quindi direi vanno bene i follower ma non bisogna mai rinnegare le origini in nessun campo neanche nel mondo più all’avanguardia.

Cosa significa essere dandy oggi?

Essere dandy ….

In verità io non mi sento dandy, sono gli altri che mi dicono che sono una dandy moderna, a questo punto Francesco Maria Rossi ti direbbe; il vero dandy è colui che ostenta l’essere dandy, se fossimo al folk del dandy days.

Io mi sono autoproclamata l’artista di me stessa con un graffio rock potrei dire ispirata agli ani 80, quegli anni del colore, della spensieratezza, del benessere e del bell’essere.

Non so se essere sé stessi vuol dire essere dandy, questo è ciò che mi contraddistingue, la mia energia e i miei colori sono ciò che mi rappresentano interiormente e che ritrovano un perfetto equilibrio esteriormente.

Tant’è che proprio per questo mio naturale movimento ho cercato attraverso l’uso del colore di aprire nuovi orizzonti che mi hanno portato a creare una mostra fotografica che parlerà a breve di come attraverso la mia vena e dote artistica, si possa sconfiggere anche il periodo più grigio che ti possa capitare nella vita, usando autoironia e attraversando un mondo diverso.

Penso che quando una persona si ami per com’è questo traspare in ogni modo, senza alcun tipo di condizionamento.

 Se devo dare una definizione di come posso vivere l’essere dandy posso dire che ciò che mi appartiene sono i sani principi, l’educazione, l’aiuto verso il prossimo, il mio modo di vedere trasversalmente le cose di andare oltre e di vivere sempre in positività, in aiuto di sé stessi e del prossimo quindi per me essere dandy è più un’espressione artistica di me stessa che si realizza attraverso i miei modi e i miei abiti colorati.

Ecco perché ho un nome d’arte che porto con molto vanto perché è il nome che gli altri hanno scelto per me ho lasciato libera interpretazione alle persone e da un nomignolo è nato un nome artistico la Maggy style che mi rappresenta in piena libertà.

Che cos’è per te la moda?

La moda per me è fonte di vita.

Quando apro l’armadio e creo i miei outfit è come vedere una bambina che gioca con i pennarelli e crea con la sua fantasia un disegno bellissimo.

È un incline sensazione naturale, qualcosa di innato in me che si chiama gusto.

La moda o meglio lo stile è ciò che mi permette di farmi sentire unica, giocando con i colori e i capi, il mio motto è l’originalità fa la diversità.

Mi piace molto ricercare e studiare i capi, capire l’emozioni con cui possano essere stati prodotti ed indossati.

Ciò che mi piace molto è dare nuova vita a capi vintage, la teoria del non buttare niente ma di riportare tutto ad una nuova realtà per essere poi sfoggiato ed allora si che quel capo vissuto è veramente unico.

Per me la moda è dare visibilità a ciò che è bello e vissuto.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio ti piacerebbe interagire e perché?

Vorrei interagire con tutti ma forse mi piacerebbe scambiare due parole con Coco Chanel, colei che ha fatto la storia della moda con capi semplici ma intramontabili rivoluzionando il concetto di femminilità.

Mi rivedo molto in una delle sue frasi celebri, la moda passa lo stile resta.

Ecco potrei dire che anche per me è cosi in tutte le mie sfumature accentuate dal colore ma che non passano inosservate se dovessi parlare di un personaggio dandy invece vorrei interagire con David Bowie detto il duca bianco il dandy moderno che ha scritto la storia del pop con le sue canzoni e performance, usando il colore in varie forme artistiche.

Ogni persona ha sempre una storia da raccontare e questo arricchisce l’animo di chi ascolta quindi sarebbe bello viaggiare nel tempo e ascoltare tanti punti di vista diversi per sapere come magari si viveva nel mondo di allora, attraverso diverse epoche storiche, uno scambio culturale che sarebbe fato con i libri ma proprio attraverso il racconto vissuto e magari viverlo veramente.

Cosa non deve mancare in un guardaroba di un uomo? E di una donna?

Anche sé la domanda è riferita a ciò che non può mancare in un guardaroba, direi che in ogni guardaroba oltre alle cose speciali deve essere presente tutto ciò che ci fa stare bene, se poi andiamo nello specifico dico che nell’armadio di un uomo secondo me non deve mancare mai la cravatta, quell’accessorio prettamente maschile, simbolo di eleganza e mascolinità. anche solo aprire l’armadio e trovare cravatte colorate, di diverso stile, fantasia, grandezza qualcosa di meraviglioso.

Oggi si è un po’ perso l’uso della cravatta ma il fascino che trasmette non ha eguali è un accessorio bellissimo uno di quelli senza età.

Nell’armadio di una donna invece non può mancare il tacco 12 un decolleté tradizionale deve essere sempre presente, perché l’eleganza di un tacco dodici è pura femminilità.

Oggi c’è una cultura diversa nel modo di vestire soprattutto a livello generazionale le persone tendono a massificarsi ma per chi vive la moda con arte come me è un conetto sbagliato.

Bisogna saper indossare tutto con eleganza e sicuramente le scarpe con il tacco fanno la loro differenza.

Spero di avervi fatto capire come vivo la moda e ringrazio per l’opportunità data, mi auguro che nella lettura dell’articolo, i vostri lettori sviluppino curiosità.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato e per la piacevolissima chiacchierata.

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AttualitàMusica

Lettera ad Aldo Cazzullo , Corriere della Sera, da Danilo Rossi Prima viola Solista Orchestra Teatro alla Scala di Milano”.

Danilo Rossi

“Carissimo, Aldo Cazzullo dopo una estate stracolma di allori sportivi, medaglie, campionati europei vinti,​ l’autunno é il periodo dei grandi concorsi internazionali musicali.

Al Concorso Pianistica Chopin di Varsavia l’Italia ha ottenuto il quinto premio con Leonora Armellini, 29 anni e il secondo premio con Alexander Gadjiev 27 anni.

Al concorso violinistico Paganini di Genova invece l’Italia con Giuseppe Gibboni 20 anni ha vinto il Primo Premio assoluto, cosa che non succedeva da 24 anni. In nessun giornale nazionale e in nessuna TV nazionale é stata data questa notizia.

Inoltre nessun politico con ruoli istituzionali importanti, dalla cultura alla scuola all’università, ne ha parlato.

Mi risulta che i vincitori di medaglie varie, olimpiche o tornei, dal tennis al volley, vengono invitati dal Presidente del Consiglio o addirittura dal Presidente della Repubblica.

La cultura al primo posto?

Se fosse veramente così questi straordinari giovani sarebbero su tutti i giornali e su tutte le televisioni e sarebbero già stati invitati dalle più alte cariche dello Stato.

Invece nulla di tutto questo è accaduto.

Quindi in realtà siamo il terzo mondo culturale?

Mi piacerebbe avere un riscontro a questa mia domanda.

La ringrazio.

P. S. Aggiungo anche che pochi giorni fa l’Accademia Bizantina, ensemble italiano di musica barocca ha vinto ai Grammy il premio come seconda miglior orchestra al mondo!

Anche in questo caso, silenzio totale!

Con stima.

Danilo Rossi

Prima viola Solista Orchestra Teatro alla Scala di Milano”.

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Libri

TI SCRIVO PER ABBRACCIARTI – Il nuovo libro di Letizia Guagliardi.

TI SCRIVO PER ABBRACCIARTI

Una storia toccante e intensa, che trasmette un insegnamento valido. 

La sua grande forza è da ritrovarsi nell’affrontare con coraggio un argomento molto delicato. 

Sinossi

Beatrice Savoldi è un architetto di successo e ama la sua vita: giornate piene di progetti e di impegni, divisa fra lo studio, la casa, il marito e i tre figli.

Tutto cambia all’improvviso una mattina all’alba quando il suo primogenito, Davide, muore in un incidente stradale.

Da quel momento si rifugia nella sua camera, interrompe la sua vita e comincia il suo personale letargo.

Non permette a nessuno di scalfire la prigione di ghiaccio in cui si è rinchiusa.

Dopo mesi trascorsi in questo abisso fatto di dolore Paolo, l’amico di Davide che guidava la macchina nel momento dell’incidente, le rivela che suo figlio aveva un sogno di cui le avrebbe parlato proprio il giorno in cui è morto: ristrutturare una casa antica scoperta per caso per farne un grande centro musicale, culturale e artistico.

Nel primo sopralluogo in questa casa addormentata da decenni Bea ritrova delle lettere e un diario scritto da una certa Camilla. Scopre così che qui ci abitava lei con suo marito e il figlio Roberto, partito nel 1942 per il fronte.

Gli avvenimenti, raccontati le fanno scorrere davanti agli occhi le immagini sconvolgenti della seconda guerra mondiale, i rastrellamenti, le deportazioni degli ebrei, le sofferenze e le privazioni.

Le lettere, il diario e anche la casa trasformano giorno dopo giorno il dolore di Bea in qualcosa che le danno la forza di voler realizzare il sogno di suo figlio.

È consapevole che ristrutturare la casa di Camilla corrisponde a ristrutturare anche la sua vita.

In tutta la narrazione si alternano passato e presente, Camilla e Bea, Roberto e Davide e ci si rende conto che i sentimenti, le emozioni e i contrasti che agitano l’animo umano non sono cambiati e si mescolano di continuo.

E che spetta a ognuno di noi, comunque, decidere se far prevalere l’amore e la speranza.

La vita, insomma.

Nota dell’autore

Rimpianti, Rimorsi, Rabbia e Rancore.

Le 4 R: a volte le proviamo tutte, uno dopo l’altra, come Bea

Questa storia può essere utile anche a chi non ha subìto un lutto ma una perdita di qualsiasi tipo: il lavoro, una separazione, un progetto in cui credeva, un insuccesso, un fallimento. Le storie degli altri sono le nostre, ci possono aiutare e incoraggiare.

Perché noi siamo le nostre storie.

Crowdfunding

Raggiunti i primi 200 ordini, l’opera andrà ufficialmente in revisione e dopo pochi mesi arriverà a chi l’ha ordinato e sugli scaffali delle librerie.

La campagna di crowdfunding della scrittrice e blogger calabrese è giunta quasi al termine ( ancora 4 giorni per pre ordinare il libro ), ottenendo un ottimo riscontro già dalle prime ore del lancio.

In questo caso il termine crowdfunding ha un significato particolare, sperimentare un’editoria diversa, dove i lettori diventano protagonisti attivi della vita dei libri.

Bookabook è un nuovo modo di fare editoria nel quale solo le storie che più arrivano al futuro fruitore si trasformano in libri, dando la «possibilità a uno scrittore, se ha un manoscritto valido, di costruirsi attorno un pubblico.

Seguendo questo link potrai pre-ordinare il libro nel formato che preferisci, entrando così a fare parte della comunità di coloro che saranno gli editori morali di questo progetto.

PRE-VENDITA TI SCRIVO PER ABBRACCIARTI

M. Letizia Guagliardi è insegnante, blogger e scrittrice, tutto per passione. Ogni giorno trova il tempo per continuare a fare quello che le piace e la fa sentire bene: leggere, disegnare, ascoltare la musica, riciclare oggetti, parlare con gli altri.

Tutto il giorno è impegnata a curiosare e ad aguzzare la vista, a casa, a scuola o in viaggio: tutto può diventare una storia.

Scrivere per lei è soddisfare un bisogno: le storie possono incoraggiare, riconoscere le emozioni e trasferirle sulla pagina aiuta a sentirsi meglio. In ogni suo libro o post sul suo blog c’è qualcosa di lei.

Ha tenuto dei corsi di scrittura creativa nelle scuole e finora ha pubblicato: “Sulla linea…la mia vita dietro le sbarre (coautrice con Francesco Carannante), “Il giardino dei fiori proibiti”, “Liquirizia e Clementino-Una storia di amicizia e di coraggio a Corigliano Rossano” e “Il sussurro di un vento leggero”.

“Ti scrivo per abbracciarti” è il suo nuovo, avvincente romanzo.

Giuseppina Irene Groccia

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AttualitàFood & Beverage

OTTAVA EDIZIONE DELLA FIERA DEL TARTUFO A BEDONIA (PR), dal 30 e 31 ottobre 2021: torna protagonista la perla nera della Val di Ceno.

OTTAVA EDIZIONE DELLA FIERA DEL TARTUFO

Giunge alla sua ottava edizione la Fiera del Tartufo di Bedonia (PR), visitabile nell’ultimo weekend del mese di ottobre, nei giorni 30 e 31.

L’autunno porta a tavola sapori unici e inconfondibili. L’incantevole città di Bedonia in questo periodo dell’anno raccoglie i frutti della sua terra e li espone in una fiera dedicata all’enogastronomia locale.

Il sapore più prezioso della terra della Val Ceno esaltato nelle sue più golose vesti per una grande festa che svela le migliori proprietà del tartufo locale.

Particolare attenzione è sempre dedicata al Tartufo nero della Val Ceno, fiore all’occhiello dell’Appennino.

La fiera mescola cultura, gastronomia e arte, con bancarelle lungo tutto il centro storico del paese.

Non mancheranno gli artisti di strada e gli spettacoli itineranti, lo show cooking e la dimostrazione con i cani per la ricerca del tartufo per grandi e piccini. 

In questi giorni i ristoranti del paese offriranno degli squisiti piatti a base di Tartufo nero della Valle del Ceno e prodotti tipici locali.

Anche nei bar di Bedonia sarà possibile gustare ottimi aperitivi al tartufo ascoltando musica dal vivo.

 Un weekend intenso dove il divertimento e il gusto non mancheranno! 

Per informazioni: 

Ufficio Turistico Bedonia

Tel.: 0525 824765 www.fieradeltartufodibedonia.it

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Attualità

Nozze d’Oro per Daniela Javarone.

Daniela Javarone

Daniela Javarone ha sempre avuto una vita molto attiva: Presidente Amici della Lirica di Milano e Vice Presidente Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.

Per il suo impegno nel sociale ha ricevuto innumerevoli premi tra cui l’onorificenza di Cavaliere

Della Repubblica e a seguire Ufficiale della Repubblica  Ambrosini D’oro Rosa Camuna.

Per festeggiare con il marito Mario le nozze d’Oro, nessun regalo, ma in pieno stile Javarone, ha chiesto agli amici di unirsi in una raccolta fondi da devolvere ai City Angels.

Daniela Javarone ha colto l’occasione per tornare ad essere la madrina dopo 11 mesi di assenza carica che l’ha vista protagonista fin dal 1994.

Per lei i City Angels sono una  seconda famiglia “

La serata si è svolta al Principe di Savoia.

Per l’occasione Daniela ha indossato  un completo in pizzo francese creazione della sartoria Angela alta Moda ed il consorte Mario un abito ecosostenibile di Massimo Crivelli Couture .

L’allestimento  è stato curato nei minimi particolari da Enzo Miccio che si ispirato alla galleria degli specchi di  Versailles quando ha scelto ,un trionfo di rose ortensie e candelabri d’oro tutto sui toni del bianco e oro .

Per questa importante serata nulla è stato lasciato al caso , le bomboniere sono state realizzate da Pinuccia Cottone

I coniugi “d’oro”  hanno tagliato la torta e brindato con amici ed alla presenza dei loro famigliari

In collegamento video da Atlanta hanno salutato il figlio Francesco con la nuora ed i nipotini Elia Roberto e la piccola Stellina arrivata da poco.

La serata e stata accompagnata dalle note del Maestro Mario Pinna e poi da un intermezzo musicale del Maestro Bellavitis .

Il  mago  Eddy e Anna Tempesta con la magia delle bolle hanno contribuito a regalare ulteriori sorrisi alla serata.

Tutto il ricavato della raccolta fondi andrà a Casa Silvana la casa di accoglienza per i casi di emergenza dei city Angels aperta 24 ore su 24, da segnalare che nessun ricovero a Milano offre questo servizio.

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