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Redazione

AttualitàcharityEventi

Charity: “Monopoly-un giorno a Forte dei Marmi” raccolta fondi a favore della Andrea Bocelli Foundation.

monopoly di forte dei marmi

I locali di “Real Estate Advisor” & “Roma Imperiale Luxury Services” di Fabrizio Zanetti, eccezionale padrone di casa, hanno ospitato la serata dedicata alla raccolta fondi a sostegno di uno dei progetti della “Andrea Bocelli Foundation”, in particolare la ricostruzione della scuola Ipsia Frau di San Ginesio, nella Marche, distrutta dal terremoto del 2016.


I fondi raccolti sono arrivati da donazioni spontanee dei presenti, ma soprattutto dalla gara di solidarietà che ha visto come protagoniste le opere di diversi artisti,  messe a disposizione dalla galleria “Laura Tartarelli Contemporary Art” di Pietrasanta che ha proposto un opera del giovane talento Martin Lucchini e un quadro di Sabino Galante e dalla multinazionale Dimian, promotrice del Monopoly di Forte dei Marmi e curate da InTown -Versilia e Exit Urban Magazine dell’editore Alessio Musella.

Sono state realizzate 6 serigrafie in edizione limitata, realizzate ispirandosi al Monopoly da Tina Bellini, Francesca Falli, Felipe Cardena, Mario Vespasiani, Milena Quercioli e Matteo Dropsy.

La musica dal vivo è stata affidata a Rick Hutton e alla sua band, popolare musicista britannico che ha suonato con Stevie Wonder, Paul McCartney e George Harrison, David Bowie, Eric Clapton, U2, Spandau Ballet, Eurythmics, Tina Turner, Boy George, Depeche Mode …

La gara di solidarietà ha visto tra i protagonisti l’imprenditore Arturo Artom che si è aggiudicato la serigrafia dedicata al Monopoly realizzata da Dj Dropsy, uno dei veterani del djing italiano presente sulla scena dagli albori.

Attivo nella diffusione della cultura hip hop sin dal 1988, è stato fra i primi graffiti writers italiani, ha fatto il suo primo pezzo a 14 anni con la tag Drop Ckc.

Alfio Bardolla, invece si è aggiudicato l’opera di Milena Quercioli. artista Milanese che ha esposto in tutto il Mondo..

Inutile dire che ogni serigrafia ha trovato il suoi estimatori.

L’organizzazione dell’evento è stata impeccabile , ogni dettaglio curato nei particolari, grazie alla zelante attenzione di Fabrizio Zanetti e il suo team.

Per l’occasione Luis Franciacorta ha realizzato e donato 3 bottiglie personalizzate alla Real Estate Advisor” & “Roma Imperiale Luxury Services, Monopoly Forte dei Marmi ed alla “Andrea Bocelli Foundation”.

Nel corso della serata sono intervenuti  Veronica Berti Bocelli, il presidente della ABF Stefano Aversa, l’architetto Tiziano Lera, il brand ambassador internazionale Niccolò Cesari oltre alle autorità locali, numerosi artisti, influencer , industriali, manager…

Da Pasqua  ad oggi Michael Rothling vice Presidente della Dimian ha promosso oltre 15 eventi grazie al coinvolgimento degli sponsor del Monopoly,,  un percorso  che ha abbinato, la mondanità fortemarmina ad un’idea di solidarietà che intende continuare a dare sostanza a diversi progetti sociali.

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AttualitàEventi

Anche quest’anno la Festa dell’Estate del Golfo del Tigullio è stata quella esclusiva organizzata per Ferragosto a Villa Porticciolo a Rapallo da Laura Morino.

Laura Morino

La Festa dell’Estate del Golfo del Tigullio è stata quella esclusiva organizzata per Ferragosto a Villa Porticciolo a Rapallo da Laura Morino, nota socialitè e pr milanese, imprenditrice alla guida di Morino Studio.

Con il suo compagno Adriano Teso, industriale nel settore delle vernici, hanno invitato un centinaio di amici in vacanza nel Tigullio e a Forte dei Marmi. Tutti, tra i nomi più noti di industriali, avvocati, giornalisti, sociologi, galleristie imprenditori, hanno scatenato la fantasia e creatività per rispettare il titolo ed il dress code del Dinner Party, “Jungle Moon”. Abiti, giacche e pantaloni maculati animalier, fiorati con palmizi e fantasie mimetiche sono stati indossati ed interpretati sia al femminile che al maschile ….. e tutti con ottimi e sorprendenti risultati.

Il tema della serata, grazie alla collaborazione di tutta la squadra di Villa Porticciolo, è stato sapientemente interpretato nella Veranda Portofino e nel Salone interno affrescato con gli allestimenti floreali e la mise en place, con menù personalizzato, foglia di Monstera e Phalaenopsis fuxia ad ogni posto placée. Palmizi e cactus hanno invece decorato i bianchi salotti della Terrazza Porticciolo dove è stato allestito il ricco buffet dell’aperitivo innaffiato dal “Jungle Spritz” creato ad hoc, a base di Gin aromatizzato al mango, prosecco e soda.

I finger food ed i piatti sono stati ideati e realizzati con un menu a tema, un esempio per tutti, il Tataki di tonno marinato alle bacche di vaniglia del Madagascar con porro alla brace e l’Ananas speziato arrosto con gelato al fior di latte profumato alla papaya.

La serata è proseguita con balli scatenati sino a tarda notte ammirando lo spettacolare panorama del Golfo di Rapallo sino al promontorio di Portofino .

Villa Porticciolo, è infatti unica per la sua posizione e bellezza. La location, dimora storica le cui origini sono del XVII secolo, è stata rilevata dalla famiglia Sangiovanni tramite Concessione Comunale nel 2021.

Grazie al loro contributo ed un’importante ristrutturazione è tornata al suo splendore ed ospita gli eventi più esclusivi .

Tra gli ospiti presenti alla serata “Jungle Moon”, oltre al Sindaco di Rapallo Carlo Bagnasco e a Mariarosaria e Domenico Sangiovanni, i “padroni di casa”, con le rispettive famiglie, il già Presidente del Senato Carlo Scognamiglio, la figlia Thea con il marito Francesco Battigelli, il sondaggista, sociologo e saggista Renato Mannheimer, la stilista Haute Couture Raffaella Curiel, la giornalista e conduttrice televisiva Vira Carbone, la giornalista di moda e costume, pr e marketing consultant di Pitti Immagine Giuliana Parabiago gli avvocati Marco De Luca e Paolo Grande, Giovanna Mavellia, segretario generale Confcommercio Lombardia, il gallerista, critico d’arte e direttore del Museo di Portofino Daniele Crippa.

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Food & Beverage

Forte dei Marmi:: 2 donne dietro al successo del ristorante Catch Claw’s.

Catch Claw’s

Il successo di un ristorante spesso parte dalla cucina, ma indubbiamente anche dal servizio.

Gala Mikheeva titolare del ristornate è la prima a ricevere le persone, sorridente, e professionale, ti fa sentire subito a tuo agio, oggi però abbiamo fatto qualche domanda alla cuoca del Catch Claw’s a Forte dei Marmi  che da pochi giorni ha festeggiato con successo il suo primo anno di apertura : Gianna Dykovetz

Primo incontro con la cucina?

Il mio primo incontro è stato a 18 anni 

Era una cucina dove si facevano dei panini farciti.

Era incuriosita, mi piaceva l’odore, tutto il procedimento, amavo sperimentare, alla gente piaceva come sceglievo gli ingredienti da utilizzare, a volte osavo mixare gusti apparentemente non compatibili, che si dimostravano incredibilmente azzeccati,

Confezionare un panino può sembrare la cosa più semplice del mondo, ma il prodotto, le quantità e gli aromi possono renderlo un’esperienza indimenticabile, ne sono ancora oggi orgogliosa. 

Quando hai deciso di diventare cuoco?

È stato amore a prima vista.

Al primo incontro la decisione era già presa.

Quanto conta l’estetica in cucina?

Secondo me la cucina e già estetica, e già bellezza.

Quindi conta in tutto ciò che cucino.

Che rapporto hai con i clienti?

Quando vengono da me, sono persone a cui voglio bene, non sono la persona che si definisce espansiva, difficilmente vado in sala, ma apprezzo molto quando i clienti mi sorprendono per venirmi a salutare nel mio regno: la cucina .

Quale cliente da più soddisfazione ?

Affamato, ma  buon gustaio 

Quanto conta la creatività in cucina?

La creatività non deve avere limiti.

Tutto nasce dalla semplicità per poi evolversi, un piatto può essere paragonato senza timore ad un’opera d’arte…

Quanto conta il prodotto in cucina?

È alla base di tutto!

Un buon prodotto crea buona cucina, soo così puoi dare il massimo quando cucini, non devi mai preoccuparti di coprire il sapore di qualcosa, ma solo esaltarlo. 

Raccontami una tua specialità.

Non saprei 

Un milione di piatti e gli amo tutti

Grazie per la breve, ma piacevole chiacchierata , e non ci rimane che suggerirvi di andare a cena o a pranzo al Catch Claw’s, il miglior biglietto da visita per un eccellente cucina, sono i clienti soddisfatti ….

Ogni dettaglio diventa protagonista anche all’interno del locale…tra arte, pareti e fantasia..

CATCH CLAW’S
VIA MAZZINI 202
55042 FORTE DEI MARMI (LU)
TEL. +39 0584 184 9215

www.ristoranteclaws.com

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Rubrica di Elisa Volta

BON TON BON TON A CURA DI ELISA VOLTA: “Il segreto del successo è prendersi il proprio tempo. Quando una donna infila i tacchi è obbligata a rallentare, a guardarsi intorno”. Christian Louboutin.

ELISA VOLTA

L’eleganza dell’incedere lento è indiscutibile.

E un tacco alto, oltre alla lentezza e alla sensualità del passo incerto, impone un portamento eretto, squisitamente fiero.

La calzatura – croce e delizia femminile – va però sapientemente dosata per evitare scivoloni di stile.

Proprio come un prezioso ingrediente che può perfezionare o decisamente compromettere l’equilibrio di un piatto, così, al primo passo, la scarpa giusta può avvicinarci alla perfezione e quella sbagliata renderci tremendamente goffe.

Se una décolleté “tacco dodici” o un sandalo gioiello tempestato di Swarovski e ornato di marabù possono essere il pezzo forte del look destinato ad una cena galante, un party o una serata tra amiche stile Sex and the City, non lo sono altrettanto per un incontro di lavoro o per una qualsiasi altra occasione mattutina o pomeridiana.

Plateau e zeppe, che ci donano quei centimetri in più senza sacrificare il comfort, sono una tentazione a cui dobbiamo resistere, a meno di non trovarci in un contesto molto informale o vacanziero.

Sono tra le soluzioni meno raffinate e assolutamente non adatte a situazioni formali, professionali o cerimonie.

Un po’ di attenzione meritano anche le “ballerine”, calzature rasoterra deliziosamente femminili, amate dall’attrice Audrey Hepburn e dalla fashionissima Olivia Palermo.

Sono una soluzione comoda e molto bon ton, ahimè non sempre accettata dall’etichetta, che impone alla donna di portare un po’ di tacco nelle situazioni più formali (il famoso mezzo tacco comodo, ma utile a slanciare la figura e rendere più elegante il portamento).

Per quanto riguarda le sneakers, oggi tanto di moda, e ormai sdoganate in qualsiasi contesto, va da sé che dovrebbero essere utilizzate per il tempo libero e non in ambito professionale (se parliamo di uffici).

Qualche riga va decisamente dedicata ai sandali e alle scarpe aperte.

Si tratta di calzature non adatte alle cerimonie, né al luogo di lavoro.

Nel caso di eventi formali, sono assolutamente bandite!

Si è mai vista S. M. Elisabetta II presenziare ad una cerimonia calzando sandali?

O sono mai stati esposti i piedi nudi della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante un summit? Pur rivestendo incarichi decisamente meno prestigiosi, ciascuna di noi può dimostrare serietà professionale e rispetto per il luogo di lavoro, anche attraverso le scarpe che decide di calzare.

Per le calzature dei Signori Uomini: ai prossimi articoli!

Elisa Volta

2 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton

“Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi 

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo

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eccellenze italianeFood & Beverage

Luis Franciacorta, alla ricerca di un prodotto sartoriale.

Luis Franciacorta

Il nome racconta il progetto fortemente legato al territorio e al Consorzio Franciacorta, sinonimo di bollicine e lo sguardo internazionale rivolto in particolare al mondo francese, riecheggiato senza voglia di imitazione ma solo di ispirazione.

Provaglio d’Iseo, sede dell’azienda, e Monticelli e Ome, zone dei vitigni, da dieci anni raccontano anche la storia della famiglia Mensi e del suo fondatore Luigi, appunto.

La casa vinicola, nata nel 1978, è relativamente piccola con 200mila bottiglie l’anno e una scelta di lavorare su misura con un progetto che rappresenta il gioiello di famiglia.

L’attività principale è infatti realizzata dall’azienda agricola Due querce e dalla fornitura alimentare per grandi strutture come le mense; tra l’altro è stato concluso un accordo per l’importazione dal Marocco di mais, frutta e verdura. Il progetto di sviluppo vinicolo è invece consolidare il marchio, al di fuori del circuito della grande distribuzione, per acquisire prestigio nel posizionamento, non con lo scopo di crescere quantitativamente, in contesti culturali, eventi e manifestazioni; in ristoranti e club di alto livello; o ancora legandosi a eventi sportivi e con realizzazioni personalizzate, nella regalistica e non solo.

Con l’Associazione Garibaldi ad esempio la Luis Franciacorta ha realizzato una bottiglia con un progetto design dell’architetto Marco Rubagotti dedicato alla figura di Anita Garibaldi.

Nella stessa direzione la realizzazione la scorsa primavera di una bottiglia ad hoc per la mostra dedicata a Andy Warhol a Villa Bertelli a Forte dei Marmi di concerto con la Fondazione Mazzoleni..

A settembre invece è prevista l’inaugurazione del primo spazio monomarca, concepito come una club house, che unisca la vendita dei vini alla pasticceria di produzione propria, con tutti prodotti freschi, a Merano dove il tema è il cavallo perché all’interno dell’ippodromo.

Per quanto riguarda i vini, visti più da vicino, è da sottolineare il posizionamento dei vigneti, i più alti della Franciacorta, che godono di una forte escursione termica tra notte e giorno, regalando prodotti molto profumati. In generale i vini Luis Franciacorta sono rotondi, piacevoli con una linea base, una Gold, una speciale e una serie di vini fermi, fratelli minori ma non per questo meno amati e seguiti.

La linea Gold, ispirata all’oro, ha scelto la preziosità di bottiglie con un design a forte impatto per rispondere a clienti sofisticati che amano la mondanità e che incontrano il comparto del lusso come la gioielleria di alto livello.

Dietro questo progetto esiste anche un investimento tecnologico grazie all’impiego di una macchina speciale che consente il passaggio dalla classica bottiglia champagnotte o simile alla bottiglia nella quale il prodotto sarà confezionato in modo veloce evitando che il vino venga a contatto con l’aria.

Sono quattro le tipologie che rispondono al tipo di spumante, rispettivamente, oro giallo, oro bianco, ora rosa e oro rosso che si sposano molto bene con iniziative legate ad esempio alla gioielleria.

A cura di Ilaria Guidantoni

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charityEventiFood & BeverageMusica

Forte dei Marmi: tutto esaurito per il  primo compleanno del ristorante “Catch Claw’s”.

Catch Claw’s

17 Agosto tutto è stato studiato nel minimo dettaglio, per il primo compleanno del Catch Claw’s,  dall’organizzazione, la comunicazione, ma soprattutto gli invitanti finger food usciti dalla cucina, creati per raccontare il mood gastronomico, che chi decide di entrare nel ristorante potrà gustare, come ad esempio i gamberi alla catalana, specialità servita nel locale..

Special guest della serata, anche un risotto al Franciacorta, creato utilizzando ingredienti ricercati come il vino di Luis Franciacorta, casa vinicola delle colline bresciane, che ha presentato e servito ai commensali per l’occasione i suoi vini per tutta la serata.

Le persone hanno iniziato ad affollare i tavoli del locale fin dalle 19,00 , nonostante il rischio pioggia accolte dalla titolare Gala, sempre sorridente e disponibile  insieme al suo staff.

All’interno della sala principale del locale, le cui pareti ricordano una grotta, è stato allestito il ricco buffet; l’illuminazione è stata resa speciale da decine di candele accese e non sono mancate sculture e opere d’arte selezionate per amalgamarsi con l’ambiente o al contrario per stupire l’osservatore, ma senza mai esagerare.

Per la serata l’artista presentata, è stata Francesca Falli, le cui opere ( tra le quali una dedicata con a scopo benefico al Monopoly di Forte dei Marmi ideato da Michael Rothling

realizzata per @Michael Ro rimarranno per alcune settimane all’interno del locale, che in collaborazione con la rivista Exit Urban Magazine ha deciso di diventare un Art Restaurant, accogliendo nelle sue sale selezionate opere d’arte.

Il pubblico ha visto presenti stranieri e italiani che hanno dimostrato di gradire l’intero svolgimento della serata all’insegna della beneficenza, il buon cibo, l’arte e il buon bere, tra gli ospiti anche l’ambassador internazionale Niccolò Cesari e il Tenore Pop Omar Bresciani. l’artista Luca Battini e l’Ambasciatore e responsabile Delegazione di Pisa dell’ Ordine dei Cavalieri di Malta Giacomo Maria Berutto , la giornalista e scrittrice Ilaria Guidantoni., l’Editore Alessio Musella , il giornalista Ivan Damiano Rota e l’immobiliarista Fabrizio Zanetti.

L’accompagnamento musicale non poteva che essere affidato ad Eka , musicista Ucraina che da oltre 15 anni vive e lavora in Italia, che con la sua Bandura (strumento musicale tipico ucraino) ha intonato canti legati al suo paese ma anche melodie di carattere internazionale; la serata ha avuto anche un momento legato alla beneficenza, grazie alla lotteria svoltasi durante l’evento, il cui incasso, insieme ai proventi della serata  è stato devoluto proprio alle vittime della guerra in corso in Ucraina.

Media Partner della serata www.intown-versilia.info

Le immagini sono a cura del fotografo Fabrizio Nizza

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AttualitàFotografia

Colombo Francesconi e l’immancabile macchina al collo, quando le foto raccontavano le vacanze.

Colombo Francesconi

Ospite di “Bussola Incontra”, diretta da franca Dini, Colombo Francesconi, è stato il decano dei fotoreporter versiliesi. Davanti al suo obiettivo sono passati tutti i personaggi della “Versilia ruggente“.

È un’istituzione: ha cominciato a scattare fotografie nei luoghi frequentati dal bel mondo fin da ragazzo e da allora, gli anni del Dopoguerra, non si è mai fermato. Ancora oggi lo si incontra con la macchina fotografica al collo, l’immancabile completo bianco che passeggia in cerca di momenti e volti da catturare lungo la spiaggia o in passeggiata.

A 91 anni l’entusiasmo non lo ha perso, ancora desideroso di scoprire qualcosa dopo una vita con l’occhio incollato al mirino della sua Leica o della Reflex, da testimone attento della mondanità versiliese e protagonista da sempre sulla scena della Bussola.

Mai uno scatto rubato però, tiene a precisare, i suoi sono sempre stati alla luce del sole; semmai qualcuno una volta rubò un suo scatto, per venderlo a Stop, regalando al pubblico un paio di belle gambe a sua insaputa. Colombo ha saputo unire la curiosità alla discrezione e non ha mai sentito la fatica. La fotografia fino a un decennio fa conservava il sapore artigianale dello scatto, che poteva risultare sbagliato troppo tardi, dello sviluppo.

Nel corso della conversazione, condotta da Adolfo Lippi e accompagnata da momenti musicali dal vivo curati da Gianluca Galluccio, ha confessato di aver corso tanto, come un pomeriggio che sulla passeggiata di Viareggio, scalzo per essere più veloce, faceva avanti e indietro tra uno stabilimento balneare e il negozio di stampa fotografica.

Quella volta consumò in poche ore 20 rullini ma non era capace di toglierli dalla macchina fotografica o non voleva rischiare e così corse una sorta di staffetta. A Viareggio l’inizio fu con i calciatori e poi la Famiglia Moratti.

Tra i primi scatti anche le sorelle Milo insieme alla mamma della più celebre Sandra che era la proprietaria del Kursal, oggi Maestoso. Colombo resta uno dei testimoni più informati, chiaramente, della Bussola degli anni d’oro, locale lanciato in orbita da Sergio Bernardini nel lontano 1955.

“Uno dei big più affezionati alla Bussola – ci ha raccontato – era il presidente dell’Inter, Angelo Moratti.

Qui a Focette venivano anche i giocatori mitici di quel periodo, come Nyers, Lorenzi, Skoglund. In tempi più recenti Vittorio Gassman che alla Bussola è sempre stato di casa, aveva la tenda allo stabilimento balneare annesso al locale. In origine veniva a vedere gli spettacoli come cliente, poi salì sul palcoscenico, per fare il Mattatore. Il poeta Eugenio Montale stava in giardino, all’ombra di un albero.

Poi gli industriali: Lebole, Felicino Riva, i Benelli, i Pontello. I nobili toscani come i conti De Micheli, ma anche i patrizi romani. Insomma, sono passati tutti di qui.

E io naturalmente li ho fotografati”. Gli aneddoti e i ricordi sono tantissimi e Colombo sorride, ride, quasi mai sarcastico, senza indugiare sui pettegolezzi, preferisce richiamare gli aspetti positivi delle persone.

Anche questo dice molto di lui, come parlando del marito di una famosa attrice che sposò pensando a un uomo ricco per poi restarne deluso. Colombo nell’entusiasmo del racconto dice ‘un signore ricchissimo’, poi si corregge dicendo ‘che lei credeva ricchissimo, infatti lo lasciò…’, e aggiunge ‘ma un grande signore’. I ricordi, forse più amati dal pubblico, sono quelli della Capannina di Franceschi che la voleva locale ‘nobile’ e della rivale Bussola dove erano di casa Fred Bongusto, Renato Carosone che all’inizio aveva tentennato nell’accettare l’invito a Marina di Pietrasanta, quando poi gli fu offerto un compenso doppio di quello che percepiva a Roma; e naturalmente la grande Mina.

I miei ricordi personali di Colombo, da ragazzina, sono legati alla spiaggia e alle sue foto ai villeggianti, che raccontano un’estate che non c’è più, lunga, che si prolungava fino a fine settembre, la villeggiatura immortalata soprattutto dalle foto ricordo. Allora certi episodi, incontri, il brio delle serate pareva più reale nelle foto che dal vero.

A cura di Ilaria Guidantoni

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Musicaspettacolo

Il 9 Agosto al Teatro della Versiliana grande successo per Mazy & Friends.

Mazy & Friends

Martedì 9 agosto presso il gran teatro della Versiliana, si è tenuto il concerto “Mazy & friends” della giovane cantautrice di Camaiore.

Mazy ha eseguito brani del suo repertorio di cui tre inediti in anteprima assoluta, più alcune cover; accompagnata sul palco da musicisti di straordinario livello come Ugo Bongianni pianista e arrangiatore che ha collaborato con numerosi artisti tra cui Mina, Celentano, Ivano Fossati, Tiziano Ferro, Mario Biondi etc;

Andrea Cozzani bassista dei Planet Funk, che vanta collaborazioni internazionali che vanno da Alan Sorrenti a Zucchero, da Jeff Beck a Solomon Burke.

Hanno completato la formazione i talentuosi Pablo Gigliotti alla chitarra e Leonardo Badiali alla batteria.

Lo spettacolo è stato arricchito dalle splendide coreografie di Giulia Turchi con 12 ballerini della “Scuola di Danza Eden” di Livorno.

Mazy ha voluto a fianco a se anche l’amica Elisa Bresciani che ha danzato ed interpretato le canzoni “serpente” e “Fallen from heaven”.

La scenografia è opera dell’architetto Marco Francesconi, con il contributo dell’Istituto d’arte Stagio Stagi di Pietrasanta e con la straordinaria cooperazione di Letiz_art e di Giuseppe Di Bernardo, disegnatore ufficiale di Diabolik e creatore de L’insonne.

Lo spettacolo è stato organizzato dall’Associazione Kreion Versilia Aps di Pietrasanta che, da diversi anni, svolge un’intensa attività culturale finalizzata alla valorizzazione di giovani talenti e delle eccellenze artistiche del nostro territorio.

Una serata che ha regalato al pubblico tante sorprese e forti emozioni.

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AttualitàFotografiaspettacolo

Fotografia: Fabrizio Nizza e la tradizione continua…

Fabrizio Nizza

Suo Padre è stato uno dei primi fotografi capaci di raccontare la Versilia degli anni 60, inevitabile che Fabrizio seguisse le sue orme, ma a differenza di sua sorella Paola, anche lei fotografa, che da subito è entrata nella parte gestionale ed organizzativa dell’attività di famiglia, Fabrizio partì proprio , come vuole la tradizione, da “ragazzo di bottega”.

Inevitabile per raccontare la passione per la fotografia di Fabrizio, fare un breve focus su chi gliela ha trasmessa: Raffaele Nizza, scomparso il 24 giugno 2020.

Raffaele non era un semplice fotografo, ma la memoria storica della Versilia.

Una persona vera e umile, prima ancora di essere un personaggio  che amava la gente ed era amato dalla gente, che ha saputo trasferire queste sue caratteristiche anche ai figli.

Salito da Marsala per amore, non è più tornato nella sua amata Sicilia.

E’ stato un testimone di un periodo unico, irripetibile, che lui ha vissuto con entusiasmo e con la passione di chi ama il suo lavoro.

Era la Versilia del boom economico, degli anni ruggenti, della gioia di vivere.

In realtà alla fine degli anni 50 erano i Ronchi, con Oliviero ad essere al centro dell’attenzione mediatica, Forte dei Marmi è arrivata più tardi.

Raffaele, come Fabrizio, che fin dall’adolescenza ha assorbito dal padre ogni dettaglio della sua vita professionale, come una spugna, era sempre pronto a immortalare tutto e tutti.

Che fossero i bambini sulla battigia, le bellezze al bagno o personaggi del jet set poco importava, per lui un fotografo ha la missione di raccontare quello che lo circonda e questo è il mood dal quale partiamo per raccontare Fabrizio Nizza, degno erede della professionalità del padre.

Uno dei più celebri scatti della Capannina di Fabrizio Nizza

Oggi Fabrizio è un punto di riferimento per la Versilia quando parliamo di fotografi, la tecnica sicuramente non manca, ma le caratteristiche che lo rendono uniche sono proprio quelle ereditate dal padre, umiltà in primis, ma soprattutto essere sempre nel momento giusto al posto giusto.

Non ama il foto-ritocco, ogni suo scatto non viene lavorato in post produzione, è il racconto di un’istante e come tale deve rimanere.

La sua capacità di prevedere e vedere cosa fotografare , trasforma ogni suo servizio in una narrazione precisa di quanto è accaduto, personaggi, luoghi, dettagli, nulla è lasciato al caso, e se la situazione non si crea, senza timore Fabrizio la crea, ma senza fingere, suggerisce sotto voce dove , come e perché quello scatto è importante farlo…

Fotografo ufficiale di molti locali storici della Versilia, come ha sempre sostenuto suo Padre, non si tira mai indietro, per lui il compito di un fotografo è riportare attraverso le immagini, le emozioni.

Ricorda con il sorriso una sorta di rivincita nei confronti dei reali del Belgio, che negli anni 60 fotografati dal padre , lo spinsero in acqua , 40 anni dopo Fabrizio ha fotografato nuovamente il Re del Belgio in atteggiamenti non “reali” per Novella 2000.

Un altro aneddoto buffo che ha raccontato Fabrizio è legato alla sua presenza nella camera oscura, aveva 16 anni e per la prima volta fumava le sigarette al mentolo , grazie alla collaborazione del Padre con una nota azienda produttrice…Beh era talmente concentrato nel gustarsi questa nuova e sconosciuta fragranza, che bruciò un pacco di carta per la stampa ( 18 x 24 FD4 ) , inutile dire che quella settimana, Raffaele non lo pagò…

Fabrizio, a differenza dei molti “fotografi” di oggi, prima di imparare a scattare ha imparato a sviluppare le foto del padre, dettaglio che racconta la passione per questo lavoro, che parte da ogni singolo gesto che porta al risultato finale, la fotografia.

Pur essendo stato chiamato diverse volte per andare a Sanremo, ha sempre scelto di non andarci, infatti

 Fabrizio definisce quella settimana frenetica, la fossa dei Leoni: la correttezza professionale in certe situazioni , lascia spazio ad egoismi personali, che poco hanno a che fare con il concetto di gruppo di lavoro, “ Uno scatto c’è per tutti amava” ripetere Raffaele Nizza, ma oggi qualcosa è cambiato, purtroppo…

Il rapporto che Fabrizio ha con persone e personaggi della Versilia, e testate importanti alle quali fornisce le foto, potrebbe permettergli di avere un atteggiamento meno amichevole e più impostato, ma ancora una volta la differenza la fa la sua intelligenza professionale, il suo innato talento nello scattare, la sua disponibilità e il suo sorriso.

Raffaele e Fabrizio , un tatuaggio è per sempre…

In un mondo in cui l’apparenza sembra regnare sovrana, Fabrizio e sua sorella Paola, nonostante la loro storia e il loro presente non amano mostrarsi e mostrare, ma la maggior parte delle foto che trovate sul web legate a locali storici della Versilia arrivano da loro scatti.. difficile sceglierne alcuni , facile invece chiudere questo articolo con una foto che racconta l’inizio della carriera di Fabrizio,,,

Oggi quando ad un evento trovi dietro all’’obbiettivo Fabrizio Nizza, hai la certezza che sia valsa la pena esserci…

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Lusso

“Diamante Hope”? No Grazie…

Diamante Hope

Il diamante Hope, ai più conosciuto come” Blu di Francia” per il suo intenso colore, ha un peso di 45,52 carati.

Questa splendida gemma pare porti con se una maledizione: infatti legate a questo diamante ci sono  almeno 20 decessi avvenuti per le più svariate cause e la rovina economica di coloro che sono riusciti a sopravvivere al potere negativo della gemma.

Ci limitiamo a raccontarvi la prima sventura per poi lasciare ai lettori il piacere di scoprire le rimanenti attraverso il web…

Alla statua Rama-Sitra se ne attribuisce la “colpa”, fu lanciata una maledizione sulla pietra quando un mercante francese, tale Jean-Baptiste Tavernier decise di  disincastonarla da un suo occhio.

La ricchezza che il diamante  portò al mercante  fu sperperata dal figlio e quando  tentò nuovamente di fare fortuna tornando alla ricerca di altre gemme, morì durante il viaggio verso l’India……

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