close

Redazione

AttualitàFood & Beverage

Nuovo Forno del Pane Metropolitano Outdoor Edition: i sei Distretti culturali dell’area metropolitana ospiteranno artiste e artisti tra i 18 e 35 anni. Al via il bando, candidature fino al 9 gennaio 2023.

Nuovo Forno del Pane Metropolitano Outdoor Edition

Città metropolitana di Bologna come città artistica diffusa di residenze per un nuovo progetto condiviso da tutti i sei Distretti Culturali.

L’esperienza del Nuovo Forno del Pane, portata avanti tra il 2020 e il 2021 dal MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, cresce e si allarga ai sei Distretti culturali della Città metropolitana di Bologna. Dal 5 dicembre è disponibile un avviso pubblico finalizzato alla selezione di sei artiste, artisti o collettivi che potranno lavorare in strutture messe a disposizione nei Comuni dei sei Distretti culturali.

Bologna, 5 dicembre 2022 – Su iniziativa del Comune e della Città metropolitana di Bologna, l’innovativa esperienza del Nuovo Forno del Pane, nata al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna nel 2020 per far fronte all’emergenza Covid-19 e supportare gli artisti offrendo loro uno spazio di produzione, si apre al raggio più ampio dei sei Distretti culturali della Città metropolitana. La possibilità di vivere, lavorare, produrre opere, interagire con il territorio, dar vita a progetti artistici individuali e condivisi, verrà estesa dall’ambito esclusivamente cittadino al raggio più ampio di sei Comuni degli altrettanti Distretti culturali della Città metropolitana.

Il progetto rientra nelle azioni di Officina Creativa per Bologna, percorso di creazione del sistema culturale metropolitano promosso da Comune e Città metropolitana di Bologna, con il supporto di Fondazione Innovazione Urbana.

Artiste e artisti di età compresa tra i 18 e i 35 anni, domiciliati in Italia, senza vincoli di cittadinanza o residenza, con una recente e documentata attività nell’ambito delle arti visive contemporanee, sono invitati a partecipare alla selezione per il Nuovo Forno del Pane Metropolitano Outdoor Edition: la pubblicazione dell’avviso è prevista per il 5 dicembre 2022 e dalle ore 12 del 6 dicembre si potrà compilare il relativo modulo telematico di partecipazione.L’avviso sarà disponibile nell’Albo Pretorio online del Comune di Bologna, su Iperbole alla sezione Concorsi, avvisi, graduatorie e bandi di gara e sul sito del MAMbo alla sezione news. La scadenza per inviare la propria candidatura e tutta la documentazione richiesta è il 9 gennaio 2023 alle ore 12.

“Il protagonismo culturale della Area metropolitana – dichiara Elena Di Gioia, delegata alla Cultura di Bologna e Città metropolitana – che vogliamo rafforzare sempre di più, intende con questo progetto valorizzare le residenze d’artista, sia come forma di sostegno a giovani artisti che possono trovare occasioni di crescita e sviluppo sul territorio metropolitano sia come forma di relazione e dialogo tra gli artisti in residenza e le comunità diffuse.

Ed è proprio all’interno di questa visione che si inserisce l’idea di espandere la virtuosa esperienza del Nuovo Forno del Pane, realizzata da MAMbo in un periodo tutt’altro che facile per la cultura, a tutto il territorio metropolitano mettendo in sinergia molteplici fattori e componendo l’immagine di una Città artistica e creativa metropolitana diffusa. Grazie all’impegno dei Distretti culturali e alle competenze di Lorenzo Balbi e del MAMbo sono certa si creerà un fecondo e originale network artistico metropolitano che rafforzerà il nostro territorio come luogo in cui la voce e l’opera di artisti avrà uno spazio sempre più significativo”.

“Dopo l’esperienza del Nuovo Forno del Pane negli spazi della Sala delle Ciminiere del MAMbo – aggiunge Lorenzo Balbi, direttore del museo – siamo felici di avere ricevuto la sollecitazione dalla Città metropolitana per ideare una nuova edizione nella quale la nostra istituzione diventa un connettore tra residenze e spazi già attivi dei Distretti culturali della Città metropolitana e le artiste e gli artisti che operano sul territorio italiano. Il progetto permetterà la creazione di una nuova rete in grado di accogliere e valorizzare le ricerche artistiche, rafforzando le premesse che hanno permesso la nascita, nel 2020 durante l’emergenza pandemica, del Nuovo Forno del Pane”.

Le artiste e gli artisti verranno selezionati sulla base della documentazione presentata, tenendo in particolare conto il portfolio, la lettera motivazionale e l’idea progettuale, secondo parametri legati a fattibilità, originalità e impatto della proposta sul sistema culturale metropolitano.

Le candidature saranno esaminate da una Commissione presieduta dal Responsabile dell’Area Arte Moderna e Contemporanea del Settore Musei Civici Bologna e composta da membri esperti interni allo staff del MAMbo.

Alle artiste e agli artisti selezionati sarà offerto uno spazio di lavoro in cui operare, secondo le modalità previste da ciascun ente, tra il 13 febbraio e il 30 giugno 2023, all’interno di una delle strutture dei seguenti Comuni dell’Area metropolitana di Bologna: Budrio (Distretto culturale Pianura Est), Comune di Budrio – Le Torri dell’Acqua; Casalecchio di Reno (Distretto culturale Reno Lavino Samoggia), Montagnola di Mezzo; Castiglione dei Pepoli (Distretto culturale Appennino Bolognese), Municipio di Castiglione dei Pepoli – Officina15; Imola (Distretto culturale Imolese), Centro d’Arte Novella Guerra; San Giovanni in Persiceto (Distretto culturale Pianura Ovest), Comune di San Giovanni in Persiceto, Convento di San Francesco; San Lazzaro di Savena (Distretto culturale Savena-Idice), 10Lines e Kappa Nöun. Inoltre, a ciascun artista o collettivo selezionato sarà garantito un alloggio nei Comuni di riferimento (ad eccezione di San Giovanni in Persiceto) ed erogato un incentivo di 4.000 euro lordi per l’avvio dell’attività di ricerca ed eventuale produzione.

Durante il periodo di residenza, le artiste e gli artisti saranno coinvolti in approfondimenti dedicati alle loro ricerche individuali che saranno divulgati e promossi tramite i canali di comunicazione dei soggetti coinvolti nel Nuovo Forno del Pane Metropolitano Outdoor Edition, mentre le opere e i progetti eventualmente prodotti rimarranno di loro proprietà. La rete dei Distretti culturali sarà parte attiva nel costruire occasioni di scambio e collegamento con il territorio.

Ai sei selezionati verrà richiesto: di permanere nella struttura assegnata da un minimo tre a un massimo di quattro mesi, anche frazionati; la disponibilità a spostarsi con propri mezzi e a proprie spese; di collaborare con lo staff del MAMbo e con le strutture ospitanti per la migliore riuscita dell’iniziativa, partecipando agli incontri, alle attività e alle interviste eventualmente programmati dal museo; di collaborare con le altre artiste e artisti coinvolti nell’iniziativa favorendo scambi di competenze teoriche e pratiche al fine di creare durante il lungo periodo di residenza un clima partecipativo e produttivo; di partecipare alla co-progettazione di attività teoriche e pratiche finalizzate all’autoformazione e all’ampliamento delle proprie competenze; di mettere a disposizione immagini e testi liberi da diritti per le attività di comunicazione e per eventuale pubblicazione di un catalogo al termine del progetto.

In occasione del Nuovo Forno del Pane Metropolitano Outdoor Edition è stata ideata una nuova identità visiva del progetto a cura di Giulio Ferrarella. A partire da una rielaborazione delle ciminiere del MAMbo, che avevano caratterizzato l’immagine creata da Aldo Giannotti per la prima edizione, è stato realizzato un nuovo logo lineare e tipografico che rafforza simbolicamente l’idea di produzione, alla base del Nuovo Forno del Pane.


Nuovo Forno del Pane Metropolitano Outdoor Edition

www.nuovofornodelpane.com
Instagram: @nuovofornodelpane
Facebook: Nuovo Forno del Pane

Ufficio stampa Settore Musei Civici Bologna
e-mail UfficioStampaBolognaMusei@comune.bologna.it
Elisa Maria Cerra – Tel. +39 051 6496653 e-mail elisamaria.cerra@comune.bologna.it
Silvia Tonelli – Tel. +39 051 6496620 e-mail silvia.tonelli@comune.bologna.it
Con la collaborazione di Ornella De Carlo

Ufficio stampa e comunicazione Città metropolitana di Bologna
e-mail stampa@cittametropolitana.bo.it
Tel. +39 051 6598340

Leggi Ancora
Artecultura

AQUILA: “SUI PASSI DI MADAMA MARGHERITA”Il 10 Dicembre 2022 (ore 17:30) presso il Palazzetto dei Nobili“.

SUI PASSI DI MADAMA MARGHERITA

Il 10 Dicembre 2022 (ore 17:30) presso il Palazzetto dei Nobili la Onlus Antonio Padovani presenterà il progetto “Sui passi di Madama Margherita” elaborato in occasione del cinquecentenario dalla nascita di Margherita D’Austria, presenza estremamente rilevante nella storia dell’Aquila.

Il progetto ha lo specifico obiettivo di promuovere un turismo culturale e di qualità, valorizzando la nostra Città attraverso le rievocazioni della figura di Margherita.

E’ stato realizzato un agevole volume su Madama Margherita a partire da una approfondita ricerca storia e iconografica che, accompagnato da vari materiali prodotti ad hoc, permetterà ai visitatori un viaggio in luoghi iconici della Città, un coinvolgente percorso emozionale che farà rivivere i quarti, le atmosfere, la cultura, i personaggi, la gastronomia dell’Aquila del XVI secolo.

Viene proposto, in particolare, un coinvolgente percorso a piedi nel cuore del centro storico toccando i luoghi vissuti dalla governatrice con l’accompagnamento di una guida turistica di grande esperienza. I visitatori potranno, tra le altre cose, degustare piatti tipici dell’epoca presso i vari ristoranti aderenti all’iniziativa.

L’evento del dicembre vedrà la partecipazione come moderatore del docente di storia dell’arte Giuseppe D’Annunzio e l’intervento degli autori: Carla Canali, curatrice dei testi e delle ricerche storico-bibliografiche, Marco Sciame, curatore delle illustrazioni e Francesca Falli, che ha progettato e curato la parte grafica sia del volume sia di vari gadget di promozione turistica che verranno distribuiti anche durante le visite guidate.

In occasione della presentazione del progetto, inoltre, verrà esposta un’opera originale della Pop Artist Francesca Falli, dedicata a Margherita D’Austria che verrà presentata da un ospite d’eccellenza: Alessio Musella, affermato redattore, editore e curatore d’arte.

Leggi Ancora
eccellenze italianeFood & BeverageSenza categoria

Langosteria e Caviar Kaspia insieme nel segno dell’eleganza.

Langosteria e Caviar Kaspia

Langosteria e Caviar Kaspia hanno presentato alla stampa a Milano una collaborazione internazionale che vuol essere preziosa, non tanto nel senso del lusso perché come il tartufo il caviale può rovinare il rapporto con il cliente; quanto nel segno dell’eleganza.

Prodotti costosi ed esclusivi vanno saputi raccontare: gustarli significa vivere un’esperienza culturale prima di tutto.

Il Gruppo Langosteria annuncia un nuovo progetto in collaborazione con Caviar Kaspia, maison francese conosciuta per la sua offerta gastronomica incentrata sulla selezione di caviale di pregio, a cominciare dall’offerta nello storico locale milanese nel quartiere Isola e la nuova apertura a Saint Moritz, i ristoranti che ospiteranno il pop-up di Caviar Kaspia.
I menù dei ristoranti includeranno dunque una sezione dedicata all’offerta di caviale e proporranno ai propri ospiti la rinomata “Baked Potato”, piatto icona della maison parigina. Inoltre il caviale, Caviar Kaspia, completerà uno dei piatti simbolo: “Tagliolini Langosteria e caviale”.

Un ménu essenziale con il focus legato ai crostacei impreziositi dal caviale dove però c’è un grande spazio dedicato al vegetale, una scelta dello Chef Domenico Soranno di Sannicandro, in provincia di Bari, una regione che non dimentica mai la verdura nel piatto, ingrediente che consente l’attenzione alla stagionalità, una grande varietà oltre a migliorare la digeribilità dei piatti. Una nota importante perché racconta come anche il segmento del lusso si lega ai nuovi comportamenti di consumo.

La Langosteria offre infatti un ambiente intimo, come il Salotto di casa, aperto solo la sera. Un ambiente avvolgente con piatti vecchio Ginori e alcune manifatture legate al peltro dell’azienda bresciana Cosi Tabellini. In tavola anche la Matrioska che contiene il caviale, una preziosità nata dall’ispirazione di una borsa Chanel.

La tavola nella sua eleganza è un elemento di unione e l’idea di Langosteria è proprio la condivisione tanto che gli antipasti sono molto ricchi e possono essere messi in un piatto centrale da condividere come la vodka servita in ampolline perché anche il gesto e le parole che accompagnano il pasto ne fanno parte.
Il caviale di Caviar Kaspia, sarà disponibile anche online per i clienti di Langosteria a Casa.
Langosteria propone inoltre un fine dining nato in Italia e focalizzato sull’eccellenza che seleziona
i migliori prodotti in ogni parte del mondo, combinando la tradizione con un approccio contemporaneo e internazionale.
Caviar Kaspia è un’istituzione parigina che, fondata nel 1927, continua a celebrare

l’arte del caviale nella sua iconica sala da pranzo al 17 di Place de la Madeleine a Parigi, brulicante di celebrità e creativi.
La collaborazione tra Langosteria e Caviar Kaspia unisce due identità affini che sono guidate dalla medesima aspirazione, ovvero la ricerca dell’eccellenza, declinata in piatti studiati ad-hoc e ricercati, per regalare al cliente un’esperienza unica e sofisticata.

Il Gruppo Langosteria oggi conta 4 indirizzi milanesi, Langosteria (2007), Langosteria Bistrot (2012), Langosteria Café (2016), Langosteria Cucina (2021), un ristorante a Parigi (2021) al settimo piano dell’hotel Cheval Blanc Paris, uno al mare nella splendida baia di Paraggi (2017) e infine un indirizzo in montagna che aprirà a Saint Moritz nel 2023.

Tutti condividono la medesima matrice gastronomica, ma ognuno ha una propria identità. Fondata e guidata da Enrico Buonocore,

Langosteria si basa sulla ricerca dell’eccellenza e attenzione al dettaglio, sull’italianità con una visione internazionale. Fondato nel 1927, Caviar Kaspia è un’istituzione a Parigi e, nel tempo, non ha mai cessato di celebrare l’arte del caviale nella propria iconica sala, frequentata da celebrità e grandi creativi.

Oggi Kaspia è sinonimo di un art de vivre a difesa del diritto al piacere condiviso in una cerchia esclusiva. Kaspia è unico nel suo genere e ha fatto del table-hopping il proprio marchio distintivo. Il ristorante, specializzato in caviale, ha collaborato con artisti del calibro di Jacquemus, Giambattista Valli, Carine Roitfeld e Off-White, e designer di interni come Jacques Grange e Alexis Mabille, oltre ad aver inaugurato diversi pop-up, fra cui New York, Roma e Montecarlo. In questo 2022 che segna il 95° anniversario del marchio, Caviar Kaspia si espande, in continuità con Dubai, inaugurato nel 2021, lanciando altre sei aperture, fra cui San Paolo, Saint-Tropez, Los Angeles, Londra e nel The Mark Hotel di New York.

Nel 2023, Kaspia si sposta in montagna, con l’apertura di Saint Moritz in partnership con il famoso ristorante milanese Langosteria e con Courchevel.

A cura di Giada Luni

Leggi Ancora
Arte

Grande successo per la personale “TEMPI PARALLELI” dell’artista Sabrina Barbagallo a cura di Nicoletta Rossotti.

Sabrina Barbagallo

Con i suoi “Tempi paralleli”, l’artista Sabrina Barbagallo ha esposto trentuno opere (16 quadri e 15 sculture realizzate con la tecnica giapponese RAKU) in cui pittura e scultura dialogano intrecciando tre diversi concetti di tempo. L’esposizione, ospitata negli spazi di Palazzo Chigi – Sala Orsini a Formello (Roma), è stata curata da Nicoletta Rossotti.

Nella personale di Sabrina Barbagallo si intrecciano quattro diversi concetti di tempo.

Ci sono le prospettive urban, dove tutto è apparentemente immobile; ci sono i concetti di “cadenzato” e “lento”, legati ai tempi di lavorazione del raku, materia prima di cui sono fatte le sculture, con i diversi passaggi di cottura e ridefinizione; e poi c’è il tempo dell’artista, il momento in cui arriva l’intuizione creativa; e il tempo come viaggio nei vari mondi della fantasia per chi produce l’arte e per chi la osserva.

Sabrina Barbagallo è un’artista in senso antico – dice il critico Daniele Radini Tedeschi –  perché la sua creativà spazia tra la tridimensionalità delle opere di pittura e la potente produzione onirica delle sculture, Alice, la grande installazione dei maghi, Peter Pan, tutta incentrata su pensieri teneri, fanciulleschi che risvegliano in noi emozioni lontane.

TEMPI PARALLELI a cura di NICOLETTA ROSSOTTI

Le città dell’artista Sabrina Barbagallo sono caratterizzate da architetture solide, spazi reali e tangibili resi da un’atmosfera sospesa e disincantata.

Incontriamo grattacieli che con straordinaria verticalità corrono in alto, macchine e treni in corsa in scenari urbani e metropolitani resi con straordinaria volumetria e prospettiva degna di una mano certa ed esperta.

Improvvisamente, guardando con attenzione queste città dove tutto appare silenziosamente immobile, vediamo piccole figure di funamboli, che camminano in alto su fili finissimi, attraversando paesaggi che conducono la mente al di là del semplice scenario “urban”.

Il linguaggio dell’artista Barbagallo lo ritroviamo, così, intriso di un alone filosofico, di un pensiero che va oltre il dato reale rappresentato sulla tela.

Non si parla più solo di ciò che si vede ma percepiamo il pensiero dell’artista che fa un passo verso un mondo diverso.

Si parla e ci si accosta attraverso quei fili e figure di ometti che rimangono sospesi in aria, della caducità della vita, della precarietà dell’oggetto rappresento, e della fragilità umana sospesa in aria in cui in un attimo tutto può cadere e tutto può finire.

La caducità della vita è un concetto già esplicato fin dall’Antichità che si diffonde in opere letterarie.

Lo ritroviamo nell’Iliade di Omero, nelle poesie di Quasimodo, Ungaretti, nel Bacchino Malato; opera giovanile del Caravaggio o in opere di Guercino e Salvador Rosa.

Nelle città incantate o disincantate dove tutto è sospeso, nel tempo cadenzato, l’artista ci fa fare un salto nel mondo dell’immaginario.

Da Occidente a Oriente troviamo questo concetto che accompagna la storia dell’uomo, evidente anche nella cultura giapponese, nella filosofia zen e nell’estetismo giapponese: l’aware che esprime la bellezza effimera delle cose che tendono a svanire, fino ad arrivare al mondo fantastico delle sculture in Raku, che rappresentato personaggi delle fiabe classiche.

Figure più note delle favole, cotte con l’antica tecnica giapponese, vengono realizzate da Sabrina Barbagallo con maestria e sapienza e rese all’occhio dell’osservatore, come piccoli oggetti da venerare, da guardare da lontano per la fragilità e bellezza.

A rendere ancora più evidente l’aspetto ammaliante, sono le preziose venature madreperlacee che donano a ogni scultura un aspetto sontuoso ed elegante.

Filo conduttore che lega pitture e sculture in osmosi continua tra la precarietà della vita, tempo cadenzato e una straordinaria libertà espressiva, è il mondo fantastico e fantasioso popolato da presenze di personaggi fiabeschi funamboli, resi con colori e tonalità sempre calde.

Una poeticità che si fonda tra presente e passato, in una dimensione fantastica a volte onirica ma non surreale.

TELETHON E SABRINA BARBAGALLO: Arte e Solidarietà.

Il Referente della Fondazione Telethon per le attività artistiche e culturali Giampiero Stancati, ha selezionato la Mostra Personale dell’artista Sabrina Barbagallo come un’ottima occasione per portare la presenza TELETHON all’evento, distribuendo prodotti solidali e materiale informativo.

Tale abbinamento fra Arte e Solidarietà, rivolta concretamente ad aiutare la Ricerca, costituisce un valore aggiunto alla già importante manifestazione artistica. 

Partner della mostra è stata l’azienda vinicola Casale del Giglio, che ha offerto una degustazione di vini.

Leggi Ancora
ArteAttualitàModa

Vittorio Camaiani porta nel suo salotto la sua Regina nel jet set di Milano, Cesarina Ferruzzi.

Cesarina Ferruzzi

“Voilà è arte e moda” è questo il titolo dell’evento in cui il couturier marchigiano Vittorio Camaiani ha mostrato la sua arte a Milano con la sua ultima collezione autunno /inverno 2022-23 ispirata a Regina Cassolo Bracci, artista meneghina del futurismo milanese anni Trenta.

Nella casa con terrazzo giardino di Cesarina Ferruzzi è andato in scena mercoledì 30 novembre 2022 un raffinato evento tra arte e moda, presentato da Ivan Damiano Rota.

La Ferruzzi ha svelato il suo ultimo libro “Voilà Cesarina” accompagnata dallo stile delle creazioni dello stilista Camaiani.

Un gioco, un prisma colorato, un caleidoscopio che mostra figure e parole cangianti, che coniuga l’ARTE con la BELLEZZA, la visione, l’impegno e la forza.

Il libro Voilà Cesarina mostra diversi ritratti; volti e anime che “lo animano” come un piccolo gioiello che brilla e riluce sugli abiti. Un libro che è esso stesso un vestito, una seconda pelle o un oggetto essenziale e prezioso.

Un talismano per colui che lo riceve, un viatico per colui che scrive. I tratti essenziali e le geometrie astratte erano i segni distintivi di Regina Cassolo Bracchi, che si trova a dialogare con lo stilista marchigiano e le sue stoffe.

È un lavoro “a quattro mani” in cui le forme rigide della scultura vengono trasformate e traslate su tessuto da Camaiani in un continuo rimando all’estetica di Regina, ma rese morbide e fluttuanti, pronte per avvolgere il corpo femminile.

Nel dialogo tra Regina e Camaiani sculture, strutture e disegni diventano l’alfabeto della loro comunicazione; linee rotonde, triangoli, forme astratte si appoggiano sulla donna Camaiani.

La collezione si struttura sui colori dei materiali utilizzati da Regina come il grigio dell’alluminio e il giallo, il verde e il rosa del plexiglas.

Piccoli triangoli colorati si appoggiano al rigore di un tubino, i pantaloni si muovono fluidi e finiscono sull’orlo piegati come in una sua scultura, come anche le maniche di una elegante camicia bianca, pezzo iconico di Camaiani presente in ogni sua collezione.

Capo emblematico della collezione è il giaccone “1969”, ripreso da una scultura in plexiglas bianco e trasparente o quello giallo in cachemire ricamato a motivi che evocano il canarino scolpito da Regina negli anni 1925/1930.

Non è mancata una nota di solidarietà all’interno dell’evento. Camaiani, infatti per la particolare occasione, ha donato un abito in favore di City Angels, associazione di volontariato fondata nel 1994 a Milano da Mario Furlan in aiuto dei senzatetto e alla lotta contro il crimine. In rappresentanza dell’associazione è intervenuta la Presidente Daniela Iavarone.

Tra gli altri ospiti vip si distinguevano: il deputato Andrea Mascaretti, il critico d’arte Paolo Lettieri, l’assessore della Regione Lombardia Stefano Bolognini, Olga Causen, console dell’Islanda, Louis Niscovolos, console Argentina,  il Professore di storia dell’arte dell’Università di Pavia e noto critico Paolo Campiglio e l’artista Tomoko Nagao.

Leggi Ancora
Musica

MANUEL AGNELLI torna in tour nei club a dicembre 2022 per supportare la pubblicazione del suo primo album da solista AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO.

MANUEL AGNELLI


Sarà pubblicato venerdì 30 settembre AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO, il primo album da solista di Manuel Agnelli, annunciato nelle scorse settimane e preceduto dai singoli “Proci”, “Signorina mani avanti”, “Pam Pum Pam” e dal pluripremiato “La profondità degli abissi”, (dalla colonna sonora del film Diabolik, ha vinto un David di Donatello e un Nastro D’Argento, entrambi per la miglior canzone originale).

Il disco è uno dei progetti più attesi dell’autunno ed è disponibile su tutte le piattaforme digitali ed è acquistabile nei formati esclusivi: CD autografato, LP autografato, LP colorato.
In contemporanea alla pubblicazione dell’album, sarà disponibile per la rotazione radiofonica “Milano con la peste” il nuovo singolo estratto dall’album.

MERCOLEDI 07 DICEMBRE 2022 (Prefestivo)
CENTRO SOCIALE RIVOLTA
Via F.lli Bandiera, 45 – Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera
MANUEL AGNELLI
“Ama il prossimo tuo come te stesso Tour 2022”
www.facebook.com/ManuelAgnelliOfficial
VERTIGO – Tour di concerti
www.vertigo.co.it
RECHOS RECORDS & PROMOTION
www.facebook.com/rechosrecords
Apertura cancelli ore 19.00
Inizio concerto ore 22.00
INGRESSO 25 €
Per questo evento non sono previste prevendite. I biglietti saranno acquistabili direttamente in cassa
il giorno del concerto.
RECHOS RECORDS & PROMOTION – www.facebook.com/rechosrecords

Leggi Ancora
Accade nel...

“Visioni Oniriche” 2016 Milano Fabbrica del Vapore: Tina Bellini.

Tina Bellini

La sua creatività a cavallo tra la Pop Art e la voglia di rompere gli schemi per dare  libero sfogo alla propria vena artistica. 

I mobili scelti dall’artista erano cinque tra i qualii: una cassettiera dedicata a  Piet Mondrian, il pittore olandese fondatore del gruppo di “neoplastici” e una consolle con specchio dedicati a Warhol, 

Un’opera che rispecchia a pieno lo stile di uno degli artisti simbolo della Pop Art e in cui è possibile riconoscere alcuni dei suoi tratti distintivi: la scritta “Campbell” che ricopre la parte posteriore dello specchio e le labbra di Marilyn Monroe, famose in tutto il mondo, nascoste all’interno dei cassetti.

L’idea iniziale della creativa era una creazione di design al mese dedicata a un artista del ‘900 come fosse un vero e proprio omaggio.

Ovviamente ogni pezzo realizzato è un’opera unica.

Nei suoi mobili Tina ritrova se stessa, li sceglie con cura e una volta individuato il mobile da decorare, che può essere una sedia, un comò, uno specchio o un qualunque altro mobilio, decide come reinventarlo, decorandolo con dipinti o materiali riciclati, tematica a cui è molto legata,

Leggi Ancora
Libri

“Vale un viaggio” di Beba Marsano, Riscoprire l’Italia meno nota attraverso luoghi singolari.

Vale un viaggio di beba marsano

Giunge alla terza tappa il viaggio nell’Italia da riscoprire o scoprire, racconto di un’Italia parallela a quella del turismo di massa, nato da un’idea della giornalista Beba Marsano e pubblicato dalla casa editrice Cinquesensi, per uscire dalle solite rotte.

Dopo i primi due volumi usciti nel 2016 e nel 2018, ecco altri 101 luoghi d’eccellenza. 

È, un invito a scoprire luoghi nuovi, destinazioni mai pensate e anche a suggerire delle mete all’interno di città o posti molto noti ma dove l’attenzione è polarizzata su poche o molte grandi attrazioni. Il viaggio per Beba Marsano è essenzialmente un percorso emozionale e per questo la voglia che qualcuno esprime di accompagnare un’altra persona in un luogo che non conosce – “appena posso ti ci porto” – è una grande dichiarazione d’amore.

La proposta è controcorrente: non solo l’Italia culla del Rinascimento, delle pur straordinarie Venezia, Firenze o Roma ma quella ad esempio della casa-museo di Fortunato Depero a Rovereto in Trentino o dei mosaici di Santa Maria della Croce a Casarano, nel Salento, in quella Terra d’Otranto della Puglia paleobizantina. Un viaggio appagante anche virtualmente tra le pagine del libro che ha un bel fotografico, un’impaginazione preziosa, molto nello stile museale senza essere patinata.

L’Italia va riscoperta e consapevolmente comunicata con cognizione, entusiasmo, idee innovative. Prerogative che richiedono tempo, conoscenza e passione autentica.

Su questa traccia è nato il progetto di collana Vale un Viaggio, opera fresca, rapida nel suo scorrere, utilissima nella sua finalità e magistralmente interpretata da Beba Marsano, giornalista e nota critica d’arte che ha percorso in lungo e largo il Bel Paese andando a selezionare e a svelarci ancora 101 luoghi d’arte e di bellezza (i primi due titoli risalgono al 2016 e al 2018), fuori dai tradizionali percorsi proposti a un turismo ormai assuefatto soltanto ai grandi miti italiani.

Lavoro impegnativo che l’autrice ha condotto, con lungimiranza e taglio originale, recandosi nei rispettivi luoghi, non solo col fine di fornire al lettore una preziosa antologia di siti artistici e luoghi naturalistici da riscoprire e proporre nel loro oggettivo valore, ma anche con l’intenzione di trasmettere le emozioni vissute in prima persona.

E l’ha fatto attraverso una scrittura brillante che non cede alla tentazione del linguaggio specialistico, scegliendo una cifra narrativa/saggistica di svelta eppure densa sostanza contenutistica.

Il risultato va prima sfogliato, come in un caleidoscopio d’immagini ricche di suggestiva e persuasiva bellezza e poi letto in ogni dettaglio, per scoprire così i grandi e piccoli capolavori che ci arrivano da ogni regione d’Italia: siti archeologici, preziosi musei d’arte e d’arti applicate, remoti cicli di affreschi, collezioni private, a volte di sorprendente valore, piazze e scorci, da intendersi come paradigmi di uno specifico periodo architettonico.

A conclusione del racconto di ogni tema l’autrice, secondo la felice idea di invitare il visitatore a una sosta meno affrettata, suggerisce un albergo e un ristorante, ma anche un negozio di griffe, un’azienda vitivinicola o quando ha ritenuto opportuno un ulteriore suggerimento per un più esauriente piccolo viaggio d’arte, nell’immediato contorno del territorio.
Un‘opera dunque attuale che si propone come un modello di comunicazione culturale pensato per la valorizzazione di un Paese, il nostro, che oggi come non mai ha l’assoluta necessità di essere meglio sostenuto, facendo forza sulla sua autentica natura, quella della bellezza.

Chi è Beba Marsano

Genovese di nascita, milanese d’adozione, cosmopolita per vocazione, Beba Marsano è giornalista, critica e storica dell’arte, esperta di turismo culturale. Ha scritto e scrive per le maggiori testate nazionali: Corriere della Sera, Panorama,

Oggi, Capital. Ha curato mostre, eventi e monografie di numerosi artisti contemporanei.

Come autrice ha collaborato con Rai Uno e pubblicato con Electa Mondadori e Moshe Tabibnia. Ha firmato tre volumi della collana Vale un Viaggio per Cinquesensi editore.

Giada Luni

Leggi Ancora
Food & Beverage

Coppo, una lunga storia di famiglia e territorio.

Coppo

Il binomio famiglia e territorio nel vino sembra vincente, basti rileggere la tradizione spumantistica di Canelli, in provincia di Asti, un tempo crocevia commerciale e culturale importante per il settore enologico, tanto che qui con Carlo Gancia, recentemente scomparso, c’è stata la prima sperimentazione del metodo classico di spumantizzazione in Italia.

Coppo, una delle più antiche aziende vinicole italiane a conduzione familiare, è rimasta tale in 130 anni di vita,tanto che nel 2012 riceve l’inserimento, da parte di Unioncamere, nel registro nazionale delle imprese storiche con più di un secolo anni di ininterrotta attività.

Non solo, ma le sue cantine, note come le “Cattedrali sotterranee”, sono state dichiarate patrimonio Unesco nel 2014, a testimonianza della loro lunga storia.

Edificate a partire dal XVIII secolo come piccole cantine di conservazione, rimaneggiate e ingrandite nel corso del 1800 e del 1900 fino alle ristrutturazioni e alle sistemazioni moderne, si sviluppano sotto la collina di Canelli per 5 mila metri quadrati e fino a 40 metri di profondità.

Coppo è impegnato nel conservare e rendere fruibile questo patrimonio dedicato al vino, alla sua storia e al lavoro dell’uomo. Per questo a 125 anni dalla fondazione di Coppo, è nato il Coppo Wine Club per supportare la conoscenza e l’esperienza di chi condivide la passione, il rispetto e il piacere unico del vino di eccellenza e c’è una sala degustazione per aprire il mondo del vino anche ai non addetti ai lavori.

Da Coppo si va per una prima alfabetizzazione sulla vinificazione e per la guida alla degustazione con un’antologia di eccellenze spumantistiche e di vini rossi.

Qui la storia inizia nel 1892 quando Piero Coppo apre la sua attività, tra i primi importatori di champagne e vini francesi, che utilizzava la struttura per lo stoccaggio delle merci.

Non a caso le cantine non si trovano vicino ai vigneti ma su una strada.

Da importatore il fondatore diventa produttore sposando Clelia Pennone proprietaria di vigneti oggi per un totale di 52 ettari. La realtà di Coppo cresce nel tempo divenendo nel tempo portavoce dell’evoluzione del vino che accompagna il gusto e lo stile della tavola italiana, settore economico di primo piano e in continua ascesa in termini sia quantitativi sia qualitativi.

Oltre a un’importante produzione spumantistica metodo classico, degna di nota in particolare per l’eccellenza della riserva del fondatore, da segnalare la creazione di bianchi in stile Borgogna con maturazione su lieviti in barrique realizzati con la tecnica del batonnage che all’inizio comporta un intervento ogni due giorni fino a una due volte alla settimana.

Vero fiore all’occhiello il Nizza Pomorosso Docg, iconico e in certi momenti quasi più noto dell’azienda, che rappresenta il risultato di aver trasformato la Barbera, vitigno caratterizzato dall’acidità e i sentori fruttati di frutti rossi, molto generoso e per questo ritenuto popolare, un vino elegante. Il 1984 segnò la prima vendemmia di quello che diventerà negli anni il vino simbolo dell’azienda: la Barbera d’Asti Pomorosso, a cui si affiancherà, l’anno successivo, il Camp du Rouss.

I fratelli Coppo furono infatti tra i primi nel territorio a dimostrare l’eleganza, il carattere e il potenziale di affinamento dell’uva Barbera, che rimane oggi la loro specialità.

Tra le particolarità dell’azienda l’autorizzazione a produrre Barolo pur essendo fuori dalle terre previste dal disciplinare per questo vino. Coppo è un’eccezione iscritta nella Docg con uve conferite, provenienti naturalmente dalle zone previste grazie alla storicità dell’azienda e alla sua qualità certificata.

Negli anni 2000 la quarta generazione fece il proprio ingresso: l’azienda si aprì alla modernità voluta dalla comunicazione digitale. Sotto la direzione di Luigi Coppo si inaugurarono percorsi di visita alle storiche cantine e di degustazione per visitatori di tutto il mondo.

La storia di Coppo, che resta radicata nella patria dello spumante italiano, si lega indissolubilmente a quella del Monferrato, in Piemonte, una delle zone più connotate sulla mappa del vino italiano e mondiale.

Cantine Coppo è entrato a far parte del Gruppo Dosio nel 2021 per preservare e valorizzare la tipicità delle Langhe e del Monferrato, potenziando così la ricerca.

Per Gianfranco Lanci, riferimento del Gruppo Dosio, piemontese doc e fra i top manager italiani più di successo a livello mondiale che ha scritto la storia del personal computer degli ultimi 40 anni, l’accordo con cantine Coppo rappresenta soprattutto l’occasione per cogliere la sfida per una reale ‘smart agricolture’ – mirata all’integrazione di tecnologie digitali con l’obiettivo di far dialogare i tempi scanditi dalla natura, ai quali si deve un imprescindibile rispetto, con tutti gli elementi di innovazione tecnologica oggi disponibili.

Per la famiglia Coppo, l’ingresso all’interno del Gruppo Dosio significa guardare al futuro con il proposito di scrivere una nuova pagina di una storia che resterà tutta italiana e profondamente radicata nei valori, nella missione e nelle competenze con cui la famiglia ha sviluppato il brand in oltre 125 anni.

È una crescita che non ha conosciuto battute d’arresto quella di Coppo e di Dosio, nemmeno nel biennio della pandemia che è stato contrassegnato da diffuse perdite nel settore vitivinicolo. Il risultato 2021, anno che ha segnato l’ingresso di Coppo nel gruppo

Dosio, registra infatti non solo l’atteso incremento su quello del 2020 ma anche su quello pre-pandemia del 2019.

Giada Luni

Leggi Ancora
poesia

PAROLE E ANIMA A CURA DI MARIA GRAZIA LAMERA:”INCONSAPEVOLE”.

MARIA GRAZIA LAMERA

Mi manchi, non ci sei,

ti penso e ti vorrei, anche distante.

In un attimo sospeso, un pensiero inaspettato, mai arreso.

Nel languido candore, nello stupore.

Con emozione struggente ed infinita, di certo non capita.

Sicuro in altri abbracci, in più saggi anfratti, appagato e sereno ti addormenti soddisfatto.

Inconsapevole del mio sorriso,

ironico ma comprensivo.

MARIA GRAZIA LAMERA

Leggi Ancora
1 35 36 37 38 39 92
Page 37 of 92