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Musicaspettacolo

2 Dicembre nasce “MOONSHINE”, Programma Radiofonico di Numa Echos

numa echos

Radio Vanessa presenta MOONSHINE”, programma radiofonico a cura di

Numa Echos, Modella, Musicista, Scrittrice, poetessa, Artista a tutto tondo.

Dal 2 Dicembre 2020, il mercoledì dalle 21:00 alle 23:00

Mormorii “distillati” al chiaro di luna e sonorità alternative e raffinate saranno gli elementi caratterizzanti. Un’immersione tra note, parole, letture note e parole ignote.

FM: 101.800 Mhz per il Veneto

STREAMING: www.radiovanessa.it

OFFICIAL WEBSITE: www.numaechos.com

Una semplice domanda a Numa :

Cos’è per te la radio?

Penso la Radio sia un canale informativo e di divulgazione artistica utilissimo e che permetta all’ascoltatore di creare una personale proiezione a livello figurativo.

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Intervistespettacolo

Ermelinda Maturo e il Cinema …

Ermelinda Maturo

 Abbiamo fatto qualche domanda a Ermelinda Maturo, per conoscerla meglio, ma soprattutto per scoprire cosa significa ” fare Cinema ” oggi…

Il tuo primo incontro con il cinema? 
Bella domanda.. Non c’è stato un mio primo incontro al cinema poiché credo che  sia nata con il cinema dentro. Tutto ciò l’ho scoperto all’età di 7/8 anni circa credo, poiché da lì la mia passione per tutti i generi di film d’autore ha preso il volo. Ho iniziato in pratica tardi a fare cinema poiché inizialmente mi sono dedicata alle mie due attività di fiori dove nello specifico mi occupavo di Weeding. Che devo dire mi ha aiutato molto nel settore organizzativo cinematografico.

Poi il 2013 decido di aprire un accademia formativa di cinema, la Magna Elegantia che subito dopo mi ha portato a realizzare progetti sperimentali di reality e produttivi. 

– Quanto conta lo studio per un attore? 
Lo studio indubbiamente conta, ma conta moltissimo di più la pratica. Vivere il set, vivere tutte le figure artistiche e organizzative di un film è la migliore scuola. Quello che si apprende sui set non lo si impara con lo studio. 

– Quali sono le figure principali tecnicamente parlando quando si deve girare un film? 
Le figure essenziali per un film sono principalmente lo sceneggiatore o sceneggiatrice, regista, produttore e cast attori. 

– Come scegli i protagonisti delle tue produzioni? 
Ci sono vari modi a partire dai casting, ma oggi è semplice poiché abbiamo miliardi di attori e aspiranti attori che si propongono. Ovviamente ci sono anche le agenzie, ma preferisco affidarmi al mio database che funge anche da agenzia. 

– Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso? 

Ce ne sono moltissimi. Ma ve ne racconterò uno recente di un’attrice dove un giorno all’inizio del periodo del lock down mi scrisse.

Pensai che volesse chiedermi come stavo, considerando che per noi era ed è un momento molto difficile dove tutti i nostri eventi annullati a partire dai festival e Invece mi disse che se non sarebbe stata finita di pagare purtroppo non avremmo potuto pubblicizzare il suo nome e il suo volto. Io ovviamente molto elegantemente le risposi che c’era stato sicuramente un pochino di confusione oltre al non conoscersi bene, poiché non avrei pubblicizzato il suo nome e la sua faccia nemmeno se fosse stata lei a pagare me. Sorrisi per un’intera settimana pensando a quanto mi avesse scritto in un periodo di blocco totale. 

– Se potessi parlare con un grande del passato, chi e di cosa? 
Ce ne sono tanti, ma il primo che mi viene in mente adesso è Sergio Leone, dove gli ho parlato davvero.. Sono andata a fargli visita al cimitero diverso tempo fa a Pratica di Mare. Gli ho chiesto di darmi sempre segnali di coraggio e di guidarmi in  questo mondo di leoni dove  negli ultimi tempi non è facile. 

– Non Seguirmi, lungometraggio  appena presentato alla Festa del Cinema di Roma,  mi hai raccontato che al la del rapporto professionale con operatori e attori cos’è nato? 
Sul set formativo e produttivo di “Non Seguirmi ” indubbiamente, con la maggior parte del cast e altre figure tecniche, è nato un rapporto di stima e rispetto reciproco. Lo si evince nel sentirsi quando si può e ovviamente si parla sempre di altri progetti da realizzare che ne sono tanti. 

– Quanto conta vivere un set per un aspirante attore? E per un operatore? 
Per un aspirante attore conta tantissimo poiché è arrivare a realizzare un sogno e i sogni sono sempre un grande nutrimento per lo spirito della vera anima artistica. Gli operatori in realtà sono quasi sempre abituati, ma in fondo anche per loro è sempre una nuova esperienza, spesso stressante ma allo stesso tempo soddisfacente. 

– Cosa pensi delle scuole di recitazione in Italia?
Io da dirigente accademico nel settore cinematografico e dove quando posso mi rapporto con varie istituzioni scolastiche, nello specifico elementari e medie, credo che ci sia ancora molto da fare. Il cinema è terapeutico e sto combattendo per far sì che arrivi nelle scuole pubbliche partendo dall’asilo. È una mia missione. Dare una grande possibilità. I bambini necessitano di questo tipo di arte.. Li aiuta a formare sotto tanti punti di vista poiché sono delle spugne . Li allontana da situazioni pericolose come il bullismo, razzismo, depressione.

Ma soprattutto insegna il senso di squadra, del lavoro e di un obbiettivo futuro . È importante fin da piccoli che capiscano come arrivi a tavola un pranzo ed una cena. Imparare ad apprezzare. Ci sono cose infinite nel mondo del cinema e può essere di aiuto nell’inserimento della società. Un bambino che impara l’arte del cinema sarà un adulto che arricchirà il mondo. Attualmente le scuole di cinema sono tutte private come la mia e non tutti hanno questa possibilità. Sarebbe opportuno che ci fosse la possibilità per tutti da piccoli a prescindere da cosa faranno da grandi.

Ovviamente in Italia le scuole di cinema vengono frequentate tardi, molto spesso oltre i 20 anni. In America a 20 anni sei già troppo vecchio per iniziare. 

Grazie per aver dialogato con WL-Magazine

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IntervisteModaspettacolo

Anton Giulio Grande: la Moda come stile di vita.

anton giulio Grande

Incontro con Anton Giulio Grande, uno tra gli stilisti riconosciuto nel Mondo come ambasciatore dello stile Italiano e dell’alta Moda

Abbiamo fatto 10 domande allo Stilista e all’uomo, Anton Giulio Grande, per meglio conoscere i suoi quando,, dove e perchè..

Il tuo primo incontro con la moda?

1) Conservo dei ricordi molto fervidi e vivi fin dai primi anni della mia infanzia , provenendo da una famiglia matriarcale sono nato osservando abiti di mia madre , donna bella ed elegante e attenta meticolosamente a trasmetterci valori quali educazione e soprattutto bon ton e buone maniere , mentre da parte della famiglia di mio padre conservo un ricordo meraviglioso di mia nonna paterna china sul suo telaio, intenta nella sua arte di ricamo macrame ‘ completamente realizzato a mano attraverso tecniche inspiegabili, creava delle rose contenute dentro losanghe perfettamente assemblate tra loro che divenivano miracolosamente splendide coperte che terminavano con frangie annodate a mano , destinate al corredo di giovani spose .

Il tuo primo abito ?

2) I miei primi veri bozzetti di moda risalgono alle scuole medie , già allora segretamente acquistavo le riviste che riuscivo a trovare nelle edicole della provincia in cui vivevo e sognavo attraverso le cover e i reportage delle sfilate che ammiravo su quelle pagine patinate . Disegnavo moltissimo e l’unico approccio del tempo alla moda era la Tv con gli spettacoli del sabato sera e i settimanali di moda. Già al tempo le amiche mi chiedevano se disegnassi per loro abiti per i loro compleanni ecc … ne realizzai davvero tanti già a quell’età .

Quando hai capito che la moda sarebbe stata la tua vita?

3 ) Sono stati d’animo inspiegabili concretamente, sono delle vere e proprie tendenze che ti spingono da sole verso quel percorso che intraprendi rinunciando a tutto . È una passione che mi porto sempre dentro , fin dai miei primi anni di infanzia per il disegno in generale e in eta’ adolescenziale mirato verso il mondo della moda femminile . 

Per fare moda bisogna aver studiato?

4) Lo studio serve moltissimo , attualmente la creatività da sola non basta . La moda è un continuo evolversi e pertanto bisogna adeguarsi a ciò che il mondo che ti circonda richiede , anche se la conoscenza e lo studio del passato in qualunque settore o campo sono necessari per la comprensione e il miglioramento in primis di se se stessi , degli altri e della società . Conoscere e studiare oltre a renderci migliori direi che sono propedeutici e necessari, in quanto senza conoscere e studiare il passato non potrà esserci ne presente ne futuro e una società deve essere basata principalmente sulla sanità e sull’istruzione , un popolo che non è sano ne colto ne istruito è destinato al fallimento .

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

5) La maggior parte dei ricordi che ho del mio lavoro che poi è il mio mondo, la mia vita sono legati al sorriso. Sono una persona che ama e crede in ciò che fa e realizza indipendentemente dai  momenti storici che attraversiamo e pertanto amo ricordare solo quello di cui ho voglia e che susciti in me piacere e felicità nel ricordo . 

Vesti molte star, che rapporti si crea tra te e chi scegli di seguire?

6) Con la maggior parte di loro si è creato un vero e proprio rapporto di amicizia e stima reciproca, ogni rapporto è diverso l’uno dall’altro ma la cosa che accomuna è il desiderio di essere belle , di renderle belle ed essere  valorizzate con il mio abito. A volte sono stato io a scegliere un personaggio piuttosto che un altro per sfilate , eventi ecc.. molto spesso loro a scegliere me perché attraverso i miei abiti volevano comunicare glamour , sensualità , eleganza e soprattutto sicurezza di possedere un capo di alta moda unico e senza alcuna ripetizione .

Passando molto tempo insieme nel cercare la soluzione giusta , nel provare abiti e accessori si istaura un rappprto confidenziale ,di complicità che va oltre il lavoro fine a se stesso e si trasforma in vera amicizia, molte di loro sono diventate parte della mia vita e sfera personale oltre ad aver segnato il mio percorso lavorativo . Sono molto legato a tantissime splendide donne dello spettacolo che ho accompagnato , vestendole in momenti importanti della loro vita e carriera e le stesse hanno accompagnato anche me .

Se potessi parlare con un’icona del passato della moda, con ti piacerebbe parlare e di cosa?

7) Con un’icona della moda sicuramente.. con Madame  Gabrielle Chanel detta Coco’… una vera e propria antesignana , rivoluzionaria e progressista non solo nella moda ma anche del sociale per quell’epoca . Non fu facile per lei imporsi e imporre le sue idee rivoluzionarie e moderne in quei tempi in cui le donne oltre a non lavorare indossavano ancora sottogonne , crinoline e bustier scomodi e steccati . La sua fu una vita dedicata alla moda e all’amore spesso non ricambiato e incompreso . Una donna dalla fortissima personalità e trasgressiva creatività , che seppe creare e anticipare le mode ascoltando e prevedendo le esigenze delle donne abbattendo luoghi comuni e noiosamente desueti , e andando contro  tutto e tutti pregiudizi e stati memtali tradizionalisticamente radicati.

Un esempio di grande modernità e ribellione , una vera icona per le donne libere e non solo libere dagli stereotipi della moda . Chanel per me non è solo un’icona di moda , ma un esempio di donna e stile che seppe anticipare non solo tendenza ma status sociali e cambio di mentalità . Attualmente secondo me si conosce molto poco Il lavoro immenso di questa donna e la sua vita privata , spesso associandola al lusso di qualche borsa e tailleur di boucle’, banalizzata irrimediabilmente da una società attualmente ignorante . Mi piacerebbe dialogare con lei sulla sua idea di sdoganamento della moda del ruolo delle donne , sarebbe una vera e propria lezione di stile in un periodo come quello attuale di cui si sente fortemente la mancanza sia di stile che di vero senso estetico e della libertà spesso e volentieri scambiato per altro.

Cos’è per te la moda?

8) Una scelta di vita , un percorso che ogni giorno instancabilmente mi emoziona e mi ispira nelle scelte non solo lavorative ma soprattutto personali . È la mia vita, una vita che ho sognato prima, desiderato ,e realizzato poi.. un percorso quotidiano ,ricco di emozioni e stati d’animo tra i più disparati , mai costanti ne noiosi,  è come un viaggio verso mete sconosciute , un’avventura straordinaria dove , nonostante gli anni che incalzano scopro personaggi, interpreti ,  paesaggi , modi di approcciarmi alla vita sempre nuovi , un copione che non si ripete nonostante la matrice ad animare tutto è sempre la medesima : la passione !

Com’è cambiata la moda negli ultimi 10 anni?

9) La moda ,in quanto tale è giusto che cambi anche in modo repentino e spesso senza neanche accorgersi  del suo  mutare  così repentino . Sta cambiando velocemente e il distacco a parer mio non è  più netto e segnato come un tempo dove assistevamo ai fenomeni  cosiddetti decennali rimasti nel nostro vocabolario non solo modaiolo(anni 70, anni 80, anni 90 ecc…)dove le epoche erano segnate da eventi storici , politici , culturali , sociali .  A causa del Covid 19 , secondo me, molte abitudini e tendenze hanno subito un percorso accelerativo, in questo caso è la moda che cambia , si evolve e si adatta agli eventi circostanti . Sono cambiate tantissime cose e non parlo solamente e in modo riduttivo di cambiamenti di look o tendenze ma proprio nel modus operandi di fare acquisti , nascita di nuovi marchi, brand che stanno sempre più soprassediando la figura storica del fashion designer , del couturier tradizionale dettatore di stile , figura carismatica con carica quasi dittatoriale in campo di tendenza . Molte storiche maison hanno rivoluzionato il loro archivio , utilizzando e proponendo prodotti rivolti ad un pubblico sempre più giovane che spesso e volentieri nulla ha a che fare con il background e la storia dello stilista che faceva capo alla maison di riferimento, una sorta di riesumazione solo del nome dello stilista spesso omettendo proprio il nome di battesimo dello stesso stilista e utilizzando solo il cognome così impersonale e trasformando tutto in un brand spesso commerciale adatto ad acquisti e-commerce . La moda sempre più rivolta verso brand commerciali che prende il posto a figure artistiche dei veri creatori di moda , questo in sintesi il vero cambiamento da me avvertito. Insieme a questo si sta perdendo il valore emozionale di provare gli abiti nelle sartorie , nelle boutique , il valore che si dava ad un lavoro realizzato a mano con una figura esperta che ne tesseva lodi e caratteristiche impiegate nella lavorazione e costruzione del capo stesso. C’era più attenzione e più rispetto e soprattutto il momento dell’acquisto è ahimè cambiato … peccato perché era un’esperienza unica e spesso terapeutica!

Perchè oggi non esistono più le top come negli anni 80/90?

Sono cambiate le epoche e le dinamiche , le top 30 anni fa erano notissime anche ai non addetti ai lavori , erano autentiche star come le attrici , spesso venivano utilizzate per gli abiti di punta delle collezioni ma va detto che molto spesso la concentrazione e l’attenzione non era sugli abiti ma su le varie Cindy , Claudia , Helena , Carla , Yasmin , Nadia ecc …

questo fenomeno si è andato affievolendosi gradualmente e il mestiere della modella è diventato qualcosa di molto più accessibile e svariato , nel senso che ci sono diverse tipologie di modelle ( chi adatta per intimo , chi per alta moda , chi per sfilate chi per foto ecc … utilizzando terminologie e appellativi quali: modella fashion , commerciale ecc) . Attualmente il mestiere di una modella dura molto meno rispetto agli anni passati proprio perché c’è esigenza e necessità di cambiamento di stile e i prototipi di bellezza sono molto più svariati e soggettivi rispetto alla bellezza classica degli anni ‘80 e ‘90 e soprattutto il numero delle modelle è molto più alto rispetto a quegli anni dove una modella era top per ogni lavoro . Le agenzie di modelle propongono svariate proposte e di diverse tipologie .. ammattiamo pure che attualmente è molto più semplice e meno elitario fare questo mestiere

Grazie per esserti raccontato a WL-MAGAZINE

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Intervistespettacolo

L’ Attrice DANIELA D’AGOSTINO si racconta …

DANIELA D’AGOSTINO

La mia passione per il teatro inizia nell’anno 1998, quando entrai a far parte di una compagnia amatoriale del mio paese. Lo feci per gioco ma quando salì la prima volta sul palco per esibirmi in pubblico non sentì imbarazzo o ansia, ero completamente a mio agio, mi sentivo come a casa lassù.

Ebbi subito il consenso del pubblico e decisi così di intraprendere quel cammino lavorativo.  Così poco tempo dopo feci domanda di ammissione all’accademia d’arte drammatica.

Durante i tre anni di accademia ho avuto maestri meravigliosi che oltre ad una rigorosa formazione tecnica, mi hanno trasmesso un grande amore per questo mestiere. Oltre ad avermi formato caratterialmente,  devo a loro oggi quello che sono, umanamente parlando. Perché un attore si, deve avere in primis la tecnica ma non basta, al pubblico dall’altra parte deve arrivare l’anima, il cuore.

Uno dei maestri a cui devo tanto, purtroppo scomparso da poco è “Paolo Giuranna”, difficile dimenticare la sua bellezza d’animo.

La prima vera esperienza professionale fu nel 2000 con lo spettacolo di Shakespeare: Sogno di una notte di mezz’estate che recitammo persino a Buenos Aires in Argentina e qualche anno dopo partecipammo con “L’Orestea” di Eschilo (regia Livio Galassi) al festival internazionale di teatro di Varsavia.

Nel 2002 dopo aver conseguito il diploma di attore mi trasferì a Roma, dove continuai con le tragedie greche.

Nel 2005 iniziai le mie prime esperienze televisive come attrice (fiction) e mi occupai anche per diverse produzioni televisive girate in calabria di figurazioni (AOSM).

Mi resi conto che l’amore per il teatro era più profondo e radicato in me.  Preferivo la magia del palco e il calore del pubblico alla freddezza della cinepresa.

Negli anni tirai comunque fuori la tutta la mia creatività e ampliai gli orizzonti lavorando non solo come attrice teatrale ma anche nell’animazione, radio, televisione e infine, dopo anni di gavetta, l’insegnamento, partendo dai bambini.

Nel 2008 lasciai Roma per tornare nella mia terra, la sentivo come una missione, volevo lasciare il segno, seminare arte e cultura qui e così fu .Inizia con i progetti teatrali nelle scuole (PON) appassionandomi sempre di più al mondo di bambini e ragazzi. Ma anche spettacoli teatrali con temi sociali importanti come il: bullismo, l’alimentazione, ecc…

Nel 2012 inizia un’altra bellissima esperienza nelle biblioteche (comunali e private), diversi progetti di educazione alla lettura animata. Vedere i bambini attratti e ammaliati dalla magia dei libri fu una grande soddisfazione e da lì proseguì questo bellissimo percorso fino ad oggi.

Mi occupo anche di laboratori adulti e faccio corsi di dizione ma il mondo dei ragazzi mi da tantissime soddisfazioni  perché adilà della formazione attoriale aiuto i miei allievi a fortificarsi caratterialmente, esprimendosi individualmente ed in un gruppo in modo creativo. Il teatro ha una funzione terapeutica. Ciò che vedo nei miei allievi, nel corso degli anni è un miglioramento caratteriale; ci si libera dalle insicurezze, imparando a gestire le proprie emozioni e a controllarle, senza vergogna o paura nel rapportarsi con il prossimo e parlare in pubblico.

Insomma un’ottima scuola di vita che li aiuterà in qualsiasi campo lavorativo e sociale; come diceva Stanislavskij:

“Il mio scopo non è insegnarvi a recitare, il mio scopo è aiutarvi a creare un uomo vivo da voi stessi.”

Dal 2000 ad oggi sono passati 20 anni e non posso dire sia stato un percorso facile, Il più grande problema dell’italia è che gli artisti non sono considerati dei veri e propri lavoratori.

Un classico:

A: Di cosa ti occupi?

B: di teatro.

A: Ah, e come lavoro cosa fai?”

In ogni caso sono felice di avere dato e continuare a dare il mio contributo in una terra difficile che fa fatica a crescere culturalmente.

Ho piantato dei semini che pian pian cresceranno e daranno i loro frutti.

Quello che posso consigliare oggi a chi volesse intraprenderlo come mestiere è di studiare tanto, perfezionarsi, attraverso studi ma anche laboratori a cui io stessa ancora oggi partecipo.

Non bisogna mai sentirsi arrivati, sfidarsi sempre e arrivare davanti ad una cinepresa o su un palco con tecnica ma anche tanta umiltà.

C’è chi sceglie questo lavoro per puro esibizionismo, narcisismo e non è questa la strada giusta da prendere.

Chi sente di avere un minimo di talento deve come ho già detto e non smetterò mai di ripetere: studiare, studiare, studiare, non improvvisatevi attori.

Il pubblico vuole percepire l’anima e il cuore di un’artista ma non basta, ci vuole anche la tecnica come è giusto che sia in tutte le professioni.

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“Non Seguirmi” il film di Ermelinda Maturo

non seguirmi

“Non Seguirmi”, una trama ricca di colpi di scena, il film di Ermelinda Maturo presentato lo scorso Ottobre alla Festa del cinema di Roma.

Il mondo dei social, la vita degli influencer ma anche giochi di sottile psicolgia.

Non Seguirmi nasce da un format di reality con vari personaggi ; la trama si snoda intorno ad una donna che si prende cura dell’universo femminile… fino, però, ad un finale agghiacciante”.

Presentato nella sua prima uscita al centro sperimentale di cinematografia di Roma Non seguirmi è “un legal thriller mozzafiato dal respiro internazionale che lascerà tutti a bocca aperta”.

Uno stolker di influencer, psicopatico che firma i suoi crimini efferati utilizzando sempre lo stesso metodo.

Una volta scoperto sarà messo alle strette da chi non avrebbe mai voluto…”.

La partecipazione al Festival del cinema di Roma è un bel traguardo per il lungometraggio prodotto da Ermelinda Maturo, diretto da Alessandro Febo e girato in più regioni: Lazio, Calabria e infine Campania.

“Finire di girare un film in questo periodo nel Sannio e nell’ isola da me molto amata, Lacco Ameno (Ischia) – racconta ancora Maturo – è stata una gran bella soddisfazione non solo per me ma anche per tutta la squadra”.

Ermelinda Maturo

Il film è stato girato a settembre in Campania tra Benevento e Ischia.

A partire dalla scrittura grazie anche alla sceneggiatrice Anna Rita Santoro e lo psicologo Antonio Luce, che hanno sapientemente recepito le continue indicazioni di Ermelinda Maturo autrice del soggetto, sono arrivati davvero a “progettare” in dettaglio il film con un’accurata preparazione prima dell’apertura del set.

Non seguirmi è stata anche una grande opportunità per sperimentare l’efficace, reale ed innovativa applicazione di protocolli e conseguenti comportamenti Covid19 Safe.

Attualmente è in post-produzione e dove molte ancora saranno le sorprese.

Protagonisti del thriller sono Alessandro Orrei di origini sannite, Alessandra Izzo, Elodie Serra Attrice Italo/ Francese, Sharon Fuoco, Ubaldo Marangio, Antonio Cadore, Reyson Grumelli, Holly Irgen e il film conta anche sulla partecipazione straordinaria di Eleonora Pieroni venuta direttamente da New York e tanti altri piccoli e aspiranti attori come Ludovica Torone, Michele Bellinvia, Sara Carulli, Fabio Fontana, Maverick e Sharon lo Bianco, Valeria Nappi, Daniele Nuzzi.

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AttualitàIntervistespettacolo

Intervista a Edoardo Sylos Labini, Attore, Regista e Editore di “CULTURAIDENTITA’ “

Edoardo Sylos Labini

Intervistare un Editore è sempre interessante potete solo immaginare se è anche Regista e Attore, quante sfaccettature possa assumere questa intervista , lasciamo volentieri il “Palcoscenico” a Edoardo Sylos Labini e alle sue risposte:

Il tuo primo incontro con lo spettacolo?

A 20 anni alla Crazy Gang di Roma la scuola di danza dove mi iscrissi per far vedere i miei genitori che avevo chiuso col mondo “caldo” degli ultras.

Quando hai deciso che sarebbe diventato passione a professione?

Quando ho messo piede sul palcoscenico per il primo spettacolo saggio con la Crazy Gang. In quel preciso momento mi sono detto:

“voglio fare l’attore“,

Mi sono iscritto alla scuola di recitazione di Garinei e dopo 2 anni al mio primo provino ebbi la fortuna di essere preso da Peppino Patroni Griffi per un grande allestimento di “Questa sera si recita a soggetto” di Pirandello accanto ad Alida Valli!

Che difficoltà incontra il teatro nel panorama più generalista del mondo dello spettacolo?

Il teatro lo stanno distruggendo. Incomprensibile è stata la chiusura delle sale dopo che con le norme di igienizzazione su 350 mila spettatori c’è stato solo un contagiato per covid.

Questo Governo ha fatto solo promesse dimenticandosi un settore cosi importante come quello dello Spettacolo.

Tutto però è iniziato da un po’ di anni quando la sinistra si è spartita la lottizzazione di gran parte del FUS (Fondo Unico dello Spettacolo) a pochi teatri Nazionali con direttori nominati dalla politica.

Ora anche gli artisti hanno capito a chi hanno dato il voto per anni.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Il mio debutto appunto nella regia di Patroni Griffi alla Versiliana nel 1995: avevo un piccolo ruolo, un disturbatore dal pubblico che protesta perchè lo spettacolo è incomprensibile. La polizia mi fermò portandomi via pensando che fossi veramente uno spettatore impazzito. Intervenne il primo attore dal palco che urlò ai poliziotti che ero un attore.

Cos’è per te il teatro?

Il teatro è un rito che si ripete, uno dei più antichi dell’umanità.

Per questo viviamo in Italia un’epoca oscura senza chiese e teatri.

Da attore a editore ,quando e perché è nata culturaidentità?

Negli ultimi 15 anni ho interpretato sul palco grandi personaggi italiani che hanno fatto discutere e che la storia ha spesso raccontato in modo negativo da Nerone a D’Annunzio da Italo Balbo a Giuseppe Mazzini passando per il fondatore del Futurismo FT Marinetti.

Uomini che hanno amato la cultura e che hanno fatto dell’italianità un valore fondante della loro vita e della loro lotta.

Uomini che hanno combattuto per un’ideale e hanno saputo trascinare con le loro idee migliaia di persone.

Mi avrà influenzato interpretarli ma CulturaIdentità è stata quasi una scelta dovuta che ha continuato nella vita un percorso iniziato sul palco.

Dopo 25 anni di carriera da attore ora preferisco essere il regista di questo movimento culturale che sta aggregando tutti quelli che vogliono rilanciare l’Italia attraverso il suo straordinario ed immenso patrimonio artistico culturale e paesaggistico.

Esiste il politically correct nel mondo dell’editoria?

Certo che esiste e va di pari passo alle pubblicazioni di giornali e libri con tanti programmi televisivi.

Il main stream è un vero e proprio impero in campo editoriale ben strutturato ed organizzato ed il polticamente corretto occupa quasi la totalità della comunicazione nell’occidente.

Le voci non allineate vengono messe all’indice in vere e proprie liste di proscrizione.

Ma le voci libere stanno aumentando. Siamo come Davide contro Golia per questa la sfida è ancora più stimolante.

Poi nell’epoca del ” pandemicamente corretto” dove il terrorismo psicologico serve a farci accettare la privazione delle nostre libertà,

Il ruolo dei salotti radical chic del politically correct hanno un ruolo ancora più preciso nella narrazione partigiana dei fatti.

Quali responsabilità ha un editore secondo te ?

Un editore oggi comunque è un eroe : produrre un giornale cartaceo o stampare libri nell’era dei social è un gesto che emoziona. Il problema è che continuano a nascere scrittori ed editori ma diminuiscono i lettori. Il nostro paese desertificato culturalmente da anni di programmi televisivi trash e da influnecer “de noantri” ha bisogno invece di essere rieducato attraverso la riscoperta della lettura.

Avete visto chi abbiamo al Governo? Che gli frega a questi signori del monopattino e dei banchi a rotelle di libri teatri cinema e musei, infatti sono i primi che hanno chiuso.

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Intervistespettacolo

Francesco Butteri: la recitazione nel sangue.

francesco butteri

Una predisposizione naturale alla recitazione, passione, studio e talento e un amore , non comune ,per la storia del cinema.

Abbiamo fatto qualche domanda a Francesco Butteri per lasciare sia lui a raccontarsi:

Il tuo primo incontro con la recitazione?

Tutto parte da un’educazione volta a farmi amare intensamente il cinema, ma non solo… direi l’arte in generale! A ciò va aggiunta un’indole innata ed un fuoco sacro da parte mia verso tutto ciò. Queste mie caratteristiche, notate da molti addetti ai lavori, artisti stessi e non, hanno fatto crescere sempre più in me la consapevolezza che questo potesse diventare non solo un lavoro, ma un vero e proprio stile di vita e, piano piano, con i giusti incastri, tutto sta prendendo la giusta piega. Il primo lavoro importante che ho fatto, dopo svariati laboratori teatrali ed un’accademia (che ancora sto facendo), è stata la fiction “Non dirlo al Mio Capo 2” (andata in onda su Rai 1), sommata ad esperienze teatrali e spot pubblicitari. 

Quanto è importante studiare per poter recitare?

È fondamentale: l’attore deve necessariamente essere erudito. La memoria deve sempre essere perfetta per poter poi interpretare il personaggio per cui si è stati scelti. Fuori dal set bisogna leggere tanti libri, di tutti i generi, guardare tantissimi film (anche in altre lingue). Inoltre, la tecnica (quella insegnata dalle scuole) ha sempre il suo peso, ma il talento è innato e si coltiva soprattutto lavorando sul set. 

Quanto serve conoscere e avere cognizione di causa quando si parla di cinema , teatro e recitazione?

Tanto, tanto, tanto… aiutami a dire tanto! E quando si è alle prime armi occorre ascoltare i professionisti già affermati, carpirne i trucchi, fare domande e prenderne spunto. Anche se un vero artista deve necessariamente entrare nell’ottica che non finirà mai di imparare e conoscere (Laurence Olivier a 60 anni faceva laboratori teatrali), a mio avviso non c’è mai un punto di arrivo, ma sempre un punto di partenza. Anche una volta raggiunta l’affermazione, non bisogna perdere la sete di conoscenza… quella ti manterrà sempre in alto! E quindi, anche da adulti, vanno ascoltati quelli più esperti e navigati. La semplicità è la sofisticazione suprema! 

Un aneddoto che ricordi con il sorriso ?

Ti racconto ben due aneddoti: il primo è stato l’incontro con Cate Blanchett durante il party di Pomellato durante la Milan Fashion Week.

Lei è l’emblema della mia risposta precedente: Un’attrice del suo calibro, vincitrice di due Premi Oscar, si è dimostrata di una semplicità, umiltà e disponibilità unica verso le persone accorse a vederla quella sera: è un insegnamento per tutti!

Il secondo riguarda i due Red Carpet alla Mostra del Cinema di Venezia: Il primo nel settembre del 2019 (Venezia 76), dove ho assaggiato il connubio fotografi-fan che mi ha emozionato tantissimo, ma allo stesso tempo dato una carica pazzesca e con i piedi ben piantati a terra ti dico che quel giorno ho capito definitivamente cosa voglio fare nella mia vita. Il secondo red carpet quest’anno (Venezia 77) dove, ovviamente e, giustamente, a causa della pandemia in corso, c’erano tante misure restrittive.

L’atmosfera era meno magica del solito, ma è stato ugualmente importante esserci (oltretutto nella serata inaugurale). A entrambe le edizioni sono andato con colui che considero il mio talent scout, un giornalista ed autore televisivo di una cultura unica, che ha scoperto molti talenti in passato, anche se non si è mai vantato in giro di averlo fatto… 

Se potessi incontrare un personaggio del passato , quale e di cosa parleresti?

Luchino Visconti: Il più grande regista di tutti i tempi.

Mi piacerebbe parlare con lui dei suoi film, anzi dei suoi capolavori. E poi mi piacerebbe recitare in qualche suo film (penso a Rocco e i suoi Fratelli o Il Gattopardo).

Diciamo che aver avuto il privilegio di fare un servizio fotografico con il Nipote, Giovanni Gastel mi rende orgoglioso, davvero tanto. 

Preferisci teatro cinema o tv?

Mi piacciono tutti e tre. Il teatro è la vita ed un vero attore deve misurarsi con esso. Il cinema e la TV portano tante altre cose belle. Quindi che dire… mi sto preparando per fare tutto. 

Cosa provi quando si accende la luce rossa e si sente : ciak si gira?

Un’intensa emozione. Sono a mio agio, tranquillo e sereno. Per me la vita è un set e quindi è il mio habitat. Non mi vedrei a fare altro o a fare una vita cosiddetta “normale”. Il sacro fuoco va sempre tenuto acceso.

Grazie Francesco per la tua disponibilità

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Foto del GiornoMusicaspettacolo

Dominika Zamara, Soprano

dominika zamara

La lirica non è solo voce, ma anche interpretazione, quanto è difficile immedesimarsi ogni volta in un personaggio differente, quando interpreti un’opera?
Bella domanda  e un’esperienza metafisica, difficile spiegarlo a parole, da quando inizio lo studio di un ruolo e sino alla messa in scena io non sono più me stessa ma divento quel personaggio, sento le sue emozioni e come se quel personaggio vivesse dentro di me, ad esempio,

Debuttai nel ruolo di Violetta Valéry nell’opera La Traviata di Giuseppe Verdi nel pavese diretta dal Maestro Gian Marco Moncalieri, quando Violetta morì una parte resto con lei e poi per un periodo sentii un vuoto dentro, sentivo la mancanza di quella presenza che con me ha condiviso una parte della mia esistenza. Devo dire che è molto impegnativo immedesimarsi, ma per me è più difficile separarmi dal personaggio.

Dominika Zamara

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Barbara Delmastro Meoni, alias Lady Tabata.

lady tabata

Ex Top Model, Barbara Delmastro Meoni ha lavorato con i più grandi stilisti del mondo, viaggiando fin dall’età di 16 anni in tutta Europa e non solo.

Poi ha scelto di lasciare la carriera di modella all’apice del successo per dedicarsi alla sua passione per la musica e l’intrattenimento e per esprimere la sua innata creatività,, nel 2019 ha pubblicato un libro sulla sua vita e da sempre vicina ai temi legati a come vivere in modo sano il divertimento, e alle donne, è considerata la regina della notte, e titolare del Tabata a Sestriere il resto lo lasciamo raccontare a lei .

Primo incontro con la moda? 

Il mio primo incontro con la moda è avvenuto a 16 anni, a Milano, ho posato come modella per Fendi pellicce, Armani, Yves Saint Laurent e Cartier. Il fotografo era Avi Meroz e il giornale si chiamava Linea Italiana , magazine italiano e internazionale. paragonabile a Vogue, per temi trattati e non solo.

Quando hai capito che sarebbe stata parte della tua vita? 

Ho capito fin da subito che la moda sarebbe stata parte della mia vita perchè certi lavori ti emozionano così tanto da sentire che li porterai avanti tutta la vita anche se in forme diverse.

Quanto conta il talento e quanto lo studio? 

Lo studio è fondamentale, soprattutto in questo ultimo e terribile periodo. E’ fondamentale per essere una mente pensante e per sentirti individuo. Lo studio serve anche a rapportarsi con gentilezza, educazione e rispetto con il prossimo. Tutto questo è già moltissimo, il talento conta per armonizzare quello che la vita ti ha donato e il talento non lo si può sviluppare con lo studio, perchè innato.

Quando la musica è entrata nella tua vita? 

Con il mio primo vagito e da lì mi ha sempre accompagnato. Mi ha rattristato, rallegrato, consolato, mi ha fatto innamorare, volare, cadere a terra e mi ha dato tanto successo. Ma soprattutto mi fa comunicare con tutto il mondo, usando lo stesso linguaggio.

Raccontami un aneddoto che ricordi con il sorriso, sia per la moda che per la musica. 

Ricordo con il sorriso le Olimpiadi del 2006 il mio pubblico del Tabata, era composto da atleti teste coronate, presidenti delle nazioni, grandi attori e attrici e tanti altri personaggi. Tutti quanti ballavano la mia musica da me vocalizzata ed era una grande festa.

Nel mondo della moda invece è stata una grande sorpresa per me quando pensavo di dover fare uno shooting fotografico per la maison Katharine Hamnett a Londra e invece la stilista si era talmente tanto innamorata del mio stile da farmi diventare la sua modella di punta da passerella pur non essendo io indossatrice ma esclusivamente fotomodella.

Se potessi parlare con un personaggio del passato con chi e cosa chiederesti? 
Leonardo Da Vinci. Gli chiederei di sposarmi perchè un grande genio, talentuoso, intuitivo e chissà…forse divino?

Quanto conta l immagine oggi? 

L’immagine oggi è fondamentale per chiunque. Per evitare di crearsi un’immagine fasulla, soprattutto sui social che oggi sono molto influenti, bisogna capire che esistere umanamente e veramente è molto più impattante che mostrare delle false identità.

Questo per un motivo, se ti mostri per quello che sei (sempre nel rispetto per il prossimo), la gente potrà solo accettarti oppure no. Se mostri al mondo la tua identità bugiarda, quando farai vedere la tua vera identità non ti crederà più nessuno.

Quanto conta la comunicazione?  

La comunicazione per me è fondamentale. ho deciso di esprimerla sotto ogni forma d’arte proprio per questo motivo.

Cosa pensi dell editoria di settore? Musica e moda.. 
L’editoria nella moda e nella musica vanno a braccetto con l’attualità e quindi sono sempre in evoluzione. Quello che rimane a noi è un giudizio ed eventualmente un buon ricordo.

Una donna non può mai uscire senza?

Ad oggi, senza la sua mascherina! Normalmente, senza un po’ di rossetto e profumo. 

Grazie Barbara

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Raimondo Rossi: l’idea Industria Arte e Musica mi piace !

Raimondo Rossi

Raimondo Rossi, Fotografo, Modello, Blogger, Influencer, ma soprattutto, il Made in Italy che piace al Mondo!

Ha aderito da subito alla campagna Industria per l’Arte, e per la Musica promossa da Gpi Group e Duetti Packaging, Aziende Leader nella fornitura di impianti e macchinari per la movimentazione del packaging, che in un momento così difficile, causa Covid , hanno deciso di dare spazio a settori che soffrono più di altri,

Se ci credi mettici la faccia , e così è stato ,

Ray Morrison è l’alter ego di Raimondo Rossi, da sempre vicino e protagonista di questi mondi, e a lui, primo ad aderire alla campagna ,abbiamo fatto qualche domanda per comprendere il suo si per questa iniziativa.

Cos’è per te la musica?

Una forma d’arte che permette ai compositori di creare melodie di grandissimo valore, perché attivano così forti emozioni in tutti noi.

Cos’è per te l’arte?

Una forma di espressione della profonda sensibilità di una persona. Non importa se la condivide con noi in pittura o fotografia, o qualsiasi forma lui voglia. Importa che la condivida con noi.

Cosa pensi di questo connubio creato da un Binomio inaspettato industria e arte, industria e musica?

Credo sia un ottimo binomio. La forza dell’industria può aiutare la visibilità dell’arte, la forza dell’arte può far arrivare i messaggi dell’industria più direttamente al cuore dell’utente.

Hai mai scattato per la musica?

Si ho dedicato un intero lavoro video e foto alle note del pianoforte e alle loro possibilità di attivare ricordi o emozioni, come i tessuti o gli abiti che fanno sempre parte di noi, come una musica in sottofondo.

Secondo te una foto quando diventa arte?

Quando l’immagine finale contiene allo stesso tempo la realtà ritratta e un mondo immaginario, che solo quell’autore può creare con quella realtà a disposizione.

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