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Dubai: Podcast e Web3: la nuova frontiera del personal branding.

In un ecosistema e ultra-connesso come quello di Dubai, dove le opportunità nascono spesso da una conversazione davanti a un caffè, il modo in cui comunichi la tua identità può fare la differenza tra l’anonimato e il successo globale.

Web3TV (scoprili su @web3tv) si inserisce in questo scenario come il partner strategico per chiunque voglia elevarsi sopra il rumore di fondo, utilizzando il podcast come mezzo d’elezione per raccontare la propria storia.
​Scegliere di esporsi attraverso un podcast in questa città non è solo una scelta di marketing, ma un atto di posizionamento. In un mercato che premia l’eccellenza e l’innovazione, parlare direttamente al proprio pubblico permette di costruire una credibilità che nessun’altra forma di contenuto può offrire.
Attraverso il dialogo, hai la possibilità di umanizzare il tuo brand, condividere i tuoi valori e dimostrare la tua competenza in tempo reale, creando quel clima di fiducia (la preziosa trust) che a Dubai è il motore di ogni grande deal commerciale.
​Grazie alla qualità produttiva di Web3TV, il tuo racconto non resta confinato tra le pareti di uno studio, ma diventa un’esperienza multimediale di alto livello.
Ogni sessione si trasforma in una miniera d’oro di contenuti: dai video-podcast integrali alle clip d’impatto per i social, garantendoti una presenza costante e professionale su ogni piattaforma. In definitiva, raccontarsi in podcast a Dubai significa prendersi il proprio spazio nel futuro dell’economia digitale, trasformando la propria voce in un’autorità riconosciuta a livello internazionale

English Version
In a fast-paced and hyper-connected ecosystem like Dubai, where opportunities often arise from a single conversation, how you communicate your identity can be the difference between blending in and leading the market.

Web3TV (which you can explore at @web3tv) stands as the ultimate strategic partner for those looking to rise above the noise, using podcasting as the premier medium to tell their story.
​Choosing to share your journey through a podcast in this city is more than just a marketing tactic; it is a powerful statement of positioning. In a market that rewards excellence and cutting-edge innovation, speaking directly to your audience allows you to build a level of credibility that no other content format can match.
Through dialogue, you have the chance to humanize your brand, share your core values, and demonstrate your expertise in real-time.

This fosters the essential “trust factor” that serves as the engine for every major deal in Dubai.
​With Web3TV’s world-class production quality, your narrative isn’t just confined to a studio; it becomes a high-end multimedia experience.

Each session is transformed into a goldmine of content,from full-length video podcasts to high-impact social media clips, ensuring you maintain a consistent and professional presence across every platform. Ultimately, launching a podcast in Dubai with Web3TV means claiming your space in the future of the digital economy, turning your voice into a globally recognized authority.

Website is:
Web3productions.com

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​Dalle vette di Les Arcs alle dune di Dubai: L’alchimia sonora degli Arkadyan.

Se dovessimo scattare una polaroid sonora del clubbing contemporaneo, l’immagine che ne uscirebbe avrebbe senza dubbio i volti e il groove degli Arkadyan.

Non chiamateli semplicemente DJ: qui siamo davanti a un collettivo, a una visione, a un viaggio che parte dalle dune di Dubai per atterrare direttamente sul dancefloor dello Scorpios a Mykonos o del Beachouse a Ibiza.

Il segreto del loro successo è quella capacità, quasi alchemica, di prendere l’elettronica più raffinata e iniettarle dentro il sangue e il sudore degli strumenti veri.
​Quando ascolti un set degli Arkadyan, senti la terra.
C’è la tromba di Gabriel che taglia l’aria come un richiamo ancestrale, ci sono le percussioni di Benjy che dettano il battito cardiaco della pista e c’è la selezione chirurgica di Marina.
È un’architettura sonora che loro stessi definiscono “Afro-Balkanic”: un ponte immaginario dove il jazz incontra i ritmi tribali e la deep house più profonda. Quello che colpisce del loro profilo Instagram non è solo la carrellata di location da sogno o i tramonti mozzafiato, ma l’energia organica.

Vedere una tromba che dialoga con un sintetizzatore mentre la folla perde il senso del tempo è qualcosa che ci riporta all’essenza della musica: la condivisione.
​Hanno saputo conquistare giganti come Black Coffee e Bob Sinclar non solo con la tecnica, ma con l’autenticità.
Non seguono i trend, li creano, mantenendo però quella radice legata alle origini, come il nome stesso che è un omaggio a Les Arcs, le montagne francesi dove tutto è iniziato.

Gli Arkadyan sono la dimostrazione che, in un mondo sempre più digitale e freddo, l’elemento umano, lo strumento suonato, il respiro, il ritmo battuto a mano, è ancora l’unico vero passaporto per l’emozione pura.
La loro non è musica da ascoltare, è un’esperienza da vivere sulla pelle

Alessio Paolo Musella

If we were to take a sonic Polaroid of contemporary clubbing, the image that would emerge would undoubtedly feature the faces and groove of Arkadyan. Don’t just call them DJs: here we are faced with a collective, a vision, a journey that begins in the dunes of Dubai and lands directly on the dancefloor of Scorpios in Mykonos or Beachouse in Ibiza.

The secret to their success is their almost alchemical ability to take the finest electronic music and inject it with the blood and sweat of real instruments.
​When you listen to an Arkadyan set, you feel the earth. Gabriel’s trumpet cuts through the air like an ancestral call, Benjy’s percussion dictates the heartbeat of the dance floor, and Marina’s surgical selection.
It’s a sonic architecture that they themselves describe as “Afro-Balkan”: an imaginary bridge where jazz meets tribal rhythms and the deepest deep house.

What’s striking about their Instagram profile isn’t just the array of dreamy locations or breathtaking sunsets, but the organic energy. Seeing a trumpet interact with a synthesizer while the crowd loses track of time is something that brings us back to the essence of music: sharing.
They’ve won over giants like Black Coffee and Bob Sinclar not just with their technique, but with their authenticity.
They don’t follow trends, they create them, while maintaining a deep connection to their origins, like their name itself, which is a tribute to Les Arcs, the French mountains where it all began.

Arkadyan prove that, in an increasingly digital and cold world, the human element, the instrument played, the breath, the hand-struck rhythm,is still the only true passport to pure emotion.
Their music isn’t just for listening, it’s for experiencing.

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Musicaspettacolo

​Dubai: Vibrazioni d’Autore: L’Universo Van Creed.

Avvicinarsi all’universo di Van Creed significa entrare in una dimensione dove la musica non è solo suono, ma una forma superiore di eleganza estetica.

Da musicista e cantante, Creed non cerca il clamore del volume, ma la profondità di un’emozione che sa farsi architettura sonora: la sua voce e i suoi strumenti dialogano con una naturalezza che è frutto di una ricerca stilistica incessante, quasi sartoriale.
​Ogni nota sembra pesata per abitare lo spazio con una consapevolezza rara, trasformando l’ascolto in un’esperienza visiva, tattile, dove la melodia si fonde con un’attitudine metropolitana e sofisticata.

Non c’è ostentazione nel suo modo di porsi, ma una vibrante autenticità che rifugge l’ovvio per abbracciare l’essenziale.

Van Creed non si limita a eseguire, ma interpreta il tempo presente attraverso un pentagramma di luci e ombre, confermandosi un artista capace di tradurre il proprio mondo interiore in un linguaggio universale, fatto di armonie pure e di quel fascino discreto che solo il vero talento sa indossare con naturalezza

instagram

Alessio Paolo Musella

English Version

Approaching Van Creed’s universe means entering a dimension where music is not just sound, but a superior form of aesthetic elegance.

As a musician and singer, Creed doesn’t seek loud volume, but the depth of an emotion that becomes sonic architecture: his voice and instruments interact with a naturalness born of relentless, almost sartorial stylistic research.
Each note seems carefully crafted to inhabit the space with rare awareness, transforming listening into a visual, tactile experience, where melody blends with a metropolitan, sophisticated attitude.

There’s no ostentation in his approach, but rather a vibrant authenticity that eschews the obvious to embrace the essential.

Van Creed does not limit himself to performing, but interprets the present time through a pentagram of lights and shadows, confirming himself as an artist capable of translating his inner world into a universal language, made of pure harmonies and that discreet charm that only true talent knows how to wear naturally.

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​Margoddess: L’Estetica dell’Essenza tra Riflesso e Consapevolezza.

Guardando il percorso di Margoddess, si percepisce immediatamente che non siamo di fronte alla ricerca del consenso fine a se stessa, ma a una narrazione visiva che affonda le radici in un’estetica quasi ieratica, dove la bellezza diventa lo strumento per veicolare un’energia molto più profonda.

È un’arte dell’essere, prima ancora che dell’apparire. In un’epoca dominata dal rumore bianco e dalla velocità dei feed, lei sceglie di fermare il tempo, imponendo una presenza che è al contempo eterea e materica.

La cura maniacale per il dettaglio, le atmosfere che richiamano un simbolismo contemporaneo e quella capacità innata di dialogare con la luce, rivelano una ricerca che va oltre lo scatto: è un viaggio verso il proprio centro, un’affermazione di identità che non teme il giudizio, ma invita alla scoperta.

Ogni sua immagine è un frammento di un mosaico più ampio, dove il corpo e lo spazio diventano tela su cui dipingere una nuova idea di femminilità, forte, consapevole e profondamente connessa a una spiritualità che vibra sotto la superficie del glamour.

Qui lo stile non è un accessorio, ma la pelle stessa di un progetto che fonde arte, vita e visione, ricordandoci che l’investimento più importante resta sempre quello sulla propria autenticità.
Margoddess non si limita a occupare uno spazio nel web, lo abita con la grazia di chi ha compreso che l’eleganza è una forma di resistenza culturale, una luce che non abbaglia ma illumina, portando lo spettatore a guardare finalmente oltre la cornice per incontrare l’essenza.

Instagram

Alessio Paolo Musella

English Version

Looking at Margoddess’s journey, one immediately senses that we are not dealing with a search for consensus as an end in itself, but with a visual narrative rooted in an almost hieratic aesthetic, where beauty becomes the tool to convey a much deeper energy.

It is an art of being, even before appearing. In an age dominated by white noise and the speed of news feeds, she chooses to freeze time, imposing a presence that is both ethereal and material.

The obsessive attention to detail, the atmospheres that recall contemporary symbolism, and that innate ability to engage with light reveal a quest that goes beyond the shot: it is a journey toward one’s own center, an affirmation of identity that does not fear judgment, but invites discovery.

Each of her images is a fragment of a larger mosaic, where the body and space become a canvas on which to paint a new idea of ​​femininity: strong, conscious, and deeply connected to a spirituality that vibrates beneath the surface of glamour.

Here, style isn’t an accessory, but the very skin of a project that blends art, life, and vision, reminding us that the most important investment is always in one’s own authenticity.
Margoddess doesn’t simply occupy a space on the web; she inhabits it with the grace of someone who has understood that elegance is a form of cultural resistance, a light that doesn’t dazzle but illuminates, leading the viewer to finally look beyond the frame to encounter the essence.

Alessio Paolo Musella

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culturaMusicaspettacolo

​Kamal Musallam: Note Senza Passaporto tra le Sponde della Bellezza.

Esistono artisti che non si accontentano di suonare uno strumento, ma scelgono di inventare un nuovo vocabolario per raccontare il mondo.
Kamal Musallam appartiene a questa rara categoria di visionari.

Chitarrista, polistrumentista e instancabile ricercatore sonoro, Kamal ha saputo trasformare la musica in un ponte invisibile ma solidissimo, capace di unire le radici profonde del Medio Oriente alle vette elettriche del Jazz e del Rock internazionale.

​Il suo percorso è una narrazione fatta di incontri straordinari, da Sting a Bobby McFerrin, fino a Yo-Yo Ma ma soprattutto di una coerenza artistica che non conosce confini.

Attraverso l’uso sapiente dell’Oud e di chitarre ibride progettate per sfidare la fisica del suono, Kamal esplora i quarti di tono e le scale microtonali arabe con la libertà d’improvvisazione di chi ha il jazz nel DNA.


Non è una semplice fusione stilistica, è un’integrazione culturale necessaria: una musica che non ha bisogno di passaporto per arrivare dritta al cuore di chi ascolta, capace di trasformare la tradizione in un futuro magnetico, elegante e profondamente contemporaneo. In ogni sua nota vibra l’urgenza del dialogo e la bellezza di un’arte che, per essere davvero universale, deve saper parlare tutte le lingue dell’anima.

Alessio Paolo Musella

ENGLISH VERSION

There are artists who aren’t content to simply play an instrument, but choose to invent a new vocabulary to tell the world.
Kamal Musallam belongs to this rare category of visionaries. Guitarist, multi-instrumentalist, and tireless sound researcher, Kamal has transformed music into an invisible yet rock-solid bridge, connecting the deep roots of the Middle East to the electric peaks of international jazz and rock.
His journey is a narrative of extraordinary encounters, from Sting to Bobby McFerrin to Yo-Yo Ma, but above all, of an artistic coherence that knows no bounds.
Through the skillful use of the oud and hybrid guitars designed to defy the physics of sound, Kamal explores quarter tones and Arabic microtonal scales with the improvisational freedom of someone with jazz in his DNA.

It’s not a simple stylistic fusion, it’s a necessary cultural integration: a music that needs no passport to reach straight to the listener’s heart, capable of transforming tradition into a magnetic, elegant, and profoundly contemporary future. Every note resonates with the urgency of dialogue and the beauty of an art that, to be truly universal, must be able to speak all the languages ​​of the soul.

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AttualitàLussoModaspettacolo

​Sara Muzi: L’Estetica della Determinazione tra Genova e Dubai

​C’è un sottile equilibrio nel racconto digitale di Sara Muzi, un’armonia che va oltre lo scatto perfetto o quel biondo naturale che è diventato il suo marchio di fabbrica.

Partita dai caruggi di Genova per approdare ai grattacieli di Dubai, passando per la frenesia milanese, Sara ha saputo trasformare la propria immagine in un ponte tra mondi apparentemente distanti.
​Non chiamatela solo influencer.
C’è una consapevolezza diversa nei suoi occhi, la stessa che l’ha portata a mettersi in gioco davanti alle telecamere de “Il Contadino cerca Moglie”, dove ha svelato una profondità che spesso il filtro di un social tende a smussare.


Tra le copertine di Malvie e i set internazionali, emerge la figura di una donna che non si limita a “posare”, ma che invita chi la segue a non abbassare mai l’asticella delle proprie aspettative.
​Il suo feed è un diario di bordo fatto di mare, viaggi e collaborazioni d’alto profilo, ma il vero valore aggiunto resta quel suo rivendicare un’indipendenza che profuma di libertà. In un mondo di apparenze,
Sara sceglie di essere sostanza, ricordandoci che la bellezza è un punto di partenza, mai d’arrivo.

English Version

Sara Muzi: The Aesthetics of Determination between Genova and Dubai

​There’s a subtle balance in Sara Muzi’s digital storytelling, a harmony that goes beyond the perfect shot or that natural blonde that has become her trademark.
From the alleyways of Genova to the skyscrapers of Dubai, passing through the hustle and bustle of Milan, Sara has transformed her image into a bridge between seemingly distant worlds.
​Don’t just call her an influencer.


There’s a different kind of awareness in her eyes, the same one that led her to put herself on the line in front of the cameras of “The Farmer Seeks a Wife,” where she revealed a depth that the filter of social media often tends to dull. Between the covers of Malvie and international sets, the figure emerges of a woman who doesn’t simply “pose,” but who encourages her followers to never lower their expectations.


Her feed is a logbook of seafaring, travel, and high-profile collaborations, but the real added value remains her assertion of an independence that exudes freedom.

In a world of appearances, Sara chooses to be substance, reminding us that beauty is a starting point, never a destination.

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Musicaspettacolo

Raisa Knüsel: La Voce Sofisticata nel Cuore di Dubai

Raisa Knüsel è una cantante e cantautrice che ha trovato a Dubai il palcoscenico ideale per la sua arte.

Il suo e’ un timbro vocale che fonde la purezza del pop alla profondità del jazz e del soul, Raisa si è affermata come una delle performer più eleganti e versatili della scena degli Emirati Arabi Uniti.

​La musica di Raisa è un riflesso della città in cui vive: moderna, lussuosa e profondamente internazionale.

Nelle sue performance, Raisa è capace di trasportare il pubblico dai classici del Grande Canzoniere Americano alle hit pop contemporanee, reinterpretandole con una sensibilità acustica e una presenza scenica magnetica.

​L’ultimo successo: “It’s Christmas in Dubai”
​Proprio per celebrare il legame unico con la sua terra d’adozione, Raisa ha recentemente lanciato il singolo “It’s Christmas in Dubai”.

Il brano è un omaggio che cattura l’atmosfera scintillante delle festività tra le palme e i grattacieli, dimostrando la sua capacità di creare pezzi originali che diventano subito parte integrante della cultura pop locale.

​Ascolta qui il nuovo singolo: It’s Christmas in Dubai.


​Che si esibisca nei più esclusivi hotel a 5 stelle , in eventi corporate di alto profilo o in set jazz intimi, Raisa porta con sé un’aura di sofisticata semplicità.
La sua è una musica che non si limita ad accompagnare l’evento, ma ne definisce l’atmosfera, rendendo ogni serata un’esperienza sensoriale indimenticabile

Raisa Knüsel: The Sophisticated Voice in the Heart of Dubai
​Raisa Knüsel is a singer and songwriter who has found Dubai the ideal stage for her art.

With a vocal timbre that blends the purity of pop with the depth of jazz and soul, Raisa has established herself as one of the most elegant and versatile performers on the UAE scene.

​Raisa’s music is a reflection of the city she calls home: modern, luxurious, and profoundly international.

In her performances, Raisa transports audiences from classics from the Great American Songbook to contemporary pop hits, reinterpreting them with acoustic sensitivity and a magnetic stage presence.

​Latest Hit: “It’s Christmas in Dubai”
​To celebrate her unique connection to her adopted homeland, Raisa recently released the single “It’s Christmas in Dubai.”

The song is a tribute that captures the glittering atmosphere of the holidays amidst palm trees and skyscrapers, demonstrating his ability to create original songs that quickly become an integral part of local pop culture.

Listen to her new single here: “It’s Christmas in Dubai.”

Whether she’s performing in the most exclusive 5-star hotels, high-profile corporate events, or intimate jazz sets, Raisa exudes an aura of sophisticated simplicity.
Her music doesn’t just accompany the event, it defines its atmosphere, making every evening an unforgettable sensory experience.

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EventiFood & Beveragespettacolo

Dubai: Miriam Cammareri, quando la gestione clientela V.I.P. è nel Dna.

Miriam Cammareri

In un mercato basato sull’esclusività e sul servizio impeccabile come
quello di Dubai, la figura che gestisce le prenotazioni dei locali notturni e dei ristoranti di lusso non è un semplice addetto al booking, ma il primo punto di contatto e un vero e proprio per vivere ‘esperienza esclusiva.
​Questa professione richiede un mix unico di diplomazia, precisione e una profonda comprensione del concetto di ospitalità di alto livello.

​Il ruolo va ben oltre la semplice registrazione di nomi e orari:
​Gestione del Cliente VIP: La priorità assoluta è riconoscere e gestire la clientela VIP, High Net Worth Individuals e gli ospiti fissi.



Questo richiede non solo un sistema di prenotazione impeccabile, ma anche una memoria eccellente per le preferenze (tavolo preferito, allergie, bevande abituali) e una costante comunicazione con il management del locale.

​L’Arte della Lista d’Attesa: Poiché i locali più rinomati sono quasi sempre fully booked, il gestore delle prenotazioni deve saper bilanciare la domanda con la capacità del locale.



Questo implica l’abilità di creare e gestire una lista d’attesa in modo diplomatico, sapendo a chi concedere una possibilità e chi mantenere in attesa, spesso basandosi su criteri di prestigio e potenziale spesa.
​A Dubai, le richieste last-minute, i cambiamenti improvvisi e le richieste fuori standard sono la norma. Il professionista deve essere in grado di risolvere i problemi con calma, mantenendo un’immagine di professionalità e disponibilità, persino quando deve dire di no a una richiesta irragionevole.

​In questa città, il professionista dell accoglienza come Miriam spesso interagisce con una clientela internazionale composta da sceicchi, celebrità, uomini d’affari globali e turisti di lusso. Per questo, sono essenziali:
​Padronanza dell’Inglese, ​conoscenza dell’Etichetta Culturale di varie nazionalità.


​Networking con concierge di hotel di lusso e agenzie di PR per garantire un flusso costante di ospiti di alto profilo.
​In definitiva, chi gestisce le prenotazioni in un locale di lusso a Dubai non vende un tavolo, ma vende l’accesso a uno status e garantisce che l’esperienza del cliente inizi in modo impeccabile, ben prima che l’ospite varchi la soglia.

Professionalità, sorriso e competenza a Dubai vi aspettano.

Miriam Cammareri | Fundamental Hospitality

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Musicaspettacolo

Il soprano Dominika Zamara alla premiazione con il Rremio Colosseo D’Oro.

Dominika Zamara

Un altro prestigioso traguardo per Dominika Zamara, domenica 14 luglio ha ricevuto il Premio Colosseo D’Oro 5.0. Un importante riconoscimento per il soprano polacco, che in una tipica serata romana, nella quale si è anche esibita per la gioia dei presenti.

Era nell’aria la nomination della Zamara, fortemente voluta dalla Commissione che presiede la premiazione. Oramai ella è di casa a Roma, una città nella quale si esibisce con regolarità. Il Salotto Tevere di Roma è stata la cornice ideale che ha dato lustro al tutto.

Ma partiamo con il fare il punto su cosa sia il tanto ambito riconoscimento: Il Premio Colosseo D’Oro, bandito dal Comune di Roma, un premio consistente in una scultura ideata del maestro Codognotto e viene assegnato annualmente per premiare l’impegno e l’opera di chi tiene alto il prestigio della Città Eterna nel mondo.

L’impegno, la determinazione di un’artista in continua ascesa, una totale dedizione all’arte senza compromessi. Questa è la Zamara, la quale si fa portavoce in ogni dove si esibisce sia della cultura polacca che italiana.

Leggiamo le motivazioni della nomination: “Soprano di fama internazionale, celebre per la sua voce eccezionale e la sua interpretazione emotivamente coinvolgente. Ha incantato il pubblico sui più prestigiosi palcoscenici del mondo, dimostrando un talento straordinario nel repertorio operistico e sinfonico. La sua dedizione all’arte del canto e la sua capacità di trasmettere emozioni profonde attraverso la musica la rendono una figura di spicco nel panorama musicale contemporaneo”.

Sul crepuscolo di una giornata estiva, scandita dalla vellutata voce della Zamara, che con il suo canto ha aperto le danze. Presentato e diretto da: il Presidente del Premio Gennaro Ruggiero e il Presidente della Fondazione Area Cultura, Angelica Loredana Anton, che uno dopo l’altro hanno invitato i nominati sul palco a ricevere il premio. L’atto conclusivo è stata la premiazione del soprano Dominika Zamara, che con palpabile emozione chiude l’edizione 2024.

La lista completa de premiati: Aqua Prestige (industria austriaca) ritira l’AD Dr. Wilhelm Hollerback; AS Parisi Boxe (associazione sportiva) ritira il presidente Dr. Geom. Mirko Parisi; M° Annarita Campo: Cineasta; Dr. Rodolfo Martinelli Carraresi: Giornalista – Regista – Sceneggiatore – Produttore; M° Roberto Ceccacci detto Roby: Attore – Agente di Spettacolo; Dr. ssa Otyaky Chong: Psicologa – Giornalista; Prof. Carmela Costanzo detta Carmen: Scrittrice – Poetessa; Dr. Giuseppe D’Amato: Commercialista – Dirigente Ente Sportivo; Principe Paolo Di Giovine: Esperto di Araldica – Imprenditore; Dr. ssa Carmen Di Stasio: Giornalista- Inviata TG RAI; Dr. ssa Maria Giovanna Elmi: Presentarice RAI TV – Attrice; M° Homar Iafisco: Hair Stylist del mondo VIP; Dr. Giuseppe Lanzetta: Produttore Discografico; M° Nicola Lovaglio: Allenatore e Dirigente Sportivo – Attivista Sociale; Prof. Remo Luongo: Docente – Dirigente Ente Sportivo; Dr. Gianni Marsili: Produttore Discografico – Autore TV; Dr. Antoniu Martin: Giornalista Internazionale (Romania); Comm. Maurizio Pedrini: Scrittore – Poeta – Giornalista; M° Adriano Pennino: Direttore d’orchestra – Compositore; Dr. Nicola Raucci: Fondatore e dirigente Ente Nazionale Sportivo Italiano; Dr. Daniele Rotondo: Giornalista RAI TV; Dr. Gaetano Ruocco: Presidente Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia; Dr. ssa Anna Rita Santoro: Sceneggiatrice – Giornalista; Dr. Ubaldo Santoro: Doppiatore – Attore; S.E. Rev. Mons. Gennaro Vitiello: Vescovo Prelatura San Pietro e Paolo

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Festival Internazionale di Musica da Camera

Dominika Zamara

Domenica 12 maggio, alle ore 21:00 si terrà presso Santuario della Madonna del Pianto, Via Madonna del Pianto, 24021 Albino BG, il Concerto che vedrà Impegnati un Duo d’eccezione soprano Dominika Zamara e il Maestro Ennio Cominetti, il Duo di ritorno dal tour in Polonia si esibirà in concerto per le Celebrazioni Mariane. Un viaggio onirico a ritroso nelle epoche passate per riscoprire repertori e compositori che ne hanno fatto la storia di questo filone musicale e senza tralasciare dei risvolti contemporanei.

Un’immersione in una magia sonora creata dal sapiente tocco del Maestro Cominetti e dalla vellutata della Zamara.

Ingresso libero

L’ evento programmato all’interno delle “Settimane Diocesane della Cultura” con il Patrocino del Comune di Albino con la collaborazione di A.Gi.Mus. Lombardia (MI) e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Artistica del M° Donato Giupponi

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