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Natale a New York con le musiche immortali di Bach.

Dominika Zamara

Qual è il modo migliore per celebrare le festività se non con la musica? L’appuntamento è a New York per un evento eccezionale negli Stati Uniti: l’esecuzione del Weihnachts Oratorium (Oratorio di Natale) di Johann Sebastian Bach.

L’opera è un titolo emblematico che riporta alla magia delle Festività Natalizie: un ciclo di sei cantate sacre distinte (In questa occasione saranno eseguite le Cantate I, II, VI), pensate per essere eseguite in sei giorni di festa, che racconta la storia della nascita di Gesù basandosi sui Vangeli di Luca e Matteo, narrando il passaggio dal 25 dicembre (Natale) al 6 gennaio (Epifania).

L’esecuzione si terrà il 7 dicembre presso la Our Lady of Mount Carmel di Brooklyn, New York. A dirigere l’orchestra New York Chambers Player e il NYCP Chorus sarà il Maestro Giacomo Franci. I solisti che saliranno sul palco sono: Dominika Zamara (Soprano), Jada Crawford (Alto), Joseph Stroppel (Tenore) e Blake Wayment (Basso/Baritono).

Non c’è modo migliore per avvicinarsi alle festività se non celebrando con l’arte, grazie a questo capolavoro del genio indiscusso di Johann Sebastian Bach.

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Il ritorno di Dominika Zamara alla Carnegie Hall di New York.

dominika zamara

L’anno scorso il pubblico della Carnegie Hall di New York, ha potuto assistere al debutto (presso la Weill Recital Hall) del soprano Dominika Zamara.

Ma quell’episodio non è stato altro che un nuovo inizio, la Zamara è tornata proprio in quella sala, un ritorno molto atteso dagli amanti della grande musica.

La dimostrazione dell’affetto che il pubblico a Stelle e Strisce ha nei suoi confronti ne è prova inequivocabile. la sua prima tournée in America risale al 2011, da li in poi è stato un susseguirsi di impegni artistici oltremanica, tra concerti e opere. Ma proprio nella Grande Mela la Zamara ha concepito di avere un’affinità elettiva con la musica contemporanea, non a caso il Maestro James Adler ha voluto la sua voce, interpretazione ed espressività per cantare la sua nuova creatura: “Alleluia For Peace” (un’anticipazione, la stessa composizione del Maestro James Adler sarà presentata a Roma in ottobre).

Ma partiamo con ordine: siamo la chiusura della serata, fa ingresso nel palco la Zamara (per l’occasione vestita dalla stilista Marta Jane Alesiani), con The Lehner String Quartet, un’istituzione nel panorama musicale newyorchese. I virtuosismi dei cinque musicisti si fondono per donare un’esperienza uditiva unica nel suo genere. Sin dalla partenza dello strumentale all’entrata della voce, in una perfetta armonia, un viaggio onirico all’interno di questa “Alleluia For Peace”.

Finita l’esibizione si leva uno scroscio interminabile di applausi e una standing ovation, la serata si chiude con l’inchino dei musicisti.

Dopo il concerto abbiamo raggiunto il Maestro Adler, presente in Sala, per un commento a caldo: “Sono stato chiamato sul palco per un inchino con la solista stellare Dominika e il Quartetto Lehner. Abbiamo ricevuto un applauso travolgente, lungo e prolungato, una risposta molto emozionante. È stato speciale essere in quel momento e con questi grandi artisti”. Continua il M° James Adler, “Congratulazioni a Dominika Zamara, ai membri del Quartetto Lehner, alla Dott.ssa Anna Ouspenskaya e a James Welch, direttori delle Sale Concerti Virtuali Sound Espressivo! È stata una serata stellare”!

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Il soprano Dominika Zamara alla premiazione con il Rremio Colosseo D’Oro.

Dominika Zamara

Un altro prestigioso traguardo per Dominika Zamara, domenica 14 luglio ha ricevuto il Premio Colosseo D’Oro 5.0. Un importante riconoscimento per il soprano polacco, che in una tipica serata romana, nella quale si è anche esibita per la gioia dei presenti.

Era nell’aria la nomination della Zamara, fortemente voluta dalla Commissione che presiede la premiazione. Oramai ella è di casa a Roma, una città nella quale si esibisce con regolarità. Il Salotto Tevere di Roma è stata la cornice ideale che ha dato lustro al tutto.

Ma partiamo con il fare il punto su cosa sia il tanto ambito riconoscimento: Il Premio Colosseo D’Oro, bandito dal Comune di Roma, un premio consistente in una scultura ideata del maestro Codognotto e viene assegnato annualmente per premiare l’impegno e l’opera di chi tiene alto il prestigio della Città Eterna nel mondo.

L’impegno, la determinazione di un’artista in continua ascesa, una totale dedizione all’arte senza compromessi. Questa è la Zamara, la quale si fa portavoce in ogni dove si esibisce sia della cultura polacca che italiana.

Leggiamo le motivazioni della nomination: “Soprano di fama internazionale, celebre per la sua voce eccezionale e la sua interpretazione emotivamente coinvolgente. Ha incantato il pubblico sui più prestigiosi palcoscenici del mondo, dimostrando un talento straordinario nel repertorio operistico e sinfonico. La sua dedizione all’arte del canto e la sua capacità di trasmettere emozioni profonde attraverso la musica la rendono una figura di spicco nel panorama musicale contemporaneo”.

Sul crepuscolo di una giornata estiva, scandita dalla vellutata voce della Zamara, che con il suo canto ha aperto le danze. Presentato e diretto da: il Presidente del Premio Gennaro Ruggiero e il Presidente della Fondazione Area Cultura, Angelica Loredana Anton, che uno dopo l’altro hanno invitato i nominati sul palco a ricevere il premio. L’atto conclusivo è stata la premiazione del soprano Dominika Zamara, che con palpabile emozione chiude l’edizione 2024.

La lista completa de premiati: Aqua Prestige (industria austriaca) ritira l’AD Dr. Wilhelm Hollerback; AS Parisi Boxe (associazione sportiva) ritira il presidente Dr. Geom. Mirko Parisi; M° Annarita Campo: Cineasta; Dr. Rodolfo Martinelli Carraresi: Giornalista – Regista – Sceneggiatore – Produttore; M° Roberto Ceccacci detto Roby: Attore – Agente di Spettacolo; Dr. ssa Otyaky Chong: Psicologa – Giornalista; Prof. Carmela Costanzo detta Carmen: Scrittrice – Poetessa; Dr. Giuseppe D’Amato: Commercialista – Dirigente Ente Sportivo; Principe Paolo Di Giovine: Esperto di Araldica – Imprenditore; Dr. ssa Carmen Di Stasio: Giornalista- Inviata TG RAI; Dr. ssa Maria Giovanna Elmi: Presentarice RAI TV – Attrice; M° Homar Iafisco: Hair Stylist del mondo VIP; Dr. Giuseppe Lanzetta: Produttore Discografico; M° Nicola Lovaglio: Allenatore e Dirigente Sportivo – Attivista Sociale; Prof. Remo Luongo: Docente – Dirigente Ente Sportivo; Dr. Gianni Marsili: Produttore Discografico – Autore TV; Dr. Antoniu Martin: Giornalista Internazionale (Romania); Comm. Maurizio Pedrini: Scrittore – Poeta – Giornalista; M° Adriano Pennino: Direttore d’orchestra – Compositore; Dr. Nicola Raucci: Fondatore e dirigente Ente Nazionale Sportivo Italiano; Dr. Daniele Rotondo: Giornalista RAI TV; Dr. Gaetano Ruocco: Presidente Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia; Dr. ssa Anna Rita Santoro: Sceneggiatrice – Giornalista; Dr. Ubaldo Santoro: Doppiatore – Attore; S.E. Rev. Mons. Gennaro Vitiello: Vescovo Prelatura San Pietro e Paolo

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NUMA ECHOS: NUOVO VIDEO “INFECTED CIRCLES”.

INFECTED CIRCLES

Wave Records Rechos Records & Promotion sono orgogliosi di annunciare la pubblicazione ufficiale del singolo “Infected Circles” di Numa Echos tratto dall’album “Descending Consciousness” che è stato pubblicato il 3 Novembre 2023 su etichetta Wave Records (Brasile), distribuito digitalmente da DigDis Believe Music su 240 nazioni, e fisicamente da Audioglobe (Worldwide) e Young & Cold (Germania).

Il video del brano “Infected Circles”, scritto e prodotto da Numa Echos Filippo Scrimizzi, è stato diretto dal regista Alessandro Russo – Alessandro Russo Production e sarà pubblicato martedì 11 Maggio 2024 alle ore 21 Ora Italiana.

Il testo del brano e conseguentemente il videoclip rappresentano una metafora: cerchi infetti come cerchi nel grano, in cui tutto è appiattito e avvelenato e dai quali è giusto doversi allontanare per riscoprire un nuovo universo che protende alla bellezza. Ma anche il fumo di vane parole, di progetti non concretizzati, l’ambizione di cambiamento che non trova riscontro nell’attivismo costruttivo.

Link Video Infected Circles:

Altri aggiornamenti ed info sono disponibili ai seguenti links:

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www.youtube.com.numaechos

Ulteriori informazioni sull’artista e contatti sono disponibili qui:

www.numaechos.com

Per ulteriori info, interviste ed altro ancora, non esitate a contattarci ai seguenti recapiti:

Rechos Records & Promotion: rechosrecords@hotmail.com

Wave Records: info@waverecordsmusic.com

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Showcase di NUMA ECHOS promosso da LIVE IS LIFE NETWORK al “FESTIVAL LOVE – Innamorati a Scandiano”, in attesa del concerto di NOEMI sabato 1 Giugno.

NUMA ECHOS

Torna a Scandiano festivaLOVE – Innamorati a Scandiano, uno degli appuntamenti più iconici e rappresentativi del ricco palinsesto di eventi scandianese.

La manifestazione, giunta quest’anno alla sua ottava edizione, si svolgerà da venerdì 31 maggio a domenica 2 giugno 2024.
Nel corso del festival, che vedrà protagonisti LA CRUS venerdì 31 maggio, NOEMI sabato 1 giugno e DANIELE SILVESTRI domenica 2 giugno, sarà possibile partecipare gratuitamente a numerosi eventi prima e dopo i concerti.
Lo showcase di NUMA ECHOS promosso da LIVE IS LIFE NETWORK, durante il quale verranno presentati brani estratti dal nuovo album Descending Consciousness (2023 Wave Records, Brazil) interamente scritto e prodotto da Numa Echos in collaborazione con Filippo Scrimizzi nello studio Sub711 di Milano, si svolgerà in attesa del concerto di NOEMI sabato 1 giugno 2024 alle ore 20.15 nella piazza di Corso Antonio Vallisneri.

Numa Echos sarà accompagnata live da ELIA MARTINA chitarrista e compositore che proporrà anche i suoi interludi musicali e NEVRUZ, compositore, cantautore, e polistrumentista nonchè co-fondatore e batterista dei Water in Face che annuncia il suo ritorno alla batteria.

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Nevruz, “la musica può salvare” intervistato da Numa Echos per Rechos Records & Promotion.

Nevruz

Nevruz, sei un compositore, cantautore, sperimentatore della voce, attore e musicista rock e già prima della tua partecipazione nel 2010 al talent X FACTOR, nel quale hai conquistato il terzo posto, eri molto apprezzato nella scena underground italiana.

Cosa ti ha portato a diventare “talent scout” e docente dato che negli ultimi anni ti stai dedicando alla produzione musicale per altri artisti e all’insegnamento?

Ad un certo punto della mia vita ho realizzato quanto l’arte sia stata sempre importante per me, quanto nella mia vita sia stata un’ancora di salvezza , quanto mi abbia tenuto attaccato alla vita stessa, visto che fin da bambino non ho fatto altro che desiderare la morte invece .

Non ho vissuto una vita serena, non ho avuto un’esistenza facile già dalla mia infanzia, direi piuttosto un’esistenza per certi versi anche traumatica. Grazie all’arte e alla musica ho resistito, sono diventato resiliente.

Ho realizzato meglio tutto questo dopo l’uscita del mio terzo Album IL MIO NOME È NESSUNO, uscita l’opera è come se fosse finito un mio percorso interiore, non ero legato soltanto al mio rapporto personale con la musica, con lo scrivere canzoni ma bensì desideravo uscire da me, mettere a servizio degli altri questo dono e me stesso.

Realizzai finalmente quanto la musica si fosse presa cura di me negli anni pensando semplicemente a quanti lì fuori vivono l’inferno , ho pensato che questa possibilità poteva essere importante anche per loro, che anche altri potevano salvarsi come me.

Ho iniziato con i miei primi laboratori di canto sperimentale nel 2013 al centro sociale Anarchico LIBERA di Modena, poi successivamente tramite l’associazione culturale Trame 2.0 ed il Social Point di Modena abbiamo proposto il mio laboratorio “LA VOCE CHE CURA” pensando il progetto per le persone più sensibili in cura psichiatrica o con disabilità.

Sono partito all’inizio con gli Adulti, l’ho fatto per un po’ di anni, insieme a me partecipavano anche educatori , operatori sanitari, persone che rivestivano cariche istituzionali del settore sanitario e sociale.

Questo è accaduto perché il mio laboratorio si è rivelato negli anni efficace ma soprattutto funzionale tanto da attirare persino la stampa locale e non solo. Il passo successivo è stato quello di proporre il mio laboratorio anche ai minori questo è accaduto grazie ad un’ iniziativa della scuola superiore Carlo SIGONIO di Modena che unisce Liceo Musicale a quello di scienze umane, entrai a far parte di un programma in veste di relatore e collaboratore esterno proponendo alla scuola una nuova materia scolastica durante l’ora di educazione fisica, EDUCAZIONE FISICA DEL SUONO, creammo una classe mista di studenti normo tipi e diversamente abili spingendoli così a interagire tra loro attraversando un’esperienza speciale educativa e formativa.

Dopo questa esperienza portai il mio laboratorio anche presso l’ospedale psichiatrico VILLA IGEA di Modena cominciammo sempre prima con gli adulti in cura e poi con i minori in cura al NESPOLO e al centro diurno GENZETA .

Attraverso i laboratori avvennero gli l’ incontri con i ragazzi che poi si scrissero al mio corso di canto presso le scuole nelle quali insegno e formo i miei Artisti, il Teatro Tempio di Modena e il VecchioSon di Bologna, mentre invece nel mio Home Studio di Carpi mi occupo e curo la preparazione delle live band o le loro preproduzioni. Negli anni ho stretto rapporti solidi con diverse etichette discografiche e dunque aiutandoli spero che intraprenderanno la loro strada musicale fatta di composizione alle volte e di live, concerti e che possa diventare anche per loro qualcosa in cui credere fortemente nella vita, importante per la loro crescita personale e Artistica.

Il lavoro “dietro le quinte” richiede responsabilità e impegno. Come gestisci la suddetta attività parallelamente alla tua attività artistica?

Prima di tutto non supero mai un certo numero di allievi altrimenti mi sarebbe impossibile, per cui tengo solo quelli che mi dimostrano che ci credono davvero e che capisco ambiscono a fare sul serio questo mestiere .

In questi anni ho prodotto moltissimo, ho almeno una dozzina di album già pronti ora spero di trovare i finanziamenti e riuscire a fare uscire il quarto, e ringrazio chi mi sta aiutando proprio in questa cosa, nel frattempo ho cominciato anche a scrivere e comporre per altri interpreti come ad esempio per NORA un’Artista della quale spero sentirete parlare, poi parallelamente sono nate nuove avventure LIVE ad esempio ho rimesso in piedi il mio vecchio Power Duo LE OSSA Batteria , chitarra semibaritona e Voce, dove canto in inglese abbiamo un album pronto in preproduzione che vorremmo registrare in studio entro quest’estate.

Poi sono tra i fondatori di un nuovo progetto Live Elettronico che vorrei presentare però all’estero non in Italia che si chiama “LaKoNkA” del quale si spera di poter uscire con il primo singolo entro quest’estate.

Di recente ho annunciato anche il mio ritorno alla batteria con NUMA ECHOS un’ Artista che mi ha letteralmente conquistato e con la quale stiamo per fare alcune date.

L’attività didattica si è concentrata negli ultimi anni nell’ambito sociale. Cosa ti ha portato a sensibilizzarti nei confronti delle categorie sociali più vulnerabili e a dedicarti a soggetti in cura psichiatrica o portatori di handicap?

Tutto è cominciato seriamente dopo l’incontro avuto con un ragazzo Down del Carlo Sigonio che soffriva di balbuzia estrema, sua mamma le aveva ormai provate tutte, volle provare anche con me.

Per me provarci era materia di studio di approfondimento una nuova occasione per poter sperimentare e spingermi oltre con i miei metodi. Iniziai a seguire corsi di psicodizione privati e informarmi il più possibile sulla materia.

Mi ritrovai ad un certo punto di fronte ad un ragazzino, una persona alla quale certo non puoi starla lì a raccontare, ma semplicemente uno che ti guarda con occhioni dolci che ti chiede aiuto ma che allo stesso tempo ti fa capire anche qualcosa “guarda sono qui per te”.

Nello stesso periodo cominciai sempre più ad appassionarmi alla psicomagia.

Oggi questo ragazzo parla perfettamente, ho risolto da lì in poi una serie di casi complessi come ad esempio “LaFrancy” una ragazza con seri problemi di comunicazione che dopo un percorso con me è riuscita a sbloccarsi con l’ intuizione di alterare il suono della sua voce in quanto il suono originale della sua voce non le piaceva e non sapeva accettarlo.

LaFrancy oggi apre i miei concerti.

Con gli Artisti o aspiranti tali si instaura un legame molto forte .

Red Ronnie di recente mi ha definito così : “Nevruz è l’Artista che piace agli Artisti” e devo dire che mi ci ritrovo moltissimo in questa sua affermazione.

Negli anni hai collaborato con numerosi musicisti e cantautori, anche artisticamente lontani dal tuo mondo. Quali sono le prerogative per una collaborazione?

Semplicemente un incontro di qualità sinonimo di magia per me, se c’è quella prerogativa magica allora tutto può succedere. Non mi limito a collaborare con Artisti che si occupano solo di un genere in particolare … onestamente a me del genere non importa, amo la contaminazione, inoltrarmi anche in viaggi sonori impossibili, amo l’idea di poter portare messaggi utili all’umanità questo è ciò che cerco.

Ti definisci un Alieno messaggero inviato nella terra per azionare un cambiamento. Non pensi che, in una società omologata e passiva, la diversità crei scetticismo e diffidenza?

Mi chiedo onestamente perché diffidare di chi costruisce qualcosa di bello?

Viviamo in un paese che troppo spesso ha dato credito ed arricchito finti Artisti lasciando annegare quelli come me.

Un giorno vidi la foto di un bambino, avrà avuto 3 anni credo, aveva tra le braccia un aeroplanino giocattolo, giaceva a terra ricoperto di polvere e pietre per via di un bombardamento in Siria, questo bambino e’ morto, come lui quanti bambini muoiono così nel mondo?

Quel giorno piansi moltissimo…

Le mie lacrime erano di sangue… se l’essere umano permette queste cose io onestamente non mi considero tale …

Quel giorno Scrissi L’ALIENO con l’intento di dare voce a quel bambino, far si che quel bambino potesse parlare ancora tramite la mia canzone all’umanità con il suo testamento.

Dunque non credo proprio di appartenere a quegli artisti che fanno quello che fanno per i dischi d’oro, la Hit dell’estate o le classifiche.

La musica può rappresentare un mezzo fondamentale per raccontarsi e metabolizzare il dolore, il senso d’inadeguatezza derivante da un contesto circostante che non ci appartiene. Effettivamente ascoltando i tuoi brani si possono percepire il coraggio di denunciare il sistema e un’oscurità che confondi con ritmiche incalzanti, atteggiamenti raggianti. Queste peculiarità apparentemente contrastanti descrivono un conflitto interiore, rappresentano la ricerca di un equilibrio o hanno un’altra valenza?

Ho imparato a dipingere la musica e fare questo non disturba i miei disturbi.

Franz Liszt diceva che la pena e la grandezza sono il destino dell’artista. Pensi che un artista possa evitare il dolore o che esso sia un passaggio obbligato per giungere alla dimensione artistica?

Sicuramente , ma il dolore, lo stare in pena chi più chi meno, fa parte della vita di tutte le persone, l’Artista è fortunato perché è in grado di trasformare il dolore in bellezza, certo che una perenne anima sofferente, è un po’ come assistere ad una tragicomica commedia costante …

Ma non tutte le persone hanno questo dono immenso o il privilegio di scrivere in qualche modo il proprio destino.

Da qualche mese faccio parte di un gruppo privato su whatsapp che hai denominato “Elefanti”, all’Interno del quale sono presenti artisti, musicisti, cantautori etc. Com’è nata l’idea di creare questa chat, quali sono le caratteristiche necessarie per farne parte e quali sono gli obiettivi della stessa?

Da diversi anni sono stato inserito in diverse chat , tra tutti Morgan è colui che mi ha coinvolto di più in questi esperimenti sociali.

L’idea della chat ELEFANTI è nata proprio grazie ad un sogno fatto dopo la festa del suo compleanno, l’idea era mettere insieme i miei amici di tanti anni , tutte le persone speciali che conosco, Artisti , Editori , Autori , musicisti, produttori, Registi, fotografi , scrittori , pittori , organizzatori di eventi, radio, giornalisti, ma anche persone che non lavorano nel settore dello spettacolo ma che credono però fortemente nell’arte.

È una chat nella quale nascono collaborazioni concrete fuori dal virtuale e questo accade attraverso l’interazione fra i membri di questa chat.

Sono nati diversi progetti tra i quali l’idea di creare una PLAYLIST ELEFANTI, una selezione di musica contemporanea di qualità, italiana ed estera, con alcune selezioni storiche.

L’intento è quello di educare i giovani alla Musica ma senza essere demodé. Come si fa a diventare Elefante?

Semplice, devi essere invitato da un’altro elefante e basta dirlo all’amministratore che ti inserisce.

Una nuova carboneria insomma.

Vorrei sapere come vorresti che i tuoi prossimi appuntamenti o progetti influenzassero l’umanità e qual’e’ la tua più grande ambizione.

Sicuramente l’umanità dovrebbe imparare a ragionare di più con la propria testa e non con quella degli influencer, stiamo vivendo un periodo terribile, l’umanità dovrebbe appropriarsi del diritto di pace, credo sia qualcosa per il quale tutti noi intellettuali siamo chiamati a contribuire è fondamentale unirsi fortemente e lottare il più possibile attraverso la realizzazione delle nostre opere, affinché si possano lanciare messaggi di pace, messaggi per fermare l’odio e la guerra. Stop alla guerra subito .

La mia più grande ambizione quella di diventare padre e dimostrare di poter essere il migliore papà al mondo, quello che ogni figlio desidererebbe

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Festival Internazionale di Musica da Camera

Dominika Zamara

Domenica 12 maggio, alle ore 21:00 si terrà presso Santuario della Madonna del Pianto, Via Madonna del Pianto, 24021 Albino BG, il Concerto che vedrà Impegnati un Duo d’eccezione soprano Dominika Zamara e il Maestro Ennio Cominetti, il Duo di ritorno dal tour in Polonia si esibirà in concerto per le Celebrazioni Mariane. Un viaggio onirico a ritroso nelle epoche passate per riscoprire repertori e compositori che ne hanno fatto la storia di questo filone musicale e senza tralasciare dei risvolti contemporanei.

Un’immersione in una magia sonora creata dal sapiente tocco del Maestro Cominetti e dalla vellutata della Zamara.

Ingresso libero

L’ evento programmato all’interno delle “Settimane Diocesane della Cultura” con il Patrocino del Comune di Albino con la collaborazione di A.Gi.Mus. Lombardia (MI) e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Artistica del M° Donato Giupponi

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Debora Pagano, dal singolo “ORA PAGA” al probabile titolo dell’album “deb ORA PAGA no”: “penso che raccontarsi sia un modo di scoprirsi gradualmente”, intervista a cura di Numa Echos per Rechos Records & Promotion.

Debora Pagano

Poliedrica artista, Musicista, cantautrice, illustratrice fa dell’arte il principale mezzo di comunicazione.

Conosciamo meglio Debora, lasciando che sia lei a raccontarsi rispondendo alle mie domande:

Come si può evincere dalla tua biografia ti relazioni a discipline molto diverse tra loro.

Qual’e’ l’elemento fondamentale che costituisce Il collegamento tra loro?

Penso che il collegamento sia sempre esprimere una parte di me, che sia figurativa o a parole, deve sempre esprimere un concetto o un mio modo di vedere le cose, che sia scultura, pittura, disegno o musica per me è un bisogno.

A volte è più facile trovare le parole giuste per descrivere qualcosa di specifico, mentre altre volte è più semplice racchiudere tutto in un’immagine che possa lasciare anche il dubbio nell’interpretazione o nel rispecchiarsi per l’osservatore creando nuovi punti di vista.

Le tue competenze inerenti al diritto d’autore e alla proprietà intellettuale sono sicuramente vantaggiose ma e’ raro che un artista se ne occupi personalmente. Come gestisci il rapporto tra l’aspetto creativo e quello burocratico?

Questo è molto complesso in effetti… probabilmente è una contraddizione che esiste in me da sempre: l’aspetto totalmente rigoroso e schematico in contrapposizione alla parte creativa e spesso non controllata.

Ho scelto di essere informata e preparata nell’ambito della proprietà intellettuale e del diritto d’autore proprio perché avendo molte sfaccettature e muovendomi in più settori dovevo tutelarmi, specialmente poiché tutto quello che “produco” è frutto della mia stessa capacità intellettiva e della mia creatività.

Ho visto molti artisti perdersi in un bicchiere d’acqua per non aver mai letto un contratto da loro firmato o per non avere chiare le dinamiche intorno ai diritti che a loro stessi spettano, e onestamente non volevo ritrovarmi in quelle stesse dinamiche, anzi ho intrapreso questi studi proprio per imparare a tutelare me e chiunque voglia una chiave di lettura nel settore.

Quindi in conclusione posso solo dire che l’aspetto creativo è inconcludente se non correttamente tutelato o se esso stesso non porta vantaggi al suo creatore ( oltre la soddisfazione personale nella realizzazione ), ecco perché subito dopo la creatività e davanti all’ “opera” conclusa mi pongo delle domande: come posso tutelarla e tutelarmi? come posso far fruire un pubblico trovando il miglior compromesso per tutti? Può rimanere fine a se stessa?

E quindi qui per forza di cose devono confluire entrambi gli aspetti e sostenersi a vicenda.

Quale ambito ti permette di esprimerti maggiormente a livello intimistico e perché?

Forse l’aspetto più figurativo ed illustrativo, o comunque tutto ciò che è immagine e video, le parole, specialmente se si canta o si scrive in lingua italiana, non sono facilmente confondibili, anzi, sono precise e dirette.

L’ immagine o il montaggio di video e gli stessi effetti ad oggi esistenti per creare mondi visivi possono camuffare più facilmente pensieri scomodi o essere esteticamente “belli” e creare fumo negli occhi per visioni più superficiali, allo stesso tempo invece per chi sa guardare bene ed è intenzionato a farlo possono fornire dettagli vividi di un pensiero.

Con le parole questo non è possibile, non so girarci intorno, e quindi sicuramente l’immagine mi aiuta ad esprimere anche i lati più intimistici e i tabù che ad alta voce farebbero troppo rumore.

Come affronti la competizione e il desiderio di primato che aleggiano tra i giovani artisti a discapito del progresso verso un obiettivo comune?

Devo essere totalmente onesta e dire che la competizione o il desiderio di primato non sfiorano mai i miei pensieri, non per presunzione, ma perché oggettivamente non ci penso.

Credo ci sia spazio per tutti ( o meglio, per tutti quelli che hanno qualcosa da dire ) e che gli obiettivi comuni spesso siano un’utopia.

Tutto ciò che cerca di raggruppare persone affini finisce per diventare un sistema di smistamento con etichette automatiche applicate all’arte che a quel punto è solo “prodotto” così come gli artisti, e questo non mi piace.

Risulta indubbiamente scoraggiante crearsi uno spazio nell’ambiente di oggi e vedere meteore in ambito musicale che in un giorno raggiungono quello che si ambisce a raggiungere da anni, ma allo stesso tempo penso che ci sia un tempo e un luogo per tutto e per tutti e che la competizione ( se non quella sana e dettata dalla stima verso chi ha già raggiunto certi obiettivi ) sia anacronistica. Gli obiettivi comuni temo siano falsi miti al giorno d’oggi.

Hai pubblicato parecchi singoli nel corso degli anni e ti sei occupata di quasi tutto: composizione delle musiche e scrittura dei testi, realizzazione delle grafiche, montaggio dei video etc. Quale direzione stai seguendo e quale obiettivo finale ti sei posta?

La direzione è sempre quella di creare qualsiasi cosa possibile ed esprimermi in tutti gli ambiti rimanendo sempre fedele a me stessa, ai miei valori e a quello che spero di comunicare.

Posso quindi dire che la direzione è esprimere me stessa ma sperando sempre di toccare il cuore o il pensiero del pubblico e avere un riscontro ed una condivisione, ma spesso i mezzi non sono gli stessi per tutti, c’è chi può guidare una Ferrari e fare molti chilometri in pochi minuti e chi ha una semplice utilitaria e dovrà impiegare più tempo per raggiungere la stessa meta.

Uno dei miei sogni nel cassetto se possiamo definirlo “obiettivo” è Sanremo, la televisione e l’ambito dello spettacolo in generale, nel bene e nel male.

Ma l’obiettivo più grande sarebbe quello di riuscire a realizzare concretamente un album che rispecchi le mie aspettative e portarlo in tour, con un reale team di lavoro e un ambiente sano di persone che davvero hanno voglia di fare musica e divulgarla.

Quali sono le tue priorità artistiche in questo momento?

Indubbiamente farmi conoscere in tutte le mie sfaccettature da un pubblico più ampio possibile, concludere un libro al quale lavoro da anni, e come nella domanda precedente pubblicare il mio primo album effettivo.

Le priorità possono cambiare da un giorno all’altro, dipende sempre da chi hai intorno e da come vuoi vivere la tua vita, indubbiamente la mia priorità assoluta sarebbe quella di vivere esclusivamente della mia arte e delle mie competenze senza scendere a compromessi ( ma purtroppo tutti dobbiamo pagare l’affitto, no? ).

Il tuo recente singolo “Ora Paga” è, come da te specificato, un brano autoreferenziale.

L’autoreferenzialita’ e’ una peculiarità di tutte le tue creazioni? Non pensi che raccontarsi, a volte, possa rendere l’artista più vulnerabile dinanzi al nemico?

Assolutamente si, è una peculiarità di tutto quello che faccio. Difatti deriva dal mio stesso nome “deb ORA PAGA no” e vorrei fosse proprio questo il titolo del mio album, non c’è identità migliore del mio stesso nome per descrivere me o quanto desidero esprimere. Indubbiamente penso che raccontarsi sia un modo di scoprirsi gradualmente, ma se non si ha nulla di brutto da nascondere perché bisognerebbe risultare vulnerabili?

Tutti abbiamo pregi e difetti ma il confine tra amici e nemici è molto sottile nell’ambito artistico e ancor di più in quello strettamente musicale e discografico.

Credo che chi voglia esserti “nemico” trovi qualsiasi sfumatura alla quale potersi attaccare per creare problemi, mentre chi vorrà esserti “amico” cercherà sempre di giustificare quelle stesse sfumature, quindi credo sia sempre una carta vincente non fingere e mostrarsi per quello che si è piuttosto che vivere una bugia che prima o poi ci peserà troppo ricordare.

All’interno del singolo in questione è presente la voce del cantautore e musicista Morgan, all’anagrafe Marco Castoldi. Com’è nata l’idea di impreziosire questo brano con il parlato dell’artista che si muove all’interno della canzone come un pensiero?

Questa canzone nasce almeno nel 2018 o 2019, è talmente datata nella scrittura che non ricordo esattamente quando ha preso la forma definitiva, ma è nata già con la voce di Morgan al suo interno

poiché quelle stesse frasi pronunciate da lui in alcuni audio che mi aveva inviato precedentemente ne avevano ispirato la scrittura.

Il concetto parte infatti dalla frase pronunciata da lui ad inizio canzone ( e poi in ‘reverse’ ) “In girum imus nocte et consumimur igni” che sarebbe un palindromo in lingua latina di origine poco definita che significa “giriamo in tondo nella notte e veniamo consumati dal fuoco”, e proprio questa idea mi attraeva e su questa frase ho basato l’intero senso della canzone.

In particolare sul concetto delle falene come animali notturni che vengono attratti dalla luce ma spesso ne

muoiono per essersi avvicinate, ed ecco perché “ora paga” forse è un po’ il risultato della ricerca

spasmodica del successo o semplicemente la consapevolezza e diretta conseguenza delle proprie scelte,

qui consiglierei di ascoltare il brano per avere una propria idea in merito, probabilmente è un monito.

Stai lavorando a nuovi brani o hai altri progetti imminenti?

Sempre lavoro a qualcosa, molto altro è già pronto in attesa di collocazione, altri brani invecchiano e

perdono senso in attesa di trovare la propria strada.

Sto lavorando a nuove canzoni e restaurando vecchi lavori in sospeso, ma resteranno in cassa integrazione finché non avranno lo spazio che meritano, vorrei fossero ben contestualizzati in un album o comunque che avessero la giusta risonanza, fino a quel momento resteranno tra me e me, ma spero vivamente che sia un’attesa minima e possano essere ascoltati quanto prima.

Forse sto aspettando la giusta proposta discografica proprio per conciliare i miei diritti e quelli dei miei

brani, sarebbe ingiusto metterli in circolo senza la possibilità di raggiungere più pubblico possibile, credo che non ci sia bisogno essere ipocriti in questo caso, nessun cantautore fa canzoni per poi non farle ascoltare.

Sito Ufficiale: www.deborapagano.it

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U.S.A : il soprano Dominika Zamara incanta il pubblico della Carnegie Hall.

dominika zamara

Il quattro aprile scorso, abbiamo assistito al debutto del soprano Dominika Zamara presso la Carnegie Hall di New York, una della Sale da Concerto di maggiore rilevanza a livello mondiale. Molti sono le celebrità che hanno calcato questo palco, a esempio: Maria Calas, Antonín Dvořák e molti altri.

Il concerto rientrava nella quinta edizione del “Progressive Musicians and Sound Espressivo”, ha visto l’alternarsi di vari artisti, con repertori dal barocco al contemporaneo, la quale ha soddisfatto i gusti del pubblico che gremiva la sala. Una staffetta che nella quale si sono alternati vari musicisti, con diverse interpretazioni, frutto del loro vissuto artistico.

 Una promiscuità di generi e stili che ha fatto breccia nel profondo dell’animo dei spettatori, questo è il fine ultimo dell’arte, soprattutto la musica, una forma astratta, godibile anche ad occhi chiusi.

Un linguaggio universale, che accompagna l’uomo dall’alba dei tempi.

Nel suo dna sono impresse le le mode, la storia, il superamento di barriere culturali, serve diffondere messaggi, ideali e ad essere un linguaggio di inclusione. Per citare Enzo Bosso “La musica è come la vita: si può fare in un solo modo, insieme”.

Il nostro focus è stato sul concerto della Zamara alla Carnegie Hall con l’accompagnamento dell’orchestra New York Chamber Players e l’impeccabile direzione del Maestro Giacomo Franci. La Zamara con il la sua voce ha saputo rapire il pubblico. Ha esordito con arie di Mozart, per terminare con la composizione del Maestro Wieslaw Rentowski, in prima mondiale l’aria “Agnus Dei” dalla Messa per Giovanni Paolo II.

Al termine è stata premia da Joe Morinelli host di Radio Italia Philadelphia.

Altri ospiti: i direttori Giacomo Franci, Alan Freiles, Paolo Scibilia, esecutori: Dominika Zamara soprano, Anastasiya Squires flauto,

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Musica

Elegy of Madness: “ Sorprendere gli ascoltatori è un’arte, le cose meno convenzionali lasciano un’impronta indelebile”, intervista di Numa Echos per Rechos Records & Promotion.

Elegia della Follia

Gli Elegy of Madness rappresentano una realtà storica nell’ambito Symphonic Metal italiano.
Com’è nata la decisione di rinnovare la formazione con l’introduzione della nuova cantante
Kyrah Aylin?


Con l’uscita di Anja dalla band, per motivi personali, avevamo la necessità di trovare una sostituta in grado di garantire l’esecuzione dei brani degli album precedenti. Imbattendoci in Kyrah, grazie a Marco il nostro chitarrista solista, abbiamo trovato una validissima cantante, una persona eccezionale e molto professionale che è stata in grado di garantirci anche nuove opportunità vocali come lo scream, il fry e una notevole capacità interpretativa (Larry)

Negli ultimi anni avete abbracciato l’idea di proporre il vostro repertorio in un contesto teatrale accompagnati da un’orchestra sinfonica, riscuotendo un ottimo riscontro. Quali sono gli elementi che legano il contesto classico teatrale alla scena alternativa metal?
Il contesto sinfonico è la caratteristica principale del genere che cerchiamo di proporre, dove gli arrangiamenti orchestrali non sono soltanto ornamenti ma anche protagonisti della scena.

Dunque in un contesto del genere il matrimonio con un’orchestra sinfonica coincide perfettamente con il nostro desiderio di portare questo contesto sinfonico.

Per quanto riguarda il “classicismo” teatrale basti pensare a quanto questo ambiente può essere duttile e propositivo, tradizionale eppure avveniristico, portando sulla scena qualsiasi tipo di proposta musicale, dal jazz al cantautorato al rock e quindi al metal (Marco)

Avete suonato in contesti molto importanti accompagnando band note a livello internazionale
ma anche in contesti più underground ed indipendenti. Quale situazione vi fa sentire più a
vostro agio e vi arricchisce maggiormente dal punto di vista umano?

Ogni palco è un mondo a sé stante, un’opportunità unica per esprimersi e connettersi con il pubblico.
Indipendentemente dal contesto, sia che si è in un grande festival internazionale o in un piccolo locale
underground, la musica è un linguaggio universale che abbatte tutte le barriere.
Quindi, sentirsi a proprio agio su un palco non dipende solo dalle luci o dal numero di spettatori, ma dalla
passione, dalla dedizione e dall’amore per la musica.

Ogni performance è un’opportunità per esprimere se stessi, per condividere emozioni e per creare ricordi indelebili (Tony)

Come affrontate la tendenza all’omologazione in ambito musicale e cosa vi induce a preservare
nonostante il metal sia considerato in Italia un genere di nicchia?

La musica metal è un mondo di passione, energia e ribellione. Ogni concerto è un’opportunità per esprimersi
autenticamente e connettersi con il pubblico è davvero difficile rinunciare a tutto questo solo perche l’italia
considera il metal come musica di nicchia (Tony)

Tra i titoli dei vostri album mi ha colpito particolarmente “Invisibile World”. A cosa allude?
C’è una connessione con l’incapacità della società di vedere cosa possa esistere dietro
all’informazione mediatica che spesso cela realtà artistiche molto interessanti?

Invisible World allude in realtà al nostro mondo interiore, costellato di sfaccettature e “demoni” con i quali
dobbiamo fare i conti; l’album è una sorta di immersione nelle profondità dell’essere (Larry)

Quali sono le differenze sostanziali tra l’ultimo album “XI” pubblicato ad ottobre 2023 con
Scarlet Records e i precedenti?

Direi che ci sono molte differenze tali da segnare una vera e propria linea di demarcazione rispetto al
passato.

Con Kyrah alla voce ci siamo spinti verso sonorità più aggressive e dirette, lo stesso artwork di XI
ha uno stile totalmente differente dai lavori precedenti. Anche noi come band sentivamo di essere arrivati ad
un punto di svolta o di maturità tale da ricercare nuove ispirazioni (Larry)

State attualmente promuovendo live l’ultimo album e nel contempo lavorando alla
realizzazione del nuovo album. Quando è prevista la pubblicazione? Riuscite a gestire
parallelamente l’attività live e quella compositiva e di produzione?

Attualmente stiamo promuovendo intensamente il nostro ultimo disco, e questo ci impegna molto sia live che
a livello promozionale.
Nel contempo però i semi per una nuova produzione vengono piantati, con la calma necessaria affinché il
prodotto finale sia superiore al livello di Eleven (Marco)

Quale sarebbe la cosa meno convenzionale che fareste per sorprendere i vostri ascoltatori?
Sorprendere gli ascoltatori è un’arte, e spesso le cose meno convenzionali sono quelle che lasciano
un’impronta indelebile. Ovviamente ci vuole uno studio attento per creare queste situazioni ma anche l’uso
di strumenti insoliti potrebbero essere utili a creare un effetto sorpresa (Tony)

Grazie per il tempo a noi dedicato

Elegy of Madness
Sito ufficiale: www.elegyofmadness.com

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Video ufficiale – Youtube / Scarlet Records Broken Soul – Elegy of Madness

Etichetta Discografica Scarlet RecordsYoutube: Album “XI” Elegy of Madness

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