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Rosa Sorrentino tra passerella e obbiettivo

rosa sorrentino

Campana, un bellezza dolce, non aggressiva, un ottimo portamento e lineamenti perfetti, conosciamo meglio Rosa Sorrentino

Il tuo primo contatto con la moda?

Premetto che ho sempre trovato interesse per il mondo dello spettacolo, mi affascinava l’idea di poter sfilare sulle più grandi passerelle ; ma iniziò tutto così per caso. 

Ero piccola e amavo scattare foto e postarle sui social, proprio da lì un’agenzia mi notò e contattò, accordammo un colloquio e iniziai ad intraprendere questo percorso. 

Ero piccola avevo solo 14 anni, quindi anche scettica di questa grande novità, ma ho sempre amato tutto ciò.

Il tuo primo servizio fotografico?

Il mio primo servizio fotografico fu all’età di 10 anni per un brand di abbigliamento, ero una piccola bambina ma con dei grandi sogni nel cassetto. 

Sono sempre stata attratta da foto e sfilate, mi piaceva il fatto di indossare dei vestiti particolari da mostrare poi durante uno shooting. 

La tua prima sfilata?

La mia prima sfilata fu a Salerno per Models Runway Italy con il fashion manager Giancarlo Presutto. Ricordo tutto: l’adrenalina prima della partenza, il backstage, l’ansia dietro le quinte, ma soprattutto la voglia di divertirmi, cercando di arrivare al pubblico essendo me stessa. Tanti pensieri mi turbavano, ma tutti pensieri positivi, ero impaziente, non vedevo l’ora di sfilare per la prima volta.

Il mondo del fashion system pregi e difetti

In questo settore ci sono tanti pregi quanti difetti. 

Come ben sappiamo prima la donna era considerata un’oca, tutta immagine senza cervello, per cui utilizzata come “un oggetto” un manichino che camminava senza ne spirito ne anima, difatti erano statuarie senza un’ombra di sorriso, non dovevano di certo far trasparire la loro personalità.

C’è chi purtroppo ha ancora questa concezione e chi invece associa alla parola moda, pensieri positivi. 

La moda influenza soprattutto noi adolescenti ed è un modo per mettere in luce la nostra personalità, fuoriuscendo dai soliti canoni portando novità ed esprimendoci al 100%. 

Com’è cambiata la moda con l’avvento dei social?

Secondo il mio punto di vista i social hanno incrementato questo settore, risulta tutto molto più semplice, infatti ho iniziato il mio percorso proprio tramite questo mezzo.

Soprattutto in questo periodo,esigenza covid-19 è stato molto utile,sto lavorando molto anche a distanza, con collaborazioni e interviste online. I social, se si ha la capacità di usarli correttamente possono portarti in alto nel campo della moda; ad esempio nell’ultimo periodo è in tendenza TikTok, una piattaforma che permette di esibirti ad un pubblico molto ampio, internazionale, con contenuti vari tra cui anche la moda. 

Quanto è importante studiare per diventare una modella?

Si nasce con dei sogni ma per coltivarli ci vuole tempo, lavoro e sacrificio. 

È un’ambizione di tanti, ma per farla diventare professione, bisogna curare il proprio aspetto, arricchire il proprio bagaglio, ricercare e sperimentare, con lo scopo di portare novità e non confondersi.  

Il talento e la bellezza possono bastare? 

Talento e bellezza sono sicuramente importanti, ma non essenziali; in quanto oltre a queste due qualità bisogna associare forza e tenacia, occorre lavorare sodo per raggiungere un obiettivo. Nel mondo dello spettacolo ci vuole dedizione, devi essere capace di far combaciare tutte le attività quotidiane, come lo studio, attività fisica,…

Ci vuole carattere, è necessario tirar fuori la propria personalità e distinguersi dalla massa, di ragazze belle ne è pieno il mondo; bisogna  mettere da parte timidezza e insicurezza , altrimenti non si arriverebbe a nulla. 

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso.

Il Red Carpet di Sanremo… che dire, non ci sono parole.

Sognavo sin da bambina di poterci sfilare e dopo aver vinto il concorso nazionale di Miss Principessa d’Europa, mi fu data questa grandissima opportunità che ho vissuto in pieno.  Ma c’è un episodio che ricordo particolarmente si Sanremo, cioè quando ho conosciuto Gianni Ippoliti, il quale ha voluto creare con me e una signora anziana una scena carina, in cui la signora doveva cedermi la corona, quante risate… troppo divertente, andò poi in onda anche in Tv e ne fui molto grata, splendida persona; inizialmente non credevo fosse cosi simpatico, ma mi sono ricreduta.

Se potessi parlare con un grande del passato, chi e di che cosa?

Sicuramente Gianni Versace, sono ammaliata dalla sua vita, una persona molto umile che iniziò questa carriera per caso e che con grande successo e originalità si è distinto. 

Per lui lo stile è sinonimo di eleganza, la penso anch’io in questo modo, mi piace far emergere la semplicità e la classe, credo siano due aspetti altrettanto importanti per poter emergere. 

Cos’è per te la moda ?

Per me la moda è lo specchio dell’anima.

Essa mi ha aperto molte porte che riflettono esattamente i miei desideri e le mie aspirazioni, cerco di apprendere qualcosa di nuovo da ogni esperienza e da ogni offerta lavorativa, a fine di potenziare le mie capacità.

Amo mostrare a chi mi segue e chi ho intorno la mia persona, difatti è uno degli ambiti in cui riesco ad esprimermi meglio. 

Grazie Rosa per il tempo che ci hai dedicato la redazione di WL-MAGAZINE continuerà a seguirti con piacere .

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AttualitàModa

Il Brand Annalisa Queen pro Associazione Salvamamme

Annalisa Queen

Il brand di moda ecosostenibile Annalisa Queen si schiera in favore delle donne con una nuova iniziativa sociale a favore dell’Associazione Salvamamme.

In un contesto storico così problematico e delicato la stilista e designer Annalisa Caselli ha deciso di organizzare una vera e propria raccolta di abiti (per donna, uomo e bambino) da devolvere all’Associazione romana Salvamamme e Salvabebè.

Riciclo e riutilizzo sono le parole chiave del brand romano Annalisa Queen e mai come in questo momento sono di assoluta attualità.

Allora perché non aiutare i più bisognosi, soprattutto le associazioni di donne che aiutano altre donne e non solo?

Da qui nasce l’idea: fino a tutto gennaio 2022, consegnando nella Boutique Annalisa Queen di Via Panisperna 238/A, abiti nuovi o usati puliti e in buono stato, si riceverà un coupon sconto del valore del 10% su qualsiasi acquisto, valevole per un intero anno.

L’Associazione “I Diritti Civili nel 2000, Salvamamme Salvabebè”, opera da oltre quindici anni intervenendo nei momenti cruciali dell’abbandono e della solitudine delle mamme e delle famiglie in condizioni di grave disagio socio-economico. Salvamamme è un progetto unico: “crediamo nella solidarietà come valore fondante della persona e anima dell’intervento immediato e concreto su quello che serve e quando serve: il giorno. la notte, le domeniche…un telefono sempre acceso…”

In un contesto sociale complicato come quello che stiamo vivendo diventa fondamentale fare rete ed in questo le donne sono, da sempre, sinonimo di grande organizzazione.

Annalisa Queen quindi consolida la sua vision che, oltre ad essere green ed ecosostenibile, ha una particolare attenzione al sociale, i capi delle collezioni presenti in Boutique, infatti, vengono realizzati da un laboratorio onlus italiano che si occupa di ridare lavoro e dignità a donne che provengono da storie difficili.

Un brand giovane, una start-up romana che ha aperto le sue porte nel centro storico di Roma in piena pandemia mondiale, lo scorso 27 ottobre, ma che ha già dimostrato un carattere forte e determinato, con una vision assolutamente moderna e al passo con i tempi, attenta alle problematiche del nostro Pianeta sia a livello ambientale che sociale.

Segnalato da

Stefania Vaghi Comunicazione

Ufficio Stampa, Comunicazione & Social Media

vaghistefy@gmail.com
+39 3391748700

www.stefaniavaghicomunicazione.com

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Attualità

Eco Mood : Il Villaggio Gallegiante ,Turismo ecologico.

eco mood

Il Team EcoMood si compone di figure professionalmente impegnate in molteplici attività provenienti da esperienze maturate nel settore dell’intrattenimento, pubblicità e divulgazione di messaggi e idee,  progettazione e realizzazione di opere sempre innovative, tutti proiettati verso un nuovo modo di creare  non è un caso che il progetto sia nato da una collaborazione  tra Luigi Nani e  Giancarlo Dall’omo Founder di Mood Officina di Idee e la General Contract Group per la personalizzazione degli interni di ogni “flat bottom boat”

Obbiettivi

Al primo posto della Mission per EcoMooD c’è la rivalutazione dei siti di navigazione interna unendo dando la possibilità all’uomo di interagire visivamente ed emotivamente con tutto quello che laghi, fiumi e lagune, in una loro continua metamorfosi, possono insegnare e trasmettere, il tutto nel pieno rispetto per la natura.

Sviluppare residenza e turismo eco sostenibile  x lo sviluppo della navigazione interna in tutto il territorio nazionale è il primo obiettivo.

Questo progetto vuole essere il mezzo che permette di avere una piccola suite itinerante che si muove nel pieno rispetto dell’ambiente, in pieno spirito EcoMooD.

L’idea nasce dopo una coinvolgente esperienza di navigazione che come limite aveva l’obbligo di un conducente e una mobilità termica, rumorosa e troppo impattante.

Incentivare residenza e turismo in un nuovo spirito ecologico e rispettoso delle risorse dell’ambiente.

I progettisti hanno trovato la giusta risposta creando  la possibilità di mettere a disposizione di, privati, turisti, curiosi, bambini, scuole, associazioni, ecc. imbarcazioni elettriche che possano ospitare e rendere i passeggeri itineranti. a emissioni inquinanti “zero” e lo stesso vale per l’impatto acustico.

Riassumendo  sinteticamente gli elementi fondamentali del progetto EcoMooD è possibile evidenziare:

  1. Interventi sul territorio. Realizzazione del concetto di B & B diffuso su strutture itineranti, predisposizione delle vie d’acqua, necessarie per garantire il collegamento tra i territori e costituire le arterie della mobilità lenta.
  2. Avvio di nuove iniziative legate alle postazioni per il noleggio di barche elettriche per la navigazione ecosostenibile, conseguente sviluppo di nuove attività economiche e ricettive motivate anche da nuovi flussi turistici.
  3. Realizzazione di aree di residenza stanziale o villaggi d’acqua
  4. Proporsi come collante della comunicazione e del marketing del territorio

Con la recente inglobazione del progetto nel marchio MOOD, incubatore di progetti innovativi coordinati a livello di comunicazione e marketing  il format progettuale si è arricchito  di un nuovo elemento:

la sinergia con il mondo delle Imprese.  

E’ in fase di sviluppo la selezione di figure professionali specializzate che, da un lato crede nei valori della ricerca e della sostenibilità intrinseci del progetto, e dall’altro mette insieme valenze diverse per arricchire il team di competenze specialistiche certificate finalizzate a offrire a  imprenditori e investitori Italiani e, esteri un format trasferibile e replicabile in ogni parte del Mondo.

info@moodofficinaidee.it

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Attualitàsalute

Covid: nasce Mitiga, la rivoluzione in un’App tutta italiana

App Mitiga

Mitiga ,start up rivoluzionaria –tutta italiana ,la prima APP che consentirà di partecipare agli eventi pubblici in sicurezza e che sarà attiva dalla prossima settimana. ( 18 / 23 Gennaio 2021)

L’obiettivo è quello di portare questa innovazione in tutta Italia, per rendere i luoghi di aggregazione più controllati e sicuri ( Università, scuole, stadi , musei , cinema , teatri , palestre , ristoranti, centri commerciali ecc).

Grazie all’APP  Mitiga sarà possibile identificare lo stato di negatività dell’utente in relazione al virus Covid 19 mettendone in evidenza l’eventuale vaccinazione o i risultati di un test rapido o molecolare, tramite scansione di QR Code.

Come funziona?

Farmacie o laboratori di analisi convenzionati e gli stessi cittadini avranno la possibilità ,una volta effettuata la vaccinazione o il test molecolare o antigenico rapido di registrare il risultato negativo sulla piattaforma di Mitiga. Il sistema automaticamente genererà un QR CODE identificativo.

Semplice no ?

Con questo sistema si potrà accedere nei luoghi più a rischio di contagio con maggiore tranquillità e controllo e senza il vincolo di portare con se tessere o certificati. Se siete curiosi date un’occhiata al sito

www.mitigaitalia.com

Articolo segnalato da www.beatricegiglicommunication.com —

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AttualitàLibri

MR KILL Dis_social. E-book

MR KILL Dis_social. E-book

di Steve Magnani

Un prezioso opuscolo illustrato indispensabile per chi cerca di sopravvivere nella società dei consumi. Dai piani ad alta frequenza vibratoria di

La  sottilissima, impalpabile ironia, ironia dell’autore Steve Magnani tramite  il suo unigenito figlio al nero di china , MR KILL manifesta la necessità di una rinnovata collocazione dell’uomo nel mondo.

Mr Kill, nerovestito, muto contraddittore del lento, inesorabile processo di ipnosi collettiva cui l’umanità è attualmente sottoposta, deambula disarmato e stordito tra le stramberie e il disagio dell’attuale comunità umana.

 “Mr Kill – Dis_social”, è una raccolta di tavole tratte dalla tumultuosa vita nel social, corredate da depistanti aforismi e surrealistici “adagio”, da cui trarre fonte d’ispirazione per le situazioni d’emergenza derivanti dalle innumerevoli trappole, fisiche e psicologiche, annidate nelle allettanti comodità della vita moderna.

Quattro stanze, quattro concetti, ben distinti e diversificati tra di loro ma pericolosamente intrecciati quasi a formare un’unità famelica, mostruoso inconsistente essere affamato di anime e di memorie.

Più che un libro da “leggere” è una specie di oracolo da consultare saltuariamente per togliere un momentaneo fastidio, un attimo di ansia, un dubbio passeggero.

Stravagante contenitore di spunti di riflessione per l’adolescente sfiduciato e l’adulto sulla via dell’illuminazione, l’opera si propone di essere leggibile, o meglio, decifrabile a differenti livelli.

Acquistabile clikkando qui

https://www.libreriauniversitaria.it/ebook/9788869824241/autore-steve-magnani/mr-kill-dis-social-e-book.htm

  • Editore: Cavinato Editore
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2016
  • Dimensione: 24.15 MB
  • Formato: EPUB
  • Protezione: Watermark
  • Dettagli Protezione: Nessuno
  • EAN: 9788869824241
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AttualitàMusica

Home concerts : spazi per la musica attualmente scorretti

isabella longo

 Con la chiusura dei  teatri e delle sale da concerto la seconda ondata della pandemia  ha messo in ginocchio  anche la  musica dal vivo. A poco è valso lo sforzo  delle istituzioni musicali che  nell’estate 2020 hanno cercato di proseguire nella realizzazione della stagione concertistica. A nulla è servito osservare ferree regole per il distanziamento, riducendo l’organico e adattando il repertorio al numero di musicisti consentito dalle regole per  la sicurezza sanitaria.   

Non solo i musicisti , ma anche il loro pubblico affezionato spera in tempi migliori. Ci sono però  diversi spazi  dove   si  potrà riprendere a suonare e ad ascoltare musica, non solo negli auditorium o i  teatri lirici. Già da diverso tempo prima dell’emergenza sanitaria è entrato in voga  l’utilizzo di  luoghi non convenzionali:  case private, dimore storiche, magazzini e musei.   I luoghi  alterativi per la musica, ossia spazi  spesso ristretti   e per la maggior parte privati, sono purtroppo ancor  meno  indicati per garantire un distanziamento sociale. Ma  proprio  per questo  vogliamo sperare e vagare con la fantasia, perché rimane in sospeso un sogno che molti musicisti e amanti della musica  potranno cullare in questo periodo di  necessaria  e diffusa rinuncia ai contatti umani: la ripresa della musica e della socialità  in spazi conviviali.  Soprattutto nelle case, attualmente uno dei primi luoghi di contagio.

 Gli home concerts   permettono un contatto molto più diretto e informale tra musicista e pubblico, a tutto vantaggio   dell’esperienza musicale.  Il musicista sul palco di un auditorium, di un teatro lirico o di un grande teatro all’aperto  non ha modo di conoscere direttamente il proprio pubblico, se non attraverso l’intensità degli applausi o la richiesta di bis.  Un’altra esperienza è quella dell’artista  che si esibisce in un luogo privato o comunque in spazi più ridotti  o più informali e gode anche di momenti conviviali  in cui avviene uno scambio di opinioni, magari   sorseggiando un calice  di vino.

La scelta di piccoli ambienti privati per l’esecuzione di concerti  non è un’esperienza nuova.  Nuove sono le modalità di promozione, mutate grazie all’era digitale. I cosiddetti home concerts, concerti in case private, ricalcano in realtà una tradizione dell’Ottocento, diffusa soprattutto in Germania nelle sue due forme: la Hausmusik, con cui s’intendeva la musica amatoriale praticata in famiglia  o tra amici, e la Salonmusik,  concerti privati eseguiti a scopo di autoaffermazione sociale nelle case della buona borghesia dell’Ottocento  in Europa,  con un repertorio  meno intimista e  più brillante, principalmente eseguito al pianoforte o da cantanti. Numerosi sono gli esempi anche nel resto d’Europa.  

Il    recente risveglio di questa tradizione  avviene in molti luoghi d’Italia, anche grazie alla dimore storiche.  Ne è l’esempio  Padova,  città da sempre attenta al mondo della musica.

Vittoria Nalin, proprietaria di un palazzo nel centro  storico di Padova, ha ideato l’evento “Metti una sera a cena… ”, una serie di performance pianistiche eseguite dal Maestro Giacomo Dalla Libera e di concerti di canto e pianoforte abbinati a cene con menu a tema.  

Il  sassofonista Enrico Marchioro è invece l’ideatore del progetto Fuori luogo, dedicato all’arte in spazi non convenzionali e finanziato dalla Fondazione Cariparo

Prevede la creazione di un portale – www.hostart.it  – che promuove   eventi in case e  in luoghi non solitamente adibiti a concerti, senza l’assenza di intermediari tra il musicista e il padrone di casa. Anche in questo caso la home music è la principale fonte d’ispirazione , nella speranza di ridare vita a una scena underground molto penalizzata nel nostro paese.   

 Sempre  a Padova è  nato nel novembre 2018  Barcoteatro, uno spazio multifunzionale  all’interno  della  barchessa di Villa Tron, ideato dalla  coppia di architetti Antonio Susani e Federica Pocaterra. Qui l’associazione musicale MoMùs-MoreMusic, presieduta dal chitarrista Giacomo Susani, si è unita con l’associazione culturale On Off Spazio Aperto, promotrice di attività teatrali. Il momento più aggregativo degli eventi organizzati in Barco Teatro è l’aperitivo del dopo-concerto,  momento d’incontro del tutto informale con il musicista per uno scambio di opinioni in totale relax.

Uno dei più celebri esempi di concerti non convenzionali, che oggi potremmo definire per la complessità  dell’osservanza del distanziamento sociale eventi  “diversamente corretti”   è l’evento Piano City Milano, un format ideato dal pianista e performer berlinese Andreas Kern, realizzato per la prima volta a Berlino nel 2011. Si tratta di un insieme di concerti e performance pianistiche che coinvolgono ogni anno in Europa centinaia di abitazioni e spazi privati e pubblici e altrettanti pianisti, amatori, studenti e professionisti.  

Certamente non tutte queste forme alternative di concerti, se dovremo ancora essere cauti,  potranno garantire un corretto distanziamento. Saranno probabilmente le ultime a riprendere dopo la pandemia  e dovranno essere opportunamente organizzate  per un pubblico in alcuni casi molto ristretto. Tuttavia,  insieme alle citate  esperienze padovane, anche  la kermesse milanese Piano  City   ci fa riflettere  sul valore di  un approccio più intimo o non convenzionale alla musica, una chiave vincente per il mondo musicale,  unito al bisogno di socialità.

Articolo scritto da Isabella Longo per @radio wellness, ricondiviso dalla redazione di www.wl-magazine.it Conduttrice Trasmissione radiofonica “Musica senza confini” su Radio wellness

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ArteAttualità

Dove sono “Le Vele” di Turcato donate alla Città di Viareggio?

le vele di turcato

Barbara Paci, capogruppo del gruppo misto a Viareggio, ha ritrovato le “ vele” di Turcato all’interno di un ala di villa Borbone, lasciate a se stesse, piene di polvere ed in uno stato di abbandono preoccupante.

Le ha trovate in pessime condizioni non riposte come un’opera d’arte di quel valore, sia artistico che economico richiederebbe.

Le “ vele”, o meglio, le Oceaniche di Giulio Turcato devono essere assolutamente restaurate al più presto e ricollocate in piazza Puccini, nel luogo dove l’artista le voleva donandole alla Città di Viareggio.

Barbara Paci,da storica dell’arte e tecnico in questo settore specifico non riesce ad immaginare il perché dover lasciare un’opera così importante che è stata donata alla città di Viareggio in questo stato di totale abbandono e noncuranza.

Ormai è passato diverso tempo da quando è stata inaugurata la nuova piazza Puccini, dove questa particolare scultura mobile era stata posizionata, dopo varie ipotesi sulla collocazione.

Una scultura monumentale che l’artista Giulio Turcato ha voluto donare nel 1990 alla città di Viareggio, luogo dove ha deciso di vivere gli ultimi anni della sua vita e dove ha voluto essere sepolto.

Delle forme che richiamano le tavole da surf, i colori dell’estate e, grazie ai suoi piedistalli mobili, potevano ruotare a seconda del vento.

La migliore collocazione secondo Turcato doveva essere di fronte al mare o in piazza Puccini, dove furono collocate.

La spesa per installare questa grande opera non fu poca, circa 50 milioni di lire dati dalla banca Toscana per poter vedere le Oceaniche oscillare così come avrebbe voluto il maestro, ma si sa il tempo ed il salmastro corrodono tutto e questa scultura non è rimasta immune al passare inesorabile del tempo.

Quando la prima amministrazione Del Ghingaro decise di ristrutturare piazza Puccini fece rimuovere tutte le Oceaniche e il giorno dell’inaugurazione non vennero ripristinate, nonostante i lunghi tempi per ottenere i permessi e fare i lavori, circa un anno, che ha comportato la chiusura della piazza.

Alle varie polemiche, siamo a fine dicembre 2019, il sindaco Giorgio Del Ghingaro risposte con questa frase “ La verità è sempre banale, a volte perfino scontata e ovvia:

Le famose “ Vele” di Turcato sono state tolte dalla nuova Piazza Puccini perchè i piedistalli avevano bisogno di manutenzione, erano corrosi e il vento poteva rendere pericolosa l’opera d’arte.

Saranno sistemati, con tutti i crismi del caso e il tutto riprenderà nuova vita in un luogo più visibile, in maniera da farne risaltare ancora di più la colorata bellezza.”

La stessa motivazione che ha riconfermato nel luglio 2020, ma sono passati in totale due anni e non è stato ancora fatto niente.

Di questa risposta ne fummo tutti contenti, ma allora perché Barbara Paci ha  ritrovato queste sculture in un magazzino e non al centro di restauro a Firenze?

Quanto tempo ci vuole per ristrutturare dei piedistalli? O meglio cambiarli?

Non mi sembra che si stia dimostrando una grande lungimiranza sulla cultura e sui simboli che stanno a cuore alla città da parte di questa amministrazione dalla quale non vorremmo un altro spot elettorale come risposta, ma una risposta reale sulle tempistiche effettive e sul prossimo collocamento di questa opera, che Barba Paci ricorda,

è stata donata da uno dei più apprezzati artisti del ‘900 alla città di Viareggio.”

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ArticoliAttualità

Eccomi, sono addirittura ancora IO.

Francesca Marzia Esposito

Ho insegnato danza a un sacco di gente di ogni età. Alle figlie dei cantanti famosi, alle settantenni che pensavano di non muoversi mai più, alla bambina riccia della pubblicità, a giunchi diafani che poi sono passati in Scala. Ai ragazzoni che quell’anno, invece di continuare basket, hanno deciso di fare jazz, all’avvocatessa che da piccola sognava di fare la ballerina, al dott che poi ha dovuto smettere perché con la direzione del reparto gli orari non si incastravano più.

Al giudice che dopo una giornataccia in tribunale veniva a buttare fuori un po’ di roba. Alle diciottenni vincitrici di una borsa di studio: arrivavano dal Perù e non riuscivamo a capirci a parole ma coi passi sì. Alle ex modelle, ancora belle, altere, a P. che “sai lei è un po’ speciale ma ama ballare”, alle tre donne persiane indistinguibili tra loro: stessi volti, capelli inchiostrati neroblu, corpi all’antica. Ho dovuto imparare nomi strani che a fine lezione, causa stanchezza, non sapevo più dire: Tu!,

Tu bionda!, Tu riccia… Scusa ma il venerdì sera non riesco a connettere. In classi dove erano talmente tanti che usavo la cuffia microfonata, o in sale dove c’eravamo solo io, l’allieva, e lo specchio. Mai avrei pensato di insegnare online e invece la maledetta pandemia ha fatto diventare reale anche questo. Mi è passata davanti agli occhi l’intero spettro dell’umanità, una moltitudine di corpi ognuno simile all’altro negli acciacchi, nei limiti, nel potenziale. Sono sempre migliorati tutti. Sempre, ogni volta, abbiamo solo dovuto affrontare la possibilità del margine di miglioramento. L’idea di averne uno: No, io non riesco, Non sono capace,

Sono sempre stata così! Il concetto di individuo monolitico. Una delle cose che dico spesso è: Da qui in poi ci penso io, gestisco io il tuo corpo, tu devi solo affidarti a me e non pensare. Non pensare è fondamentale. Eseguire e basta, senza ricordare a te stessa continuamente chi sei. Sostituire la memoria emotiva con quella muscolare. Fare un viaggio sul corpo, arrivare alle estremità, toccarle, piantare bandierine su muscoli inesplorati, arti abbandonati, sconosciuti, mantenere una costante esecutiva fino a riconfigurare la mappa geografica di involucro più denso, attivo, oliato, per poter dire alla fine:

Eccomi, sono addirittura ancora IO.

Francesca Marzia Esposito

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AttualitàLibri

E’ la Nebbia che va, storie Milanesi, di Giancarlo Elfo.

E' la Nebbia che va

Busta a sorpresa

Un tempo, quando ce n’era una ad ogni angolo di strada, le edicole erano l’unico luogo dove si vendevano i fumetti. Lì, vicino alle pubblicazioni più recenti, c’era sempre un mucchio di buste colorate con su scritto “ busta a sorpresa”, in cui si potevano pescare alla rinfusa vecchi numeri di Mandrake, albi giganti di Gordon Flash, giornaletti di Tiramolla. A volte erano una delusione, altre volte si rivelavano piccole miniere da cui estrarre strisce comiche, avventure di fantascienza, racconti del West. Ogni busta era uno zibaldone di storie di ogni tipo e provenienza, che arrivavano dalle edizioni e dalle epoche più varie.

Qualcosa di simile è questo volume, che nasce in maniera imprevista dalla volontà di dare una nuova casa al mio romanzo a fumetti di maggiore successo, “Tutta colpa del ’68”. Che, dopo essere stato pubblicato per la prima volta da Garzanti nel 2008 e poi come allegato di Repubblica nel 2018, era ormai introvabile.

I miei rapporti con l’editoria a fumetti sono abbastanza bizzarri (dei miei quattro libri due sono apparsi con una casa editrice classica come Garzanti); così ho pensato di rivolgermi a Milieu, un editore di cui apprezzo il sapersi muovere tra locale e globale, cronaca e antropologia.

E Milieu, che con i fumetti finora non aveva a che fare, ha rilanciato proponendomi di raccogliere in volume le mie storie ambientate a Milano, dagli esordi a oggi. Non è poca roba, e me ne sono accorto andando a rovistare tra disegni originali e pubblicazioni.

Ho trovato tavole del 1977 per Alteralter, strisce per il giornale di inserzioni Secondamano, fumetti apparsi sulla rivista letteraria Linea d’Ombra negli anni ’80. E poi lavori per il settimanale Diario tra la fine del passato millennio e l’inizio del nuovo, testi e disegni del libro “Quelli che Milano” realizzato con Matteo Guarnaccia nel 2010. Nonché, ovviamente, le pagine di “Tutta colpa del ’68”, che si svolge in gran parte a Milano.

Dai cassetti è uscito insomma un serpente di storie che si snoda lungo parecchi decenni attraversando luoghi e luoghi comuni, persone e personaggi, leggende e leggende urbane. Parte dalle cronache di fantascienza del detective Paolo Valera con ufficio sul Naviglio, procede tra i frequentatori di un bar dove l’eco dei movimenti degli anni ’70 è ancora nell’aria. Si allunga nei cortei e nelle derive del sessantotto, incontra tipi con le ali che prendono il metrò, nuota nel riflusso dalla politica, galleggia nella Milano da bere, guada i tempi di Mani Pulite, avvista la città di oggi.

La nebbia se n’è andata, il clima è cambiato, la gente è cambiata, la città è cambiata. Ma nessun rimpianto per la Milano d’antan: per i cessi sul ballatoio, il vino perfido delle osterie, il Naviglio puzzolente, le case riscaldate a kerosene, le fabbriche che impestavano l’aria. “E’ la nebbia che va” è un serpente che non canta la canzone della nostalgia. Queste pagine disegnano semplicemente alcune delle mutazioni che ho visto nelle facce, nel panorama, nella pelle di Milano. Che, guarda caso, ha nel suo stemma un serpente.

Giancarlo Ascari

E’ la nebbia che va

presentazione

Giancarlo Ascari, noto da sempre come Elfo, è uno dei grandi fumettisti milanesi. Una carriera lunga quarant’anni, la sua, che viene celebrata per la prima volta con un volume che raccoglie tutte le sue storie alternate da lunghi racconti che ripercorrono quell’epoca che va dal Sessantotto no alla Milano da bere e alla Milano europea di Citylife. Elfo ha ambientato moltissime storie nella sua Milano (città in cui vive da quando aveva cinque anni), riuscendo a raccontarne i molteplici aspetti, le contraddizioni, le mille facce e i mutamenti. Dai racconti noir, al suo personale ricordo della contestazione, ai costumi e alle abitudini dei milanesi, Elfo ha dedicato le sue pagine a una metropoli spesso inafferrabile, con un’anima che si svela soltanto “a chi la sa guardare”.

Il volume, costruito in ordine cronologico, raccoglie anche diversi racconti inediti che illustrano il dietro le quinte di quegli anni, quando il mondo del fumetto e delle riviste era abitato da gure mitiche come Pazienza e Spiegelman e da direttori di spicco del mondo culturale come Del Buono e Deaglio. Tra i pezzi forti del volume, il fumetto autobiografico Tutta colpa del ‘68 e le strisce sul detective Paolo Valera, ormai introvabili, che raccontano gli anni settanta in chiave grottesca e noir.

Giancarlo Elfo Ascari illustratore e autore di fumetti con lo pseudonimo di Elfo, ha collaborato con AlterAlter, Linus, Corriere dei Piccoli, Diario, il manifesto, Smemoranda, Repubblica, Corriere della Sera. Ha pubblicato graphic novel con Coconino, Garzanti, Rizzoli.

Con Matteo Guarnaccia ha scritto e disegnato l’almanacco “Quelli che Milano”, divenuto ormai un classico. Con Pia Valentinis ha scritto e disegnato libri editi in Italia, Francia, Inghilterra e Russia.

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ArticoliAttualità

Viaggiare nello spazio? Oggi è possibile con la live experience Oltre di Chiara Canali

chiara canali

In questo periodo di vacanza natalizia e di forzata chiusura dei Musei e degli spazi espositivi, il coinvolgimento diretto dello spettatore viene comunque assicurato da alcune esperienze in live streaming a cui si può accedere comodamente da casa propria e attraverso  i propri device.
Tra le visite online, ho particolarmente apprezzato il museo virtuale di Oltre Live Experience/Dalla Luna a casa tua, nato da un’idea di Way Experience in partnership scientifica con LOfficina del Planetario e con la progettazione tecnologica di BADBYTE.

Oltre Live Experience/Dalla Luna a casa tua è un’esperienza in diretta live fruibile da una piattaforma di broadcasting web in un giorno e orario prestabilito, collegandosi con il proprio computer tramite un link.

Entrati nel museo virtuale, lo spettatore può partecipare in prima persona a un viaggio immersivo nello spazio, esplorando, sala dopo sala, storie, immagini, video e animazioni 3D assieme a una guida esperta de LOfficina del Planetario.

La prima sala è dedicata al sogno del volo ed è possibile rivivere le imprese che ne hanno segnato le tappe più importanti nella storia: dagli studi di Leonardo da Vinci, ai fratelli Mongolfier – inventori nel 1783 del pallone aerostatico – dai fratelli Wright e alle imprese di Amelia Earhart, aviatrice americana nata nel 1897, prima donna a volare da sola sopra l’Oceano Atlantico.

Dal sogno del volo al mito della Luna, da sempre fonte di ispirazione per filosofi, poeti, scrittori, come per es. del filosofo greco Luciano di Samosata, ma anche di Dante, Petrarca, Leopardi che fa parlare un pastore delle stelle asiatiche.

Per arrivare alle storie di fantascienza di Jules Verne che scrive ben due romanzi: Dalla Terra alla Luna, scritto nel 1865, e il seguito Intorno alla Luna del 1870, che anticipa le prime fasi dello storico allunaggio avvenuto realmente cent’anni dopo.

Proseguendo nella seconda sala, la guida introduce i visitatori alla sfida per giungere allo spazio che ha visto come protagonisti due grandi nazioni: Unione Sovietica e Stati Uniti.

In questa sezione sono ripercorse le fasi di lancio del primo satellite, lo Sputnik, ma anche le spedizioni spaziali che ebbero come protagonisti gli animali, come la cagnolina Laika, e infine le imprese dei cosmonauti Jurij Gagarin, Valentina Tereškova e Aleksej Archipovič Leonov.

Attraverso filmati dell’Istituto Luce che ripercorrono lo scenario storico della Guerra fredda e della “corsa allo spazio” dell’Unione Sovietica e degli Stati Uniti, la guida arriva così alla fondazione della Nasa fino alla storia della conquista della Luna avvenuta nel 1969.

Il percorso espositivo è reso ancor più stimolante e immersivo grazie alla presenza di quiz interattivi e alle sperimentazioni con Realtà Aumentata fruibili tramite l’App Planetarium. In alcune sale del museo è infatti possibile inquadrare con lo smartphone delle cartoline che rappresentano una tuta spaziale o una navicella spaziale, che dal museo si catapulteranno direttamente nell’ambiente di chi sta compiendo l’esperienza.

Insomma un’esperienza divertente e, al tempo stesso istruttiva, adatta ad un pubblico di grandi e piccini.

Chiara Canali

Oltre Live Experience/Dalla Luna a casa tua

Visibile da casa attraverso pc, smartphone, tablet e smart tv

Esperienza disponibile dal 18 dicembre 2020

Biglietti

20 euro

3 gift card a 50 euro

Disponibili sul sito: www.oltrexperience.it

PRESS

Studio Battage, Milano

battage@battage.net

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