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E' la Nebbia che va
E' la Nebbia che va

Busta a sorpresa

Un tempo, quando ce n’era una ad ogni angolo di strada, le edicole erano l’unico luogo dove si vendevano i fumetti. Lì, vicino alle pubblicazioni più recenti, c’era sempre un mucchio di buste colorate con su scritto “ busta a sorpresa”, in cui si potevano pescare alla rinfusa vecchi numeri di Mandrake, albi giganti di Gordon Flash, giornaletti di Tiramolla. A volte erano una delusione, altre volte si rivelavano piccole miniere da cui estrarre strisce comiche, avventure di fantascienza, racconti del West. Ogni busta era uno zibaldone di storie di ogni tipo e provenienza, che arrivavano dalle edizioni e dalle epoche più varie.

Qualcosa di simile è questo volume, che nasce in maniera imprevista dalla volontà di dare una nuova casa al mio romanzo a fumetti di maggiore successo, “Tutta colpa del ’68”. Che, dopo essere stato pubblicato per la prima volta da Garzanti nel 2008 e poi come allegato di Repubblica nel 2018, era ormai introvabile.

I miei rapporti con l’editoria a fumetti sono abbastanza bizzarri (dei miei quattro libri due sono apparsi con una casa editrice classica come Garzanti); così ho pensato di rivolgermi a Milieu, un editore di cui apprezzo il sapersi muovere tra locale e globale, cronaca e antropologia.

E Milieu, che con i fumetti finora non aveva a che fare, ha rilanciato proponendomi di raccogliere in volume le mie storie ambientate a Milano, dagli esordi a oggi. Non è poca roba, e me ne sono accorto andando a rovistare tra disegni originali e pubblicazioni.

Ho trovato tavole del 1977 per Alteralter, strisce per il giornale di inserzioni Secondamano, fumetti apparsi sulla rivista letteraria Linea d’Ombra negli anni ’80. E poi lavori per il settimanale Diario tra la fine del passato millennio e l’inizio del nuovo, testi e disegni del libro “Quelli che Milano” realizzato con Matteo Guarnaccia nel 2010. Nonché, ovviamente, le pagine di “Tutta colpa del ’68”, che si svolge in gran parte a Milano.

Dai cassetti è uscito insomma un serpente di storie che si snoda lungo parecchi decenni attraversando luoghi e luoghi comuni, persone e personaggi, leggende e leggende urbane. Parte dalle cronache di fantascienza del detective Paolo Valera con ufficio sul Naviglio, procede tra i frequentatori di un bar dove l’eco dei movimenti degli anni ’70 è ancora nell’aria. Si allunga nei cortei e nelle derive del sessantotto, incontra tipi con le ali che prendono il metrò, nuota nel riflusso dalla politica, galleggia nella Milano da bere, guada i tempi di Mani Pulite, avvista la città di oggi.

La nebbia se n’è andata, il clima è cambiato, la gente è cambiata, la città è cambiata. Ma nessun rimpianto per la Milano d’antan: per i cessi sul ballatoio, il vino perfido delle osterie, il Naviglio puzzolente, le case riscaldate a kerosene, le fabbriche che impestavano l’aria. “E’ la nebbia che va” è un serpente che non canta la canzone della nostalgia. Queste pagine disegnano semplicemente alcune delle mutazioni che ho visto nelle facce, nel panorama, nella pelle di Milano. Che, guarda caso, ha nel suo stemma un serpente.

Giancarlo Ascari

E’ la nebbia che va

presentazione

Giancarlo Ascari, noto da sempre come Elfo, è uno dei grandi fumettisti milanesi. Una carriera lunga quarant’anni, la sua, che viene celebrata per la prima volta con un volume che raccoglie tutte le sue storie alternate da lunghi racconti che ripercorrono quell’epoca che va dal Sessantotto no alla Milano da bere e alla Milano europea di Citylife. Elfo ha ambientato moltissime storie nella sua Milano (città in cui vive da quando aveva cinque anni), riuscendo a raccontarne i molteplici aspetti, le contraddizioni, le mille facce e i mutamenti. Dai racconti noir, al suo personale ricordo della contestazione, ai costumi e alle abitudini dei milanesi, Elfo ha dedicato le sue pagine a una metropoli spesso inafferrabile, con un’anima che si svela soltanto “a chi la sa guardare”.

Il volume, costruito in ordine cronologico, raccoglie anche diversi racconti inediti che illustrano il dietro le quinte di quegli anni, quando il mondo del fumetto e delle riviste era abitato da gure mitiche come Pazienza e Spiegelman e da direttori di spicco del mondo culturale come Del Buono e Deaglio. Tra i pezzi forti del volume, il fumetto autobiografico Tutta colpa del ‘68 e le strisce sul detective Paolo Valera, ormai introvabili, che raccontano gli anni settanta in chiave grottesca e noir.

Giancarlo Elfo Ascari illustratore e autore di fumetti con lo pseudonimo di Elfo, ha collaborato con AlterAlter, Linus, Corriere dei Piccoli, Diario, il manifesto, Smemoranda, Repubblica, Corriere della Sera. Ha pubblicato graphic novel con Coconino, Garzanti, Rizzoli.

Con Matteo Guarnaccia ha scritto e disegnato l’almanacco “Quelli che Milano”, divenuto ormai un classico. Con Pia Valentinis ha scritto e disegnato libri editi in Italia, Francia, Inghilterra e Russia.

Tags : E' la Nebbia che vagiancarlo elfo

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