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Redazione

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E SE VE LO DICE ROSSELLA, Rubrica a cura della Dott.ssa Rossella Facchinetti: “PANTA REI”

Rossella Facchinetti

Nella vita tutto cambia e si trasforma.

Questa è una verità innegabile, e forse è proprio per questo che il nostro viaggio come esseri umani è così affascinante. L’arte, ad esempio, è un riflesso delle nostre emozioni, delle nostre esperienze e dei nostri sogni.

Ogni opera d’arte ci parla in modo unico e ci invita a esplorare la nostra interiorità. Ciò che apprezziamo oggi potrebbe non parlare a noi domani, ma è proprio questo il bello: l’arte riesce a cogliere l’essenza del momento, proprio come noi.

Le persone, con le loro storie e le loro scarsità, sono lo stesso in continuo divenire. Non siamo mai gli stessi di ieri; ogni interazione, ogni esperienza ci modifica, ci arricchisce e ci rende più consapevoli.

È interessante notare come le relazioni, siano esse amichevoli, professionali o romantiche, evolvano nel tempo. Ciononostante, possiamo trovarci a fare i conti con cambiamenti che non sempre ci rendono felici.

È fondamentale, in questi momenti, accogliere la trasformazione e imparare a vedere il potere del cambiamento come un’opportunità di crescita personale.

E in mezzo a tutto questo, l’amore. L’amore è un cammino straordinario, costellato di alti e bassi. Esso si evolve con noi, regalando emozioni che vanno oltre il semplice affetto.

Ci sfida a diventare versioni migliori di noi stessi. I momenti di fragilità e vulnerabilità diventano occasioni preziose per costruire legami più forti e autentici.

Accettare il cambiamento è una competenza che ci richiede coraggio, ma anche la capacità di adeguarci alle nuove realtà. Ciò che oggi è instabile, domani potrebbe rivelare nuove possibilità. La bellezza della vita risiede nella sua impermanenza, ci invita a vivere ogni momento come se fosse unico e irripetibile.

Concludendo, ricordate che tutto ciò che ci circonda è in continua evoluzione. Abbracciamo il cambiamento e lasciamoci trasportare dalla corrente della vita, affrontando le sfide con un sorriso e il cuore aperto.

Sono Rossella Facchinetti, psicologa clinica, e vi auguro sempre il vento in poppa.
colloqui online per appuntamenti contattatemi alla mail:
rossellafacchinetti28@gmail.com
Profilo instagram:
dottoressarossellafacchinetti

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Giuseppina Irene Groccia: la magia creativa in bilico tra digitale e fotografia.

Giuseppina Irene Groccia

C’è un filo invisibile che attraversa l’opera di Giuseppina Irene Groccia, un filo che unisce l’introspezione personale alla sperimentazione artistica.

Reduce dalla sua personale “Estatica. Attraversare l’estremo sentire” al MuMAM di Cariati (CS), dove l’artista ha presentato – su suggerimento della curatrice e direttrice del museo Assunta Scorpiniti – la serie Emotive Art, un ciclo di lavori digitali in cui la tecnologia diventa strumento di traduzione delle vibrazioni interiori. Opere in cui l’estetica diventa veicolo di sentimento, dove ogni colore, ogni gesto raccoglie e restituisce l’essenza di intime risonanze.

Da questa esperienza, l’artista sembra uscire rafforzata, pronta a confrontarsi con nuove sfide. Settembre segna infatti per lei un mese denso di appuntamenti. Il 18 settembre prenderà parte alla dodicesima edizione di Geni Comuni, ospitata presso il Museo del Presente di Rende (CS).

L’evento, ideato da Luigi Le Piane con la curatela di Roberto Sottile e Mariateresa Buccieri, è inserito nel prestigioso cartellone storico del Settembre Rendese. L’autrice, che ha già preso parte con entusiasmo a diverse edizioni precedenti, sottolinea come questa manifestazione rappresenti una realtà importante per la valorizzazione e la selezione degli artisti del territorio, un appuntamento che sostiene con piacere per il suo significato culturale e comunitario. In questa circostanza presenterà Anima, opera che si colloca in continuità con la sua più recente produzione digitale. La figura femminile, immersa in tonalità cromatiche intense, si offre in una declinazione che richiama l’immaginario pop. Lo sguardo, diretto e penetrante, sembra oltrepassare la superficie dell’immagine, insinuandosi nell’interiorità di chi osserva e restituendo quel dialogo silenzioso da cui l’opera stessa trae il proprio titolo.

Dal 26 settembre al 23 novembre 2025, altra tappa importante per Giuseppina Irene Groccia che prenderà parte alla Biennale di Messina, una delle manifestazioni artistiche più rilevanti del Sud Italia. La rassegna si aprirà nello storico Monte di Pietà, nel cuore della città, per poi diramarsi in altre suggestive location, trasformando Messina e Reggio Calabria in un palcoscenico diffuso di creatività contemporanea.

A questa importante rassegna l’artista prenderà parte con Regina di Cuori, opera digitale di punta della sua recente produzione. Qui il simbolo della carta da gioco si trasforma in una figura dal forte valore simbolico: una regina colorata e imponente ma al tempo stesso fragile, immagine di una femminilità capace di affrontare le difficoltà senza perdere la propria grazia. Non è una semplice icona, ma una presenza autentica, custode di sensibilità e di potere emotivo, capace di infondere al linguaggio digitale una sensibilità poetica di matrice antica. In merito a questa selezione, l’artista ha espresso la propria gratitudine al comitato tecnico scientifico della Biennale, sottolineando l’onore di poter esporre in un contesto tanto prestigioso.

Non mancherà poi il capitolo fotografico: dal 27 settembre all’11 ottobre 2025, Giuseppina Irene Groccia parteciperà alla mostra collettiva “15 – La Fotografia oltre l’umano”, a cura di Ilaria Pisciottani e New Format Art, ospitata presso la CathArt Gallery di Carla Pugliano a Varese. Il vernissage, previsto per sabato 27 settembre alle ore 17:30, vedrà la presenza del rinomato critico Roberto Mutti. In questa terza tappa espositiva, l’artista presenterà tre opere fotografiche in grande formato, esito di una ricerca visiva che unisce sensibilità poetica e rigore formale. Si tratta di immagini apparentemente quotidiane, “rubate” alla realtà metropolitana, che sovvertono la percezione ordinaria e sospendono il reale in una dimensione onirica. Il mosso si fa strumento poetico, trasfigurando il familiare in esperienza contemplativa e il concreto in evocazione simbolica.

In questo appuntamento la sua presenza non si limita al piano espositivo, ma si estende anche al ruolo di editore e curatrice editoriale del progetto, avendo realizzato l’impaginazione e la grafica del catalogo ufficiale della mostra. La pubblicazione porta la firma del suo blog L’ArteCheMiPiace, che per l’evento riveste anche il ruolo di media partner ufficiale. Una duplice presenza che riflette la natura eclettica di Giuseppina Irene Groccia e la sua instancabile vocazione a fare dell’arte non un fatto isolato, ma un intreccio di voci, immagini ed emozioni che, solo nell’incontro con l’altro, trovano compimento e diventano ponte vivo tra la creazione e lo sguardo di chi osserva.

Attraverso questo intenso calendario di impegni, l’interprete visiva si conferma un’artista poliedrica, capace di muoversi tra linguaggi diversi senza mai perdere la sua coerenza poetica. La sua ricerca, sempre radicata in un principio fondamentale, punta a trasformare l’emozione in qualcosa di vivo, un linguaggio che si offre direttamente allo sguardo e all’esperienza di chi osserva le sue opere.

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12° Festival Internazionale Vocale e dell’Organo a Jelcz-Laskowice.

dominika zamara

La città di Jelcz-Laskowice, nel Voivodato della Bassa Slesia, ospita il prestigioso XII Międzynarodowy Festiwal Wokalno-Organowy, giunto alla sua dodicesima edizione. Il festival si svolge dal 10 agosto al 21 settembre e richiama artisti nazionali e internazionali.

Un evento speciale in programma è il concerto del 24 agosto, che celebrerà la musica come ponte tra culture diverse. L’esibizione si terrà nella chiesa di Kościół p.w. M.M. Kolbego (Chiesa di Nostra Signora Kolbe) e vedrà la partecipazione di tre importanti artisti: il soprano Dominika Zamara, che rappresenta sia la Polonia che l’Italia, il tenore francese Claudio Barroreo e l’organista italiano Giovanni Ranzato. Un vero e proprio abbraccio tra tre nazioni, unite dalla musica.

Il repertorio, scelto per l’occasione, offrirà un viaggio dal Barocco al contemporaneo, con musiche di Vivaldi, Haendel, Bach, Albinoni, Schubert e Dubois. Non mancheranno brani di compositori più recenti come Morricone e Gomes, e si concluderà con le opere di due autori viventi: Wieslaw Rentowski e Tiziano Bedetti. È interessante notare che le composizioni di questi ultimi sono state eseguite in prima mondiale proprio dal soprano Dominika Zamara.

Tra gli artisti polacchi presenti al festival, spicca l’attore Maciej Zakościelny, che leggerà alcune fiabe a tema morale scritte da Padre Mieczysław Maliński.

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Musica

Il ritorno di Dominika Zamara alla Carnegie Hall di New York.

dominika zamara

L’anno scorso il pubblico della Carnegie Hall di New York, ha potuto assistere al debutto (presso la Weill Recital Hall) del soprano Dominika Zamara.

Ma quell’episodio non è stato altro che un nuovo inizio, la Zamara è tornata proprio in quella sala, un ritorno molto atteso dagli amanti della grande musica.

La dimostrazione dell’affetto che il pubblico a Stelle e Strisce ha nei suoi confronti ne è prova inequivocabile. la sua prima tournée in America risale al 2011, da li in poi è stato un susseguirsi di impegni artistici oltremanica, tra concerti e opere. Ma proprio nella Grande Mela la Zamara ha concepito di avere un’affinità elettiva con la musica contemporanea, non a caso il Maestro James Adler ha voluto la sua voce, interpretazione ed espressività per cantare la sua nuova creatura: “Alleluia For Peace” (un’anticipazione, la stessa composizione del Maestro James Adler sarà presentata a Roma in ottobre).

Ma partiamo con ordine: siamo la chiusura della serata, fa ingresso nel palco la Zamara (per l’occasione vestita dalla stilista Marta Jane Alesiani), con The Lehner String Quartet, un’istituzione nel panorama musicale newyorchese. I virtuosismi dei cinque musicisti si fondono per donare un’esperienza uditiva unica nel suo genere. Sin dalla partenza dello strumentale all’entrata della voce, in una perfetta armonia, un viaggio onirico all’interno di questa “Alleluia For Peace”.

Finita l’esibizione si leva uno scroscio interminabile di applausi e una standing ovation, la serata si chiude con l’inchino dei musicisti.

Dopo il concerto abbiamo raggiunto il Maestro Adler, presente in Sala, per un commento a caldo: “Sono stato chiamato sul palco per un inchino con la solista stellare Dominika e il Quartetto Lehner. Abbiamo ricevuto un applauso travolgente, lungo e prolungato, una risposta molto emozionante. È stato speciale essere in quel momento e con questi grandi artisti”. Continua il M° James Adler, “Congratulazioni a Dominika Zamara, ai membri del Quartetto Lehner, alla Dott.ssa Anna Ouspenskaya e a James Welch, direttori delle Sale Concerti Virtuali Sound Espressivo! È stata una serata stellare”!

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Rechos Records & Promotion e’ orgogliosa di annunciare l’uscita del nuovo singolo e video degli PSYCHOLIES.

PSYCHOLIES

PSYCHOLIES, band italiana capitanata dal cantante e strumentista Vigos Von Lies, caratterizzata da influenze Techno, Goth, Industrial e Metal. ANOTHER PRAY, tratto dal nuovo album DEEP in uscita il prossimo autunno, è stato pubblicato il 6 giugno 2025 da Trisol Music Germania.

A distanza di tre anni dalla pubblicazione del primo Lp PERFECT PUPPET e dopo numerosi concerti in Italia e all’estero durante i quali la band ha condiviso il palco con grandi nomi del panorama musicale internazionale quali Gothminister, Clan of Xymox, Lord of the Lost, Moonspell, Tiamat, Alien Vampires, Combichrist, Covenant e molti altri, i PSYCHOLIES stanno attualmente lavorando al nuovo tour promozionale in Europa e presto pubblicherà le prime date confermate e i primi festival. Qui potete trovare il link al video ufficiale.

ANOTHER PRAY – Official Video

PSYCHOLIES – Official Site www.psycholies.com

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E’ uscito venerdì 6 giugno il nuovo singolo di GIANLUCA DE RUBERTIS “Tutti giù per terra” per Cramps Music. A cura di Rechos Records & Promotion.

“Tutti giù per terra” è il nuovo singolo di Gianluca De Rubertis, un brano pop dalle sfumature elettroniche, tra synth e beat decisi ma delicati, che incorniciano una riflessione poetica sulla fugacità del tempo e sulla bellezza di vivere.

“Il tempo ha il fiato corto” è l’immagine attorno a cui ruota il singolo, dove l’artista affronta con delicatezza e profondità momenti vissuti e desiderati, nostalgie e attimi irripetibili: tra un tramonto sul mare e parole trattenute. Una meditazione sul desiderio che certi istanti non finiscano mai.

“La vita è breve e l’arte è lunga”; così recita un aforisma di Ippocrate. Ed è forse da questa consapevolezza che nasce il testo di questo brano, un testo che si tuffa a capofitto nelle meravigliose universali circostanze della vita, la nostra, una vita che ci vive e che vorremmo vivesse per sempre.”

Così commenta Gianluca De Rubertis il suo ultimo capolavoro. La voce calda e sincera di Gianluca De Rubertis, che firma la scrittura e produzione del brano, si inserisce in un arrangiamento minimale e ben costruito, lasciando spazio alla profondità del testo: un equilibrio tra musica e parola che amplifica la riflessione poetica sul tempo. Il cantautore leccese, si sta attualmente performando in varie città italiane proponendo il suo repertorio variopinto che risalta le sue peculiarità artistiche.

CREDITI

Testo e musica: Gianluca De Rubertis

Prodotto da: Gianluca De Rubertis

Edizioni: Cramps Music

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Rechos Records & Promotion presenta Gianluca De Rubertis live Piano e voce a Venezia.

Numa echos

In occasione della recente pubblicazione, il 12 Aprile 2025, del nuovo album « L’equazione del destino » l’artista si sta performando in diverse città proponendo le sue tracce pop caratterizzate da un linguaggio ricercato nei testi che, pur essendo assolutamente attuali, rimandano ad un passato glorioso di tradizione cantautorale italiana.


L’appuntamento sarà al Retrò Venezia, luogo caratterizzato da un’atmosfera intima, luci soffuse e dettagli vintage in cui la musica live e una selezione di cocktail che rende omaggio alla tradizione e all’innovazione si fondono perfettamente.
In apertura al concerto di Gianluca De Rubertis, Crez proporrà il suo progetto fisarmonica e voce caratterizzato da sonorità desuete per liriche caustiche.

Ad accompagnarlo con « El Cajon » ci sarà Numa Echos che ha già collaborato con Gianluca De Rubertis in occasione del suo format audiovisivo« Shine in Venice » per OlzeTv power ed by Sky.

L’evento è promosso da Rechos Records & Promotion e Adrenalink Tattoo

Rechos Records & Promotion presents:

Gianluca De Rubertis | Piano e voce

Opening act:
Massimiliano Crez Freguja | Fisarmonica e voce
Numa Echos | Cajón

Partners: Rechos Records & Promotion | Adrenalink Tattooing

Rétro Venezia
20.30 – 22.30
Campo Drio la Chiesa 4541, Venice

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In libreria per i tipi di Cinquesensi editore “IL BACIO DA SFOGLIARE” DI ILARIA GUIDANTONI

IL BACIO DA SFOGLIARE

L’autrice ci accompagna in un intrigante viaggio di scoperta sotto il segno del bacio, anzi dei baci, così tanti e così diversi. L’idea nasce dal bacio originario, dalla nostra prima esperienza di vita che sembra segnare il passo e il desiderio di ritrovare la pienezza del seno materno, promessa di felicità.

Così il bacio diventa il simbolo dell’inizio di ogni amore.

Ma i baci sono anche molto altro e l’autrice ne racconta i mille significati, dal bacio nella storia all’interpretazione dello stesso nelle varie civiltà, dal bacio protagonista nell’arte, nella letteratura, nel cinema, fino al bacio che diventa dolce cibo da gustare.

Come spiega l’autrice, giornalista, scrittrice e traduttrice, nella premessa:
“Questo libro nasce dalla riflessione che la prima cosa che impariamo, a parte respirare ovviamente, che però è un riflesso incondizionato, è baciare, attraverso la suzione con l’attaccamento al seno materno o, nei casi meno fortunati, al bibéron. In quell’atto possiamo scoprire l’essenza della diversità tra femminile e maschile – non uomo-donna – e al contempo il senso universale della cura, declinabile naturalmente al maschile, nel caso sia un padre a dare il bibéron e vi si trova quella sintesi di armonia tra nutrimento fisico e dell’anima, il dono di sé, dell’essere ‘divorati’ dall’altro che porta una felicità profonda.

È lì, al bacio, che torniamo sempre quando cerchiamo la felicità, quel piacere così immediato, animale, eppure sublime del dono totale, considerando che la madre si offre, si lascia divorare, consumare, facendosi ‘pane quotidiano’ perché l’altro cresca e sia accudito e protetto. In tal senso siamo di fronte quasi a una ‘cristologia materna’. Il bacio ha pertanto un valore altamente simbolico e il bacio profondo, quello intimo che di solito rappresenta il primo approccio di ognuno di noi all’amore, è un discrimen tra il prima e il dopo”.

Un libro indispensabile che in 144 pagine e in un formato lieve riesce a sostanziare e a connotare i nostri baci quotidiani nell’incontro con l’altro.

L’opera di copertina si intitola Baci rubati / Covid 19 ed è un carboncino e grafite su tela dell’artista Omar Galliani, mentre undici delicate illustrazioni al tratto di Emma Dal Falco introducono i capitoli.

INDICE

Premessa | L’orale impulso
Introduzione | Per una ‘meta-fisica’ del bacio

1. Dal basium al kamasutra
2. Dal sigillo all’emoticon
3. A ogni civiltà il suo bacio
4. Mitico paradigma d’amore
5. Il bacio topos della letteratura
6. Tenerezza e passione nell’arte
7. I baci del cinema dagli anni Venti al Duemila
8. La danza delle labbra
Appendice|Lessico baciante
Appendice| Quando il bacio è un titolo
Appendice|Dolce & Amaro come un bacio

ILARIA GUIDANTONI | giornalista fiorentina, scrittrice e traduttrice, vive tra la Toscana, Milano e Tunisi. Si occupa di cultura del Mediterraneo. Studi classici e una laurea in Filosofia Teoretica all’Università Cattolica di Milano; un Corso di Perfezionamento in Bioetica al Policlinico Gemelli di Roma con una tesi pubblicata sul mito della Bellezza; è Diplomata Sommelier A.I.S; è Socia Aset Toscana. Collabora con BeBeez.it/Milano Finanza per le pagine di cultura. Cura mostre d’arte ed eventi culturali. Tra i suoi ultimi lavori la traduzione dell’ultima opera di Jean-Jacques Rousseau con il titolo italiano Le fantasticherie di un vagabondo solitario (2022) e Carmi del poeta Odilon-Jean Périer (2023) per LdM; per Oltre Edizioni, traduzione inedita in Italia del Pasolini d’Algeria, Jean Sénac: Ritratto incompiuto del padre (2017) e Per una terra possibile (novembre 2017); il 2 giugno 2020 è uscito in ebook I giorni della peste 2.0 – riflessioni emozionali dal confinamento.

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Kalos, il Caleidoscopio della Cultura Al FuoriSalone, un’installazione della designer e artista Celia Stefania Centonze racconta la bellezza e la creatività del Friuli-Venezia Giulia.

Kalos

Una straordinaria installazione che celebra Gorizia e la Regione Friuli-Venezia Giulia sarà allestita negli spazi dell’Università Statale di Milano durante la Milano Design Week (dal 7 al 13 aprile). L’opera, dal titolo Kalos, il Caleidoscopio della Cultura – progettata dall’artista e designer Celia Stefania Centonze sarà collocata all’ingresso dell’Aula Magna, come parte del progetto espositivo CRE-Action.

L’installazione nasce come un percorso artistico immersivo ed è ispirata al progetto “GO! Pharus – l’Obelisco della Cultura” che Centonze ha progettato in collaborazione con Marco Nereo Rotelli per GO! 2025 – Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025, su invito del Comune di Gorizia. Un’opera monumentale, che si erge come un faro di pace, simbolo di unione tra i popoli, che a breve sarà installata nella piazza della Casa Rossa della città.

La sua forma archetipica rappresenta la solidità delle radici storiche di Gorizia e la sua proiezione verso un futuro di convivenza pacifica.

Kalos – il Caleidoscopio della Cultura ne anticipa alcuni temi e scelte stilistiche, portando a Milano nel clima internazionale della Design Week, in collaborazione con PromoTurismo FVG, l’occasione di un viaggio emozionale tra le eccellenze del Friuli-Venezia Giulia: un caleidoscopio di immagini, e parole che ne raccontano l’anima.

Due portali, realizzati in metallo dorato e metacrilato, accolgono il visitatore e lo invitano a entrare in quest’opera che celebra insieme alla ricchezza culturale del Friuli-Venezia Giulia il gemellaggio tra Gorizia e Milano.

È un simbolo di dialogo tra culture, un ponte di luce che supera non solo i confini geografici, ma anche quelli culturali e mentali, esaltando la forza unificante della cultura, capace di costruire un futuro basato su pace, collaborazione e apertura al mondo.

Sulla base dell’installazione una linea dorata disegnata a terra, da calpestare e superare, rappresenta proprio un confine immaginario e come spiega Celia Centonze “invita a superare i confini, a far dialogare civiltà, saperi, paesaggi e culture in cerca della vera ricchezza”.

All’interno, frammenti di immagini e creano un mosaico complesso che racconta le ricchezze artistiche, architettoniche, letterarie, culinarie e legate al mondo della moda del territorio. Scritte al neon riproducono i versi di personaggi celebri, tra cui il poeta Giuseppe Ungaretti, che hanno amato e vissuto in questi territori.

L’installazione ha anche un’anima verde.

Al suo interno sono infatti collocati quattro vasi con piante di vite, donate dall’Università degli Studi di Udine, che simbolicamente rappresentano le quattro province della Regione FVG (Trieste, Gorizia, Pordenone, Udine).

Queste piante sono collegate al progetto Tree Talker, del quale è fondatore il Premio Nobel per la Pace Riccardo Valentini.

Un impianto tecnologico consente di sincronizzare il flusso della linfa delle piante con una luce pulsante, rendendone visibili in tempo reale lo scorrimento. Durante la notte, quando la linfa rallenta, la luce si stabilizza, mentre al sorgere del sole, quando il flusso riprende, la luce torna a muoversi e pulsare.

Avvicinando la mano al “cuore” tecnologico delle piante, il visitatore può inoltre percepire il calore naturale emesso dalle viti. Un’esperienza che favorisce un legame empatico con la natura e invita a riflettere sulle profonde connessioni che legano tutti gli esseri viventi.

DOVE: Università degli Studi di Milano Statale, Via Festa del Perdono 7

Ufficio stampa – Setteluci  

Manuelita Maggio – cell. +39 338 4132673  maggio@setteluci.net  

Elisabetta Castellari – cell. +39 340 0581336  press@setteluci.net  

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Dominika Zamara conquista il cuore dell’America.

zamara

Sin dall’inizio, il 2024 si è rivelato un anno molto proficuo per il soprano Dominika Zamara, tra gli impegni sparsi nel Vecchio Continente e le varie tournée. Ora la seguiamo nuovamente in tour negli States, che va a chiudere per quest’anno i suoi impegni oltre manica.

Già due sono state le tournée in America, tra le quali il suo debutto alla Carnegie Hall di New York, una delle più rilevanti sale da concerto più rilevanti del globo. Altro importarte concerto nella Grande Mela è stato An Evening with Dominika Zamara per la New York Composers Circle, di cui la Zamara è performig Artist del 2023, concerto nel quale si è esibita con 8 premiere. Diamo conto anche degli altri tour, in Medio Oriente, presso l’Atterbury Theatre di Pretoria in Sud Africa a, al Marocco, Tenerife e Toronto al Jane Mallett Theatre, diretta dal Maestro Nurhan Arman, ha eseguito quello che si può definire un unicum: i Lieder di Fryderyk Chopin per soprano e orchestra.

Senza dimenticare la sua attività live in Europa, soprattutto in Italia (la patria dell’arte e della musica per antonomasia), con opere, concerti da camera, festival. Ricordando che a Roma le è stato conferito il Premio Colosseo D’Oro 5.0 nella categoria musica classica e lirica.

Ma torniamo a oggigiorno, siamo ai blocchi di partenza, si perché dal 5 al 13 dicembre la Zamara sarà nel paese a Stelle e Strisce, dove è sempre più richiesta, in quattro date divise tra gli stati di: New York, Wisconsin e Tennessee e Illinois. La Zamara si riconferma una stella in continua ascesa. Le sue qualità vocali e la sua innata dedizione alla causa, una piena simbiosi tra donna e musica la fa amare da un pubblico sempre più ampio.

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