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Rubrica di Elisa Volta

BON TON BON TON A CURA DI ELISA VOLTA: “L’ascolto è una silenziosa, ma elementare, espressione di buone maniere”.

ELISA VOLTA
ELISA VOLTA

“L’ascolto è una silenziosa, ma elementare, espressione di buone maniere”.

(Thaddäus Troll, pseudonimo di Hans Bayer)

Saper ascoltare, in un mondo dove tutti vogliono parlare, nella convinzione di avere qualche cosa da dire, ritengo sia una delle massime espressioni di buone maniere contemporanee.

Il miglior conversatore è chi sa ascoltare, accogliere, interessarsi sinceramente a ciò che l’altro sta offrendo di sé.

Nella frenesia della vita moderna capita spesso di sentire, ma non di ascoltare le persone intorno a noi.

Avviene con gli interlocutori occasionali, al lavoro con i colleghi, e purtroppo in famiglia con il partner e con i figli.

Mi auguro che a tutti, almeno una volta, sia capitato di incontrare qualcuno che mentre parlavamo ci osservava con attenzione, in silenzio e sinceramente interessato a ciò che stavamo dicendo.

Quella persona sicuramente non l’abbiamo scordata.

Mi tornano alla mente i ricordi da studentessa: durante le interrogazioni e poi agli esami universitari, alcuni docenti ascoltavano distrattamente, annoiati, annuivano con la mente occupata dai propri pensieri.

Alcuni invece (ahimè, pochi!), avevano un ascolto attento, empatico; ricordo con gratitudine i secondi, perché in quel loro ascolto c’era la fiducia che riponevano in me, nel mio pensiero, era come se mi dicessero: «ti sto ascoltando perché voglio entrare nel tuo mondo, sono interessato alle tue riflessioni, non solamente a verificare e dare un voto alle tue ore di studio». Ecco, è con questo garbo e questa delicatezza che dobbiamo porci nei confronti del nostro interlocutore. 

Ho accennato allo sguardo: nell’ascolto, il contatto visivo è fondamentale.

Sempre più spesso capita di notare persone con il capo abbassato sullo schermo dello smartphone e non con lo sguardo rivolto alla persona che sta parlando con loro.

Non mi riferisco solo ai figli adolescenti, ma purtroppo a persone adulte che spesso ricoprono anche incarichi di prestigio. Questo atteggiamento di totale disinteresse verso l’altro è estremamente sgarbato e aggiungerei, molto fastidioso.

È altrettanto maleducato alzare il tono di voce e sovrastare chi sta parlando, intraprendendo una competizione oratoria. Ascoltando attentamente le parole dell’altro/a, avremo l’opportunità di capire e conoscere maggiormente chi abbiamo di fronte e conversare quindi con lui/lei in maniera più appropriata e pertinente.

A tavola, quando i posti sono assegnati, chi si occupa delle disposizioni (operazione da compiere con la massima attenzione, perché potrebbe pregiudicare la riuscita del convivio) avrà cura di alternare, oltre che uomo e donna, anche parlatori e ascoltatori.

Ma provvederà anche, all’occorrenza, ad arginare il parlatore patologico, affinché la cortese pratica dell’ascolto, non si trasformi in tortura!

Elisa Volta

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