E sempre interessante capire da dove nasce l’idea di creare un brand, di cimentarsi in un progetto ambizioso e trasformarlo, step by step in realtà imprenditoriale,.
Da qui nasce il piacere di fare quattro chiacchiere con Desy, founder del brand “Bestet.Torino“.
Come sempre lasciamo sia lei a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande :



Primo incontro con la moda ?
Nel primo periodo scolastico ebbi il mio rapporto con il mondo della moda e fu tutt’altro che pacifico.
Mi piace definirlo “periodo di incubazione” per ciò in cui si sarebbe poi trasformato.
Ho subito bullismo per la mia estrema timidezza e il modo in cui vestivo e truccavo (non proprio alla moda), venivo derisa ed è forse da qui che nacque la mia mania per la perfezione, così nel tempo divenni un’esteta. Iniziai a sperimentare e fondere arte, fotografia e moda.
Questo mi diede un senso di accettazione da parte degli altri e fu il momento catartico che diede il via a una serie di avvenimenti e cambiamenti.



Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?
Sicuramente la moda va vissuta, così come l’arte o qualsiasi altro settore, in prima persona.
Più che studiata va sperimentata, sentita, osservata, la devi sentire parte di te. Sono dell’idea che un infarinatura di base sia necessaria, ma la creatività e la passione non si imparano! L’emozione non si costruisce con schemi logici!
Quando hai deciso di diventare imprenditrice del settore?
In realtà ho sempre pensato di avere una vena imprenditoriale.
Non mi piace che altre persone decidano per me, che il mio tempo abbia un prezzo fissato da altri e soprattutto, essendo una creativa, ho sempre voluto vivere, trasmettere ed esprimere emozioni tramite le mie creazioni.
Sono le emozioni che fanno andare avanti il mondo!



Da dove prendi ispirazione per le tue creazioni?
Genericamente trovo gli stimoli giusti nell’arte, nella natura, nelle persone che mi circondano, nella storia, nelle emozioni che provo.
Senza neanche averci pensato mi sono ritrovata nella città dove ha sede il più grande museo egizio del Mondo, dopo il Cairo: Torino. Sono sempre stata affascinata dell’Antico Egitto: della loro intelligenza, del loro saper fare, della loro spiritualità e della loro magia.
Non poteva essere una coincidenza!

Così una sera scrissi tutto ciò che mi veniva in mente su un foglio e così nacque Bastet Torino: un incontro tra passione per l’Antico Egitto, amore per la moda e la sostenibilità, e infine simbolo di femminilità, forza e indipendenza per le donne, proprio come la Dea Bast da cui il brand prende il nome.
Un aneddoto che ricordi con il sorriso?
A 9 anni indossavo i tacchi di mia mamma per correre in giardino e mi vestivo nelle maniere più disparate per andare a trovare l’amica vicino a casa.
Ricordo ancora gli stivali di serpente fino alla caviglia: ci ballavo dentro e un giorno rischiai anche una caviglia.
Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?
I social sono indubbiamente uno strumento fondamentale al giorno d’oggi.
Non solo nella moda ma in tutti i campi. Sono un mezzo per creare un contatto diretto e più veloce con il cliente. Inoltre ci fanno avere un primo approccio con chi ancora non ci conosce. Il bacino di utenza è infinito ma in quanto tale occorre selezionare bene il target a cui vogliamo rivolgerci: Bastet Torino non vuole rivolgersi a tutti e non vuole essere per tutti.
Non bisogna scordare poi che il rapporto umano è e resterà sempre fondamentale.
Si può avere un approccio social e tecnologico ma il cliente deve sentirsi parte del brand, e questo si può ottenere solo con l’offline.
Noi lo facciamo offrendo un’esposizione ed un servizio face-to-face in uno degli showroom più centrali e conosciuti a Milano: Il Salotto di Milano.
L’abbiamo scelto appositamente per poter offrire ai nostri clienti una piccola coccola e la possibilità di conoscere il brand da vicino.



Che cosa è per te la moda?
La moda per me è creatività, collaborazione, evoluzione, un modo di esprimere se stessi e anche un modo per capire chi abbiamo di fronte.
Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio ti piacerebbe interagire e perchè?
Più in generale sicuramente mi piacerebbe interagire con il mondo dell’antico Egitto per studiare e capire a fondo la loro cultura, la loro arte e intelligenza architettonica, la loro magia e la loro connessione profonda con ciò che li circondava. Ideologicamente parlando mi piacerebbe interagire con la Dea Bastet nel suo fantastico regno a Bubastis, circondata dai suoi sacri felini.



Cosa pensi dell’editoria di settore?
Noto che negli ultimi anni arte e moda si stanno fondendo sempre di più.
Questo nell’editoria è molto evidente: le campagne fotografiche sono delle vere e proprie opere d’arte, vengono proposti eventi, mostre e allo stesso tempo si propongono nuovi brand e collaborazioni.
Penso anche che l’editoria oggi si stia focalizzando molto sul digital ma, per quanto possa contare la mia modesta opinione, la scelta della carta rimarrà sempre la prima scelta per creativi ed esperti del settore.
Cosa non deve mancare in un guardaroba di una donna?
Ovviamente tanta stima e sicurezza in se stesse.
Un abito o un accessorio bisogna saperlo prima di tutto indossare!
E il foulard è l’accessorio per antonomasia che rappresenta questo; incarna ciò che è più intimo e femminile in noi e a volte aspetta solo emergere: sensualità e dolcezza, fascino e generosità, amore e passione, desiderio e il piacere. Bastet è una collezione di oggetti da collezione: pezzi unici, raffinati ma dal forte carattere, creati dai tessuti pregiati ma in modo sostenibile. La collezione vuole avere un punto di vista edonistico, per una donna che vuole sentirsi e sentirsi potente, indipendente, audace, raffinato, sensuale e fiducioso in ogni occasione. Bastet è non solo uno stile, ma un modo di essere!



Grazie Desy per la piacevole chiacchierata
Per saperne di più ecco il sito





