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Musica

Un nuovo tour in America per il soprano Dominika Zamara

Dominika Zamara
Dominika Zamara

Un nuovo Tour negli States per il soprano Dominika Zamara, tre date nel paese a Stelle e Strisce che vedrà la Zamara protagonista tra Wischonsin e Philadelphia.

Il giorno 19 gennaio è previsto l’arrivo in America per i preparativi, prove ecc.

La Zamara è oramai di casa negli States, il 2024 si prefigura come un’annata davvero ottima in America. Ma non anticipiamo troppo, partiamo col dire che questo nuovo tour, che sarà l’apripista di questo nuovo anno.

Il primo concerto il terrà sabato 20 gennaio, per l’occasione la Zamara duetterà con Jacob J. Perry (voce bianca), un giovane promettente. “Credo sia giusto dare uno spazio ai giovani talenti” dice la Zamara “quando ero agli inizi della mia carriera ho trovato molte persone che hanno creduto in me e mi hanno supportato, tra tutti il Maestro Enrico De Mori.”  Il tutto diretto magistralmente dal Maestro Kevin Meidl.   Il secondo concerto la vedrà sul palco con il Maestro Juan Pablo Horcasitas al pianoforte, sarà una cavalcata epica sui repertori europei, spaziando da Bellini, Mozart, Chopin e molto altro.

Ma arriviamo all’ultimo appuntamento al Mario Lanza Museum per un concerto dal titolo Mario Lanza Birthday Remembrance Party. Un evento celebrativo del compleanno del grande tenore Mario Lanza (1921 – 1959) accompagnata dal chitarrista classico statunitense Stanley Alxandrowycz.

Chi fu Mario Lanza: tenore, attore e showman statunitense di origine italiana, dotato di un bell’aspetto e di una grande voce, in grado di interpretare svariati generi musicali. Con le sue interpretazioni, in particolare nel film Il grande Caruso (1951), ebbe il merito di far conoscere e amare ai giovani la musica lirica; infatti. I suoi dischi sono ancor oggi oggetto di collezione da parte di molti intenditori.

Questo evento chiuderà questa prima parte del tuor della Zamara che riprenderà in più periodi nel corso dell’anno, ma avremo modo di approfondire altre tappe importanti. Una cosa è certa: l’America ama la Zamara.

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