close

ginger inside

ArteEventi

“Ginger’s Word”: ALLA  (RI) SCOPERTA  DI  “ ANDY WHAROL  E  LA  NEW POP”.

ANDY WHAROL  E  LA  NEW POP

Quando ho saputo dal mio editore Alessio Musella che la Fondazione Mazzoleni avrebbe organizzato e curato con il patrocinio del Comune di Forte dei Marmi  una mostra/evento presso Villa Bertelli, dedicata interamente ad “Andy Wharol e la New pop” non ho esitato un attimo all’idea di andarla a visitare.

Nonostante non fosse del tutto in linea con quelle che sono le mie consuete attività lavorative, immaginavo che sarebbe andata ad arricchire la mia conoscenza sulla Pop Art e la New Pop e perché no anche a creare un arricchimento  in termini personali, difatti così è stato.

Dopo un inaugurazione, che ha conseguito successi sia in termini di critica che di pubblico, ho iniziato i miei due giorni di “full immersion” in cui mi sono trovata catapultata nella pop art del secolo scorso, ove Andy Wharol da maestro indiscusso quale è ancora oggi , propone le sue opere con poliedrica unicità spaziando dalla cinematografia alla fotografia, dalla pittura alla scultura, dalla sceneggiatura all’editoria.

Tutte espressioni che si riconducono al suo personalissimo concetto legato a “l’arte da consumare”, ovvero un linguaggio artistico secondo il quale Warhol prendeva spunto da oggetti e soggetti del quotidiano rielaborandoli e lasciandone la sua personalissima impronta.

Ne è esempio, la famosa opera “Campbell’s soup Cans”, ovvero dei comunissimi barattoli di zuppa di cui lui stesso era assiduo consumatore da giovane, era tra le poche pietanze chela madre poteva permettersi di comprare, , ; magari il nome della serie di opere ai più dice poco, ma osservando l’immagine impossibile asserire che non la si è già vista.

Ogni stanza di Villa Bertelli a lui dedicata, è un incredibile viaggio tra le opere di un’artista che ci ha lasciato oltre 30 anni fa ma che ancora oggi è di ispirazione per moltissimi creativi così come è giusto che sia per tutti quei maestri che lasciano il segno attraverso i secoli.

Mi immergo così tra un turbinio  di colori fluo tipici degli anni’80, luci, immagini , serigrafie imponenti, opere, polaroid riviste ; passo da un ambiente dove si può ammirare la sua opera più iconica la Marilyn Monroe  (e qui sfido chiunque a non riconoscere l’immagine della diva in multi color)  per poi passare in un altro ove sono custoditi preziosi cimeli che non si possono non ammirare ad occhi sgranati.

Al centro della sala dedicata alle Marilyn sono posizionate 4 sdraio colorate, ma non semplici sdraio , ma la celebre Sedia Spaghetto. fiore all’occhiello del design italiano anni 60, ed esposta al Moma Museum di New York nella sezione design, riprodotta in colorazione decisamente pop dall’azienda Fiam apposta per la mostra in collaborazione con la Fondazione Mazzoleni.

Una carrellata che spazia dalle scarpe di Michael Jackson autografate da Warhol, alla chitarra dei Rolling Stone, per poi passare dall’accappatoio di Sylvester Stallone indossato nel film  Rocky , ai boxer indossati dal più famoso puglie di tutti i tempi Muhammad Alì.

Concludo  il mio percorso della mostra introducendomi nelle sale del secondo piano dove ho potuto ammirare alcuni artisti della New Pop i quali , mediante i loro lavori possono non solo dire tranquillamente la loro in merito ma sono certa che cattureranno in egual misura il vostro interesse ed il vostro sguardo così come è accaduto a me.

Una sala in particolare ha rapito la mia attenzione per la cascata di colori che la caratterizzano nei quali riconosco anche la presenza del dipinto della nostra Sofia Nazionale (Sofia Loren) negli anni in cui era all’apice del suo successo Internazionale, ma non meno interesse è l’opera dedicata alla Regina Elisabetta II, su tela che i su di un piccolo trono, trono !! (God bless Ginger!!!)

Una piccola nota ma assolutamente doverosa, la riservo ad una persona con la quale ho avuto l’immenso piacere di collaborare solo qualche mese fa, il quale non solo è riuscito a realizzare una camicia su misura per la sottoscritta (e credetemi soddisfare le mie esigenze non è roba da poco) ma si è di gran lunga superato e distinto con una camicia con la tipica “stampa Wharol” realizzata appositamente per la mostra e che trovate esposta presso il “ Ristorante Filippo” a Forte dei Marmi , inutile dirvi che non poteva mancare il mio scatto con …

Sto parlando nello specifico di Marco Giannetti e della “Giannetti Camiceria Artigianale Italiana Il quale è riuscito a lasciare  un segno della sua maestria anche in questa occasione.

Termina così la mia visita da ammiratrice quale sono di questo immenso artista, permettendomi sul finale di darvi un piccolo consiglio ,la mostra dedicata a “Andy Wharol e la New Pop “ non fatevela raccontare andatela a visitare !

Durerà fino al 29 Maggio 2022…

Parola di Ginger Inside

Leggi Ancora
Attualità

“Ginger’s word”, Donne al Primo appuntamento ovvero più alte sono le aspettative più alto è il prezzo da “pagare”.

Ginger's word

E’ arrivato finalmente il fatidico “Primo appuntamento” ma non il banale(e un po’ squallido) “speed date” o tantomeno un caffè al volo concordato dopo 4 chiacchiere in chat terminate con un “Fammi un po’ andare a vedere se è carino così come in foto”.

No, l’incontro a cui mi riferisco io è quello che noi donne aspettavamo ci chiedesse da tempo, che ci rende sognanti, quello che dà  finalmente forma a tutti i messaggi e le piacevoli telefonate  intercorse precedentemente e che si concretizzano con lui che ti propone (se pur con i suoi tempi )  un “Vorrei incontrarti, posso invitarti a cena, ti va”?

Adesso si è il momento di giocarci il tutto per tutto.

Le nostre aspettative sono molto alte e ci teniamo tanto a fare colpo, vorremmo essere impeccabili sotto tutti i punti di vista, si ma come?!

Partiamo da un principio vecchio quanto il mondo secondo i quale gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere, pianeti decisamente opposti ma che a volte succede possano trovare punti di congiunzione.

Onestamente non credo che esista un decalogo o un manuale dell’appuntamento perfetto, ma vi sono dei punti cardine ineccepibili, se pur del tutto personali .

Bene, innanzitutto niente strategie e soprattutto  film mentali (di cui noi donne siamo notoriamente cintura nera) non avete trovato l’uomo della vostra vita, non c’è nessun anello di fidanzamento al dito né  un altare all’orizzonte, quindi vietato sognare una favola che non c’è, fly down baby ; le strategie poi lasciano sempre il tempo che trovano, l’ansia di fare colpo fa fare brutti scherzi ,può metterci in situazioni imbarazzanti che potrebbero farci apparire ridicole e costruite ai suoi occhi.

Ricordate che lui ha avuto interesse a conoscere la stessa persona con la quale ha piacevolmente interloquito al telefono, se avesse voluto conoscere “Miss mondo” o “Miss so tutto io” non l’avrebbe chiesto a voi, quindi relax and take it easy !

Il punto di partenza che ci richiede più tempo in assoluto è l’abbigliamento , l’importanza di un appuntamento è direttamente proporzionale al tempo che passiamo davanti all’armadio a sfogliare ripetutamente il guardaroba con sguardo crucciato, passando da frasi tipo“

E’ una vita che faccio shopping ma non ho mai niente da mettermi!!” a quesiti come “Oddio cosa devo indossare, gonna o pantaloni, scarpe basse o tacco vertiginoso, camicia castigata o decolletè bene in vista?

Qui la questione è una sola, rimanere in linea col proprio stile ed il vostro gusto.

Perché tanto donzelle lui un idea, ma soprattutto un’attrazione, se l’è già creata tutte le volte che ha scorso( e zoommato )sulle vostro foto social, pertanto ciò che vuole è (ri)vedere dal vivo ciò che dal primo momento ha destato il suo interesse.

Argomento “automunita o principessa in attesa della carrozza”.

Questa credo sia una scelta del tutto personale, che scaturisce da motivazioni diverse del  tipo “Prendo la mia macchina, non voglio fargli vedere dove abito, dopo tutto ma chi ti conosce “?!  oppure “Deve venire lui a prendermi, è inconcepibile che una donna giri di notte da sola, alla guida”. In entrambi i casi spero che troviate quello che la pensa come voi ,perché dal gesto galante di venirvi a prendervi (solo in occasione del primo incontro) al lasciarvi a casa per il resto dei giorni può essere è un attimo!!

Siamo finalmente insieme a cena,qui si apre tutto un mondo su quante pessime figure potremmo incorrere.

Frasi da evitare ,chiedere le sue intenzioni e parlare di futuro. “Sai, erano mesi che non uscivo con un uomo, poi sei arrivato tu e adesso tutto ha un senso”(sfigata) “Chissà con quante donne ti senti” “Cambi spesso partner “?(insicura e immotivatamente gelosa)”Cosa stai cercando, che intenzioni hai”?

“Pensi mai al matrimonio, a dei figli? E quanti ?io almeno 2”! (donna con l’obbiettivo della famiglia del Mulino bianco) .

Ora non mentite ed ammettete che quando un uomo ci interessa (ma ci interessa veramente) gli argomenti che ci ronzano in testa dal primo momento e che non vedevamo l’ora di chiedergli vis a vis sono questi!!

Ecco, se non volete che il vostro numero venga bloccato repentinamente alla fine della cena, fategli pure queste domande che la strada per un bel Ciaone è quella giusta!

Parlare del proprio ex.

Se c’è una cosa che noi donne non sopportiamo è quando lui ci ammorba con i racconti di quando la sua ex l’ha lasciato in una valle di lacrime.

Bene, stesso discorso vale per il genere femminile, assolutamente bandito raccontare del le nostre frustrazioni con il nostro ex,dei mancati alimenti che non da ai figli, dell’odio viscerale verso tutta la categoria maschile dopo essere stata scaricata, che gli uomini sono tutti uguali quindi meglio farsi un gatto ecc ecc .

Insomma non fargli capire da subito che sei psicopatica, tanto ci sarà tutto il tempo per farglielo scoprire!

Cibo (ordinate e consumate).State pur certe che lui non noterà come state sedute o se  avete o meno i gomiti appoggiati sul tavolo,l’importante è ingurgitare cibo!

Gli uomini amano le donne di buona forchetta e se c’è una cosa che odiano è la tipa in fissa col “no carbo” che ordina insalata e poi magari chiede di assaggiare la sua carbonara!!

Lasciatevi conquistare.

Se c’è un denominatore comune, che si mantiene vivo nei secoli, è la sua indole da cacciatore. Quindi anche se siamo li sognanti e bramanti di un suo bacio non togliamoli il piacere della conquista, infondo è pur sempre un modo per vedere quanto ci sa fare no?!

L’uso del cellulare.

Evitate accuratamente di utilizzare lo smartphone come un adolescente esaltata  per aggiornare la vostra amica sull’andamento dell’incontro, per fare foto ai piatti di portata, fare delle stories con  tanto di tag del suo nome per farne motivo di vanto ecc….

Ecco, questi tipi di atteggiamenti  si commentano con una sola frase “Poraccitudine has not limitis”!

Parlare di soldi (o per meglio dire quanto guadagna).

Anche se state puntando ad “essere mantenute” evitate di parlare di denaro, fino a prova contraria non siamo la Guardia di Finanza,

lì per fargli i conti in tasca (tanto sono certa che un occhiata all’orologio e alla sua auto già glielo avete lanciato)!

Il Conto del primo appuntamento non si scorda mai.

Qui le scuole di pensiero sono molteplici, c’è colei che per pura formalità chiede di dividere la somma, c’è “l’ independent woman” che tira fuori fulminea la sua carta di credito tanto per mettere da subito in chiaro che “io di te non c’ho bisogno” ed infine colei che non prova neanche per errore a prendere il portafoglio perché vige la regola “L’uomo sei tu, quindi paghi tu”. Personalmente al primo incontro il gusto di assaporare un minimo di galanteria non me lo voglio perdere, poi quando e se ci rivedremo offrirò io (forse).

Dulcis in fundo, il sesso al primo appuntamento si o no?!

Innanzitutto sfatiamo il mito secondo il quale è solo l’uomo a cercare dell’intimità al primo incontro, niente di più falso!

Anche le donne provano delle pulsioni fisiche nei confronti del genere maschile, e se non le concretizzano da subito è solo perché ne fanno una (stupida e ipocrita) forma di morale del tipo “Chissà poi cosa penserà di me, che sono una poco di buono” “No, la prima sera no meglio aspettare la seconda o la terza uscita ”insomma tutta una serie di menate e di paturnie che non portano da nessuna parte.

Perché tanto l’esperienza ci insegna che se un uomo avrà voglia di richiamarci lo farà a prescindere  dal finale della serata e se non lo farà è perché non gli piacciamo abbastanza (e non è detto che sia per un nostro errore).

Più chiaro di così…

Good lucky ladies !!

Ginger inside

Leggi Ancora
eccellenze italianeModa

“Ginger’s Word” incontra Marco Giannetti : la moda passa, una camicia su misura resta!

Marco Giannetti.

La camicia rappresenta un vero e proprio biglietto da visita per gli uomini, per questo è importante che essa sia scelta ed indossata in maniera impeccabile.

Inutile dire che acquistare una camicia pre-confezionata e pensare che essa calzi a pennello è veramente molto difficile.

Molto più probabile che abbia le maniche di una lunghezza sbagliata, i polsini ed il colletto troppo  larghi o stretti e così via.  Indossare una camicia in questo modo non è né comodo né elegante, resta un qualcosa fine a se stesso, un mero acquisto finalizzato all’uso che se ne farà a seconda delle occasioni.

Ecco perché vivere l’esperienza di vedere nascere su di sé un capo di abbigliamento  è un qualcosa di unico nel suo genere.

Un po’ come avviene per la cravatta, la camicia rivela il carattere di chi la indossa, ne conferisce un fascino distintivo proprio grazie alla personalizzazione, insomma è un capo che non può e non deve mancare nel guardaroba di un uomo.

Ma attenti a non ridurre il tutto ad un concetto di stile esclusivamente maschile, il medesimo discorso vale per i capi di vestiario femminili dove la camicia su misura rappresenta  un vero è proprio “must have”. Ispirata al modello classico maschile, nasce come simbolo dell’emancipazione femminile, e segna il progresso e l’entrata delle donne nel mondo del lavoro.

Siamo partiti da Coco Chanel, la stilista che per prima ha saputo interpretare il cambiamento avvenuto nel’900,presentando una nuova linea bianca dal taglio e dalle linee rivisitate rispetto a quella maschile.

Fino ad arrivare ad oggi, dove di camicie da donna c’è ne sono davvero per tutti i gusti ed esigenze.

Nonostante però la vasta scelta e volendo  per me il meglio ,troppo facile sarebbe stato acquistarne una in un qualsiasi luxury store di Via Condotti, io cercavo un esperienza differente che lasciasse in me e nel mio armadio traccia di essa.

Ed è qui che, per merito del mio editore Alessio Musella è arrivata la svolta!

Difatti grazie ad una sua idea, ovvero quella di arricchire il mio book fotografico con una camicia fatta su misura, mi ha creato dapprima un contatto che in seguito sarebbe diventato un vero e proprio connubio con il  miglior “artigiano delle camicie” su piazza e all’estero, Marco Giannetti.

La sua fama di grande professionista del settore, l’ho riscontrata sin dalle prime battute intercorse durante il nostro primo incontro.

Nella sua meravigliosa bottega (che ahimè con l’avanzare della tecnologia sono cosa davvero rara da ritrovare) mi ha subito trasmesso un concetto fondamentale ovvero, fare una camicia su misura non significa soltanto farla tecnicamente bene ma anche entrare nella mente di colui/lei  che la porterà, facendolo così  sentire bene e a proprio agio.

Ha inoltre aggiunto che, prendere le misure non significa solo prendere un centimetro e segnare, ma far incontrare la sua preparazione tecnica ed artistica con i miei desideri, difatti  così è stato.

All’inizio c’è stato il confronto sulla tipologia di capo da realizzare (e qui torniamo  allo studio del soggetto che si ha di fronte).

Lui si trovava davanti  una donna sicuramente dalla forte personalità, formosa, appariscente ,a volte eccessiva ma decisamente molto femminile.

Quale poteva essere dunque uno stile in linea con il suo essere ma che si discostasse per una volta da tutto ciò che eravamo abituati a vedere dalle sue” immagini social”?

La camicia ominile of course !!

Grazie al suo sapere mi sono immersa , in un meraviglioso mondo fatto di svariati elementi di cui conoscevo solo una basica esistenza, tessuti, colletti, polsini , asole , bottoni, e nella scelta di ognuno di essi ritrovavo il personale tocco dell’artigiano. Siamo partiti con la scelta del tessuto, e Marco senza indugio mi ha proposto un cotone e raso nero marcato “ Ferno Royal-Canclini “praticamente  il top di gamma sul mercato.

Abbiamo proseguito con la scelta dei dettagli , che si sà sono quelli che poi  fanno la differenza; dei  bottoni in madre perla trocast , con un unico differente dagli altri di colore rosso posto al centro dell’abbottonatura (perché a noi il rosso piace tanto e lo volevamo un po’ in ogni dove) il collo di classica linea Italiana, il polsino di sua personalissima creazione che ha chiamato “Middle way” proprio perche si presenta con un lato stondato ed uno quadrato, ed infine l’elemento distintivo di una camicia ominile , voi penserete giustamente alle iniziali del nome e cognome così come fan tutti , corretto ma questa per noi sarebbe stata una scelta troppo banale e Ginger di banale non ha e non doveva  avere niente quindi, senza pensarci troppo ci siamo trovati d’accordo sul fatto che l’iniziale sarebbe stata la G cucita sul polsino destro, bene in vista e di colore rosso !!

Nel corso dei successivi incontri prova, nulla sfuggiva al suo occhio attento, fino al fatidico giorno in cui mi è stato detto “La tua camicia è pronta” ed è li che mi sono sentita davvero felice e trepidante al solo pensiero di poter avere finalmente ciò che avevo desiderato tanto.

Nel momento in cui l’ho indossata non smettevo di guardarmi allo specchio da tutte le angolazioni possibili e immaginabili, e da qualsiasi prospettiva la guardassi era perfetta  ed era tutta mia, talmente mia che la sentivo addosso come una seconda pelle.

Sebbene però  fossi davvero entusiasta del prodotto finale, più mi guardavo e più riflettevo sul fatto che mancasse un qualcosa, si ma cosa?

La cravatta signori, ovviamente  la cravatta!!!

E credetemi quando vi dico che la sintonia che si era creata tra “cliente e maestro”, nel voler vedere il prodotto finito completo  nel suo insieme di qualità e stile ,che è intercorso un attimo tra il momento in cui ho espresso il mio desiderio a Marco, e quello in cui me la sono ritrovata al collo perfettamente annodata !!

Alla fine di questa meravigliosa esperienza  (che sicuramente non sarà l’unica) ho appreso quanta preparazione ,dedizione e passione ci metta Marco Giannetti nella realizzazione di una camicia su misura che, se pur rappresentando un capo unico del mio armadio, rimarrà per sempre anche un po’ sua.

Ginger inside

Leggi Ancora
AttualitàModa

“GINGER’S WORD”: NON CHIAMATELE SEMPLICEMENTE SCARPE.

GINGER’S WORD

La scarpa di una donna  è considerata  l’accessorio femminile per eccellenza, simbolo di seduzione e fascino, idolatrata sin dai tempi della bellissima Cleopatra, un autentica svolta di vita per Cenerentola che senza la scarpetta di cristallo sarebbe  ancora lì a lavare pavimenti ,idolatrate da una sex symbol come Marilyn Monroe la quale diceva “Date ad una donna le scarpe giuste e conquisterà il mondo”  e non in ultimo arrivando ai giorni nostri, paragonate ad un partner maschile nella famosa serie di “Sex and the city”.

La protagonista  Carrie Bradshaw (l’attrice Sarah Jessica Parker) famigerata amante dello shopping in quel di NY ,affermava quanto segue :“Gli uomini sono come le scarpe col tacco.

Ci sono quelli belli che fanno male, quelli che non ti piacciono fin dall’inizio, quelli irraggiungibili che non potranno mai essere tuoi, quelli che affascinano in partenza ma poi capisci che non sono niente di speciale ed infine quelli che non ti stancherai mai di avere con te.

Ed io da donna posso solo che confermare parola per parola. Carrie We love you !!

Spesso l’acquisto di un paio di scarpe determina l’aumento dell’autostima e ne migliora l’umore (non snobbate il concetto ,lo affermano  fior di psicologi non la sottoscritta).

Quando una donna acquista una scarpa, che sia bassa o tacco 12 cm, la vedremo lì davanti allo specchio del negozio  ad osservarsi da ogni tipo di prospettiva mentre si chiede ,

Mi slancia?

Mi fa il sedere basso?

Con cosa le abbino?

Quando lui mi vedrà con queste indosso impazzirà ne sono certa !

Sono troppo alte, sono anche scomode ma quanto sono fighe?!

Ok,le prendo!

Alla fine il concetto che vincerà è “Non importa quante paia di scarpe abbia una donna, se le chiedi perché ne compra un altro la sua risposta sarà sempre perché mi serve e perché non ho mai niente da mettermi !!

Sarà vero?!

Ma assolutamente no, il fatto è che nel cuore di una donna ci sarà sempre spazio per un nuovo paio di scarpe, quindi maschietti conviventi all’ascolto, rassegnatevi al fatto che 4 scaffali su 5 saranno nostri !!

Ed è proprio a questi ultimi che mi rivolgo con delle piccole dritte.

Volete capire una donna? Guardate le scarpe che indossa!

Vi stilo dei brevissimi esempi dove mi addentro nell’infinito mondo dei modelli di calzature femminili e la personalità che ne indicano, personalissime opinioni ovviamente.

Parto con un modello che definisco l’anti femminilità per eccellenza, le Ballerine.

E’ per quel tipo di ragazza a cui piace stare coi piedi per terra (ma proprio nell’assolutezza del termine), ne ha sempre un paio di scorta in macchina (anche perché con i tacchi non sanno guidare diciamolo pure), al massimo si concedono un fiocchettino, un bottone gioiello in punta ma niente di troppo vistoso, loro amano lo stile informale e decisamente comodo.

Aggiungerei ,poi però non vi lamentate se esistono numerose campagne per l’annientamento delle ballerine dal suolo terreste! Uomini in quanti d’accordo con me ??

La scarpa col tacchetto basso, quella da 4-5 cm per intenderci, è una chiara sintesi del vorrei tanto saper camminare su di un tacco 12, fare invidia  anche i San Pietrini mentre cammino sicura di me lungo Piazza Venezia  ma alla fine desisto perché sembro Paperina che cerca di darsi un tono !

Spero vivamente che Jimmy Chou non mi senta!

Lo stivaletto basso. Bello se lo si sa abbinare ad un outfit corretto, mi viene da pensare alle biker che sono un ever green, male male se invece è il 15 Agosto e vi presentate in spiaggia con gli shorts a livelli inguinali abbinati allo stivaletto nero perché vorreste che la gente che vi osserva pensi che siate una vera coolgirl, quando invece l’unica cosa che penseranno  è”Poveri piedi non vorrei essere al loro posto”!

La scarpa da ginnastica.

E’ un modello che è ormai sdoganato per molteplici occasioni e non più solo abbinato ad un attività sportiva, senza considerare che molti brand ne hanno curato i dettagli, colori, lacci, suola interna, quelle che si illuminano mentre cammini, quelle di colore diverso ma appartenenti allo stesso paio.

Insomma c’è  n’è per tutti i gusti, ti danno quel tocco modaiolo anche sotto un jeans, e se non ti affretti a comprarle entro 2h, possibilmente senza svenderti un rene visti i costi non proprio accessibili a tutti , non le troverai più!

Ed infine la mia amatissima scarpa col tacco, vertiginoso, color oro, argento, trasparente, con il logo della casa madre (tipo Yves Sant Loren),borchiate (vedi  Casadei ) o il decolletè con l’inconfondibile  suola rossa firmata  Louboutin (Adorooo) . Insomma chi sceglie i tacchi alti come must have è perché le piace farsi notare ,ovviamente  occhio a non indossarli al supermercato perché poi dal farsi notare in bene ad essere scambiate per ridicole è un attimo!

Lasciatemi però  esprimere infine  un breve pensiero sul mondo delle scarpe femminili, quanto meno per onestà,sul fatto che l’ enorme interesse che destano vale anche per il versante maschile. Gli uomini provano un interesse fortemente erotico per questo indispensabile elemento,dal momento che le configurano come grande oggetto del desiderio ed arma di seduzione.

Ne comprano tante on line (preferibilmente super usate) le fotografano indossate da donne non necessariamente avvenenti ma poco importa perché tanto la protagonista non sarà quest’ultima bensì le sue scarpe,

Le riveriscono in quel che si chiamano “sessioni” ovvero incontri neanche poco costosi dove lo scopo in sé non è il sesso  bensì essere anche solo calpestati da questo apparente normale  accessorio che tanto normale non è..

Di queste forme di feticismo c’è ne sono molteplici e per tutti i gusti ma il discorso è talmente ampio nel suo genere che meriterà sicuramente  un capitolo a parte. Stay tuned.

Ginger Inside

Leggi Ancora
Attualità

“GINGER’S WORD”: PRIMO APPUNTAMENTO, TUTTE LE COSE CHE UN UOMO NON DEVE FARE !!

GINGER’S WORD

Nell’ affrontare l’argomento “Cosa non deve fare un uomo al primo appuntamento” una domanda mi sorge subito spontanea, e qui mi rivolgo alle donne, quante volte vi siete dette di ritorno da un incontro “Io questo caso umano non lo voglio rivedere più neanche in fotografia”?!

Beh, personalmente tante!

 Si perché un appuntamento con una donna è un momento importantissimo in cui ci si gioca innanzitutto la serata, i più precoci anche la nottata, ma soprattutto la chance di rivederla una seconda volta.

A tal proposito il “sempre verde” Charles Bukowski diceva “Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione”.

E se lo dice lui che è citato in ogni dove, come dargli torto.

Ma partiamo con l’affrontare il discorso bigliettino da visita, ovvero cosa mi metto?? In molti so che risponderanno , io non bado a queste cose.

Niente di più sbagliato.

E non mi sento di essere superficiale ribaltando  il detto “L’abito non fa il monaco” perché lo fa eccome!

L’esperienza di ognuna di noi narra di uomini  che si sono  presentati  in perfetto stile wedding day o ancor peggio con degli outfit creati buttandosi la colla addosso e dritti nell’armadio! N.C.S. !!!

Si perché sappiate che noi donne siamo rinomate per essere cintura nera di screening , ovvero un accurato vaglio che partirà non appena vi paleserete al nostro cospetto!

Pertanto il consiglio è di mantenere sicuramente la propria personalità nel vestire, senza però cercare di strafare (chiediamo troppo? Io non credo)

Bypassato il dilemma dell’abbigliamento, presentarsi all’incontro in ritardo è roba che possiamo permetterci solo noi, quindi presentatevi in netto anticipo e bando a tutti gli alibi tipo “Scusa il ritardo ma c’era traffico” (vi potevate muovere prima no!?)

Sarebbe inoltre carino da parte vostra portarle un pensierino, tranquillizzo subito gli spilorci non ho detto regalo, magari anche un fiore o un cioccolatino preso al volo in un bar, di sicuro non passerà  inosservato ai nostri occhi ma sicuramente apprezzato con tanto di effetto “Wow ma allora esistono ancora i galantuomini”!

A questo punto lei si aspetterà che abbiate già deciso il posto dove andare a cena , non commettete l’errore grossolano di chiederci

Dove ti piacerebbe andare”?

niente di più sbagliato, meglio una scelta personale del ristorante ma che manifesti un minimo di organizzazione, piuttosto che far decidere a lei nel timore che non incontri i suoi gusti.

Bene, una volta a tavola il gioco si fa duro!

Qui potrei elencarvi un decalogo di tutti gli errori da non commettere ,che potrebbero sembrare apparentemente scontati ma che tanto banali poi non sono.

Rigorosamente vietato parlare al primo appuntamento della vostra ex (i meno 100 punti sono assicurati all’istante)sia se si tratti di Miss Universo o di un premio Nobel o peggio ancora se iniziate con la pallosa storia  del perché  vi ha scaricato e dimostrate di stare sotto un treno, a noi personalmente che ci importa?? Perché siete qui allora?? E’ davvero  interessato a me o mi ha scambiata per una seduta dalla psicologa?

Smollate poi il telefono, niente di più maleducato che controllare costantemente il cellulare con la scusa del lavoro ( sempre che di lavoro si tratti ) se dovevate continuare a lavorare potevate restarvene  in ufficio no?

Molto meglio invece creare  diversi spunti di conversazione che manifestino un interesse verso  chi  avete di fronte, fare domande cercando ci conoscere i suoi gusti, le sue esperienze, senza farlo diventare un interrogatorio ma raccontando anche un po’ di sè.

Se parla solo lui , del suo lavoro , di quante donne ha avuto si scade in primo luogo nella parte della prima donna mancata (e qui se c’è una prima donna quella non siete di certo voi) o anche dello sborone che decanta il suo successo  con le donne (si si, vantati pure che di questo passo un bel 2 di picche stasera è assicurato).

Fare dei complimenti ad una donna alla quale si è chiesto di uscire per la prima volta è invece fondamentale, oserei dire le basi!!

Anche semplici, possibilmente non rivolti  al suo decolletè bensi al suo viso, alla sua femminilità , ad un buon profumo che voi farete finta di apprezzare , o se ancor meglio volete vincere facile mostrate particolare apprezzamento per le nostre scarpe alla quale voi neanche lontanamente immaginate quanto ci teniamo e quanto tempo abbiamo impiegato per scegliere quella giusta per la serata!

E’ arrivato il fatidico momento del conto, da sempre argomento di diverse scuole di pensiero, chi paga??

Personalmente non ci sarebbe neanche da porsi la domanda , pagate voi of course! Quindi, e qui mi rivolgo  a tutti gli uomini di Neanderthal ancora in circolazione, per ora mano al portafoglio e semmai ci fosse un secondo appuntamento  forse inizieremo a valutare l’idea di offrirvene una noi.

Ma dopotutto  lasciatemelo dire la galanteria, quella sentita, la si percepisce subito, la si apprezza sempre e non è mai fuori moda!

Ultimo punto ma non per questo meno importante, non puntare tutto sul dopo cena a meno che non si siano create inequivocabili circostanze a fare andare oltre la situazione, se tutto è andato bene non rovinate ogni cosa con le vostre stesse mani (in senso letterale proprio)

Non cercate subito di arrivare al punto tanto ricordatevi sempre che è la donna a scegliere come e se creare dell’intimità, quindi la prima mossa si ma sempre con stile, ed incorrere nella figura del viscido a volte è un attimo!

So che adesso mi sto inimicando flotte di maschietti che non sono assolutamente in linea con molti dei miei pensieri, quindi per equità vi dico che presto darò voce alla controparte ,ovvero tutto ciò che noi ladies dovremmo assolutamente evitare di fare al primo incontro, e li credo che una rubrica non basti ma necessiterò di  volumi enciclopedici !

Ginger Inside

Leggi Ancora
AttualitàMusica

“Ginger’s Words”: Maneskin, Fenomeno vero o falso?

Maneskin

Che i Maneskin siano diventati un fenomeno mondiale, che facciano quotidianamente notizia e che abbiano raggiunto obiettivi che probabilmente neanche loro si auspicavano fino a un paio di anni fa, ormai è cosa conclamata e a comprovarlo sono i numeri di Spotify con gli oltre 30Mln di ascolti mensili.

Quella di cui visto parlando è una rapidissima ascesa iniziata soprattutto dopo il Festival di Sanremo quando la band romana ha alzato, tra le lacrime del loro mascara colato, l’ambito premio della Kermesse canora.

E poi?

E poi di lì non hanno più smesso di suonare, divenendo un vero e proprio fenomeno internazionale  grazie anche alla successiva vittoria all’Eurovision songs contest che li ha presentati su un palcoscenico spinto all’ennesima potenza, fuori dai confini nazionali , condito anche da un piccolo “drugs gate” sollevato dai nostri “cugini Francesi”, che proprio non hanno ancora imparato a perdere, e repentinamente sbugiardato dal front man Damiano il quale era stato preso in causa.

Gli si spalanca cosi la strada verso il successo prima Europeo , poi in UK dove cavalcano tutte le classifiche delle single chart con “I wanna be your slave” (sfido chiunque ad asserire che non abbia canticchiato almeno 1 volta l’intro della canzone), ed infine negli USA dove addirittura il famigerato magazine Rolling Stone si è occupato della band romana apprezzandone il talento musicale.

Tutto questo va detto è cosa non da poco considerando che il pubblico internazionale è abituato a collegare le nostre sonorità più a quelle pop (vedi Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Tiziano Ferro) o ancora quelle operistiche e melodiche, più che ad un rock band che canta in perfetto inglese e si butta tra la folla ai concerti.

Ma allora una domanda sorge spontanea,

I Maneskin (termine Danese che in Italiano significa “chiaro di luna”) entreranno di diritto nella storia del rock, trovando un posticino tra altre band del calibro dei Nirvana, U2, Pearl Jeam ecc o sono solo un fenomeno passeggero?

Sicuramente hanno tutte le carte in regola per far parlare di sé, fashion , carismatici, open mind, bella voce, ottime strategie di marketing ,un manager nuovo di zecca che è andato a sostituire quello un po’ più “datato” prontamente scaricato dopo la vittoria l’Eurovision song contest e non in ultimo un seguito mediatico da 5Mln di followers con i quali condividono pedissequamente tutta la loro giornata.

Rimanendo però in tema di provocazione e trasgressione, elementi fondamentali per il gruppo under 30, potrei citarvi innumerevoli episodi a loro collegati volti a destare scalpore; Vic che canta a seno (s)coperto da una x fatta di scotch a Vienna (accidenti che scandalo! roba da far rabbrividire il valzer Austriaco) il bacio omosessuale tra Damiano e Thomas il chitarrista mentre inneggiano alla libertà sessuale proprio sul palco Polacco notoriamente un Paese ultra conservatore (sarà stato un caso scegliere di farlo lì, io non credo) e ancora recentemente il lancio del nuovo singolo “Mamma mia” utilizzando una foto del front man che lo ritrae completamente nudo e si chiede

 “Perché fa così caldo”?

Ora lasciatemelo dire, la loro trasgressione fa un po’ tenerezza considerando che può attecchire su di un pubblico di teenager , target su cui è stata perfettamente calibrata, e che giustamente si esalta se Damiano si sfiora le parti intime quando canta sul palco “Zitti e buoni”.

Pertanto ad oggi mi sento di porvi una domanda

”Perché quando i Maneskin da perfetti anonimi, cantavano per le strade di Via del Corso a Roma dove esprimevano solo il loro innegabile talento musicale, è stato necessario crearci sopra dei veri e propri personaggi?

Probabilmente perché a volte il talento non basta e bisogna rispondere anche ai diktat che il mercato richiede, cercare di far parlare di se passando dai social network ai tavolini di un bar dove delle over 40 apprezzano la nuance di ombretto di Damiano e ci fanno anche qualche pensierino libidinoso.

Non sarà che questi 20enni sotto i lori meravigliosi outfit di pelle a marchio Etro, sotto sotto nascondano le tipiche fragilità legate alla loro età che  prima o poi il mercato musicale cinicamente  rimpiazzerà con un titolo su di un giornale “I nuovi Maneskin”?

Personalmente credo proprio di sì.

Ginger Inside

Leggi Ancora