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Elisa Volta

Rubrica di Elisa Volta

“BON TON BON TON” A CURA DI ELISA VOLTA “Da Monsignor Della Casa al selfie”.

ELISA VOLTA


[…] NON ISTÀ BENE A FREGARSI I DENTI CON LA TOVAGLIUOLA, E MENO CHE MENO COL DITO, CHE SONO ATTI DIFFORMI.

Né risciacquarsi la bocca e sputare il vino, sta bene in palese.

Né in levandosi da tavola portar lo stecco in bocca, a guisa d’uccello che faccia suo nido, o sopra l’orecchio, come barbiere, è gentil costume […]

Si tratta di un estratto dal libro “Galateo” di Giovanni Della Casa pubblicato, postumo, nel 1558.

Mi auguro che ai giorni nostri nessuno più si risciacqui la bocca con il vino per poi sputarlo, ma vi assicuro di aver avuto la spiacevole occasione di vedere una “Signora” a tavola, intenta a strofinare accuratamente il tovagliolo sopra gli incisivi prima di un selfie!

Sono una fervida sostenitrice dell’igiene orale, ma raccomando di svolgere tali operazioni con l’ausilio di spazzolino e dentifricio nella riservatezza della sala da bagno.

Veniamo agli stuzzicadenti: non vanno mai portati a tavola, ma soprattutto in questo contesto non devono essere usati.

Se non possiamo proprio fare a meno di incuneare l’incriminato legnetto fra i denti, chiediamolo al cameriere o ai padroni di casa con discrezione e spostiamoci nella toilette per condurre le operazioni.

Gli stuzzicadenti che accompagnano olive o tartine servono per prendere tali alimenti e portarli alla bocca.

Da lì poi, lo stecco si allontanerà immediatamente.

Non resteremo con il legnetto accomodato sulle nostre labbra «a guisa d’uccello che faccia suo nido».

Elisa Volta

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“BON TON BON TON” A CURA DI ELISA VOLTA: se si vedono non sono buone maniere…

ELISA VOLTA

“L’uomo elegante è quello di cui non noti mai il vestito”

(William Somerset Maugham)

Come per l’eleganza, anche per le buone maniere vale lo stesso principio: se si notano, non sono buone maniere.

Non una posa per occasioni speciali, ma una rilassata consuetudine, uno stile di vita.

Ecco come vanno intese le buone maniere.

Se pensiamo di padroneggiare il tema sfoggiando diligentemente regole e regolette tirate fuori dal cappello come conigli… possiamo aspirare ad essere forse dei bravi cabarettisti, ma non delle persone educate.

Ci vuole consapevolezza, pratica e attenzione.

Ecco perché se vogliamo che il mondo recuperi valori quali: rispetto, tolleranza, altruismo, è fondamentale che determinati comportamenti vengano seguiti anche a casa, dove i bambini e i ragazzi ci osservano. Insegniamo loro il rispetto con l’esempio e non lasciamoci mai vincere dal “tanto non mi vede nessuno”!

Ma come agire praticamente?

Iniziando dalle piccole cose: anche tra le pareti domestiche, non lasciamoci andare all’uso di un linguaggio superficiale, o peggio, involgarito da parolacce e imprecazioni.

Nelle discussioni lasciamo spazio a tutti i pareri.

A tavola cerchiamo di mantenere delle regole di orari e di mansioni da svolgere tra i vari componenti della famiglia.

Evitiamo abbigliamento e atteggiamenti troppo trasandati; sulla sedia, ad esempio si sta seduti e non accovacciati e l’avambraccio sinistro non serve per “puntellare” la testa!

Cerchiamo di essere irremovibili: smartphone e tecnologia varia, non fanno parte della mise en place.

Evitiamo di “scaricare” alla rinfusa, sulla tavola, confezioni e oggetti vari. 

Anche l’occhio vuole la sua parte e avere una tavola apparecchiata in modo gradevole e ordinato, aiuta a mantenere quella sensazione di armonia che predispone positivamente e allenta le tensioni accumulate durante la giornata.

Provare per credere!

Elisa Volta

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BON TON, BON TON, RUBRICA A CURA DI ELISA VOLTA: Lei…a chi?

elisa volta

Il Lei è oggigiorno percepito quasi al pari di un insulto!

Vista ormai come una forma di comunicazione desueta e permeata di snobismo, l’abitudine di rivolgersi agli estranei o ai superiori con tale modalità, è considerata addirittura fastidiosa e troppo formale.

Viene percepita come intenzione di porre distanza e barriere in un mondo che reclama invece uguaglianza e spontaneità.

Capita sempre più spesso di entrare in negozi e famose catene, salutare con un buongiorno o buonasera ed essere accolti con un gioioso e fresco «Ciao! Dimmi pure.»

Personalmente, pur lusingata, dopo un primo istante di ingiustificata euforia in cui mi dico: «Forse mi ha scambiata per una coetanea!», torno alla lucidità e persevero nel mio intento: «Potrebbe mostrarmi…» ricevendo in risposta un grande sorriso, una squisita cortesia e un: «Certo. Ti faccio vedere!»

Non pretendo l’accoglienza degli addetti alle vendite delle prestigiose maison, istruiti adeguatamente per acquisire quella giusta dose di aristocratica distanza che rende i prodotti ancora più preziosi, ma ritengo poco professionale che una o un giovane si rivolgano ad un cliente sconosciuto che porta un’età decisamente superiore alla loro, dando del Tu insistentemente.

Il Lei è una formula di rispetto e anche l’unica formula che si dovrebbe utilizzare con persone alle quali non si è legati da un rapporto di amicizia. Il passaggio dal Lei al Tu, potrà avvenire in conseguenza di una frequentazione o dalla volontà di uno dei due. A manifestare tale volontà, dovrebbe essere la donna, oppure la persona più anziana o quella più autorevole o gerarchicamente superiore.

Il Lei deve sempre essere reciproco: non è corretto pretendere il Lei dando il Tu.

Questo anche nel luogo di lavoro, dove un superiore non dovrebbe rivolgersi con il Tu ad un sottoposto da cui pretende il Lei.

Ci sono occasioni per le quali il Tu, anche per chi si incontra per la prima volta, è una regola: è il caso degli appartenenti allo stesso ordine professionale (avvocati, medici, giornalisti, ecc.), tra soci del medesimo club, tra colleghi, in contesti informali dove si viene introdotti tra amici da amici e naturalmente tra coetanei giovani.

Personalmente, amo dare del Lei alle persone per le quali nutro profondo rispetto e lo faccio anche con i giovani sul luogo di lavoro, perché lo ritengo un modo per riconoscere la loro professionalità.

Come sempre, non è solo “la regola” a doverci guidare, ma il contesto nel quale ci troviamo e soprattutto il buonsenso.  

Elisa Volta

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Bon Ton, Bon Ton, Buoni propositi per il 2022… a cura di Elisa Volta.

Elisa Volta

Al termine delle vacanze natalizie, come dopo le vacanze estive, arriva il tempo della lista dei buoni propositi.

Si inizia la dieta, ci si iscrive in palestra, si decide di non lasciarsi più sopraffare dai troppi impegni e ci si ripropone di trovare più tempo per se stessi.

In questa prima rubrica dell’anno 2022 vorrei proporre di aggiungere un’ulteriore voce alla lista.

Perché oltre ad essere più magri, più tonici e più rilassati, non porsi l’obiettivo di diventare anche più educati?

Non è necessario possedere un ricco conto in banca, né sangue blu. L’educazione è accessibile a tutti e se ognuno ne utilizzasse almeno un po’, il mondo sarebbe un posto migliore, perché la buona educazione è la miglior difesa contro le cattive maniere!

Oggi, in un mondo chiassoso, sguaiato e poco attento al prossimo, dove la qualità dei rapporti umani è pessima, suggerirei di non omologarsi, ma al contrario distinguersi, nel tentativo di invertire la rotta.

Iniziamo dai piccoli gesti quotidiani:

-guardiamo la persona con cui stiamo parlando, non lo schermo dello smartphone;

-apriamo e concludiamo mail, sms e messaggi WhatsApp, anche se informali, con un saluto;

– salutiamo entrando in un luogo dove ci sono altre persone e facciamolo anche uscendo;

-ascoltiamo chi ci parla.

Ma ascoltiamo davvero!

 Possono sembrare suggerimenti scontati, ma ahimè, non lo sono…

La fretta non può essere utilizzata come alibi per le nostre mancanze.

Queste piccole attenzioni non sottraggono tempo ma arricchiscono immensamente la qualità dei nostri rapporti.

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BON TON, BON TON, RUBRICA A CURA DI ELISA VOLTA: Tempo di feste, tempo di brindisi!

BON TON, BON TON

In questa ultima rubrica dell’anno 2021, il tema non poteva che essere quello dei momenti conviviali, ed in particolare il momento del brindisi.

Sia alla tavola di Natale con tutta la famiglia riunita, sia alla veglia per accogliere il nuovo anno, l’occasione certo non mancherà.

Il brindisi solitamente si celebra prima di cominciare il pasto, e ovviamente nessuno inizierà a bere prima dell’anfitrione.

Può però essere fatto anche al termine del pasto (o durante) nel caso dello scoccare della mezzanotte del 31 dicembre.

Chi proporrà il brindisi (l’anfitrione o la persona più anziana o più autorevole), solleverà il calice verso i convenuti e pronuncerà un breve e sentito augurio.

Gli altri commensali alzeranno a loro volta il proprio calice e…stop!

No! Non si pronuncerà cin cin e soprattutto non ci si sbraccerà come adolescenti nel negozio Apple durante il Black Friday, sbattendo i preziosi calici della nonna, gli uni contro gli altri.

Non siamo più nel medioevo dove, il toccare i calici facendo cadere gocce di vino da un recipiente all’altro rappresentava un segno di reciproca fiducia (significava scongiurare l’avvelenamento) e nemmeno nei porti cantonesi dove i marinai pronunciavano ch’ing ch’ing (letteralmente «prego prego»), formula poi diffusasi nei porti europei e trasformata in cin cin, pronuncia che ricorda il suono prodotto dal contatto di due bicchieri.

Diamo un tocco più personale e sincero a questo momento, impariamo a vivere ogni singolo istante in maniera unica e irripetibile.

Buon Natale e felice anno nuovo a tutti!

Elisa

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BON TON, BON TON, RUBRICA A CURA DI ELISA VOLTA: l’essenza delle buone maniere…

elisa volta

“La buona educazione non sta tanto nel non versare della salsa sulla tovaglia, ma piuttosto nel non mostrare di accorgersene se un altro lo fa.” (Anton Čechov)

Questa l’essenza delle buone maniere e della buona educazione.

Lo scopo di conoscere i codici di comportamento sociale, non è quello di distinguersi esibendosi nella loro rigida applicazione, ma al contrario, la persona educata è quella che sa dimenticare, se necessario, il si fa non si fa allo scopo di mettere a proprio agio le persone con cui si trova.

Non si dice buon appetito, ma se le persone con cui siamo seduti a tavola esprimono questo augurio, la nostra risposta non sarà certo (ad occhi spalancati): “ma buon appetito non si dice!”

Sorrideremo cortesemente e ringrazieremo senza aggiungere altro.

Talvolta, applicando le regole del galateo, si rischia addirittura di essere considerati maleducati! Impossibile direte. Ma pensate allo starnuto: salute non si dice.

Se qualcuno starnutisce in nostra presenza, l’atteggiamento da tenere è quello dell’indifferenza, per non portare l’attenzione su un particolare che non merita certo di essere messo in luce (oggi, in epoca di pandemia poi!) E’ la persona che starnutisce a dover compiere il gesto nel modo più composto e silenzioso possibile, accennando un delicato “scusi.”

Ma se la persona che ha starnutito ha la consuetudine di dire salute e quindi se lo aspetta da noi? Potrebbe pensare che siamo poco attenti o addirittura “maleducati”.

Ecco perché, anche nel caso delle buone maniere, è necessario di volta in volta valutare la situazione con sensibilità e intelligenza. Quando saremo noi a starnutire e ci verrà rivolto un convinto: salute! Sorrideremo e ringrazieremo.

Ciò che deve sempre guidare le nostre scelte è il rispetto!

Perché la forma non può prescindere dalla sostanza.

Elisa Volta

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Bon Ton, Bon Ton, Rubrica a cura di Elisa Volta: Il galateo e le buone maniere sono davvero fuori moda?

Elisa Volta

Il galateo e le buone maniere sono davvero fuori moda?

Cosa significa essere educati oggi?

Ecco due delle tante domande alle quali, con questa rubrica, tenterò di dare risposte.

Nell’era della velocità digitale, dove tutto accade con un “click”, siamo portati a vivere con ritmi frenetici e innaturali per l’uomo.

La fretta con cui ci relazioniamo porta spesso ad una perdita di attenzione e rispetto verso le altre persone e l’ambiente che ci circonda.

Riscoprire piccoli gesti può fare un’enorme differenza.

La frenesia delle nostre giornate ci fa essere spesso sgarbati o indifferenti, ricevendo in cambio il medesimo o peggiore atteggiamento.

Proviamo ad invertire la rotta!

Poniamoci delle domande e tentiamo di cambiare il nostro approccio riflettendo sul nostro modo di interagire con le persone.

Resteremo sbalorditi dalla positiva risposta che riceveremo.

Le norme di comportamento non sono altro che un “faro”, una guida pratica da seguire per una corretta interazione sociale che ci permette di non offendere (anche inconsapevolmente) e ci facilita la vita.

Personalmente considero le buone maniere e la gentilezza come una vera e propria cura. Medicine davvero eccezionali, perché in grado di portare benessere a chi le pratica e a chi la riceve, proprio come un sorriso.

Iniziamo ad esercitarci.

Il primo compito è appunto: sorridere!

Elisa Volta

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Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo

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Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo di Elisa Volta.

Elisa Volta

“Oggi ha senso parlare di galateo?

In una delle epoche meno educate della storia, assolutamente sì!

Il galateo andrebbe interpretato come una sorta di grammatica del comportamento, una traccia da seguire per creare  buoni rapporti, certo lasciando ad ognuno di noi  la licenza “poetica”, di poter prendere spunto e tracciare il nostro percorso…

In un mondo che appare sempre più privo di regole e di etica qualche riflessione sull’importanza del termine rispetto andrebbe in effetti fatta.

Questa è la sintesi estrema di un libro come il galateo che, generazione dopo generazione , non abbandona il suo ruolo di guida al comportamento..

L’autrice, Elisa Volta , collezionista di galatei, compone un libretto pieno di spunti veloci e diretti  invitando anche i più giovani ad avere un primo contatto con le “buone maniere”, ma adatto, allo stesso tempo, a lettori di ogni età, alla ricerca di un nuovo linguaggio che avvicini, invece di allontanare.

Intendiamoci, Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo non vuole essere una lettura troppo seriosa o accademica, piuttosto una sorta di confezione di “pillole” da tenere in borsa, pronta ad ogni occasione, che possano aiutarci a ritrovare con ik sorriso il piacere di condividere spazi e momenti insieme agli altri..

Una riscrittura dei principi basilari del galateo, adattati al nostro presente tecnologico e frettoloso..

E ricordate , anche quando pensate di sapere tutto, parafrasando il grande Totò “ Nessuno nasce imparato”.

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In realtà sono 2 i libri scritti da Elisa Volta che trattano i temi del Bon Ton, citiamo in questa breve presentazione anche “Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi in cui l’autrice ha selezionato con cura una raccolta di aforismi su stile ed eleganza provenienti da voci autorevoli del passato e del presente.

Seguendo il pensiero di poeti, filosofi, scrittori, stilisti, attori e giornalisti, personaggi appartenenti ai luoghi e alle epoche più diversi,

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