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Rosa Sorrentino tra passerella e obbiettivo

rosa sorrentino

Campana, un bellezza dolce, non aggressiva, un ottimo portamento e lineamenti perfetti, conosciamo meglio Rosa Sorrentino

Il tuo primo contatto con la moda?

Premetto che ho sempre trovato interesse per il mondo dello spettacolo, mi affascinava l’idea di poter sfilare sulle più grandi passerelle ; ma iniziò tutto così per caso. 

Ero piccola e amavo scattare foto e postarle sui social, proprio da lì un’agenzia mi notò e contattò, accordammo un colloquio e iniziai ad intraprendere questo percorso. 

Ero piccola avevo solo 14 anni, quindi anche scettica di questa grande novità, ma ho sempre amato tutto ciò.

Il tuo primo servizio fotografico?

Il mio primo servizio fotografico fu all’età di 10 anni per un brand di abbigliamento, ero una piccola bambina ma con dei grandi sogni nel cassetto. 

Sono sempre stata attratta da foto e sfilate, mi piaceva il fatto di indossare dei vestiti particolari da mostrare poi durante uno shooting. 

La tua prima sfilata?

La mia prima sfilata fu a Salerno per Models Runway Italy con il fashion manager Giancarlo Presutto. Ricordo tutto: l’adrenalina prima della partenza, il backstage, l’ansia dietro le quinte, ma soprattutto la voglia di divertirmi, cercando di arrivare al pubblico essendo me stessa. Tanti pensieri mi turbavano, ma tutti pensieri positivi, ero impaziente, non vedevo l’ora di sfilare per la prima volta.

Il mondo del fashion system pregi e difetti

In questo settore ci sono tanti pregi quanti difetti. 

Come ben sappiamo prima la donna era considerata un’oca, tutta immagine senza cervello, per cui utilizzata come “un oggetto” un manichino che camminava senza ne spirito ne anima, difatti erano statuarie senza un’ombra di sorriso, non dovevano di certo far trasparire la loro personalità.

C’è chi purtroppo ha ancora questa concezione e chi invece associa alla parola moda, pensieri positivi. 

La moda influenza soprattutto noi adolescenti ed è un modo per mettere in luce la nostra personalità, fuoriuscendo dai soliti canoni portando novità ed esprimendoci al 100%. 

Com’è cambiata la moda con l’avvento dei social?

Secondo il mio punto di vista i social hanno incrementato questo settore, risulta tutto molto più semplice, infatti ho iniziato il mio percorso proprio tramite questo mezzo.

Soprattutto in questo periodo,esigenza covid-19 è stato molto utile,sto lavorando molto anche a distanza, con collaborazioni e interviste online. I social, se si ha la capacità di usarli correttamente possono portarti in alto nel campo della moda; ad esempio nell’ultimo periodo è in tendenza TikTok, una piattaforma che permette di esibirti ad un pubblico molto ampio, internazionale, con contenuti vari tra cui anche la moda. 

Quanto è importante studiare per diventare una modella?

Si nasce con dei sogni ma per coltivarli ci vuole tempo, lavoro e sacrificio. 

È un’ambizione di tanti, ma per farla diventare professione, bisogna curare il proprio aspetto, arricchire il proprio bagaglio, ricercare e sperimentare, con lo scopo di portare novità e non confondersi.  

Il talento e la bellezza possono bastare? 

Talento e bellezza sono sicuramente importanti, ma non essenziali; in quanto oltre a queste due qualità bisogna associare forza e tenacia, occorre lavorare sodo per raggiungere un obiettivo. Nel mondo dello spettacolo ci vuole dedizione, devi essere capace di far combaciare tutte le attività quotidiane, come lo studio, attività fisica,…

Ci vuole carattere, è necessario tirar fuori la propria personalità e distinguersi dalla massa, di ragazze belle ne è pieno il mondo; bisogna  mettere da parte timidezza e insicurezza , altrimenti non si arriverebbe a nulla. 

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso.

Il Red Carpet di Sanremo… che dire, non ci sono parole.

Sognavo sin da bambina di poterci sfilare e dopo aver vinto il concorso nazionale di Miss Principessa d’Europa, mi fu data questa grandissima opportunità che ho vissuto in pieno.  Ma c’è un episodio che ricordo particolarmente si Sanremo, cioè quando ho conosciuto Gianni Ippoliti, il quale ha voluto creare con me e una signora anziana una scena carina, in cui la signora doveva cedermi la corona, quante risate… troppo divertente, andò poi in onda anche in Tv e ne fui molto grata, splendida persona; inizialmente non credevo fosse cosi simpatico, ma mi sono ricreduta.

Se potessi parlare con un grande del passato, chi e di che cosa?

Sicuramente Gianni Versace, sono ammaliata dalla sua vita, una persona molto umile che iniziò questa carriera per caso e che con grande successo e originalità si è distinto. 

Per lui lo stile è sinonimo di eleganza, la penso anch’io in questo modo, mi piace far emergere la semplicità e la classe, credo siano due aspetti altrettanto importanti per poter emergere. 

Cos’è per te la moda ?

Per me la moda è lo specchio dell’anima.

Essa mi ha aperto molte porte che riflettono esattamente i miei desideri e le mie aspirazioni, cerco di apprendere qualcosa di nuovo da ogni esperienza e da ogni offerta lavorativa, a fine di potenziare le mie capacità.

Amo mostrare a chi mi segue e chi ho intorno la mia persona, difatti è uno degli ambiti in cui riesco ad esprimermi meglio. 

Grazie Rosa per il tempo che ci hai dedicato la redazione di WL-MAGAZINE continuerà a seguirti con piacere .

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AttualitàModa

Il Brand Annalisa Queen pro Associazione Salvamamme

Annalisa Queen

Il brand di moda ecosostenibile Annalisa Queen si schiera in favore delle donne con una nuova iniziativa sociale a favore dell’Associazione Salvamamme.

In un contesto storico così problematico e delicato la stilista e designer Annalisa Caselli ha deciso di organizzare una vera e propria raccolta di abiti (per donna, uomo e bambino) da devolvere all’Associazione romana Salvamamme e Salvabebè.

Riciclo e riutilizzo sono le parole chiave del brand romano Annalisa Queen e mai come in questo momento sono di assoluta attualità.

Allora perché non aiutare i più bisognosi, soprattutto le associazioni di donne che aiutano altre donne e non solo?

Da qui nasce l’idea: fino a tutto gennaio 2022, consegnando nella Boutique Annalisa Queen di Via Panisperna 238/A, abiti nuovi o usati puliti e in buono stato, si riceverà un coupon sconto del valore del 10% su qualsiasi acquisto, valevole per un intero anno.

L’Associazione “I Diritti Civili nel 2000, Salvamamme Salvabebè”, opera da oltre quindici anni intervenendo nei momenti cruciali dell’abbandono e della solitudine delle mamme e delle famiglie in condizioni di grave disagio socio-economico. Salvamamme è un progetto unico: “crediamo nella solidarietà come valore fondante della persona e anima dell’intervento immediato e concreto su quello che serve e quando serve: il giorno. la notte, le domeniche…un telefono sempre acceso…”

In un contesto sociale complicato come quello che stiamo vivendo diventa fondamentale fare rete ed in questo le donne sono, da sempre, sinonimo di grande organizzazione.

Annalisa Queen quindi consolida la sua vision che, oltre ad essere green ed ecosostenibile, ha una particolare attenzione al sociale, i capi delle collezioni presenti in Boutique, infatti, vengono realizzati da un laboratorio onlus italiano che si occupa di ridare lavoro e dignità a donne che provengono da storie difficili.

Un brand giovane, una start-up romana che ha aperto le sue porte nel centro storico di Roma in piena pandemia mondiale, lo scorso 27 ottobre, ma che ha già dimostrato un carattere forte e determinato, con una vision assolutamente moderna e al passo con i tempi, attenta alle problematiche del nostro Pianeta sia a livello ambientale che sociale.

Segnalato da

Stefania Vaghi Comunicazione

Ufficio Stampa, Comunicazione & Social Media

vaghistefy@gmail.com
+39 3391748700

www.stefaniavaghicomunicazione.com

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IntervisteModa

Massimiliano Giangrossi Atelier

Abbiamo fatto qualche domanda a Massimiliano Giangrossi oggi è uno stimatissimo Stilista che contribuisce a tenere alto nel mondo il made in Italy quando si parla di abiti da sposa e alta moda, ma che fin da giovanissimo ha trasmesso le sue emozioni attraverso stoffe, disegni e colori indossabili

Primo incontro con la moda ?

io considero il mio primo incontro con la moda durante le lezioni di educazione artistica alle scuole medie avevo la tendenza a disegnare abiti L’insegnante ci diede un compito realizzare un cartello pubblicitario ricordo disegnare due pellicce.

Il talento nella mondo delle passerelle conta più dello studio?
il talento è senza dubbio importante ma va nutrito con lo studio

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?
la moda la si sente dentro è espressione e comunicazione sia sociologia che di se stessi ed è importante studiarla per comprenderla. Generalmente mi ispiro alle mie emozioni e a ciò che mi circonda chiudendo gli occhi e visualizzando i pensieri. 

Perché non esistono più le TOP ?

le top non esistono più come negli anni 80/90 perché siamo cambiati la società è cambiata è cambiata la lettura della moda non possiamo avere solo una top di riferimento ma abbiamo bisogno delle nostre personalità  

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?
i social contano molto oggi  e lo vediamo e li usiamo tutti anche se io non sono d’accordo al 100%perché attraverso i social si fa fatica a far comprendere al consumatore ciò che c’è veramente dietro ad un’immagine il lavoro i sacrifici sui social un prodotto diventa vecchio dopo 5 minuti che lo hai postato cosa che non condivido pienamente. Per il resto sono utilissimi periti portano ovunque. 

Che cos’è per te la moda?
la moda per me è l’espressione e l’espansione di me stesso e credo di tutta la società è la nostra seconda lingua attraverso la moda comunichiamo chi siamo come stiamo cosa vogliono etc etc

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perchè?
se potessi tornare indietro mi vorrei confrontare con Dior e Chanel Dior per la sartorialita e Chanel per il suo modo di pensare.

Cosa pensi dell’editoria di settore?
l’editoria di settore credo sia molto importate e utile quanto è ben fatta

L’anoressia spesso è stata associata al mondo della moda, qualcosa è cambiato oggi ?
anoressia spero sparisca dalla faccia della terra e nella moda spero sia cambiato molto per quel che mi riguarda non amo le donne troppo magre le forme della femminilità se della sensualità ci vogliono. 

Cosa pensi del fenomeno “Curvy”? la sensazione è che poco realmente cambi….
Le curvy ben vengano sono adorabili e allegre in sartoria da me Io non devo giudicare la fisicità di nessuno ho il dovere di rendere belle con la mia arte

Clikka sul link per il Video

Intervista in collaborazione con Alessandra Giulivo Presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer

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Terra: il terzo modello di scarpa vegetale prodotta dai residui di uva italiana made in Le Coq Sportif

Coq Sportif

Dopo i modelli Gaïa e Nérée presentati lo scorso agosto, la nuova calzatura del brand francese completa la collezione naturale di produzione locale. Questa nuova generazione di sneakers si rivolge a un pubblico urban.

Dopo Gaïa e Nérée, l’anima green di Le Coq Sportif non si ferma. È stata presentata Terra, il terzo modello di scarpa vegetale, locale e naturale, che dà continuità ai due modelli del brand francese in vendita dallo scorso agosto.

Il modello Terra trae ispirazione dalla natura, più precisamente dalla topologia del terreno e dal suo rilievo. Una scarpa court, sempre realizzata con materiali vegetali, principalmente con i residui dell’uva di provenienza italiana.

Proprio come i primi modelli, la soletta è in sughero e lattice naturale, la suola in gomma e i lacci in cotone. Il logo del marchio è ricamato all’esterno della scarpa.

La firma di questa collezione, una bandiera bianca e verde, sempre realizzata con materiali vegetali, adorna i talloni delle scarpe. Sul lato destro si trova il nome del modello e la sua annata: “TERRA_VG 2020”.

Tanto comoda quanto elegante, Terra è disponibile in 4 varianti: due modelli monocromatici, uno bianco, uno nero, e due modelli con inserti e logo colorati, blu navy e grigio chiaro.

Questa nuova sneaker è il risultato di ricerca e innovazione per offrire modelli responsabili, autentici e con uno stile urban. La selezione e la raccolta dei materiali, la loro modellatura e trasformazione, viene realizzata nel rispetto della natura e della tradizione a livello di produzione del brand. Questa scarpa riprende le caratteristiche dei primi modelli naturali del marchio tricolore con una produzione locale in Portogallo.

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Moda

Cappotto , il capospalla indispensabile !

cappotto

Partiamo dal modello più basico e minimale ossia il cappotto con cintura in vita nelle tonalità neutre del cammello.

Vengono proposti capispalla con simmetrie strutturate arricchiti da dettagli lucenti o ricami preziosi soprattutto per le versioni da utilizzare per le occasioni importanti.

Una delle novità più funzionali è sicuramente sono i cappotti trapuntati che uniscono comfort e stile in un’unica soluzione ideale per qualunque momento della giornata.

Per le amanti delle fantasie troviamo anche modelli a quadri oppure tartan scozzese.

Per le donne più trendy troviamo la proposta con maxi frange sul fondo per un effetto visivo da cappotto lungo ma alleggerito dal loro movimento fluttuante.

Per quanto riguarda la lunghezza gli stilisti hanno optato sulla misura midi ossia al polpaccio ideale per tutte le donne di tutte le altezze.

Per quanto riguarda i colori oltre alle classiche tonalità del beige e del blu, per le più modaiole abbiamo il passionale rosso anche nella sfumatura del bordeaux, la purezza del bianco, la classe del rosa, la delicatezza del lilla e lo sfarzo del verde.

Romina Sirani

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IntervisteModa

Il tempo di un caffè per conoscere meglio Umberto Lentini.

Umberto Lentini

Anche la moda uomo ha i suoi Fashion Blogger e sono dei veri e propri influencer di stile

Abbiamo fatto qualche domanda a Umberto Lentini ,

Il tuo primo contatto con la moda?
Ho iniziato ad interessarmi alla moda quando ero ancora un ragazzino. È un mondo che va veloce, in
continuo cambiamento. Le prime sfilate mi vedevano indossare abiti da cerimonia di Carlo
Pignatelli
. Solitamente si inizia frequentando specifici corsi, poi ci sono le eccezioni, ad esempio persone
come me che iniziano con la voglia di apprendere e che possiedono un’importante formazione culturale e
artistica.

Il tuo primo servizio fotografico?
Ho cominciato nel 2015 a 22 anni con degli scatti realizzati da due ragazze in cui mi prestavo
come indossatore di una collezione di abiti eleganti e casual.

Il mondo dei social pregi e difetti
Il social mi ha trasmesso la capacità performante nel raccontare, rappresentare, emozionare e
coinvolgere l’interesse del pubblico attraverso tecniche avvolgenti con contenuti efficaci e
comunicativi. Esso è capace di metterci in connessione con un numero ampio di persone in un
ambiente ricco di argomenti e passioni.

Ma come in ogni cosa, c’è sempre il rovescio della medaglia. I social presentano diverse facce nascoste che in diversi casi hanno determinato la chiusura del proprio account o persino la morte di alcuni utenti. In passato ho deciso di trattare l’argomento del cyber bullismo attraverso delle IG stories, riferendomi a quegli atteggiamenti che tendono ad intaccare la reputazione di un determinato soggetto dalle frasi offensive lesive dell’immagine e del decoro alle minacce.

Com’è cambiata la moda con l’avvento dei social?
La moda com’era intesa quando ero un ragazzino non esiste più. Ad oggi sta prendendo più voga
la moda creata e pubblicizzata in prima fila dai Big Influencer che tendono a condizionare gli
acquisti e vendite online attraverso collaborazioni con aziende proiettate sempre più nel nuovo
mondo cibernetico dell’ e-commerce.

Che rapporto hai con i followers?
Ho un ottimo rapporto con il pubblico che mi segue. Cerco sempre di rispondere ad ogni loro
domanda ed interesse, condividendo opinioni ed esperienze nel settore.

Come scegli i capi e gli accessori da proporre?
Attuo una selezione delle collaborazioni che mi vengono proposte. Ciò che conta è essere capaci
di mantenere un’unica immagine che possa influenzare positivamente l’opinione pubblica.

Influencer o Blogger?
Attualmente ritengo il mio profilo come un diario personale in rete. Mi piace trasmettere il bello e la
cultura legata al territorio, l’armonia dei colori e la natura che li rappresenta. In un contesto
individuale del tutto unico e particolare dove l’immagine può variare da un momento all’altro senza
vincoli o preconcetti.

Il talento e la bellezza possono bastare?
Il talento è tutto. Bisogna lavorare sulla percezione e distinguersi dalla concorrenza. Il trucco
risiede nella voglia di passare dal ruolo di semplice professionista al PROTAGONISTA nel settore.

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso.
In particolare la prima richiesta di collaborazione arrivata nel 2017, da un brand chiamato “Carrara
Home Design
”.
Ma questo è stato solo il viatico che mi ha proiettato a collaborare
successivamente con marchi autorevoli dei quali ne menziono alcuni:

  • Peugeot, dal quale sono stato contattato per partecipare all’evento “#unborningthefuture”,
    per l’inaugurazione della nuova Peugeot 208;
  • Daniel Wellington, del quale ormai quasi tutti conoscono gli orologi;
  • Rifle, noto brand specializzato nella realizzazione di jeans;
  • Arena, marchio qualificato nella realizzazione di abbigliamento sportivo
  • Randolphusa, marchio iconico americano (utilizzato prevalentemente dai piloti
    dell’aereonautica militare statunitense)
  • Hugo Boss, nota casa di moda che produce capi d’abbigliamento cosi come una linea di
    profumi e altro ancora.
  • L’oréal Paris, azienda operante nel campo della bellezza e della cosmetica.
    Nulla togliendo agli altri marchi autorevoli che non menziono per non prolungarmi nella risposta.

Se potessi dialogare con un grande del passato , con chi ti piacerebbe parlare e di cosa?

Proporrei Lorenzo Il Magnifico con la sua citazione Carpe Diem di oraziana memoria
“Quant’è bella giovinezza/ che si fugge tuttavia/ chi vuol esser lieto sia/ del doman non c’è
certezza.” sintetizzata nel “cogli l’attimo” inteso nel non farsi sfuggire nemmeno un
istante della vita che inesorabilmente scorre veloce, e non concede il tempo di una
seconda occasione.

Cos’è per te la moda?
La moda è il modo di esprimere e comunicare la propria personalità, la cultura e un gusto
socialmente determinato. Non sono solito seguire le tendenze, la moda cambia così velocemente
ma la qualità classica non passa mai di moda.

Grazie per la tua disponibilità Umberto .

Intervista in collaborazione con Alessandra Giulivo Presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer

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Foto del GiornoLussoModa

Angela Bellomo, alta moda sartoriale.

Angela Bellomo

Angela Bellomo ha dedicato tutta la sua vita all’alta moda sartoriale rivestendo il ruolo di stylist e direttrice creativa per griffe di fama mondiale.

Oggi un punto fermo nel panorama dell’haute couture sartoriale Milanese.

I…l raso di seta color avorio miscelato con incursioni di nero in bilico fra severità vittoriana e romanticismo di primo Novecento….

il cavallo di battaglia dell’atelier ?

La camicia-blusa di raso perfettamente tagliato sul corpo. uno dei capi di abbigliamento più neutri della storia che Angela Bellomo riesce a rendere unico .

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IntervisteModa

La “sposa” secondo Mariateresa Furfaro

Mariateresa Furfaro

Nata con ago e filo tra le dita , Mariateresa è la nuova generazione che avanza, nel meraviglioso universo degli abiti da cerimonia.

Le abbiamo fatto qualche domanda per farci raccontare il percorso da lei intrapreso…

Il tuo primo incontro con la moda?

Non saprei con precisione quando sia stato il momento esatto in cui ho avuto un primo approccio con il mondo della moda. Sono nata in una famiglia di sarti perciò l’ambiente  e la passione per la moda sono stati da sempre luoghi e attitudini piuttosto intimi fin da quando ero una bambina.

Il tuo primo abito ?

Guardando indietro nel tempo, direi che in realtà esistono tanti primi abiti. Se proprio dovessi scegliere, tra i ricordi più belli, sicuramente il primo abito da sposa in organza e pizzo francese che confezionai in occasione dell’apertura del mio atelier. I primi abiti sono sempre carichi di sogni e di passione e quello, in particolare, era il simbolo della voglia di cominciare un percorso che mi ha portato fino a qui.

Quando hai capito che la moda sarebbe stata la tua vita?

Che la moda fosse la mia strada credo di averlo sempre saputo. E’ stata una passione che ho coltivato a costo di tanti sacrifici fin da piccola. Di certo questa consapevolezza si è cementata con il tempo dopo gli studi di maturità per finire poi all’apertura di un mio personale atelier. Un’importante spinta motivazionale in questo senso però, la attribuisco senza dubbio alla mia partecipazione all’ International Fashion Week , proprio qui a Reggio Calabria, con la Camera Nazionale Giovani Fashion Designer. 

A cosa ti ispiri per le tue collezioni?

Alla base di ogni idea per le mie collezioni c’è di fondo una continua ricerca del Bello e di come questo possa tradursi costantemente in forme e linee nuove. Credo che due siano i filoni che mi permettono di dare concretezza a questa ricerca: la bellezza della natura, particolare, quella della mia terra di Calabria e i sentimenti. 

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Da quando ho avviato la mia attività, undici anni fa, sono molti gli episodi curiosi e divertenti che potrei raccontare. Confezionare abiti su misura permette sempre di entrare in una confidenza particolare con le persone che mi vengono a trovare in atelier.  Tuttavia, se dovessi scegliere in questo momento…ci fu un giorno in cui mentre lavoravo in sartoria, a mia completa insaputa, mia figlia Monica, che allora aveva più o meno tre anni, rubò da sotto il tavolo qualche spezzone di stoffa caduto, per provare da sola a realizzare un abito per il suo cicciobello. A modo suo aveva osservato quello che facevo e cercava di elaborare, di creare qualcosa con le sue piccole mani paffute. Mi sembrò di rivedere me diversi anni prima ai piedi della macchina da cucire di mamma.

Se potessi parlare con un’icona del passato della moda, con ti piacerebbe parlare e di cosa?

Un’icona della moda del passato con cui parlare? Coco Chanel.

Doppia C, come doppio coraggio. Coraggio per innovare per reinventare abiti e concetti, per disegnare un nuovo universo femminile. Di cosa parlerei con lei? Avrei molto da chiedere e molto da imparare su tutto quello che riguarda il settore in cui lavoro! Ma vorrei chiacchierare con lei a proposito della scintilla che ha incendiato la sua fantasia, del modo in cui ha cambiato la sua visione di cose ormai date per assodate, di come si è saputa rapportare con il suo tempo e ha proposto in modo originale e sempre così elegante un nuovo modo di intendere la femminilità. 

Cos’è per te la moda?

Ho sempre pensato che moda non sia solo abiti, look, tendenze, fashion system. Per moda è una strada creativa per veicolare un messaggio. Un modo per farsi portavoce di qualcosa o di qualcuno. Moda è un continuo lasciarsi ispirare ma, anche ispirare qualcosa. È scambio di idee, emozioni, ricordi, speranze, voglia di non arrendersi nonostante tutto.

Quanto conta la comunicazione oggi?

Se per comunicazione intendiamo meramente “marketing ed annessi”, oggi è palese che non esiste più un ambito della vita che non ne sia interessato; se, invece, parlando di comunicazione  pensiamo alla “condivisione” di sé , del  pensiero, delle capacità e dei sogni, allora la comunicazione la annovero tra i bisogni essenziali dell’uomo. Comunicare è di vitale importanza, specie in questo periodo in cui, per ovvi motivi, siamo stati costretti ad una chiusura che non ha riguardato solo gli aspetti lavorativi della vita. Proprio per questo motivo credo anche, che l’importanza della comunicazione sia direttamente proporzionale ai contenuti che si veicolano. Comunicazione, condivisione di sé e responsabilità verso gli altri sono per me un trinomio inscindibile.

Intervista in collaborazione con Alessandra Giulivo Presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer

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“L’Abito fa il Monaco” di Guglielmo Giovannoni

Guglielmo giovannoni

L’Abito fa il monaco, non è inteso inteso non come puro fattore estetico, ma come la somma dei dettagli, i che creano un’immagine.

Vi è mai capitato di sentirti dire “ bello/a ma non balla”. Questo indica la possibilità che tu abbia grandi qualità, ma che tu non sia capace di esprimerle. Non sei mai l’anima della festa insomma.
Avere grandi potenzialità e non essere in grado di farle percepire può essere scoraggiante, ma alla fine , è solo questione di metodo.

Guglielmo Giovannoni da sempre si è dedicato allo studio dei processi interni di personalità e autostima, e a come questi influenzino il mondo intorno a noi e soprattutto la percezione che abbiamo di noi stessi.

In fondo “chi sta bene con sé stesso sta bene con tutti”.

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Il tempo di un piacevole caffè con Letizia Vercellino

Creatrice di eventi culturali , esperta di storia del costume e  Guida turistica, non potevamo non fare qualche domanda a Letizia Vercellino e lasciarle il compito di raccontarsi e raccontarci …

Il tuo primo incontro con l’Arte? Il primo incontro con la Moda?

Ho dei ricordi molto vividi e indelebili, avevo nove anni e il mio primo forte impatto con l’arte avvenne a Barcellona. Una vacanza indimenticabile, dove mio padre mi portò a vedere i quadri di Picasso, ammirare le opere di Gaudí, mentre mi declamava versi dei suoi poeti spagnoli preferiti.

Mi elettrizzai nei locali di Flamenco, l’arte di quella danza mi incantò e ciliegina sulla torta vedemmo passeggiare sulla Rambla, il lungo viale della città, Salvador Dalí!

Da qualche parte ho ancora un breve filmato di questo momento, Dalí che con il suo bastone e lunghi baffi si faceva notare con uno stile regale tutto vestito di bianco, una visione a dir poco eccentrica.

Da quel viaggio tornai con un entusiasmo che ancora adesso m’illumina.

La passione per la Moda, invece, la devo a mia madre, donna radiosa per definizione. Lei era sarta, la sua stanza era piena di bottoni di tutte le forme, fili di tutti i colori e stoffe, le cui rimanenze diventavano vestitini bellissimi per le mie bambole. A lei devo un certo gusto e senso estetico che con curiosità ho affinato nel tempo. Gli studi mirati poi, mi hanno permesso di diventare per molti anni una designer di abbigliamento lavorando per prestigiose aziende e affermati studi stilistici ed anche insegnando in scuole di Moda.

Per parlare di Arte è necessario averla studiata?

L’Arte ha un linguaggio molto potente che arriva a chiunque, conformandosi secondo la personale sensibilità e ricettività. Come guida turistica ho avuto ad esempio esperienze indimenticabili con i bambini, che di fronte ad opere di Rothko, Pollock, Kline, interagivano con riflessioni che nemmeno con gli adulti mi è capitato di sentire. Personalmente io sono per l’approfondimento e lo studio continuo, perché certi codici dell’Arte e la vastità di significati si possono comprendere e accogliere se quei codici possono essere in qualche modo decifrati. Con le giuste chiavi si possono aprire porte che si affacciano su panorami d’incredibile stupore che l’Arte sa provocare. Motivo per il quale, la tardiva laurea in Storia dell’Arte, con tesi dedicata alla Storia del Costume, mi ha permesso di evolvere il mio percorso professionale e raggiungere nuovi obiettivi.  

Binomio Arte-Moda, da qualche anno sta funzionando, cosa ne pensi?

La Moda nella sua più alta accezione è per me indiscutibilmente Arte. La Storia del Costume lo racconta e le contaminazioni con le diverse forme dell’Arte, nel corso dei secoli, sono lampanti. Basti vedere come certe linee stilistiche siano mutuate dall’Architettura, dalla Pittura, dal Teatro…è continua ispirazione e allo stesso tempo ricerca innovativa. Ritengo che più che binomio parlerei di una voce sola: l’Arte della Moda. E la Moda è tutto fuorché una forma d’Arte minore rispetto alle altre. Il suo potere comunicativo è fortissimo e da sempre l’uomo utilizza l’abito come forma simbolica del proprio tempo. Raccontare tutto questo mi appassiona moltissimo e la risposta entusiasta da parte del pubblico, mi rende felice.

Collaborando ad esempio con i musei, mi permette di valorizzare un’opera pittorica o scultorea mostrando nuove sfaccettature, significati che grazie agli abiti, ai tessuti, colori, accessori, molto spesso si notano superficialmente o per nulla. Come si dice, i dettagli fanno la differenza e possono raccontare bellissime storie.

Quali sono i punti fondamentali attorno ai quali gira l’organizzazione di un evento?

Sicuramente per me è avere le idee chiare sin dall’inizio, sia sulla fase progettuale, sia quella creativa dell’evento. Poi segue un grande lavoro che è fatto di ricerca, studio, metodo. Creatività ed efficienza vanno sempre di pari passo. Sono un po’ maniacale, mi piace lavorare in modo molto meticoloso, calcolando ovviamente anche i fattori di imprevedibilità. Mi piacciono anche quelli.

La Cultura che peso ha in Italia?

La Cultura deve avere un peso enorme su una società e parlando dell’Italia, non dimentichiamoci quale è il nostro DNA. Purtroppo ora è come se fossimo retrocessi di decenni e pare che la Cultura sia sempre più ostacolata e bistrattata, ma si deve combattere per lei. Ciascuno di noi deve dare il proprio contributo e soprattutto formare correttamente i giovani. Devono essere educati alla Bellezza e portarli a capire che la Cultura regala libertà, dà valore alla vita e ci rende essere umani migliori. La tecnologia, ormai irrinunciabile, si sposa benissimo con la visita dei musei, la frequentazione di teatri, concerti, con il profumo della carta dei libri, quelli che permettono di crescere, conoscersi e soprattutto pensare.

Se potessi decidere tre azioni per aiutare il mondo della Cultura quali sarebbero?

Sostituire prima di tutto certi politici o personaggi nefasti per la Cultura italiana. Investire denaro ed energie per darle tutta l’importanza che merita in tutti i settori e livelli. Fortificare l’identità sociale e culturale di questo paese per un nuovo Rinascimento. Noi Italiani, sappiamo raggiungere l’eccellenza in ogni settore, ricordiamocelo ogni sacrosanto giorno.

Raccontami un aneddoto che ricordi con il sorriso

Ne avrei tantissimi, ne ricordo uno piuttosto recente di una signora che durante un mio reading teatrale e racconti sulla Moda Napoleonica, le squillò il cellulare. Non riuscendo a spegnerlo, si agitò molto arrossendo; allora mi fermai e le dissi di rispondere, perché era sicuramente Napoleone, forse compiaciuto delle cose che di lui stavamo raccontando! Il pubblico carinamente rise e la signora riuscì a spegnerlo.

Se potessi incontrare un’icona del passato, chi e di cosa parleresti?

Vorrei trascorrere del tempo con “la suprema delle donne” come fu definita da Matteo Bandello, Isabella D’este. Una delle donne più autorevoli del Rinascimento, mecenate delle arti, scrittrice e soprattutto donna ammirata e imitata dalle altre nobildonne  per il suo stile innovativo e la sua raffinata eleganza.

Parleremmo di un po’ di tutto, di uomini, di Arte, di vestiti… e congedandomi con un inchino, le regalerei un elegante tubino nero alla “A.Hepburn. Le starebbe d’incanto.

Grazie Letizia, al prossimo caffè …

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