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“UNO WEEK-END”, NAPOLI PROTAGONISTA DEL NUOVO PROGRAMMA DI RAI1 CON BEPPE CONVERTINI E ANNA FALCHI

BEPPE CONVERTINI E ANNA FALCHI

Dopo la partenza col botto, con share superiore al 20%, cresce l’attesa per le prossime puntate della nuova trasmissione della rete ammiraglia della TV di Stato “Uno Weekend” condotto da Beppe Convertini e da Anna Falchi.

Ricchissimo il programma in scaletta dove la Campania avrà uno spazio predominante.

La troupe di Uno Weekend, infatti, sarà a casa della signora Maria Pia Marroni, una ginecologa che preparerà sulla sua terrazza, che si affaccia sullo splendido Golfo di Napoli, le specialità della cucina napoletana.

Con lei amici, parenti e due bellissimi gatti. Collegamenti, inoltre, dal mercato di Posillipo dove, tra l’altro, si parlerà del Piennolo, noto pomodoro intrecciato del Vesuvio.

Numerosissimi gli ospiti vip presenti in studio e in collegamento come: Carlo Conti, Maurizio Costanzo, Sandra Milo, Antonia Dell’Atte, Marco Maddaloni, Paolo Fox , Ivana Spagna, Nunzia De Girolamo, Marco Tardelli, Fulvio Collovati, Enrico Varriale, Gilles Rocca, Alex Belli, Lino Banfi, Annalisa Minetti e Paolo Conticini.

Doppio appuntamento sabato 10 luglio dalle ore 08.30 alle 10.30 e domenica 11 luglio, dalle ore 08.20 alle 09.30, su Rai1.

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ArteAttualitàhotellerie

Perché scegliere Ferrara e perché l’Hotel de Prati ?

Hotel de Prati

Le risposte possono essere molteplici, uno su tutti il piacere di respirare il tempo che fu , passeggiando nelle vie di una città nella quale sembra che il tempo si sia fermato.

Ho soggiornato all’Hotel de Prati, piacevole boutique hotel , le camere sono solo 16, a 15 metri da una delle strade più famose d’Europa per storicità, per intenderci la stessa che è stata protagonista della fuga  degli Estensi dalla Città, Hotel in cui la cortesia e la professionalità hanno un sapore piacevole, e non da ultimo , le parti comuni ospitano sempre esposizioni di artisti , ben posizionate, e ben illustrate se richiesto.

La scelta degli arredi restituisce il fascino della Locanda dell’Alfonsa , originariamente questo era il nome legato a questo luogo che  fin dai primi anni del Novecento ha ospitato chi volesse godere delle bellezze di questa splendida città d’arte e delle sue mostre.

E’1925 quando la bisnonna delle attuali proprietarie Alfonsa, appunto, decide di  trasferire al n° 7 di Via Padiglioni la sua attività di “bottiglieria”.

Non solo trattoria, ora anche albergo come dice la scritta sulla facciata: “Albergo Alfonsa”.

Molti furono i personaggi legati alla cultura, all’arte, alla politica che vi hanno soggiornato e in passato desinato,

I pittori in particolare avevano il permesso di servirsi, come cavalletto, delle panche e delle sedie del locale.

Alfonsa morì nel gennaio 1944 durante il bombardamento sulla città di Ferrara nel rifugio della Banca d’Italia, a pochi passi dal suo albergo.

Dopo la sua morte l’albergo ha proseguito la sua storia fino a giungere ad oggi.

Se passate da Ferrara questo è un indirizzo da tenere presente

Hotel de Prati

Via Padiglioni, 5  44121 Ferrara  Italia

tel:  +39 0532 241905

fax: +39 0532 241966

e-mail: info@hoteldeprati.com

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ArteAttualità

-Villa Bertelli-Forte dei Marmi- L’arte e la spada. I cavalieri di Malta, raffinati mecenati, a cura della storica dell’arte Francesca Rachel Valle, domenica 11 luglio ore 18.00 Giardino dei lecci.

www.prosperitas.info

La storica dell’arte Francesca Rachel Valle presenterà la conferenza l’arte e la spada. I cavalieri di Malta, raffinati mecenati. 

L’Ordine dei cavalieri di Malta è riuscito nel tempo a custodire capolavori dei maestri più importanti della storia dell’arte. 

Un nome fra tutti: Caravaggio, di cui Francesca Rachel Valle parlerà, con particolare riferimento al periodo passato dall’artista a Malta sotto la protezione dei Cavalieri quando era in fuga dopo la condanna ricevuta nel 1606 a Roma.

I cavalieri furono raffinati mecenati e grandi collezionisti e l’incontro di domenica sarà un affascinante affresco da scoprire in compagnia di un’appassionata e profonda esperta d’arte. 

Ai giorni nostri, l’Ordine è riconosciuto in 110 Paesi come ordine cavalleresco e può essere definito un ordine religioso dipendente dalla Santa Sede e con finalità assistenziali. 

La conferenza sarà preceduta da un intervento del Delegato di Pisa dell’Ordine di Malta.

L’ambasciatore Giacomo Berutto, che parlerà della storia dei Cavalieri e si soffermerà sulle attività che portano avanti nei nostri giorni. 

L’evento è promosso da Giulio Garsia financial advisor. ( www.prosperitas.info )

Ingresso libero. Necessaria prenotazione 0584 787251

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AttualitàLibri

“Il secondo tempo dell’amore” Romanzo di esordio del giornalista Antonio Guarino.

Il secondo tempo dell'amore

Un romanzo dalle tinte rosa, ambientato a Torino (città amata dall’autore) e ad Avellino (città in cui l’autore è nato e vive tuttora), che esplora la fragilità e la tenacia di un amore destinato a misurarsi con la dimensione di un dolore intenso, che diventa il tessuto connettivo dell’anima dei due protagonisti. 

Quando Antonio e Sofia s’incontrano per la prima volta entrambi non sanno che dietro ai loro sguardi si cela la spossatezza di un dolore che non dà respiro. 

Antonio ha il cuore fragile di un “sopravvissuto” al trauma dell’abbandono di Marisa e un sopravvissuto fatica a stare in equilibrio. 

Sofia è impegnata a trovare un modo per arginare un senso di solitudine soffocante.

Per entrambi l’amore può rivelarsi una scintilla pericolosa. 

Riuscirà Antonio ad amare senza farsi e fare del male? 

Sofia troverà il suo giusto equilibrio per essere felice? 

E Marisa?

“Ho scritto un romanzo rosa perché è un genere che offre speranza, forza e la certezza che il lieto fine sia possibile, anche nella peggiore delle situazioni. Per le ambientazioni ho scelto due luoghi del cuore: Torino, perché è una città magica, intimista, ricca di storia e di aneddoti letterari; e poi c’è la mia città, Avellino. L’Irpinia è un’area tutta da scoprire, perfetta per il turista che ama arricchirsi culturalmente ma allo stesso tempo perdersi nella natura e conoscere le tradizioni.”

Antonio Guarino

Il secondo tempo dell’amore è il suo romanzo d’esordio. 

Il secondo tempo dell’amore

 Castelvecchi Editore
     Collana Tasti
     pag. 90
     prezzo: 12,50 euro 

Il secondo tempo dell’amore , disponibile in tutte le librerie e negli store on line.

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AttualitàModa

L’Esercito Italiano al Pitti Uomo

L'Esercito Italiano

Il brand “Esercito Sportswear” presenta la collezione upcycling primavera/estate 2022 alla 100esima edizione dell’evento dedicato alla modaRoma, 2 luglio 2021. Il 30 giugno 2021 il brand “Esercito Sportswear” ha inaugurato il suo stand, per la prima volta, all’evento Pitti Uomo presso gli spazi espositivi della Fortezza da Basso di Firenze.

Il passo di corsa e le note dei bersaglieri della fanfara della Brigata Garibaldi hanno dato ufficialmente il via all’evento in Piazza della Signoria, alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico – Giancarlo Giorgetti, del Sindaco di Firenze – Dario Nardella e di Claudio Marenzi – presidente di Pitti Immagine.

Nei tre giorni in cui buyer, brand ed esperti del settore hanno avuto l’occasione di conoscere e conoscersi scoprendo in anteprima le tendenze per il prossimo anno, il brand Esercito ha presentato la collezione primavera estate 2022, pienamente in linea con la recente svolta green della Forza Armata e con gli intendimenti degli organizzatori del Pitti Uomo che hanno voluto caratterizzare la kermesse come un interessante mix tra reale, digitale e sostenibilità.

L’attenzione che la moda sta riservando al mondo green e al riciclo conferma che etica, sostenibilità e business possono e devono convivere.

Per questa ragione la collezione proposta dell’Esercito Sportswear è quasi interamente frutto di una sapiente trasformazione di capi ed equipaggiamenti militari non più idonei al servizio. E’ cosi quindi che paracadute in materiale sintetico diventano giacche performanti dall’elevata resistenza, mentre coperte, opportunamente trattate, e altri materiali destinati ad essere accantonati, si trasformano in cappotti, acquisendo un elevato valore rispetto all’originale.

Materiali che altrimenti non avrebbero goduto di una seconda vita, ma che in questo caso creano un profondo legame fondato su valori e su ideali comuni, diffondendo un messaggio positivo per le nuove generazioni.

Ma non solo, ciascun capo sarà unico perché riporterà al vissuto degli uomini e donne con le stellette: a titolo di esempio, ciascun capo realizzato con il tessuto dei paracadute, verrà consegnato completo del libretto matricolare originale che riporta tutti gli impieghi operativi, nazionali ed internazionali, in cui è stato utilizzato.

Questo è il risultato di un lavoro appassionato e appassionante svolto dalla società Officina Italia s.r.l. e dai titolari d’impresa, Patrizio e Lanfranco VILLA, in sinergia con l’Esercito, che hanno saputo creare e connotare le collezioni rendendole di forte appeal. E’ importante sottolineare che molti particolari sono frutto di elaborazioni stilistiche ispirate da progetti attivati con importanti istituti di formazione stilistica come lo IED, l’Istituto Europeo del Design, con la partecipazione di professionisti della moda affermati e di giovani studenti.

Il progetto dell’abbigliamento Esercito è nato nel 2018 con la stipula di un accordo di licenza per l’utilizzo commerciale dei marchi della Forza Armata tra la Società Difesa Servizi S.p.A e l’azienda Officina Italia s.r.l. di Bergamo. E’ un progetto giovane ma solido che, soprattutto nell’ultimo anno e nonostante le difficoltà affrontate dalle aziende nazionali, ha registrato risultati molto soddisfacenti soprattutto sui canali commerciali on line.

I capi di abbigliamento sono commercializzati, infatti, sul portale e-commerce esercitosportswear.it, oltre che presso alcuni punti vendita in Bellinzago Lombardo (La Corte Lombarda), Carvico (Factory Outlet), Orio al Serio (Oriocenter), Stezzano (Le Due Torri) e Vicolungo (Outlet Vicolungo).

Il marchio “Esercito” che accompagna ciascun capo, identifica inequivocabilmente la Forza Armata, nella sua semplicità è stilisticamente coerente e d’impatto. Ideato e registrato nel 2015 ha sostituito il logo “EI Esercito” stilizzato nel 1985: si compone della stella a 5 punte che è volta a rappresentare i valori caratterizzanti dei soldati italiani quali leadership, coraggio, spirito di sacrificio e servizio incondizionato per la comunità nazionale e dalla scritta “Esercito”, un simbolo rassicurante soprattutto nell’attuale contesto, che rappresenta un’Istituzione sana e coesa, al servizio dei cittadini, sempre pronta ad intervenire in ogni tipo di scenario.“Esercito Sportswear” è il marchio commerciale dell’Esercito Italiano per la produzione e la distribuzione di capi di abbigliamento e accessori, prodotti da Officina Italia s.r.l., su licenza esclusiva concessa da Difesa Servizi S.p.A., società in house del Ministero della Difesa.

Comunicato segnalato da Paola Fiorido

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Attualitàeconomia

Socialworld.agency l’agenzia di marketing a 6 figure che sta rivoluzionando le attività commerciali di tutta Italia.

Socialworld.agency

Fondata da Emanuele Grossi questa agenzia sta stravolgendo il business di tantissimi imprenditori che stanno iniziando a sfruttare i social e il web per portare clienti alle loro attività commerciali.

Strutturata da un team di professionisti, l’agenzia si sta facendo spazio tra i colossi del mercato italiano e sta crescendo molto rapidamente.

Emanuele Grossi ha creato questa agenzia di marketing con il solo scopo di aiutare liberi professionisti, attività locali, grandi aziende e tutti coloro che vogliono ottimizzare la propria immagine online, ad aumentare la percezione che hanno le persone del loro business e farlo crescere sfruttando i social network e il web.

Ritiene che in questo momento ci sono attività che si stanno adeguando al cambiamento e purtroppo ci sono attività che lo stanno respingendo e avranno vita corta’.

Il fondatore di Socialworld.agency oltre ad essere un giovane intraprendete imprenditore è anche un atleta professionista, che si allena a tempo pieno con l’obiettivo di vestire di nuovo la maglia azzurra.‘’

Lo sport per lui è stata una palestra di vita e ha forgiato il suo carattere imprenditoriale .

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Attualità

25 Giugno VENICE FAKTORY SHOW ospita Maria Pia Izzo e Eva Balzarotti Founder di Atlan66,

VENICE FAKTORY SHOW

Sempre in onda ogni venerdì dalle 16 alle 18,

il Venice Faktory Show, radio di Avanguardia sulle frequenze di radio Vanessa  Venerdi 18 Giugno 2021 lieti ospitare

Maria Pia Izzo e Eva Balzarotti Founder di Atlan66, perite forensi espertissime, e detective informatiche . Hanno scoperto dei casi giudiziari importanti tra cui quello di Alexander Boettcher.

Atlan66 nasce nel marzo del 2000 con l’obiettivo di integrare creatività, professionalità e tecnologia e restituire “output” fortemente caratterizzati dalla competenza e dalla qualità per quanto riguarda la fornitura di prodotti/servizi ICT, web, multimediali, della progettazione e del design.

In studio come sempre a condurre i due artisti Federica Palmarin e Alvise Guadagnino.

il podcast sempre riascoltabile  dal sito di Radio Vanessa www.radiovanessa.it

CONDUTTORI

Federica Palmarin

Veneziana di nascita , cresciuta tra l’ Italia e Mauritius, nell’Oceano Indiano, e questo non è un dettaglio trascurabile, perchè la curiosità e la creatività che traspaiono dal suo lavoro raccontano di un DNA legato al Viaggio, alla conoscenza di culture, persone, anime del Mondo. 

Anticonformista per antonomasia, amante del bello nella sua più ampia accezione, le sue passioni spaziano tra Fotografia e Arte

Alvise Guadagnino.

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AttualitàFood & Beverage

Milano : iniziamo la giornata con gli autentici sapori della Sicilia, I Compari Sicily for Life.

I Compari Sicily for Life

Nonostante la location sia a pochi passi dal centro di Milano, appare immediatamente chiaro che se hai deciso di fare colazione in questo angolo di Sicilia, come minimo dare una sferzata alla giornata con la granita: panna e “brioscia” è d’obbligo.

Per i siciliani si tratta, tutt’oggi, di un vero e proprio rito, un momento di relazioni sociali. Un po’ come il caffè per tantissima gente

Viene preparata seguendo meticolosamente le tradizioni siciliane.

Grazie allo “zucchero d’uva” la panna ha una consistenza perfetta, e il gusto non è troppo dolce, ma ovviamente le alternative non mancano: cannoli, cassata, cornetti e paste di mandorle. 

E anche una semplice spremuta ha i colori e i sapori della terra d’origine che ha dato il via a questo angolo di sapori a Milano. la SICILIA dove lo straordinario microclima dell’isola , permette di coltivare le arance rosse, un frutto unico al mondo per colore, gusto e proprietà salutari.

Ogni singola portata è rigorosamente fatto in casa.

Chiudiamo questa pillola gastronomica con la pietanza che in molti danno per scontata , ma che qui è una vera e propria opera d’arte:

Il “Pane d’Autore” che si può assaggiare con farina di Perciasacchi con mandorle autoctone siciliane e olive Tonda Iblea, oppure con pomodorino secco e capperi di Salina.

Non a caso Tommaso Cannata che insieme a Antonio Longhi ha fondato I Compari Sicily for Life  , è stato nominato il miglior fornaio di Sicilia nel 2016 ed è l’unico fornaio dell’associazione CHIC – Charming Italian Chef.

Il pane è dunque il vero  biglietto da visita dove la materia prima di qualità è lavorata dall’esperienza di quattro generazioni.

Tommaso, infatti, ha una storia familiare che va avanti nel tempo, tramandata da padre in figlio.

A Messina l’attività di famiglia è la Boutique del Pane.

Uno spazio esterno di oltre 100 metri quadrati, rende la location perfetta per eventi selezionati che possono essere feste private ma anche eventi aziendali oppure degustazioni mirate.

Una curiosità

La Granita siciliana pare sia arrivata sull’isola grazie alla dominazione araba diventando nel corso dei secoli un vero e proprio simbolo per la Sicilia.

Aperto tutti i giorni dalle 7 alle 23 tranne il lunedi

Corso indipendenza 5 , Angolo via Ciro Menotti

  • 02 738 0400
  • 349 380 3888

20129 Milano MI

Italia

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Attualitàeconomia

Conosciamo meglio Giulio Garsia, Private Banker.

prosperitas.info

Quando parliamo di Private Banker , sono ancora molte le persone che guardano con curiosità e sospetto questo professionista, che, oltre ad essere un consulente personale in ambito economico/finanziario, è anche e soprattutto un assistente nella scelta delle migliori soluzioni finalizzate alla valorizzazione del patrimonio del cliente,

Abbiamo deciso di intervistare Giulio Garsia, cercando dalle sue risposte di poter meglio spiegare cosa si cela dietro ad un “PRIVATE BANKER “ di successo.

Che formazione hai avuto?
Finito il liceo mi sono iscritto alla facoltà di Economia della L.U.I.S.S. a Roma dove mi sono laureato con lode alla fine degli anni 80 .

Dopo sono entrato in banca dove sono stato prima un analista finanziario: visitavo regolarmente le società quotate a Milano per scrivere report destinati ai gestori di portafogli azionari e poi sono diventato uno di loro.
Dopo qualche anno passato in “prima linea”, in contatto quotidiano con i principali broker internazionali, ho cambiato ruolo e sono diventato un consulente.

Ora il mio contatto quotidiano è con i clienti cui devo spiegare cosa succede sui mercati, quali prodotti scegliere in base alle loro esigenze e come non rimanere vittime delle loro emozioni di fronte alle oscillazioni dei mercati.

Cos’è un private banker?

Il ruolo di un private banker, oltre a quanto appena detto, è proteggere il patrimonio dei propri clienti coordinandosi con gli altri professionisti che lo seguono per tutta la vita o soltanto in alcuni particolari momenti. Deve cercare di trasferire le proprie competenze ai suoi clienti senza timore di essere escluso perché tanto sarà sempre lui che dovrà dedicare il tempo necessario.

Un buon consulente si accerterà che il proprio cliente abbia tutte le coperture assicurative di cui ha bisogno, che non faccia errori nel trasmettere il proprio patrimonio alle generazioni successive, che sappia distinguere i vari prodotti finanziari sapendo come usarli ( ci sono regole banali che spesso non vengono spiegate col risultato che un investimento è abbandonato a se stesso ).

Un ruolo che può essere ricoperto da posizioni differenti come funzionario di banca o come consulente finanziario.

Il secondo è un professionista, iscritto ad un albo e sottoposto ad un’attività di vigilanza, che, pur avendo un rapporto di collaborazione con una banca, agisce come un imprenditore che deve sempre rispondere ai propri clienti all’interno di una relazione che non è destinata ad essere interrotta da trasferimenti ad altro incarico o in altra sede.

Quella del consulente è una professione relativamente nuova in Italia. Spesso il cliente non sa cosa aspettarsi , non sa che può andare molto oltre quello che trova in uno sportello bancario.

Non sa che può farsi affiancare da qualcuno che cercherà di seguire lui e la sua famiglia nel corso degli anni.

Cosa si aspetta il cliente dalla tua consulenza?
Questa è forse la domanda più difficile.

Per rispondere un consulente è costretto a chiedersi se seleziona i propri clienti in base a qualche parametro oggettivo o, peggio, soggettivo. Il cliente tipo, alla fine, è quello di cui riesci a conquistare la fiducia .

Quello che si autodefinisce strano nel momento in cui rifiuta di controllare quello che gli dici mentre tu insisti perché lo faccia !
Un processo che può essere più o meno lungo.

A volte passa da incomprensioni, da momenti in cui ti chiedi perché non sei ancora riuscito ad ottenere la disponibilità ad un confronto.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?
Sono molti gli episodi che ricordo con piacere legati principalmente alla nascita o al consolidamento di un rapporto di fiducia con i miei clienti.

C’è stato un importante imprenditore che dopo aver pazientemente ascoltato le mie proposte mi ha confessato di cercare soltanto il modo per vivere un’emozione. Un altro che mi ha raccontato come mi abbia scelto perché al primo incontro mi sono presentato senza niente, nessun grafico, nessun depliant, nessun contratto nella valigetta, se non la voglia di ascoltarlo. In pratica l’ho conquistato violando quasi tutte le regole del manuale del perfetto consulente.

Spesso capita che qualcuno finalmente si convinca a fare un controllo con la propria banca ponendo alcune domande in base ai miei suggerimenti ed inizi a raccontarmi cose di cui all’inizio preferiva non parlare.

Può capitare di scoprire che un affermato chirurgo ignori la differenza tra un’azione ed un’obbligazione realizzando così quanto ci sia bisogno di diffondere elementi base di educazione finanziaria.

Se poi vogliamo andare indietro nel tempo ricordo le visite ad alcuni stabilimenti industriali fatti quando ero un’analista finanziario, i report che scrivevo e le cose che riferivo oralmente ( potevano esserci delle differenze… , anzi c’erano quasi sempre ! ).

Sei sempre stato promotore di eventi legati all’arte, consiglieresti ai tuoi clienti di esplorare questo mondo come investimento?

L’arte può senz’altro far parte di un progetto di diversificazione che non deve limitarsi ai diversi settori geografici e/o merceologici dei mercati finanziari .

Naturalmente deve essere avvicinata nella consapevolezza che i tempi di un eventuale disinvestimento possono essere più vicini a quelli del mercato immobiliare che non a quelli dei mercati finanziari.

Investire in un opera d’arte può essere semplicemente un desiderio ed il ruolo del consulente diventa, come dire, accessorio come quando il cliente decide di comprare una macchina nuova o di fare un viaggio : assicurarsi che possa permetterselo ed eventualmente fornirgli dei contatti perché possa orientarsi !

Prosperitas, il sito che uso per presentarmi, ha sempre cercato di affiancarsi al mondo dell’arte: le newsletter che iniziano con un quadro famoso e le conferenze sponsorizzate ne sono una testimonianza.

La collaborazione con un affermato team di esperti rappresenta un inevitabile passo avanti .

Chi vuole avrà la possibilità di iniziare un percorso nel mondo dell’arte con un piccolo investimento mediante una guida per capire prima di tutto quali sono le dinamiche delle quotazioni e solo successivamente si procederà alla scelta dell’artista o dell’opera sulla quale investire.

Qualora abbia già maturato delle esperienze potrà avere un’occasione per un confronto e/o per una valutazione di opere già acquisite magari per via ereditaria.

Non vendiamo nulla, consigliamo, spieghiamo e lasciamo, come sempre , la decisione finale al cliente.

Grazie per l’esaustiva intervista e la spontaneità delle risposte .

www.prosperitas.info

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AttualitàEventispettacolo

Al Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado” è andata in scena il 15 Giugno “Norma”, per la regia di Maria Cristina Osti

Claudio Abbado

La lirica torna a teatro con un’opera affascinante, che ha regalato emozioni che non si possono spiegare a parole… ma ci pensa il linguaggio del cuore.

Norma di Vincenzo Bellini, su libretto di Felice Romani, è andata in scena martedì 15 giugno al Teatro Comunale di FerraraClaudio Abbado”, per la regia di Maria Cristina Osti.

Una produzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara in coproduzione con Associazione Parma e OperArt APS e Fondazione Teatro “G. Borgatti” di Cento.

Oltre a Renata Campanella e Fabio Armiliato nei panni rispettivamente di Norma e Pollione, Yulia Merkudinova è Adalgisa, Alberto Bianchi Lanzoni è Oroveso, e poi Vittoria Brugnolo (Clotilde), Stefano Colucci (Flavio), Diana Rivaroli e Francesco Ferri (Due Fanciulli), Daniela Patroncini e Paolo Garbini (Mimi). Gli attori sono di Operiamo e Casa della Musica e delle Arti. Le scene sono a cura di Alessandro Ramin, le luci a cura di Marco Cazzola.

Direttore di scena è Kaori Suzuki. Lo spettacolo vedrà la presenza anche dell’Orchestra Città di Ferrara, che suonerà dal vivo. Direttore d’orchestra è Lorenzo Bizzarri, con il Coro “G. Verdi” di Ferrara diretto da Mirko Banzato.

Rilevante in Norma, per la regista Maria Cristina Osti, è la metamorfosi femminile nell’opera.

 “Nel settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri l’opera belliniana rievoca in sé la Commedia dantesca permettendo ad ognuno di riconoscere l’umanità che circonda entrambe le opere. L’inferno è vivo, umano, tangibile, violento e passionale così come il mondo che troviamo in Norma” spiega Maria Cristina Osti. “La libertà individuale, che sta nella capacità di scegliere tra le diverse strade, ha come conseguenza una assunzione di responsabilità.

Nulla è casuale come la bufera finale dettata dalla scelta della morte come ultimo sacrificio, perseguendo quella libertà di cuore che vince ogni ragione. Il conflitto interiore di Norma è per lei un Purgatorio: disposta a sacrificare il bene più prezioso, i figli, per punire la fellonia di Pollione e il suo peccato” prosegue la regista. Per Osti “è il trionfo del femminile: generosità, rinuncia, sorellanza, riscatto, sacrificio sublimato nella catarsi paradisiaca finale”.

SIMBOLOGIA DELLA METAMORFOSI FEMMINILE NELL’OPERA

Note di regia di Maria Cristina Osti

Nel settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri l’opera belliniana rievoca in sé la Commedia dantesca, permettendo ad ognuno di riconoscere l’umanità che circonda entrambe le opere. L’inferno è vivo, umano, tangibile, violento e passionale così come il mondo che troviamo in Norma. Questo è stato lo spunto per gli elementi scenografici narrativi: un grande albero rievoca la metamorfosi dei suicidi che avendo rifiutato il loro corpo, sono costretti ad essere una inferiore forma di vita (vermo reo che l’mondo fora): risale dagli inferi, caratterizzata dalle sue tre facce, una corporeità prorompente con grandi ali scure tali da inglobare il bene quale ribaltamento di tutti i valori. Vedremo il signore d’inganni, Loki, il non demonio cristiano, dio della grande astuzia e della distruzione pronto per un gioco seduttivo del male nei confronti di Norma, sino ad indurla a non riuscire a porre freni ai suoi istinti entro il limite prefissato dalla ragione.

La libertà individuale, che sta nella capacità di scegliere tra le diverse strade, ha come conseguenza una assunzione di responsabilità. Nulla è casuale come la bufera finale dettata dalla scelta della morte come ultimo sacrificio perseguendo quella libertà di cuore che vince ogni ragione.

Il conflitto interiore di Norma è per lei un Purgatorio: disposta a sacrificare il bene più prezioso, i figli, per punire la fellonia di Pollione e il suo peccato. Altro fondamentale simbolo è la Luna, lo strumento cosmico che segna il cammino del “viator” ed è profondamente legata al ciclo della nascita, della morte, della fertilità femminile, dell’io nascosto, dell’esoterico, dell’eterno ritorno. La scelta di Norma induce la Luna, saggezza celata, a coprirsi per lo sdegno. Nella veglia nascosta sui suoi figli, la Luna, simbolo di ambivalenza (vita e morte), rimane regina madre, sacerdotessa, pronta al suo inizio passivo; è colei che detta i segni del cielo avvolgendo tutte le facce di Norma.

E’ il trionfo del femminile: generosità, rinuncia, sorellanza, riscatto, sacrificio sublimato nella catarsi paradisiaca finale.

a Cura di Sara Gautier

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