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Rubrica di Elisa Volta

BON TON BON TON a cura di ELISA VOLTA: Maggio: mese delle rose…e delle spose

elisa volta
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Rinviamo ad altri futuri articoli la lunga e complessa fase di preparazione (presentazioni ed annunci alle rispettive famiglie, suddivisione dei compiti/conti, invio delle partecipazioni, lista nozze, scelta dell’abito, della location, del menù, delle decorazioni, ecc.), perché trovandoci ormai nel mese di maggio, il tempo è scaduto.

Siamo al grande giorno!
Gli invitati stanno arrivando.

Se è stato previsto un piccolo ricevimento per accogliere i parenti e gli amici prima della cerimonia, i convenuti si ritroveranno nelle due rispettive case dei genitori degli sposi.

Nel caso di seconde nozze o di conviventi, il ritrovo sarà quello delle residenze dei futuri sposi o della casa comune. L’alternativa potrebbe però anche essere il ritrovo direttamente sul luogo della celebrazione.
Alle giovani spose, che uscendo dalla casa dei genitori prenderanno posto sull’auto accompagnate da papà, mi preme dare un consiglio. Nella frenesia di controllare gli ultimi dettagli, nell’assicurarsi che tutti gli invitati siano in auto e abbiano ricevuto le indicazioni corrette (e non parlo dei fiocchi da legare agli specchietti.

Questi mai!) per recarsi nel luogo prestabilito, ricordate di non dimenticare la mamma!
Impossibile?

Purtroppo no. In uno slancio di sincerità verso di voi, cari lettori, confesserò che anni fa, la mamma “dimenticata”, di cui sopra, fu la mia!
Ecco perché è importante stabilire in anticipo come saranno composte le auto che formeranno il corteo nuziale.
Una volta raggiunta la chiesa o il municipio, gli invitati dello sposo (che sarà il primo a raggiungere la sede), prenderanno posto dietro di lui, cioè a destra, mentre quelli della sposa, che arriverà successivamente, a sinistra.
La giovane sposa verrà condotta verso il futuro marito dal padre, che le offrirà il braccio sinistro.
Sia nel caso di cerimonia religiosa che civile, il momento è solenne e richiede il dovuto rispetto.

Se è stato ingaggiato un fotografo professionista, gli invitati dovrebbero astenersi dall’aggirarsi per la chiesa o la sala del municipio come paparazzi a caccia della migliore inquadratura per video o foto.
Naturalmente il silenzio è d’obbligo.
Al termine della cerimonia, dopo le firme e le fotografie di rito, gli sposi si accingeranno ad uscire dalla chiesa o municipio.
Questa volta la neo sposa sarà al braccio destro del marito. I militari che si sposano in divisa, offriranno invece alla neo moglie, il braccio sinistro, per poter compiere il saluto militare ai colleghi schierati sul sagrato.

Gli sposi, nell’uscire, apriranno il corteo seguiti dagli eventuali paggetti e damigelle, dal padre di lei con la madre di lui, padre di lui con la madre di lei, testimoni, sorelle, fratelli, nonni, zii, primi cugini, secondi cugini e amici.
Il corteo delle automobili si avvierà a questo punto, verso il luogo del ricevimento e del pranzo o cena, in modo ordinato e senza strombazzamenti.

Raggiunta la destinazione, gli ospiti verranno solitamente accolti con un aperitivo “in piedi”, la formula può essere molto gradita dai giovani, meno dai nonni e dai prozii afflitti da artrite, che saranno felici di trovare alcuni tavolini con sedia sparpagliati qua e là.
Dopo l’aperitivo e talvolta l’antipasto a buffet, gli ospiti prenderanno posto ai tavoli loro assegnati.
La disposizione a tavola sarà stata accuratamente studiata dagli sposi, insieme all’eventuale organizzatrice/organizzatore dell’evento, tenendo conto del grado di parentela (più i parenti sono prossimi, più saranno vicini agli sposi), di amicizia e di importanza.

La composizione dei tavoli tenderà a riunire membri delle due famiglie, allo scopo di farli conoscere, ma terrà anche conto
delle caratteristiche di ciascuno, per formare gruppi di persone legate da comuni interessi, per i quali sarà possibile intrattenere piacevoli conversazioni.

Nei posti a sedere sarà sempre prevista l’alternanza uomo – donna.

Con la diffusione delle famiglie allargate, con genitori degli sposi al secondo o talvolta terzo matrimonio, si tende oramai ad evitare il classico tavolo degli sposi con i membri delle rispettive famiglie, optando per una più semplice soluzione: tavolo degli sposi da due.

È oramai una consuetudine protrarre la festa a lungo, arrivando talvolta a fare anche la cena, pur essendosi sposati al mattino, o fare mattina, nel caso di cerimonia pomeridiana.
Se sono gli sposi a desiderarlo, va bene, in caso contrario, gli invitati, consci dell’impegno, anche emotivo che la coppia ha sostenuto nell’arco della giornata, dovrebbero lasciare i novelli sposi prima del loro svenimento per stanchezza e prima che l’euforia e l’alto tasso alcolemico abbiano raggiunto il punto di non ritorno.

Nei giorni seguenti sarebbe imbarazzante rivedersi sui video con cravatte legate sulla fronte impegnati in performance di dubbio gusto con sfondo di caviglie gonfie di zie e nonne, in bella mostra sulle sedie.
Anche i bambini in piena fase Rem sotto i tavoli non sono opportuni.

Per loro, il consiglio è di prevedere un’animazione, nell’arco della giornata, con personale qualificato che si prenda cura di loro e poi ad un orario consono, portarli a casa.
Il ricordo di chi si avvia verso casa, non deve essere quello di aver appena abbandonato, sfiniti, un
campo di battaglia, ma quello di aver avuto l’onore di condividere la gioia preziosa di un nuovo inizio e di averlo fatto con consapevolezza, rispetto ed eleganza.

Elisa Volta

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