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Redazione

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Forte dei Marmi : Bagno Camilla lo Stabilimento balneare delle meraviglie, una splendida realtà nata dalla voglia di cambiare vita…

Bagno Camilla


Chi non ha mai sognato di cambiare vita?

Di vivere al Mare e lasciarsi la città alle spalle, di rimettersi in gioco, di seguire l’istinto e , al di la di tutto e tutti rischiare per vivere con il sorriso, e vincere la sfida?
Scopriamo attraverso le risposte alle nostre domande come è nato il Bagno “CAMILLA”, a Forte dei Marmi.

Appena entrati appare subito chiaro che quello che aspetta di varca la soglia di questo luogo, vivrà un experience unica, sorrisi, cortesia, e ottimo servizio miscelati ad arredi e colori legati ad un mondo fantastico

Avete presente Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll?…

Quando è nata l idea di gestire un bagno a forte dei marmi e perché?

Sembrerà assurdo ma l’dea di prendere un bagno a forte dei marmi ci è venuta in mente proprio durante il periodo Covid perché sia io che mia moglie avevamo voglia di cambiamento e rinascita.

Se non erro è. la prima esperienza in questo settore, giusto? Prima di quest’avventura di cosa vi. occupavate ?
Assolutamente si è la nostra prima esperienza in questo settore, perché il nostro lavoro che continuiamo ancora a svolgere è nel campo medico in quanto forniamo materiale ospedaliero in ortopedia e traumatologia in tutta la Toscana.

Da clienti e gestori, quanto vi è servito per capire cosa proporre?

Mi viene sempre in mente la domanda di un cliente quando è venuto a vedere i lavori di ristrutturazione, ma voi avete esperienza come balneari???

E io prontamente ho risposto, come balneari no!

Ma come clienti tanta!!!!!

E difatti ho tentato di mettere in Bagno Camilla tutto quello che sempre cercato da cliente negli altri stabilimenti, ovvero cura del cliente, gentilezza, accoglienza, sorriso, ambiente familiare ma curato e puntando anche su un ottima ristorazione


Chi ha. Scelto di trasformare lo stabilimento balneare in una sorta di cancello immaginario verso il mondo. Delle favole?

Questo merito lo lascio tutto a mia moglie perché è stata lei a scegliere i colori gli arredi e fin dall’inizio aveva le idee chiare e non voleva creare un bagno standardizzato ma una sorta di luogo magico dove le persone potessero rilassarsi e sentirsi a proprio agio.

Quanto conta la cucina?

A mio avviso la cucina è fondamentale perché non basta dare semplicemente un luogo bello e pulito ma bisogna avere il giusto connubio tra il cibo e la location e per questo ho scelto di avere al mio fianco gli chef stellati del Ristorante il Giglio di Lucca Lorenzo Stefanini Benedetto Rullo e Stefano Terigi.

Come scegliete il personale?
La prima cosa che metto subito in chiaro durante un colloquio lavorativo è che a Bagno Camilla si lavora in modo professionale ma sempre con il sorriso e devo dire che su questo siamo stati fortunati perché siamo riusciti a creare un ambiente familiare con uno staff giovane volenteroso, sempre pronto a soddisfare tutte le esigenze dei nostri clienti.


Tre motivi per venire ad assaggiare la vostra cucina, e altri tre per restare sotto l ombrellone.

La nostra cucina è semplice ma raffinata rispetta la tradizione versiliese ma soprattuto è una cucina che punta alla qualità e ai prodotti del territorio.

Abbiamo fatto la scelta di avere solo tende innanzitutto per rispettare le norme sicurezza anti covid ma anche per dare al cliente una maggiore privacy quanto se lo desiderano possono degustare il nostro cibo comodamente sotto la tenda.


Che rapporto avete con i clienti?

Con i nostri clienti abbiamo voluto creare da subito un rapporto amichevole basato però sul rispetto e l’educazione cercando di soddisfare al massimo le loro richieste!

In questo magico luogo tutti hanno un ruolo importante, ognuno è un tassello importante affinchè il puzzle si possa comporre nel miglior modo immaginabile e ” non immaginabile “….


Grazie per il tempo che ci avete dedicato, e per essere un esempio per chi non vuole smettere di sognare..

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Attualitàeconomia

ORO; a cura di Giulio Garsia Private Banker Founder www.prosperitas.info

Giulio Garsia

Da sempre è il metallo associato al benessere, bene rifugio, ambito , temuto , ma qual è la reale situazione che stiamo vivendo :

Lo abbiamo chiesto a Giulio Garsia  Private Banker Founder www.prosperitas.info

Da 6.000 anni, da quando ne è iniziata l’estrazione, l’umanità ha fiducia nell’oro. Al mondo ne esistono 201.000 tonnellate (above ground)  e ne vengono estratte mediamente 3.000 ogni anno,  quasi due terzi delle miniere sono in superfice. 

Ne sono state già individuate circa 56.000  ancora da scavare.

I primi 5 produttori sono Cina, Russia, Australia, USA e Canada altre miniere sono in Africa ed in America Latina.

L’offerta è costituita dalle miniere per il 72% e per il 28% dal riciclo.

La domanda annuale proviene per poco più del 50% dalla gioielleria, con Cina ed India che fanno la parte del leone (nel 1990 rappresentavano un quarto della domanda ora sono al 50%), per circa un terzo da lingotti e monete (in particolare dalle banche centrali dei paesi emergenti e dal mercato degli ETF) e poi dall’industria che usa il metallo giallo per la tecnologia e per la medicina.

Circa un terzo dell’oro in superfice, 70.000 tonnellate, è sotto forma di lingotti e monete di cui 30.000 costituiscono il cosiddetto oro ufficiale quello, cioè, detenuto dalle banche centrali e dai governi.

Per avere un termine di paragone si pensi che di acciaio se ne producono 140 milioni di tonnellate ogni mese.

La sua caratteristica più importante, oltre quella di essere utilizzato per i gioielli e, più di recente nell’industria, è quella di riserva di valore.

Le prime monete conosciute furono coniate in Lidia (Turchia) nel 550 a.C. ed erano di una lega di oro e argento, sono state usate come mezzo di pagamento fino all’introduzione della carta moneta, poi abbiamo avuto il Gold Standard e l’accordo di Bretton Woods prima di arrivare alla realtà attuale.

Il passaggio dall’oro alla carta è legato anche al fatto che improvvise variazioni nella disponibilità del metallo giallo determinavano inflazione o deflazione. 

Quando, ad esempio, arrivò l’oro delle Americhe portato da Spagna e Portogallo ci furono fenomeni inflattivi.

Altro elemento che ha portato alla graduale sostituzione delle monete, nel 1861 in Italia le banconote erano circa il 10% della circolazione monetaria, è stato la consapevolezza che all’aumentare degli scambi dovesse aumentare anche la circolazione monetaria per non causare deflazione (quel fenomeno per cui i prezzi diminuiscono che è più insidioso dell’inflazione).

Al Gold Standard si arrivò, nella seconda metà dell’800, senza un vero accordo ma per una sorta di plagio tra le varie nazioni.

C’è stata anche una fase in cui  pure l’argento ha concorso ad essere una riserva di valore fino a quando il progresso tecnologico ne accelerò la produzione facendogli perdere valore e dando così il via al Gold Standard. In quel regime ogni valuta aveva una quotazione rispetto all’oro e la carta moneta poteva essere convertita su richiesta.

Ad un certo punto quest’ultima caratteristica divenne insostenibile e, poco a poco, le diverse banche centrali si sciolsero da tale impegno. Italia, Svizzera, Francia, Polonia e Paesi Bassi, il cosiddetto blocco dell’oro, furono le ultime nazioni ad abbandonare la parità a costo di un discreto calo delle riserve auree nazionali.

Su quelle di via Nazionale torniamo più avanti. Il nuovo sistema monetario nasce, questa volta con un accordo formale, a Bretton Woods, una località vicina a Boston, nel 1944.

L’accordo limitava soltanto al dollaro l’obbligo della convertibilità in oro mentre le altre valute, a quel punto circolanti solo come banconote, erano tenute ad un cambio fisso col biglietto verde.

Un dollaro valeva 625 lire. Un’oncia di oro (poco più di 30 grammi) valeva 35 dollari. 

Poi nel 1968 iniziò a crescere quando la banca centrale americana, che si era impegnata a vendere oro a 35 dollari a chiunque, non ce la fece più a mantenere la promessa.

Nel 1971 cessò la convertibilità ed il valore dell’oro, da quel momento, viene fissato dall’incontro tra domanda ed offerta che avviene, principalmente, a Londra.

Oggi il prezzo è oltre 50 volte quello del 1970. L’oro della Banca d’Italia, considerato un identico ammontare, è passato da un valore di 11 miliardi di Euro ad uno intorno ai 120.

Al momento, e dal 1998 anno in cui ha ceduto 141 tonnellate di metallo giallo alla BCE, la nostra banca centrale ne ha circa 2450.

Solo 4 sotto forma di monete per il resto sono lingotti. Si tratta della quarta riserva al mondo dopo quella della FED, della Bundesbank e del FMI.

Fisicamente non tutto si trova a Roma: poco più del 40% è a New York, due quote, ognuna di circa il 6%, sono in Inghilterra ed in Svizzera.

Le ragioni della suddivisione derivano principalmente dai luoghi in cui è stato acquistato: spostare tali quantità è difficile e costoso.

Nel caveau della Riserva Federale di New York è detenuto l’oro di molte nazioni compreso il 37% di quello tedesco.

Fino a pochi anni fa quasi tutto l’oro tedesco era all’estero perché, quando esisteva ancora la Germania orientale, si riteneva pericoloso tenerlo vicino al nemico. Persino quando, nel 1974, abbiamo dovuto dare dell’oro in pegno alla Germania a garanzia di un prestito il metallo fisicamente non si è spostato da Roma a riprova delle difficoltà logistiche.

Le banche centrali non possono vendere l’oro contenuto nei loro forzieri se non in minima parte e annunciandolo al sistema con largo anticipo.

Nel 1999 il governo inglese decise di cedere una parte delle riserve auree facendo precipitare il prezzo. In quello stesso anno fu raggiunto un accordo, già rinnovato 4 volte, per evitare episodi simili.

Il significato di avere riserve auree per uno Stato, oltre che essere legato ad oggettive difficoltà di venderlo, è quello di mantenere la fiducia dei mercati; un residuo, se si vuole, di quando le banconote erano convertibili ed un oggettivo strumento di garanzia se si dovessero ripetere situazioni come quella in cui si è trovata l’Italia nel 1974 dopo la prima crisi petrolifera.

Per quanto ovvio vale la pena ricordare che il nostro debito pubblico è di circa 2.600 miliardi, ben poco potrebbe fare la vendita dell’oro della banca centrale! Come sappiamo oltre all’oro esistono altri metalli preziosi, quelli più oggetto d’investimento sono l’argento ed il platino.

Di quest’ultimo ne vengono estratte 250 tonnellate all’anno di cui 27 in Russia ed il resto in Sud Africa. Viene usato in medicina per i pacemaker e nell’industria aeronautica per la sua resistenza alle alte temperature.

In gioielleria solitamente si usa l’oro a 18 carati ossia puro al 75% e fuso con altri metalli (in genere argento e bronzo); quello da tesaurizzazione è a 24 carati ossia puro al 100%. Il valore dell’oro aumenta in momenti di incertezza economica, data la sua caratteristica di bene rifugio, ed è correlato inversamente all’andamento dei tassi di interesse.

Se questi aumentano, ovviamente in condizioni di economia stabile, il metallo giallo cala perché non è remunerato ed ha dei costi di deposito.  Sale anche quando scende il dollaro perché chi non ha usa il biglietto verde come valuta base trova più conveniente acquistarlo.

Anche in condizioni di economia florida può salire spinto dagli acquisti di gioielli, di tecnologia e dalla voglia di risparmio che qualcuno indirizza verso l’oro.

Sulle dinamiche della sua quotazione torneremo più avanti commentando gli scenari proposti dal World Gold Council, un’ associazione tra i principali produttori di oro, possiamo, comunque anticipare che trae beneficio dall’essere sia un bene di consumo sia un bene rifugio.

In molti fanno un parallelo tra l’oro ed il bitcoin, la più nota tra le numerose criptovalute esistenti, con riferimento alla fiducia di cui hanno bisogno per “esistere”.

Chi , come dire, crede più nell’oro ricorda che  è in circolazione da millenni mentre il bitcoin deve ancora essere messo alla prova.

Più in dettaglio si fa presente che l’oro, come abbiamo già ricordato, ha una doppia natura : è anche un bene di consumo e non soltanto un investimento. La quantità di metallo giallo esistente è limitata come abbiamo visto all’inizio.

A questa osservazione qualcuno risponde dicendo che anche il bitcoin è limitato dall’algoritmo del suo fondatore, un personaggio giapponese il cui nome, per quanto se ne sa, potrebbe essere falso, in 21 milioni di unita da creare, in linea di massima, entro il 2040.

Altri fanno notare che la cosa potrebbe essere rimessa in discussione e comunque il bitcoin è solo una delle migliaia di criptovalute esistenti ( l’elenco è disponibile su CoinMarketCap.com). Si fa poi notare che l’estrazione del bitcoin, il cosiddetto mining che consiste nello scatenare una grossa capacità di calcolo da parte di numerosi computer, è concentrata in poche mani.

Ancora più concentrata risulta la proprietà dei bitcoin : il 2% dei  possessori ne detiene il 95% del totale. Infine si punta l’attenzione sul fatto che le criptovalute non hanno una correlazione negativa con i mercati azionari : non hanno il potere di diversificare e proteggere un portafoglio ed hanno una volatilità maggiore rispetto all’oro.

Nel mese di agosto l’oro è arrivato ad un massimo storico superando i 2.000 dollari , attualmente è intorno a 1.800 dollari l’oncia. Il WGC  presenta cinque scenari per ognuno dei quali immagina un possibile andamento delle quotazioni ripresa graduale, ripresa ritardata, crisi finanziaria, rapida uscita da crisi sanitaria ed economica, riaccendersi della pandemia. In tutti gli scenari, che dobbiamo sempre ricordare sono fatti per essere cambiati e a volte, come in questo caso, possano essere elaborati con un qualche conflitto di interessi, l’oro è visto in crescita nel 2021.

Sono disponibili su www.gold.org per visionarli basta registrarsi al sito. In estrema sintesi l’oro viene considerato adatto a contrastare l’inflazione, qualcuno sostiene che sia da considerare, magari insieme al bitcoin, un anticipatore della crescita dell’inflazione ( sui libri di testo si trova scritto  che questa funzione è affidata al tasso di remunerazione a lungo termine richiesto dai titoli di Stato, ma le operazioni di acquisto delle banche centrali, il QE, hanno ormai  bloccato questo meccanismo) .

Trova modo di incrementare le proprie quotazioni anche quando l’economia cresce in virtù degli acquisti in gioielli. In caso di crisi diventa un bene rifugio insieme ai titoli decennali statunitensi.

Giulio Garsia

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AttualitàDesignEventi

Forte dei Marmi: Sabato 24 Luglio ore 18 EKAROS – Interior Design Ospita Patrick Abbattista e Pierre Gonalons, designer internazionali.

EKAROS – Interior Design

Sabato 24 Luglio dalle 18

Rossella ed Ekaterina, Interior designers, titolari di EKAROS – Interior Design nel cuore storico di Forte dei Marmi Piazza Marconi, ospitano i due designer internazionali Patrick Abbattista e Pierre Gonalons che contribuiscono da tempo al successo dell’azienda Masiero da sempre contraddistinta da una manifattura esclusivamente Made in Italy, con particolare attenzione ai materiali di alta qualità, una capacità tecnica di sviluppare soluzioni su misura unica nel panorama internazionale e una grande passione per la tecnologia ed il design.

Il design è di fatto un’esperienza, non esiste mai da solo.

Richiede interazione, risolve un problema, crea opportunità, stabilisce connessioni.

Per Patrick Abbattista Fondatore & CEO di Design Wanted, fondamentale è il metodo. Poi, le abilità tecniche dei designer, ciascuno per la propria area di competenza (industrial, visual, etc.), servono a tradurre in prodotto o progetto tale pensiero.

Pierre Gonalons è un designer e architetto di interni con sede a Parigi. Cresciuto a Lione in una famiglia di origine italiana, sviluppa molto presto un gusto spiccato per la storia dell’arte e per il patrimonio culturale francese.

Sarà un piacere conoscere e dialogare con chi ha trasformato una passione in una brillante carriera..

ORE 18 Piazza Marconi 4 Forte dei Marmi

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Musica

Luca Bonaffini ritorna dal vivo con un omaggio ai grandi cantautori e il racconto della sua storia artistica.

Bonaffini

Sarà una serata sorprendente, quella che il 25 luglio si svolgerà in piazza a Campo Ligure in provincia di Genova, e sarà affidata alle corde artistiche della prodigiosa band scelta da Luca Bonaffini.

Luca Bonaffini

Un gruppo eterogeneo di musicisti preparati che vanno dal jazz alla new age fino al rock blues.

Tra di loro, Mara Tinto (vocalist solista), Roberto Padovan (pianista e direttore del gruppo musicale), Davide Vevey (chitarrista elettrico), Tony Raiola (basso) e Paolo Narbona (batterista).

Bonaffini, naturalmente, folletto della serata che, con charme, vestirà ben tre ruoli : regista in scena, narra-attore e cantautore.

Tre i capitoli di questo libro musical-visuale che Luca Bonaffini Bonaffini & friends ci propongono : il primo, doveroso, un omaggio a sette grandi della Storia del cantautotato italiano, tutti (purtroppo) scomparsi. Rivive il vinile, quel magico cerchio nero che, dal 1948 ai primi anni Novanta, ha letteralmente invaso le librerie delle case dei giovani e non solo, di almeno tre generazioni. 

Tenco, Modugno, De Andrè, Battiato, Dalla, Battisti Jannacci non potevano mancare. 

E quelli assenti, avranno altri spazi sicuramente.

Secondo capitolo (o tempo), Luca Bonaffini s’incarna e diventa sé stesso, cantautore a tutti gli effetti. 

Qualche canzone, tratta dal suo 17° album « Il paracadute di Taccola » (uscito pochi mesi fa), che traccia una chiara identità dell’artista, melodico e intenso, volutamente conservatore, almeno nel genere musicale che ama. Niente antologie, ma il nuovo. 

Infine, immancabile, il racconto di Bonaffini passerà al 1991, trent’anni fa, quando lui – giovanissimo – ebbe il privilegio di condividere il successo di Pierangelo Bertoli (al culmine del suo percorso mediatico) di « Spunta la luna tour ». In quel contesto, scaturito anche dal successo di « Chiama piano » (scritta da Bonaffini stesso per Bertoli), Luca si ritrovò – per puro caso – a sostituire la voce di Andrea Parodi dal vivo per 130 lunghe date, imparando cosa significa « essere famosi ».

Eccoci al dunque, mancano poche ore al 25 luglio e la gente freme, mentre i musicisti sono in fibrillazione.

Lo spettacolo inizierà alle 21 e 45 ed è organizzato dalla Pro Loco di Campo Ligure, ad ingresso gratuito.

Ufficio Stampa LC Comunicazione tel. +39333 7695979

contatti.lccomunicazione@gmail.com

www.lccomunicazione.com

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AttualitàFood & Beveragespettacolo

“Aviva Wines” le bollicine colorate sbarcano su Mediaset, così tre imprenditori coronano un sogno.

Aviva Wines

E’ in onda in questi giorni uno spot sulle tre Reti del Biscione: per Aviva Wines la start up che è nata lo scorso anno ed ha praticamente conquistato tutti.

Su Amazon, si posiziona ancora una volta sul podio tra le bottiglie più vendute.

E le previsione per il futuro sono frizzanti, piene di colore ed entusiasmanti: tra le parole più cliccate in Rete, ancora una volta, c’è Aviva spumante.

Molti personaggi del jet set hanno deciso di brindare con questo tipo di spumante e, addirittura, Denis Dosio – uno degli influencer più cliccati con quasi 1 milione di followers – ha inserito Aviva nel videoclip della sua nuova canzone, che s’intitola “Fammi sbagliare“.

Si tratta di un brano dal ritmo estivo, ballabile, che potrebbe diventare un vero tormentone in questa calda estate.

“Sono in ansia per la nuova canzone, soprattutto perché si capirà a chi è riferita..“, aveva scritto Dosio pochi giorni fa.

Il modello Aviva, però, continua a fare scuola e in pochissimi mesi – nel giro di un anno più o meno – conquista tutti.

La Rete e ora anche la televisione con la messa in onda su Mediaset: è solo il primo traguardo per i giovani imprenditori di Aviva: Driss El Faria, Diego Granese e Fabrizio Vallogo.

Una “bollicina” in quattro colori dai riflessi fluidi e brillanti. All’ormai iconico “Aviva Blue Sky” si aggiungono l’elegante “Aviva Rose”, il lussuoso “Aviva Gold” e il raffinato “Aviva Pink Gold”.

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Attualitàeconomia

Ezio Stellato, fondatore di Factory Tax: «Serve una pubblica amministrazione a misura del contribuente»

Ezio Stellato

Ezio Stellato, esperto in materia fiscale e tributaria, fondatore di Factory Tax, interviene su una situazione post pandemica che sta mettendo sempre più in ginocchio l’economia italiana con le sue imprese e i suoi liberi professionisti

«È un vero e proprio controsenso, per non dire una caccia alle streghe: da un lato l’Europa mette a disposizione i fondi da impiegare a favore dell’adozione di strumenti di politica attiva e ammortizzatori sociali a sostegno dei contribuenti e, dall’altro, lo Stato italiano prova a fare cassa con le somme dovute a titolo di credito di imposta, sebbene gli stessi uffici della Pubblica Amministrazione non siano ancora edotti sui protocolli di attuazione e di accertamento. Un vero e proprio circolo vizioso, che grava sempre di più sul contribuente»

Ezio Stellato, esperto in materia tributaria e fiscale, fondatore di Factory Tax, con sede a Napoli, Sorrento, Roma e Milano, si sofferma sull’ingarbugliata situazione post pandemica, che sta mettendo sempre più in ginocchio l’economia italiana, con le sue imprese e i suoi liberi professionisti.

«Non si possono prevedere meccanismi così artificiosi, senza definire dei corsi di formazione mirati nei confronti dei funzionari dell’Agenzia delle entrate, che permettano di conoscere e sapere come poter operare sull’analisi dei crediti di imposta, ad oggi definita esclusivamente da circolari vaghe e approssimative e sfornita anche di moduli per la richiesta di fruizione del credito per l’innovazione tecnologica 4.0 – prosegue Stellato –

Affinché la riforma fiscale possa risultare davvero efficace è necessario riformare gli strumenti a disposizione dell’amministrazione del Fisco per creare una comunicazione uniforme e chiara con il contribuente.

Occorre anche intervenire sulle attività di controllo, alleggerendole, con l’obiettivo di rendere più proficua la dialettica tra contribuente e agenzia delle entrate. Serve una pubblica amministrazione a misura del contribuente».

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Attualitàeccellenze italiane

Il Cenacolo di Arturo Artom incanta Roma.

Il Cenacolo di Arturo Artom

La seconda edizione romana del Cenacolo di Arturo Artom si è tenuta a Roma  In una terrazza affacciata sui Fori Imperiali.

Ospite d’onore è stato il grande Gabriele Lavia.

Presenti tra gli altri importanti ospiti il  Vicepresidente del Coni Silvia Salis, Fausto Brizzi, Serena Bortone, l’imprenditore Paolo Barletta, il responsabile delle relazioni esterne dell’Aci Ludovico Fois, il presidente dell’associazione mobilità sostenibile Matteo Tanzllli ed il presidente di Cultura Italiae Angelo Argento. .

Il Cenacolo di Artom

Un format televisivo, dove il padrone di casa, Arturo Artom ,ospita leader provenienti da differenti settori, dall’arte al design, dall’imprenditoria allo spettacolo, personaggi che raccontano la propria vita condividendo il mix unico di talento e fortuna che li ha portati al successo e si confrontano scambiandosi idee e prospettive sul futuro.

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AttualitàLibri

Nasce la guida turistica e-book: “La mia Forte dei Marmi” di Elena Davasar.

La mia Forte dei Marmi

Guida turistica e-book di Forte dei Marmi

Nuove boutique, aperitivi al tramonto, gallerie d’arte, percorsi gastronomici, attività sportive e stabilimenti balneari, noleggio bici, servizi esclusivi, contatti utili e suggerimenti per passare una vacanza con stile a Forte dei Marmi, che sia un weekend o tutta la stagione.

La ricchezza di questo volume sta nei racconti  di persone speciali che vivono il territorio, lo amano profondamente e condividono qui la loro Forte dei Marmi e la Versilia.

16 interviste, 16 punti di vista e tanti consigli per vivere una vacanza a contatto con il Genius Loci.

Elena Davasar una  laureata in giurisprudenza a Mosca e un master alla Marangoni di Milano, da 4 anni vive in Versilia  se ne è subito innamorata.

Le abbiamo Fatto qualche domanda per farci raccontare dove , quando e perché le è venuta questa interessante idea, tra l’altro manca da sempre una Guida per chi voglia comprendere la vera Forte dei Marmi:

Come ti è venuta l’idea di scrivere una guida per la Versilia?

Quando da Milano mi sono trasferita a vivere qui e cercavo informazioni pratiche sul posto spesso non le trovavo. Mi ricordo come d’inverno chiedessi alle persone che conoscevo dove comprare il miglior panettone per le feste di Natale, se c’erano mostre o concerti interessanti. Chiamavo amici per avere consigli sul parrucchiere, sui centri SPA o sul loro dentista di fiducia. Nel 2017 ho creato il portale forte-dei-marmi.org  raccontando in lingua russa le eccellenze del territorio e gli eventi più interessanti, da mettere nell’agenda tutto l’anno.

Oggi, 4 anni dopo, rispondendo alle tantissime richieste, sono felice di presentare la prima edizione della guida turistica su Forte dei Marmi in lingua Italiana.

Che formato hai scelto per la prima uscita?

La guida “La mia Forte dei Marmi”  ( “My Forte dei Marmi” nella versione inglese) è uscita nel formato e-book ed è disponibile in vendita presso l’Apple Store, tra pochi giorni sarà pubblicata anche sulla piattaforma Amazon, in formato Kindle.

Il vantaggio del formato elettronico, oltre al rispetto per l’ambiente e al risparmio dello spazio nella valigia, permette continui aggiornamenti.

Molte attività a Forte dei Marmi sono stagionali, ogni anno aprono e chiudono locali e boutique.

Chi acquista oggi la guida e-book potrà in futuro semplicemente scaricare gli aggiornamenti gratuiti e avere sempre informazioni esatte, aggiornate.

Come hanno reagito le attività che hai contattato?

Ho scelto di dare spazio a tutte le attività principali che possono essere utili per un turista, pubblicando i contatti con brevi commenti.

Sulla guida si trovano hotel, ristoranti e caffetterie, stabilimenti balneari e noleggi bici.

Si trovano anche risposte a domande di tutti i giorni, come “dove lavare il cane” o “come organizzare le attività dei bambini in vacanza”.  Suggerimenti per i migliori posti per un’aperitivo al tramonto o una colazione in stile sano, sui centri tennis, percorsi per fare trekking in montagna, ristoranti e trattorie nascoste nell’entroterra.

La ricchezza di questa guida viene dalle interviste con le persone che vivono il territorio e lo amano profondamente.

Hanno raccontato la loro Forte dei Marmi e la Versilia: Andrea Bocelli e Veronica Berti, Tiziano Lera, Marco Nereo Rotelli, Martino Barberi, Ermindo Tucci, Paolo Corchia, Vasco Franceschi, Rita Polacci, Emanuele Giannelli e altri.

Sono ormai 4 anni che vivi in Versilia, me la racconti dal tuo punto di vista?

Amo Forte dei Marmi e la Versilia.

E’ un luogo che rigenera le energie e permette di vivere in contatto con sé stessi e con la bellezza della natura. Soprattutto è un luogo di grande storia e cultura, che con i secoli ha acquisito il suo fascino unico che ancora oggi si percepisce nella vita sociale, nei modi e nello stile di vita di questo territorio. E il resto… si trova nella guida!

Grazie Elena , e per chi volesse acquistare LA MIA FORTE DEI MARMI , può clikkare direttamente sul link sotto riportato

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EventiMusicaspettacolo

-Forte dei Marmi-Villa Bertelli- Venerdi 23 Luglio ore 21,30, Un’intera opera lirica di Puccini : “Quel folletto è Gianni Schicchi”

Villa Bertelli

Venerdì 23 luglio ore 21.30 Giardino dei lecci Villa Bertelli

Ingresso a pagamento 10 euro.

Necessaria prenotazione 0584 787251

Tredici cantanti accompagnati dal Maestro Cesare Goretta grande profusione di arte e professionalità

La rassegna Dante 700 in Villa di Villa Bertelli a Forte dei Marmi proporrà un’importante serata canora, dedicata alla lirica, una gustosissima commedia in musica, l’unica opera “buffa” di Puccini, presentata in forma semiscenica, con l’accompagnamento del pianoforte.

Quel folletto è Gianni Schicchi e va rabbioso altrui così conciando – l’opera in un atto di Giacomo Puccini su libretto di Giovacchino Forzano, basato su un episodio del Canto XXX dell’Inferno di Dante (vv.22-48).

La composizione fa parte del Trittico.

Imponente e prestigioso il numero degli artisti che salirà sul palco, accompagnati al pianoforte dal Maestro Cesare Goretta, che ha curato l’organizzazione dell’evento con grande impegno per professionalità e dedizione.

Lo spunto di questo atto unico è tratto dal XXX canto dell’Inferno, in cui l’ombra smorta e nuda del falsario Gianni Schicchi corre a destra e a manca azzannando le altre anime al collo.

Questa la condanna per i falsari di persona.

Una curiosità :

La prima assoluta ha avuto luogo il 14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York.

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AttualitàFood & BeveragehotellerieLussoMusicaspettacolo

Mario Giusti manager del lusso e del divertimento…

Mario Giusti

Dietro ad un locale di successo, spesso c’è un nome, che è stato in grado di credere in un sogno, di creare un team adeguato, che non ha mai smesso di mettersi in gioco, soprattutto quando molti altri hanno scelto di fermarsi appagati dai risultati ottenuti.

Conosciamo meglio Mario Giusti:

Quali sono le caratteristiche fondamentali per un locale di successo?

La qualità, il divertimento, i piccoli dettagli, un ottimo servizio, la location e la voglia di sorprendere, un’ottima cucina, i locali devo diventare motivo di incontro , di aggregazione, tutti i clienti devono essere coccolati e avere il massimo del confort.

Com’è cambiato il mondo dei locali negli ultimi 10 anni?

Siamo passati   dalla classica ristorazione e disco a veri club che si possono vivere tutto il giorno e che ci permettono di differenziare la clientela, abbiamo chi ama il relax, la cultura, chi adora mangiare in tranquillità, chi vuole gli show, chi ami gli aperitivi al tramonto, appassionati di arte, moda, una cucina internazionale sono fondamentali

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Ne ricordo tanti, tutti basati su scelte folli e pazze, decisioni che hanno sempre creato stupore perché adoro osare e i cambiamenti spaventano un pò tutti, io invece li adoro, sono sempre alla continua ricerca della perfezione

In tante occasioni mi hanno detto che non ci sarei riuscito, fortunatamente li ho sempre smentiti.

Mi ricordo una pasqua al beach club a forte quando Dallori non voleva aprire l’esterno del locale e invece ci siamo trovati alle 2 di notte ad aprire tutto per la folla di gente che arrivava, oppure a ferragosto quando feci smontare mezza spiaggia per aggiungere tavoli e fare super prive con un minimo spending molto alto che naturalmente venne riempito 

Mi ricordo i primi tavoli al The Beach a Sharm che cominciarono a fare tante bottiglie di champagne quando invece mi dicevano che non avrei venduto una sola bottiglia.

Qual è la città più difficile per il tuo lavoro?

Sono state tutte difficile perché anche i competitor sono sempre in crescita ma per questo motivo non smetterò mai di crescere, la competizione è alla base della vita e io adoro vincere.

Che rapporto hai con i clienti ?

Direi ottimo, cerco sempre di accontentarli e di non fargli mancare nulle

Quanto conta la comunicazione nel tuo lavoro?

Fondamentale , dico sempre che non c’e mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione, quindi dal primo momento che vedono qualsiasi cosa che si riferisce ad uno dei miei locali dobbiamo subito trasmettere una emozione, curiosità, la voglia di venire a trovarci

Che rapporto hai con i social?

Li uso quotidianamente ma non spessissimo

Quanto conta un buon pr?

Il Miglior pr è sempre un cliente soddisfatto, credo molto nel passaparola

Raccontami perché venire a Domina Coral bay ?

E’ un posto magico, fa sempre caldo, sei a 3/4 ore dall’Italia , hai il mare e barriera corallina più bella del mondo , c’è il deserto e poi ci sono io e il The Beach 

Quali sono i punti di forza del THE BEACH DOMINA CORAL BAY E IL CLIFF?

Aver creato due location lussuose ma accessibili a tutti.

Progetti futuri?

Il progetto principale è di far crescere questi due marchi e di farli conoscere al mondo, vero sono ambizioso ma questa la mia miglior dote.

Se dovessi raccontarmi userei due due concetti di Steve Jobs:

Siate affamati, siate folli. e l’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai

Grazie Mario per il tempo che ci hai dedicato

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