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Al Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado” è andata in scena il 15 Giugno “Norma”, per la regia di Maria Cristina Osti

Claudio Abbado

La lirica torna a teatro con un’opera affascinante, che ha regalato emozioni che non si possono spiegare a parole… ma ci pensa il linguaggio del cuore.

Norma di Vincenzo Bellini, su libretto di Felice Romani, è andata in scena martedì 15 giugno al Teatro Comunale di FerraraClaudio Abbado”, per la regia di Maria Cristina Osti.

Una produzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara in coproduzione con Associazione Parma e OperArt APS e Fondazione Teatro “G. Borgatti” di Cento.

Oltre a Renata Campanella e Fabio Armiliato nei panni rispettivamente di Norma e Pollione, Yulia Merkudinova è Adalgisa, Alberto Bianchi Lanzoni è Oroveso, e poi Vittoria Brugnolo (Clotilde), Stefano Colucci (Flavio), Diana Rivaroli e Francesco Ferri (Due Fanciulli), Daniela Patroncini e Paolo Garbini (Mimi). Gli attori sono di Operiamo e Casa della Musica e delle Arti. Le scene sono a cura di Alessandro Ramin, le luci a cura di Marco Cazzola.

Direttore di scena è Kaori Suzuki. Lo spettacolo vedrà la presenza anche dell’Orchestra Città di Ferrara, che suonerà dal vivo. Direttore d’orchestra è Lorenzo Bizzarri, con il Coro “G. Verdi” di Ferrara diretto da Mirko Banzato.

Rilevante in Norma, per la regista Maria Cristina Osti, è la metamorfosi femminile nell’opera.

 “Nel settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri l’opera belliniana rievoca in sé la Commedia dantesca permettendo ad ognuno di riconoscere l’umanità che circonda entrambe le opere. L’inferno è vivo, umano, tangibile, violento e passionale così come il mondo che troviamo in Norma” spiega Maria Cristina Osti. “La libertà individuale, che sta nella capacità di scegliere tra le diverse strade, ha come conseguenza una assunzione di responsabilità.

Nulla è casuale come la bufera finale dettata dalla scelta della morte come ultimo sacrificio, perseguendo quella libertà di cuore che vince ogni ragione. Il conflitto interiore di Norma è per lei un Purgatorio: disposta a sacrificare il bene più prezioso, i figli, per punire la fellonia di Pollione e il suo peccato” prosegue la regista. Per Osti “è il trionfo del femminile: generosità, rinuncia, sorellanza, riscatto, sacrificio sublimato nella catarsi paradisiaca finale”.

SIMBOLOGIA DELLA METAMORFOSI FEMMINILE NELL’OPERA

Note di regia di Maria Cristina Osti

Nel settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri l’opera belliniana rievoca in sé la Commedia dantesca, permettendo ad ognuno di riconoscere l’umanità che circonda entrambe le opere. L’inferno è vivo, umano, tangibile, violento e passionale così come il mondo che troviamo in Norma. Questo è stato lo spunto per gli elementi scenografici narrativi: un grande albero rievoca la metamorfosi dei suicidi che avendo rifiutato il loro corpo, sono costretti ad essere una inferiore forma di vita (vermo reo che l’mondo fora): risale dagli inferi, caratterizzata dalle sue tre facce, una corporeità prorompente con grandi ali scure tali da inglobare il bene quale ribaltamento di tutti i valori. Vedremo il signore d’inganni, Loki, il non demonio cristiano, dio della grande astuzia e della distruzione pronto per un gioco seduttivo del male nei confronti di Norma, sino ad indurla a non riuscire a porre freni ai suoi istinti entro il limite prefissato dalla ragione.

La libertà individuale, che sta nella capacità di scegliere tra le diverse strade, ha come conseguenza una assunzione di responsabilità. Nulla è casuale come la bufera finale dettata dalla scelta della morte come ultimo sacrificio perseguendo quella libertà di cuore che vince ogni ragione.

Il conflitto interiore di Norma è per lei un Purgatorio: disposta a sacrificare il bene più prezioso, i figli, per punire la fellonia di Pollione e il suo peccato. Altro fondamentale simbolo è la Luna, lo strumento cosmico che segna il cammino del “viator” ed è profondamente legata al ciclo della nascita, della morte, della fertilità femminile, dell’io nascosto, dell’esoterico, dell’eterno ritorno. La scelta di Norma induce la Luna, saggezza celata, a coprirsi per lo sdegno. Nella veglia nascosta sui suoi figli, la Luna, simbolo di ambivalenza (vita e morte), rimane regina madre, sacerdotessa, pronta al suo inizio passivo; è colei che detta i segni del cielo avvolgendo tutte le facce di Norma.

E’ il trionfo del femminile: generosità, rinuncia, sorellanza, riscatto, sacrificio sublimato nella catarsi paradisiaca finale.

a Cura di Sara Gautier

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Modaspettacolo

Gabriella Chiarappa, Fashion Manager

Gabriella Chiarappa

Gabriella Chiarappa , fashion manager, presentatrice, giornalista, brand ambassador e creatrice  Le Salon de la mode.

Lasciamo volentieri che sia lei a raccontarsi rispondendo alle nostre domande.

Primo incontro con la moda? 

Sinceramente penso da bambina, pur appartenendo ad una famiglia umile, mia nonna era una grande sarta lavorava per grandi Maison, bravissima, nella cura dei dettagli era maniacale. Poi nel lavoro è stato un caso anche se in realtà credo che era scritto in una pergamena segreta. La verità è che le cose accadono quando le desideri realmente ma con rispetto e non con pretesa. Sono stata catapultata in un’Accademia di moda e poi un’evoluzione…ed oggi sono qui a parlarne.

Il talento nel mondo delle passerelle conta più dello studio?

Il talento è un elemento rilevante dopo questo però c’è la preparazione e la disciplina, di certo, nel momento in cui si scopre che il proprio futuro è questo è importante iniziare a studiare.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Viverla è importante come è importante ascoltare i racconti di chi ha avuto la fortuna di lavorare con i grandi della moda, studiarla direi proprio di si. Quindi un mix di tutto questo per parlarne con attendibilità

Quando hai iniziato a trasformare la tua passione per la moda in lavoro?

Quando ho conosciuto il grande manager del luxury Stefano Rocca: i suoi racconti, la sua competenza, la sua professionalità e la sua tenacia mi hanno talmente affascinato da convincermi ad abbandonare dopo poco tempo il mio ruolo dirigenziale in Accademia.

In contemporanea ho pensato “Voglio creare una mia organizzazione.

Un’organizzazione che è nata nel 2014 con Le Salon de la Mode, la quale promuove il Made in Italy in Italia e nel mondo, ed è in grande ascesa.

Che differenza c’è di percezione tra la moda vissuta al Sud e al Nord?

L’Italia è un Paese meraviglioso perché vario, si tende quindi a seguire le tendenze e gli insegnamenti mutevoli di una moda in continuo cambiamento. Le differenze tra nord e sud non sono una novità, sono dovute alle differenze culturali

Perché non esistono più le TOP?

Semplicemente perché il mondo è cambiato, sono cambiati i canoni estetici del fashion system, le nuove testimonial di bellezza sono molto più raggiungibili, come le attrici, le cantanti top, le influencer. Senza alcun dubbio le top model degli anni ’90 hanno lasciato un segno indelebile nella società e non solo nella moda.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Un ricordo da bambina, che mi riporta il sorriso e di quando cantavo con il mio papà, ho sempre amato cantare, era divertente farlo con il mio babbo che suonava la chitarra, facevo dei mini concerti in family.  In seguito ho studiato canto jazz e devo dire che mi manca molto la musica, anche se ho portato avanti l’altra mia passione la conduzione tv e il giornalismo.  

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

Molto, credo che la rivoluzione dei Social Media nella Fashion Industry, sia diventato un vero vantaggio competitivo per le aziende. Instagram è sicuramente uno dei canali pubblicitari più utilizzati dalle aziende di moda per raggiungere il proprio target, perché gli instagrammer fashion-addicted sono tra i più assidui utilizzatori di questo social media.

Che cosa è per te la moda?

La moda è un’arte ed è sempre stata innata in me. L’arte attraverso la quale è possibile esprimere se stessi, il proprio umore, le proprie sensazioni, il proprio ego, credo che la moda sia un modo per poter esprimere la propria personalità. La moda mi diverte: la vedo e la vivo, amo il suo essere, piena di tradizione e novità, perfetta per chi ama sorprendere e sorprendersi.

In sintesi il mio mondo, fatto di alti e bassi e pieno di sorprese

Chiaramente se si parla del mio lavoro potrei scriverti un libro.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio ti piacerebbe interagire e perché?

Se potessi fare un salto nel passato, con la macchina del tempo, incontrerei ed intervisterei Audrey Hepburn, la sua eleganza discreta e il suo stile impeccabile, mi hanno affascinato sin da piccola.

Una donna elegante e sofisticata, maestra nel creare outfit semplici che non hanno tempo né età.    

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Negli ultimi dieci anni c’è stata una grande rivoluzione, se una volta il pubbliredazionale era ben individuabile all’interno del giornale, ora non lo è più.  

Ci sono tremila esempi di cambiamenti che potrei fare, come il potenziamento delle riviste web.

Poi i blog sono diventati “lifestyle magazine” e i blogger stessi – quelli sopravvissuti all’implacabile selezione naturale – “influencer”, in un vorticoso ridefinirsi dei ruoli tuttora in mutamento.

L’anoressia spesso è stata associata al mondo della moda, qualcosa è cambiato oggi?

il mondo della moda rispetto al passato si è sensibilizzato fortemente sotto questo punto di vista. L’ambiente dell’“Haute Couture” ha cominciato a porsi qualche interrogativo sull’impatto che i modelli proposti potevano avere verso i più giovani. Per contrastare questa tendenza si è rivelato particolarmente utile l’outing di alcune modelle e modelli famosi, che hanno rivelato la loro lotta contro l’anoressia.

Cosa pensi del fenomeno “Curvy”?

Il mio pensiero a riguardo è decisamente positivo, sono sempre stata convinta che la moda fosse di tutti e che fosse profondamente sbagliato relegare le creazioni solo taglia 40 o 42.

Nel mondo ci sono donne meravigliose e ogni donna ha il diritto di essere rappresentata dalla moda e non esserne esclusa. Ricordo inoltre che ci sono aziende di moda che da anni indirizzano i loro prodotti a donne curvy come: (Marina Rinaldi, Elena Mirò) e, proprio qui in Italia, esistono agenzie di moda completamente dedicata alle donne curvy.

Grazie per il tempo a noi dedicato

Intervista in collaborazione con Alessandra Giulivo Presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer

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AttualitàEventiMusicaspettacolo

-Forte dei Marmi- Stagione estiva a Villa Bertelli.

villa bertelli

Con l’avvicinarsi dell’estate si è fatto sempre più intenso il desiderio di metterci di nuovo in gioco e riprendere un cammino iniziato con successo lo scorso anno.

Il tempo che ci separa dalle iniziative del 2020 ha messo duramente alla prova la vita di tutti noi e di conseguenza anche quella di molti artisti; il nostro impegno inderogabile dunque è stato quello di organizzare un percorso fra le arti, per la prossima stagione estiva nel meraviglioso e prestigioso complesso di Villa Bertelli a Forte dei Marmi; un progetto ambizioso, serio, accattivante e di pregio che vuole offrire al territorio e ai suoi ospiti estivi un’oasi piacevole di ristoro per l’anima e per lo spirito in un momento davvero particolare della storia del mondo.

Con queste premesse presentiamo il nostro programma con il quale si prosegue l’obiettivo di alimentare e nutrire la speranza ed il desiderio del bello che alberga in ognuno di noi; un connubio che ci porta direttamente al cuore del nostro modo di concepire le varie forme di arte all’interno di una grande Consonanza in cui risuoni e si amplifichi a dismisura il sapore della bellezza.

La Gran soiréeConsonanze artistiche” del 25 luglio sarà un evento catalizzatore  che, come lo scorso anno, vogliamo dedicare alla memoria di grandi personaggi delle nostre terre divenuti famosi in tutto il globo: l’imprenditore Vando D’Angiolo ed il basso Luigi Roni cui si aggiunge il nome dell’étoille della danza George Bodnarciuc scomparso improvvisamente pochi mesi fa; uomini, imprenditori, artisti che per molti sono stati cari amici ed entusiasmanti colleghi; tre persone che avevano in comune una sconfinata cultura, un’innata eleganza ed una perspicace lungimiranza; tre persone che hanno portato il nome della Versilia, della Garfagnana e più ingenerale di tutta la provincia lucchese nel mondo e sono ricordati da tutti come figure di esempio e rettitudine; tre nomi che risuonano fortemente nei nostri ricordi e per i quali la musica, l’arte ed il bello erano il loro modus vivendi; ecco quindi che il miglior modo per ricordarli ci è sembrato proprio quello dell’intreccio di arti, vivendo insieme a loro una serata indimenticabile.

La risposta di tanti grandi artisti internazionali non si è fatta attendere e, accanto ad essi, confermiamo anche quest’anno, la nostra missione di valorizzare giovani talenti che si intervalleranno con i “big”, in questo cammino estivo..

Tutti gli incontri Consonanze artistiche all’ombra dei lecci saranno momenti di approfondimento e confronto, intervallati da arie d’opera e non – tranne il primo in cui si esibiranno gli artisti di musica pop – eseguite da artisti giovani e promettenti che fanno parte del progetto In-canto promosso da anni dall’Associazione Kreion Versilia.  

Il giardino di Villa Bertelli durante tutta la stagione estiva, sarà inoltre un luogo che accoglierà le opere di scultori che collaborano con i più famosi laboratori, studi artistici, aziende del marmo versiliesi e non per valorizzare con ancora più enfasi il tema delle Consonanze.

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Attualitàeconomiaspettacolo

Arturo Artom, Economia, Ingegno e lungimiranza!

arturo artom

Classe 1967 , nasce a Torino Arturo Artom laureato in ingegneria, è un imprenditore italiano che si è impegnato, durante gli anni, nel campo delle telecomunicazioni in Italia

Nel 1993 fonda  la Telsystem, la prima compagnia telefonica privata a fare concorrenza all’allora SIP che di fatto permette per la prima volta  alla neonata Autorità Antitrust ad ottenere l’apertura del mercato.

Grazie a questa sua intuizione divenuta realtà diventa  prima Vice-President di Omnitel e in seguito Amministratore Delegato di Viasat, azienda leader nei servizi di localizzazione satellitare

Nel 2000 crea  Netsystem SpA, società leader a livello europeo per l’ADSL via satellite.

Nel 2004 da vita a Artom innovazione, un fondo che ha lo scopo di stimolare e sostenere tutti gli investimenti volti a coniugare il Made in Italy con la tecnologia.

In continua evoluzione Artom crea nel 2006, la YourTrumanShow Inc., prima società europea nel settore del Web 2.0 costituita direttamente in Silicon Valley, società a cui si deve la creazione dell’algoritmo di video-search.

Un’esperienza in campo innovativo che si è riversata anche nel campo della comunicazione: da anni l’imprenditore anima il Cenacolo Artom,

un format televisivo, dove ospita leader provenienti da differenti settori, dall’arte al design, dall’imprenditoria allo spettacolo, personaggi che raccontano la propria vita condividendo il mix unico di talento e fortuna che li ha portati al successo e si confrontano scambiandosi idee e prospettive sul futuro.

È fondatore di Artom Production per la produzione di documentari sulle eccellenze italiane per il mercato internazionale.

È stato Senior Advisor di Accenture ed è stato membro del Comitato di Presidenza di Assolombardia.

Da sempre vicino a Casaleggio, non ha apprezzato lo spostamento così a sinistra del Movimento 5 stelle, ma è conscio della necessità della real politik.

L’imprenditore è anche Presidente nonché fondatore del Forum della Meritocrazia.

E’ possibile  seguire il manager sul suo account twitter per rimanere sempre aggiornati su di lui.

Clikkando su link sotto riportato potrete leggere La proposta di Arturo Artom : “Banche, trasformiamo tutte le moratorie in prestiti rinegoziati, portando la garanzia al 90%”. pubblicata da La stampa.

CLIKKA

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Attualitàspettacolo

“Trentalance Show” seduzione e sessualità Tornano in TV da lunedì 1 febbraio su GO-TV

Trentalance Show

Il “Trentalance Show” è il salotto tv dove lo scrittore e coach, insieme alla conduttrice sportiva Francesca Agnati, ospita ad ogni appuntamento due utenti dei social network: una donna e un uomo, le cui esperienze e domande sono il prologo per illustrare l’alchimia tra “sesso e seduzione”.

Otto puntate, della durata di 35 minuti ciascuna, con cui indagare le dinamiche della seduzione e della sessualità, anche ai tempi del distanziamento sociale e della pandemia.

In calendario è prevista anche la presenza in studio di speciali ospiti: esperti della materia, opinionisti e personaggi pubblici.

Il programma prende spunto dal libro scritto da Franco trentalance edito da Ultra nel 2018 “Seduzione Magnetica” una sorta di manuale di sviluppo personale, rivolto agli uomini e di riflesso alle donne, per migliorarsi e affascinare i potenziali partner.

Il talk show è trasmesso dalla nuova emittente GO-TV, sul canale 163 del digitale terrestre e online sul Web.

Questo è solo uno dei Talk Show fortemente voluti dall’imprenditore Riccardo Scarlato, Patron di GO TV che fin dal 2004 è specializzato nei motori e nelle competizioni sportive, che nel 2021 integra  il palinsesto con programmi di intrattenimento e approfondimenti in tv.

www.go-tv.org

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AttualitàIntervisteModaspettacolo

Rosa Sorrentino tra passerella e obbiettivo

rosa sorrentino

Campana, un bellezza dolce, non aggressiva, un ottimo portamento e lineamenti perfetti, conosciamo meglio Rosa Sorrentino

Il tuo primo contatto con la moda?

Premetto che ho sempre trovato interesse per il mondo dello spettacolo, mi affascinava l’idea di poter sfilare sulle più grandi passerelle ; ma iniziò tutto così per caso. 

Ero piccola e amavo scattare foto e postarle sui social, proprio da lì un’agenzia mi notò e contattò, accordammo un colloquio e iniziai ad intraprendere questo percorso. 

Ero piccola avevo solo 14 anni, quindi anche scettica di questa grande novità, ma ho sempre amato tutto ciò.

Il tuo primo servizio fotografico?

Il mio primo servizio fotografico fu all’età di 10 anni per un brand di abbigliamento, ero una piccola bambina ma con dei grandi sogni nel cassetto. 

Sono sempre stata attratta da foto e sfilate, mi piaceva il fatto di indossare dei vestiti particolari da mostrare poi durante uno shooting. 

La tua prima sfilata?

La mia prima sfilata fu a Salerno per Models Runway Italy con il fashion manager Giancarlo Presutto. Ricordo tutto: l’adrenalina prima della partenza, il backstage, l’ansia dietro le quinte, ma soprattutto la voglia di divertirmi, cercando di arrivare al pubblico essendo me stessa. Tanti pensieri mi turbavano, ma tutti pensieri positivi, ero impaziente, non vedevo l’ora di sfilare per la prima volta.

Il mondo del fashion system pregi e difetti

In questo settore ci sono tanti pregi quanti difetti. 

Come ben sappiamo prima la donna era considerata un’oca, tutta immagine senza cervello, per cui utilizzata come “un oggetto” un manichino che camminava senza ne spirito ne anima, difatti erano statuarie senza un’ombra di sorriso, non dovevano di certo far trasparire la loro personalità.

C’è chi purtroppo ha ancora questa concezione e chi invece associa alla parola moda, pensieri positivi. 

La moda influenza soprattutto noi adolescenti ed è un modo per mettere in luce la nostra personalità, fuoriuscendo dai soliti canoni portando novità ed esprimendoci al 100%. 

Com’è cambiata la moda con l’avvento dei social?

Secondo il mio punto di vista i social hanno incrementato questo settore, risulta tutto molto più semplice, infatti ho iniziato il mio percorso proprio tramite questo mezzo.

Soprattutto in questo periodo,esigenza covid-19 è stato molto utile,sto lavorando molto anche a distanza, con collaborazioni e interviste online. I social, se si ha la capacità di usarli correttamente possono portarti in alto nel campo della moda; ad esempio nell’ultimo periodo è in tendenza TikTok, una piattaforma che permette di esibirti ad un pubblico molto ampio, internazionale, con contenuti vari tra cui anche la moda. 

Quanto è importante studiare per diventare una modella?

Si nasce con dei sogni ma per coltivarli ci vuole tempo, lavoro e sacrificio. 

È un’ambizione di tanti, ma per farla diventare professione, bisogna curare il proprio aspetto, arricchire il proprio bagaglio, ricercare e sperimentare, con lo scopo di portare novità e non confondersi.  

Il talento e la bellezza possono bastare? 

Talento e bellezza sono sicuramente importanti, ma non essenziali; in quanto oltre a queste due qualità bisogna associare forza e tenacia, occorre lavorare sodo per raggiungere un obiettivo. Nel mondo dello spettacolo ci vuole dedizione, devi essere capace di far combaciare tutte le attività quotidiane, come lo studio, attività fisica,…

Ci vuole carattere, è necessario tirar fuori la propria personalità e distinguersi dalla massa, di ragazze belle ne è pieno il mondo; bisogna  mettere da parte timidezza e insicurezza , altrimenti non si arriverebbe a nulla. 

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso.

Il Red Carpet di Sanremo… che dire, non ci sono parole.

Sognavo sin da bambina di poterci sfilare e dopo aver vinto il concorso nazionale di Miss Principessa d’Europa, mi fu data questa grandissima opportunità che ho vissuto in pieno.  Ma c’è un episodio che ricordo particolarmente si Sanremo, cioè quando ho conosciuto Gianni Ippoliti, il quale ha voluto creare con me e una signora anziana una scena carina, in cui la signora doveva cedermi la corona, quante risate… troppo divertente, andò poi in onda anche in Tv e ne fui molto grata, splendida persona; inizialmente non credevo fosse cosi simpatico, ma mi sono ricreduta.

Se potessi parlare con un grande del passato, chi e di che cosa?

Sicuramente Gianni Versace, sono ammaliata dalla sua vita, una persona molto umile che iniziò questa carriera per caso e che con grande successo e originalità si è distinto. 

Per lui lo stile è sinonimo di eleganza, la penso anch’io in questo modo, mi piace far emergere la semplicità e la classe, credo siano due aspetti altrettanto importanti per poter emergere. 

Cos’è per te la moda ?

Per me la moda è lo specchio dell’anima.

Essa mi ha aperto molte porte che riflettono esattamente i miei desideri e le mie aspirazioni, cerco di apprendere qualcosa di nuovo da ogni esperienza e da ogni offerta lavorativa, a fine di potenziare le mie capacità.

Amo mostrare a chi mi segue e chi ho intorno la mia persona, difatti è uno degli ambiti in cui riesco ad esprimermi meglio. 

Grazie Rosa per il tempo che ci hai dedicato la redazione di WL-MAGAZINE continuerà a seguirti con piacere .

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Musicaspettacolo

le discoteche sono una cosa seria

maurizio pasca

Le discoteche sono chiuse da quasi un anno, a parte una breve parentesi estiva.

Nonostante ciò ogni fine
settimana si parla di assembramenti nei locali, balli e feste come se le discoteche fossero sempre aperte.
“Assembramenti, risse, balli e feste si svolgono nella più totale illegalità o in una torbida zona franca –
sottolinea Maurizio Pasca, il Presidente di SILB-Fipe, Il Sindacato Italiano dei Locali da Ballo, la più
importante associazione italiana di categoria e che raduna il 90% delle imprese del comparto censite dalla
Camera di Commercio – e in ogni caso in realtà che non hanno o non utilizzano la licenza da ballo”.
“Purtroppo si sta verificando quello che avevamo previsto da subito – prosegue Pasca – Ovvero il proliferare
di raduni che sfuggono ad ogni forma di legalità. Capiamo la disperazione dei titolari di tanti locali che non
sono discoteche, ma la nostra linea è quella del rispetto rigoroso delle regole, perché siamo imprenditori e
come tali ci comportiamo. Le discoteche sono una cosa seria”.
“Che cosa chiediamo?

Alle Istituzioni aiuti concreti, nelle modalità che abbiamo già avuto modo di proporre e che in parte sono stati recepiti dai Ministeri e dalle Regioni: con entrambi il nostro dialogo è costante e il
confronto non è mai venuto meno. Ai media di non banalizzare sempre e comunque certi argomenti, è
davvero anacronistico parlare di movida e associarla alle discoteche che – ribadisco – sono di fatto chiuse da fine febbraio”.
“Che rischi corriamo?

Di questo passo almeno metà delle discoteche spariranno dalla circolazione, nella
migliore delle ipotesi diventeranno parcheggi, mobilifici, show-room, centri commerciali. Nella peggiore delle ipotesi diventeranno facile preda della malavita”
.
Il Silb si batte da sempre per un divertimento sano, intelligente e consapevole, con la massima attenzione e
collaborazione con enti e associazioni allineati a questa rigorosa linea di pensiero come l’associazione Cogeu, nata dopo la tragedia della Lanterna Azzurra di Corinaldo del 2018, per tutelare un divertimento in sicurezza dei ragazzi che frequentano le discoteche.
“L’associazione si caratterizza per l’apertura ai ragazzi a partire dai 15 anni, per la loro presenza all’interno
del direttivo e per il forte impegno che ha portato alla stesura del Manifesto del divertimento in sicurezza,
incentrato su otto punti rivolti sia al gestore del locale e sia al ragazzo che frequenta le discoteche, facendo
così nascere una sorta di patto di corresponsabilità – afferma Luigina Bucci, la Presidente di Cogeu – In
quest’ottica auspichiamo l’apertura di un tavolo di lavoro insieme alle Istituzioni e alle associazioni di
categoria, pronti a raccogliere l’invito in tal senso ricevuto dal Presidente del SILB-Fipe Maurizio Pasca”.
www.silb.it

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ArteIntervistespettacolo

Mario Vespasiani & Mara as Muse hanno aderito all’iniziativa “IO CI SONO”.

io ci sono

Mario Vespasiani e la sua Musa, Mara hanno aderito alla campagna IO CI SONO” L’Industria per l’Arte e per la Musica, nasce per sensibilizzare Istituzioni e opinione pubblica nei confronti di settori che soffrono più di altri.

I’iniziativa Io ci sono, partita nel mese di novembre 2020, ha lo scopo di dare visibilità alle categorie artistiche, oggi particolarmente penalizzate, prendendo non solo in considerazione i gruppi musicali, fotografi, artisti, stilisti, designer, modelli e modelle, ma anche il mondo legato allo spettacolo e al backstage.

La campagna ha l’intento di sostenere l’Arte in tutte le sue declinazioni, in un modo nuovo e trasversale, attraverso le divulgazioni di opere, immagini, canzoni. Una propaganda che segue percorsi inusuali rispetto alla comunicazione tradizionale di questi settori.

“Quante più persone ascoltano un brano, osservano una creazione o interagiscono con un’idea, più aumentano le possibilità di ampliarne il pubblico di riferimento”.

Sculture, opere e fotografie, rubano lo sguardo e fanno sobbalzare il cuore. La musica irrompe nel nostro corpo restituendo armonia all’anima. Mondi diversi e complementari.

E l’Arte, in ogni sua forma, rappresenta il linguaggio universale che unisce le persone di ogni angolo del mondo.

“La prima regola per far sì che il cambiamento avvenga, è mettere il proprio volto a favore di qualcosa in cui si crede”.

Ecco le risposte alle 3 semplici domande che sono state poste all’artista e alla sua Musa:

Mario Vespasiani
Che cosa è per te la musica?

La musica è il ritmo fondamentale dell’umano, che già prima di venire al mondo si manifesta con colpi e battiti. Ci circonda come l’aria perché è parte di noi, che percorriamo la via dei canti, degli incontri, degli sguardi che si incrociano e fanno aumentare le nostre pulsazioni in maniera incontrollata. E’ musica l’armonia dei colori che impiego sulla tela, l’architettura delle cattedrali gotiche, il tratto scoppiettante del falò all’aperto il nove dicembre. La musica racchiude ricordi, ma è soprattutto una guida verso le zone celesti, dove perfino i pianeti risuonano nel loro moto ciclopico. La musica è nell’arte un continuo richiamo ad insistere, a provarci, a fare meglio. Un ritmo delicato o forsennato, che ci dice come siamo in quel momento e che poi svanisce, mentre l’arte rimane eterna.

Che cosa è per te l’arte?

L’arte sono io” mi piacerebbe dirti, se non suonasse da megalomane. Sono figlio del mio tempo e lo vivo in completa immersione, per cercare di trasmettere una testimonianza diretta e questo vuol dire andare oltre la mera descrizione dei fatti per cogliere qualcosa di essenziale, che forse c’è e non vediamo o addirittura deve ancora avvenire, ma se ne percepiscono i segnali. Credo in un’arte dalla capacità profetica e se infatti uno leggesse i titoli delle mie mostre, riuscirebbe anche a decodificare meglio i tempi e magari ad avvistare qualcosa che arriva da lontano. Arte è dunque vita, piena percezione dei propri sensi e capacità di incrociarli, fino a sentire con gli occhi, vedere con le mani, toccare e annusare col gusto.


Cosa pensi di questo connubio inaspettato industria – arte e industria – musica?

Oggi tutti si ritengono artisti, quindi l’artista vero sembra ritirarsi spontaneamente da un mondo rumoroso e prepotente, che fa la voce grossa dei numeri, delle vendite, dei like, dei seguaci. Dunque bisogna distinguere bene prima di parlare di connubio affinché ognuno non depredi l’altro invece che esaltarlo. Sono richieste sensibilità e onestà nel capire ciò che si potrà fare da quello che invece è meglio rivedere. Non bisogna produrre in vista del successo, come se si stesse confezionando un qualcosa che, in vista dei precedenti risultati, sappiamo già che già piacerà. Immagino le future collaborazioni come sfide multiple, dove ciascun sapere calcherà quella terra di nessuno, che da solo non avrebbe potuto raggiungere. Allora saranno ci saranno conquiste eccitanti e ognuno arricchirà la propria narrazione, la propria formamentis.

Mara as Muse
Che cosa è per te la musica?

Nel mondo dei suoni c’è la musica, c’è il rumore, c’è il silenzio che è forse una sonorità sconosciuta, proveniente dalla profondità dell’anima più che dalla natura, che invece è laboriosa nei suoi movimenti, nella sua evoluzione perfetta, o almeno diretta, con la sua andatura millenaria, verso la perfezione.

E’ musica il respiro di chi mi dorme a fianco, con le sue pause e le inspirazioni, che immagino respirare me, che sono da sempre la sua musa. Questo ritmo non è scontato perché la nostra vita non è meno fragile di quella di una farfalla e l’aver trovato nel mondo, qualcuno che completa il mio sguardo, ha del miracoloso, perché lo rende reale. Di fronte non ho il vuoto ma qualcuno che mi riflette, risuono, dunque esisto. Quel sussulto del cuore me lo conferma. Poi ci sono le canzoni, le colonne sonore che ci hanno accompagnato, quelle realizzate da altri e che sentiamo parte della nostra vita, ma che comunque sono relative, perché col tempo cambiano sapore e nella velocità attuale sono ancor più destinate a durare meno. Dunque la vera musica non è quella che ascoltiamo in casa, in giro o in macchina, ma è quella che si allinea al nostro stato d’animo, spesso non la sappiamo cantare o ricordare, ma quando affiora ci rendiamo conto che siamo dentro un flusso in cui tutto entra in risonanza.


Che cosa è per te l’arte?

Come direbbe Mario per noi è la vita. Perché abbiamo scelto di fare della nostra vita un’opera d’arte. Di non essere tra i fortunati consumatori del presente, ma tra i creatori di una visione che ogni giorno dà i suoi effetti, le sue forme. L’arte è l’espressione più alta dell’uomo e non è solo talento, gusto e maestria, è anche ambizione, coraggio di osare e perfino fallire. Per questo l’arte o è totale o non è arte, o ci si dedica completamente o è decorazione. Conosco personalmente l’impegno, i progetti, lo studio, perfino la fede che c’è dietro la realizzazione di ogni singola opera d’arte, è questo ha del miracoloso. Perchè si può creare solo se si ha una grande fiducia nell’uomo, nelle idee e perfino nelle prossime generazioni che la vedranno dato che se non possiedi questa fiducia, non pianti neanche un albero.

Cosa pensi di questo connubio inaspettato industria – arte e industria – musica?

Credo che tutto ciò che porti al confronto non può che far bene ad entrambi, ma senza confondere i ruoli, perché ogni interprete ha le sue conoscenze e le sue competenze. Il mondo in questi mesi è cambiato profondamente, ma se abbiamo imparato la lezione, che fa della prossimità e dell’empatia il nuovo codice di un’umanità più matura e responsabile, allora assisteremo ad entusiasmanti collaborazioni.

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AttualitàIntervisteMusicaspettacolo

Rachele Laro: la Danza nell’Anima…

rachele laro

Rachele Laro è giovanissima, nata in una famiglia di musicisti da due generazioni, ha scelto di trasformare la musica in movimento, il talento, una fortissima volontà e il sacrificio sono i suoi inseparabili compagni di vita per raggiungere il suo obbiettivo ed eccellere nel mondo della Danza.

Per conoscerla meglio, abbiamo fatto a Rachele qualche domanda, lasciando a lei il compito di raccontarsi:

Il primo incontro con la danza?

Il mio primo incontro con la danza è avvenuto quando ero molto piccola e ballavo sulle note delle canzoni e i brani che i miei genitori ascoltavano . Ho sempre visto la musica come un modo di esprimersi e chi lo fa meglio se non i bambini?

Quando hai deciso che sarebbe diventata parte integrante della tua vita?

All’inizio per me era una passione, ma poi ho capito che sarebbe stato il motivo per cui amo la vita e svegliarmi pensando che un giorno potrò realizzare i miei sogni con tutto lo studio e la fatica che sto facendo, mi fa venire ancora più voglia di continuare e non mollare.

Mi descrivi una tua giornata tipo? 

Solitamente mi sveglio alle 6:30 e mi preparo per andare a scuola , faccio colazione , sistemo la camera e vado a scuola fino alle due. Dopodiché torno in internato e pranzo, successivamente mi preparo per  andare a danza e inizio a scaldarmi per la lezione. 

Alle quattro inizio la lezione fino alle sei, successivamente torno in camera e continua a provare le correzioni, oppure mi rilasso. Poi faccio i compiti e studio, infine ceno e dormo.

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Un aneddoto che ricordo con molta felicità è quando partecipai alla trasmissione televisiva Kids’ Got talent nel 2016 con Claudio Bisio. 

Lo staff mi organizzò una stupenda sorpresa: incontrare la grande ballerina Carla Fracci

Per me fu un’emozione indescrivibile perché la signora Fracci è un mio idolo e ho molta stima nei suoi confronti, penso che sia una magnifica ballerina e donna, una signora con un’anima pura .

Per me incontrarla è stato molto importante ed emozionante e ricorderò sempre le belle parole che mi disse , tra le quali “studiare con i migliori insegnanti e non mollare mai” , il mio motto , qualunque cosa accada.  Io non mollerò!

Se potessi ballare con un grande del passato con vorresti ballare?

Se potessi ballare con un grande del passato , probabilmente amerei danzare con Rudolf Nureyev . Perché? Perché quando lo vedo danzare mi emoziono e vedo la sua anima . Sembra una cosa strana , ma secondo me la cosa più importante in un ballerino è ciò che condivide e cosa lascia al pubblico , come si presenta e come riesce ad emozionare , tutto il resto è secondario .

Moderna o classica?

Non posso scegliere, la danza è composta da milioni di sfumature , quindi tecniche , stili … penso che con la danza classica sia più difficile trasmettere certe emozioni, che con la danza contemporanea e grazie all’improvvisazione escono più facilmente . È un mondo troppo vasto per scegliere solo una cosa . Un vero danzatore riesce a trasmettere delle vere emozioni, qualunque sia lo stile che sta ballando, questo è ciò a cui io aspiro di riuscire a fare.

Cos’ è per me la danza

Danza per me è vita . È un modo di smettere di pensare e di ascoltare il cuore. Quando danzo il mondo si ferma e ci sono solo io ad emozionare . Danza è tecnica , tanti sacrifici e tante lacrime . Danza è rispetto , disciplina , gioia e condivisione . È un mondo in cui impari tanto, non solo per fare il danzatore , la danza è una scuola di vita . 

È un mondo serio , in cui , se vuoi che faccia parte del tuo futuro , non esiste “non ce la faccio” , per me è sempre “posso fare meglio” . È una buona cosa , ma spesso non mi rendo conto di fare qualcosa che non tutti farebbero . Ci sarà un giorno in cui , se continuo come sto facendo , e sicuramente farò , sarò fiera di me.  

Intanto meglio continuare a studiare

Grazie per la tua disponibilità e il tuo tempo Rachele

Intervista in collaborazione con Mood Officina di Idee

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Beatrice Gigli ha detto “IO CI SONO”

beatrice gigli

Beatrice Gigli founder e chief manager della Beatrice Gigli Communication e Direttrice di OFF ha aderito alla campagna :

“Io ci sono” patrocinato dalle aziende Venete Gpi Group e Duetti Packaging che in un momento storico così difficile per il nostro paese, hanno deciso di promuovere una campagna per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica nei confronti di settori che soffrono più di altri.

Da qui nasce: “Io ci sono” L’Industria per l’Arte e per la Musica

Il progetto Io ci sono, partito nel mese di novembre, ha lo scopo di dare visibilità alle categorie artistiche, oggi particolarmente penalizzate, prendendo non solo in considerazione i gruppi musicali, fotografi, artisti, stilisti, designer, modelli e modelle, ma anche il mondo legato allo spettacolo e al backstage.

I dettagli della campagna li potete trovare consultando la pagina FaceBook dedicata all’iniziativa

IO CI SONO

Molti sono i professionisti che hanno già aderito all’iniziativa, per essere presenti è basta rispondere a 2 semplici domande “inviandole via messenger.

COS’E’ PER TE LA MUSCA? E COS’E’ PER L’ARTE ? ,

ed ecco le risposte di Beatrice Gigli

PH di Carlo Giacomazza

Cos’è per me l’arte
Amo l’arte in tutte le sue forme perché è la capacità espressiva dell’uomo.
Pittori, scultori, stilisti, ma anche direttori di aziende, di teatri, attori, chef, etc etc.
Tutte le idee che diventano azioni sono una forma d’arte.

Cos’è per me la musica.
Non immagino un solo giorno della mia vita senza musica.
La musica mi ispira continuamente, mi risolleva da momenti difficili e da mi da adrenalina per affrontare quelli impegnativi.
La musica è vitale per il mio umore e per il mio lavor
o

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