close

Moda

Modaspettacolo

Conosciamo meglio Gian Maria Sainato.

Gian Maria Sainato

26 anni, Influencer di moda e lifestyle, modello, imprenditore digitale e offline, personaggio tv.

Nato nel Cilento , ma da oltre 10 anni vive a Milano che è diventata la sua seconda , se non prima casa.

Gian Maria è arrivato giovanissimo , nella città della moda per eccellenza, per iniziare una carriera da modello che lo ha portato ben presto a lavorare con grandi brand della moda , raggiungendo in breve tempo un consenso unanime sul suo innato talento.

Invitato tra i party più esclusivi e glamour della metropoli milanese è  presenza fissa ai grandi eventi , uno su tutti  fu uno dei pochissimi e stretti invitati al party esclusivo di Justin Bieber nella sua suite, dopo il suo concerto a Milano qualche anno fa.

La sua popolarità Milanese lo ha portato velocemente ad essere conosciuto in tutta Italia, anche grazie alla sua presenza  in tv in diverse trasmissioni televisive sia Mediaset che Rai, come esperto di moda e tendenze che gli hanno permesso di  conquistando a sua volta enorme notorietà e visibilità su i social network.

Come Fashion Blogger ad oggi conta quasi 600.000 followers su Instagram e 300.000 su Facebook.

È approdato da poco anche sul nuovo social dei giovani, Tik Tok, dove tutti i suoi video sono contano migliaia di visualizzazioni.

Recente la parentesi “reality”, Sainato infatti è stato il “concorrente non concorrente” dell’ultima edizione del GF VIP, amico-nemico (ora sembrano essere ritornati amici) di Tommaso Zorzi dove insieme hanno partecipato a Riccanza, nella quale Sainato non era rimasto in buoni rapporti con Zorzi,

Tutto è bene quel che finì bene, una volta uscito dalla casa del GFVIP, Zorzi, dopo qualche Stories e Tweet “velenoso” su Sainato, si sono sentiti privatamente dove si sono chiariti.

Molti sono i gossip che hanno legato  Gian Maria a grandi uomini della tv e dello spettacolo, come quello con appunto Zorzi, Gabriel Garko, Roberto Bolle ed altri nomi…

Ma è più corretto ricordare la sua amicizia con personaggi nazionali e internazionale del jet set con il quali ha stretto ottimi e veri rapporti legati alla sua professionalità e modi cordiali ed eleganti che lo contraddistinguono da sempre ,

E’ arrivato il momento per Gian Maria per un reality?

Le proposte non mancano , ma lui non ha mai nascosto una passione speciale per Ballando con le Stelle., show di punta delle reti Rai grazie al quale  Milly Carlucci  accompagna da anni i sabato sera degli Italiani .

Sainato sarebbe perfetto, oltre alla bellezza, il suo caratterino spesso piccante, polemico e controverso darebbe sicuramente filo da torcere ai giudici…

Ma la domanda sorge spontanea:

Gian Maria saprà ballare?

INSTAGRAM: instagram.com/gianmariasainato/

FACEBOOK: facebook.com/gianmariasainato/

SNAPCHAT: snapchat.com/add/iamgianmaria

TWITTER: twitter.com/Gian_Blogger

BLOG:  www.gianmariasainato.com

E-MAIL:  info@gianmariasainato.com

Leggi Ancora
Designeccellenze italianeModa

Mara Dal Cin, quando lo stile e la ricerca del bello fanno rima con DNA.

Marta Del Cin

La figura di Mara Dal Cin, Stylist & Designer è tra le più complete quando parliamo di Stile.

La sua  personalità eclettica  spazia tra Arte, Moda e Design.

Conosciamola meglio.

Primo incontro con la moda?

La parola moda non fa parte del mio vocabolario, non la seguo né la ricorro.

Fondamentali  per me  sono  i  modi di essere, di porsi, che valgono molto di più di tanti abiti e tendenze.

Li  ho respirati fin da piccola ed ho imparato che l’autenticità , la manifestazione sincera del proprio essere, è la regola fondamentale per sentirsi   a proprio  agio o semplicemente sé stessi.

La mia contaminazione con  il design, la  passione per lo stile e  l’arte del benessere influenzano e  caratterizzano tutte le mie creazioni e le mie Consulenze di Stile.

Le  collezioni inclusive Luxury Comfort sono un modo di essere ancora prima di vestirsi. Sentirsi autentiche e valorizzate  con le cose che si indossano  per essere sè stesse e  all’altezza in ogni occasione.  

Capi unici, senza costrizioni, senza numeri di taglia, fluidi ma estremamente femminili.

Una sensazione di benessere  che viene percepita  grazie ad  una combinazione  tra funzionalità, estetica e qualità  superlativa dei materiali nobili e naturali..

Da questa ispirazione nascono le Tute Couture, le Gonne double- face , i Caban  ed  i Caftani.

Primo incontro con il design?

Il design inteso come bellezza, sensibilità ed armonia  ha condizionato, da sempre,  in positivo, la mia vita. Fare design   significa  avere quello sguardo, quella sensibilità intorno alla realizzazione di un’idea in tutte le sue fasi. L’intuizione ed  il pensiero che si trasformano  in realtà.

E’ qualcosa di innato  che quando c’è  non ci si accorge nemmeno della sua presenza.

 Il design è diventato la mia professione nel 2009  e lo esprimo in tutte le sue forme  tramite le Atmosfere d’ambiente che realizzo e le mie collezioni per la casa e per la persona.

 Immaginare di migliorare o abbellire  uno spazio, una persona, un evento e vederlo realizzato in tutte le sue espressioni è qualcosa di unico. Design significa “Progetto”, gettare  avanti, avere consapevolezza della realtà ed immaginare come  questa possa cambiare grazie al tuo intervento.

Per parlare di moda e design  è necessario averla vissuti? Studiati?

La sensibilità, il senso estetico necessari per approcciare al  mondo della moda e del design possono fare parte del tuo Dna e puoi averle respirate nel tuo quotidiano ma è palese che  un percorso di studi appropriato ed una formazione continua ed approfondita sia la base culturale e fondamentale per fare bene un mestiere ed avere successo.

Cosa cerca un cliente quando si rivolge a te?

Cerca un professionista al quale affidarsi per la cura dello stile personale e del benessere dell’abitare.

Li aiuto a stare  bene  con gli abiti che indossano e negli ambienti dove vivono perché non c’è niente che dia più felicità del fatto di sentirsi a casa o semplicemente sé stessi.

E’ per me fondamentale realizzare ambienti ed abiti che sappiano accogliere e procurare benessere grazie ai quali potersi riconoscere e sentire a proprio agio.

Ascolto ed osservo i miei clienti per poter prendermi cura della loro immagine e dare anima e coerenza agli spazi  dove vivono rispettando la loro personalità e le loro abitudini.

Quanto contano i social oggi ?

Contano sicuramente tanto, influenzano e guidano le tendenze e le abitudini.

Personalmente ho preso un po’  le distanze perché sono contraria a tutte le omologazioni e non voglio essere ne condizionata ne contaminata dalla massa perché la semplicità e l’eleganza sono da sempre le componenti  essenziali  delle mie consulenze di stile e delle mie creazioni.

Cosa non può mancare in un guardaroba femminile?

Un completo intimo in pizzo, una sottoveste, un tubino  nero,   un jeans, una camicia bianca, un trench e  una ballerina.

Quali sono i 3 dettagli che guardi in un outfit?

Gli abbinamenti di colore. Al massimo tre.

L’attenzione al dettaglio.    

L’armonia e l’assenza di eccessi.

Da dove parti per creare la giusta atmosfera in un ambiente?

Gli spazi, i luoghi, come le persone hanno un’anima.

L’atmosfera e lo stile di un ambiente sono quei fattori indefinibili che si percepiscono ancora prima di fermarsi ad osservare. Una musica, un profumo, un dettaglio possono lasciare ricordi indelebili.

Parto proprio da qui e  dalle esigenze del mio cliente, dalle sue abitudini e dai suoi desideri e dal fatto che deve riconoscersi.  

Che si tratti dell’atmosfera di un luogo o dell’immagine di un evento le mie consulenze  vanno sempre oltre le apparenze ed il superfluo.

L’ Armonia,  l’equilibrio ed il  comfort contraddistinguono da sempre i miei progetti di stile e le mie collezioni Luxury Comfort.

Che cos’è per te il bello? 

E’ qualcosa di unico che mi lustra gli occhi, che mi trasmette  un ’energia speciale   e una gran voglia di fare e di essere.

La bellezza dell’arte, dei valori, dei gesti garbati.  Il bello per sempre, l’essenziale, l’assenza di eccessi.  

Poche cose ma di valore e che durano nel tempo e si tramandano superando il tempo e le mode.

Questo  è la mia vision.  

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perchè?

Con Coco Chanel.

Adoro da sempre il suo stile rivoluzionario ed essenziale, quella sobria raffinatezza  nel dosare ogni elemento del guardaroba.  

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Mi  piacerebbe tornare indietro, quando attendevamo l’uscita in edicola di Vogue,  per vedere le anteprime delle sfilate e le nuove tendenze.

Oggi tutto è cambiato, non ci sono più le aspettative, i bloggers, i socials e le riviste online hanno preso il sopravvento.  

Grazie per la piacevolissima chiacchierata

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

Leggi Ancora
eccellenze italianeModa

Marco Il Camiciaio

Marco Il Camiciaio

Fin dall’antichità le camicie sono state una parte fondamentale dell’abbigliamento e ancora oggi, specialmente per un Uomo è un dettaglio che fa la differenza, tessuto, bottoni, colli,

Abbiamo deciso di fare 4 chiacchiere con Marco Giannetti per farci raccontare da dove nasce la sua passione per le camicie

Primo incontro con la moda ?
Il mio primo incontro con la Moda nel 2006, qunado ho dato vita alla mia piccola ed adorata bottega.
Ogni giorno vesto i panni di colui che consiglia e che sente il bisogno di respirare polvere di cotone,
di udire le mie forbici che tagliano tessuto e di respirare il favolo profumo dellólio delle mie macchine da cucire.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta?
Io personalmente sono ossessionato dal conoscere, dal Mondo che ha circondato un indumento cosi’ comune oggi
ma anticamente realizzato solo per pochi prescelti. Se pensate che anticamente la camicia veniva presentata come segno di omaggio al re, con infinite cerimonie che coinvolgevano stuolo di gente.

Pensate soltanto che era l’indumento che contraddistingueva le persone in classi sociali.

Studiata?

Ovvio, io sono un artigiano ed oltre ad avere una preparazione tecnica vivo le mie giornate entrando nella quotidianità ‘dei miei clienti.
Fare una camicia su misura non significa soltanto farla tecnicamente bene, ma entrare nella mente di colui che la porterà’ e cercare di farlo sentire bene ed a proprio agio.
Tanti pensano che “prendere le misure” significhi prendere tecnicamente un centimetro e segnare.

In realtà quando due pugili si studiano ,ad inizio incontro, si stanno prendendo le misure
e quindi ecco il significato vero di questa frase, studiare e dialogare chi hai di fronte e per fare questo occorre molta preparazione.

Da dove nasce la tua passione per le camicie ?
All’eta’di sette anni, quando osservavo mio Papà, impiegato statale, che vestiva queste meravigliose creature.
Io ero un bambino sovrappeso e desideravo vestire e capire com’erano fatti quest’indumenti. Troppo grasso per trovarne da bambino e troppo piccolo per poterne portare una da adulto.
Quel Natale mi feci regalare dalla mia adorata Mamma una macchina da cucire, cosi’ cominciai a rubarle a mio padre, attendere che mia mamma andasse al lavoro e
smontarle sul tavolo della cucina per capire e subito dopo tentare di rimodellarle su me stesso.
Inizialmente mia mamma decise di portarmi dallo psicologo, ma dopo anni capi’ che ero visceralmente attratto da questo storico indumento.

Quali sono le tipologie di camicie più richieste ?
Non esiste una camicia piu’ richiesta.

Realizziamo capi molto diversi, ogni nostro cliente ha la propria esigenza e cerca aiuto affidandosi alle nostra sapienza.

Noi facciamo entrare i nostri i clienti all’interno di una bottega cosi’ come si faceva cento anni fa’ mettendolo a conoscenza di tutto quello che faremo e perche’ lo faremo, valori che con l’avanzare della tecnologia stanno andando a perdersi e che noi vogliamo necessariamente far rivivere.

Qual’è il dettaglio che fa la differenza su di una camicia?
Sono molti i dettagli che fanno la differenza. Il tessuto, il taglio, l’adesivatura a dritto, il numero dei punti per centimetro di cucitura, il bottone.
Io in questo sono molto pretenzioso e all’antica, mi piace curare ogni singolo dettagli ridisegnando addirittura
le fodere in preassemblatura proprio per realizzarle perfettamente uguali.

Il dettaglio piu’ importante e’ l’anima che un artigiano mette nel crearla, io spesso ripeto a chi si serve da me che pur pagandola e pur essendo fatta per lui quella camicia rimarra’ per sempre un po’la mia.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Un aneddoto che ricordo con piacere fu’ quando ci occupammo di fare delle creazioni per Sergio Castellitto e Giorgio Panariello per la serie Tv “Pezzi Unici” di Cinzia Th Torrini per cui fummo anche premiati.

Per ringraziarci del lavoro svolto, ci invitarono alla prima al cinema “La Compagnia “a Firenze insieme a tutto il cast.
Passando per le poltrone incontrai Sergio Castellitto che mi riconobbe e mi disse: Marco, che piacere vederti.

Spero di non aver fatto sfigurare le tue creature.
Ovviamente rimasi molto colpito di fronte a questa affermazione e in lacrime dall’emozione andai a sedermi al mio posto. Questo e’ un ricordo che porterò per sempre nel cuore e nella mente.

Quanto contano i social oggi nel tuo mondo ?

Molto, moltissimo. Io curo personalmente ogni singolo post sia su Instagram che su Facebook.
Non mi piace mercanteggiare ma trovo che pubblicare cio’ che si e’ e cio che si crea con passione sia il modo migliore per

divulgare sapienza e gusto.

Che cos’è per te la moda?

La Moda serve a colore che non hanno abbastanza forza e coraggio per crearne una propria.
In questo mi rivendo molto in quella famosa frase di Coco Chanel

La moda e’ fatta per diventare fuori moda”

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio ti piacerebbe interagire e perchè?

Il Principe di Metternich, uno degli uomini piu’ eleganti del XIX secolo.
Uno dei primi ad indossare un colletto a punte rigide accompagnato da un frac.

Cosa cerca il cliente che si rivolge a te ?
Cerca il coraggio di trovare il suo stile, cerca il sentirsi bene e sicuro nel vestire una camicia, cerca la tranquillità di portare all’altare la futura moglie ed essere con un outfit che lascerà senza fiato.

Cosa non deve mancare in un guardaroba maschile ?
Il coraggio di osare.

Le persone quando aprono le porte del loro armadio devono avere il coraggio di andare oltre e non la costante paura di essere ridicole e senza capire che non esiste il ridicolo ma esiste cio’ che ci rende diversi e magari migliori.
Chi critica il diverso lo critica soltanto perche’ non ha il coraggio di sporgersi oltre la ringhiera.

Grazie Marco per la piacevole chiacchierata .

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

Leggi Ancora
Moda

Gugliemo Giovannoni e una passione chiamata “Moda”.

guglielmo giovannoni

Davanti ad un obbiettivo, su i social, indossatore ,influencer, per poi arrivare a stylist, conosciamo meglio

Guglielmo Giovannoni , lasciando a lui la parola :

Primo incontro con la moda ?

Circa 10 anni fa.

Ho iniziato come modello e fotomodello , successivamente come brand ambassador

Ora da qualche anno ho creato i miei marchi di alta sartoria sia femminile che maschile

Il talento nella mondo delle passerelle conta più dello studio?

Più che il talento è una questione di passione per l’estetica e per l’immagine.

Il mio motto infatti è non c’è mai una seconda occasione per fare una prima impressione

Gugliemo Giovannoni

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Ogni materia in ogni aspetto della vita ha bisogno di conoscenza sia teorica che pratica.

Dunque è necessario studiare e mettere in pratica ciò che si apprende.

Dove prendi l’ ispirazione per le tue creazioni?

Io personalmente prendo ispirazione soprattutto dall’eleganza del passato.

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

È lo strumento pubblicitario principale.

Sono la fonte d’ispirazione di tutti

Che cos’è per te la moda?

Personalmente non seguo molto la moda soprattutto quella attuale.

Mi piace creare capi che esprimano la personalità dell’individuo

Un personaggio con il quale ti piacerebbe interagire e perchè?

Se andassi indietro nel tempo un po’ con tutti perché erano personaggi di spessore, pieni di individualità, ma se dovessi scegliere direi Rodolfo Valentino .

Qual’è il cliente che si rivolge a te ?

Professionisti che amano l’abito su misura ma soprattutto tutti coloro che amano distinguersi

Cosa non deve mancare in un guardaroba maschile ?

Lo stile.

Nel senso che deve seguire al meglio la propria personalità senza copiare le mode del momento

Grazie per il tempo a noi dedicato

www.williamroom.com

Lo stile è un modo semplice per dire cose complicate .

Jean Cocteau

Non seguire la moda , crea il tuo stile

Quentm Crisp

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

Leggi Ancora
culturaEventiModa

– Forte dei Marmi- Sabato 11 settembre Villa Bertelli: Dresscode al femminile, le vite di Coco Chanel ed Elsa Schiapparelli.

villa bertelli

Coco Chanel ed Elsa Schiapparelli, protagoniste della rivoluzione nella moda femminile, rivali a Parigi e per certi versi complementari, minimalismo ed eccesso, due correnti che coesistono ancor oggi.

Siamo ad una svolta culturale e sociale che farà della moda non solo un abito ma un manifesto, un’espressione artistica. Se è vero che l’abito non fa il monaco; certo è che un abito racconta molto di una persona.

Fu con Coco Chanel ed Elsa Schiapparelli che le donne cominciarono ad essere vestite da donne e la moda abbandonò gli orpelli e le rigidità dei corsetti anche se, come accennato, con stili completamente diversi, quasi coetanee, attraversando un secolo.

Coco Chanel ebbe in antipatia “l’artista che cuce” come la definì con disprezzo, “l’italiana che fa vestiti”, un complimento per la Schiappa, come si faceva chiamare, certamente dotata di maggior ironia della collega francese.

Due personalità, due idee di stile diverso: il rigore, l’essenzialità di Chanel dialogherà con il colore della Schiapparelli, marchi che ancora oggi raccontano il fascino al femminile e che per la prima volta hanno reso il profumo un oggetto di culto facendone la cassa di risonanza di una maison: Chanel n. 5 e la bottiglia a forma di corpo femminile disegnata da Leonor Fini sono arrivate fino a oggi.

Donne ribelli, trasgressive ma anche grandi imprenditrici, impegnate nel sociale.

A parlarne sarà Ilaria Guidantoni, giornalista e scrittrice, insieme alla Stiilista Mariateresa Grilli e alla Modella, fotografa e scrittrice Elisabetta Valentini ,un viaggio attraverso due vite, molte città e paesi e certamente lungo un secolo di storia della moda.

Guiderà la conversazione Alessio Musella per la serata in veste di moderatore .

Serata promossa da Giulio Garsia www.prosperitas.info

Leggi Ancora
Modasalutespettacolo

Flavio, Hair Stylist, ti prende per la testa come nessuno fa!

flavio mammoletto

Un parrucchiere in primis cura, taglia i tuoi capelli ed è  è colui che ti consiglia il meglio! 

Il parrucchiere oggi hair stylist  è il professionista specializzato in taglio e piega, nell’acconciatura e nel trattamento dei capelli.

Empaticamente interpreta i desideri del cliente per consigliare lo styling e la colorazione più adatti e offre una consulenza qualificata per la salute e la bellezza dei capello.

Conosciamo meglio Flavio Mammoletto, ma tutti lo conoscono semplicemente come Flavio,,Hair styilist con una lunga carriera alle spalle che lo ha portato a collaborare con i più importanti eventi nazionali e internazionali legati al mondo della moda e non solo…

Lasciamo che sia lui a raccontarsi in questa breve intervista per Wl-Magazine

Quando hai capito che sarebbe diventato da passione a professione?

Non avendo la passione di studiare (come quasi tutti da piccoli) il mio desiderio era istruttore sportivo.

Ma prima avrei dovuto raggiungere un diploma a quel punto ho ripiegato

Qual è il cliente più difficile ?

Non ci sono clienti difficili o clienti facili. i clienti sono tutti importanti poi ci sono situazioni lavorative che possono essere invece più impegnative.

Un aneddoto che ricordi col sorriso ?

Ricordo con piacere un aneddoto durante Open on Ice a Verona dove ho conosciuto il tenore Enrique Ferrer Il quale non voleva che ritornassi a casa.

Un altro ricordo piacevole è stato quando ho preparato la Giulia Salemi nella famosa uscita sul Red Carpet della quale tutta Italia parlò.

E sicuramente anche l’esperienza bellissima dello scorso anno dove ho avuto l’onore di fare il Red Carpet a Venezia.

Che formazione hai avuto ?

Inizialmente l’ accademia nazionale acconciatori misti a Mestre per poi proseguire in vari stage e formazione con aziende e stilisti internazionali

Come selezioni i tuoi collaboratori?

Voglia di fare voglia di imparare ed empatia

Cosa chiede più spesso un cliente quando si rivolge a te ?

Chiedono attenzione gli in quel momento, e di conseguenza avere un giusto taglio un giusto colore un qualcosa che gli dia soddisfazione

Grazie per il tempo a noi dedicato

NELLE MANI GIUSTE

392 033 3960

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

Leggi Ancora
AttualitàModasalute

Marialuigia Minato, professione Hair stylist.

Marialuigia Minato

Appartiene ad  una famiglia di artisti, suo padre era un noto antiquario di Asolo che con il suo talento sapeva trasformare oggetti antichi in capolavori di estrema bellezza.

Il restauro è l’arte legata al ridare la giusta luce a qualcosa che il tempo ha contribuito a rovinare , e  a ben vedere , fondamentalmente è quello che un Hair stylist fa con un suo cliente ..

Sua madre è una decoratrice su vasellame e tessuto.

Decorare un oggetto significa avere padronanza del colore, delle sfumature e dare libero sfogo alla creatività…

Da loro ha ereditato la passione per il bello e da questa sua passione innata è scaturito il suo personale percorso artistico ..

Conosciamo meglio Marialuigia Minato Hair stylist

Qual è il cliente più difficile?

Il cliente più difficile da trattare è quello che vuole un cambio di colore drastico in poco tempo, trascurando la salute del capello

Un aneddoto che ricordi col sorriso?

L’ incontro con Roberto Farruggia per essersi congratulato con me lodando il talento e le mie capacità.

Che formazione hai avuto?

Ho lavorato in diversi saloni di parrucchiera acquisendo diverse competenze nell’ambito professionale. 

L’arte vera e propria di trattare il capello la ho acquisita frequentando l’Accademia Aldo Coppola di Milano.

Ancora oggi sto frequentando i corsi che mi vengono proposti.

Un hair stylist, è diverso dal classico parrucchiere, infatti si tratta di una figura professionale dotata di ottime qualità sia pratiche, sia teoriche, in quanto ha la facoltà di tenersi sempre aggiornato sulle ultime tendenze, per quanto concerne i tagli più glamour.

Il culto della bellezza è cambiato, forse merito della televisione, dei media e di internet, che ha trasformato il semplice parrucchiere  in un vero e proprio consulente di bellezza.

Se prima le signore andavano dal parrucchiere per fare la piega, oggi vanno dall’ hair stylist per ottenere un know-how tecnico fatto di trattamenti su misura.

E conoscere le ultime tendenze del mondo della moda e del beauty.

Le caratteristiche che non devono mancare in un Hair Stylist sono:

  • capacità di ascolto
  • creatività
  • fantasia
  • senso dell’estetica
  • propensione all’attività di impresa

Conditio sine qua non da non sotto valutare:

Deve instaurare con la propria clientela un rapporto di massima fiducia ma anche di massima riservatezza

In conclusione, l’ hair stylist è una figura di riferimento che ci permette di stare bene e questo basta a rendere di buon umore!

Marialuigia Minato Selezionata da Tiziana Noia ideatrice dell’evento e Flavio Barbiere Hair stylist internazionale e resposabile reparto “Trucco & Parrucco” dell’evento

sarà presente alla quarta edizione Paillettes Sorridenti a Jesolo sabato 18 Settembre 2021.

Leggi Ancora
ArteModa

Alida Liberale: artista e maestra artigiana

Alida Liberale

Il suo estro artistico spazia dalla pittura su seta alla pittura su corpo, e nutre un amore viscerale per il teatro.

Conosciamo meglio Alida Liberale attraverso le sue risposte alle nostre domande

Il tuo primo contatto con l’arte? E con la moda?
Il primo contatto significativo con l’arte è avvenuto con la frequentazione, una vita fa, della “Scuola d’Arte – Sello” di Udine, ora “Liceo Artistico – Sello”.
Con la moda non c’è un inizio vero e proprio ma un graduale inserimento e un connubio fra arte e moda frequentando il comparto artistico nella Confartigianato e contemporaneamente il comparto moda sempre nella Confartigianato.

Quando hai capito che sarebbe diventata da passione a professione?
Non posso dire di aver avuto un momento specifico per questa decisione, ma un passaggio, direi, naturale per poter valutare approfonditamente la mia creatività.

La conferma di aver fatto una giusta scelta è avvenuta con UFAHON quando ha selezionato il mio Brand in occasione della pubblicazione dell’editoriale di “UFASHON MAGAZINE HAUTE COUTURE Spring Summer 2020” realizzato a Parigi per completare l’outfit di Alta Moda di Jean Paul Gaultier.

Dopo questo evento si sono susseguiti altri di rilevata importanza.

Cosa ti ha spinto verso la seta?
La spinta verso la seta è avvenuta per la grande voglia di mettermi continuamente in gioco, la pittura ad olio su tela non mi appagava più, ho pensato prima di sperimentare dipingendo visi e corpi (body e face painting ) poi sperimentare la pittura su seta, amandola da subito.
Grazie a questa arte ho conosciuto la bellezza del Batik rendendo questa tecnica la mia preferita. Ultimamente, nei momenti di grande riflessione, mi dedico alla pittura iconografica.

A cosa ti ispiri quando crei?
Se non ci sono soggetti particolari e già prestabiliti mi ispiro a un colore, a una forma.

Siccome sulla seta è difficile fare correzioni ad ogni passaggio mi soffermo a guardare e valutare ciò che sto eseguendo così da accompagnare l’opera alla stesura finale.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?
Tempo fa ho dipinto delle sciarpe che avevano come soggetto “Pinocchio”, oltre aver dipinto il Gatto e la Volpe, la Lumachina o la Casa sul Lago una sciarpa l’avevo dipinta con la Fatina; a me non piaceva ciò che avevo fatto ed ero più che certa che nessuno l’avrebbe presa in considerazione, invece, con mio stupore, fu la prima ad essere notata, ammira e presa come regalo da donare ad un’altra persona.

Se potessi incontrare un artista del passato, chi e cosa gli chiederesti?
Se per magia dovessi incontrare uno o più artisti del passato, non gli chiederei come sono riusciti a dipingere in maniera così sublime, le loro spiegazioni non farebbero di me una pittrice al loro livello, alla loro genialità, ma chiederei del loro stato d’animo, della loro esistenza interiore e se avrebbero vissuto bene senza poter esprimere la
loro arte o se avrebbero rinunciato ad essa.

Se incontrassi te stesso a 18 anni cosa gli consiglieresti?
Gli consiglierei, prima di decidere su cosa fare nella vita,  di frequentare dei corsi, sia in ambito artistico che in ambito teatrale così da essere in grado di scegliere la strada che più si avvicina alla sua personalità.

Facendo di una la professione e dell’altra l’hobby per eccellenza. Inoltre gli direi d’imparare molto bene l’inglese.

Quanto conta la comunicazione?
E’ fondamentale! In quasi tutte le sue forme.

Cosa è per te l’arte e la moda?
Senza l’arte in ogni suo aspetto il mondo sarebbe anonimo e triste.

Si vivrebbe nel grigiore e appiattimento dello spirito.
La moda dà personalità alle persone, non le rende uguali una all’altra, non le rende anonime.

Quanto contano per te la luce e il colore?
Cosa dire di quanto contano luce e colore è come dire quanto conta il cibo per l’essere umano o il coprirsi se fa freddo ecc.

Mi racconti cosa è il teatro per te?
Cos’è il teatro per me?

E’ Magia, è gioco di squadra, é introspezione è far diventare reale una interpretazione non vera ma costruita, è potersi perdere dentro.

E’ fantastico essere su un palcoscenico, non sei più tu, ma il personaggio che interpreti.

Grazie per la piacevole chiacchierata

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

Leggi Ancora
eccellenze italianeEventiModaspettacolo

Paillettes Sorridenti: la Moda per Sociale.

Paillettes Sorridenti

Paillettes sorridenti  una Serata di Gala che coinvolge Imprenditori, Professionisti, Politici, Giornalisti e Campioni dello Sport, oltre ad alcuni rappresentanti del mondo dello spettacolo e delle Arti, facendoli  sfilare nei panni di Modelli e Modelle d’eccezione.

I protagonisti indosseranno le griffe più note, con gioielli di brand prestigiosi, con accessori glamour.

Paillettes Sorridenti, l’evento ideato da Tiziana Noia unisce moda e sociale è giunto alla sua quinta edizione, con un fine nobile e benefico; quello di raccogliere fondi

“Una volta all’anno Tiziana ha deciso di dedicarsi ad una causa nobile che ogni volta individua tra le situazioni di emergenza e fragilità e sostegno”.

Tutti i protagonisti coinvolti hanno deciso di partecipare gratuitamente e donare il loro tempo e la loro immagine per attirare pubblico e donazioni;

Per meglio far comprendere l’importanza in continua ascesa di questo evento benefico diamo qualche numero:

La prima volta i modelli erano 40, le persone in piazza ad assistere alla sfilata erano 500, l’anno successivo i modelli erano 80 e il pubblico era composto da 4700 persone.

Il concept del Progetto Paillettes sorridenti nasce una decina di anni fa a Parigi legato alle Galéries Lafayette l’’idea da sviluppare all’interno dei magazzini doveva avere un appeal mondano ma legato al charity ..

Successivamente si spostò a Milano per poi arrivare nel Settembre 2018, a Grado,

Il claim paillettes sorridenti nacque una notte nella quale Tiziana Noia invitando una sua amica a sfilare si senti rispondere negativamente, perché in quel momento aveva un problema di salute, fu allora che Tiziana rispose: non ti preoccupare, prima o poi un abito di paillettes, ma paillettes sorridenti, perché significherà che stai bene, per te ci sarà sempre .

Il 18 Settembre 2021 sarà Iesolo protagonista dell’evento…..

Evento segnalato da Fondazione Mazzoleni

Leggi Ancora
AttualitàModa

L’Esercito Italiano al Pitti Uomo

L'Esercito Italiano

Il brand “Esercito Sportswear” presenta la collezione upcycling primavera/estate 2022 alla 100esima edizione dell’evento dedicato alla modaRoma, 2 luglio 2021. Il 30 giugno 2021 il brand “Esercito Sportswear” ha inaugurato il suo stand, per la prima volta, all’evento Pitti Uomo presso gli spazi espositivi della Fortezza da Basso di Firenze.

Il passo di corsa e le note dei bersaglieri della fanfara della Brigata Garibaldi hanno dato ufficialmente il via all’evento in Piazza della Signoria, alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico – Giancarlo Giorgetti, del Sindaco di Firenze – Dario Nardella e di Claudio Marenzi – presidente di Pitti Immagine.

Nei tre giorni in cui buyer, brand ed esperti del settore hanno avuto l’occasione di conoscere e conoscersi scoprendo in anteprima le tendenze per il prossimo anno, il brand Esercito ha presentato la collezione primavera estate 2022, pienamente in linea con la recente svolta green della Forza Armata e con gli intendimenti degli organizzatori del Pitti Uomo che hanno voluto caratterizzare la kermesse come un interessante mix tra reale, digitale e sostenibilità.

L’attenzione che la moda sta riservando al mondo green e al riciclo conferma che etica, sostenibilità e business possono e devono convivere.

Per questa ragione la collezione proposta dell’Esercito Sportswear è quasi interamente frutto di una sapiente trasformazione di capi ed equipaggiamenti militari non più idonei al servizio. E’ cosi quindi che paracadute in materiale sintetico diventano giacche performanti dall’elevata resistenza, mentre coperte, opportunamente trattate, e altri materiali destinati ad essere accantonati, si trasformano in cappotti, acquisendo un elevato valore rispetto all’originale.

Materiali che altrimenti non avrebbero goduto di una seconda vita, ma che in questo caso creano un profondo legame fondato su valori e su ideali comuni, diffondendo un messaggio positivo per le nuove generazioni.

Ma non solo, ciascun capo sarà unico perché riporterà al vissuto degli uomini e donne con le stellette: a titolo di esempio, ciascun capo realizzato con il tessuto dei paracadute, verrà consegnato completo del libretto matricolare originale che riporta tutti gli impieghi operativi, nazionali ed internazionali, in cui è stato utilizzato.

Questo è il risultato di un lavoro appassionato e appassionante svolto dalla società Officina Italia s.r.l. e dai titolari d’impresa, Patrizio e Lanfranco VILLA, in sinergia con l’Esercito, che hanno saputo creare e connotare le collezioni rendendole di forte appeal. E’ importante sottolineare che molti particolari sono frutto di elaborazioni stilistiche ispirate da progetti attivati con importanti istituti di formazione stilistica come lo IED, l’Istituto Europeo del Design, con la partecipazione di professionisti della moda affermati e di giovani studenti.

Il progetto dell’abbigliamento Esercito è nato nel 2018 con la stipula di un accordo di licenza per l’utilizzo commerciale dei marchi della Forza Armata tra la Società Difesa Servizi S.p.A e l’azienda Officina Italia s.r.l. di Bergamo. E’ un progetto giovane ma solido che, soprattutto nell’ultimo anno e nonostante le difficoltà affrontate dalle aziende nazionali, ha registrato risultati molto soddisfacenti soprattutto sui canali commerciali on line.

I capi di abbigliamento sono commercializzati, infatti, sul portale e-commerce esercitosportswear.it, oltre che presso alcuni punti vendita in Bellinzago Lombardo (La Corte Lombarda), Carvico (Factory Outlet), Orio al Serio (Oriocenter), Stezzano (Le Due Torri) e Vicolungo (Outlet Vicolungo).

Il marchio “Esercito” che accompagna ciascun capo, identifica inequivocabilmente la Forza Armata, nella sua semplicità è stilisticamente coerente e d’impatto. Ideato e registrato nel 2015 ha sostituito il logo “EI Esercito” stilizzato nel 1985: si compone della stella a 5 punte che è volta a rappresentare i valori caratterizzanti dei soldati italiani quali leadership, coraggio, spirito di sacrificio e servizio incondizionato per la comunità nazionale e dalla scritta “Esercito”, un simbolo rassicurante soprattutto nell’attuale contesto, che rappresenta un’Istituzione sana e coesa, al servizio dei cittadini, sempre pronta ad intervenire in ogni tipo di scenario.“Esercito Sportswear” è il marchio commerciale dell’Esercito Italiano per la produzione e la distribuzione di capi di abbigliamento e accessori, prodotti da Officina Italia s.r.l., su licenza esclusiva concessa da Difesa Servizi S.p.A., società in house del Ministero della Difesa.

Comunicato segnalato da Paola Fiorido

Leggi Ancora
1 7 8 9 10 11 16
Page 9 of 16