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-DIARIO DI SIMBOLI- Un mondo magico nascosto fra i monumenti fiorentini di Francesca Rachel Valle

DIARIO DI SIMBOLI

Sei è un numero perfetto di per sé, e non perché D*o ha creato il mondo in sei giorni; piuttosto è vero il contrario. Dio ha creato il mondo in sei giorni perché questo numero è perfetto, e rimarrebbe perfetto anche se l’opera dei sei giorni non fosse esistita.

Sant’Agostino d’Ippona

Ogni pensiero è un segno, ogni simbolo è l’espressione intima del nostro mondo interiore tradotto in diagrammi per comprendere i misteri dell’universo. Il pensiero plasma la materia e la materia si fa pensiero.

Questo Diario di Simboli è un viaggio affascinante in un mondo magico nascosto fra i monumenti fiorentini, i simboli sono veicoli potenti di unità fra le culture e tradizioni dell’uomo ed è ininfluente la loro specifica appartenenza. In modo sincretico i simboli esprimono lo stesso valore spirituale: il profondo legame con Dio e con la dimensione ultraterrena.

I simboli sono vocaboli comuni che non necessitano di esser tradotti, essi vibrano e fanno risuonare la parte più intima dell’uomo.

L’essere umano ha bisogno dei simboli, essi sono la visualizzazione grafica del suo pensiero astratto che prende forma attraverso immagini archetipiche. I simboli sono anelli di una catena che lega l’uomo all’inesplicabile, sono espressioni vivide che si ancorano alla realtà quotidiana in una visione tangibile e al tempo stesso ineffabile.

Questo mio breve peregrinare all’interno della magia dei simboli fra i monumenti fiorentini è un granello di sabbia rispetto alla vastità della conoscenza iconologica e iconografica della simbologia esistente.

Non abbiamo bisogno di inventare simboli, potremmo essere incapaci e mediocri nel farlo. Scoprirli, invece, sarà una benefica poesia per la nostra anima! 

Francesca Rachel Valle

Cenni Biografici

Francesca Rachel Valle, studiosa e ricercatrice si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1993 in Arti Visive con una tesi sulla realtà virtuale applicata all’arte. Ha lavorato presso la Biennale di Venezia. È stata operatrice didattica  museale presso la Sinagoga di Firenze e la Fondazione Palazzo Strozzi. Nata nel 1969 e cresciuta nel Ghetto Ebraico di Venezia, vive e lavora a Firenze esercitando la professione di Gui­da Turistica Qualificata Abilitata. Da anni si occupa della valorizzazione delle attrattive storiche, artistiche, monumentali, paesaggistiche della città di Firenze con particolare attenzione alle differenti disabili­tà, iscritta a Confguide – Confcommercio di Firenze.

Guida Ufficiale dell’Associazione Firenze Alchemica, svolge visite guidate secondo l’antico linguaggio della tradizione ermetica, scoprendo il significato na­scosto delle opere d’arte. Svolge conferenze di storia dell’arte presso la prestigiosa Villa Bertelli a Forte dei Marmi.

Pubblicazioni

Valle F. R., Eleonora de Toledo, sposa amata di Cosimo I de’ Medici, A. Pontecorboli Editore, Firenze, Marzo 2018.

Valle F. R., La Qabbalah ebraica alla corte di Cosimo I de’ Medici, allegorie e simboli in Palazzo Vecchio, A. Pontecorboli Editore, Firenze, Febbraio 2019.

Valle F. R., Diario di Simboli, un mondo magico nascosto fra i monumenti fiorentini, Salvemini Ed., 24 giugno 2021.

Pubblicato in collaborazione con www.prosperitas.info

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Nuovo libro per il chitarrista storico dei DIK DIK, Pietruccio Montalbetti, racconta « Il mistero della bicicletta abbandonata »

Il mistero della bicicletta abbandonata

Con un romanzo giallo noir che riflette quella che è la realtà italiana del primo dopoguerra, Pietruccio Montalbetti si ripropone come scrittore.

“Il mistero della bicicletta abbandonata”, edito da BookRoad, descrive un’epoca in cui la coscienza umana sembra essere il dono di pochi, uno specchio su quello che è rimasto delle violenze del nazifascismo e del valoroso coraggio dei partigiani italiani. 

Siamo a Milano, nel 1948. Luca, ex militare ed ex partigiano, dopo la fine della guerra è diventato un carabiniere.

Ogni mattina compie lo stesso tragitto passando davanti alla basilica di Sant’Eustorgio, fino a quando nota una bicicletta legata sempre nello stesso punto. Quando si accorge che la bicicletta è girata alcune volte verso destra, altre volte verso sinistra e che l’uomo misterioso che la lega si affretta a dileguarsi non appena lo vede in divisa, Luca inizia a sospettare che quella non sia una semplice bicicletta ma un messaggio in codice.

Ma da parte di chi ? 

Pietruccio Montalbetti è da sempre chitarrista dei Dik Dik, la band storica italiana che tra i grandi successi annovera titoli come « Sognando la California » e « L’isola di Wight ».

Ha collaborato con Lucio Battisti, Mogol, Caterina Caselli e Giorgio Faletti. 

Titolo: Il mistero della bicicletta abbandonata 

Autore: Pietruccio Montalbetti

Casa editrice: BookRoad Editore
Genere: Romanzo 

ISBN: 9788833221243 Prezzo: 11,90 € 

Numero pagine: 120 

Link per l’acquisto:  https://www.bookroad.it/prodotto/il-mistero-della-bicicletta-abbandonata/

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“Rockonti”, il nuovo libro di Massimo Bonelli.

rockonti

Dopo La vera fiaba di EmJay

EmJay ( Michael Jackson ) viveva sul pianeta Pop, un pianeta felice, senza problemi, con tanta bellezza, dove gli abitanti fabbricavano colori da unire in fantastici arcobaleni e note musicali per creare melodie e fare meravigliosi concerti….

Massimo Bonelli esce con un nuovo libro: Ventiquattro racconti fatti di musica e sogno:

“ROCKONTI”

Ha collaborato con centinaia di artisti e con loro ha vissuto momenti straordinari, avventure, successi e insuccessi.

Forse molti di loro sono meno interessanti di quanto appaiano effettivamente; così, a volte, ha colorato la loro vita con un po’ di fantasia e, siccome lo dichiara, nessuno lo può smentire.

Ma qual è la realtà e quale la finzione?

Da lui, che per 18 anni è stato ai vertici della discografia mondiale non lo saprete mai.

Preferisce sognare e farvi sognare.»

Tra i protagonisti del libro: Bob Dylan, Paul McCartney, Rolling Stones, Bruce Springsteen, Pink Floyd, David Bowie, Limahl, Grace Slick, Joan Baez, Tom Morello, Grateful Dead, John Lennon, Jimi Hendrix, The Who, Pearl Jam, Lawrence Ferlinghetti, Queen – ma anche molti dei luoghi del rock: Woodstock, Ventura Highway, Londra, l’Hunky Dory, Monterey, San Francisco, New York, Milano e… Babbo Natale!

Dopo aver lavorato per quasi quarant’anni a fianco di rockstar e musicisti di livello internazionale ha organizzato mostre di pittura, di fotografia e di memorabilia delle icone del rock

Ha raccontato la sua vita in mezzo agli artisti in programmi radiofonici, blog, conferenze e ovunque ce ne fosse l’opportunità, confondendo realtà e fantasia, come da lui sempre dichiarato.

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La Jaca Book presenta Il libro LETTERA A MILANO a cura di Lorenzo Valentino

marina previtali

Il libro LETTERA A MILANO, appena pubblicato dalla Jaca Book, storica casa editrice indipendente milanese, è un evento straordinario per il capoluogo lombardo, frutto dell’intelligenza socialmente combinata, con personalità rappresentative dei diversi ambiti professionali e di umanissima profondità narrativa.

E’ la Milano dei quartieri, delle periferie prive di una propria connotazione identitaria in contrapposizione al centro urbano disamorato della socialità.

E’ la Milano che s’immedesima organicamente con i propri luoghi simbolo… compresenza di energie produttive che aprono l’orizzonte sociale alle relazioni di senso e arricchiscono la sfera del linguaggio urbano.

Eccedenza ideativa che la città indossa come naturale foggia culturale. Opera collettiva di scrittura dunque, svolta secondo una linea plurale di intersezione narrativa che nella sua circolarità ha reso possibile manifestare l’intima trascendenza del volto cittadino.

Alle parole d’esperienza si aggiungono le opere sulla complessa e stratificata realtà milanese dell’artista Marina Previtali.

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Raffaello Vaticano, alla scoperta dei suo tesori nelle sacre stanze papali, di Antonio Damiano

Antonio Damiano

Antonio Damiano è uno storico e critico d’arte che ama l’arte e la bellezza da quando ha 5 anni grazie anche a suo padre che dipingeva in casa.                                    

I suoi studi sono stati sempre legati alla storia dell’arte.

Si è laureato in Storia e Critica dell’Arte all’Università degli Studi di Salerno e la sua missione è quella di poter promuovere l’arte e la bellezza come strumento per poter sconfiggere l’ignoranza ed elevare la società a un nuovo umanesimo che riscopra la propria identità culturale per creare un mondo migliore dove regni l’armonia e il dialogo tra le varie culture del mondo.  

Il suo primo libro si chiama RAFFAELLO VATICANO: ALLA SCOPERTA DEI SUOI TESORI NELLE SACRE STANZE PAPALI e l’ha scritto come omaggio personale in occasione dei 500 anni della morte del grande artista di Urbino Raffaello Sanzio. 

Il titolo è diviso in due ossia:

RAFFAELLO VATICANO in cui tratta il periodo romano di Raffaello alla corte dei papi Giulio II e Leone X .

ALLA SCOPERTA DEI SUOI TESORI NELLE SACRE STANZE PAPALI in cui prende in considerazione  le opere di Raffaello custodite all’interno dei Musei Vaticani in particolare le Stanze Vaticane ma anche gli Arazzi della Cappella Sistina, la Loggia di Raffaello, i ritratti dei Pontefici Giulio II e Leone X degli Uffizi,i progetti architettonici(San Pietro e Villa Madama),il Raffaello Archeologo e la Trasfigurazione della Pinacoteca Vaticana. 

Una particolarità del primo libro è quello dell’innovazione tecnologica in quanto utilizzo la tecnologia dei QR-CODE per poter far visualizzare le immagini delle singole opere raccontate e questo è stato possibile grazie al permesso speciale dato dai Musei Vaticani.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                

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“Codice Redox. La sesta compagnia”, di Betta Zy (Carpa Koi edizioni)

Codice Redox

Romanzo d’esordio, a colpi di narrativa ucronica, per Betta Zy – scrittrice mantovana appassionata di thriller e di fantapolitica – che, in poco più di 200 pagine, tra complotti politici e misteriosi omicidi, ci racconta una differente versione della storia, dalla seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri, in cui le razze aliene sono insediate sulla terra e vivono nascoste in mezzo a noi. Sasha Radislav, l’uomo che ha quasi ucciso Hitler, conosce cose che è meglio tenere segrete, come ad esempio se da qualche parte dell’Universo esistano altre forme di vita intelligente.
Fino a quando, anni dopo, l’omicidio di una giornalista rischia di portare alla luce l’esistenza di una vita extraterrestre, esseri superiori che il Terzo Reich aveva prima idolatrato, e in seguito provato a sottomettere per impadronirsi di armi e di ricchezze con le quali prepararsi a una nuova guerra.

Note d’autore

Betta Zy (al secolo Benedetta Zibordi) nasce a Mantova il 23 novembre 1974.

Nipote d’arte (lo zio Damiano Scaini, attore teatrale e cinematografico, noto soprattutto per la sua partecipazione al film “Centochiodi” di Ermanno Olmi), fin da bambina si è appassionata di musica, cinema e  letteratura. Ha collaborato alla stesura del libro “Non più soli nel disagio: strategie di sopravvivenza nella scuola che cambia” (Franco Angeli Edizioni) e pubblicato “Viaggiare controvento” un breve racconto per il collettivo Lulù che fa storie.

Imprenditrice digitale, ha diverse specializzazioni nel settore olistico, ed è da sempre appassionata di storia, esoterismo e fantapolitica.

Il libro è uscito lo scorso 10 marzo ed è possibile acquistalro qui:  https://bit.ly/3erizLd

https://www.facebook.com/AuthorBettaZy

Ufficio Stampa a cura di LC Comunicazione tel. +39333 7695979

contatti.lccomunicazione@gmail.com

www.lccomunicazione.com

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Libri

“Il Cuscino è il Confessore”, libro di Poesie di Giulia Parin Zecchin

Il Cuscino è il Confessore

Giulia Parin Zecchin, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie nel 2020 dal titolo Il Cuscino È il Confessore, edita da Eretica Edizioni

Un sentiero di ascese e cadute ,metamorfosi e peregrinazioni dell’anima romantica e decadente che risiede nel corpo di chi scrive.

Scenari d’acqua e sangue si rincorrono tra miracoli e  misfatti, molte miscelate tra visioni di tonalità di blu.

Classe 1989, nata a Castelfranco Veneto

Sono tre i luoghi dove ha trascorso gran parte della sua vita, densi di misticismo e solitudini inaspettate capaci di dialogare con i silenzi ,Venezia, successivamente Praga e attualmente vive nei boschi del trevigiano.

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Foto del GiornoFotografiaLibri

L’inverno Dentro {Perché fotografare è uno stato d’animo}

NICOLA STRADIOTTO

“L’Inverno Dentro” è una raccolta fotografica di Nicola Stradiotto {Illustrator & Graphic Designer}, una serie di scatti datati 2006-2020.
Autoprodotta in Italia in edizione limitata di 50 copie e distribuita in Inghilterra da Uhm! Zine di Londra. 36 Pagine a colori, formato A5 spillato.

Potete acquistarla qui:
www.doityourshop.com

Nicola Stradiotto
issuu.com/nicolastradiotto

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AttualitàLibri

MR KILL Dis_social. E-book

MR KILL Dis_social. E-book

di Steve Magnani

Un prezioso opuscolo illustrato indispensabile per chi cerca di sopravvivere nella società dei consumi. Dai piani ad alta frequenza vibratoria di

La  sottilissima, impalpabile ironia, ironia dell’autore Steve Magnani tramite  il suo unigenito figlio al nero di china , MR KILL manifesta la necessità di una rinnovata collocazione dell’uomo nel mondo.

Mr Kill, nerovestito, muto contraddittore del lento, inesorabile processo di ipnosi collettiva cui l’umanità è attualmente sottoposta, deambula disarmato e stordito tra le stramberie e il disagio dell’attuale comunità umana.

 “Mr Kill – Dis_social”, è una raccolta di tavole tratte dalla tumultuosa vita nel social, corredate da depistanti aforismi e surrealistici “adagio”, da cui trarre fonte d’ispirazione per le situazioni d’emergenza derivanti dalle innumerevoli trappole, fisiche e psicologiche, annidate nelle allettanti comodità della vita moderna.

Quattro stanze, quattro concetti, ben distinti e diversificati tra di loro ma pericolosamente intrecciati quasi a formare un’unità famelica, mostruoso inconsistente essere affamato di anime e di memorie.

Più che un libro da “leggere” è una specie di oracolo da consultare saltuariamente per togliere un momentaneo fastidio, un attimo di ansia, un dubbio passeggero.

Stravagante contenitore di spunti di riflessione per l’adolescente sfiduciato e l’adulto sulla via dell’illuminazione, l’opera si propone di essere leggibile, o meglio, decifrabile a differenti livelli.

Acquistabile clikkando qui

https://www.libreriauniversitaria.it/ebook/9788869824241/autore-steve-magnani/mr-kill-dis-social-e-book.htm

  • Editore: Cavinato Editore
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2016
  • Dimensione: 24.15 MB
  • Formato: EPUB
  • Protezione: Watermark
  • Dettagli Protezione: Nessuno
  • EAN: 9788869824241
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Testo Critico su “Le Favole della Dittatura” di Leonardo Sciascia, a cura di Maria Marchese

maria marchese

Leonardo Sciascia “Scrittore dalla breve frase e dal pensiero lungo” : così Leonardo Sciascia caratterizzava Luigi Pirandello. Sin da adolescente, egli fu vittima di un’indiscussa malía, promanata dall’autore di “Uno, nessuno e centomila” , che lo spinse, in seguito, a trovare un rimedio nei confronti della stessa fascinosa personalità, poiché sposava l’illogica realtà siciliana ad un inaccettabile relativismo filosofico. Vitaliano Brancati e il suo realismo divennero, quindi, il suo modello ideale. Il 21 settembre 1948, su uno spoglio di “Sicilia del Popolo” , compare una colonnina che riporta sei favole di Sciascia, il cui titolo è “Favole del dittatore” . Il 22 dicembre dello stesso anno, sul medesimo quotidiano, lo studente Sciascia realizza, per omaggiare Brancati, di cui ammira la lontananza da ogni totalitarismo, un intervento intitolato “Brancati e la dittatura” . Nel 1950 viene pubblicato presso l’editore Borsi, di Roma, “Le favole della dittatura” : l’iter riportato nelle righe precedenti è l’unico elemento che permette di individuare la figura del dittatore in Benito Mussolini e l’oggetto della dissertazione nel governo fascista. Il libro involve 27 brani, espressi attraverso la forma favolistica, ispirati a Esopo, Fedro e Lafontaine nonché agli Animali Parlanti dell’abate Gianbattista Casti. L’attualità della condizione dissertativa viene, invece, chiarita dalle due citazioni che, unitamente al titolo dell’opera, ne costituiscono l’incipit concettuale.

La prima, dalla “Fattoria degli animali” di Orwell (“Le creature di fuori posavano i loro occhi un po’ sul porco e un po’ sull’uomo, sull’uomo e poi sul porco e ancora sul porco e poi sull’uomo, ma ormai era impossibile distinguere l’uno dall’altro) , suggerisce l’innaturale efferatezza del regime stalinista; la seconda, di Leo Longanesi (“Gli storici futuri leggeranno giornali, libri, consulteranno documenti di ogni sorta, ma nessuno potrà comprendere quel che ci è accaduto. Come trasmettere alla posterità la faccia di F. quando è in uniforme e scende dalla sua automobile?”) , si riferisce alla boria del regime fascista. L’intellettuale siciliano esprime, nel testo, brevi scene allegoriche, che evidenziano la somiglianza, ad imis, di entrambe le forme di governo. Adotta, quindi, uno stile volutamente arcaico per sottolineare un comportamento retrivo nonché l’immutabilità degli atteggiamenti dittatoriali, nel corso dei secoli. Ne “Le favole della dittatura” , Leonardo Sciascia sembra raddolcire, attraverso un linguaggio usualmente rivolto al fanciullo, l’assunzione di un’amara compressa. Sotto la dolce pozione letteraria è celato, infatti, un fluire carsico, il cui adombrato eloquio destabilizza e graffia coscienza e stati d’animo. La brevità formale dei passi e la loro laconicità abbracciano esperienze esistenziali prive di una conclusione morale, che indovano l’individuo nel disincanto; mentre l’ossimoro tra competenza letteraria fanciullesca e denuncia sociale destabilizza il lettore, piombandolo nella sfera dell’incertezza. Invero accolgono, addentro, il procedere di una dimensione riflessiva che necessita di un acuto approccio attentivo: passo dopo passo, attraverso l’elaborazione del turbamento, il lettore viene coinvolto entro le soglie del pensiero precipuo, benché disilluso.

L’autore vi imprime la propria ribellione verso il regime dittatoriale e ogni forma di sottomissione perpetrata nei confronti del debole: in esse, lo scrittore dischiude un inconfessato limbo, lontano da utopia e speranza. Egli avvicenda gli animali e, talvolta, l’uomo, mediante una mano semplice e, nel contempo, salace, ironica e altresì sottile, giostrando brevi traslati simbolici assolti, in taluni casi, dai respiri del silenzio, in altri, dal mormorìo emanato dall’incognita. Riporto, qui di seguito, alcuni degli immaginari reali, dipinti dallo scrittore, perché il lettore possa meglio orientarsi nei confronti del contesto che ho fin ora descritto. So quel che pensiSuperior stabat lupus: e l’agnello lo vide nello specchio torbido dell’acqua. Lasciò di bere, e stette a fissare quella terribile immagine specchiata. “Questa volta non ho tempo da perdere “ , disse il lupo: “Ed ho contro di te un argomento ben più valido dell’antico: so quel che pensi e non provarti a negarlo” . E d’un balzo gli fu sopra a lacerarlo. (L. Sciascia) Da Fedro, schiavo liberato , che ben conobbe i meccanismi dei rapporti di oppressione e asservimento, Leonardo Sciascia adotta la favola “Lupus et agnus” , esacerbando il dictat proclamato dal lupo che, oggi, torna con una ragione, a suo dire, indiscussa: la regola del gioco è unica e prevede che le norme di quest’ultimo vengano realizzate e modificate dal più forte, a proprio piacimento.

La prima perla, che si dirime entro le cerchia di un perpetuo e mesto dogma, diviene l’inizio di uno sconfessato rosario, che procede, poi, in una sequela vivace e animata di irrisolte preci. Ma è soltanto un asino Cercando col muso tra i resti di un carro di carnevale, l’asino scoprì una enorme testa di leone: vi infilò dentro la sua e, mezzo accecato da quella testa di cartapesta che intorno alla sua si muoveva come un cappello in cima a un bastone, uscì per i campi tagliando di gioia. Galoppando, entrò in mezzo a un gregge tranquillo, arruffandolo di spavento e di confusione. Subito però il castrato più anziano capì di che si trattava. “Sei il signore di tutti noi” belò; “disponi di noi come vuoi” . L’asino accettò l’omaggio con altissimo raglio. E un agnellino osservò allora al castrato: “Ma è soltanto un asino” . E il castrato: “Stupido, lo so bene che è un asino. Bisogna però trattarlo come un leone, se non vuoi che i suoi calci ti piovano sulla schiena. Quando il padrone verrà a riprenderlo, sapremo come chiamarlo” . Un secondo stralcio, questo, dove convivono altri atteggiamenti stigmatizzati dall’autore: in esso si concretano il servilismo, il trasformismo e l’adulazione da parte degli intellettuali. L’uomo in divisaGuardando l’uomo in divisa, chiuso e rigido dentro tanto splendore, la scimmia pensò: “in fondo la mia condizione non è triste: mangio bene, faccio la mia ginnastica, la gente che si affolla intorno a questa gabbia mi diverte. Ma vorrei tanto avere un vestito come il suo” . Un ultimo esempio, quello sopra citato, che sottolinea la distanza tra la classe dominante e quella subordinata. Pier Paolo Pasolini, che analizzò lucidamente “Le favole della dittatura” , in Libertà d’Italia del 9 Marzo 1951 intravide, nell’uomo in divisa, la figura di Galeazzo Ciano o Achille Storace.

Ho illustrato l’opera di un Sciascia minore, la cui risultanza tessutale si celebra entro le pareti del pensiero scomodo: poteva essere apprezzato ma non amato, poiché la sua intransigenza metteva in luce, agli occhi degli italiani, evidenze che preferivano ignorare. Per enfatizzare le ideologie trattate sin ora, rammemoro alcuni versi tratti da “Ninna nanna della guerra” , composta nell’Ottobre del 1914, da Trilussa: anch’essi vertono su una formula rivolta all’universo infantile per addivenire ad una denuncia sociale. …

Fa la ninna cocco bello

E riuniti fra de loro Finché dura sto macello:

senza l’ombra d’un rimorso,

fa la ninna, ché domani ce faranno un ber discorso

rivedremo li sovrani su la Pace e sul Lavoro che

se scambiano la stima pe quer popolo cojone

boni amichi come prima risparmiato dar cannone!

So cuggini e fra parenti

Nun se fanno comprimenti:

torneranno poi cordiali li rapporti personali Utopia e mondo dell’infanzia divengono, invece, oggi forieri di speranza e cambiamento. Il 17 Novembre 2020, Francesco Tonucci, psicologo del Cnr, vignettista e ricercatore di fama internazionale, viene insignito del titolo “Senior fellow”, nell’ambito dell’Ashoka Changemaker Summit. Il professor Tonucci ama definirsi un “bambinologo” e il suo progetto, in qualità di changemaker, prevede un totale ribaltamento dell’attuale status quo. .Egli sostiene che la città debba essere giocabile: solo un nucleo predisposto in maniera tale che i bambini possano uscire liberi, operare scelte e esperire se stessi può considerarsi democratico. Un luogo pericoloso come, del resto, un luogo riservato non rappresentano una suolo costruttivo: crescere un essere umano nella paura farà di quest’ultimo un individuo fragilissimo. La città di Salò, sul lago di Garda, costituisce un virtuoso e concreto esempio di questa mutazione sociale che, attualmente, trova riscontro non solo in diverse regioni italiane ma altresì in Spagna e in America Latina. Dalla consapevolezza di adulti e bambini può pervenire, quindi, l’atteso cambiamento.

Maria Marchese

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