Quanto pesa il giudizio altrui?
Molto!
Certo, non dovrebbe essere così, ma il desiderio di essere accettati è un bisogno ancestrale, umano.
L’appartenenza al gruppo, garantì la sopravvivenza ai nostri antenati.

Oggi, non è più fortunatamente in gioco la vita, ma il rischio è quello di perdere il riconoscimento sociale.
In un’epoca scandita dall’esserci ad ogni costo, e costantemente in corsa per raggiungere modelli, ahimè, spesso irraggiungibili e omologati, il giudizio può diventare davvero un macigno in grado di sotterrarci.
Ne sono vittime soprattutto i più giovani, ancora in cerca di una propria identità, che pur di essere accettati, finiscono con l’uniformarsi ai peggiori modelli di maleducazione e arroganza.
Mi viene domandato spesso: «A cosa servono le buone maniere?»
Le buone maniere servono a fornire un codice, uno strumento di comunicazione basato sul rispetto reciproco.
La conoscenza dei diversi codici comportamentali, ci consente inoltre di essere a nostro agio sempre, in qualsiasi situazione.
Sapere come comportarsi in ogni circostanza e al cospetto di chiunque, ecco che diventa una carta vincente, un formidabile lasciapassare ed un potente antistress.
Imparare i codici comportamentali, significa inoltre riscoprire le nostre radici e i cambiamenti storici e sociali che ci hanno condotti ad essere ciò che siamo oggi.

Le buone maniere sono state definite “la grammatica del comportamento”, in quanto traccia da cui partire per edificare un buon rapporto con i nostri simili.
Nell’epoca moderna, essere educati significa avere rispetto ed essere in grado di adeguarsi al contesto, avendo cura di non ferire, anche involontariamente, con il nostro atteggiamento.
A differenza di un tempo, oggi l’eleganza e le buone maniere possono essere gestite con discrezionalità, ma questo presuppone la conoscenza dei limiti entro i quali è possibile agire.
Ogni nostro gesto, ogni parola e anche il tipo di capo che decidiamo di indossare, comunicano, veicolano un messaggio chiaro su ciò che siamo, che non siamo, o che vorremmo essere.
Un tempo “Signori si nasceva”, in questa epoca globalizzata, dove la tecnologia ha abbattuto ogni confine geografico e dove non esistono più distinzioni sociali, dove culture ed etnie si mescolano e convivono nello stesso territorio,
“Signori si diventa”.

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