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Redazione

Musica

Recital di Bel Canto al Castello.

Dominika Zamara

Siamo nella splendida cornice del “Zamek. Muzeum Piastów Śląskich w Brzegu” (Castello di Breg in Polonia), dove l’11 giugno scorso si è svolto il Recital: “Recital na Zamku Bel Canto II”

Brzeg città nel Voivado di Opole che per questo evento giunto alla sua seconda edizione si conferma una ricorrenza nelle estati della città, la quale ha incrociato la sua bandiera con il Tricolore.

Al già citato evento hanno partecipato artisti italiani, a partire dal soprano Dominika Zamara, polacca di origine ma italiana d’adozione, il tenore Simone Francesco Liconti e al pianoforte il Maestro David Boldrini. I tre artisti hanno dato una grande prova del proprio talento esibendosi in arie, duetti e pezzi per pianoforte solo, con musiche di: Chopin, Mozart, Bellini, Verdi, Cilea e Lehar.

Ad applaudire i nostri, un folto pubblico molto attento e soddisfatto che ha gremito la Salone del Castello di Brzeg, il Recital si è chiuso con una standing ovation.

Così il gentile pubblico, con uno scroscio di applausi ha omaggiato gli artisti, i quali donano un bis prima di congedarsi. Così Ewa Elizabeth Wróbel, organizzatrice e presentatrice dell’evento annuncia che il prossimo anno si svolgerà la terza edizione il: “Recital na Zamku Bel Canto III”.

La Salone del castello da tempo adibita a la Sala da Concerto ospita molti eventi musicali, tra i quali: “Wieczory Lisztowskie” (le Serate di Liszt).

Ora il “Recital na Zamku Bel Canto” si conferma come un altro evento di tradizione.

In sala il Monsignore Jean-Marie Gervais Presidente della Fondazione Tota Pulchra, Prelato di S. Pietro in Vaticano con il segretario Aldo Azzaro, arrivati in terrà polacca apposta per seguire l’evento.

Questo evento è stato un perfetto messaggio su come due culture posano entrare in una perfetta simbiosi attraverso l’arte.

L’arte un linguaggio universale che tende ad abbattere qualsiasi forma di barriera.

Enrico Bertato

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Musica

Quando l’Arte diventa il megafono di una causa giusta.

Dominika Zamara

L’Arte non è mai fine a se stessa, ma sempre veicola un messaggio, in questo caso di supporto all’Associazione dei genitori di bambini disabili ‘Tacy Sami‘.

Per l’occasione, lo scorso 12 giugno, il soprano Dominika Zamara, il tenore Francesco Simone Liconti e il Chor Angelus Cantat diretto dal Maestro Tadeusz Ecker, il tutto accompagnato da Agnieszka Hautz al pianoforte. I musicisti si sono esibiti con musiche di: Verdi, Mozart, Vivaldi, Businaro e Donizetti. 

Il concerto si è svolto nella chiesa parrocchiale di Natività della Beata Vergine Maria a Głubczyce, città nel Voivado di Opole, situata nel centro sud della Polonia. Il tutto è stato presentato da Ewa Elizabeth Wróbel e dal Prof. Bogdan Giemza, autore del libro “Sport w życiu i nauczaniu św. Jana Pawła II”, (Lo sport nella vita e nell’insegnamento di San Giovanni Paolo II).

L’evento è stato organizzato per una raccolta fondi a favore dell’Associazione ‘Tacy Sami’ e per sensibilizzare l’opinione riguardo alle difficoltà dei bambini disabili e delle loro famiglia. “Siamo felici di poter aiutare chi ha bisogno” dice Dominika Zamara. “Mi è stato donato un talento e credo sia giusto con questo aiutare chi è in difficoltà”

“L’organizzazione del concerto ci è costata molto lavoro, ma siamo contenti di essere riusciti a realizzare questo progetto” racconta Krzysztof Hajda, vicepresidente dell’associazione “Tacy Sami” e organizzatore dell’evento.

“Siamo lieti che gli artisti di questo livello si siano spesi per nobile causa di beneficenza e gli abitanti di Głubczyce poviat che sono intervenuti, un ringraziamento agli ospiti d’onore sono venuti dal Vaticano” (il riferimento al il Monsignore Jean-Marie Gervais Presidente della Fondazione Tota Pulchra, Prelato di S. Pietro in Vaticano con il segretario Aldo Azzaro).

Enrico Bertato

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Moda

Dafne Apollonio , un talento Italiano prestato alla moda …

Dafne Apollonio

Il mondo della moda e delle passerelle spesso riserva sorprese inaspettate , Dafne, una mente matematica, una eccellente violinista e una modella sulla rampa di lancio, l’ennesima riprova che contenuto, talento e immagine possono coesistere con il sorriso e portando ottimi risultati.

Conosciamola meglio lasciando a lei il piacere di raccontarsi rispondendo alle nostre domande:

Il tuo primo contatto con la moda?

Avevo quasi 15 anni quando ho partecipato al mio primo concorso di miss.

Casualmente, passando da una via del centro della città dove abito, mia mamma ha visto un manifesto che pubblicizzava un concorso che si chiamava “la notte delle miss” e ha deciso di iscrivermi.

Ovviamente non avevo mai messo un paio di tacchi in vita mia ma……..me la sono cavata

😂

Il tuo primo servizio fotografico?

Sempre a 15 anni, per il mio compleanno, mia mamma mi ha regalato un servizio fotografico, è stato elettrizzante ed emozionante, fatto insieme a lei indossando abiti casual ed eleganti.

La tua prima sfilata?

La mia prima sfilata nel 2015 a Varenna, sul lago di Como, per un negozio di abiti da sposa. Ricordo la grande emozione di sfilare davanti ad un pubblico numeroso e nel contempo il terrore di camminare con i tacchi su un ciottolato in discesa, fortunatamente tutto è filato liscio.

Preferisci stare davanti ad un obbiettivo o una telecamera ?

Non ho particolari preferenze per quanto riguarda l’obiettivo di una macchina fotografica o di una telecamera .

Forse una leggera propensione per la macchina fotografica in quanto fin da piccola mia mamma mi faceva tantissime foto, dunque mi trovo a mio agio davanti all’obiettivo, risultando (così mi dicono i fotografi) molto naturale.

Il mondo del fashion system pregi e difetti?

Il mondo del fashion è sicuramente un mondo particolare, nel quale si possono incontrare moltissime persone di ogni estrazione, ci si può confrontare con altre colture sempre nel massimo rispetto gli uni degli altri, di contro il tutto ruota attorno a canoni e stereotipi  che non sempre sono facilmente raggiungibili e comprensibili.

Com’è cambiata la moda con l’avvento dei social?

Con l’avvento dei social la moda ha sicuramente subito una mutazione nell’essere valorizzata e pubblicizzata.

Molte ragazze hanno potuto così avvicinarsi a questo mondo, candidandosi nei vari eventi che via via venivano creati sui social, social che hanno avuto un ruolo importantissimo soprattutto durante il brutto periodo del covid, permettendo, anche a questo settore, di mantenere i contatti put non potendo uscire di casa.

Che differenza c’è tra uomo e donna in passerella?

Personalmente ritengo che le due figure abbiano un ruolo ben definito all’interno del pianeta Moda anche se negli ultimi anni questa differenza è venuta meno in passerella.

Trovo eccessivo il volere sfruttare la figura maschile con abiti da donna per fare audience.

La figura femminile è stata storicamente associata alla seduzione e quella maschile alla virilità, oggi questi ruoli sono molto equivoci.

Quanto è importante studiare per diventare una modella?

Ritengo che sia importantissimo, si possono avere delle doti innate, ma se non si coltivano in maniera seria, come ad esempio il portamento, le pose durante un servizio fotografico ecc., rimarranno sempre doti innate ma inconsistenti.

Una modella professionista deve essere in grado di fare fronte a qualsiasi inconveniente possa capitare in un evento o sfilata e deve dare vita all’abito che indossa, e questo lo si può fare solo con il duro lavoro.

Il talento e la bellezza possono bastare?

Come dicevo prima, il talento può essere innato e si può essere una bella ragazza ma senza lo studio e l’ esperienza non si può pensare che siano sufficienti per poter affermarsi nel modo della moda.

Tra capi che non possono mancare in un guarda roba di una donna ?

Nel mio guardaroba sicuramente non mancano mai un paio di scarpe col tacco, un tubino nero, qualcosa di colorato e vivace ed un paio di occhiali da sole.

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Un aneddoto divertente è stato ad un concordo di miss, a premiazione avvenuta, essendo arrivata seconda, i giurati si sono alzati e sono venuti da me oltre che per congratularsi, per dirmi che erano stupiti del verdetto in quanto tutti loro mi avevano votato ma ciò nonostante ero arrivata seconda, misteri delle votazioni… Ops

Se potessi parlare con un grande del passato, chi e di che cosa?

Essendo diplomata come perito chimico, mi piacerebbe parlare con Marie Curie, ( la madre della Fisica Moderna) donna eccezionale che ha dovuto lottare per diventare una grande fisica/chimica, le chiederei delle sue ricerche, le difficoltà incontrate e le soluzioni adottate.

Cos’è per te la moda ?

La moda è un’espressione di arte che può trasmettere forti emozioni, è l’incontro di mondi diversi che vivono in armonia, è la creazione di una mente, lo/la stilista, ed il dare vita a questa creazione da parte di una modella o un modello.

Quali sono i prodotti che non possono mancare in un beauty di una donna?

Nel beauty di una donna non dovrebbe mai mancare un mascara, di cui ne faccio ampio uso, un profumo e un rossetto.

A tutte le ragazze mi sento di dire che non sempre quello che luccica è oro e che non bisogna soffermarsi solo a ciò che i media ci vogliono far vedere o credere.

In questo lavoro ci vogliono dedizione e passione e tantissimo impegno e  sacrificio perché fare la modella è un lavoro molto faticoso.
L’importante è sapere accettare la propria fisicità rispettando se stesse senza farsi “ingannare” da certi standard che vengono proposti ai giorni d’oggi soprattutto sui social.

Grazie Dafne per la piacevole chiacchierata e il tempo a noi dedicato

Ecco il suo Instagram Clikka

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ArteEventi

Grande successo di pubblico per Settima edizione della Collectors Night tenutasi a Pietrasanta sabato 4 giugno.

collectors Night

Anche questa edizione, anticipata di un mese rispetto alle sei precedenti ,ha riscontrato un successo di pubblico.

Questa settima edizione ha fatto registrare dati straordinari per numero di visitatori, oltre che interesse nei media nazionali e internazionali.

La kermesse che a visto coinvolte le dieci gallerie Barbara Paci Galleria D’arte, Futura Art Gallery, Accesso Galleria Pietrasanta, Galleria Deodato Arte, Galleria Giovanni Bonelli & LIS10 Gallery, Galleria Poggiali, Galleria Susanna Orlando Pietrasanta, Marcorossi artecontemporanea, Paola Raffo Arte ContemporaneaGalleria Tartarelli Laura CONTEMPORARY ART tutte iscritte ANGAMC, Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, ha raggiunto l’obiettivo auspicato: sensibilizzare all’arte fasce di mercato  sempre più numerose e diversificate di cittadini e turisti, valorizzare oltremodo Pietrasanta come centro d’arte contemporanea, posizionandola ancora una volta  tra le grandi mete del contemporaneo. 

Le scelte artistiche messe in campo hanno guidato in diversi mondi  i visitatori  che hanno così potuto spaziare dalle proposte legate al continente africano  grazie alla Galleria Giovanni Bonelli in collaborazione con Lis 10 da sempre attenti alle realtà del continente nero,

Mr Brainwash tra i più quotati e famosi street artist al mondo proposto da Galleria Deodato Arte,

il muro delle meraviglie “Wonderwall” per il quale la Gallerista Susanna Orlando ha selezionato decine di artisti in un susseguirsi di opere che hanno rapito la curiosità dei visitatori,

lo scultore Massimiliano Pelletti proposto da Barbara Paci , che per l’occasione ha esposto opere in diversi materiali sempre accuratamente scelti dall’artista, che hanno spaziato tra il classico e il tribale, 

Accesso Gallery che da sempre segue lo spirito anglosassone dei galleristi che li porta costantemente alla ricerca di nuovi talenti in giro per l’Europa, 

Marcorossi arte contemporanea che ha presentato Marco Marchelli, artista di Ovada che nella sperimentazione e l’arte del ridare vita a materiali  e oggetti trova il fulcro della sua  creatività, 

Galleria Poggiali  che ha proposto 3 artisti molti differente tra loro che seguono e supportano da tempo, presentando i nuovi lavori in particolare del duo Goldschmired & Chiari,

Paola Raffo Arte contemporanea e la sua oculata selezione di 4 artisti tra i quali  molto apprezzato  è stato la proiezione del documentario “Into the Night: Portraits of Life and Death” della regista candidata al Premio Oscar Helen Whitney,

Laura Tartarelli che ha presentato il giovane artista Martin Lucchini e la sua innovativa arte legata ad un filo…

e non poteva mancare la proposta legata alle NFT  protagonista di Futura Art Gallery .

Proprio le differenti scelte delle singole gallerie hanno determinato il successo di questa edizione 

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eccellenze italianeeconomiaEventi

PREMIO BEST PRACTICES PER L’INNOVAZIONE XVI EDIZIONE, 15 e16 giugno | STAZIONE MARITTIMA DI SALERNO, 17 giugno | SALONE GENOVESI CAMERA DI COMMERCIO DI SALERNO.

PREMIO BEST PRACTICES PER L’INNOVAZIONE

Una tre giorni dedicata all’innovazione con tavole rotonde e la presentazione dei progetti valutati da una giuria di esperti. Il Premio Best Practices per l’innovazione, giunto alla XVI edizione e nato su proposta del Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Salerno, torna alla Stazione Marittima di Salerno, il 15 e 16 giugno e il 17 giugno nel Salone Genovesi della Camera di Commercio di Salerno. L’iniziativa è organizzata da Confindustria Salerno in collaborazione con la Camera di Commercio di Salerno, Sviluppo Campania e con i main partner Terna e Banca di Credito Popolare.

Culmine dell’edizione sarà la premiazione del 16 giugno – a partire dalle 16:00 con gli interventi dell’assessore della Regione Campania alla Ricerca, Innovazione e Startup Valeria Fascione e Danilo Iervolino, Presidente US Salernitana 1919 e Founder Università Telematica Pegaso – e del 17 giugno alle ore 16:00 con i talk di Antonio Ferraioli, Presidente Confindustria Salerno, Andrea Prete, Presidente Unioncamere e Vincenzo Boccia, Presidente LUISS sul tema Le Organizzazioni ad alto capitale umano moderati da Alex Giordano, Docente di Marketing e Trasformazione Digitale Università Federico II Napoli.

Tante le presenze istituzionali, accademiche, imprenditoriali e legate al mondo dell’innovazione che parteciperanno al Premio Best Practices per l’Innovazione 2022 (in ordine cronologico di agenda): Antonio Ferraioli, Presidente Confindustria Salerno; Vincenzo Napoli, Sindaco di Salerno; Vincenzo Loia, Rettore Università degli Studi di Salerno; Giuseppe Gallo, Vice presidente Vicario Camera di Commercio di Salerno; Francesco Serravalle, Presidente Servizi Innovativi Confindustria Salerno; Marco Pietrucci, Head Of Innovation Terna; Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione con il Sud; Domenico Credendino, Presidente Fondazione Carisal; Antonia Autuori, Presidente Fondazione della Comunità Salernitana; Carlo Crudele, Vice Presidente Banca Campania Centro; Antonino Del Gatto, CCO Banca di Credito Popolare; Pierluigi Rippa, Responsabile START CUP Campania “Mario Raffa”; Luigi Mazza, People & Corporate Relations Director ITALIACAMP; Marco Gambardella, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Salerno; Andrea Marangione, Vice Presidente Giovani Imprenditori Confindustria; Alessandra Bechi Vice Direttore AIFI, Erika Mancuso, Laboratorio Valorizzazione delle Risorse nei Sistemi Produttivi e Territoriali – Enea; Antonio Pietrosanto, Delegato alla Terza Missione Università degli Studi di Salerno; Giuseppe Rinaldi, CEO Isolkappa; Lina Piccolo, Presidente Comitato Piccola Industria Confindustria Salerno; Giovanni Baroni, Presidente Piccola Industria Confindustria; Salvatore Mirante, Responsabile Banca Sella Campania; Marco Bitetti, Head of Terna Academy; Stefano Azzalin, CEO dPixel; Edoardo Imperiale, Direttore Campania DIH; Antonio Palumbo, Chief Consumer, Business & Medium Market Office TIM; Paolo Landoni Politecnico di Torino. Tutte personalità di spicco in diversi settori d’azione che conferiscono prestigio e contenuti interessanti al Premio Best Practices per l’Innovazione e che parteciperanno a dibattiti e tavole rotonde: “Il ruolo degli ecosistemi per l’innovazione sociale”, “Le organizzazioni ad alto capitale umano”, “Green tech: la rivoluzione verde è cominciata”, “Futuro digitale. Le sfide per le imprese”.

Creatività e contaminazione sono le parole chiave del Premio Best Practices, che promuove la cultura dell’innovazione e dell’imprenditorialità in Italia, generando un meccanismo virtuoso di condivisione delle progettualità migliori tra imprese, spin off e start up. Il Premio diventa, quindi, occasione di incontro tra domanda e offerta di innovazione e favorisce sinergie che, negli anni, hanno costruito un ecosistema che ha dato vita a tante nuove idee e a tante nuove iniziative imprenditoriali. In questa XVI edizione, tutta in presenza, ritorna anche l’Hackathon promosso da Terna, facilitato da Rete Mediterranea per l’Innovazione, insieme agli studenti di alcune scuole secondarie e Università di Salerno, con l’obiettivo di favorire soluzioni innovative a problemi reali. Gli studenti universitari saranno coinvolti anche nella sezione Idea Generation, finalizzata a sviluppare soluzioni innovative su tematiche d’impresa e organizzata in collaborazione con l’Ateneo di Salerno e i team X-labs della Luiss Guido Carli.

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EventiModaSenza categoria

Grande successo per SEA VISION Fashion & Talents, Special Guest Nino Lettieri.

SEA VISION Fashion & Talents

L’IIS Enzo Ferrari di Castellammare di Stabia, per celebrare un anno di lavoro e di impegno, ha dato vita alla suggestiva serata SEA VISION Fashion&Talents. Tenutosi nella splendida location dello Yacht Club Marina di Stabia, e nato dall’idea della Dirigente scolastica Dott.ssa Giovanna Izzo, l’evento ha avuto uno straordinario successo di pubblico e critica, ed è stato in grado di testimoniare che quando la scuola è in comunità con le famiglie e il territorio, i sogni si trasformano in progetti e i progetti in realtà.

Nella serata SEA VISION Fashion&Talents, condotto da Iolanda Pomposelli, e a cura dall’agenzia WELOVO, è stata presentata la collezione “Ocean’s green”, realizzata attraverso il lavoro dei docenti dell’indirizzo Industria ed artigianato per il Made in Italy e la creatività di Luisa Casillo della Sartoria Mattia, che ha saputo guidare con maestria gli studenti, rappresentando un punto di arrivo per la loro progettualità professionale. Un lodevole esempio di sinergia e collaborazione.

L’evento dedicato al lavoro e alle competenze legate al mondo del fashion e della comunicazione è stato impreziosito dalla presenza di un ospite d’eccezione, lo stilista due volte Premio Europeo Oscar della Moda, Nino Lettieri, recentemente nominato Esperto di Moda per il Museo della Moda di Napoli. Durante la serata, il couturier Lettieri ha presentato due sue meravigliose creazioni della collezione di Kaftans Luxury Spring/Summer 2022, indossate dalle studentesse dell’Istituto Ferrari. La collezione di kaftani, ispirata da un quadro dell’artista iraniano Dayan Nazari, nasce dal progetto di una linea di pret-à-porter distribuita in Italia ed Europa. Multicolor le sete stampate. Chiffon, georgette e satin, bordate con volants, nei colori del nero, pervinca, giallo e bianco. 

La collection Kaftans Luxury di Nino Lettieri è stata presentata a Cuba l’aprile scorso, dove ha ricevuto molteplici consensi da tutto il Sud America. Sul palco, Nino Lettieri ha dichiarato: “Sono davvero colpito dalle creazioni degli studenti dell’Istituto Enzo Ferrari. I capi d’abbigliamento realizzati sono bellissimi e di gran gusto. Ottima la scelta dei tessuti e dei colori. Non mi aspettavo tanta bravura e abilità in ragazzi così giovani. Ho già individuato dei nuovi talenti che mi piacerebbe seguissero uno stage presso il mio atelier”.

La collezione Ocean’s green per l’eventoSEA VISION Fashion&Talents sboccia dal desiderio di trasportare le persone nell’incantata e misteriosa atmosfera sottomarina e, al tempo stesso, indurre a riflettere sullo stato di salute delle acque del pianeta. L’oceano e le sue acque sono diventati, così, fonte d’impulso e hanno illuminato la creatività della progettazione degli abiti realizzati, indossati dalle stesse allieve dell’Istituto Superiore Enzo Ferrari. Si è immaginato l’oceano incostante e metamorfico, quale luogo di libertà, rifugio, fuga, quintessenza dell’instabilità, che con il suo perenne movimento e la sua vastità può dividere, isolare, intimorire, ma anche mutare, unire e diventare ponte tra terre diverse.

Il colore protagonista è stato il blu, con le sue sfumature irresistibili che vanno dal blu oltremare all’azzurro, dal celeste al turchese, fino ad arrivare al blu acquamarina.

Abiti con volant e linee fluttuanti a rievocare l’andamento delle onde del mare, arricchiti da dettagli plissettati come le squame dei pesci. Una selezione di tessuti perlati come la luna sul mare. Ed ancora costumi, parei, accessori. Il tutto tra paillettes, pietre, conchiglie, reti da pesca e coralli.

Sulla catwalk le opere sartoriali realizzate dagli studenti dell’indirizzo Industria ed artigianato per il Made in Italy hanno incantato il pubblico. Ben tredici le sfilateOcean Swimming Blue, Ocean Blazing Sun, Ocean Deep Sea, Ocean Sea Surf Blue And White, Ocean Smal Lights, Ocean Algae, Ocean Sea Strawberry, Ocean Shade of Green Ocean’s Green, Ocean Brilliant’s Star, Ocean Blue Electric Waves, Ocean Sand of the Shoreline, Ocean Eccentric Red Coral, Ocean Deep Blue Seabed.

Questa serata ha rappresentato una grande opportunità, per ognuno degli allievi, di confrontarsi realmente e fattivamente con il mondo del lavoro. Una spinta per dare sempre di più e affrontare nuove sfide.

Una notte magica all’insegna della moda, dell’estro e della raffinatezza, in grado di far vivere a tutti i suoi ospiti momenti unici di condivisione e bellezza.

Al Sea Vision fashion&talents trionfa, quindi, la creatività degli studenti dell’Istituto Enzo Ferrari. Nuovi talentuosi stilisti del terzo millennio che daranno certamente lustro all’Italia, riportando in auge il brand Made in Italy e l’handmade.

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Attualità

Matteo Baudone, una passione chiamata: “Giornalismo”.

matteo baudone

E’ sempre interessante scoprire come si è deciso di diventare Giornalista, un ruolo che, nel bene o nel male è da sempre protagonista dei e dai tempi .

Oggi conosciamo meglio Matteo Baudone e come quando e perchè ha scelto di “essere” un giornalista , perchè per noi non lo si diventa, certo puoi imparare a scrivere, ma qual quid che ti vuole sempre in giro a caccia di notizie, quello è nel DNA.

Quale è stato il tuo primo incontro con il giornalismo?

Ero un adolescente quando casualmente ho trovato un libro nella Biblioteca Pubblica di Pietrasanta scritto dal giornalista e scrittore Enzo Biagi.

Si intitolava “L’albero dai fiori bianchi”.

Ed era una sorta di sua autobiografia-riflessione sul passato.

È stata quella storia che mi ha fatto innamorare del mio lavoro.

Che è un mestiere di m**da, come viene raccontato da uno dei personaggi del libro di un altro grande giornalista, Massimo Gramellini.

Ma non riuscirei a farne a meno.

La voglia di conoscere non è mai a termine…

Che formazione hai avuto?

Io attualmente sono un semplice diplomato di liceo.

Che ha fatto degli studi universitari molto bislacchi, visto che ho fatto la cavolata di buttare nel cassonetto degli esami universitari portati a buon fine. Il resto lo ha fatto la pratica quotidiana pomeridiana nei lunghi inverni fortemarmini.

L’aver fatto pratica su uno spazio blog tutto mio mi ha dato disciplina.

Ogni giorno devi dare qualcosa ai tuoi lettori.

Perché da te lo esigono.

Non serve a nulla scrivere due righe quando ti va. Serve costanza e disciplina. Magari un giorno salti.

Marco Damilano

Ma poi devi farti perdonare la mancanza.

Successivamente ho approfittato di un corso a pagamento con l’allora direttore dell’Espresso Marco Damilano.

E con quello ho colmato delle lacune.

La formazione è molto importante.

Anche non diretta di giornalismo.

Oggi la formazione, a parte quella dell’Ordine dei Giornalisti, è basilare.

Ho fatto corso di fotoritocco, fotocomposizione, videomaking, patente del computer europea e tanti altri. Perché chi fa questo lavoro la deve sapere lunga. Sia nel fare che nel conoscere.

Più lunga di tutti gli altri. E poi libri, film, serie tv, ecc… Non c’è limite a quello che devi sapere.

E puoi riuscirci anche senza spendere molto, se sai organizzarti con i mezzi legali che si possono trovare gratuitamente…

Quando hai capito che ti saresti occupato di giornalismo?

Io mi definisco il “giornalista di casa”. Perché all’interno della mia famiglia io sono quello che sa all’incirca quello che succede.

Sono quello che legge i giornali, che sente il telegiornale, che indaga le novità.

Che sa muoversi sulla rete, cosa che oggigiorno non è così scontata.

Che si informa sui cambiamenti. È un po’ il mio ruolo.

Se proprio devo darti un punto di non ritorno, è stato quando ho capito che il mio sapere quello che succede diventava importante per il mio nucleo familiare.

Ho sempre avuto fiducia da parte di mia madre e di mio padre.

E questo è tanto. Perché non hai la pressione di chi ti vorrebbe con il posto fisso o altre situazioni.

Nella mia vita ho anche fatto altri lavori.

E “lavorare” credo sia un consiglio che darei a chi vuole fare questo lavoro.

Dopo Beppe Severgnini che ha detto di prendere una laurea, anche solo triennale, che non faccia sbadigliare, cioè che appassioni, io dico di mettersi a fare un lavoro. Anche il più semplice. Perché se capisci la vera fatica lavorativa, non penserai mai che quello che fai sia tutto. Fare il giornalista è sì una professione.

Con delle difficoltà. Ma conoscere anche altre professioni fa capire cosa significa lavorare veramente. Con un capo e con delle direttive da portare avanti.

Quali argomenti potendo scegliere preferisci trattare?

Non ho preferenze. Io credo che ci faccia il giornalista debba sapere il più possibile. Ammiro molto i giornalisti sportivi, perché hanno quella conoscenza che non ho.

Quella capacità di interpretare una competizione sportiva. Soprattutto non ho la loro esperienza su calciatori, sportivi, dinamiche. E poi tanto altro. Ma questo mi autoconferma. Questo lavoro è fatto prima di tutto di conoscenza. E più se ne ha, meglio è per la propria capacità di raccontare.

I giornalisti, se uno ci pensa, sono una sorta di eredi dei cantastorie che andavano di villaggio in villaggio a raccontare le loro storie.

Una figura questa che ricordo di aver letto con piacere nel “Mistero Buffo” di Dario Fo. Che è anche un libro. E più si è capaci di raccontare, più si può fare bene il proprio lavoro. Particolare questo che si lega bene ad un altro particolare: la preparazione. Chi fa questo lavoro deve essere preparato, il più possibile aderente al personaggio di “Guglielmo il dentone” del film “I Complessi”.

Da vedere. È su Youtube. Un personaggio preparatissimo, che pur con una bocca superdentata da paura diventa all’epoca il lettore del telegiornale della Rai. Sbaragliando tutti gli altri con la sua immensa conoscenza delle cose. Soprattutto delle lingue, che andrebbero studiate anche se non a livelli altissimi.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

La mia prima intervista.

Ho avuto l’onore di intervistare Romano Battaglia.

Lui mi disse di si prima ancora che io glielo chiedessi.

Non so se dire che è stato una sorta di presagio oppure si è concesso come lo può aver fatto con altri giornalisti prima di me.

Mi piace pensare che può aver visto in me un degno collega a cui regalare la sua presenza per il mio lavoro. All’epoca per un piccolo giornale.

Quanto conta la comunicazione?

Dipende cosa si intende per comunicazione.

Se è la genericità del mondo, è molto importante perché il potere dell’informazione è gigantesco.

Bisogna avere delle basi per distinguere il vero dal falso, il buono dal cattivo.

Per questo studiare è fondamentale. Se hai accesso alle fonti di informazione, puoi orientarti meglio nella tua vita.

Se si parla della capacità umana di mettere in pratica, credo che chi voglia fare il mio lavoro, il nostro lavoro, deve in ogni momento saper avere a che fare con il proprio prossimo. Comunicare è la cosa più bella del mondo, ma bisogna rendersi conto che è anche una responsabilità. Faccio mia una frase di Lino Banfi: una parola è troppa e due sono poche.

Parlare tanto e saper stare zitto sono due facce della stessa medaglia.

Carta o web? Solo 10 anni fa sembrava che la carta dovesse sparire e invece…

Il mondo sempre più si sta digitalizzando. Internet permette di conoscere in spazi di manovra ridotti, visto che uno smartphone permette di indagare a proprio piacimento dalla propria tasca o dalla propria borsa. Fermo restando che il computer fisso non è cosi bypassabile.

La carta dall’altro lato è un ottimo supporto per tanti utilizzi.

Ma mettersi per lavoro ad aver a che fare con carta vuol dire che si ha spazio in cui gestirla. Quindi ognuno deve valutare come può muoversi.

E parlo sia dei giornali, dal quotidiano alla rivista, fino al libro.

Tutti supporti per cui esiste versione digitale.

E che possono convivere tranquillamente. A patto che si riscrivano le regole della loro produzione e commercializzazione. Stampare carta inquina.

Anche la corrente inquina.

E oggi l’inquinamento è una cosa che non si può prescindere.

Grazie Matteo per l”interessante chiacchierata

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Rubrica di Elisa Volta

BON TON BON TON A CURA DI ELISA VOLTA: i confini della libertà.

ELISA VOLTA

Pare una contraddizione, ma sia nel buongusto che nella buona educazione, questo ossimoro deve essere tenuto in considerazione, perché la libertà di ciascuno termina nel momento in cui non si rispetta quella delle altre persone.

Gli ambiti sono infiniti, ma visto che è iniziata la stagione estiva e le spiagge cominciano ad essere frequentate, partirei da questo luogo.

Fumo, odori di cibo, suonerie del telefono, bambini (o adulti!) che sbraitano e nudità più o meno esibite, rappresentano le linee più complesse da definire.

Se rilassarsi con una sigaretta è un diritto, non lo è invece quello di affumicare il vicino di ombrellone.

La legge italiana permette di fumare in qualsiasi luogo aperto, ma l’educazione ci impone di non arrecare disturbo a chi vive intorno a noi.

Nelle spiagge particolarmente affollate con sdraio ad una minima distanza, è alquanto fastidioso ricevere sul viso il fumo del vicino di ombrellone.

Il fumatore dovrà aver cura di domandare sempre se il fumo dà fastidio, dovrà fare in modo di posizionare la sigaretta dove procura meno disturbo o preferibilmente allontanarsi e fare una passeggiata in riva al mare.

Mai fumare invece in prossimità di un bambino, di un anziano, di una donna incinta e mai liberarsi del mozzicone buttandolo sulla sabbia o in mare, ma riporlo in un sacchetto che verrà poi gettato, o negli appositi portacenere anche portatili.

Se optiamo per un pasto sotto l’ombrellone, non occupiamo lo spazio altrui anche con fastidiosi odori, che nell’orario più caldo della giornata tendono ad essere ancora più sgradevoli.

Anche in questo caso, la discrezione ed il senso della misura dovrebbero farci da guida: evitiamo di apparecchiare il lettino come un tavolo da pranzo ma limitiamoci a consumare della frutta o un panino. È ovvio che gli eventuali rifiuti non andranno abbandonati, ma raccolti in una busta e riposti negli appositi cestini o portati a casa nel caso ci si trovi in uno spazio non attrezzato.

Dopo aver mantenuto entro i nostri confini, fumi e odori, evitiamo di tracimare con il livello sonoro, rendendo partecipe tutta la spiaggia delle nostre conversazioni telefoniche.

Parliamo a voce contenuta o portandoci in riva al mare. Stesso accorgimento per le conversazioni con il partner o i figli.

A proposito di figli, i bambini hanno tutto il diritto di divertirsi in spiaggia, è anche la loro vacanza! Spetta ai genitori imporre le regole ed educare ad una convivenza civile.

Spieghiamo loro che non si corre alzando la sabbia tra i lettini, non si gioca a pallone vicino alle persone, non si strilla e non si abbandonano i giochi per tutta la spiaggia.

Per quanto riguarda l’abbigliamento da spiaggia, il tema si fa più delicato. Le sensibilità verso il corpo scoperto sono differenti e le cause sono da ricercare nell’ambito storico, sociale, culturale e religioso.

Il primo bikini del 1946, il primo topless (subito vietato) del 1964 ed infine il burkini degli anni 2000 (nato da un’idea di Aheda Zanetti, designer australiana di origini libanesi), dovrebbero farci capire quanto questo aspetto possa essere un tema delicato.

Nell’inviolabile diritto di esprimerci liberamente, non dimentichiamo che la persona elegante è quella che sa farsi ricordare più che notare (Giorgio Armani docet).

La scelta del tipo e fantasia del costume è lasciata ai gusti di ciascuno, salvo piccoli accorgimenti che per il rispetto di chi ci sta intorno, vanno considerati.

Se il bikini di ridottissime dimensioni su un giovane corpo snello e sodo, può essere meno volgare, indossato da chi non ha più vent’anni da un pezzo, è assolutamente sconsigliato, così anche il topless che andrebbe adottato solo in spiagge poco affollate.

Il costume è utile per abbronzarsi, ma quando ci si reca al bar, al ristorante o alla toilette anche se sulla spiaggia, per le signore è consigliato l’uso di un pareo e per i signori di una maglietta, anche per questioni igieniche.

Ricordiamo inoltre che se l’abbronzatura uniforme è senza dubbio esteticamente piacevole, non altrettanto gradito è vedere persone in posizioni alquanto imbarazzanti, allo scopo di abbronzarsi ovunque!

Per qualche strana ragione pare che in spiaggia ormai tutto sia lecito: se desideriamo rispettare noi stessi e gli altri…così non è.

Elisa Volta

2 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton

“Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi 

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo

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Attualità

Forte dei Marmi: conosciamo meglio Simona Seveso, Assessore alle politiche sociali e salute.

Simona Seveso

In un piccolo centro come Forte dei Marmi, tanto famoso d’estate, quanto poco popoloso durante tutto l’anno, non sono i colori a fare la differenza, ma le persone, le idee e la disponibilità reale donata alla comunità togliendo spazio e tempo alla propria professione, non per interesse personale,, ma per dare il proprio apporto ai cittadini.

Abbiamo fatto qualche domanda a Simona Seveso, Assessore alle politiche sociali e salute dell’amministrazione Bruno Murzi.

Lasciamo sia lei a raccontarsi attraverso le sue risposte:

Cosa consiglieresti a te stessa se potessi incontrarti a 18 anni?

Quali sono i progetti ai quali tieni di più per Forte dei Marmi che vorresti sviluppare e seguire nei prossimi anni?

Occupandoti del sociale, quali  sono le iniziative che hai promosso  e gestito  in questi 5 anni ?

Le iniziative che ho promosso sono state veramente tante, non sto ad elencarle tutte ma in particolare ci tengo a ricordare che da tre anni ogni mese in collaborazione con ass, auser verde soccorso argento,

Croce verde e Misericordia riusciamo a sostenere famiglie in difficolta con spese mensili consegnate a casa modulate in base ai nuclei familiari.
Un altra importante progetto rivolto ai ragazzi autistici e stato il calore di un abbraccio con l,ass. autismo apuania e la Versilia in bocca, si tratta di un corso di teatro ormai da tre anni consolidato che ha dato ottimi risultati di socializzazione per i nostri ragazzi……e poi da 5 anni esclusi i periodi estivi e <natalizi ogni mese gite dedicate a gli over 65 sempre in stretta collaborazione con auser verde soccorso argento.

Tutte occasioni di vera aggregazione

Cosa ti lega a Forte dei Marmi?
A Forte dei marmi mi lega la vita….sono cresciuta qua…avevo 2 anni e mezzo quando i miei genitori ( padre milanese e madre fortemarmina) decisero di trasferirsi a forte da MIlano….

Quando e perché hai deciso di entrare in politica?
Nel 2002 fui avvicinata da Dot.t Roberto Bertola per entrare in lista per il suo secondo mandato e da li mi sono appassionata alle cose del mio paese.

3 pregi e 3 difetti di Forte dei Marmi?
Qualità della vita altissima,

Essendo un piccolo paese ci conosciamo tutti e quindi si può vivere veramente il senso di comunità
Il mare…come ogni località balneare vivi il bello sempre
 Scusami ma difetti non ne trovo, a volte forse, le persone che non si rendono conto della grande fortuna che hanno avuto a vivere a forte.

Come hai vissuto da cittadina il periodo legato al Covid?
Da cittadina ho vissuto un paese che più o meno in inverno era già cosi…intendo dire poco frequentato.

 E da politica?
Da politica ho avuto la grande opportunità di occuparmi in maniera fattiva dei miei concittadini…dando informazioni precise e puntuali., distribuzione di mascherine, organizzazione dei tamponi…

Come è cambiata Forte dei Marmi dagli anni 90 ad oggi?
Si e adeguata al mondo che va avanti cercando di dare un offerta turistica adeguata ai nostri graditissimi ospiti…..non si può pensare di rimanere come 20 o più anni fa.

Cosa consiglieresti a te stessa se potessi incontrarti a 18 anni?
Di rispettare sempre il prossimo cercando di ascoltare il più possibile e porsi in maniera accogliente….e quello che cerco di insegnare ai miei figli  

Quali sono i progetti ai quali tieni di più per Forte dei Marmi che vorresti sviluppare e seguire nei prossimi anni?
Tutta la parte legata alle politiche sociali credo che sia proprio una mia particolare vocazione e penso che data l’esperienza acquisita non si può che migliorare. vorrei poter realizzare all’interno dl parco delle radici mediterranee un chiosco bar dove i ragazzi diversamente abili possano fare esperienze di inclusione lavorative. e riuscire finalmente ad avviare un progetto per il dopo di noi cosi da recare un pò di serenità alle loro famiglie

Grazie Simona, per il tempo a noi dedicato e per la piacevole chiacchierata

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AttualitàModa

Arezzo: la sesta edizione del DandyDays un successo per tutta la città. 

DandyDays

il 4 e il 5 giugno si è tenuta la 6° I DandyDays – Maestri d’eleganza per le vie del centro , una manifestazione che abbinata alla meravigliosa Fiera Antiquaria nella cornice storica di Arezzo, trasforma per un week la città Toscana il centro del Dandy style d’Europa.

Questa due giorni è dedicata a uomini e donne amanti dello stile e dell’eleganza con uno spiccato senso di creatività, ironici e eclettici che con la loro presenza ,  trasformano le strade del centro storico in un progetto ogni volta nuovo e sorprendente”.


Ancora una volta i  protagonisti  sono stati gentiluomini e stilose dandy lady arrivate da tutta Europa Italia e anche dall’estero.

Tra i presenti il Gran cerimoniere – Stefano Agnoloni, maestro di stile e buone maniere.

Niccolò Cesari brand ambassador internazionale , Mr JP , ambasciatore dell’artigianato italiano, fashion designer e referente nazionale per la Federazione Unimpresa moda uomo e donna Triveneto e Umberto Uliva gentleman e modello di successo, presente anche la scrittrice Elisa Volta esperte di Bon Ton.

Sabato 4 alle 10  è statoil “Club del Saracino” di Arezzo a fare  il suo ingresso al Prato accompagnato dalle splendide auto d’epoca per “lanciare” il primo Benefit “Rally automobilistico della moda”: una mostra statica di veicoli storici in sosta sino alle 23.30

Presenti anche gazebi espositivi e una piccola rappresentanza del Golf club Casentino.

Alle 11 all’Atrio d’Onore della Provincia di Arezzo c’è stato  il taglio del nastro in presenza delle autorità cittadine, dove artigiani e commercianti hanno esposto  capi di abbigliamento e accessori unici.

Dopo il  brunch di benvenuto i Dandy e le loro signore sono stati protagonisti di una passeggiata per le vie del centro storico con la guida turistica Debora Bresciani, alla scoperta della città.

Non poteva mancare il  consueto appuntamento con Francesco Maria Rossi sulla  terrazza della Fraternita dei Laici per una tavola rotonda “Dandy e potere: confronto, ribellione, rifondazione estetica?”.

Dopo aver premiato  l’auto storica più bella   arriva il momento della cena di Gala  curata dal ristorante “Logge Vasari” nel giardino di Casa Thevenin, arricchita dalla presenza dell’Associazione italiana sommelier (Ais Toscana), dall’associazione nazionale assaggiatori grappa e acquaviti (Anag Toscana) e la Compagnia toscana sigari (Cts)

Mattatrice della serata ancora una volta la  show girl Valentina Marconi e ospite d’onore la cantante elvetica  Sonia Mazza

Domenica sono scesi in campo amici a 4 zampe  con il primo “Dog exhibition show” al Prato di Arezzo, l’esposizione nazionale canina di bellezza organizzata dai responsabili dell’Arci Caccia Toscana

Molte sono state le situazioni che hanno coinvolto i Dandy anche in questa sesta edizione  e molte ancora saranno quelle che li attendono nella settima edizione che si preannuncia ancora più internazionale


Non è un caso che da sempre  questa manifestazione vada in scena   collateralmente alla Fiera Antiquaria  più famosa del bel paese , perché fin dalla prima edizione  questo binomio di è dimostrato vincente in termini di visibilità e pubblico .

Il Comune e la Provincia di Arezzo non mancano mai nel patrocinare questo incontro e la collaborazione della Fondazione Arezzo Intour aiuta ancora di più a trasformare un evento glamour miscelandolo con arte e cultura.

Tutte le attività  della due giorni dedicata ai Dandy hanno uno scopo benefico: i fondi raccolti vengono donati all’istituto “Casa Thevenin” di Arezzo – che accoglie bambini con problemi familiari e difficoltà scolastiche e ragazze madri in situazioni di disagio – per l’acquisto di un nuovo pulmino e questo è stato fortemente voluto da subito da Alessio Ginestrini e Stefania Severi da sempre attenti al bisogno della comunità-

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