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Redazione

Moda

Intervista a Massimiliano Giannini e Carlo Lapini, fondatori del Brand MERCURIO ITALIAN TAILORS

MERCURIO ITALIAN TAILORS

La mano unisce i pezzi di stoffa in una perfetta armonia, lo sguardo è concentrato su ciò che si sta creando, su aghi, spilli infilati ovunque e il suono del ferro a vapore entra in sintonia con il tessuto e lo stile del suo cliente, plasmandolo al suo corpo come seconda pelle., questa è l’ experience che chiunque entri in un laboratorio di sartoria maschile si trova a vivere

I loro sarti offrono  esperienza e professionalità recandosi personalmente presso il cliente  da oltre 20 anni.

Il su Misura per MASSIMILIANO GIANNINI e Carlo Lapini Creatori del Brand MERCURIO ITALIAN TAILORS è di casa . lasciamo che siano loro a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande

Primo incontro con la moda per Massimiliano ?

 In realtà la moda è sempre stata presente nella mia famiglia, fin da quando ero piccolo, dato che mio padre era un dirigente della storica LEBOLE  di Arezzo prima e imprenditore titolare della propria azienda di abbigliamento poi.

Per cui in casa mia si respirava sempre quell’aria parlando spesso di abiti, nuovi modelli o tessuti particolari.

E ne ero sempre affascinato, si può dire che forse la moda ce l’avevo già nel mio DNA.

Perciò, finita la scuola, il passo è stato abbastanza semplice: prima imparare il “mestiere” in azienda seguendo le orme di mio padre e successivamente proseguire in quella direzione ma con nuove mie idee, diciamo più al passo con i tempi…

Primo incontro con la moda per Carlo?

Il mio interesse per il disegno e modellistica nasce fin da ragazzo avendo frequentato il liceo artistico ,per cui finiti gli anni della scuola sono entrato a far parte nell’azienda di famiglia facendo esperienza in tutte le fasi di lavorazione del capospalla/pantalone ,dalla progettazione al taglio e cucito, di conseguenza con il passare degli anni la mia specializzazione e’ diventata creare modelli come da richiesta dei clienti della moda nel tempo.

Per fare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Secondo me la moda è un qualcosa che ti senti dentro. Certo, l’esperienza nel campo sicuramente aiuta ma in realtà i veri creatori di moda hanno un talento e un gusto naturale e riescono a fare tendenza proprio sfruttando queste doti.

Un personaggio con il quale ti piacerebbe interagire e perchè?

Mi piacerebbe molto conoscere e scambiare opinioni con il MAESTRO GIORGIO ARMANI… soprattutto per cercare di capire quali sono le fonti di ispirazione tramite le quali riesce a creare colori, immagini, modelli e tutto ciò che rende unico ed inimitabile il suo Brand.

Si, decisamente sarebbe fantastico  poter parlare con lui.

Chi è il cliente che si affida ad un sarto?

La persona che si affida a noi è qualcuno che apprezza il valore e la bellezza di un capo sartoriale fatto su misura per lui.

E non è detto che sia necessariamente il professionista o l’addetto ai lavori…

Il nostro cliente può essere anche l’uomo “qualunque” che ha voglia di coccolarsi e di sentirsi bene con se stesso indossando un qualcosa creato appositamente per lui.

Secondo me tutto ciò aumenta anche l’autostima!!!

Tre capi che non possono mancare in un guardaroba maschile?

Senza dubbio un bel doppio petto Principe di Galles,

un blazer Blu Navy e

un cappotto di Caashmere cammello.

Quanto contano i dettagli in sartoria?

I dettagli in sartoria sono tutto!!! E’ proprio il dettaglio che può trasformare anche un semplice capo d’abbigliamento in qualcosa di unico. Un bottone particolare, un’asola di colore diverso o qualsiasi

altro elemento che possa diversificare ciò che si sta indossando. Il gusto sta proprio nella scelta dei dettagli!!!!

IL DETTAGLIO FA LA DIFFERENZA!!!

Massimiliano raccontaci un aneddoto che ricordi con il sorriso ?

Mi ricordo con simpatia che un giorno di qualche anno fa avevo preso (come sono solito fare) un appuntamento per rilevare misure ai clienti nella sede di una nota compagnia assicurativa e, presentatomi come sempre dal mio referente, vengo a sapere che per un disguido logistico non era disponibile l’ufficio su cui avremmo dovuto allestire il nostro “atelieur itinerante”.

Rischiavo quindi di non poter prendere le misure e pertanto di dover posticipare ad altra data l’appuntamento….

Se non che proposi al mio referente di rilevare le misure dei colleghi ad uno ad uno nei locali toilette della struttura!

Inizialmente tale richiesta venne presa con una certa ilarità ma poi pensammo che fosse fattibile e quindi procedemmo in tal senso.

Mi è stato poi detto che era stranissimo e un po’ inusuale vedere una coda di distinti signori che uno dopo l’altro entravano e uscivano dal bagno per una cosa diciamo diversa….

Devo dire però che l’operazione di misurazione è comunque riuscita senza grossi intoppi!

Ancora oggi quando ritorno in quella sede ci ricordiamo di quella strana giornata e ci facciamo sopra una sana risata!!!

E per te Carlo?

Nel corso degli anni facendo capi su misura ancora oggi la cosa che mi fa piu’ sorridere  trasmettendomi gioia sono i clienti di taglia morbida che con la loro estrosita’non si tirano indietro nel seguire la moda e colori del momento con delle richieste piu’ impensabili.

Chapeau!

Quanto conta il made in italy nel mondo della sartoria?

Per fortuna e sicuramente per nostri meriti il Made in Italy è un elemento che fa ancora la differenza nel mondo della moda e non solo.

Il nostro gusto, il nostro know-how e il nostro estro nel realizzare capi di alta moda fanno e faranno per sempre scuola in tutto il mondo.

Massimiliano e Carlo

Altresì quello che sto vedendo soprattutto in rete sui siti di “fashion giovane” ma anche nei negozi a grande distribuzione (anch’essi mirati ad un target di giovani e giovanissimi) è una grande quantità

di prodotti con prezzi più che a buon mercato, che non hanno nulla di Made in Italy, ma che attirano i ragazzi e non solo grazie alla varietà di prodotti, al prezzo bassissimo e alla pubblicità in generale.

Si punta su tutto tranne che sulla qualità… e questo mi fa molto riflettere!!!!

Grazie per il tempo a noi dedicato

Tel+39 335 62 70 193

Tel. +39 338 81 94 993

info@gilasartoria.it

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AttualitàculturaLibriSenza categoria

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo di Elisa Volta.

Elisa Volta

“Oggi ha senso parlare di galateo?

In una delle epoche meno educate della storia, assolutamente sì!

Il galateo andrebbe interpretato come una sorta di grammatica del comportamento, una traccia da seguire per creare  buoni rapporti, certo lasciando ad ognuno di noi  la licenza “poetica”, di poter prendere spunto e tracciare il nostro percorso…

In un mondo che appare sempre più privo di regole e di etica qualche riflessione sull’importanza del termine rispetto andrebbe in effetti fatta.

Questa è la sintesi estrema di un libro come il galateo che, generazione dopo generazione , non abbandona il suo ruolo di guida al comportamento..

L’autrice, Elisa Volta , collezionista di galatei, compone un libretto pieno di spunti veloci e diretti  invitando anche i più giovani ad avere un primo contatto con le “buone maniere”, ma adatto, allo stesso tempo, a lettori di ogni età, alla ricerca di un nuovo linguaggio che avvicini, invece di allontanare.

Intendiamoci, Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo non vuole essere una lettura troppo seriosa o accademica, piuttosto una sorta di confezione di “pillole” da tenere in borsa, pronta ad ogni occasione, che possano aiutarci a ritrovare con ik sorriso il piacere di condividere spazi e momenti insieme agli altri..

Una riscrittura dei principi basilari del galateo, adattati al nostro presente tecnologico e frettoloso..

E ricordate , anche quando pensate di sapere tutto, parafrasando il grande Totò “ Nessuno nasce imparato”.

Per acquistarlo clikka QUI

In realtà sono 2 i libri scritti da Elisa Volta che trattano i temi del Bon Ton, citiamo in questa breve presentazione anche “Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi in cui l’autrice ha selezionato con cura una raccolta di aforismi su stile ed eleganza provenienti da voci autorevoli del passato e del presente.

Seguendo il pensiero di poeti, filosofi, scrittori, stilisti, attori e giornalisti, personaggi appartenenti ai luoghi e alle epoche più diversi,

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ArteAttualitàEventi

Parma, Il 23 ottobre 2021, dalle ore 18:30 LA GALLERIA ART&CO inaugura la MOSTRA DI ANTONIO LONGO.

ANTONIO LONGO

Il 23 ottobre 2021, dalle ore 18:30, presso la galleria d’arte ART&CO di Parma in borgo Palmia 4/B, verrà inaugurata la mostra dell’artista Antonio Longo.

L’esposizione, visitabile dal 23 ottobre al 20 novembre 2021, ospita oltre venti opere tra le più rappresentative dello straordinario artista cuneese. Il maestro Longo, è celebre per i suoi décollages su tela, i cui soggetti sono personaggi iconici che hanno lasciato un segno indelebile nell’immaginario collettivo oppure indimenticabili volti del mondo cinematografico e fumettistico. 

Durante la serata sarà presentato il libro d’arte monografico di Antonio Longo, a cura di Alice Pezzali e Serena Baccaglini – edito da Silvana Editoriale – che contiene una vasta selezione dell’ultima produzione dell’artista.

Grazie ad ART&CO e ai galleristi Simone Viola e Tiziano Giurin, l’artista Piemontese giunge nel suggestivo borgo di Parma per permettere ai visitatori e collezionisti di immergersi negli aspetti più affascinanti della sua creatività.

Orari galleria:

Dal lunedì al venerdì: 10:30 – 13:00 / 15:00-19:00

Sabato: 10:30 – 13:00

Possibilità di visite su appuntamento.

Ingresso gratuito

Foto opere Antonio Longo: Samuel Alexander Acevedo

Press Office 

Iolanda Pomposelli

For You Communication

Phone: +39 347 8759960

E-mail: pressoffice@foryoucommunication.com

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Musica

15 Ottobre, ore 21,00 -TRECATE-Requiem KW 626 di Wolfgang Amadeus Mozart.

Dominika Zamara

Presso la Chiesa Parrocchiale di Trecate – Piazza S. Clemente 6, 28069 Trecate NO, Italia

Requiem KW 626 di Wolfgang Amadeus Mozart per soli, coro e orchestra, si svolgerà presso la Chiesa Parrocchiale di Trecate, Piazza S. Clemente 6, venerdì 15 ottobre alle ore 21:00. Dirigerà il Maestro Gianmario Cavallaro, solisti Dominika Zamara soprano, Victoria Shapranova mezzosoprano, Zi-Zhao Guo tenore, Giorgio Valerio basso, coro Amadeus Kammerchor e l’Orchestra Filarmonica Amadeus.

L’evento nel primo Anniversario della scomparsa dell’Arciprete Don Gilio Masseroni.

Ingresso libero sino a esaurimento posti.

Ingresso consentito solo con green pass.

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AttualitàMusica

Sonia Mazza, la voce, la musica…

sonia mazza

Una passione travagliata , quella di Sonia Mazza per la musica, ma proprio per questo merita di essere raccontata,

Lasciamo che sia lei a farlo attraverso le risposte alle nostre domande:

Il tuo primo incontro con la musica ?

La musica a sempre fatto parte della mia vita. La mia mamma cantava in chiesa e dirigeva una corale.

Quindi io, da bambina, ho sempre sentito la mamma cantare e la musica in casa e in famiglia.

Quando hai capito che sarebbe stata parte integrante della tua vita la musica?

Dopo un episodio difficile di salute e problemi nella mia vita privata, ho voluto farmi un regalo, una canzone. 

Ho chiesto ad un artista svizzero, che avevo intervistato per la radio, di scrivermi una melodia. Io ho scritto le parole, ed è nato il brano “Feel like“, con un clip fatto come un cortometraggio, dove si vede che io mi alleno per un combattimento di boxe. 

C’è un significato per ogni immagine di questo clip. 

Ha avuto un bel successo, con piu di 70 000 visualizzazione.

Ho potuto aiutare diverse associazioni ed è questo che mi ha dato la motivazione per iniziare una carriera musicale.

Ho capito la potenza della musica, che può portare messaggi di speranza, e che puoi arrivare nel cuore della gente, basta essere sinceri.  

Come è cambiato il mondo della discografia?

L’era digitale ha trasformato l’industria musicale.

Il business è cambiato, perché un artista non può più contare sulle vendite fisiche della sua musica, ma su i suoi concerti. L’industria ha dovuto reinventarsi. I produttori si sono affidati a format di concorsi, talent show per avere artisti che non avranno bisogno di promozione, perché quando escono dal talent show, sono già seguiti. idem per il singolo, sarà già un successo prima di essere pubblicato.

Quello che penso sia importante dire, soprattutto ai giovani artisti, è di non confondere e di non perdere la fiducia. L’industria è una cosa, la musica un’altra.

Il loro talento non dovrebbe essere messo in discussione, se non rientra nel format di questo business.

Mantieni la tua fiducia e continua a cantare e a fare la tua musica. 

Quanto conta la comunicazione?

E essenziale, fondamentale.

Soprattutto adesso con i social.

Si deve comunicare velocemente, di maniera efficace e attirare l’attenzione perché ci sono migliaia di persone, di foto, di eventi, di musica.

Guarda Spotify, come fai a uscirne fuori se non hai una buona comunicazione?

Adesso non basta solo fare musica, devi essere comunity manager, fotografo, giornalista, esperto in marketing, devi sapere fare tutto, o avere tanti soldi  ahah 

Che rapporto hai con il tuo pubblico?

Io sono un personaggio pubblico già con la radio e in molti mi hanno seguito con la musica,.

Sono sempre stata molto disponibile, ascolto, rispondo e se posso aiutare lo faccio. 

Quanto è importante il Live per un cantante ?

Artisticamente è il momento più bello perché incontri il pubblico.

Condividi l’energia, l’emozione, l’amore.

Sono momenti unici che ti riempiono di amore e di gioia.

E poi anche finanziariamente , come dicevo prima, è essenziale.  

Cos’è per te la musica ?

Per me la musica è amore.

Puoi passare tanti messaggi, tante emozioni.

Se tu sei sincero quando fai la tua musica, se ci metti il cuore, puoi vibrare e condividere con il pubblico.

Quando ascolti una musica, non puoi rimanere indifferente.

Ti può ricordare delle vacanze, un flirt, una delusione.

La musica ha questo potere, farti vivere e rivivere emozioni.

Farti piangere, ridere, ballare, è universale. 

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale artista di piacerebbe interagire e perchè?

Prince era un genio, avrei tanto voluto intervistarlo.

Ma anche Franck Sinatra “The Voice” o il re di tutti i tempi Mickael Jackson.

Si sa quanto è difficile fare carriera, allora quando si raggiunge una posizione iconica, come questi artisti, si impone il rispetto.

C’è un’enorme quantità di lavoro fatto da queste persone, una meticolosità, un’attenzione ai dettagli, una professionalità.

Mi sarebbe interessato saperne di più su come organizzano il loro lavoro, la loro vita, la loro gestione delle emozioni. 

Grazie Sonia per il tempo a noi dedicato.

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AttualitàLussoModa

Annalisa Macina, non solo Web…

Annalisa Macina

Il Mondo del web è popolato da diverse professionalità, Wl Magazine ha scelto di conoscere meglio Annalisa Macina, Modella, influencer, testimonial, lasciamo che sia lei a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande:

Cos’è per te la moda?

Oggi si può parlare di moda non solo nel campo dell’abbigliamento ma un pò in ogni ambito della nostra vita, dall’alimentazione all’arredamento, dalle discipline sportive (oggi è di grande tendenza il Paddle anni fa era il Pilates) ai generi musicali (oggi c’è la Trap music ieri c’era il reggaeton).

Essendo noi per definizione una società di massa ci troviamo a seguire tutti gli stessi dettami con lo scopo di sentirci più fashion o semplicemente più “adeguati” alla società in cui viviamo.

Per quanto mi riguarda questo concetto non mi apparterrà mai, nel caso dell’abbigliamento indosso sempre ciò che desidero spaziando tra vari stili diversi che mantengono la mia identità e non quella che le passerelle richiedono.

Pertanto, la moda andrebbe presa e vissuta come espressione di sè.

Il tuo primo contatto con la moda?

Il mio primo contatto con la moda è stato senza dubbio l’armadio di mia madre.

Da bambina rimanevo sempre estremamente affascinata  da questa esplosione di colori e di tessuti che traboccavano dal suo armadio, tutto in stile rigorosamente anni ’70.

A questo periodo fece seguito subito la moda degli anni ’80 dove era di grande tendenza il culto l’eccesso, l’opulenza,dove si vedevano  in tv i primi videoclip e si andava a scuola in total look Madonna.

Per quanto mi riguarda il decano più di tendenza mai vissuto.

3 Capi che non possono mancare nel guardaroba di una donna?

Premesso che ridurre a soli 3 capi “must have” il guardaroba di una donna è un impresa davvero ardua ma dovendo scegliere senza ombra di dubbio terrei una camicia bianca che rappresenta il capo versatile per eccellenza, puoi abbinarlo con una longuette o con un pantalone e dei decolletè vertiginosi ed hai svoltato la serata.

Un tubino classico da arricchire con accessori vistosi o mantenere sul low profile se dobbiamo recarci ad una cena di lavoro;.

Ed infine il jeans che credo sia l’unico capo impossibile non trovare in un armadio, lo indossa la donna slim più che una curvy, ha infiniti tipi di lavaggi e vestibilità, sa soddisfare esigenza ed ogni occasione e poi è un evergreen, meglio di così.

Quali sono i prodotti che non possono mancare nel beauty di una donna?

La borsa di una donna, o anche un beauty, per quanto mi riguarda dovrebbe avere un pozzo senza fondo proprio perchè quotidianamente porto con me tante di quelle cose in virtù del “perché non si sa mai”.

Ciò che scegliamo di avere sempre con noi credo sia un concetto molto personale perché scegliamo sulla base delle nostre esigenze; dovendo consigliare direi sicuramente un gloss (o un rossetto nude) , il mascara, un elastico per i capelli, una crema super idratante ed un campioncino del nostro profumo preferito.

Scelgo cose che si prendono cura e valorizzano il mio viso e che soprattutto sono il nostro biglietto da visita,la prima cosa che noti quando incontri qualcuno.

Alla fine poi, ci sarà sempre qualcosa che rovistando nella borsa ci arrabbieremo di non aver portato con noi, siamo donne, siamo fatte così.

Se potessi parlare con un grande del passato chi e di cosa?

Dei grandi del passato parlerei per ore con Marilyn Monroe ,per la precisione con Norma Jeane Backer, scelgo la donna e non la “femme fatale” che hanno costruito su di lei i film interpretati e le numerose copertine dei giornali.

Le chiederei di raccontarmi delle sue evidenti fragilità camuffate tra le sue splendide curve, del suo rapporto perennemente tormentano con gli uomini che ha avuto ove è passata da moglie maltrattata ad amante rinnegata; vorrei sapere dove trovava la forza di ingerire numerosi psicofarmaci per poi andare sul set e vestirsi dei panni che l’hanno resa celebre, anzi un mito.

Credo che lei sia la più degna rappresentazione della dicotomia tra essere e apparire.

Il tuo primo servizio fotografico?

Difficile dimenticare il mio primo servizio fotografico, avevo 19 anni (un po’ tardi per iniziare a fare la modella) ma mio padre era molto geloso di me e non gradiva questo tipo di esposizione, una volta diventata maggiorenne mi contattò subito un fotografo per un catalogo in lingerie, lì per lì ero reticente, essere per la prima volta semi nuda davanti l’obiettivo non mi convinceva ma il fotografo insistesse dicendomi che vedeva in me molta espressività e capacità, difatti così è stato e da allora non mi sono più fermata.

Preferisci stare davanti un obiettivo o una telecamera ?

Credo che l’obiettivo della macchina fotografica riesca a farmi esprimere al meglio in quanto con un istantanea cattura molte sfaccettature di me, che non sono date solo dal vestito che indosso ma anche dall’intensità espressiva che provo a dare.

La telecamera invece a parer mio necessità di continuità, c’è una scaletta o comunque un programma da seguire e non la sentirei mia.

Come concili la vita privata con una tua continua esposizione ai commenti sui social ?

Bella domanda, tocca un tasto un po’ostico, nel senso che quando ricevi quotidianamente proposte e commenti di ogni tipo sui social c’è bisogno di avere accanto un uomo davvero con le spalle larghe o comunque che non sia per natura geloso. Comprendere che faccia tutto parte “del gioco” è fondamentale per avere un rapporto sereno e non dover scegliere tra lavoro e sentimenti.

Il talento e la bellezza possono bastare?

Si tratta in entrambi i casi di doni che ci ritroviamo ma che non ci siamo conquistati, e possono bastare ma solo se sfruttate al massimo nel percorso del raggiungimento del nostro obiettivo personale o di squadra.

Quante volte abbiamo sentito dire, aveva molto talento ma non l’ha saputo sfruttare, mi viene da pensare anche a grandi artisti che per scelte di vita sbagliate anche buttato via carriere o peggio ancora la propria vita.

Non in ultimo io ci metterei quel pizzico di fortuna che quando c’è è sempre meglio.

Come è cambiato il lavoro con l’avvento dei social?

Ormai una qualunque piccola o media impresa deve promuovere i propri prodotti e servizi con i nuovi strumenti digitali ,l’importanza di essere presenti sul mercato attraverso le reti sociali è una prerogativa imprescindibile per poter arrivare in contatto con milioni di persone in tutto il mondo. Il focus è farsi trovare prima che scelgano qualcun altro.

Non di minore importanza è divenuta anche la selezione di un candidato  da parte dei recruiter aziendali sui profili social del potenziale candidato (in termini di post, video,foto)  tutto questo  al fine di reperire il maggior numero di notizie (anche personali) e capire se possa essere in linea o meno con le esigenze aziendali.

Tutto ciò è divenuto pura realtà anche se un po’ scomoda.

Quando sei entrata nel mondo dei social e perché?

Era il 2011 quando mi iscrissi per la prima volta ad un social network ,Facebook, lo feci per curare i miei rapporti interpersonali, restare in contatto con amici di vecchia data, passare il tempo nei momenti di relax , per spiare il mio fidanzato, insomma era un mezzo comodo per 1000 usi.

All’epoca ero completamente a digiuno di tutte le varie strategie di marketing che vi erano dietro e che oggi utilizzo con molta dimestichezza soprattutto su Instagram (social di cui 5 anni fa dicevo no io mai !!)

Ma poi ti rendi conto che quando lavori con la tua immagine non puoi non esserci, personalmente non condivido tutto con i miei follower , cerco sicuramente il contatto, l’interazione ma sempre nei limiti della mia privacy, ad esempio non troverete mai una mia foto col mio fidanzato (anche perchè ha il livello di socievolezza di un orso).

Ho costruito una gallery dove ci sono alcuni dei miei lavori, non mi piace lasciare nulla al caso, non mi faccio selfie o stories  in ogni dove perché bisogna stare sul pezzo, preferisco curare il dettaglio, ed un occhio attento e di qualità la differenza la sa riconoscere.

Grazie Annalisa per la piacevole ed esaustiva chiacchierata

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AttualitàculturaMusicaspettacolo

Il soprano Dominika Zamara premiata al 38° Premio Internazionale Fontane di Roma.

dominika zamara

Si è svolto il 29 settembre presso l’Aula Magna Benedetto XVI la storica premiazione ideata dal Dottor Benito Corradini giornalista e redattore giornale “La Sponda”.

La creazione del premio è stata affidata all’artista Domenico Annichiarico, una scultura raffigurante il dettaglio della bocca del David di Michelangelo.

A consegnare i premi oltre al Corradini, il Monsignore Girotti e Angelica Loredana Anton.

Tra i premiati molte le personalità molte le personalità, tra cui Paola Spadari, Presidente Ordine dei Giornalisti del Lazio, il Prof. Vittorio Sgarbi e molti altri, dall’estero Tomasz Sakiewicz diretto di Gazeta Polska, nel Bel Paese per l’apertura del “Club Gazeta Polska sede di Roma”.

Ma nostra attenzione e per il soprano Dominika Zamara, unica cantante lirica ad aver vinto questo prestigioso premio.

Oltre ad essere stata premiata la Zamara ha intrattenuto il pubblico con un Recital con dei pezzi di Mauro Giuliani, accompagnata dal Maestro Amedeo Carrocci alla chitarra Classica.

Dice la Zamara: sono felicissima e onorata di aver ricevuto questo prestigioso premio, ringrazio il Dottor Corradini e le persone che hanno sostenuto la mia nomina.

Enrico Bertato

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AttualitàInterviste

Olga Cola, candidata a consigliere Comunale, conosciamola meglio.

OLGA COLA

Scopriamo i motivi che hanno spinto  OLGA COLA, Dott.ssa, medico  biotecnologo , con un importante esperienza manageriale nel settore farmacologico e dermatologico Napoletana di nascita, Milanese per scelta a candidarsi come consigliere comunale nelle elezioni del 3 e 4 ottobre 2021 a Milano :

Lasciamo sia lei a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande :

Che studi hai fatto?

Fin da piccola sono appassionata di scienza, e in generale di tutto ciò che è correlato con essa. Ho fatto il liceo scientifico ed all’università ho scelto la facoltà di Biotecnologie Mediche.

Non appena laureata sono venuta a Milano, la città delle opportunità’, che non ha mai, nemmeno per un momento, deluso le mie aspettative e mi ha accolto come mai avrei sperato.

Ho cominciato la mia carriera nelle grandi multinazionali, prima Milano poi Roma per poi fermarmi definitivamente a Milano. Qui vivo con la mia famiglia, e sempre qui ho fondato la mia azienda di dermocosmesi attiva nello sviluppo e produzione di formulazioni green ed ecosostenibili per la pelle sensibile dei bambini e degli adulti.

Quando è perché hai deciso di scendere in politica?

Non molto tempo fa mi è stato proposto di entrare a far parte della squadra dell’attuale sindaco Beppe Sala candidandomi per la carica di Consigliere del Comune di Milano nella sua lista civica, cosa che mi onora, ma sono consapevole che tale richiesta porti con se un carico di responsabilità di un certo rilievo.

Ho deciso di accettare questa avventura per me tutta nuova nello spirito di servizio alla città di Milano e ai milanesi. In un momento storico tanto delicato per il nostro Paese è per il mondo intero più che mai è richiesta una sensibilità è una capacità di intervenire tempestivamente laddove necessario.

Amo dire che la mia decisione di candidarmi come Consigliera Comunale nasce dal desiderio profondo di restituire almeno in parte quanto ho ricevuto dalla città che mi ha accolto ben 18 anni fa da neo laureata. Sono “milanese” per scelta ed e’ così che amo definirmi.

Tre pregi e tre difetti di Milano?

Comincio ad elencare i tre pregi di Milano, ma per quanto amo questa città c’è ne sarebbero così tanti da poterci confrontare per ore.

Sicuramente Milano rappresenta il cuore pulsante dell’economia del nostro Paese, il motore da cui si generano idee e si concretizzano nuovi orizzonti.

È poi una città viva e cosmopolita, che accoglie e offre opportunità.

E’ intrisa di un fervore culturale che affascina e ispira a livello locale, ma anche internazionale.

Per quanto riguarda i “difetti” tengo a sottolineare che per me rappresentano punti di partenza su cui lavorare per un miglioramento continuo.

Da donna attenta all’ambiente, sicuramente la nostra Milano necessita di ampliare gli spazi “green”, la mobilità sostenibile e il tenere sotto controllo l’inquinamento.

Poi, il centro di Milano si è sviluppato incredibilmente negli ultimi anni e ha dato ancora più valore alla città. Bisogna però dedicare impegno e lavorare allo sviluppo e integrazione dei quartieri periferici.

Nel mio programma elettorale c’è grande attenzione all’accrescimento delle periferie in armonia e sintonia con le zone più centrali della città.

Inoltre sarebbe auspicabile un sostegno mirato alle donne ed alle famiglie, avendo come base di riferimento le strategia che il Nord Europa sta già mettendo in atto in tal senso da qualche anno.

Mi racconti un aneddoto legato alla tua vita che ricordi con il sorriso?

Grazie per questa domanda molto interessante.

Ho da poco svolto con enorme entusiasmo ed arricchimento umano la campagna elettorale per la mia candidatura a consigliere comunale di Milano e vorrei cogliere l’occasione per condividere con voi alcune storie di persone che ho avuto modo di conoscere e con cui mi sono confrontata.

In particolare ricordo con un sorriso di tenerezza le persone anziane, che, seppur mi hanno raccontato storie di vita molto difficile e a volte disagiata, non hanno mai espresso tutto ciò con senso di delusione o disperazione, ma sempre con grande dignità, fiducia nella vita ed entusiasmo generoso di chi continua a vivere la vita con semplicità, avendo sempre come riferimento i valori importanti, come famiglia e figli.

Se potessi incontrare un personaggio del passato chi sceglieresti e cosa chiederesti?

Da un po’ di tempo sto leggendo alcuni libri sulla città di Milano dal passato fino ai giorni nostri. In questo momento ho in mano un volume intitolato “Le grandi donne di Milano”.

Tra tutte mi ha incantato Maria Gaetana Agnesi, (1718-1799), definita come “la matematica al femminile”.

Nata in un tempo in cui anche lo studio per una donna non era di facile accesso, si è distinta per aver amato infinitamente la matematica ed essersi distinta per l’immenso valore intellettuale, dando lustro alla nostra Milano.

A lei potrei una semplice domanda: “Come vede il futuro delle donne in ambito scientifico?

Cosa sogna per loro, proprio lei che è per tutte noi un esempio da emulare?”

Cosa manca a Milano oggi?

Milano è una città che offre enormi opportunità per tutti coloro che hanno desiderio di coglierle e mettersi in gioco. Sicuramente si può’, e lo ritengo doveroso, dare spazio al miglioramento.

Se devo pensare a qualcosa che Milano non ha ancora raggiunto al momento è un equilibrio fra spazi verdi e rigeneranti e i quartieri a più alta densità abitativa, dov’è queste oasi apporterebbero a tutti i milanesi di una qualità della vita e dell’aria migliore.

Quando la politica rischia di allontanare la gente?

Questa è una domanda che mi sta molto a cuore, e ti ringrazio per avermela posta.
Per me la politica deve essere lungimirante ed avere sempre presente soluzioni concrete alle varie esigenze, a tutti i livelli. La politica però vanifica la sua efficacia quando si allontana dal quotidiano, dalla vita di tutti i giorni.

Per me politica vuol dire competenza, visione, coraggio di rischiare. Senza un progetto forte che abbia come fine il bene della città e dei suoi cittadini nel lungo termine la politica si svuota della sua essenza nativa e con essa la fiducia dei cittadini…

Qualora venissi eletta il mio impegno continuerà a passare, cosi come è avvenuto tutti i giorni della mia campagna elettorale, sempre attraverso l’ascolto dei milanesi e la creazione di soluzioni alle loro problematiche.

Seguitela su i suoi profili

Profilo Instagram Olga.cola

Pofilo Facebook Olga Cola

Grazie Olga per la piacevole chiacchierata

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Moda

Laura Fersini, Consulente d’Immagine, Personal Shopper e….

Laura Fersini

Oggi molti sono i nuovi ruoli che si sono affacciati al balcone del Fashion System.

Oggi conosciamo meglio Laura Fersini , lasciando, come sempre a lei la parola …

Primo incontro con la moda ?
Se per incontro con la moda intendiamo il mio primo passo verso il mondo della Moda posso confermare che, ad ottobre del 2018 , esattamente 3 anni fa, ho sentito l’esigenza di conoscere tutti i dettagli di questo meraviglioso mondo. 

Non avendo seguito un regolare iter formativo da adolescente, per ottimizzare le mie competenze ho potuto solo affidarmi ad una professionista del settore effettuando una Full Immersion forgiante .

Il mio primo corso è stato quello di Consulente d’Immagine e Personal Shopper nella Carla’s Academy di Reggio Emilia .

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?
Per parlare di moda penso sia utile avere una predisposizione personale , naturale, una passione che può esser trasformata in professione solo studiando tantissimo.

Da dove arriva l’ispirazione per le tue creazioni ?
La creazione di ogni singolo look è sicuramente frutto di un’accurata analisi della persona a cui è destinato : gusto , stile , forme , cromie, di una verifica delle tendenze del momento e della compatibilità con le caratteristiche appena elencate del beneficiario.

Perché non esistono più le TOP ?
Siamo nel periodo storico proiettato all’inclusività.il termine top in se significa superiore ed è discriminante.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?
Ricordo con il sorriso la prima diretta IG organizzata con Marco Giannetti in cui desideravo che, da stilista esperto dello Shirt World, dispensasse consigli utili alle mie collaboratrici del tempo  che , per motivi lavorativi, erano costrette ad indossare divisa con camicia quotidianamente.

Quella diretta, a causa della pessima linea internet, andò avanti per un’ora a dirci reciprocamente : – Mi senti? io ti vedo ma non ti sento…un disastro ma ci ha fatto tanto ridere.

A cosa ti ispiri per le collezioni?

La mia prima collezione è stata quella realizzata con gli stylists Marco Giannetti e Stefano Verolino e con il Maestro Carlo Farina, : EPDQ Shirt Collection , presentata a Paillettes Sorridenti 2021 lo scorso 18 settembre grazie alla illustre conduttrice Tiziana Noia.

Ci siamo ispirati , per la nostra capsule, alle esigenze ed alle richieste di mercato della società contemporanea: bisogno di energia, colore, bisogno di idee e stili innovativi, sensibilità verso l’ambiente  abbiamo puntato sulla creazione di capi di qualità e durevoli, ecosostenibili, a discapito del fast fashion eccessivamente aggressivo verso il Pianeta non solo nel momento della produzione e dello smaltimento di un capo ma anche durante l’utilizzo in cui un semplice lavaggio trasferisce sostanze nocive nelle acque reflue.

il claim del nostro lancio è stato proprio : scegli EPDQ Shirt Collection per una nuova esperienza di stile.

precedentemente mi limitavo, da consulente d’immagine,  ad interpretare e riadattare sui miei clienti collezioni create da altri stilisti professionisti.

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

I social sono determinanti, posso non condividerne tutti gli aspetti  ma non posso negare che se non si è social  si è fuori dal mondo soprattutto nel Fashion per l’immediatezza della comunicazione e la propagazione fugace di una notizia.

Che cos’è per te la moda?

Se googliamo Moda è facile reperire informazioni legate al costume, al comportamento di una comunità sociale , influenzata da condizione storica, culturale, area geografica.

A mio avviso la moda è esattamente un’espressione di gusto e stile collettivo ma , soprattutto,  di singolare personalità 

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perchè?

Se potessi andare a ritroso nel tempo mi piacerebbe interagire con la stilista Coco Chanel per le sue capacità di rivoluzionare il concetto di femminilità, una dissidente.

Adoro gli stili un pò androgini, i tailleur con i pantaloni.

Per Coco Chanel un tacco ed un rossetto rosso o un tubino nero potevano esser sufficienti per dimostare femminilità e seduzione.

Adorava leggere, ed anche io , come lei, ho questa passione.

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Dal 2018 la mia libreria si è moltiplicata con libri specifici nel settore Moda ( storia , colore , psicologia… e tante altre tematiche della Moda stessa)l’editoria di settore è INDISPENSABILE  per accrescere il mio scire 😀.

Come vivi il binomio arte/moda?


Lo considero un binomio che ha ispirato moltissimi stilisti.

Non nascondo che è necessario esser dotati di grande sensibilità per comprendere l’arte e riadattarla al mondo del Fashion ma se ci guardiamo indietro Elsa Schiaparelli, Yves Saint Lauren, Versace , ne sono stati un esempio eclatante.

Non dimentichiamo il risvolto sociale del Pop Art Look, del Mondrian Look...emblema di arte nella haute couture.

Cosa non deve mancare in un guardaroba di un uomo? E di una donna?

Nel guardaroba maschile e femminile non deve mancare una camicia bianca: il famoso MUST HAVE che in un contesto di strutturazione di un guardaroba funzionale è il capo che meglio si presta ad esser adattato a qualsiasi occasione d’uso e che meglio si abbina alle varie nuances di colore e looks.

Da dove nasce l’amore per la camicia ?

L’amore per la camicia è innato.

E’ un indumento  strategico che mi è sempre piaciuto per la sua versatilità, per la potenzialità di esser rappresentativo.

Una camicia , a seconda di come viene indossata può dare evidenza di una condizione  sociale, economica, diventando uno Status.

Devo confessare che da quando ho conosciuto Marco Giannetti ed il suo laboratorio sartoriale, l’amore per la camicia è diventato totalizzante.

Una shirt ad hoc per la quasi totalità dei miei outfits 😎

Grazie per la chiacchierata Laura

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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ArteModa

La nascita del progetto “Soeve “, Arte, moda e ecosostenibilità.

SOEVE

Per scoprire da dove nasce il Progetto SOEVE , è necessario andare in dietro di 2 anni:

Fusion Art ,2019 Corigliano Rossano, è stata protagonista di una  collettiva d’arte  in cui sono state esposte, opere di pittura e di espressioni artistiche diverse.

Ha inaugurato la mostra in collaborazione con il WWF Calabria Citra, una particolare sfilata di 22 abiti confezionati con carta riciclata, realizzate dalle artiste creatrici dell’evento Sonia Quercia e Veronica Martino. 

I materiali utilizzati per realizzare gli abiti sono stati inusualmente prodotti legati al mondo della carta piegati ad arte

Quotidiani e tovaglie diventano protagonisti , imbastite, cucite e lavorate come se fossero vere stoffe

I LIBRI che si trasformano in  Volant non solo con materiali morbidi, ma anche con quelli più “rigidi”, come le pagine dei libri. creando due gonne dallo stile diverso, una dal carattere più rock, l’altra più delicato oltre a  più di trenta ventagli, una gonna dallo stile retrò, un abito fresco e leggero composto da fiori prima disegnati e poi ritagliati.

Non poteva mancare la carta da regalo che nonostante la sua delicatezza e fragilità, è stata imbastita e cucita

Passiamo ora alla carta da imballaggio, estremamente difficoltosa da lavorare per la sua “resistenza”, si è trasformata in un abito dalle linee morbide.

Nella fragilità della CARTA VELINA E CARTA CRESPA  prendono forma una gonna di carta crespa, un top e un abito da sera a balze.

Chiudiamo la sfilata come il Capo “di punta” per eccellenza  l’abito ARIANNA.

Un romantico abito da sposa composto da duemila peonie realizzate interamente a mano lavorando e modellando tovaglioli di carta…..

Proprio dal successo di critica e pubblico di  questo evento prende vita SOEVE , binomio creativo  formato da Sonia Quercia e Veronica Martino.

SOEVE è il risultato di idee e passioni condivise messe a servizio della creatività, miscelando  sostenibilità, moda e arte, lo scopo è quello di realizzare capi non solo da passerella, ma intesi come vere e proprie composizioni artistiche.

Sonia e Veronica stanno già lavorando alla realizzazione di abiti in plastica senza escludere la possibilità di un utilizzo di stoffe nel prossimo futuro.

Giuseppina Irene Groccia

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