close
Rubrica di Elisa Volta

BON TON BON TON A CURA DI ELISA VOLTA: Orrori da Buffet .

ELISA VOLTA
ELISA VOLTA

Se nella precedente rubrica abbiamo parlato del dress code adatto alla prima colazione in hotel, in questo nuovo appuntamento, vorrei esaminare quali sono i comportamenti corretti da assumere in tale circostanza.

Si tratta di attenzioni talvolta scontate, ma che evidentemente così scontate non sono, visto che vengono sistematicamente ignorate.

Puntualità.

L’accesso alla sala della prima colazione, è regolata da un orario stabilito dalla struttura.

Sarebbe buona norma rispettarlo e comunicare in anticipo l’eventuale necessità di consumare il pasto prima o dopo l’orario previsto.

La struttura cercherà sicuramente di venire incontro alle nostre esigenze, ma se questo non fosse possibile, non pretendiamolo con arroganza e ricorriamo (pagando un piccolo extra) alla scelta della prima colazione in camera oppure al bar dell’hotel, dove è possibile consumarla in qualsiasi orario.

Saluti.

Anche se ci siamo appena svegliati e non siamo molto predisposti alla conversazione, il saluto alle persone che ci accolgono è d’obbligo.

È inoltre educato rivolgere un “buongiorno” e sorridere alle persone sedute al tavolo accanto al nostro. Ho detto “buongiorno” e sorriso, non accessoriati con la storia della nostra vita né domande sulla loro.

Esistono infatti due categorie di persone che si aggirano tra i tavoli dell’appuntamento mattutino: chi vorrebbe restare aggrappato alla notte e per questo è di pessimo umore e trincerato nel mutismo, e chi squarcia il buio con la luce accecante del giorno del quale non vuole perdere un solo attimo (manco fosse l’ultimo!), di solito eccessivamente loquace.

La via di mezzo sarebbe la strada migliore.

Il buffet.

Ed eccoci ad affrontare ciò che più temo.

Cibi afferrati con le mani, ma ancor peggio, agguantati e nuovamente lasciati nel piatto comune, teste chine sui vassoi con capelli che lambiscono macedonie e candidi yogurt, bambini che tossiscono sui cornetti, mani posate sulla crosta della pagnotta da affettare…

Proporrei al riguardo, l’istituzione del “poliziotto di buffet” per vigilare sulle gravi infrazioni dei codici comportamentali, ma soprattutto igienici, perpetrati ai danni dei successivi ignari avventori.

Se accanto ai piatti di portata sono presenti pinze e posate, ci sarà un motivo. Il tovagliolo steso sulla pagnotta di pane da affettare, non serve a ripararla dal freddo, ma per posarci la mano e l’oggetto metallico adagiato sul piano non è un’opera surrealista, ma una pinza da adoperare per non sfregare le nostre dita sulla superficie dove poggerà la fetta di pane del successivo cliente.

I bambini dovrebbero recarsi al buffet accompagnati dai genitori che preleveranno dai vassoi ciò che i piccoli indicheranno (non “toccheranno”).

Pare scontato (o forse no…), ma quando la salute non è ottimale (presenza di tosse, raffreddore ecc…) è necessario tenersi lontani dal tavolo buffet.

Chiederemo ad un altro membro della famiglia o al personale, di portarci al tavolo ciò che desideriamo.

Rivolgiamoci sempre al personale di sala con gentilezza: la condizione di ospiti paganti, non autorizza la maleducazione.

 “Per favore” e “grazie” non vanno mai dimenticati.

Elisa Volta

2 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton

“Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi 

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo

Leave a Response