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Forte dei Marmi
Forte dei Marmi

E’ estate e il luogo è da sempre Forte dei Marmi

Ogni volta che la nazionale gioca appare come un rito , torniamo un po’ bambini, anche chi non ama il calcio si sente parte di un gruppo.

Le sedie messe a raggiera, un grande schermo, e tutto è pronto.

Il fischio di inizio e si parte, si parte per un viaggio breve , ma intenso, un viaggio in cui ogni minuto appare come un kilometro, un viaggio che ci porta lontano, anche se non ci stacchiamo dalla sedia.

In questi momenti la memoria torna inevitabilmente ai Mondiali dell’82, e al successo del 2006, in entrambi i casi avevamo bisogno di rinascere, e siamo rinati, e forse anche per questo siamo incollati ad uno schermo, per trovare in un successo calcistico il tassello che ci permetterà di ricominciare.

Pochi secondi e la nostra ITALIA, viene ferita, ma inspiegabilmente, sembra non sia accaduto nulla, la consapevolezza di essere più forti è comunque palpabile.

Trascorrono i minuti, tra un commento, un sorriso, una chiacchiera, c’è chi si alza per mangiare qualcosa, la tavola è stata preparata come fosse un buffet, dove ognuno si serve da solo,  decidendo arbitrariamente quando staccarsi dallo schermo.

Il padrone di casa, e la sua dolce metà sono solari e gentilissimi.

Gli amici di sempre diventano una squadra in cui ognuno ha un suo inconsapevole ruolo, chi critica, chi commenta, chi osserva in silenzio, chi scherza, chi smorza la tensione…

La nostra nazionale prende sempre più la situazione in pugno, e i volti tesi si rilassano quando arriva il pareggio, ma per tutti era solo questione di tempo.

Il calcio è notoriamente più vicino al Mondo maschile, ma la magia dei momenti importanti, rende tutti appassionati nello stesso modo, e allora osservi anche il gentil sesso, attento, teso, e proprio da loro arriva l’urlo più grande quando la missione è compiuta , siamo campioni d’Europa.

Una cena a casa di Amici che non dimenticherò

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