“L’uomo elegante è quello di cui non noti mai il vestito”
(William Somerset Maugham)
Come per l’eleganza, anche per le buone maniere vale lo stesso principio: se si notano, non sono buone maniere.
Non una posa per occasioni speciali, ma una rilassata consuetudine, uno stile di vita.
Ecco come vanno intese le buone maniere.
Se pensiamo di padroneggiare il tema sfoggiando diligentemente regole e regolette tirate fuori dal cappello come conigli… possiamo aspirare ad essere forse dei bravi cabarettisti, ma non delle persone educate.


Ci vuole consapevolezza, pratica e attenzione.
Ecco perché se vogliamo che il mondo recuperi valori quali: rispetto, tolleranza, altruismo, è fondamentale che determinati comportamenti vengano seguiti anche a casa, dove i bambini e i ragazzi ci osservano. Insegniamo loro il rispetto con l’esempio e non lasciamoci mai vincere dal “tanto non mi vede nessuno”!
Ma come agire praticamente?
Iniziando dalle piccole cose: anche tra le pareti domestiche, non lasciamoci andare all’uso di un linguaggio superficiale, o peggio, involgarito da parolacce e imprecazioni.
Nelle discussioni lasciamo spazio a tutti i pareri.



A tavola cerchiamo di mantenere delle regole di orari e di mansioni da svolgere tra i vari componenti della famiglia.
Evitiamo abbigliamento e atteggiamenti troppo trasandati; sulla sedia, ad esempio si sta seduti e non accovacciati e l’avambraccio sinistro non serve per “puntellare” la testa!

Cerchiamo di essere irremovibili: smartphone e tecnologia varia, non fanno parte della mise en place.
Evitiamo di “scaricare” alla rinfusa, sulla tavola, confezioni e oggetti vari.
Anche l’occhio vuole la sua parte e avere una tavola apparecchiata in modo gradevole e ordinato, aiuta a mantenere quella sensazione di armonia che predispone positivamente e allenta le tensioni accumulate durante la giornata.
Provare per credere!

2 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton



























