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LA STORIA DELL’ARTE LETTA CON GLI OCCHI DELLA LOOK MAKER RAFFAELA GALLINA.

RAFFAELA GALLINA
RAFFAELA GALLINA

Raffaela Gallina, nota Look maker, professionista da quasi 35 anni ed imprenditrice da 25 nel suo Salone di Bellezza “A Modo Mio” sito nella ridente Palmanova , cittadina storica friulana.

Lei, di professione, carpisce ed enfatizza ogni forma di bellezza ed in quest’occasione ha voluto fare un esperimento nuovo e costruttivo, mettendo in gioco le sue due passioni, il suo lavoro di consulente di immagine e l’arte della pittura,

Mi avventuro nuovamente nel nostro esperimento attraverso la leggenda, il metodo oggettivo della Consulenza d’Immagine; pillole storiche riguardanti il periodo analizzato, la mia professionalità e la passione per l’arte.

Prenderò in esame due dipinti di Raffaello Sanzio, grande pittore ed architetto italiano fra i più celebri del Rinascimento, nato ad Urbino nel 1483.

In particolare ammireremo Margherita Luti.

Sembra che lei, fosse figlia di un fornaio di Trastevere, per questo chiamata “Fornarina”, secondo ciò che ci è stato tramandato, amata e venerata da Raffaello Sanzio fino alla sua morte e, scelta come modella in tanti suoi dipinti.

Osserviamo quindi Margherita, nel dipinto “La Fornarina” ritratta intorno al 1520.

La donna, vista a 3/4, è rappresentata a seno nudo con il ventre coperto da un velo e da una sensazione di pudore, ma in realtà quel “vedo non vedo” attira proprio l’attenzione, su quello che sembra voler nascondere.

In testa porta un turbante di seta dorata a righe verdi e azzurre, fermato da una spilla con una perla pendente.

La nudità del mezzo busto le crea un diverso colorito al viso che il pittore, anche se all’epoca l’Armocromia non si conosceva come scienza, riesce a carpire e a trasmettere.

Il turbante che indossa è posizionato troppo indietro per creare un effetto ottico al viso, quindi i capelli risultano il parametro più vicino che ne determina la chiarezza e la temperatura, insieme all’occhio e al sopracciglio.

La sua Tipologia Cromatica potrebbe essere “Autunno” visto il sottotono dorato che l’artista sottolinea.

Capelli, sopracciglia e occhi di un castano scuro dorato, le guance con sfumature aranciate e le labbra di un corallo tenue, trasmettono luce all’incarnato.

Lei, risalta in tutta la sua luminosità, nonostante sia circondata dallo sfondo scuro dei cespugli, ma notiamo un colorito più caldo e dorato dell’avambraccio a contatto con il mantello rosso aranciato appoggiato sulle gambe piuttosto che l’incarnato più spento delle spalle che è circondato dal verde scuro freddo della vegetazione.

Oltre al turbante con la spilla, il bracciale con bordatura dorata che porta al braccio superiore è l’unico accessorio di ornamento della donna e delinea quasi un simbolo di appartenenza a Raffaello.

Il viso ed il collo appaiono più magri rispetto all’altro dipinto analizzato ritratto circa 4 anni prima, nel 1516.

“La Velata” sembrerebbe sempre Margherita, sia per la stessa posa a 3/4, sia per l’attenzione alla luminosità del tessuto dell’abito e la perfezione nei riflessi trasmessi dalla seta, che allo stesso gioiello che compare tra i capelli.

L’abbigliamento della modella diventa determinante per la trasformazione della chiarezza delle sue cromie, in particolare grazie al velo giallo dai riflessi dorati che schiarisce il colore dei capelli, del sopracciglio e dell’iride; il girocollo in ambra, assolutamente valorizzante, crea un effetto ottico accorciante del viso ovalizzandolo.

L’abito color avorio, impreziosito da drappeggi dorati contribuisce ad addolcire i suoi lineamenti rendendola meravigliosamente raffinata nella sua semplicità.

In questo ritratto la Tipologia Cromatica di Margherita è “Primavera”.

Il capello raccolto con il turbante nel primo quadro ed il velo nel secondo sono un dettaglio emblematico.

Le adolescenti, le giovani donne non fidanzate e le prostitute erano praticamente le uniche a potersi permettere il lusso dei capelli portati sciolti sulle spalle, le donne sposate invece dovevano avere il capo coperto.

Margherita per l’esattezza, rappresenterebbe una donna appena maritata perché non sembrerebbe avere rinunciato ai suoi lunghi capelli che venivano tagliati all’epoca, solo qualche anno dopo il matrimonio, per mantenere viva la passione del marito per un po’.

Una domanda mi sorge spontanea:”Margherita era una donna sposata o Raffaello voleva sentirla e raffigurarla come la sua donna, la sua sposa”?

Affascinante l’arte tra leggenda e verità…

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