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AINER – Associazione Italiana Neonati Reflussanti si e’ presentata al pubblico, l’1 marzo, con un cocktail tenutosi presso lo Studio legale Avv. Ermanno Cappa e Partners in Via Solferino.

AINER - Associazione Italiana Neonati Reflussanti

AINER è l’unica no profit italiana a sostegno di neonati, lattanti e infanti colpiti dalla malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) e dal disturbo del reflusso fisiologico (RGE).

L’associazione e’ stata ideata dall’avvocato Stefania Cappa, Procuratore Federale della Federazione Italiana Sport Invernali, con il marito Emanuele Arioldi Rizzoli quando non riuscivano a trovare la giusta terapia per il primogenito colpito da MRGE.

L’associazione, nata a settembre 2019, coinvolge ben 8.000 famiglie ed ha un Comitato Scientifico presieduto dal Prof. Claudio Romano, Presidente della Società Italiana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione pediatrica (SIGENP).

Fra le mission di AINER vi è quella di indirizzare le famiglie a medici specializzati sensibili alla cura della patologia in questione e fornire il giusto supporto morale alle famiglie.

Tra i Partners, Alce Nero e la casa farmaceutica Buona.

Presenti al cocktail, fra gli altri, Carlo Diana di Reset Gruop, le fondatrici del Policentro Pediatrico e Donna di Milano, Elisa e Francesca Sabbioni e Daniela Iavarone, la grande presidente degli Amici della Lirica.

www.ainer.it

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IN/FORMA a cura della Dott. GIULIA RUBETTI: Vegano, Mare e Terra i menu consigliati dalla Nutrizionista.

Dott. GIULIA RUBETTI

Mangiare sano e correttamente si può senza dover rinunciare a nulla, ma tenendo in considerazione i giusti consigli: ecco 3 suggerimenti della Dott.ssa Giulia Rubetti.

MENU VEGANO (quindi adatto anche a persone intolleranti al lattosio)

antipasto: polpettine di ceci su crema di zucca o asparagi/ polpettine di melanzane e patate con riduzione di pomodori secchi/finocchi gratinati

primo: ravioli zucca veg/millefoglie di pane carasau con verdure di stgaione

secondo: carpaccio di porcini con rucola/ melanzana panata con purè di legumi

dessert: sorbetto  senza zucchero dolcificato con stevia/ macedonia con gelato fiordisoia /semifreddo veg al pistacchio o caco/  gelato fiordisoia variegato al fico/ crostata veg con marmellata bio di…

MENU MARE  (adatto anche a persone intolleranti al glutine)

antipasto: polentine di grano saraceno con gambero e crema di porri/crema di zucca con con capasanta

primo: pizzoccheri con erbette e orata/raviolone di mare con ragu di verdure

secondo: filetto di san pietro con fiori di cavolo romanesco/ tartare di ricciola con asparagi

tutto accompagnato da insalatina fresca di radicchio rosso e verde biologico

dessert: sorbetto  senza zucchero dolcificato con stevia/ macedonia con gelato fiordisoia /semifreddo veg al pistacchio o caco/  gelato fiordisoia variegato al fico/ crostata veg con marmellata bio di…

MENU’ TERRA (ma non ricco di colesterolo)

antipasto: crema di zucca con cialda di grano saraceno e ricotta / asparagi vestiti di crudo toscano/polentine al ragù di verdure

primo: risotto con funghi locali/lasagnetta di asparagi e porcini

secondo: scaloppa con radicchio/ filetto di … con verdure di stagione al forno/radicchio verde e rosso bio

dessert: sorbetto  senza zucchero dolcificato con stevia/ macedonia con gelato fiordisoia /semifreddo veg al pistacchio o caco/  gelato fiordisoia variegato al fico/ crostata veg con marmellata bio di…

Dott.sa GIULIA RUBETTI

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IN/FORMA A CURA DELLA DOTT. GIULIA RUBETTI: PRODOTTI SENZA LATTOSIO? SOLO SE SI E’ VERAMENTE INTOLLERANTI!

GIULIA RUBETTI

Il lattosio è uno zucchero composto  a sua volta da altri due zuccheri: il galattosio e il glucosio. Per essere assimilato, il lattosio, deve prima  essere scisso da un enzima chiamato lattasi, che si trova nel nostro intestino.

Già dai primi anni di vita o avanzando con l’ età, è possibile che si vada incontro a una totale o parziale perdita di questo enzima e si va incontro a un’ intolleranza. Questo non riguarda assolutamente tutti gli individui.

In questo caso, dopo aver accertato il fenomeno con un esame medico (Breath test)  è necessario sospendere l’ assunzione di prodotti che lo contengono per non 

andare incontro a carenze nutrizionali date dal malassorbimento. I sintomi tipici di questo problema sono: reflusso gastroesofageo, meteorismo, dolori addominali, diarrea o al contrario costipazione.

Possono comparire tutti o solo alcuni. Il test delle intolleranze alimentari che propongono certi laboratori analisi o alcune farmacie, non sono validi.

I prodotti delattosati contengono solo tracce di lattosio, poichè durante la produzione industriale, lo zucchero viene digerito con la lattasi di sintesi, ovvero una copia del nostro enzima.

Non è assolutamente vero che i prodotti “Senza lattosio” hanno meno colesterolo o sono più leggeri dal punto di vista del contenuto di grassi e calorie. Anzi, il lattosio,

già pronto per essere assorbito, passerà più velocemente nel sangue generando picchi glicemici più alti.

Ed è per questo che il latte senza lattosio, sembra più dolce: perchè il lattosio è già trasformato in galattosio + glucosio.

Morale della favola: se non siete intolleranti, meglio la versione “Normale” dell’ alimento di quella “Senza lattosio”.

Oltre al latte, quali sono gli alimenti che possono contenere lattosio? 

Il lattosio si trova in tutti i derivati del latte animale, sia di mucca, capra, pecora, asina…

Quindi formaggi, ricotta, burro, panna e derivati vari.

Attenzione perciò a  pizza (mozzarella) , piadine,  torte salate, ravioli, dolci, gelati, pasticci, alcuni dolcificanti, sughi, zuppe pronte…

Come saperlo?

Basta leggere l’ elenco degli ingredienti. 

Ricordiamoci che, se non ci sono prodotti a base di latte, non c’è lattosio.

Esempio classico, il “Latte di soia, avena, riso ecc”, che non lo contengono in natura poichè di origine vegetale

Nota bene: l’ intolleranza non c’entra nulla con l’allergia.

Infatti quest’ ultima coinvolge il sistema immunitario e riguarda le proteine dell’ alimento. Nulla a che fare con la digestione. 

Quindi: si può essere intolleranti al lattosio ma non allergici.

Si può essere allergici al latte? Certo che si, ma solo alle sue proteine! 

Dott.sa GIULIA RUBETTI

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In/Forma a cura della Dott. Giulia Rubetti: IPERCOLESTEROLEMIA, STATINE E RISO ROSSO FERMENTATO. SIAMO SICURI CHE SIA LA SCELTA OTTIMALE ?

Giulia Rubetti

Sicuramente la parola “Ipercolesterolemia” non è nuova alle nostre orecchie. Il colesterolo alto  è una problematica molto diffusa nella popolazione. 

Avanzando con l’ età, l’ arrivo della menopausa per le donne,  uno stile di vita sedentario e una dieta sbilanciata, sono le cause principali di livelli di LDL (in gergo “Colesterolo cattivo”)  superiore a 100 mg/dl .

Per difendersi dal rischio di patologie cardiovascolari, vengono spesse prescritte le statine, farmaci che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue inibendone la sintesi.

Purtroppo però queste statine non sono da tutti ben tollerate e in linea generale consigliabili solo quando una dieta, anche molto restrittiva prescritta da uno specialista della nutrizione, non funziona.

Gli effetti collaterali delle statine infatti non sono da considerarsi del tutto innocui. Molte persone accusano dolori muscolari, crampi e/o parametri epatici alterati, in primis le transaminasi.

Tutti effetti reversibili nel momento in cui il farmaco viene sospeso o viene ridotto il dosaggio. In alternativa si provano integratori a base di riso rosso fermentato, il quale contiene statine di origine naturale.

Spesso sono più tollerate ma sono comunque da assumere sotto controllo medico, poichè sono comunque statine. 

Il consiglio che mi sento di dare è dunque quello di provare prima una dieta a ridotto contenuto di colesterolo prescritta da uno specialista.

Anche arrivando quasi ad azzerarne l’ introito se necessario. Se non bastasse, aggiungere alla dieta integratori di fibre solubili da assumere prima del pasto e/o steroli di origine vegetale.

Non dimenticarsi che l’ attività fisica, soprattutto aerobica come la corsa e una camminata sostenuta, sono di aiuto per alzare invece i livelli di HDL, in gergo “Colesterolo buono”.

Solo dopo aver provato queste opzioni e non aver ottenuto il risultato sperato, si valuterà con il medico la strada del farmaco.

Comprensibile che questo percorso non è sicuramente la strada più semplice e facile, ma la migliore per la vostra salute. 

A livello dietetico, bisogna ricordarsi che il colesterolo è solo nei cibi di origine animale.

Via libera a legumi, verdure, frutta e cereali. 

Tra i cibi più comuni sotto i riflettori invece ci sono i latticini, carne e salumi, grassi idrogenati, brodi di carne e pesce, gamberi.

Dott. Giulia Rubetti.

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Attualitàsalute

Giulia Rubetti, professione? Nutrizionista!

Giulia Rubetti

Intervistiamo volentieri la Dott.ssa Giulia Rubetti, Nutrizionista , per farci raccontare la sua professione. che assicuriamo, non è così scontato conoscere.

Che studi hai fatto ?

Ho preso la prima  laurea in biotecnologie a indirizzo medico nel 2012 e successivamente mi sono specializzata in nutrizione umana presso l’ università degli studi di Milano. In tutti e due i percorsi ho scelto di fare la tesi sperimentale.

La prima tesi riguardava un progetto di ricerca su cellule tumorali; l’ altra  è stata centrata su un protocollo ospedaliero disegnato da me inerente l’ obesità e il sovrappeso in età pediatrica.

Mi racconti il tuo percorso formativo come nutrizionista

Da sempre convinta che l’ educazione alimentare e quindi il mangiare sano siano una componente fondamentale per la prevenzione di molte patologie, ho sempre avuto un’ impronta volta all’ aspetto salutistico, soprattutto vedendo quanto stà aumentando l’ ossessione per il corpo a livello estetico. 

 Oltre alla tesi e ricerche effettuate durante l’ università , ho partecipato e tutt’ ora seguo corsi e congressi in cui si discute di alimentazione e la connessione con le varie patologie.

In particolare ho sempre prestato più dedizione ai disturbi gastrointestinali,  intolleranze, problematiche metaboliche (es. diabete, ipercolesterolemia, steatosi epatica … ), disturbi del peso e del comportamento alimentare. 

Visito in libera professione dal 2017 pazienti di tutte le età che non siano in fase di allattamento. 

Quando una persona deve rivolgersi a un nutrizionista ?

Imparare a mangiare bene è tutto di guadagnato. Fosse per me, bisognerebbe inserire l’ educazione alimentare come materia scolastica.

Il nutrimento è fondamentale per la nostra salute. Basti pensare a cosa succede se si fa un pieno di benzina a un’ automobile che va a diesel.

Mangiare in modo scorretto per lungo tempo, avrà sicuramente delle ripercussioni negative sul nostro organismo. Sicuramente l’ affiancamento di un nutrizionista comunque, diventa fondamentale quando si ha una patologia come il diabete, un’ intolleranza agli zuccheri, la steatosi epatica (comunemente “Fegato grasso”), ipertensione, ipercolesterolemia, sovrappeso e obesità, deficit della massa muscolare, problematiche renali, reflusso gastroesofageo e altri ancora .

La lista sarebbe davvero lunga.

Ma in soldoni la risposta sarebbe “Tutti”, per il semplice fatto che tutti mangiamo. La prima causa di morte in Italia è per problematica cardiovascolare.

L’ alimentazione gioca un ruolo di prevenzione e cura fondamentale. 

Cosa si può  aspettare un paziente dalla prima visita con te ?

Il mio obiettivo è ascoltare le problematiche della persona e capire con una serie di domande come si può svolgere un percorso personalizzato volto a migliorare lo stato di benessere della persona stessa. Spesso i pazienti arrivano preoccupati e imbarazzati.

Dopo circa 2 minuti iniziano ad aprirsi, raccontarsi e insieme si costruisce un percorso per risolvere l’ eventuale problematica e si costruisce insieme un piano nutrizionale sano che rispetti innanzitutto le abitudine e i gusti della persona. Il paziente deve percepire lo specialista come un complice,  una risorsa dal quale trarre beneficio.

E’ mio compito metterli  a proprio agio  e farli star bene.

Chiedo sempre delle analisi del sangue per valutare lo stato di salute della persona e poter effettuare un piano che tenga assolutamente dei parametri dell’ organismo.

Quali sono gli errori più comuni nell’ alimentazione italiana ?

In primis è la non presenza della verdura in tutti i pasti, pranzo e cena.

E’ fondamentale e la  frutta, la quale ha anche zuccheri, non la sostituisce. Ricordiamoci che le patate e i legumi non sono da considerarsi verdura.

Spesso viene fatto anche questo errore. 

Troppo diffusa l’ abitudine di utilizzare quotidianamente o quasi, cibi industriali pieni di sale o zuccheri: patatine, succhi di frutta, merendine, bibite, sostituti del pane ricchi di grassi e sale, affettati, pesci in scatola .

Mi ricordi un aneddoto che ricordi con il sorriso ?

Un bimbo dopo una visita si mise a sgridare la cuoca della mensa scolastica poiche’ era solita servire il bis a chi lo chiedeva, compreso lui.

Nessun richiamo della mamma fu efficace finche’ non intervenne in modo deciso Filippo, che tirò le orecchie al personale dicendo “La dottoressa ha detto che così in realtà non ci fate del bene”.

Da quel giorno furono seguite le regole e tutti i ragazzi della scuola nè ebbero beneficio.

Quali sono le domande più frequenti di chi si rivolge a te ?

Generalmente le persone che vedo vengono spontaneamente per perder alcuni chili di troppo e/o indirizzati dal medico per problemi epatici di ipercolesterolemia e diabete. 

Ho osservato negli ultimi periodi un forte incremento di persone che si rivolgono a me per problematiche gastrointestinali. I pazienti chiedono un aiuto per risolvere difficoltà digestive e di gonfiore addominale che causano disagi nella vita quotidiana.

Sicuramente in questo caso la domanda è: “Cosa devo e non devo mangiare per stare meglio?”.

Da qui, a seconda della problematica, si sviluppa un percorso volto  a risolvere o migliorare le condizioni del paziente. Quasi sempre  inevitabili  esami ematici o strumentali e quindi la collaborazione con il medico in questi casi, al fine di effettuare una corretta indagine.

Cosa non funziona nel sistema sanitario in Italia quando parliamo di nutrizione ?

Alcune patologie sono risolvibili con l’ alimentazione, non per forza con la cura farmacologica che tra l’ altro non va’ a eliminare il problema ma lo tiene solo sotto controllo.

Basti pensare al reflusso gastrico dovuto magari a un’ intolleranza al lattosio mai diagnosticata o a una lieve ipertensione che risponde in modo positivo a una dieta a ridotto contenuto di sodio. Vedo spesso pazienti diabetici che non sanno che le patate e il riso bianco sono quasi pari allo zucchero . 

Vorrei una sanità in cui medici e nutrizionisti possano lavorare insieme.

Vorrei vedere i nutrizionisti per i reparti delle cliniche. Vorrei che l’ educazione alimentare fosse alla portata di tutti e che ci fosse una buona campagna su quanto una sana alimentazione sia la base per la prevenzione di tante malattie.

Ci guadagneremmo tutti.

In cosa consiste una dieta drastica ?

Una dieta drastica è una dieta che non soddisfa o soddisfa al limite i fabbisogni nutrizionali dell’ organismo.

E’ un regime alimentare che ha ridotto drasticamente il contenuto di calorie. Spesso le diete drastiche vanno a ridurre se non quasi a eliminare il contenuto di zuccheri e grassi.

Queste diete vengono prescritte in pochi casi, generalmente per grandi obesi o persone in dialisi , ma in questo caso si vanno a ridurre le proteine . 

Generalmente le diete drastiche vengono associate ai fai da te tipici del pre-vacanza al mare o a un matrimonio per perdere peso velocissimamente. 

Regimi molto ristretti sono anche quelli che adottano le perone che soffrono di un disturbo alimentare come l’ anoressia, in cui il contenuto di calorie e carboidrati è sotto controllo maniacale.

Esiste un falso mito più comune che andrebbe sfatato in ambito nutrizionale ?

Sicuramente che per dimagrire non bisogna magiare un tipo di alimento o che in generale, si deve “Chiudere la bocca” per perdere peso.

Spero invece che ormai il  detto “Carne fa sangue” alludendo al fatto che chi non magia carne ha delle carenze sia seppellito. 

Cosa ti piace del tuo lavoro ?

Poter essere di aiuto. La cosa più bella e gratificante è ricevere il “Grazie” delle persone quando si sentono meglio e bene rispetto a prima. Il mio goal è migliorare la condizione di salute-benessere di chi ho davanti.

In molti confondono le varie figure: dietologo, dietista, nutrizionista. Puoi fare chiarezza a riguardo ?

Si certo. Il dietologo è un medico specializzato dietologia. Il dietista e il nutrizionista sono figure molto simili.

La figura del dietista appartiene alla classe di laurea triennale delle professioni sanitarie.

Questo fa si che il dietista può lavorare in una struttura ospedaliera convenzionata. Il titolo di nutrizionista si ottiene con una specializzazione (laurea magistrale).

Generalmente sono biologi o dietisti che prendono questo percorso.

Per un percorso nutrizionale volto al benessere generale consiglio di rivolgersi a un nutrizionista, sia dietista che biologo. 

Grazie per il tempo a noi dedicato

La foto di copertina è stata scattata al Grand Hotel Imperiale di Forte dei Marmi una delle strutture in cui la Dott.ssa Giulia Rubetti fa consulenza.

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AttualitàModasaluteSenza categoria

Cosa si nasconde dietro alle forbici di Marialuigia Minato.

Marialuigia Minato

Per un Hair stylist la parte più importante del corpo sono inevitabilmente le dita , è li che risiede il carisma di un artista della forbice come Marialuigia Minato, e pensare che una volta  i parrucchieri erano considerati poco più di niente, mentre oggi  molto è  affidato alla loro creatività per trasformare il look, e trovare il proprio stile e soprattutto il sorriso, perché piacersi è il primo tassello per affrontare al meglio la vita.

Uno dei punti di forza di Marialuigia  è il suo approccio innovativo e la naturale empatia che crea con chi decide di affidarsi a lei.

Riesce a comprendere sin da subito le necessità dei clienti, realizzando tagli appositamente studiati per esaltare la bellezza e la personalità di ciascuno, ma conditio sine qua non preservare la salute del capello.

La fantasia per un Hair styilist , sostiene Marialuigia ,non deve avere limiti.
Ma quello che realizza come taglio e colore, deve assolutamente  durare nel tempo per facilitare la gestione del capello nella vita di tutti i giorni.

Le piace dare un’attenzione particolare al taglio affinche tenga la sua forma anche quando il capello cresce.

E’ partita da zero, costruendo a poco a poco la sua reputazione e il giro di clienti .

Nasce da una famiglia di artisti, suo padre  antiquario , sua madre decoratrice, da loro  ha ereditato la passione per il bello.

Importantissimo per lei è la riservatezza, perché i veri protagonisti sono e devono rimanere  i clienti; lei preferisce restare dietro le quinte.

La predisposizione all’ascolto e l’attenzione verso il cliente è fondamentale , tanto quanto il non cercare di arrivare all’obiettivo più in fretta, ma di puntare alla perfezione quando si parla di taglio, perché quando dedichi attenzione e cura ad una persona, questo viene percepito ed apprezzato.

Per lei il  taglio è  la via maestra, ma subito dopo arriva  la colorazione che  spesso ha il compito di esaltarlo al meglio, ma senza esagerare , perché il capello va prima di tutto rispettato e poi curato laddove ce n’è sia necessità.

Per Marialuigia quando parliamo di taglio da una parte c’è la tecnica che si può apprendere e affinare nel tempo, dall’altra è fondamentale  una predisposizione caratteriale che ti spinge ad essere paziente e meticoloso e a comprendere le reali esigenze di chi ha di fronte ..
Per questo prima di prendere le forbici dedica molto tempo all’ascolto per capire quali sono i bisogni e i desideri dei clienti, tutto parte da li .

Ma il talento non basta  da solo,  frequentare l’Accademia Aldo Coppola di Milano che ancora oggi segue quando ci sono corsi di aggiornamento, le ha permesso di perfezionarsi e di rimanere sempre aggiornata.

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Modasalutespettacolo

Flavio, Hair Stylist, ti prende per la testa come nessuno fa!

flavio mammoletto

Un parrucchiere in primis cura, taglia i tuoi capelli ed è  è colui che ti consiglia il meglio! 

Il parrucchiere oggi hair stylist  è il professionista specializzato in taglio e piega, nell’acconciatura e nel trattamento dei capelli.

Empaticamente interpreta i desideri del cliente per consigliare lo styling e la colorazione più adatti e offre una consulenza qualificata per la salute e la bellezza dei capello.

Conosciamo meglio Flavio Mammoletto, ma tutti lo conoscono semplicemente come Flavio,,Hair styilist con una lunga carriera alle spalle che lo ha portato a collaborare con i più importanti eventi nazionali e internazionali legati al mondo della moda e non solo…

Lasciamo che sia lui a raccontarsi in questa breve intervista per Wl-Magazine

Quando hai capito che sarebbe diventato da passione a professione?

Non avendo la passione di studiare (come quasi tutti da piccoli) il mio desiderio era istruttore sportivo.

Ma prima avrei dovuto raggiungere un diploma a quel punto ho ripiegato

Qual è il cliente più difficile ?

Non ci sono clienti difficili o clienti facili. i clienti sono tutti importanti poi ci sono situazioni lavorative che possono essere invece più impegnative.

Un aneddoto che ricordi col sorriso ?

Ricordo con piacere un aneddoto durante Open on Ice a Verona dove ho conosciuto il tenore Enrique Ferrer Il quale non voleva che ritornassi a casa.

Un altro ricordo piacevole è stato quando ho preparato la Giulia Salemi nella famosa uscita sul Red Carpet della quale tutta Italia parlò.

E sicuramente anche l’esperienza bellissima dello scorso anno dove ho avuto l’onore di fare il Red Carpet a Venezia.

Che formazione hai avuto ?

Inizialmente l’ accademia nazionale acconciatori misti a Mestre per poi proseguire in vari stage e formazione con aziende e stilisti internazionali

Come selezioni i tuoi collaboratori?

Voglia di fare voglia di imparare ed empatia

Cosa chiede più spesso un cliente quando si rivolge a te ?

Chiedono attenzione gli in quel momento, e di conseguenza avere un giusto taglio un giusto colore un qualcosa che gli dia soddisfazione

Grazie per il tempo a noi dedicato

NELLE MANI GIUSTE

392 033 3960

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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AttualitàModasalute

Marialuigia Minato, professione Hair stylist.

Marialuigia Minato

Appartiene ad  una famiglia di artisti, suo padre era un noto antiquario di Asolo che con il suo talento sapeva trasformare oggetti antichi in capolavori di estrema bellezza.

Il restauro è l’arte legata al ridare la giusta luce a qualcosa che il tempo ha contribuito a rovinare , e  a ben vedere , fondamentalmente è quello che un Hair stylist fa con un suo cliente ..

Sua madre è una decoratrice su vasellame e tessuto.

Decorare un oggetto significa avere padronanza del colore, delle sfumature e dare libero sfogo alla creatività…

Da loro ha ereditato la passione per il bello e da questa sua passione innata è scaturito il suo personale percorso artistico ..

Conosciamo meglio Marialuigia Minato Hair stylist

Qual è il cliente più difficile?

Il cliente più difficile da trattare è quello che vuole un cambio di colore drastico in poco tempo, trascurando la salute del capello

Un aneddoto che ricordi col sorriso?

L’ incontro con Roberto Farruggia per essersi congratulato con me lodando il talento e le mie capacità.

Che formazione hai avuto?

Ho lavorato in diversi saloni di parrucchiera acquisendo diverse competenze nell’ambito professionale. 

L’arte vera e propria di trattare il capello la ho acquisita frequentando l’Accademia Aldo Coppola di Milano.

Ancora oggi sto frequentando i corsi che mi vengono proposti.

Un hair stylist, è diverso dal classico parrucchiere, infatti si tratta di una figura professionale dotata di ottime qualità sia pratiche, sia teoriche, in quanto ha la facoltà di tenersi sempre aggiornato sulle ultime tendenze, per quanto concerne i tagli più glamour.

Il culto della bellezza è cambiato, forse merito della televisione, dei media e di internet, che ha trasformato il semplice parrucchiere  in un vero e proprio consulente di bellezza.

Se prima le signore andavano dal parrucchiere per fare la piega, oggi vanno dall’ hair stylist per ottenere un know-how tecnico fatto di trattamenti su misura.

E conoscere le ultime tendenze del mondo della moda e del beauty.

Le caratteristiche che non devono mancare in un Hair Stylist sono:

  • capacità di ascolto
  • creatività
  • fantasia
  • senso dell’estetica
  • propensione all’attività di impresa

Conditio sine qua non da non sotto valutare:

Deve instaurare con la propria clientela un rapporto di massima fiducia ma anche di massima riservatezza

In conclusione, l’ hair stylist è una figura di riferimento che ci permette di stare bene e questo basta a rendere di buon umore!

Marialuigia Minato Selezionata da Tiziana Noia ideatrice dell’evento e Flavio Barbiere Hair stylist internazionale e resposabile reparto “Trucco & Parrucco” dell’evento

sarà presente alla quarta edizione Paillettes Sorridenti a Jesolo sabato 18 Settembre 2021.

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Covid: nasce Mitiga, la rivoluzione in un’App tutta italiana

App Mitiga

Mitiga ,start up rivoluzionaria –tutta italiana ,la prima APP che consentirà di partecipare agli eventi pubblici in sicurezza e che sarà attiva dalla prossima settimana. ( 18 / 23 Gennaio 2021)

L’obiettivo è quello di portare questa innovazione in tutta Italia, per rendere i luoghi di aggregazione più controllati e sicuri ( Università, scuole, stadi , musei , cinema , teatri , palestre , ristoranti, centri commerciali ecc).

Grazie all’APP  Mitiga sarà possibile identificare lo stato di negatività dell’utente in relazione al virus Covid 19 mettendone in evidenza l’eventuale vaccinazione o i risultati di un test rapido o molecolare, tramite scansione di QR Code.

Come funziona?

Farmacie o laboratori di analisi convenzionati e gli stessi cittadini avranno la possibilità ,una volta effettuata la vaccinazione o il test molecolare o antigenico rapido di registrare il risultato negativo sulla piattaforma di Mitiga. Il sistema automaticamente genererà un QR CODE identificativo.

Semplice no ?

Con questo sistema si potrà accedere nei luoghi più a rischio di contagio con maggiore tranquillità e controllo e senza il vincolo di portare con se tessere o certificati. Se siete curiosi date un’occhiata al sito

www.mitigaitalia.com

Articolo segnalato da www.beatricegiglicommunication.com —

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Manuela Mapelli, Nutrizionista

Manuela Mapelli

Manuela Mapelli laureta in Scienze dell’Alimentazione a Milano nel febbraio 2010 ed ha proseguito con la specializzazione magistrale in Biologia Applicata alle Scienze della Nutrizione, laureandosi a pieni voti presso la facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università Statale di Milano nel dicembre 2011.

Specializzata nei Disturbi del Comportamento Alimentare presso l’unità di Psichiatria dell’Ospedale San Raffaele Turro di Milano, facendo uno studio intitolato: Biologia Fisiologia Modellistica della Nutrizione Umana in soggetti con DCA”, oggetto di tesi.

www.manuelamapellinutrizionista.it

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