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Il nuovo EP di Julinko “No Destroyer”

Julinko

La cantante e chitarrista Julinko, torna con un nuovo EP registrato in isolamento in una casa tra i boschi del Nord Italia: “No Destroyer”

In bilico costante tra suoni oscuri e filtrati che si muovono tra psych doom, dark/ambient folk e atmosfere nebbiose.

Nel 2019 ha pubblicato l’album Nèktar, uscito per Toten Schwan Records e Stoned To Death Records con una formazione in trio.

Nel nuovo EP  No Destroyer, in uscita in digitale e in edizione limitata in CD e cassetta per le etichette DioDroneGhost City CollectiveDischi Devastanti Sulla Faccia, Julinko intraprende un viaggio isolazionista, riflettendo e rispondendo alla condizione esistenziale originata da una “nuova normalità”, lo scenario contemporaneo in cui siamo intervenuti dopo la crisi pandemica.

Il videoclip della title-track, dove vediamo un ritratto del musicista realizzato dall’artista Linda Zen animato dalla videomaker Elisetta Jomodoro accompagna l’uscita dell’album.

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Musicaspettacolo

le discoteche sono una cosa seria

maurizio pasca

Le discoteche sono chiuse da quasi un anno, a parte una breve parentesi estiva.

Nonostante ciò ogni fine
settimana si parla di assembramenti nei locali, balli e feste come se le discoteche fossero sempre aperte.
“Assembramenti, risse, balli e feste si svolgono nella più totale illegalità o in una torbida zona franca –
sottolinea Maurizio Pasca, il Presidente di SILB-Fipe, Il Sindacato Italiano dei Locali da Ballo, la più
importante associazione italiana di categoria e che raduna il 90% delle imprese del comparto censite dalla
Camera di Commercio – e in ogni caso in realtà che non hanno o non utilizzano la licenza da ballo”.
“Purtroppo si sta verificando quello che avevamo previsto da subito – prosegue Pasca – Ovvero il proliferare
di raduni che sfuggono ad ogni forma di legalità. Capiamo la disperazione dei titolari di tanti locali che non
sono discoteche, ma la nostra linea è quella del rispetto rigoroso delle regole, perché siamo imprenditori e
come tali ci comportiamo. Le discoteche sono una cosa seria”.
“Che cosa chiediamo?

Alle Istituzioni aiuti concreti, nelle modalità che abbiamo già avuto modo di proporre e che in parte sono stati recepiti dai Ministeri e dalle Regioni: con entrambi il nostro dialogo è costante e il
confronto non è mai venuto meno. Ai media di non banalizzare sempre e comunque certi argomenti, è
davvero anacronistico parlare di movida e associarla alle discoteche che – ribadisco – sono di fatto chiuse da fine febbraio”.
“Che rischi corriamo?

Di questo passo almeno metà delle discoteche spariranno dalla circolazione, nella
migliore delle ipotesi diventeranno parcheggi, mobilifici, show-room, centri commerciali. Nella peggiore delle ipotesi diventeranno facile preda della malavita”
.
Il Silb si batte da sempre per un divertimento sano, intelligente e consapevole, con la massima attenzione e
collaborazione con enti e associazioni allineati a questa rigorosa linea di pensiero come l’associazione Cogeu, nata dopo la tragedia della Lanterna Azzurra di Corinaldo del 2018, per tutelare un divertimento in sicurezza dei ragazzi che frequentano le discoteche.
“L’associazione si caratterizza per l’apertura ai ragazzi a partire dai 15 anni, per la loro presenza all’interno
del direttivo e per il forte impegno che ha portato alla stesura del Manifesto del divertimento in sicurezza,
incentrato su otto punti rivolti sia al gestore del locale e sia al ragazzo che frequenta le discoteche, facendo
così nascere una sorta di patto di corresponsabilità – afferma Luigina Bucci, la Presidente di Cogeu – In
quest’ottica auspichiamo l’apertura di un tavolo di lavoro insieme alle Istituzioni e alle associazioni di
categoria, pronti a raccogliere l’invito in tal senso ricevuto dal Presidente del SILB-Fipe Maurizio Pasca”.
www.silb.it

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AttualitàMusica

Home concerts : spazi per la musica attualmente scorretti

isabella longo

 Con la chiusura dei  teatri e delle sale da concerto la seconda ondata della pandemia  ha messo in ginocchio  anche la  musica dal vivo. A poco è valso lo sforzo  delle istituzioni musicali che  nell’estate 2020 hanno cercato di proseguire nella realizzazione della stagione concertistica. A nulla è servito osservare ferree regole per il distanziamento, riducendo l’organico e adattando il repertorio al numero di musicisti consentito dalle regole per  la sicurezza sanitaria.   

Non solo i musicisti , ma anche il loro pubblico affezionato spera in tempi migliori. Ci sono però  diversi spazi  dove   si  potrà riprendere a suonare e ad ascoltare musica, non solo negli auditorium o i  teatri lirici. Già da diverso tempo prima dell’emergenza sanitaria è entrato in voga  l’utilizzo di  luoghi non convenzionali:  case private, dimore storiche, magazzini e musei.   I luoghi  alterativi per la musica, ossia spazi  spesso ristretti   e per la maggior parte privati, sono purtroppo ancor  meno  indicati per garantire un distanziamento sociale. Ma  proprio  per questo  vogliamo sperare e vagare con la fantasia, perché rimane in sospeso un sogno che molti musicisti e amanti della musica  potranno cullare in questo periodo di  necessaria  e diffusa rinuncia ai contatti umani: la ripresa della musica e della socialità  in spazi conviviali.  Soprattutto nelle case, attualmente uno dei primi luoghi di contagio.

 Gli home concerts   permettono un contatto molto più diretto e informale tra musicista e pubblico, a tutto vantaggio   dell’esperienza musicale.  Il musicista sul palco di un auditorium, di un teatro lirico o di un grande teatro all’aperto  non ha modo di conoscere direttamente il proprio pubblico, se non attraverso l’intensità degli applausi o la richiesta di bis.  Un’altra esperienza è quella dell’artista  che si esibisce in un luogo privato o comunque in spazi più ridotti  o più informali e gode anche di momenti conviviali  in cui avviene uno scambio di opinioni, magari   sorseggiando un calice  di vino.

La scelta di piccoli ambienti privati per l’esecuzione di concerti  non è un’esperienza nuova.  Nuove sono le modalità di promozione, mutate grazie all’era digitale. I cosiddetti home concerts, concerti in case private, ricalcano in realtà una tradizione dell’Ottocento, diffusa soprattutto in Germania nelle sue due forme: la Hausmusik, con cui s’intendeva la musica amatoriale praticata in famiglia  o tra amici, e la Salonmusik,  concerti privati eseguiti a scopo di autoaffermazione sociale nelle case della buona borghesia dell’Ottocento  in Europa,  con un repertorio  meno intimista e  più brillante, principalmente eseguito al pianoforte o da cantanti. Numerosi sono gli esempi anche nel resto d’Europa.  

Il    recente risveglio di questa tradizione  avviene in molti luoghi d’Italia, anche grazie alla dimore storiche.  Ne è l’esempio  Padova,  città da sempre attenta al mondo della musica.

Vittoria Nalin, proprietaria di un palazzo nel centro  storico di Padova, ha ideato l’evento “Metti una sera a cena… ”, una serie di performance pianistiche eseguite dal Maestro Giacomo Dalla Libera e di concerti di canto e pianoforte abbinati a cene con menu a tema.  

Il  sassofonista Enrico Marchioro è invece l’ideatore del progetto Fuori luogo, dedicato all’arte in spazi non convenzionali e finanziato dalla Fondazione Cariparo

Prevede la creazione di un portale – www.hostart.it  – che promuove   eventi in case e  in luoghi non solitamente adibiti a concerti, senza l’assenza di intermediari tra il musicista e il padrone di casa. Anche in questo caso la home music è la principale fonte d’ispirazione , nella speranza di ridare vita a una scena underground molto penalizzata nel nostro paese.   

 Sempre  a Padova è  nato nel novembre 2018  Barcoteatro, uno spazio multifunzionale  all’interno  della  barchessa di Villa Tron, ideato dalla  coppia di architetti Antonio Susani e Federica Pocaterra. Qui l’associazione musicale MoMùs-MoreMusic, presieduta dal chitarrista Giacomo Susani, si è unita con l’associazione culturale On Off Spazio Aperto, promotrice di attività teatrali. Il momento più aggregativo degli eventi organizzati in Barco Teatro è l’aperitivo del dopo-concerto,  momento d’incontro del tutto informale con il musicista per uno scambio di opinioni in totale relax.

Uno dei più celebri esempi di concerti non convenzionali, che oggi potremmo definire per la complessità  dell’osservanza del distanziamento sociale eventi  “diversamente corretti”   è l’evento Piano City Milano, un format ideato dal pianista e performer berlinese Andreas Kern, realizzato per la prima volta a Berlino nel 2011. Si tratta di un insieme di concerti e performance pianistiche che coinvolgono ogni anno in Europa centinaia di abitazioni e spazi privati e pubblici e altrettanti pianisti, amatori, studenti e professionisti.  

Certamente non tutte queste forme alternative di concerti, se dovremo ancora essere cauti,  potranno garantire un corretto distanziamento. Saranno probabilmente le ultime a riprendere dopo la pandemia  e dovranno essere opportunamente organizzate  per un pubblico in alcuni casi molto ristretto. Tuttavia,  insieme alle citate  esperienze padovane, anche  la kermesse milanese Piano  City   ci fa riflettere  sul valore di  un approccio più intimo o non convenzionale alla musica, una chiave vincente per il mondo musicale,  unito al bisogno di socialità.

Articolo scritto da Isabella Longo per @radio wellness, ricondiviso dalla redazione di www.wl-magazine.it Conduttrice Trasmissione radiofonica “Musica senza confini” su Radio wellness

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Musica e Pandemia Il messaggio di Beethoven

beethoven
Nel  2020, anno che ormai volge alla fine e che ha stravolto le nostre vite, ricorrono  i 250 anni dalla nascita di Ludwig Van Beethoven.  Le  celebrazioni programmate in tutto il mondo  sono avvenute  in versione ridotta a causa della  pandemia, ma gli enti lirici e le orchestre hanno fatto il possibile perché l’anniversario del  grande genio della musica  non passasse inosservato. Ed è  proprio  l’esempio di  questa   titanica figura  di riferimento per la musica classica  a indicarci  oggi la via verso l’ottimismo,  in un periodo buio per tutti. Dal dramma della sordità alla maturità creativa Noto anche per  la  grave forma di  sordità che negli ultimi 25 anni  lo isolò dalla  vita sociale, tanto da essere creduto  un misantropo, il compositore tedesco ha molto da insegnarci,  grazie la sua capacità di risollevarsi  da una malattia   inaccettabile per un musicista.  Nonostante  la crisi fisica    esplosa nel 1802,  a cui si aggiunse una  profonda delusione amorosa,  Beethoven   ebbe il  coraggio di  compiere una svolta.  Consapevole che la sua infermità  avrebbe definitivamente distrutto la sua carriera pubblica di pianista,   abbandonò i tormenti e l’idea  del  suicidio, dedicandosi con nuovo slancio alla composizione. In una lettera del 1802 indirizzata ai fratelli, nota come il “Testamento di Heligenstadt”,  confessa: “Tali esperienze mi hanno portato sull’orlo della disperazione e poco è mancato che non ponessi fine alla mia vita – La mia arte, soltanto essa mi ha trattenuto. Ah, mi sembrava impossibile abbandonare questo mondo, prima di avere creato tutte quelle opere che sentivo l’imperioso bisogno di comporre”. 

E’ interessante cogliere l’evoluzione della sua attività di compositore verso opere sempre più  complesse ma anche brillanti. Oltre alle  sinfonie, di cui ben sette nacquero in una condizione di completa sordità  e di cui la quinta  e la nona  rimangono le più celebri,  creò   innumerevoli  composizioni per orchestra, per musica da camera, marce militari e tanto altro ancora, ricordando  in particolare la letteratura pianistica.  All’epoca del suo dramma personale  Beethoven aveva già raggiunto una notevole maturità artistica sia come virtuoso del pianoforte che come compositore, ma, dopo il 1802  ci ha regalato  altrettante pagine memorabili  che culminano  con la sua ultima sonata, la  n. 32 opera 111, nota anche come la “sonata  del boogie woogie”.

  ( selezionare al minuto 6:55) La modernità del  ritmo  presente  nel  secondo tempo, ovvero in alcune battute dell’ ”Arietta”, riesce a sorprendere anche l’ascoltatore  più profano.

L’invito alla gioia e alla creatività

Chi non  è in grado di riconoscere  le note dell’Inno Europeo?  

Lo suonano i bambini con il flauto alle  scuole medie, lo sentiamo alla  TV  in occasione di  eventi sportivi.  E’ l’ Inno alla gioia, la parte  corale  che chiude la  Nona  Sinfonia, l’ultima  composizione di Beethoven a cui lavorò tutta la vita. Il testo è del  poeta tedesco  Friedrich Schiller,  e descrive l’ideale tipicamente romantico di una società di uomini egualmente legati tra loro da vincoli di gioia e amicizia universale.  Un ideale  che  in questo momento  ci  appare   inconciliabile  con  l’odio e i conflitti generati  dall’incertezza e dalla paura generalizzata.   

Beethoven tuttavia, in un momento di diffuso senso di angoscia,  è forse l’esempio più avvincente  di quella che oggi amiamo definire e lodare come  resilienza  ed è al tempo stesso l’incarnazione della  filantropia e della forza morale, per la sua ostinazione nel non voler privare l’umanità  del suo talento.

Oggi è il compositore del passato  di cui  anche chi non  conosce e non ascolta la musica classica è in grado di riconoscere le melodie più celebri, presenti perfino nelle suonerie dei cellulari. Le sue  composizioni  sono entrate a far parte del cinema; sono oltre duecentosettanta le pellicole che hanno utilizzato la sua musica. L’esempio più noto è probabilmente in Arancia meccanica di Stanley Kubrick (1971)

e  memorabili sono  i film d’animazione di Walt Disney, Fantasia (1940) e Fantasia 2000, che utilizzano rispettivamente la Sinfonia Pastorale n. 6

e la Sinfonia n.5.

Quest’ultima  è stata  anche arrangiata da Walter Murphy  in versione  disco music  per la colonna sonora della Febbre del Sabato sera.

Certamente Beethoven non avrebbe mai immaginato tutto questo.  Eppure la sua tenacia creativa  e la sua modernità  rimangono un esempio in questo momento di isolamento generalizzato e di pausa forzata.  Ne può nascere per i musicisti  lo stimolo a ideare nuovi progetti, comporre nuova musica, migliorare la propria tecnica.

Ma, soprattutto in questo tempo così doloroso per tutti, ci arriva  con prepotenza il  messaggio dell’importanza dell’arte  come risorsa per la società, e aspetto irrinunciabile dell’esistenza  umana. E’ solamente  con l’arte in tutte le sue forme, soprattutto  con la musica  in quanto espressione più pura della sfera emotiva, che  si può pensare tutti insieme di ritornare a sperare  in un futuro migliore.

Articolo scritto da Isabella Longo

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Musica

Luca Jurman, Gigi Cifarelli e Antonio Farao, Natale in Musica

Luca Jurman

Luca Jurman – cantante solista e vocalist, musicista, arrangiatore, produttore, attore ed insegnante di canto, può bastare ?

Non è solito promuovere i suoi  dischi , infatti litiga e discute  spesso  con management, etichetta, etc etc), ma considerato la situazione , la mancanza di  concerti e le evidenti difficoltà che sta vivendo il Mondo della Musica , per questo NATALE” sui generis , ha deciso di farlo condividendo le emozioni indimenticabili nel aver cantato con due grandi amici ma soprattutto  musicisti unici al Mondo!

Jazz for Christmas (feat. Antonio Faraò) –

EP di Luca Jurman CLIKKA PER acquistare

Jazz for Christmas

Jazz for Christmas, Vol. 2 (feat. Gigi Cifarelli) –

EP di Luca Jurman CLIKKA PER acquistare

Jazz for Christmas, Vol. 2

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AttualitàIntervisteMusicaspettacolo

Rachele Laro: la Danza nell’Anima…

rachele laro

Rachele Laro è giovanissima, nata in una famiglia di musicisti da due generazioni, ha scelto di trasformare la musica in movimento, il talento, una fortissima volontà e il sacrificio sono i suoi inseparabili compagni di vita per raggiungere il suo obbiettivo ed eccellere nel mondo della Danza.

Per conoscerla meglio, abbiamo fatto a Rachele qualche domanda, lasciando a lei il compito di raccontarsi:

Il primo incontro con la danza?

Il mio primo incontro con la danza è avvenuto quando ero molto piccola e ballavo sulle note delle canzoni e i brani che i miei genitori ascoltavano . Ho sempre visto la musica come un modo di esprimersi e chi lo fa meglio se non i bambini?

Quando hai deciso che sarebbe diventata parte integrante della tua vita?

All’inizio per me era una passione, ma poi ho capito che sarebbe stato il motivo per cui amo la vita e svegliarmi pensando che un giorno potrò realizzare i miei sogni con tutto lo studio e la fatica che sto facendo, mi fa venire ancora più voglia di continuare e non mollare.

Mi descrivi una tua giornata tipo? 

Solitamente mi sveglio alle 6:30 e mi preparo per andare a scuola , faccio colazione , sistemo la camera e vado a scuola fino alle due. Dopodiché torno in internato e pranzo, successivamente mi preparo per  andare a danza e inizio a scaldarmi per la lezione. 

Alle quattro inizio la lezione fino alle sei, successivamente torno in camera e continua a provare le correzioni, oppure mi rilasso. Poi faccio i compiti e studio, infine ceno e dormo.

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Un aneddoto che ricordo con molta felicità è quando partecipai alla trasmissione televisiva Kids’ Got talent nel 2016 con Claudio Bisio. 

Lo staff mi organizzò una stupenda sorpresa: incontrare la grande ballerina Carla Fracci

Per me fu un’emozione indescrivibile perché la signora Fracci è un mio idolo e ho molta stima nei suoi confronti, penso che sia una magnifica ballerina e donna, una signora con un’anima pura .

Per me incontrarla è stato molto importante ed emozionante e ricorderò sempre le belle parole che mi disse , tra le quali “studiare con i migliori insegnanti e non mollare mai” , il mio motto , qualunque cosa accada.  Io non mollerò!

Se potessi ballare con un grande del passato con vorresti ballare?

Se potessi ballare con un grande del passato , probabilmente amerei danzare con Rudolf Nureyev . Perché? Perché quando lo vedo danzare mi emoziono e vedo la sua anima . Sembra una cosa strana , ma secondo me la cosa più importante in un ballerino è ciò che condivide e cosa lascia al pubblico , come si presenta e come riesce ad emozionare , tutto il resto è secondario .

Moderna o classica?

Non posso scegliere, la danza è composta da milioni di sfumature , quindi tecniche , stili … penso che con la danza classica sia più difficile trasmettere certe emozioni, che con la danza contemporanea e grazie all’improvvisazione escono più facilmente . È un mondo troppo vasto per scegliere solo una cosa . Un vero danzatore riesce a trasmettere delle vere emozioni, qualunque sia lo stile che sta ballando, questo è ciò a cui io aspiro di riuscire a fare.

Cos’ è per me la danza

Danza per me è vita . È un modo di smettere di pensare e di ascoltare il cuore. Quando danzo il mondo si ferma e ci sono solo io ad emozionare . Danza è tecnica , tanti sacrifici e tante lacrime . Danza è rispetto , disciplina , gioia e condivisione . È un mondo in cui impari tanto, non solo per fare il danzatore , la danza è una scuola di vita . 

È un mondo serio , in cui , se vuoi che faccia parte del tuo futuro , non esiste “non ce la faccio” , per me è sempre “posso fare meglio” . È una buona cosa , ma spesso non mi rendo conto di fare qualcosa che non tutti farebbero . Ci sarà un giorno in cui , se continuo come sto facendo , e sicuramente farò , sarò fiera di me.  

Intanto meglio continuare a studiare

Grazie per la tua disponibilità e il tuo tempo Rachele

Intervista in collaborazione con Mood Officina di Idee

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Beatrice Gigli ha detto “IO CI SONO”

beatrice gigli

Beatrice Gigli founder e chief manager della Beatrice Gigli Communication e Direttrice di OFF ha aderito alla campagna :

“Io ci sono” patrocinato dalle aziende Venete Gpi Group e Duetti Packaging che in un momento storico così difficile per il nostro paese, hanno deciso di promuovere una campagna per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica nei confronti di settori che soffrono più di altri.

Da qui nasce: “Io ci sono” L’Industria per l’Arte e per la Musica

Il progetto Io ci sono, partito nel mese di novembre, ha lo scopo di dare visibilità alle categorie artistiche, oggi particolarmente penalizzate, prendendo non solo in considerazione i gruppi musicali, fotografi, artisti, stilisti, designer, modelli e modelle, ma anche il mondo legato allo spettacolo e al backstage.

I dettagli della campagna li potete trovare consultando la pagina FaceBook dedicata all’iniziativa

IO CI SONO

Molti sono i professionisti che hanno già aderito all’iniziativa, per essere presenti è basta rispondere a 2 semplici domande “inviandole via messenger.

COS’E’ PER TE LA MUSCA? E COS’E’ PER L’ARTE ? ,

ed ecco le risposte di Beatrice Gigli

PH di Carlo Giacomazza

Cos’è per me l’arte
Amo l’arte in tutte le sue forme perché è la capacità espressiva dell’uomo.
Pittori, scultori, stilisti, ma anche direttori di aziende, di teatri, attori, chef, etc etc.
Tutte le idee che diventano azioni sono una forma d’arte.

Cos’è per me la musica.
Non immagino un solo giorno della mia vita senza musica.
La musica mi ispira continuamente, mi risolleva da momenti difficili e da mi da adrenalina per affrontare quelli impegnativi.
La musica è vitale per il mio umore e per il mio lavor
o

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AttualitàMusica

30 Novembre :“Questa sono io”, primo Album della cantautrice Greta Lamay, su tutte le piattaforme musicali.

Greta Lamay


Il 30 di novembre, per il 20esimo compleanno della giovane cantautrice Greta Lamay esce il suo album ‘questa sono io’ su tutti i digital store. 

Le copie fisiche del cd autografate uscite sul mercato il primo di settembre. sono terminate velocemente . Dal 3oggi sarà possibile scaricare tutti e 9 i brani dell’album comodamente da tutte le piattaforme.

9 brani che raccontano le diverse sfaccettature del carattere di Greta e che passano dalle ballate a pezzi più rock per poi passare al pop e al rap..
Indice dell’album: 

01- questa sono io

02- a parte te 

03- il buio delle fragilità 

04- Dubai 

05- non è da me 

06- one day 

07- rosa 

08- fuori di me 

09- così distanti 


Ringraziamenti:

Etichetta discografica Out Recording studio del produttore Ezio Paloschi,

Collaboratore Regi Kaltani e al chitarrista Luciano D’Addetta.

Sponsor “Jes – il social delle emozioni” di Giorgio Bonaita e Stefano Piavani,

Make up Artist Francesco Plebani

Management, Altin Lamaj Management

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AttualitàMusica

Cuore per il cuore – per Iwonka, un progetto discografico per salvare una vita, quella della piccola Iwona.

Cuore per il cuore - per Iwonka

Viene dalla Polonia questo progetto patrocinato anche dalla  redazione flesz.news.

Si tratta di una compilation creata ad hoc per una raccolta fondi destinata a Iwona Glazer.

Iwona è una donna polacca affetta da cifoscoliosi toraco-lombare che sta progredendo, “muoversi e svolgere le attività quotidiane sono per lei un enorme problema.

“Ho bisogno di ossigenoterapia 24 ore su 24 con ventilatore e concentratore di ossigeno”

 scrive lei in una lettera.

Ha bisogno urgente di un’operazione negli Stati Uniti molto costosa e per questo molti artisti polacchi e non solo si sono mobilitati per questa nobile causa tra cui anche dei nostri connazionali: partiamo con il soprano Dominika Zamara polacca ma italiana di adozione,

spesso e volentieri ospite nelle nostre pagine, il tenore Roberto Cresca, Franco Dani attore e cantante, entrambi di Roma, il baritono Massimiliano Fichera di Torino e  la cantante Lucilla Scarsella da Pontecorvo.

Gli artisti che hanno aderito a questa nobile causa sono attori e cantanti d’opera e operetta e musicisti pop..

L’uscita della compilation è prevista tra dicembre e gennaio in 2 CD digipak, sarà distribuito su allegro.pl e altri portali Internet.

L’ideatore e l’organizzatore del progetto “Cuore per il Cuore per Iwonka” é Krzysztof Rydzelewski e Michał Baran responsabile del design grafico.

L’elenco completo degli artisti partecipanti:

Grażyna Szapołowska, Irena Santon Grażyna Brzezińska, Izabela Trojanowska, Aneta Skarżyski, Ich troje, Anna Mikołajczyk, Lidia Kopania, Krystyna Tkacz, Cecylia Steczkowska, Golec uOrkiestra, Justyna Makowska, Anna Świątczak,Bogusława Morka, Dominika Zamara, Roberto Cresca, Massimiliano Fichera, Franco Dani, Dorota Wasilewska, Zespół „KaDar”, Danuta Stakiewicz, Krzysztof Antkowiak, Iwona Węgrowska, Daria Adamczewska, Maja Kapłon, Iwona Manista-Kutryś, Paweł Mosiołek, Jola Molek (Jolene), Paweł Siluk-Steiner, Sylwia Drzecamomini, Maksymiliana Chaba, Krzysztof KIS, Angela, Lucas. M, Karolina Poźniak, Albert Ciemerych Zespół ALBIK, Andżelika Guściora, Alexander Nowak, Piotr Dystans, Kris Talisman i Magda Durecka, Lucilla Scarsella.

I proventi della vendita del Doppio Cd saranno devoluti a Iwonka e alla fondazione SIEPOMAGA

Per maggiori info

flesz.news

www.siepomaga.pl

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