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Party super esclusivo a Gstaad: unici italiani presenti l’imprenditore Marco Palacino e il neurochirurgo Christian Brogna. Ospite d’onore Emanuele Filiberto di Savoia.

Emanuele Filiberto di Savoia

Party super esclusivo a Gstaad: unici italiani presenti l’imprenditore Marco Palacino e il neurochirurgo Christian Brogna. Ospite d’onore Emanuele Filiberto di Savoia.

Oltre 70 amici provenienti da tutta Europa si sono ritrovati a Gstaad per celebrare il quarantesimo genetliaco di Jean-Sébastien Robine, fondatore e presidente dell’esclusivo e inaccessibile Club des Leaders.

Ospite d’onore S.A.R. Il Principe Emanuele Filiberto di Savoia.

Un’elegante colazione nello scenografico chalet del festeggiato ha allietato gli invitati tra cui Lord and Lady Cavendish, il Conte e la Contessa Yves Donin de Rosière, il Conte e la Contessa Hervé d’Oncieu de Chaffardo, Robert and Dolores Mimran, l’imprenditore delle Nuove Tecnologie Marco Palacino, la cantante Dara Boiko, sua sorella l’interior designer Ira, il neurochirurgo Christian Brogna, la Contessa Floriane Gancia de Tym e molti altri.

Tra fiumi di champagne e ricercate prelibatezze sono nate nuove amicizie e (forse) nuovi amori all’evento più glamour dello scorso week-end.

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La creatività delle artiste Le Clochart per una capsule collection di Adrenalina in mostra al Fuori salone 2024.

artiste Le Clochart

Connessioni: Adrenalina / Le Clochart“, è la serie limitata di poltrone rivestite con le tele artistiche firmate Le Clochart, realizzata per il brand Adrenalina ed esposta nello spazio Decor Lab in via Tortona 37,

dal 15 al 21 aprile

Durante la Milano Design Week sarà esposta la capsule collection in edizione limitata realizzata da Adrenalina, una mini collezione di sedute rivestite con la trasposizione su tessuto delle opere artistiche di Ilaria Milandri e Jessica Di Vito, il duo Le Clochart.

Un appuntamento importante per le due artiste, entrambe con diverse esperienze personali nel mondo dell’arte e che dal 2020 hanno deciso di collaborare. “Abbiamo aperto le scatole di colori, gli album, i libri, soprattutto d’arte e ognuna ha attinto dal proprio vissuto e messo il presente su carta”.

Ilaria Milandri forlivese, laureata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, e Jessica Di Vito pesarese, di professione chinesiologa ma con una passione viscerale per il disegno e per la grafica, spiegano: “Abbiamo deciso di chiamarci Le Clochart perché siamo nomadi dentro e niente più dell’arte ci aiuta a viaggiare, oltrepassare, scardinare, per poter stare nel qui e oggi. Vorremmo che anche chi guarda le nostre opere sentisse la libertà di nutrirsi, di permettersi, di osare.

Le loro opere nascono su carta, tele, muri, con pennarelli acrilici o tempere tramite un processo creativo spontaneo, dove il disegno e il colore si mescolano per creare forme e dettagli intricati, le linee diventano temi, ossessioni che diventano poetica, cifra che si traduce in un ricamo fitto su campiture compatte, delimitate, dense. Facce, animali, spazi interni ed esterni, impossibili. Si scambiano i fogli, i disegni, i colori, i progetti, il lavoro finito a quattro mani libere ha sempre una doppia maternità: un incontro che è uno scontro con un risultato provocatorio, destabilizzante, dissacrante. Il loro tratto inconfondibile, caratterizzato dall’uso generoso dei colori viene poi trasposto su tessuti, quadri, oggetti, capi di abbigliamento, tutti in serie limitata. 

La forte propensione di Adrenalina per la sperimentazione, che ha sempre spinto il brand verso connessioni e sinergie creative con mondi espressivi paralleli al design, ha portato alla partnership con le due artiste. Alcuni modelli di poltrone del catalogo sono stati rivestiti con le loro tele ispirate alle opere di famosi artisti come Botticelli, Klimt, Matisse, Picasso, Michelangelo, Modigliani,  sapientemente riviste nell’ottica creativa Le Clochart.

In questa fusione di arte e design ogni poltrona diventa un simbolo di libertà e di espressione.

La poltrona Hammock, disegnata da Debonademeo, con le sue linee minimaliste e irregolari, accoglie un Modigliani nell’interpretazione audace e dalle forti cromie tipica delle due artiste.

La poltronaBoll, del designer Simone Micheli, ospita invece la Venere del Botticelli o il David di Michelangelo. I disegni reinterpretati da Le Clochart sono stati fedelmente trasportati su tessuto e rivestono le forme rotondeggianti della seduta che aggiunge alla sua funzione originaria quella di opera d’arte capace di animare ogni ambiente.

In anteprima le poltrone Nina e Lov, sempre di Simone Micheli, che si ispirano rispettivamente a Klimt e a Matisse.

Se con Matisse la cifra stilistica de le Clochart trova ampi spazi per i propri ricami e microdecori, con Klimt la fitta rete di dettagli, caratteristica del maestro viennese, s’intreccia con i segni ossessivi e ripetitivi delle mani di Jessica e Ilaria. È un rincorrersi senza sosta, un ritorno senza soluzione di continuità a un inizio che non ha mai fine. Oro e filigrana, preziosità di materia e di dettaglio.

Giovedì 18 aprile dalle 17.00 Le Clochart saranno presenti al Decor Lab offrendo al pubblico la possibilità di immergersi nel loro mondo creativo con una performance artistica live. 

About Le Clochart

Le Clochart è un progetto creativo nato nel 2020. Ilaria Milandri, forlivese diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Forlì e in seguito laureata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, e Jessica Di Vito, pesarese di professione chinesiologa, con una innata propensione e passione per il disegno e per la grafica, nonostante esperienze artistiche e di vita completamente diverse hanno trovato nell’arte il loro punto d’incontro. Le artiste disegnano a 4 mani e le loro prime opere sono nate come per necessità, come via di fuga nei confronti di una realtà sempre troppo omologata. Arrivando da percorsi creativi diversi e lontani nel tempo e nello spazio i loro lavori producono risultati artistici che partono da uno scontro di strade che poi si uniscono e creano linee continue, che diventano temi, ricami fitti, forme dense, provocatorie e destabilizzanti riempite di colori accesi. La potenza delle loro opere è determinata proprio dall’impossibilità di distinguere la mano di ognuna, è una fusione di regole create e poi distrutte, ignorando il come, ma puntando sempre al cosa, a quello che rappresenta e che colpisce. Lavorano su carta, tele e muri, con acrilici e tempere e il loro tratto inconfondibile viene poi trasposto su tessuti, quadri, oggetti, capi di abbigliamento, tutti in serie limitata. 

About Adrenalina

Adrenalina è un brand nato nel 1999 con l’obiettivo di portare una ventata di novità nel mondo degli arredi imbottiti. Dirompente, scultorea e positivamente diversa, Adrenalina cresce negli anni proponendo forme inusuali e osando con entusiasmo da tutti i punti di vista: concettuale, stilistico e comunicativo, arredando spazi pubblici e privati. Adrenalina ha collaborato negli anni con designer italiani e stranieri portando sul mercato forme inusuali e anticonformiste. Dal 2022 la direzione artistica è stata affidata al duo italiano Debonademeo. Nel 2023 Adrenalina compie un’operazione di rebranding, un segnale di maturità a 24 anni dal primo lancio, che riconferma il superamento della fase più iconica verso un’epoca di garbo ed eleganza. Il rebranding del marchio interviene sul logo, e sull’immagine generale, ponendo l’oggetto seduta al centro di un dialogo con l’essere umano contemporaneo, immerso in ambienti fluidi e trasversali.

Ufficio stampa Le Clochart

Setteluci
press@setteluci.net
Manuelita Maggio – cell. +39 338 4132673

Chiara Bianchi – cell. +39 347 2909612

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AttualitàeconomiaEventi

La moneta complementare, un nuovo paradigma del denaro, le origini affondano nel baratto e trovano nuova linfa negli Anni Trenta

La moneta complementare

“La moneta complementare: cos’è e come aiuta le imprese”, questo il titolo di una tavola rotonda, moderata dalla giornalista llaria Guidantoni, organizzata da C.A.N.D.E., Class Action Nazionale dell’Edilizia, volta ad approfondire la conoscenza di una nuova best practice dell’economia reale con la partecipazione di OndaPay.
Si tratta di un’opportunità che non pretende di essere sostitutiva della moneta in corso legale e che presenta un aspetto rassicurante grazie anche ad un approccio semplice anche per la piccola e media azienda nonché per tutti i titolari di Partita Iva che abbiano un’attività.
Seppure promossa recentemente, rappresenta una sorta di “ritorno al futuro nel passato”, riportandoci su un piano di economia reale e alle origini dello scambio, il baratto, con un atout: non si tratta solo di uno scambio tra due parti nello stesso momento, quello che può essere assimilato alla permuta nel settore immobiliare; ma un piatto ‘di gioco’ ricco che apre
molteplici possibilità, incrociando non direttamente domanda e offerta e non necessariamente nello stesso momento. In tal senso la tecnologia odierna rappresenta la vera cifra innovativa.

Ma com’è nata la moneta complementare?
Il commercio umano nasce inizialmente con il baratto, funzionale se non bastevole in economie semplici in cui gli scambi sono bilaterali e servono a soddisfare esigenze primarie.
Lo scambio tout court però non è adeguato ad economie sempre più complesse nelle quali gli scambi commerciali aumentano in numero e in complessità.

Ed è in questo scenario che nasce la moneta vera e propria, come elemento atto a velocizzare e moltiplicare gli scambi commerciali, superando il baratto con un sistema di pagamento funzionale all’economia reale.

La nascita della moneta viene fatta risalire al VII/VI secolo a.C. forse coniata per la prima volta da Creso, re di Lidia.
Tornando alla sua funzione, la moneta non è altro che uno strumento di pagamento, un’unità di misura condivisa tra tutti i soggetti economici.

La funzione virtuosa della moneta viene messa in discussione quando essa smette di essere un mezzo per diventare un fine.

E quello che abbiamo visto succedere con la finanziarizzazione della società, dove una finanza slegata dall’economia reale ne influenza spesso negativamente le sorti, con pesanti ripercussioni per la popolazione umana.
La moneta complementare vuole recuperare la funzione sana di strumento di pagamento, perché come scriveva il premio Nobel Samuelson: «La moneta, in quanto moneta e non in quanto merce, è voluta non per il suo valore intrinseco, ma per le cose che consente di acquistare.»
Su questi presupposti e in un momento storico molto particolare nasce la moneta complementare, come strumento anticiclico che contrasta le distorsioni del sistema finanziario.
Negli anni Trenta del secolo scorso, in piena crisi, il cosiddetto credit crunch, quindi la carenza di liquidità sul mercato, sprofonda in piena crisi tutta l’economia mondiale.
Mancando la liquidità nel sistema, l’economia reale si ferma, non essendoci i mezzi per mettere in moto la produzione e gli investimenti. Senza addentrarci troppo nei meccanismi economici, risulta evidente che nello schema tradizionale la mancanza di liquidità blocca l’economia reale.

Sulla base di quest’osservazione, e sulla scorta delle teorie dell’economista Silvio Gessel, nel 1934 nasce a Zurigo la Wir Bank. Un gruppo inizialmente ristretto di imprenditori svizzeri si unisce per dare vita a un sodalizio che supera le ristrettezze
finanziarie dovute alla carenza di liquidità e crea un sistema di scambi commerciali non legati alla moneta in corso legale.

In pratica, venne creata una camera di compensazione che teneva e certificava i debiti e crediti derivanti dalle operazioni commerciali tra gli imprenditori aderenti a Wir Bank. Sganciare il meccanismo commerciale dall’economia finanziaria in crisi, rimise in moto in moto l’economia reale Tale esperienza oggi è ancora una realtà in Svizzera, che opera con decine di migliaia di imprenditori. Wir Bank si può considerare pertanto l’antesignano di tutti i sistemi di moneta complementare esistenti oggi, se ne stimano circa 500 nel mondo. Il sistema si è molto sviluppato negli anni Settanta del secolo scorso nel mondo anglosassone, prendendo anche il nome di Corporate Barter per indicare da un lato la sua origine di scambio, dall’altro
l’industrializzazione del sistema, funzionale ad aziende anche di dimensioni importanti.
In Italia le esperienze di moneta complementare o Corporate Barter risalgono agli anni Duemila, con alcune esperienze anche di discreto successo.

La moneta complementare è quindi una realtà in grado di aiutare le imprese, che possono accedere ad una liquidità complementare che come effetto non secondario è in grado di sviluppare il fatturato delle aziende stesse.
Liquidità e fatturato sono i punti cruciali e se vogliamo i problemi diffusi della struttura aziendale in Italia
Il seminario del 19 Febbraio scorso – che ha riunito una cinquantina di imprese – si è occupato di approfondire questi temi con l’obiettivo di fornire il contesto e anche delle soluzioni pratiche ed attuali.

È intervenuta infatti OndaPay, spin off del gruppo Eneron, che si occupa appunto di moneta complementare
Il sistema OndaPay è già attivo da qualche anno in Italia con centinaia di aziende che utilizzano con soddisfazione questo sistema di pagamento alternativo, o meglio complementare.

È stato chiarito che questi sistemi non possono sostituirsi alla moneta ufficiale, dato che non si può acquistare tutto con questa moneta; restando non di meno complementari.
Per fare due esempi eclatanti tasse e stipendi non possono essere pagati per vincoli legali con monete diverse dall’euro. Questo è un limite ovviamente ma tendenzialmente tutto il resto dell’universo di beni e servizi acquistabili è potenzialmente gestibile con la moneta complementare.

Com’è intuibile, l’obiettivo è quello di allargare la platea degli utenti il più possibile: più la moneta è spendibile, più si equipara alla moneta ufficiale di un paese.
In effetti già oggi si può comprare di tutto con la moneta complementare, beni e servizi di qualsiasi tipologia.
Non ci sono settori particolarmente adatti, tutti i settori sono integrabili nella logica della moneta complementare, che per sua natura ovviamente è destinata agli operatori economici. tuttavia, qualche esperienza interessante sui consumatori privati è già stata realizzata.
Un’applicazione interessante è quella del settore B2E (Business to Employers), che vede la realizzazione di programmi di welfare impostati in moneta complementare.
Un elemento che contraddistingue OndaPay dagli altri operatori e la possibilità di acquistare energia all’interno del sistema, grazie alla presenza di un operatore del mercato libero dell’energia all’interno della sua compagine sociale.
È evidente che l’energia è una fornitura strategica perché chiunque ha un consumo energetico, e avere la possibilità di pagare le bollette con i propri beni e servizi è un vantaggio enorme, soprattutto in tempi di caro energia o di crisi esogene, come quella ad esempio del Covid 19.

Nel periodo pandemico ad esempio il Gruppo Onda ha dato la possibilità ai ristoratori in piena crisi di mantenere le forniture, pagando le bollette in moneta complementare, per poi rientrare una volta che il sistema della ristorazione si è sbloccato.
L’iniziativa di OndaPay nasce nell’immediato da un rapporto con il mondo dell’edilizia – e anche supportata da un’indagine commissionata al sociologo Renato Manheimer qualche anno fa, che ha evidenziato come, a sorpresa, più italiani di quanti si immaginino ha sentito parlare di moneta complementare e nutre a riguardo una certa curiosità sebbene sia un
argomento da circostanziare.

Più di recente l’interesse diffuso nutrito da molti punti interrogativi soprattutto da parte delle imprese ha spinto C.A.N.D.E. a proporre un dibattito per comprenderne le origini, le prospettive e la reale utilità.
Che cos’è di fatto la moneta complementare e perché il suo uso si sta espandendo così efficacemente anche in Italia? E soprattutto, come si sposa con l’esigenza della cessione dei crediti fiscali attualmente bloccati di cui C.A.N.D.E. si occupa così attivamente?
C.A.N.D.E., come ha ricordato Bartolomeo Murgese, Consigliere nazionale dell’associazione, che si muove a tutela di imprese e professionisti dell’edilizia per sbloccare la libera circolazione dei crediti fiscali maturati dai principali bonus di settore – situazione resa stagnante da una serie di provvedimenti che si sono susseguiti dallo scorso anno) – si è dimostrata ancora una volta sensibile alle novità del panorama economico italiano, invitando Luigi Martines e Dario Romano, rispettivamente Presidente del Gruppo Eneron e CEO dello spin off OndaPay, a parlare di moneta complementare.


Come già scritto, OndaPay gestisce in Italia una piattaforma in cui appunto imprese e professionisti associati possono pagare con la moneta complementare OndaCoin gli acquisti effettuati nel marketplace, mettendo in moto un circolo virtuoso di scambi e transazioni senza far ricorso (o ricorrendo solo in parte) alla liquidità.
Tra C.A.N.D.E. e OndaPay è stato di recente siglato un sodalizio con l’obiettivo di agevolare la cessione del credito fiscale verso l’acquisizione di moneta complementare, poi utilizzata per l’acquisto di beni e servizi presso le imprese e i professionisti aderenti alla piattaforma OndaPay.

Questo per bypassare il sistema bancario, poco ricettivo in questo momento storico nei confronti della cessione dei crediti fiscali. Alcune esperienze positive in tal senso sono state raccontate durante il workshop, accendendo la speranza dei partecipanti che hanno compreso l’importanza dell’opportunità offerta dalla moneta complementare per la cessione dei propri crediti.
Da evidenziare infine che la moneta complementare si inquadra nell’ambito della cosiddetta Finanza Etica, come ricordato da Gianni Pietro Girotto, già parlamentare della Repubblica, intervenuto a corollario del dibattito con una significativa e autorevole testimonianza sul tema.
Se la moneta complementare può essere impiegata ad ampio spettro, proprio per la sua natura può essere pensata per il settore culturale che soffre sempre di liquidità e che potrebbe attivare in tal modo attività di grande interesse.

Giada Luni

*Finanza Etica: cessione dei crediti fiscali in moneta complementare.*

Partecipa al secondo webinar organizzato da C.A.N.D.E. in collaborazione con OndaPay.

📌Lunedì 18 Marzo 2024 | Ore 18.00

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EventiMusica

Domenica tre marzo si è svolto, a Villa Bertelli, Forte dei Marmi, il primo dei tre appuntamenti musicali organizzati dall’Associazione Clara Wieck Schumann.

Associazione Clara Wieck Schumann

Villa Bertelli è uno stupendo contenitore artistico, dove vige una perfetta multimedialità artistica, dalle esposizioni di arte visiva, ai concerti di vario genere, ai convegni. Tornando al concerto ci siamo trovati piacevolmente stupiti dall’offerta musicale proposta, il concerto è stato un perfetto intreccio in un’alternanza musicale a partire dall’esibizione del soprano Dominika Zamara e Sena Fini al pianoforte e a seguire il Duo pianistico Fini-Giorgini, composta Sena Fini e Pietro Giorgini.

Una spirale che ha visto l’alternarsi le due formazioni, mantenendo un filo continuo sia nella linea temporale, sia nell’evoluzione degli stili. Un crescendo nel quale i musicisti hanno dato prova delle loro capacità.  Partito con voce e pianoforte con le atmosfere del bel canato con le arie da concerto di Vincenzo Bellini, passando al pianoforte a quattro mani con Mario Tancredi, passando per le vocalità di Francesco Paolo Tosti, alle atmosfere romantiche di Sergej Rachmaninov, ai lieder di Fryderyk Chopin per poi concludere con Antonín Dvořák con le sue Danze Slave. Il concerto si chiude tra uno scroscio di applausi con un ultimo bis, “Lascia ch’io pianga” di Georg Friedrich Händel.

Ricordiamo glia latri due appuntamenti: 17 marzo Zala Kravos e Val Kravos concerto per pianoforte solista e a quattro mani e per chiudere il 24 marzo Ivana Oliva concerto per chitarra classica.

Dominika Zamara
Dominika Zamara
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Eventi

L’ associazione milanese amici della lirica AMAL ha organizzato una splendida serata di beneficenza a Milano al “BOZART club ‘80.

BOZART club ‘80

Gli ospiti sono stati accolti dai proprietari Alessandra Brunero e Maurizio Manca in modo principesco. La raccolta fondi è stata promossa per aiutare la “ETS Marco e Francesco Camerini“ uniti contro la malattia di Batten. Era presente la madrina dell’associazione, l’ attrice Maria Grazia Cucinotta che non si è sottratta alla richiesta di foto e selfie. Al ricavato della serata si sono aggiunte tre donazioni e precisamente la prima da parte dei Dottori Francesco Cuccurullo e Antonio Daniele commercialisti e revisori legali.

La seconda da parte di Giovanni Borriello ed Alice Fabbrica, due giovani imprenditori nel campo immobiliare.Infine la terza donazione da parte del famoso tenore Marco Sabadini che ha dedicato a Maria Grazia Cucinotta una bellissima romanza.

I presenti erano più di 100 allietati dalle musiche di Roberto ed Annalisa Cantando. L’amica Pinuccia Cottone ha portato omaggi per tutti in tema San Valentino. La serata è finita in grande allegria: tutti felici di aver aiutato un’associazione altamente meritevole e così è giusto dire “Fa bene fare bene”.

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ArteEventiFood & Beverage

XANTE BATTAGLIA: DAL PRE-ARCAICO AL POST CONSUMISMO a cura di Ada Eva Verbena.

XANTE BATTAGLIA

Presso gli spazi espositivi del Collegio universitario F.lli Cairoli di Pavia si è tenuta, il 15 febbraio u.s., l’inaugurazione della mostra “Xante Battaglia: Dal Pre-Arcaico al Post-Consumismo”, curata dal collettivo A.F.A. (Albanesi, Fraccaro, Allegrini), che rappresenta una sintesi antologica dell’opera creativa sessantennale svolta dal Maestro Xante Xattaglia, nel mondo dell’Arte Contemporanea.

L’evento inaugurale è stato accompagnato dai prestigiosi vini di Antonio Faravelli titolare di Cantine Vitea e promotore del progetto ” Golf and Wine 1895″ presente come sponsor ufficiale dell’ Evento.

Il progetto che come sempre illustrato da Faravelli ha una forte valenza turistica, dato che intende promuovere il Golf abbinandolo a uno dei prodotti enologici italiani più apprezzati e conosciuti al mondo: il vino.

L’azienda vanta più di un secolo di storia nella produzione di vini in Oltrepò Pavese. Attiva dal lontano 1895 tesa a mantenere e ricercare prodotti sempre nuovi e qualitativamente migliori attraverso la cura dell’intero processo produttivo a garanzia di vini autentici e genuini in rispetto della Lotta integrata, della qualità delle uve e del vino in fase di vinificazione. Propongono al mondo una ricetta di qualità del Made in Italy.

Le cento opere esposte di Battaglia, artista di rinomanza internazionale legato prevalentemente al movimento della figurazione concettuale, sono indicative di tutti i cicli del Maestro: dai primi lavori “Pre-arcaici”, caratteristici del tema dell’emigrazione italiana degli anni ‘60, al ciclo “Post-arcaico” che raffigura la cosiddetta Mater Arcaica, icona stilizzata che rimanda alle nostre origini greco-latine, passando per gli “Sfregi pittorici”, elementi demistificanti il potere e il mito correlato; il tutto transitando per le “Opere Binarie”, sorta di ultrasignificanti dell’immagine mass-mediale, gli “Iconocubi”, sequenze fotografico-architettoniche in cui l’immagine evolve all’astratto, e le opere di “Fotomeccanica”, che descrivono la falsità del mondo della comunicazione, per giungere così ai “Frammenti d’Universo”, con la liberazione dai gravami della pittura tradizionale, i “Monocrom”, sintesi gestuale-concettuale della Mater Arcaica, ed infine al ciclo del Post-Consumismo, con il recupero artistico del materiale degradato. “Geniale, poliedrico, eccentrico, anticipatore dei tempi e dei costumi, con una potente vis critico-comportamentale” come lo descrive il suo biografo ufficiale, Giosuè Allegrini, è stato stimato dai più grandi storici e critici d’arte, fra cui Giulio Carlo Argan, Pierre Restany, Michel Tapié.

Già titolare della cattedra di pittura presso sette Accademie di Belle Arti Italiane, fra cui la prima cattedra di di pittura di Brera a Milano, all’Albertina di Torino e a Venezia, ha esposto anche alla Bonino Gallery di New York, alla Biennale di Venezia, con antologiche al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, al Palazzo della Permanente e a Palazzo Reale a Milano, al Grand Palais di Parigi. La mostra al Cairoli resterà aperta sino al 2 marzo p.v..

Pavia, 16.02.2024 Giosuè Allegrini

IMPRESSIONI SULL’EVENTO

a cura di Ada Eva Verbena

Giosuè Allegrini, amico, collezionista e biografo ufficiale di Xante Battaglia, ha curato e presentato ai numerosi visitatori, l’evento. Allegrini si pone all’artista Battaglia in veste di biografo e come referente scientifico. Nel suo testo di presentazione inquadra l’autore nel mondo dell’Arte Contemporanea delineandone i molteplici aspetti che lo caratterizzano.

In mostra sono esposte opere create nell’arco di 63 anni di attività. Il Franz definiva l’artista Xante Battaglia giá 30 anni fa un “artista nuovo” capace di cogliere ed intercettare in anticipo la storia del tempo a lui contemporaneo. Attraverso la creazione di un personale modello di comunicazione fatto di integrazione tra Politica, Società Xante comunica a noi con la sua Arte trasformando tali componenti tematiche in “piogge di filosofie” (cfr. Franz).

Xante Battaglia ha anticipato molti movimenti ed artisti. Negli anni sviluppa riflessioni profonde e fa denunce di fatti e personaggi attraverso azioni intellettuali raffinate. Con le sue opere egli porta a noi temi e filosofie concettuali che rivitalizzano il “fare arte” ed i materiali. Suoi, i temi cari del PRE-ARCAICO con la figura della Grande Madre Arcaica, e del POST-CONSUMISMO tema coniato da lui e dal critico Pierre Restany. Riattualizzare lo scarto del consumismo non é riciclo ma raffinata operazione di trasformazione.

Tra i temi in mostra troviamo anche gli “sfregi” demistificatori, un vero e proprio attacco ai Falsi Miti del contemporaneo. Molto interessante l’opera il “Lettore dell’opera” (nel 1977 posta in mosta presso la Galleria Apollinaire di Milano). Con quest’opera si apre il discorso sul tema “le scritture”. Una sedia accoglie il visitatore che trova dinanzi a sé due testi scritti su due tele. Tramite l’operazione artistica delle “cancellature” l’artista identifica un nuovo modo di leggere il testo.

Si passa dal “leggere” un testo, al “de-legge” l’altro testo cancellandone parti. Cosí facendo ottiene l’edizione di un nuovo valore del linguaggio. Il discorso si fa analogamente anche con un’immagine. Un dettaglio viene ritagliato ritrovando un valore nuovo, nel “focus del dettaglio” che apoare piú vero dell’intero. L’artista ritrova il reale senso profondo del contenuto espressivo dell’opera. Il dettaglio smaschera la “falsa cultura”, scoprendo la vera intenzione comunicativa.

Altro tema caro all’ artista, la ricorrente “Madre Arcaica”. In mostra la ritroviamo anche nella sua ultima e piú recente ricerca. Ella vive ieratica e monolitica, la ritroviamo anche all’interno delle opere rivitalizzate, né la “firma che cambia l’oggetto”. Il gesto, la firma o la trascrizione delle sue icone sintetiche, riportate su contenitori per pizza o per uova, diventa per l’artista un motivo ed insieme, un atto supremo di denuncia del consumismo. Pochi gesti diretti sferzano un attacco diretto ai “miti della contemporaneità”. Il gesto performativo si fa carico di ribellione e pathos.

L’evento inaugurale si chiude con una performance dell’artista Xante Battaglia che attraverso la sua arte comportamentale in un unico atto crea un’opera che il critico Marco Marinacci commenta prendendo a paragone il fulmine di Zeus che sprigiona la sua energia nel suo gesto pittorico-plastico sulla una tela bianca. “Lo sfregio” ottenuto é lontano dall’operazione del “taglio” di Lucio Fontana. In Xante Battaglia diviene la valorizzazione dell’istante. Come un fulmine energetico arriva la materia pittorica che assume anche valore plastico nel suo pigmento nero e si appropria della tela che viene trasformata all’istante. Il bianco assume un nuovo valore in relazione al “nero fulmine” che si accampa sulla superficie. L’operazione si conclude apponendo sul margine in basso a destra della tela, la sua firma autografa “Xante Battaglia 2024”.

Xante Battaglia, Zeus contemporaneo, scaglia i suoi fulmini sul Mondo e ne denuncia le sue tragedie, le guerre in corso e gli uomini bruti.

Denuncia la sua ultima e nuova attenzione verso la contemporaneità attraverso la riflessione verso l'”Uomo senza qualitá”.

Denuncia infine, con un pizzico di nostalgia nella voce, d’aver “perso la fede” verso il post-consumismo che rimarrà un’utopia.

Una mostra da non perdere!

Ada Eva Verbena

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ArteEventi

Babs Art Gallery Milano presenta: Maurizio Fusari e Francesca Nobile. Armonie in evoluzione via Maurizio Gonzaga 2, 20123 Milano 15 Febbraio–12 Marzo

BabsArt Gallery

Doppia personale alla Babs Art Gallery di Milano dedicata a Maurizio Fusari e Francesca Nobile.

La mostra, allestita dal15 Febbraio al 12 Marzo, propone il confronto tra due artisti diversi tra loro per generazione, stile e tecniche, ma accomunati da un grande talento creativo eda un febbrile ricerca di innovazione esperimentazione.

L’esposizione prevede infatti18 dipinti recenti su tela, carta e stoffa di Francesca Nobile (Modica, 1980) euna selezione di30 lavori dell’artista e orafo Maurizio Fusari (Sant’Angelo Lodigiano, 1964) realizzati dalla fine degli anni Sessanta a oggi.

Fusariè uno dei maggiori esponenti dell’arte orafa italiana. Formatosi alla scuola di Giò Pomodoro (1930-2002), ha poi proseguito la sua fortunata carriera con creazioni personali, allargandosi anche a collaborazioni con Aligi Sassu, Salvatore Fiume, Pietro Consagra, Pasquale Galbusera. In mostra si vedono 23 pezzi disegnati e creati interamente da lui e 7 realizzati con altri celebri artisti.

“Nel mio lavoro” racconta l’autore “mettotutto il mio sentire, sono forme che vengono dalla mente e si caricano di un valore simbolico e ancestrale”.

Le materie preziose, lasciate grezze, con le loro superfici irregolari, sprigionano luce ed energia. Come glianelli e i bracciali rigidi, dove labirinti di solchi e di forme incidono profondamente le superfici. La lavorazionesi fa poi sottile e leggera nelle collane Diramazione e Marte(2019), intrecci d’oro splendenti come ragnatele.

I lavori in corallo, sono un omaggio a questo materiale potente e prezioso e rievocano le forme della natura, come l’anello Anemone di Mare(2020).Gli esemplari realizzati “a quattro mani” sono vere e proprie micro sculture da indossare, che riflettono il gusto e le sfide delle opere maggiori degli autori con cui ha collaborato.

Come i due anelli in oro, smalto e pietre preziose realizzati con Giò Pomodoro, perfetta e minuta sintesi degli studi dell’artista sulla geometria e la luce, il pendente con pavè di brillanti progettata con Consagra, un girocollo con pendente a forma cavallo di Aligi Sassu e la spilla Pescatore, realizzata per Fiume, in oro giallo e smalti. “Queste collaborazioni” spiega Fusari, “mi hanno fatto capire cosa certi grandi artisti intendessero per gioiello.

Mai considerato come una forma minore.

Quest’arte nasce infatti prima della pittura e della scultura e incarna il desiderio di indossare un ornamento, presente già nelle culture più antiche”.

Alle pareti Francesca Nobile presenta la sua produzione datata 2020/2024. L’artista ha sviluppato negli anni un linguaggio personale che liberandosi progressivamente dalla figurazione, è approdato nel 2003 a una pittura liquida, dove macchie di colore invadono il supporto pittorico, lasciando affiorare suggestioni di costellazioni, prati fioriti e tappeti marini. Queste forme fluide e leggere sono per lei “espressioni di malinconia e vitalità, raccontano l’aspetto metafisico e il quotidiano”. Il suo lavoro nasce da una riflessione sul corpo, sulla potenza della meditazione e sull’esperienza onirica che conduce gli individui a indagare l’inconscio, le gioie e le profonde paure.

Una ricerca che ha raggiunto solidità anche attraverso la BABS ART GALLERY Via Maurizio Gonzaga, 2–MILANO www.babsartgallery.it+39 347 9350394 sperimentazione di diversi medium, installazioni e video.

In galleria presenta 2 grandi opere su carta (WildSidee Controcanto 2023/2024), un trittico su tela (Sol invictusdel2020/22), e una installazione composta da15 piccole opere.

Si tratta della serie Liquid Death, che Nobile ha realizzato a tecnica mista su fazzoletti di stoffa.

Sono lavori, spiega l’artista che “nascono da un ricordo intimo e tenero.

Di quando ero piccola, e mio padre si toglieva di tasca il suo fazzoletto stirato e profumato per asciugarmi le lacrime o il naso. Io glielo restituivo bagnato e appallottolato.

Era uno scambio che parlava d’amore e di cura. Ho voluto lavorare su questo supporto per restituire al mondo un’emozione, riempirla di colori sgargianti, unire gioia e dolore, come spesso capita nella vita”.

Ufficio stampa–Setteluci

press@setteluci.net

Manuelita Maggio–cell. +39 338 4132673

Elisabetta Castellari–cell. +39 340 0581336

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7 Febbraio Roma: Concerto di Musica Sacra Mariana con protagonisti il soprano Dominika Zamara e Fr. Bernard Sawicki all’organo

dominika zamara

Il 7 febbraio, alle ore 17:30 si terrà presso la Chiesa di San Gregorio in Celio – Piazza di San Gregorio al

Celio 1, 00184 Roma RM, il Concerto di Musica Sacra Mariana che vedrà Impegnati il soprano

Dominika Zamara e Fr. Bernard Sawicki all’organo. Un concerto che parte dai capolavori di

musica sacra, dal barocco al romanticismo, passando alle atmosfere moderne. Dando così

un ampio panorama dell’evoluzione di questo filone musicale, compreso il brano Agnus Dei,

scritto dal Maestro Wieslaw Rentowski in occasione dei concerti dedicato alla figura del Santo

Giovanni Paolo II.

Con musiche di: Vivaldi, Bach, Gomez, Mozart, Sawicki, Rentowski, Lorenz, Schubert, Zebrowsk.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

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ArteEventi

“Heroes” di Massimo Lagrotteria a cura di Giuditta Elettra Lavinia (GEL) Nidiaci

Massimo Lagrotteria

S’inaugura Sabato 27 gennaio 2024 alle ore 18 la personale “Heroes” di Massimo Lagrotteria, a cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci, presso Rosso Tiepido Hangar a Modena.

L’esposizione si compone di tre grandi sculture mai esposte dall’artista e dunque realizzate appositamente per gli imponenti spazi di Rosso Tiepido, e otto dipinti installati per l’occasione su cavalletti rivestiti in un elegante velluto colorato: tale originale allestimento si rende necessario in quanto Rosso Tiepido presenta al suo interno diversi murales di alcuni dei più importanti street artist italiani e internazionali quali Tellas, Moneyless, Giorgio Bartocci, Sten&Lex, Aris, Awer, Ciredz, MP5, Martina Merlini e Gola Hundun, i quali a partire dal 2018 hanno reso questo suggestivo spazio industriale una “Cappella degli Scrovegni della street art”.

La mostra di Lagrotteria si propone dunque come una mostra nella mostra, dove lo spettatore che osserva i lavori si trova a notare un’amalgama di linguaggi differenti seppur armonici nel loro insieme.

Le sculture e pitture di Lagrotteria ci parlano dell’alienazione sociale di cui tutti gli individui, almeno una volta, si trovano a soffrire: l’individualità trova il suo comune denominatore in un malessere ampiamente diffuso nella società odierna, dunque l’esperienza non è da considerare come singolare bensì come parte di una grande addizione esistenziale; gli eroi antieroi di Lagrotteria siamo noi, che sprofondiamo nel grigiore delle nostre vite sebbene cerchiamo di eluderlo.

Così la curatrice Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci scrive nel testo critico della mostra: “Il ragionamento attraverso il quale si realizzano le opere di Lagrotteria è di tipo induttivo, ovvero un ragionamento che procede da più casi particolari per formulare una conclusione generale, al contrario del ragionamento deduttivo, che procede da considerazioni generali per giungere a formulare regole specifiche.

Ecco dunque che osservando bene quella materia vibrante posta come un agglomerato dalle fattezze incerte su piedistalli stabili solo in apparenza, questa si manifesta come vere e proprie macerie del tempo odierno, un tempo che Lagrotteria vuole raccontare senza orpelli, che vuole forse persino cercare d’ingannare nel vano tentativo di arrestarne il suo tragico scorrere. L’ideale eroico gesto di Lagrotteria ha le fattezze accennate delle sue sculture, i suoi Heroes intrappolati in un immobilismo da cui disperatamente tentano di emergere: sono gli stessi soggetti, gli stessi personaggi che abitano le tele, adagiate sul velluto ora scarlatto ora pervinca, colori che riflettono bellezza e che stridono a confronto della tragica cupezza del mondo di oggi.”

L’esposizione sarà visitabile fino al prossimo 24 febbraio.

Massimo Lagrotteria

Heroes

A cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci

27 gennaio – 24 febbraio 2024

Inaugurazione Sabato 27 gennaio ore 18

ROSSO TIEPIDO HANGAR

Via Emilia est  1420/2, Modena

contatto@tiepido@rossotiepido.it

3406408427

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AttualitàEventisociale

Il 17 dicembre 2023, la nota e prestigiosa Galleria d’Arte Milanese, Arcadia Art Gallery ospiterà un evento sociale dedicato all’Associazione #ioscelgome.

serena fumaria

Il 17 dicembre 2023, la nota e prestigiosa Galleria d’Arte Milanese, Arcadia Art Gallery ospiterà un evento sociale dedicato all’Associazione #ioscelgome.

Milano accoglierà un’atmosfera di festa in occasione del compleanno di #Ioscelgome, e gli auguri di Natale di tutti i partecipanti.

L’evento che avrà inizio alle 17.30 e si concluderà alle 19, prevede una serie di momenti significativi, tra cui: i discorsi commemorativi della presidente Serena Fumaria e dei volontari; la presentazione del libro “ 200 sigarette” della scrittrice e giornalista Chiara Zanini; l’ esibizione artistica di Gianluca Frassinelli, cantante e autore, che ha dedicato la sua canzone “io scelgo me” proprio all’associazione; la performance di Simona Ioppolo, che porterà un pezzo scritto con un lavoro di scrittura creativa organizzato da #ioscelgome.

Seguirà un brindisi per festeggiare tutti i presenti e l’impegno continuo dell’Associazione #Ioscelgome nel promuovere la cultura e la solidarietà come motore di comunicazione utile alla prevenzione della violenza e il recupero dall’abuso.

L’Associazione Ioscelgome che opera per la prevenzione della violenza e collabora con enti in tutto il territorio, i sostenitori e Arcadia Art Gallery, invitano tutti coloro che condividono i valori di solidarietà e cultura a unirsi in questa occasione unica.

Ingresso libero.

per informazioni: www.ioscelgome.it

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