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Fotografia

Alessandra Trevisan: il potere della fotografia.

Alessandra Trevisan
Alessandra Trevisan

Quando ero giovanissima avevo mille complessi, mia mamma può testimoniare.

Non mettevo sandali perché non mi piacevano i miei piedi, non mi piaceva il mio naso, in tanti mi chiedevano se ero anoressica perché molto magra (io rispondevo: ma guarda che mangio, non scherzare sull’anoressia, coglione!), ho fatto 5 anni su un treno dove appena scendevo, essendo l’unica a scendere nel mio paese, i ragazzi mi urlavano dietro cose nonostante io non mi sia mai vestita in maniera provocante e non fossi mai appariscente…posso continuare ma mi fermo, era solo per farvi capire meglio, ce ne sono voluti un sacco di anni per capire che in fondo i miei piedi non avevano niente di strano, che coi sandali si stava meglio e che una maglia più scollata la potevo anche mettere.

Premessa:

Da quando ero bimba ho sempre avuto questa attrazione per la fotografia, mia mamma sbuffava perché doveva far sviluppare rullini in continuazione( fotografavo anche i sassi)

Non mi sono mai lasciata fotografare lo può testimoniare Antonio che mi ha “corteggiata fotograficamente” con infinita pazienza per 10 anni.

Fino a quando un bel giorno provai a farmi degli autoscatti.

Studiai la luce giusta per me, la posa, il come mettere la fotocamera senza spiaccicarla a terra e scattai. Scattai infinite foto che verranno poi successivamente cestinate. Tutte.

Però non ho mollato, avevo capito che era una buona strada, che la fotografia sarebbe stata la mia migliore TERAPIA, per accettarmi, per piacermi e per vedermi sotto una nuova luce ,in tutti i sensi.

E sapete una cosa? Ce l’ho fatta! Con qualche strategia ovvio, perché ci sono delle cose di me che non mi piacciono ancora ma ho capito come mimetizzarle.

Da poco ho iniziato ad accettare di lasciarmi fotografare da qualche amico come Antonio Turina e Luca Di Noia ad esempio (oddio! Tutti uomini???

Vi svelo un segreto: chi ama far foto non lo fa per vedere un paio di tette, è mosso da passione, non dal sesso)

Ma questo pippone alla fine a cosa serve?

Se sei una persona ottusa non serve a niente, hai perso tempo, torna a fare quello che stavi facendo.

In caso contrario serve a dare coraggio alle persone che una strada buona c’è di sicuro, per tutti, se volete provare quella della fotografia io ve la consiglio tantissimo e vi posso aiutare.

Serve poi a far capire ai più furbi che giudicare non serve a niente, fa male all’altra persona e rode il vostro fegato. Immagino già la frase se mi vedete in una foto diversa da quelle che si possono fare davanti alla torre di Pisa a dire: ah, guardala, ha pure due figli fa anche l’esibizionista.

Ora sapete un pezzo della mia storia, dobbiamo continuare?

Se volete esser fotografati da me ora sapete una cosa in più.

❤️Grazie a chi mi ha letta tutta❤️

Alessandra Trevisan

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