E’ sempre curioso intervistare chi ha scelto di seguire la propria passione tra i fornelli. Soprattutto quando è arrivata inaspettatamente, se pensiamo che Michele Orlando si occupava di Arte e poi….
Ma lasciamo volentieri che sia lui a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande:

Primo incontro con il fornello?
“Il primo bacio” è legato ai miei ricordi d’infanzia, come penso sia stato per tutti I cuochi, non mia nonna non mia mamma (cuoche pessime) ma la tata filippina da cui ho imparato ad assaporare cibi differenti dall’usuale, sapori e profumi che ricordo ancora oggi.
Quando hai capito che da passione sarebbe diventata professione?
Quando ho (per amore di colei che ho sposato) cessato la mia attività di mercante d’arte (all’epoca avevo galleria a Firenze Cagliari e Forte dei Marmi).
Lei aveva un ristorante pizzeria a marina di Pietrasanta, entrai “per aiutare” e non ne sono più uscito.
Che formazione hai avuto?
Sono praticamente autodidatta, proprio la passione per la cucina mi ha spinto a lavorare in qualunque ristorante o albergo mi prendesse, ovunque e con qualunque mansione, in cucina devi saper fare tutto, e se possibile, comprendere anche le problematiche spesso chi serve in sala può riscontrare, il concetto di squadra vincente, non può prescindere dal valore del gruppo, dimenticavo , spesso agli inizi non venivo pagato, ma ho fatto tesoro di ogni piccolo dettaglio, ero una spugna nell’apprendere ascoltando e osservando, e questo, oggi posso dire che ha avuto un importanza fondamentale nella mia formazione.
Ho, comunque, frequentato corsi di specializzazione in varie città unendo il lavoro allo studio, scelte non facili, ma piene di soddisfazioni.



Il primo tuo piatto!
Il “mio” primo piatto è recente ed è una variante di un risotto stellato del quale non svelo il segreto….
Un aneddoto che ti ricordi con il sorriso!
Molti sono gli aneddoti legati alla cucina che oggi ricordo con il sorriso, ma in qui momenti erano tragedia.



Che differenza c’è nel gestire una cucina in italia o all’estero ….
Semplicemente la gerarchia.
La catena di comando da noi è molto difficile da gestire, all’estero invece è sempre molto chiara e non discutibile.
In cucina , piccola o grande che sia la disciplina è fondamentale per conseguire i risultati desiderati in termini di qualità del piatto in uscita e velocità di eseguzione.



Quale cliente da più soddisfazione ?
Quello che ti manda il piatto pulito in cucina.
Quanto conta la creatività in cucina?
La creatività in cucina è l’ultimo ingrediente, quel plus che trasforma una pietanza anonima in un piatto di cui ti ricorderai per sempre. Prima però ci vogliono solide basi e conoscenza della materia che hai tra le mani.
L’apparenza senza sostanza non va da nessuna parte , e questo concetto , se mi permettete, vale non solo in cucina





