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Rubrica di Elisa Volta

BON TON BON TON A CURA DI ELISA VOLTA: “Il segreto del successo è prendersi il proprio tempo. Quando una donna infila i tacchi è obbligata a rallentare, a guardarsi intorno”. Christian Louboutin.

ELISA VOLTA
ELISA VOLTA

L’eleganza dell’incedere lento è indiscutibile.

E un tacco alto, oltre alla lentezza e alla sensualità del passo incerto, impone un portamento eretto, squisitamente fiero.

La calzatura – croce e delizia femminile – va però sapientemente dosata per evitare scivoloni di stile.

Proprio come un prezioso ingrediente che può perfezionare o decisamente compromettere l’equilibrio di un piatto, così, al primo passo, la scarpa giusta può avvicinarci alla perfezione e quella sbagliata renderci tremendamente goffe.

Se una décolleté “tacco dodici” o un sandalo gioiello tempestato di Swarovski e ornato di marabù possono essere il pezzo forte del look destinato ad una cena galante, un party o una serata tra amiche stile Sex and the City, non lo sono altrettanto per un incontro di lavoro o per una qualsiasi altra occasione mattutina o pomeridiana.

Plateau e zeppe, che ci donano quei centimetri in più senza sacrificare il comfort, sono una tentazione a cui dobbiamo resistere, a meno di non trovarci in un contesto molto informale o vacanziero.

Sono tra le soluzioni meno raffinate e assolutamente non adatte a situazioni formali, professionali o cerimonie.

Un po’ di attenzione meritano anche le “ballerine”, calzature rasoterra deliziosamente femminili, amate dall’attrice Audrey Hepburn e dalla fashionissima Olivia Palermo.

Sono una soluzione comoda e molto bon ton, ahimè non sempre accettata dall’etichetta, che impone alla donna di portare un po’ di tacco nelle situazioni più formali (il famoso mezzo tacco comodo, ma utile a slanciare la figura e rendere più elegante il portamento).

Per quanto riguarda le sneakers, oggi tanto di moda, e ormai sdoganate in qualsiasi contesto, va da sé che dovrebbero essere utilizzate per il tempo libero e non in ambito professionale (se parliamo di uffici).

Qualche riga va decisamente dedicata ai sandali e alle scarpe aperte.

Si tratta di calzature non adatte alle cerimonie, né al luogo di lavoro.

Nel caso di eventi formali, sono assolutamente bandite!

Si è mai vista S. M. Elisabetta II presenziare ad una cerimonia calzando sandali?

O sono mai stati esposti i piedi nudi della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante un summit? Pur rivestendo incarichi decisamente meno prestigiosi, ciascuna di noi può dimostrare serietà professionale e rispetto per il luogo di lavoro, anche attraverso le scarpe che decide di calzare.

Per le calzature dei Signori Uomini: ai prossimi articoli!

Elisa Volta

2 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton

“Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi 

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo

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