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Ferrara Summer Tour 2021 -Noemi-

sara gautier

Torna ad esibirsi dal vivo Noemi che, dopo un periodo di assenza dai palchi.

Come di consuetudine la sua performance è stata molto apprezzata dal pubblico anche grazie al ultimo album di inediti “Metamorfosi”, oltre che il singolo sanremese Glicine’ e quello estivo Makumba’.

Noemi, ha dedicato  il concerto a Raffaela Carrà.

Fotografie di Sara Gautier

Ferrara Summer Festival è una manifestazione che punta a proporre Artisti ed Eventi presentando una Rassegna di Spettacoli Musicali, e non, nel periodo estivo all’interno del Centro Storico di Ferrara.

La cornice rinascimentale della città di Ferrara crea la suggestione per vivere serate di spettacolo uniche.

Pubblicazione in collaborazione con il Comune di Ferrara

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ArteAttualitàhotellerie

Perché scegliere Ferrara e perché l’Hotel de Prati ?

Hotel de Prati

Le risposte possono essere molteplici, uno su tutti il piacere di respirare il tempo che fu , passeggiando nelle vie di una città nella quale sembra che il tempo si sia fermato.

Ho soggiornato all’Hotel de Prati, piacevole boutique hotel , le camere sono solo 16, a 15 metri da una delle strade più famose d’Europa per storicità, per intenderci la stessa che è stata protagonista della fuga  degli Estensi dalla Città, Hotel in cui la cortesia e la professionalità hanno un sapore piacevole, e non da ultimo , le parti comuni ospitano sempre esposizioni di artisti , ben posizionate, e ben illustrate se richiesto.

La scelta degli arredi restituisce il fascino della Locanda dell’Alfonsa , originariamente questo era il nome legato a questo luogo che  fin dai primi anni del Novecento ha ospitato chi volesse godere delle bellezze di questa splendida città d’arte e delle sue mostre.

E’1925 quando la bisnonna delle attuali proprietarie Alfonsa, appunto, decide di  trasferire al n° 7 di Via Padiglioni la sua attività di “bottiglieria”.

Non solo trattoria, ora anche albergo come dice la scritta sulla facciata: “Albergo Alfonsa”.

Molti furono i personaggi legati alla cultura, all’arte, alla politica che vi hanno soggiornato e in passato desinato,

I pittori in particolare avevano il permesso di servirsi, come cavalletto, delle panche e delle sedie del locale.

Alfonsa morì nel gennaio 1944 durante il bombardamento sulla città di Ferrara nel rifugio della Banca d’Italia, a pochi passi dal suo albergo.

Dopo la sua morte l’albergo ha proseguito la sua storia fino a giungere ad oggi.

Se passate da Ferrara questo è un indirizzo da tenere presente

Hotel de Prati

Via Padiglioni, 5  44121 Ferrara  Italia

tel:  +39 0532 241905

fax: +39 0532 241966

e-mail: info@hoteldeprati.com

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EventiMusica

Ferrara sotto le stelle serata del 3 Luglio Mecna

Mecna

Sabato 3 luglio il Parco Massari ha ospitato Mecna, una delle voci più importanti della scena rap italiana, capace di raccontarsi in modo intimo e personale attraverso produzioni eleganti, caratterizzate da tappeti elettronici e atmosfere soffuse che unite alle liriche autobiografiche

ma mai autoreferenziali creano uno stile inedito e inconfondibile, come ha dimostrato ancora una volta nel suo ultimo successo discografico Mentre Nessuno Guarda e nei recenti singoli Soli Mille Cose.

Foto di Sara Gautier

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AttualitàEventispettacolo

Al Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado” è andata in scena il 15 Giugno “Norma”, per la regia di Maria Cristina Osti

Claudio Abbado

La lirica torna a teatro con un’opera affascinante, che ha regalato emozioni che non si possono spiegare a parole… ma ci pensa il linguaggio del cuore.

Norma di Vincenzo Bellini, su libretto di Felice Romani, è andata in scena martedì 15 giugno al Teatro Comunale di FerraraClaudio Abbado”, per la regia di Maria Cristina Osti.

Una produzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara in coproduzione con Associazione Parma e OperArt APS e Fondazione Teatro “G. Borgatti” di Cento.

Oltre a Renata Campanella e Fabio Armiliato nei panni rispettivamente di Norma e Pollione, Yulia Merkudinova è Adalgisa, Alberto Bianchi Lanzoni è Oroveso, e poi Vittoria Brugnolo (Clotilde), Stefano Colucci (Flavio), Diana Rivaroli e Francesco Ferri (Due Fanciulli), Daniela Patroncini e Paolo Garbini (Mimi). Gli attori sono di Operiamo e Casa della Musica e delle Arti. Le scene sono a cura di Alessandro Ramin, le luci a cura di Marco Cazzola.

Direttore di scena è Kaori Suzuki. Lo spettacolo vedrà la presenza anche dell’Orchestra Città di Ferrara, che suonerà dal vivo. Direttore d’orchestra è Lorenzo Bizzarri, con il Coro “G. Verdi” di Ferrara diretto da Mirko Banzato.

Rilevante in Norma, per la regista Maria Cristina Osti, è la metamorfosi femminile nell’opera.

 “Nel settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri l’opera belliniana rievoca in sé la Commedia dantesca permettendo ad ognuno di riconoscere l’umanità che circonda entrambe le opere. L’inferno è vivo, umano, tangibile, violento e passionale così come il mondo che troviamo in Norma” spiega Maria Cristina Osti. “La libertà individuale, che sta nella capacità di scegliere tra le diverse strade, ha come conseguenza una assunzione di responsabilità.

Nulla è casuale come la bufera finale dettata dalla scelta della morte come ultimo sacrificio, perseguendo quella libertà di cuore che vince ogni ragione. Il conflitto interiore di Norma è per lei un Purgatorio: disposta a sacrificare il bene più prezioso, i figli, per punire la fellonia di Pollione e il suo peccato” prosegue la regista. Per Osti “è il trionfo del femminile: generosità, rinuncia, sorellanza, riscatto, sacrificio sublimato nella catarsi paradisiaca finale”.

SIMBOLOGIA DELLA METAMORFOSI FEMMINILE NELL’OPERA

Note di regia di Maria Cristina Osti

Nel settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri l’opera belliniana rievoca in sé la Commedia dantesca, permettendo ad ognuno di riconoscere l’umanità che circonda entrambe le opere. L’inferno è vivo, umano, tangibile, violento e passionale così come il mondo che troviamo in Norma. Questo è stato lo spunto per gli elementi scenografici narrativi: un grande albero rievoca la metamorfosi dei suicidi che avendo rifiutato il loro corpo, sono costretti ad essere una inferiore forma di vita (vermo reo che l’mondo fora): risale dagli inferi, caratterizzata dalle sue tre facce, una corporeità prorompente con grandi ali scure tali da inglobare il bene quale ribaltamento di tutti i valori. Vedremo il signore d’inganni, Loki, il non demonio cristiano, dio della grande astuzia e della distruzione pronto per un gioco seduttivo del male nei confronti di Norma, sino ad indurla a non riuscire a porre freni ai suoi istinti entro il limite prefissato dalla ragione.

La libertà individuale, che sta nella capacità di scegliere tra le diverse strade, ha come conseguenza una assunzione di responsabilità. Nulla è casuale come la bufera finale dettata dalla scelta della morte come ultimo sacrificio perseguendo quella libertà di cuore che vince ogni ragione.

Il conflitto interiore di Norma è per lei un Purgatorio: disposta a sacrificare il bene più prezioso, i figli, per punire la fellonia di Pollione e il suo peccato. Altro fondamentale simbolo è la Luna, lo strumento cosmico che segna il cammino del “viator” ed è profondamente legata al ciclo della nascita, della morte, della fertilità femminile, dell’io nascosto, dell’esoterico, dell’eterno ritorno. La scelta di Norma induce la Luna, saggezza celata, a coprirsi per lo sdegno. Nella veglia nascosta sui suoi figli, la Luna, simbolo di ambivalenza (vita e morte), rimane regina madre, sacerdotessa, pronta al suo inizio passivo; è colei che detta i segni del cielo avvolgendo tutte le facce di Norma.

E’ il trionfo del femminile: generosità, rinuncia, sorellanza, riscatto, sacrificio sublimato nella catarsi paradisiaca finale.

a Cura di Sara Gautier

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