Una passione per la musica che lo ha portato fin da giovanissimo a sfiorare i tasti del pianoforte ..
Il producer e musicista GIAcomo PisaneLLO, in arte Giallo, ( il suo colore preferito si, ma anche un evidente crasi tra nome e cognome ) ha deciso di uscire allo scoperto presentando il suo disco “#FFB427“ ,il cui titolo prende spunto dal suo color code e riprende il concept del White Album dei Beatles.

Il progetto è interamente prodotto da lui, dalla voce alle strumentali, e viene presentato con il suo primo inedito “Eriksen”: un ibrido tra un brano indie e una sigla di una nostalgica comedy americana che contrappone giochi di parole e metriche ricche tipiche dell’hip-hop a ritornelli melodici in pieno stile 60s.
Tra le reference si sentono gli Articolo 31 ed i Beatles passando da Dargen D’Amico e Gianni Togni.
Conosciamolo meglio lasciando che sia lui a raccontarsi rispondendo alla nostre domande
Il tuo primo incontro con la musica?
I primi ricordi che ho della musica sono il pianoforte a casa dei miei nonni, i miei che mi cantavano le loro canzoni per farmi addormentare e poi verso i 3 anni la prima lezione di pianoforte.
È difficile per me poter stimare un vero primo incontro con la musica perché ha sempre fatto parte della mia
vita a 360 gradi.
Quando hai capito che sarebbe stata parte integrante della tua vita la
musica?
Più o meno tra le medie e le superiori: studiavo già musica da quando ero piccolo ma è stato con le prime band formate per gioco coi miei amici che ho iniziato a vedere il mio sogno e costruirlo giorno per giorno.
Un aneddoto che ricordi con il sorriso?
Dopo le varie esperienze con le band nelle quali ho sempre cantato, ho deciso fermamente di non cantare più e dedicarmi al songwriting e la produzione per altri artisti. In tutto questo tempo ho scritto e prodotto centinaia di brani che hanno richiesto tantissimo lavoro.
Assurdo come i miei piani siano cambiati in pochissimo tempo: in poco più di una settimana la scorsa estate ho scritto e prodotto il mio intero album, di cui Eriksen sarà il primo singolo, e ho deciso di mettere su un mio progetto artistico.
Forse stavo solo aspettando il momento in cui avrei avuto qualcosa da dire.

Come è cambiato il mondo della discografia?
Sicuramente la discografia è in continua evoluzione ed è costretta a seguire l’avanzamento tecnologico: le nuove modalità e mezzi per produrre e fruire la musica cambiano tutte le carte in tavola.
Che questo sia qualcosa di cattivo io non credo: come tutto ha i suoi pro e i suoi contro, e in fondo io cosa ne voglio sapere di quanto era difficile esprimersi con la propria musica quando era solo per pochi fortunati poter registrare una canzone?
In ogni caso, che abbia portato del buono o del cattivo, io credo che ci sia qualcosa che l’evoluzione tecnologica non possa cambiare, e cioè il nostro essere umani, l’avere bisogno di provare stimoli, emozioni e sensazioni, e io credo fermamente in questo quando faccio musica.
Quanto conta la comunicazione?
In un periodo storico in cui la comunicazione e i social sono al centro della scena e spesso più importanti del prodotto stesso, non posso che riconoscerne l’importanza.
Tuttavia spesso chi mi conosce mi fa notare che vivo in un mondo tutto mio e, dato che per me è molto più facile
comunicare con la musica, mi piace lavorare con persone che mi aiutano a farmi conoscere per la persona che realmente sono.
Per riassumere, trovo che la comunicazione al giorno d’oggi sia fondamentale ma sono un grande fan di coloro che sono in grado di comunicare la realtà senza troppi fronzoli e filtri.
Che rapporto hai con il tuo pubblico?
Questa è una bella domanda perché il mio obiettivo è quello di arrivare al mio pubblico principalmente con la mia musica e ad oggi il mio progetto è ancora inedito, quindi come diceva Battisti, lo scopriremo solo vivendo.
Cos’è per te la musica?
La musica è appunto il mio mezzo di comunicazione principale, l’unico con cui riesco concretamente ad esprimermi.
Sono una persona molto timida e riservata e non sono un granché né con il linguaggio del corpo né tanto meno con le parole, a meno che non siano in un testo di una canzone, ma quella vale come musica, no?
Se chiedessi alle persone che mi sono più vicine da quanto mi conoscono realmente probabilmente mi risponderebbero che è da quando hanno ascoltato il mio primo brano. Inizio modulo



Se potessi andare indietro nel tempo, con quale artista ti piacerebbe interagire e perché?
Sicuramente tra i grandi artisti del passato che stimo di più e con i quali mi sarebbe piaciuto passare del tempo in studio non posso non citare i Beatles: i primi a fare del pop una forma d’arte, a sperimentare e a trasformare lo studio di registrazione in uno strumento; non a caso hanno ispirato 60 anni di musica pop e continuano.
Grazie per la piacevole chiacchierata.





