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Annette K. Magnet, founder del brand “Magnet”, intervistata da Paola Fiorido.

Annette K. Magnet,

Il brand Magnet è nato a Milano durante la Pandemia dalla designer e creativa originaria della Germania Annette K. Magnet si contraddistingue per la sua linea di gioielli underground che rievocano gli anni 90 con  originali concetti che si fondono con materiali ricercati e anallergici. Indossare un gioiello Magnet vuol dire far parte di una tribù che si contraddistingue per lo stile, per la ricerca e l’innovazione.

Per saperne di più su Magnet ho intervistato Annette K 

Quando hai deciso di creare tua linea di accessori-gioielli Magnet ? 

Durante la pandemia, ho iniziato a creare collane.

È stato un processo naturale. Guardando un talent show musicale in TV (anche se di solito non guardo la TV, ma in quel periodo capitava), ho notato un ragazzo dallo stile molto rock indossare una collana di perle. Da lì ho iniziato a creare collane non solo per me, ma anche per molte altre persone.

Stava nascendo qualcosa che avevo desiderato da tempo.

Perché hai scelto di chiamare Magnet il tuo Brand ? 

  Avevo deciso di utilizzare una chiusura magnetica per i miei gioielli e volevo che il brand fosse legato alla mia persona, così è nata l’idea: il mio nome è Annette, e in Italia tutti mi chiamano Anet, che si trova all’interno della parola “magnet”.

 Quali designer e artisti hanno influenzato il tuo percorso ? 

 Il brand che mi ha influenzato all’inizio, soprattutto per l’uso delle perle, è stato A’N’D (design art fashion made in UK),di seguito mi sono ispirata a Alexander McQueen, AnnDemeulemeester, Justine Clenquet e altri ancora, compresi i gioielli vintage.

Qual’é la tua visione ? 

La mia visione è quella di creare gioielli contemporanei, con uno stile un po’ “post: rock, punk, rave”, che possano essere indossati in varie occasione, come quelle più quotidiane, lavorative, o anche in occasioni speciali.

Per questo motivo, mescolo spesso perle di fiume (o di vetro, madreperla, resina) con pezzi di acciaio o altri metalli (sempre nickel free), aggiungendo anche paracord, delle corde che richiamano quelle sportive per l’arrampicata o altro. Il mio colore preferito è il rosa, che si vede spesso come predominante nelle mie creazioni e nelle foto. Nonostante l’utilizzo dell’acciaio, le mie creazioni hanno un aspetto leggero e delicato.

A cosa ti ispiri per le tue creazioni ? 

Le mie ispirazioni vengono dai libri, dai giornali, dalle mostre, dalle ricerche online e dall’osservazione delle persone.

Mi piace molto osservare e frequento luoghi legati alla cultura underground.

Ci introduci alla tua ultima collezione ? 

La mia ultima collezione si concentra sulla mescolanza e sull’armonia del caos. Mescolo acciaio dorato e argentato, uso maglie di catene di diversi spessori, pesi e lunghezze per la stessa collana, unendo elementi con caratteri differenti in modo non convenzionale, ma riuscendo comunque a creare qualcosa di armonioso.

 A chi sono destinati i tuoi accessori ?

I miei gioielli sono pensati a chi vuole distinguersi dal resto aggiungendo un dettaglio particolare al proprio abbigliamento. Sono unisex, poiché non faccio distinzione tra accessori per uomo e donna. Il mio target è ampio (no distinzione di genere e d’età), ma rivolto a chi ha una mente un po’ trasgressiva e non uniformata .

Paola Fiorido

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DISLIKE ME, il bello del rebranding…

DISLIKE ME

Il rebranding DISLIKEME si concentra sull’idea di abbracciare l’autenticità in un mondo dominato dalla ricerca frenetica dei like sui social media. un pollice verso, simbolo del “dislike”, stilizzato in modo unico e accattivante. storie di persone che abbracciano la loro unicità, incoraggiando gli utenti a “dislikare” la pressione sociale e ad abbracciare ciò che li rende veramente unici. DISLIKEME diventa un marchio che celebra l’autenticità in un modo originale e anticonformista.

non si tratta di una capsule ma di rebranding. Le persone mi danno dei loro capi che io rebrandizzo. adesso ne ho fatti un pò per fare un pò di esempi di come verrebbe e per mostrare il mio stile. per un momento è una idea embrionale che vorrei far correre nel mondo della musica dei dj, tutto lo strato underground

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Il Soprano Dominika Zamara ambassador per i gioielli di Joanna Trefon.

Joanna Trefon

Quando la passione diventa arte, quando l’arte si trasforma in qualcosa di unico. Questo è il caso di
Joanna Trefon, creazioni uniche accessori e gioielli rivolti al mondo femminile. Un gioello amplifica la
sensualità di una donna
Abbiamo visto le sue creazioni indossate alla soprano Dominika Zamara, arte su arte un connubio

Perfetto era questa la sua idea nel pensare a un gioiello indossato da un’artista?

Non avrei mai pensato che i miei gioielli sarebbero stati indossati da un’artista di così grande rilievo
come Dominika Zamara. Quando ho scoperto che a Dominika piacevano le mie creazioni, ma ne ero
sia felice che terrorizzata! Felice, perché la Zamara, oltre ad essere un meraviglioso soprano, è anche
una donna incredibilmente simpatica, modesta e bella. Terrorizzata quando ho capito dove Dominika
canta e avrebbe indossato i gioielli. Avevo paura se fosse stato fatto alla perfezione, se tutte le
perline e i cristalli fossero al posto giusto, i gioielli hanno la funzione di influenzare l’immagine di chi li
indossa. Ora in retrospettivamente, so che i timori erano del tutto infondati I miei gioielli viaggiano
con Dominika non solo in Italia o in Polonia, ma anche negli Stati Uniti ecc. Sono molto felice siano
scelti da uno dei migliori soprani del mondo sottolinea la sua bellezza, il suo fascino e aiuta Dominika
a distinguersi dalle altre donne.

Dei gioielli di alto livello, bellezza ed eleganza, come nascono le sue creazioni?

I miei gioielli sono cuciti a mano da me, utilizzando un ago e fili speciali per perline. Ogni perla è
cucita due o tre volte in modo che rimanga esattamente nel posto previsto. Creo principalmente
nella tecnica delle perline e del ricamo con perline – sicuramente queste due tecniche sono le mie
preferite. Per le mie creazioni uso materiali della migliore qualità, ad esempio perline Toho e Miyuki,
pietre naturali e cristalli Rivoli di Rhinnes o Bonnes e la nota azienda S. Questa azienda produce
anche perle di vetro, probabilmente le più belle di tutte le perle artificiali
che sono stati creati. I miei clienti le adorano, proprio come me. Il metallo è un acciaio inossidabile,
sicuro per le allergie. Ogni mio progetto nasce nella mia testa e nelle mie mani. Non so dipingere e
disegnare, quindi non lo so disegnare gioielli su un pezzo di carta o in un programma di grafica,
prendo solo ago, filo e perline e inizio a creare. Spesso registro ciò che faccio in modo da poter
realizzare in seguito, ad esempio, un secondo orecchino che sembra lo stesso, o ripetere il motivo in
una diversa combinazione di colori, quindi è più facile per me tornare al progetto in un secondo
momento. Sono ispirato da molte cose: combinazioni di colori, forme, figure geometriche. Ciò che
osservo e ricordo, lo uso più tardi nella mia gioielleria.
Le sue creazioni sono uniche, come uniche sono le persone, quindi sarebbe possibile anche

Personalizzare i gioielli a seconda delle sue clienti?

Ogni mio progetto è incentrato sulla personalizzazione, i miei clienti hanno la possibilità di scegliere il
colore, forma, tipo di pietre, colore delle perline, modello, praticamente tutto. All’inizio di quest’anno
mi hanno commissionato degli orecchini basati sul modello “Triplets” – i colori di base sono blu navy
e oro con cristalli rivoli trasparenti e morganite crema, il cliente ha richiesto rivoli verde smeraldo con
fucsia e perline d’oro. Inoltre, perle verdi dell’azienda S. – orecchini, anche se il modello era

specificato, è uscito completamente diverso, adattato alle esigenze della mia cliente. E sono venute
bellissimi, a detta della cliente, in oltre ho creato un ciondolo per la medesima cliente, la qule lo ha
indossati per delle speciali occasioni.
Un gioiello emana un messaggio di sensualità ed uno degli accessori più femminili che esistano che

Ne pensa?

Sicuramente, i gioielli sono quell’accessorio che enfatizza il fascino personale, la bellezza e aggiunge
un tocco di lucentezza a ogni donna, senza eccezioni. Usare i gioielli nelle stilizzazioni, anche di tutti i
giorni, migliora l’umore, ci sentiamo meglio e siamo più fiduciose. Questo è il compito dei miei
gioielli: annullare il male e aggiungere fiducia alle donne che lo indossano. Dovrebbe brillare, deve
brillare, proprio come chi i indossa. Anche la stilizzazione più semplice, quando scegliamo i gioielli per
essa, assumerà un carattere individuale.

Nel futuro pensa di espandere il suo mercato oltre ai confini della Polonia?

Sì, ho recentemente aperto un negozio su Etsy, dove si può acquistare sia prodotti già pronti sia
quelli personalizzati. Il negozio online ha recentemente iniziato a funzionare, quindi con il passare del
tempo vorrei aprirmi ai mercati esteri.
Link al negozio: clikka

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“Lia Pascaniuc” il logo è più che la firma d’artista è un’opera d’arte.

Lia Pascaniuc

La L di Lia e la P di Pascaniuc si incontrano e intrecciano insieme fino a formare spontaneamente il simbolo dell’infinito: la totalità che nasce dall’incontro di due metà perfettamente speculari e che attraverso un flusso energetico creano equilibrio e armonia.

La filosofia artistica di Lia Pascaniuc rispecchia perfettamente tutto il simbolismo legato all’infinito, perché è una costante ricerca di equilibrio energetico e bellezza attraverso il movimento e la mutazione della natura.

L’ambiente naturale, in continua lenta mutazione è sempre diverso, ma sempre armonico.

Si adatta e cambia, reagisce con energia alle influenze esterne, trovando soluzioni perfette ed esteticamente uniche.

Ogni forma artistica delle visual artist nasce con la stessa motivazione della natura: creare l’artwork perfetto, secondo uno schema di equilibri naturali, ma in costante mutazione, seguendo il flusso energetico spontaneo delle cose.

C’è in ogni opera una sapiente fusione tra l’elemento naturale (pesci, legno, farfalle, luce, metallo) e la visione artistica di Lia Pascaniuc che si intrecciano e creano un artwork che racconta con il linguaggio delle tecnologie moderne la sua filosofia.

Il logo rappresenta quindi molto più della firma dell’artista: è esso stesso un’opera d’arte.

Il ricco simbolismo dell’infinito viene personalizzato dalla visione filosofica di Lia Pascaniuc, che lo ha trasformato in un’opera d’arte: la più rappresentativa di se stessa.

Firma e ricerca di un simbolo

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Moda e aziende insieme per la tutela dell’ecosistema: “FASHION FOR FUTURE”.

FASHION FOR FUTURE

Sull’asse Napoli-Milano nasce il movimento Fashion for Future su iniziativa della rivista di moda Pink Life Magazine, stampata su carta riciclata e certificata FSC, e di Amaranto Holding S.p.A., azienda leader nella progettazione e realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Partner del movimento Accademia della Moda di Miliano, con gli allievi che stanno lavorando su progetti moda ecosostenibili.

«Fashion for Future si propone come movimento che invita l’universo “moda” e l’universo “azienda” a prendersi cura del mondo in cui viviamo e a tutelare l’ecosistema – spiega Linda Suarez, editore e direttore della rivista digital Pink Life Magazine –. L’idea nasce dall’incontro con Antonello Amoroso, fondatore di Amaranto Holding SpA.

L’ambizione è rendere Fashion for Future una delle declinazioni del movimento globale che si è spontaneamente formato attorno all’azione di Greta Thumberg.

Ognuno di noi può e deve compiere piccoli gesti quotidiani a tutela dell’ecosistema.

Il primo passo concreto che Pink Life Magazine compie è la scelta di stampare da questo numero su carta riciclata Noi iniziamo così e siamo pronti ad accogliere in Fashion for Future tutte le realtà che vogliono fare rete e condividere il messaggio e l’azione con noi».

«In Italia esistono moltissime eccellenze del comparto moda, sartoria, industrie tessili e su alcune siamo già intervenuti migliorando energicamente le strutture – spiega Antonello Amoroso –. Sostenibilità ed economia circolare non possono rimanere temi da convegno, bisogna agire e farlo in fretta.

Le dinamiche all’interno del settore sono complesse e necessitano delle risposte politiche che siano articolate e, soprattutto, che pianifichino la transizione dell’industria verso un modello di maggior disponibilità.

Oggi sono disponibili i fondi del PNRR e sono disponibili anche fondi di investitori privati. Il nodo da sciogliere è la burocrazia, troppo lenta e complessa.

È necessaria e urgente un’interazione concreta tra pubblico e privato. Nell’azione di comunicazione e divulgazione dell’urgenza Pink Life diventa un partner ideale, che dà un bel segnale optando per la stampa su carta riciclata».

«Amaranto Holding S.p.A. inizia la sua attività nel 2008 con la società Energia Prima SpA realizzando importanti progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e aggiudicandosi il podio all’interno del Report IHS Technology con una pipeline di 250 MW in partnership con Bester – continua Amoroso –.

In seguito, con la fondazione della holding nel 2010, abbiamo integrato l’intera filiera formando un team di giovani professionisti altamente qualificati per offrire un supporto completo alle aziende dalla progettazione, al servizio EPC, dalla gestione globale degli asset alla manutenzione degli impianti».

«In questa nuova ottica “ecosostenibile”, l’obiettivo diventa quello di creare una rete tra realtà che, pur facendo impresa e business, si muovono nel rispetto del pianeta e a tutela dell’ecosistema – racconta Donatella Liguori, business manager Pink Life –. Anche il mercato automotive si sta muovendo in questa direzione con la creazione di modelli di automobili elettriche.

Certo, ci vorranno almeno due anni per un uso diffuso di questa tipologia di auto perché le colonnine per ricaricarle sono ancora molto poche ma il futuro è questo.

La rivista accoglierà e divulgherà realtà imprenditoriali ma anche azioni, notizie, consigli su come tutelare l’ecosistema e come vivere in maniera corretta la nostra quotidianità.

Oggi tra i nostri partner, oltre ad Amaranto Holding SpA, c’è Ortensia Tropeano, che, con un team di chimici e biologi, per la creazione di un siero sopracciglia naturale e non testato sugli animali.

Scelta e esempio virtuoso di tutela dell’ambiente. Amaranto Holding SpA è la soluzione per tante aziende che possono continuare la loro produzione scegliendo fonti di energia rinnovabile e adattando le loro fabbriche; può essere la soluzione per le strutture ricettive e per le SPA, per esempio. Pink Life Magazine si pone l’obiettivo di creare una rete concreta tra realtà virtuose e di invitare il mondo dell’imprenditoria italiana a guardare in quest’ottica: proteggere il mondo in cui viviamo è l’unica chance che abbiamo anche e soprattutto per il benessere di ognuno di noi».

Ufficio stampa e Media PR

Francesca Scognamiglio Petino – francesca.sco@gmail.com

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Il confine labile tra arte e artigianato Storie a Palazzo Gondi, il Salotto degli Artigiani.

il Salotto degli Artigiani

Recentemente abbiamo visitato “Il Salotto degli Artigiani”, esposizione di manufatti d’arte artigiana a Palazzo Gondi, edificio storico del centro fiorentino, vicino a Palazzo della Signoria, organizzato da Eleonora Lucifero.

Un primo appuntamento per mostrare esperienze da Firenze e dall’Italia.

L’occasione è stata preziosa anche per visitare il piano nobile e i suoi saloni di uno dei palazzi più belli di città, costruito dal 1490 da Giuliano da Sangallo per la famiglia Gondi, attualmente privato.

La manifestazione ha visto le botteghe e i marchi artigianali con un estro artistico provenienti da alcune regioni d’Italia e tra questi ci sono Folkloore e Altelier Francesca Bicchi da Milano, Domitilla Gucci con le sue borse, Larissa Pucci con i suoi foulard, Margherita B da Roma con il suo pregiato cashmere, Tulsi con i suoi scialli decorati a mano, gli incredibili arredi disegnati e creati da Maurizio Talerma, C’est la V da Milano, Ceramiche d’Este, i maestri argentieri e orafi di Gilda Re, e le colorate creazioni di Vincenzo Spanò, oltre alle cinture di Eleonora Lucifero.

Una passeggiata nella bellezza, grazie anche a una terrazza che si affaccia di sguincio su Palazzo della Signoria dove siamo andati a curiosare per raccogliere delle storie come quella di Alessandra Zaltieri e Maurizio Telerma, amici, che presentano un allestimento comune dove scialli e borse della prima si appoggiano sulle creazioni d’arredo del secondo.

Durante la manifestazione c’è stato un momento di attenzione sociale proponendo la vendita dei cioccolatini di Airc, l’Associazione per la Ricerca sul Cancro con delegazione attivissima e importante in Firenze e Toscana.

A cura di Ilaria Guidantoni

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Terra: il terzo modello di scarpa vegetale prodotta dai residui di uva italiana made in Le Coq Sportif

Coq Sportif

Dopo i modelli Gaïa e Nérée presentati lo scorso agosto, la nuova calzatura del brand francese completa la collezione naturale di produzione locale. Questa nuova generazione di sneakers si rivolge a un pubblico urban.

Dopo Gaïa e Nérée, l’anima green di Le Coq Sportif non si ferma. È stata presentata Terra, il terzo modello di scarpa vegetale, locale e naturale, che dà continuità ai due modelli del brand francese in vendita dallo scorso agosto.

Il modello Terra trae ispirazione dalla natura, più precisamente dalla topologia del terreno e dal suo rilievo. Una scarpa court, sempre realizzata con materiali vegetali, principalmente con i residui dell’uva di provenienza italiana.

Proprio come i primi modelli, la soletta è in sughero e lattice naturale, la suola in gomma e i lacci in cotone. Il logo del marchio è ricamato all’esterno della scarpa.

La firma di questa collezione, una bandiera bianca e verde, sempre realizzata con materiali vegetali, adorna i talloni delle scarpe. Sul lato destro si trova il nome del modello e la sua annata: “TERRA_VG 2020”.

Tanto comoda quanto elegante, Terra è disponibile in 4 varianti: due modelli monocromatici, uno bianco, uno nero, e due modelli con inserti e logo colorati, blu navy e grigio chiaro.

Questa nuova sneaker è il risultato di ricerca e innovazione per offrire modelli responsabili, autentici e con uno stile urban. La selezione e la raccolta dei materiali, la loro modellatura e trasformazione, viene realizzata nel rispetto della natura e della tradizione a livello di produzione del brand. Questa scarpa riprende le caratteristiche dei primi modelli naturali del marchio tricolore con una produzione locale in Portogallo.

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…Liv Mask…

Liv Mask

Una cover interamente lavabile, un filtro facilmente sostituibile e riutilizzabile fino a 20 giorni, rende Liv Mask la mascherina più sostenibile presente sul mercato.

La tecnologia è svizzera, il design

Il binomio creato  dalla vestibilità e l’ergonomica unito a materiali di alta qualità (Il tessuto utilizzato è resistente all’acqua)  la rendono perfetta per offrire un filtraggio confortevole, traspirante ed efficace.

Aderisce perfettamente al tuo volto. 

Clikka per acquistare
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Pinotti Cashmere, qualità e Made in Italy Worldwide!

Pinotti Cashmere

Morbido, soffice e caldo. Sono questi gli aggettivi che di solito ci vengono in mente quando sentiamo pronunciare la parola cashmere . una delle fibre più rare e preziose che si possano trovare in natura:
Forse non tutti sanno che le fibre di cashmere vengono ricavate dal vello di una specie particolare di capra, dette Capra Hircus,  allevata principalmente in paesi come Russia, Iran, Afganistan, Turchia e India.

Pinotti Cashmere nasce nel 1990, nonostante la continua crescita che ha portato l’azienda ad essere ritenuta una delle realtà qualitativamente più importanti nella produzione e commercializzazione di abbigliamento di alta qualità, realizzato con  fibre naturali molto speciali scelte con cura , dedizione( la maggior parte degli indumenti sono realizzati appunto in 100% cashmere),mantiene da sempre un gestione Familiare.

Il punto di forza dell’azienda,  è la reinterpretazione di capi ed accessori in cashmere ,capace di creare un eccellente binomio tra la tradizione delle lavorazioni più antiche ad un design moderno e contemporaneo, in tantissime tonalità, dal classico e naturale ai colori più accesi.

L’altissimo pregio, la straordinaria morbidezza ed il calore del cashmere hanno convinto nel corso della storia mercanti, re ed imperatori a scegliere ed indossare con fierezza questo splendido tessuto, che fin dall’antichità si è sempre distinto come materiale nobile ed elitario, destinato alla classe più agiata.

Le Boutique Pinotti Cashmere le possiate trovare a Milano, Cortina, Forte dei Marmi e Saint Tropez…

Una curiosità:

Il cashmere più pregiato, l’Inner Mongolia Cashmere, proviene direttamente dalla Mongolia interna cinese, un territorio dal clima molto rigido che produce circa il 90% del cashmere mondiale

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Ingranart , il Tempo da indossare

ingranart

Il coraggio di lasciare lasciare il certo per l’incerto, da qui nasce Ingranart

Simona Della Bella ha un passato da atleta della Nazionale Italiana di nuoto sincronizzato, laureata  in Filosofia e dopo un Master in Bocconi, incominciò a lavorare in una Multinazionale farmaceutica  fino al 2013, quando decise di dare una vera svolta alla sua vita.

Mentre lavorava in azienda, aveva già cominciato a fare sculture (suo nonno era scultore), ma ormai sentiva era chiaro che la sua testa era altrove .

Decise ,così, di lasciare l’azienda e di seguire il suo  sogno di creatività e di arte: ha cominciato a studiare, sperimentare, passando dalla produzione di sculture, a pitto sculture create con ingranaggi meccanici e di orologi.

Come spesso accade, fu il caso a regalare consapevolezza a Simona :

Una sera all’inaugurazione di una mostra, indossava un suo gioiello  creato (quasi per gioco) con alcuni ingranaggi e , fu in quale momento che si rese conto che molte persone  rimasero colpite da quello stranissimo gioiello!

All’inizio realizzava ogni pezzo da sola, chiusa nel suo laboratorio, a sperimentare, provare, andare alla ricerca di orologi o sveglie antiche.

Tanti furono i tentativi, alcuni buoni altri un po’ meno, ma l’idea era decisamente nuova e ha perseverato. anche perché , oltre ai complimenti, seguendo il detto che il miglior complimento per un artista è comprare una sua opera,  la gente iniziava  a comprarli.

Dopo varie  fiere e inviti a contest di settore, iniziarono ad uscire i primi articoli  sui giornali che raccontavano la sua storia e il target di clienti iniziava ad essere ben definito.

A questo punto decise di iscriversi alla Scuola Orafa Ambrosiana per apprendere anche le tecniche di base che sono necessarie per chi vuole crescere e migliorare e far diventare un passione una professione

La founder di IngranArt ha creatoil brand  per poter realizzare piccole opere d’arte da indossare, piccole sculture  ricercando con cura e riutilizzando ingranaggi di orologi antichi.

Le line di produzione sono 2 IngranArt for Man e IngranArt for Woman ma il cuore della Fondatrice del Brand lo troviamo in IngranArt for Your Time, dove crea gioielli su commissione, sui quali e nei quali inserisce, sapientemente ,pezzi di storia legati al committente scegliendo i giusti ingranaggi provenienti da  orologi vecchi di famiglia non più funzionanti, ma di indubbio e  grande valore affettivo, ed è qui che nasce l’opera unica di Simona Della Bella , che reinterpreta e plasma il passato per donare una nuova vita ad oggetti che molto hanno ancora da raccontare.

Il tempo passato può tornare a vivere e ad essere indossato. Per ogni singolo gioiello scrive una storia che racconta a chi lo indossa il significato della sua simbologia.

In piazza a Morgex una sua  scultura è stata scelta e posizionata  “La rivolta del Tempo” realizzata con le lancette del campanile della chiesa ottocentesca del paese e che rappresenta la sintesi della filosofia Ingranart.

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