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Frida Kahlo: LA STORIA DELL’ARTE LETTA CON GLI OCCHI DELLA LOOK MAKER RAFFAELA GALLINA.

RAFFAELA GALLINA
RAFFAELA GALLINA

Raffaela Gallina, nota Look maker, professionista da quasi 35 anni ed imprenditrice da 25 nel suo Salone di Bellezza “A Modo Mio” sito nella ridente Palmanova , cittadina storica friulana.

Lei, di professione, carpisce ed enfatizza ogni forma di bellezza ed in quest’occasione ha voluto fare un esperimento nuovo e costruttivo, mettendo in gioco le sue due passioni, il suo lavoro di consulente di immagine e l’arte della pittura,

In questo appuntamento con l’arte e la bellezza per l’immagine semplice ed armonica, vi voglio parlare di Frida Kahlo, famosa pittrice messicana nata il 6 luglio del 1907 e morta 47 anni dopo nel suo paese nativo, in periferia di Città del Messico, Coyaocan. Oltre ad essere stata concepita dal padre fotografo tedesco di genitori emigrati e da una madre benestante messicana, le piaceva dire di essere nata nel 1910 perché si sentiva profondamente figlia della rivoluzione messicana e del Messico moderno.

Studiò inizialmente in una scuola tedesca e nel 1922, volendo diventare medico, frequentò l’Escuela National preparatoria, dove si innamorò di Alejandro Gomez Arias studente, giornalista ed ispiratore dei Cachuchas, un movimento socialista.

Oltre ad essere affetta da spina bifida scambiata per poliomielite, nel 1925, a 18 anni, rimase vittima di un terribile incidente che la costrinse allettata per lungo tempo. I genitori le comperarono un letto a baldacchino con uno specchio e dei colori che le permisero di esprimersi, nella sua passione per la pittura, autoritrattandosi.

Il primo autoritratto lo donò al suo ragazzo.

Piano piano ritornò a camminare con atroci dolori che sopportò per tutta la vita. Divenne un’artista di professione ed un’attivista del Partito Comunista Messicano grazie anche all’illustre pittore dell’epoca Diego Rivera che sposò nel 1929. Si unì a lui sapendo di andare incontro a continui tradimenti e, conseguentemente alle sofferenze sentimentali, ebbe a sua volta numerosi rapporti extraconiugali comprese esperienze omosessuali.

Nel 1939 divorziò a causa del tradimento di Rivera con Cristina, la sorella di Frida. Nel 1940, nonostante tutto si risposa con Diego perché legata da un profondo amore e, nonostante tutto, continuò ad avere amanti di ambo i sessi e con personaggi illustri dell’arte e della politica.

La pittrice si iscrisse al Partito Comunista Messicano durante il periodo post-rivoluzionario anche per la presenza e la militanza di numerose donne dinamiche la cui indipendenza e autodeterminazione incoraggiarono Frida a unirsi a loro dando un influente contributo all’emancipazione femminile.

Morì per embolia polmonare nel 1953 e le sue ceneri sono conservate nella sua Casa Azul sede del Museo Frida Kahlo.

Sono sempre rimasta affascinata dalla sua immagine di icona femminista e da i suoi particolari tratti somatici.

Mi sarebbe piaciuto farle un Test Cromatico per cercare di valorizzarla al massimo ed esaltarne la bellezza.

L’uso dei colori nei suoi dipinti e l’uso del colore nel suo modo di abbigliarsi, truccarsi ed accessoriarsi è quanto di più autentico per descrivere il suo essere contraddittorio ed il suo Stile “Do it yourself”. Ho osservato con attenzione le sue creazioni e le sue fotografie.

Ad esempio nel dipinto del 1939 “Le due Frida”, abbiamo da una parte una donna vestita di bianco simbolo della purezza e della castità; dall’altra una donna con gli abiti del suo tempo e i colori caldi tipici del Messico.

Entrambe le due Frida sono vere, entrambe hanno un cuore che pulsa, anche se quello della donna in bianco è aperto.

Il quadro rappresenta la fine della relazione tormentata con Rivera.

La donna in bianco con il cuore spezzato vuole recidere definitivamente questo legame tagliando il filo che collega i due organi con le forbici che tiene in mano.

La donna al suo fianco rappresenta ancora la passione e l’amore che prova verso il marito simboleggiato dall’anello.

Paradossalmente la Frida vestita di bianco ha un incarnato più chiaro, luminoso e sfilato ed i difetti del viso vengono leniti dai colori freddi.

Nella Frida dai colori caldi , il suo sopracciglio ed i suoi famosi baffetti sono messi in evidenza dall’artista stessa.

Frida era una Donna della Tipologia Cromatica “Inverno”, a lei donavano di più i colori scuri e freddi: circondata da questi, infatti, il suo incarnato acquisiva uniformità, i suoi contorni più definiti e puliti, il suo viso più sfilato, il suo occhio più profondo scuro e luminoso, le sue imperfezioni lenite.

Invece il rossetto ed il fard aranciati mettevano in evidenza la stanchezza, l’occhio appariva più piccolo e meno luminoso, gli accessori come il cordoncino arancione e la collana corallo le creavano un effetto allargante a livello della mascella ed il mento meno sfilato.

Meglio per lei il rosso ciliegia, il fucsia, il blu, il viola, il bianco ottico con accessori argento.

Avrei voluto Frida come cliente per acconciarle in mille modi i capelli corposi castano scuro, con svariati intrecci usando molteplici tipi di tessuti, posticci e fiori, per poi sperimentare sfumature nel make-up e nell’accostamento dei colori dell’abbigliamento con scialli, stole e foulard per valorizzare il suo mezzo busto.

Avrei voluto vivere in quell’epoca per conoscerla…. peccato!

Raffaela Gallina

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