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Rubrica di Elisa Volta

BON TON BON TON a cura di ELISA VOLTA: il Bon ton del Cappello.

ELISA VOLTA

Vi è stato un tempo nel quale presentarsi a capo scoperto era disdicevole e i galatei degli anni 60 del ventesimo secolo ammonivano ancora: “la signora che si reca in visita non può fare a meno del cappello”.

Dal decennio successivo, il cappello è caduto quasi totalmente nel dimenticatoio, ad eccezione di rari casi e modelli, ma oggi è tornato di gran moda, soprattutto quello maschile, portato anche dalle signore (la sottoscritta è tra queste).

Occorre però ricordare che, pur con un’etichetta meno rigida rispetto al passato, questo accessorio soggiace ad alcune piccole regole di bon ton.

Se alle signore è consentito indossarlo ovunque (esclusi solo teatro e cinema, per ovvi motivi di ingombro), i gentil signori sono invece tenuti a levarselo entrando in luoghi chiusi (tranne la hall degli alberghi).

Pratica ormai desueta, ma pur sempre galante è il saluto. L’uomo che indossa il cappello, compirà un gesto simbolico, facendo il cenno di toglierselo, senza sventolamenti nell’aria, a meno che non sia uno dei tre moschettieri.

Nel caso di cerimonia elegante e diurna, per le donne il cappello è quasi un obbligo, per gli uomini in tale circostanza è invece consentito solo il cilindro, di rigore con il tight, l’abito da giorno più formale.

I modelli Fedora, Borsalino e Homburg di colore scuro sono adatti ad un abbigliamento formale, i cappelli di stoffa quadrettata o scozzese e i berretti tipo coppola, sono indicati per le giornate piovose e si addicono ad un abbigliamento casual, come anche i berretti in lana e cotone.

I cappellini con visiera sono invece accessori sportivi, ciò significa: da indossare durante le attività sportive (tennis, bicicletta, barca, safari ecc.), non adatti quindi a cene, serate o qualsiasi altro tipo di evento sociale.

In estate ha sempre un indubbio fascino il modello Panama (riconosciuto nel 2012 dall’Unesco, Patrimonio dell’Umanità).

Reso immortale dallo scrittore Ernest Hemingway e indossato nel 1906 dal Presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt, recatosi in visita ai lavori del Canale di Panama, è tutt’oggi il simbolo estivo del gentleman e ora anche delle gentil signore.

Questo copricapo, avendo lo scopo di riparare dai raggi solari, è ovviamente da indossare solo fino al calar del sole.

Anche le signore non indosseranno mai il cappello di sera e l’importanza e le dimensioni seguiranno sempre l’orologio: più ci si avvicina al tramonto, più l’importanza e le dimensioni si ridurranno.

Ma come spesso si è ripetuto nelle pagine di questa rubrica, la sola moda non basta.

Non a tutti il cappello dona e ciascuno ha una forma che più si adatta alla propria personalità e fisionomia.

Se si vuole evitare l’effetto carnevalesco è soprattutto a questi aspetti che si deve porre attenzione.

Honoré de Balzac metteva in guardia rispetto alla difficile arte di indossare il cappello: «C’è un modo indefinibile di portare il cappello.

Mettetelo un po’ troppo indietro e avrete un’aria sfrontata, troppo in avanti e avrete un’aria sorniona, da una parte e sembrerete impertinente.»

Elisa Volta

3 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton

“Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi 

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo

“BON TON A 4 ZAMPE, MANUALE DI PET ETIQUETTE”

La foto in copertina ritrae Raimondo Rossi ( Ray Morrison) che indossa una creazione Steven ‘s Hats

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Raimondo Rossi tra i protagonisti della All Stars Closing Gala a Los Angeles.

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Sabato 1 ottobre si è svolta a Los Angeles la serata di gala di stelle della moda, palcoscenico d’eccezione il municipio della città con un suggestivo tappeto rosso.

Il decimo anniversario della Metropolitan Fashion Week ha rispettato le aspettative della vigilia.

Le scale del City Hall erano adornate di fotografi e giornalisti, e le sfilate si sono alternate, come da programma, alla presentazione degli stilisti.

Anche il Canale televisivo Fox era presente con la sua giornalista di punta, Christine Devine.

Nell’ultima edizione la pluri-premio Oscar Vee Neill (Beetlejuice, Mrs. Doubtfire e Ed Wood) aveva ricoperto il ruolo di co-host, quest’anno assunto dalla Devine.

Il presidente della serata di gala e della Metropolitan Fashion Week ha accolto gli ospiti in un ambiente esclusivo, che la città di Los Angeles ha condiviso con il parterre selezionato da tutto il mondo.

Per l’Italia è stato scelto Raimondo Rossi, fotografo di fama internazionale ma riconosciuto anche icona di stile maschile dalle riviste più importanti del settore.

L’artista si è presentato in un Tuxedo Armani di grande impatto ed è stato visto sul Red Carpet insieme al presidente della fashion Week ed ad altri illustri ospiti.

Raimondo presenterà anche il suo nuovo libro fotografico “Due anni con Fatima” nel prossimo weekend, quando altri eventi di moda saranno i protagonisti a Los Angeles, che come di consueto sarà meta di molte celebrity.

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FotografiaLibri

“Due anni con Fatima: da giovane donna a madre” di Raimondo Rossi.

Due anni con Fatima: da giovane donna a madre

Il fotografo ha concluso la stesura del suo terzo libro fotografico, che dopo le prime due opere, “Dalla collezione su Vogue 2017-2020: un percorso per far crescere il fotografo dentro di noi” e “Non la penso come te: fotografia di inclusività e diversità”, completa il trittico di collezioni iniziato lo scorso anno.



“La terza opera dell’acclamato artista Raimondo Rossi, alias Ray Morrison, è un affascinante viaggio, fotografico e non solo, nelle emozioni della modella Fatima, giovane donna e madre.

Un viaggio che parla a tutti noi, e che ci conduce all’incontro con momenti toccanti che caratterizzano giovinezza, gravidanza e maternità.

Allo stesso tempo, la collezione porta a riscoprire un legame indissolubile con i nostri genitori, a volte non del tutto compreso.
Due anni con Fatima” (“Two Years with Fatima”) è anche un inno alla libertà, alla libertà di vivere la propria giovinezza e alla libertà di scegliere di diventare madre.

Le fotografie, molte delle quali selezionate e pubblicate da Vogue.com nella speciale pagina dedicata al “Best Photos Worldwide”, sono accomunate da un filo di forza e delicatezza, tipico di questo autore.”

(Paola Pucci, Journalist, Roma)


Raimondo Rossi ha iniziato la sua carriera 2015, come fotografo per i backstage delle sfilate di moda, e, per i suoi particolari look, dal classico al moderno, ha attirato negli anni l’attenzione delle riviste più importanti, quali Vogue, GQ, il New York Times e WWD, che lo hanno spesse volte selezionato e pubblicato fra gli uomini più eleganti delle settimane della moda.

Si è affermato anche a livello internazionale, sia nel campo della fotografia, dove è stato riconosciuto sia da Vogue che da Rolling Stone, che nel campo del Men’s style.


Per questo motivo lo scorso anno è stato scelto dalla rivista americana Compulsive, basata a Manhattan New York, come uomo di copertina per rappresentare lo stile e l’arte italiana.

È stato l’unico uomo italiano, insieme a Michele Morone, ad apparire nel 2020 nel 2021 nelle copertine di riviste in edicola in tutti gli Stati americani.

Raimondo, nonostante i riconoscimenti per l’eleganza, ha continuato e continua il suo lavoro di fotografo, che negli anni si è spostato dalla tipica fotografia di moda a una fotografia più intima e particolare, molto permeata di emozioni, che si concentra ora sulla ritrattistica e sulle storie dei dietro le quinte. Rolling Stone Italia lo ha riconosciuto come uno dei autori più originali in tutto il settore della fotografia di moda. I suoi libri fotografici sono ora listati in alcune delle librerie più importanti a livello internazionale, quali Barnes & Noble in USA e Libreria Universitaria in Italia.


Raimondo ha diretto anche due cortometraggi, “Le note della Moda” e “Vestimi” (vedi IMDB), che sono stati ora inseriti, insieme a sue fotografie, nel programma dell’Andrew College negli Stati Uniti, e all’università La Sapienza di Roma è stato intervistato per delle tesine in arte. Ha ricoperto il ruolo di giudice nel Festival Europeo FF, Fashion e Fotografia. 

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Moda

Evento a Roma FW: Sabrina Persechino Fashion Show.

Sabrina Persechino

C’è sempre un fascino indiscreto e una curiosità sottile nel cercare di comprendere la forma di un’ombra e il corpo che l’ha generata. 

Sabrina Persechino affronta il tema dell’ombra come conseguenza della luce, ovvero la formazione di una sagoma oscura prodotta da un corpo opaco esposto alla luce.

L’ombra, generalmente vissuta come qualcosa di negativo, è interpretata da Sabrina Persechino in chiave ottimistica, a ribadire che anche se ci è sembrato di aver vissuto in una zona buia, siamo in piena luce. E comunica questa positività con il linguaggio che le è congeniale, quello del bello, declinato nelle forme e nel colore.  

Outfit rigorosamente lineari e geometrici, eleganti e al tempo stesso sensuali, una collezione ricca e completa con gli immancabili capispalla dal taglio essenziale, le iconiche tute, gli abiti da cocktail e da grande soirée, pensati per una donna dinamica e glamour ad ogni ora del giorno. 

Giochi di luce ed ombre, outfit arricchiti da lastre traforate che generano quadri di un chiarore aureo, o, al contrario, formano texture scure incise dal chiarore.

L’effetto è quello delle mashrabiyya, griglie elemento tipico dell’architettura mediorientale.

E ancora riferite all’architettura sono le vie parallele che sembrano convergere, come quelle dei porticati, direttrici di eleganti abiti neri, sete laserate e organze a celare la nudità del corpo che resta velato, meglio dire in ombra, lasciando spazio a un’indiscreta immaginazione. Sabrina Persechino proietta la luce attraverso lame laserate di metalli e gioca con la prospettiva originando profili e generando ancora una volta geometrie.

Luci ed ombre che influenzano anche i colori: i rossi magenta che virano verso il viola e l’indaco. Allo stesso tempo i chiari scuri sul magenta trasformano i velluti sfumandoli gradualmente: è come se una nuvola mossa dal vento ombreggiasse il tessuto alterandone il colore. 

La palette dei colori vira dai dal bianco al nero, passando per l’indaco, per il plum. Fil rouge le geometrie dell’oro.   

Una collezione dalle linee definite, che vedrà le modelle sfilare con l’accompagnamento di una musica live d’eccezione, composta da Pietro Nicosia, e accompagnata da percussioni e contrabbasso. Perché anche il suono è un’ombra sorda.

Le donne della Persechino sempre definite ed eleganti, incisive nell’aspetto, proiettano la propria ombra, lasciano l’impronta della presenza, determinano la traiettoria.

Ray Morrison

Ray Morrison ha detto: “ L’eleganza di Sabrina ha deliziato la settimana della moda di Roma in questo Luglio 2022. Abbiamo visto un gioco sapiente di linee e colori, legati da armonie tipiche delle sue collezioni.

Musiche live di sottofondo hanno accompagnato con grazia i passi delle modelle in passerella. Anche la sposa di Sabrina Persechino, a concludere l’evento, rispetta ed esalta tutto il tono della collezione, una rarità nel mondo della moda attuale dove l’inclusività o selvagge collaborazioni portano a farci vedere anche sfilate poco coerenti o spesso insensate. I miei complimenti a Sabrina Persechino, esempio di quella moda italiana di cui per me c’è sempre più bisogno”. 

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Raimondo Rossi: l’idea Industria Arte e Musica mi piace !

Raimondo Rossi

Raimondo Rossi, Fotografo, Modello, Blogger, Influencer, ma soprattutto, il Made in Italy che piace al Mondo!

Ha aderito da subito alla campagna Industria per l’Arte, e per la Musica promossa da Gpi Group e Duetti Packaging, Aziende Leader nella fornitura di impianti e macchinari per la movimentazione del packaging, che in un momento così difficile, causa Covid , hanno deciso di dare spazio a settori che soffrono più di altri,

Se ci credi mettici la faccia , e così è stato ,

Ray Morrison è l’alter ego di Raimondo Rossi, da sempre vicino e protagonista di questi mondi, e a lui, primo ad aderire alla campagna ,abbiamo fatto qualche domanda per comprendere il suo si per questa iniziativa.

Cos’è per te la musica?

Una forma d’arte che permette ai compositori di creare melodie di grandissimo valore, perché attivano così forti emozioni in tutti noi.

Cos’è per te l’arte?

Una forma di espressione della profonda sensibilità di una persona. Non importa se la condivide con noi in pittura o fotografia, o qualsiasi forma lui voglia. Importa che la condivida con noi.

Cosa pensi di questo connubio creato da un Binomio inaspettato industria e arte, industria e musica?

Credo sia un ottimo binomio. La forza dell’industria può aiutare la visibilità dell’arte, la forza dell’arte può far arrivare i messaggi dell’industria più direttamente al cuore dell’utente.

Hai mai scattato per la musica?

Si ho dedicato un intero lavoro video e foto alle note del pianoforte e alle loro possibilità di attivare ricordi o emozioni, come i tessuti o gli abiti che fanno sempre parte di noi, come una musica in sottofondo.

Secondo te una foto quando diventa arte?

Quando l’immagine finale contiene allo stesso tempo la realtà ritratta e un mondo immaginario, che solo quell’autore può creare con quella realtà a disposizione.

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