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eccellenze italianeFood & Beverage

Filippo, ritorno in Versilia con rilancio.

Filippo di Bartola

Filippo, un nome di alta sartoria nella ristorazione, oltre la ristorazione, con ambienti che vogliono vivere, non solo a tavola. Dal 2008 rappresenta un nome capace di evocare un preciso approccio alla ristorazione in Versilia e ora è reduce da un’esperienza a New York e da una nuova sfida, un ristorante sul mare, Filippo al mare, aperto il primo aprile scorso, al Bagno Roma di Fiumetto. Torna sul mare da dove tutto è cominciato.

Questa stagione si annuncia carica di novità come anche di conferme nella scelta dello stile. A quindici anni di distanza dall’apertura del primo ristorante in centro storico a Pietrasanta, Filippo è oggi una realtà sempre più conosciuta al di fuori della Toscana, diventato in qualche modo un marchio anche oltre i confini nazionali.

Dopo Pitti Uomo, esperienza faticosa e sfidante, Filippo è sbarcato a New York forte appunto del successo ottenuto gestendo la cucina della 103ima edizione Di Pitti Immagine Uomo a Firenze, a fine febbraio.

Chiamato nella Grande Mela da Salvatori, azienda leader nel mondo del design del marmo, che il 23 febbraio 2023 ha inaugurato uno showroom a Soho, ha colto un’opportunità straordinaria per poter raccontare e intrecciare due storie che hanno in comune, oltre al territorio di provenienza, una dimensione produttiva intima e artigianale.

Sono la cecina, i tordelli, i tagliarini co’ fagioli e le immancabili polpettine a fare da sfondo a un evento da tempo atteso nel design district di Soho. Salvatori lavora la pietra naturale con un’assoluta pulizia ed eleganza, per dar vita ad ambienti e oggetti di design senza tempo, minimalisti e iconici. Filippo rappresenta l’artigianato in cucina – l’eccellenza delle storiche ricette versiliesi che, senza timore reverenziale, si presentano a Manhattan, nella capitale del mondo contemporaneo. Il risultato è stato un crocevia di emozioni nella città dove tutto è possibile.

La filosofia di Filippo è una forte identità territoriale con abbinamenti estrosi, raffinatezza contemporanea e un tocco di vintage anche negli arredi.

Il Battesimo è stato a Pietrasanta in un’ex galleria d’arte già ex autorimessa, quel gusto vintage che guarda al design e all’arte con una parete a disposizione di artisti che cambia con le stagioni come il menu.

Oggi il locale si è arricchito dello chef Andrea Papa, bella esperienza alle spalle, innamorato del pesce che senza snaturare la carta dei Classici di Filippo, di terra, guarda sempre più al mare. La sua è una cucina semplice, con cotture prevalentemente in padella o al forno, quasi nessuna cottura lunga a parte le 36 ore per la pancia del maiale.

La cucina è tutta espressa, dinamica con tante verdure crude nel piatto che non mentono sulla stagionalità delle proposte. Due pareti all’anno arredate da artisti che ispirano i menu e che creano calore, ambiente perché mangiare è un’esperienza multisensoriale. Bello il bancone del bar che anche all’esterno serve dalle 18 cocktail e finger food fino all’ora di cena quando il locale assume un’aria più elegante.

Aperto praticamente tutto l’anno, d’estate solo a cena, consente di mangiare seguendo i Classici, à la carte o con menu degustazione con una doppia proposta. Il personale è squisito, premuroso ma non troppo formale. Impeccabile ma con un tocco di confidenzialità.

A Filippo, molto preparato e umile, piacciono le sfide e nell’estate della pandemia aveva già raddoppiato con il locale di Forte dei Marmi (via Sant’Elmo 6; chiusura il martedì aperto tutto il giorno in estate), dove regna lo chef Andrea Gemignani che nello stile ammicca al gusto cinematografico Anni ’60, una trattoria di lusso, con ampi spazi anche all’esterno che si presta a qualche tavolata e la possibilità della pizza nel forno a legna.

Qui la mattina è un punto di ritrovo, tutto l’anno, per fare colazione e leggere i giornali o sfogliare un buon libro. L’edicola storica del quartiere chiudeva e Filippo ne ha rilevato l’attività. Il ristorante diventa così anche uno spazio multifunzionale da vivere, dove di tanto in tanto andare per vedere opere d’arte.

Da Filippo si va per mangiare bene, in modo semplice con qualche fantasia, bere con buona scelta, proposte rassicuranti con una selezione interessante di bollicine, e soprattutto ritrovarsi in un ambiente cordiale e stimolante. Ogni luogo le sue peculiarità, dalla cucina di mare semplice sul mare; a panini gourmet e piatti di pesce tipici della cucina viareggina a Forte; ricette più sperimentali nella piccola Atene.

Fil rouge della ristorazione da Filippo i suoi classici, le polpette con il sugo, i tordelli al sugo di carne tipici della zona e il roastbeef con patate, buonissimo.

A cura di Giada Luni

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Musicaspettacolo

Giardino del Chiostro di Sant’Agostino, Pietrasanta. Omar Bresciani in “ Voglio vivere così!”. Spettacolo musicale. Giovedì 4 agosto 2022.

Omar Bresciani

Giovedì 4 agosto, per il secondo anno consecutivo, potremmo assistere al concerto-spettacolo di Omar Bresciani, dal titolo “ Voglio vivere così!”,

Un personal live durante il quale Omar Bresciani, accompagnato da 3 maestri di pianoforte, un violoncello, ed un giovane attore che ci introdurrà nel “mondo musicale” di Omar, ci guiderà in un percorso musicale tra una selezione di brani italiani: non un viaggio nostalgico, ma un omaggio alla cultura musicale italiana dell’intero secolo scorso.

Nella stesura della scaletta dello spettacolo,

Omar Bresciani ci dice che: “Tra i molti brani di musica italiana, ho scelto quelle canzoni che, per ragione di studio, per passione personale, per un “incontro casuale”, fanno oramai parte del mio percorso artistico.” 

Tecnica, interpretazione, padronanza del palco e arrangiamenti sono gli elementi del concerto- spettacolo capaci di coinvolgere un pubblico sempre più ampio, uno show dove protagonista è il bel canto italiano conosciuto ed ammirato in tutto il mondo. 

Grazie alla ricerca continua di un nuovo linguaggio interpretativo capace di coinvolgere un pubblico sempre più ampio, con coraggio, sapienza ed ironia,

Omar Bresciani con la sua impostazione tenorile interpreta cover scelte tra i brani italiani più conosciuti, eccellenze della musica italiana che abbracciano l’intero secolo 1900. 

L’appuntamento è per giovedì 4 agosto, alle ore 21.15 presso il Chiostro di sant’Agostino a Pietrasanta.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Per info e prenotazioni: 347 6527860.     info@omarbresciani.com

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ArteEventi

Grande successo di pubblico per Settima edizione della Collectors Night tenutasi a Pietrasanta sabato 4 giugno.

collectors Night

Anche questa edizione, anticipata di un mese rispetto alle sei precedenti ,ha riscontrato un successo di pubblico.

Questa settima edizione ha fatto registrare dati straordinari per numero di visitatori, oltre che interesse nei media nazionali e internazionali.

La kermesse che a visto coinvolte le dieci gallerie Barbara Paci Galleria D’arte, Futura Art Gallery, Accesso Galleria Pietrasanta, Galleria Deodato Arte, Galleria Giovanni Bonelli & LIS10 Gallery, Galleria Poggiali, Galleria Susanna Orlando Pietrasanta, Marcorossi artecontemporanea, Paola Raffo Arte ContemporaneaGalleria Tartarelli Laura CONTEMPORARY ART tutte iscritte ANGAMC, Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, ha raggiunto l’obiettivo auspicato: sensibilizzare all’arte fasce di mercato  sempre più numerose e diversificate di cittadini e turisti, valorizzare oltremodo Pietrasanta come centro d’arte contemporanea, posizionandola ancora una volta  tra le grandi mete del contemporaneo. 

Le scelte artistiche messe in campo hanno guidato in diversi mondi  i visitatori  che hanno così potuto spaziare dalle proposte legate al continente africano  grazie alla Galleria Giovanni Bonelli in collaborazione con Lis 10 da sempre attenti alle realtà del continente nero,

Mr Brainwash tra i più quotati e famosi street artist al mondo proposto da Galleria Deodato Arte,

il muro delle meraviglie “Wonderwall” per il quale la Gallerista Susanna Orlando ha selezionato decine di artisti in un susseguirsi di opere che hanno rapito la curiosità dei visitatori,

lo scultore Massimiliano Pelletti proposto da Barbara Paci , che per l’occasione ha esposto opere in diversi materiali sempre accuratamente scelti dall’artista, che hanno spaziato tra il classico e il tribale, 

Accesso Gallery che da sempre segue lo spirito anglosassone dei galleristi che li porta costantemente alla ricerca di nuovi talenti in giro per l’Europa, 

Marcorossi arte contemporanea che ha presentato Marco Marchelli, artista di Ovada che nella sperimentazione e l’arte del ridare vita a materiali  e oggetti trova il fulcro della sua  creatività, 

Galleria Poggiali  che ha proposto 3 artisti molti differente tra loro che seguono e supportano da tempo, presentando i nuovi lavori in particolare del duo Goldschmired & Chiari,

Paola Raffo Arte contemporanea e la sua oculata selezione di 4 artisti tra i quali  molto apprezzato  è stato la proiezione del documentario “Into the Night: Portraits of Life and Death” della regista candidata al Premio Oscar Helen Whitney,

Laura Tartarelli che ha presentato il giovane artista Martin Lucchini e la sua innovativa arte legata ad un filo…

e non poteva mancare la proposta legata alle NFT  protagonista di Futura Art Gallery .

Proprio le differenti scelte delle singole gallerie hanno determinato il successo di questa edizione 

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eccellenze italianeFood & Beverage

Versilia: Il Ristorante Filippo raddoppia: dopo Pietrasanta apre a Forte dei Marmi, conosciamo meglio il “colpevole”, Filippo Felice Di Bartola.

Filippo Felice Di Bartola

Negli ultimi anni , causa covid, la ristorazione  è stato senza dubbio il settore, insieme al turismo maggiormente colpito.

Proprio in un periodo così nero, Filippo Felice Di Bartola , già titolare dell’omonimo Ristorante a Pietrasanta , città d’arte per eccellenza, decisamente contro corrente ha deciso di aprire anche a Forte dei Marmi.

Spirito imprenditoriale, esperienza da vendere sul campo, cortesia e professionalità sono da sempre le caratteristiche che lo contraddistinguono , abbiamo deciso di intervistarlo per conoscerlo meglio, lasciando a lui il compito di raccontarsi rispondendo alle nostre domande.

Primo incontro con la ristorazione?

Il mio desiderio da studente era fare il giornalista …ma fu mia zia Betta che aveva uno stabilimento balneare a forte dei marmi a farmi letteralmente innamorare di questo mestiere facendomi fare le stagioni da quando avevo più o meno 16 anni.

Quindi mi son fatto qualche anno di gavetta e dopo il liceo classico ho deciso che la mia laurea sarebbe stata riuscire ad aprire un piccolo ristorante per conto mio.

Cosi ho fatto nel 2008 e posso solo ringraziare tutti i maestri coi quali ho avuto l’onore di collaborare e a cui devo tra parte della mia formazione, soprattutto hanno alimentato in me la passione per l’ospitalità e più in generale far star bene gli altri. Perché al ristorante si va per stare bene, non solo per cibarsi.

Quando hai deciso di diventare imprenditore ?

Imprenditore è un sostantivo che spesso non mi sento cucito addosso perché la mia mentalità e il mio modo di leggere questo lavoro subisce per il 50% il fatto che ho fatto il dipendente fino a 32 anni per cui mi ritengo un collaboratore della mia azienda a tutti gli effetti con qualche responsabilità in più.

E credo che sia anche il modo più giusto di vivere questo lavoro in mezzo ai miei ragazzi.

Poi certamente fare impresa è un qualcosa che faccio e a cui penso ogni qualvolta non sto nella mia attività .

Girando paesi, incontrando persone e confrontandosi arrivano le idee più stimolanti e talvolta più azzardate che cerco di realizzare nei modi e nei tempi possibili.

Un aneddoto che ti ricordi con il sorriso!

Sono onesto, ogni sera strappo un sorriso a un cliente e una battuta che poi ci accompagna tutta la sera .

Però ti dico questa : l’estate scorsa un mio caro cliente è riuscito da una mia frase pronunciata mentre prendevo l’ordine al tavolo a costruirci ( a mia totale insaputa)  un racconto che ha poi pubblicato e da cui è nato il libro “pizza pentagonale “ ( di Giampiero Gelmi ) che ha filippo come protagonista.

Puoi immaginarti il mio stupore e la mia sorpresa.

Più importante l’estetica o il gusto?

Le due cose camminano di pari passo e spesso vanno a braccetto un po come due fidanzati. 

Che rapporto hai con i clienti?

Un rapporto sempre molto franco e schietto.

Non amo molto entrare in eccesso di confidenza ma bensì mantenere sempre una corretta distanza che lasci intorno a ciascuno quell’alone di curiosità che è in molte situazioni l’ingrediente che li fa tornare e abituare al mio locale. Cosi si crea l’atmosfera.

Quale cliente da più soddisfazione  ?

Quelli che ( in apparenza ) non si vogliono far conquistare perché magari più diffidenti per svariate ragioni.

Quanto conta la creatività in cucina?

La creatività è alla base di tutti i lavori che si basano sul dare emozioni. Non bisogna eccedere in stucchevoli preparazioni ma rimanere ancorati alla semplicità che , se la sai interpretare , è una grande fonte di creatività.

Quanto conta il prodotto in cucina?

Fondamentale .

Ma un ristorante è un alchimia di ingredienti dove tutto deve contaminarsi. Il prodotto da solo non basta a garantire la riuscita di una cena.

Come scegli il personale?

Spesso è stato l’istinto a guidarmi .

Oggi non è facile selezionare il personale perché sono cambiate le condizioni e la pandemia ha rivoluzionato il settore.  

Senza dubbio alla base educazione e passione per il nostro mestiere.

Ma un’indagine sul personale e sulle gravi carenze dei nostri ragazzi che cercano di entrare nel mondo del lavoro  e spesso anche di molti che fanno il mio mestiere  meriterebbero un’intervista a parte.

Se si vuole competere con gli altri paese serve che il paese faccia un salto di qualità : da entrambe le parti.

Che differenza trovi tra Pietrasanta e Forte dei Marmi da ristoratore ?

Beh le due offerte non mi creano affatto concorrenza ma anzi, l’uno alza la domanda dell’altro.

Spesso il solito cliente passa da un ristorante all’altro anche dal pranzo alla cena.

Pietrasanta da spunti più creativi vista la grande proposta culturale che offre la città, forte dei marmi racconta un angolo di villeggiatura nella parte più verde della Versilia.

Tre motivi per venire a mangiare nei tuoi ristoranti?

Casa, casa , casa.

Chiudiamo con una domanda fuori dagli schemi:

Che rapporto hai con il mondo dell’arte ?

Piu che con l’arte in generale ho un legame con gli artisti: entrambi siamo degli artigiani che realizzano qualcosa che nasce dalla mente e dal cuore.

Da sempre collaboro a Pietrasanta con artisti giovani e meno giovani attraverso i quali ho fatto conoscere la mia cucina e il mio modo di raccontarla.

Sono entrati nel mio ristorante artigiani del marmo , scultori e pittori e qualcuno ahimè ci ha lasciato: Novello Finotti, Heppe de Han, Girolamo Ciulla, Fernando Botero, Igor Mitoraj, Gianni Manganelli, Tano Pisano, Fabrizio Dusi, Andrea Collesano….

Ma le loro opere che vediamo in giro per il mondo li fanno essere sempre con noi.

La magia che si crea quando hai un artista al tavolo è unica e ogni volta sempre diversa.

E non si sa mai che qualcuno di loro, tra un bicchier di vino e una polpetta non abbia creato qualcosa su una tovaglietta di carta che …conserverai con straordinaria accortezza appesa su qualche parete di casa o del ristorante.

Grazie Filippo per la piacevolissima chiacchierata .

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