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Oggi, 14 Febbraio 2023, a diciannove anni di distanza dal decesso di Marco.

marco pantani

Oggi, 14 Febbraio 2023, a diciannove anni di distanza dal decesso di Marco

Pantani, dolorosamente ripercorro a ritroso le strade del ricordo che milioni  di persone posseggono, il ricordo di imprese come parole che hanno narrato  il capolavoro del ciclismo. Un’opera d’arte che è il frutto di talento, dedizione  e impegno, un gesto d’amore che molti hanno accolto a cuore spalancato, distribuito dal grandissimo e valoroso atleta in rapida successione di vittorie  che facevano fremere, emozionare e riuscivano a persuadere anche gli impassibili.

Questo è il grande dono che meravigliosamente ha elargito, deturpato progressivamente e ingiustamente dalla società e devastato definitivamente nel giorno dell’amore in nome dell’odio o di un altro tipo d’amore, un amore bieco e sinistro, quello della criminalità organizzata per il denaro, concretizzato nel bacio di mille Giuda che hanno messo in croce l’innocenza, inquinato la verità senza remore o indugi.

La società odierna è il miglior palcoscenico dell’azione corrotta, dell’assenza di morale, della carenza di valori, della vittoria anti meritocratica e ogni intralcio all’azione malvagia è punita con l’eliminazione di chi non appoggia il sistema corrotto, non tace, non s’immola dinanzi alla volontà di chi ha le redini di questo gioco depravato.

Con il silenzio e l’inerzia stiamo lasciando al comando i tiranni assoluti dell’umanità, non i possessori di cultura, idee ed opere intelligenti in funzione del bene comune; stiamo assegnando ampio campo d’azione a chi è convinto che il denaro sia la chiave universale del mondo e che tutto si possa comprare.

È stato indispensabile bistrattare il vincitore parlante per poter godere del silenzio di un universo di vinti.

Marco Pantani rinnegato ed eliminato, punito per il coraggio di saper essere la voce fuori dal coro, per aver spostato gli interessi economici verso lidi scomodi. Il vincitore coraggioso ed eroico schiacciato da un gregge di pusillanimi e colpevoli.

Questo è un esempio, uno dei tanti che dovrebbe indurre l’umanità alla riflessione e all’azione. Non è con il silenzio e l’arrendevolezza che ci si evolve.

Ricordiamo Marco Pantani non solo come un campione ma come un uomo vero, sensibile,

coraggioso e vulnerabile, come l’eroe tra i tanti anti eroi che si è’ immolato per il bene dell’umanità. Affinché vincano il bene, la verità, l’intelletto, il genio e il talento. Affinché ciò non riaccada e si collabori per affrontare il male,

studiare le strategie per gestirlo e dare vita a un cambiamento.

Numa Echos

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