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Curiosa intervista ad Alex Tonti, non solo Tik Tok e Instagram…

alex tonti


Per meglio comprendere il fenomeno sociale sempre più in crescita degli influencers e i meccanismi che vi ruotano intorno, dialogo oggi con Alex Tonti, 20enne romagnolo, che ha preso una strada impopolare e per certi versi  strana.
Quella di Alex è la storia di un giovane sognatore, con i piedi per terra e la coscienza di un futuro da programmare con intelligenza.

Allora Alex, ti sei descritto come un ragazzo chiuso, con pochi amici che ad un certo punto sceglie però di diventare influencer.
Come nasce questa decisione?

Sai, guardavo la televisione con i suoi volti noti, oppure internet  e le relative web star, amate e stimate, tra me e me pensavo: come sarebbe state bello essere come loro.
Alle scuole  medie avevo pochi amici, infondo era la classica età in cui non me ne fregava di  come mi vestivo o ponevo. Insomma, ero un po’ trasandato.
Non balzavo molto all’occhio della gente, non ero il ragazzo che sono ora. Nei piccoli paesi come il mio (frequentavo la scuola a Bellaria/Igea Marina) c’è sfiducia verso i progetti nuovi: prendi una scuola di Milano, magari su dieci possono essercene cinque belli intrippati con i social. Qui, rientra anche nella normalità.
Dalle mie parti non c’era e non c’è nessuno che fa quello che faccio io.
Sono partito con YouTube, mi prendevano un giro ed ero visto un po’ diverso, quello che, come dire, non ci sta, un po’ strano. Il deridere deriva dal fatto che non si comprende il motivo per cui fai una cosa; essendo meno maturo ci rimanevo male, infatti a livello emotivo ero molto sensibile. La situazione cambia quando riesci a fare quanto ti sei messo in testa.
Successivamente, nel 2018 ho conosciuto Nick Barbiani, un ragazzo di Riccione, sul set del  video clip musicale di alcuni miei amici che facevano  trap, rap a livello emergente.
Lui faceva il video maker, io il modello.


Conoscendoci, ci siamo scambiati i contatti, ho osservato i suoi profili e ho visto che su tik tok (che non sapevo in cosa consistesse) aveva tipo centomila follower e mi sono domandato come facesse ad avere tutti questi numeri. Gli ho chiesto di aiutarmi a muovermi in questo mondo e a usare tik- tok.
Così ci siamo visti più volte, anche a diversi eventi: una giornata tira l’altra, fatto sta che mi ha dato decisamente ripetizioni.
All’inizio del 2019, appena sono partito con i primi video su tik-tok , nel momento in cui ho compreso cosa poteva diventare virale e cosa no, ho iniziato a vedere le prime 10.000 visualizzazioni, inseguito sono balzato a  100.000. Facevo video challenge.  Dopo un mesetto, due, la gente iniziava già a vedermi in modo diverso. Ho avuto modo di partecipare a raduni in giro per l’Italia, ho conosciuto gente che faceva ciò che facevo io, conosciuto i miei fan, quelli che mi seguivano sui social. Mi chiedevano le foto per strada e io esclamavo: “ Ma, come, chi sono io?”
Quindi, è iniziato tutto essenzialmente con tik tok. Poi si sono collegate molte altre esperienze social,  cinema e tv.

In che cosa consiste la figura dell’influencer?
L’influencer, come dice il termine stesso, influenza, a parer mio a  livello mentale.  Ad esempio, influenza le scelte negli acquisti di chi lo ritiene un idolo perché magari lo segue da tanto, o nell’utilizzare un prodotto in un certo modo o di una determinata marca.
Per esempio, io che sono influencer ricevo in regalo da un’azienda tre felpe e le uso di continuo, chi mi segue pensa: se lui, il mio idolo, ha così tanto stile con quella felpa, la devo assolutamente avere anche io. Quindi parliamo di neuro marketing, o marketing in generale. Ci sta, perché avendo una grossa visibilità, se entro in un hotel e metto il tag : ”Ciao ragazzi, sono in vacanza qui”,  mostrando anche le parti belle della struttura, la gente di conseguenza dice:”  Se vado in vacanza in quel luogo, devo andare assolutamente in quell’hotel perché c’è stato quello che seguo da una vita”.
Essenzialmente è questo: è colui che influenza le scelte delle persone di acquisti o comportamenti.

Quali sono i contro?

Sicuramente i rapporti interpersonali: amicizie e relazioni amorose. Tutto diventa più mascherato nel senso che, prima per fare amicizia andavo in discoteca, ciao, piacere. Oppure ti presentavi all’amico dell’amico ci facevi serata, ti divertivi. Adesso è più un: “Ciao, piacere, tu sei Alex Tonti quello con tanti follower, diventiamo amici?”.
Capita che le ragazzine mi stiano un po’ più attaccate perché sono quello che ha i follower, non so che livello di pensieri possano esserci dietro.
Le relazioni vere diventano molto, molto difficili. Al momento preferisco avere pochi amici che conosco da tanto tempo e che sono molto buoni. Sono quelli parte della famiglia e di cui mi fido ad occhi chiusi.

Quanto l’autostima è legata a “un like”?  A livello emotivo, cosa ti comporta “un like” in meno?

Diciamo che non si tratta proprio di un like in più o in meno. I like ti danno una botta di autostima gigantesca. Ovviamente mi rendo conto che dietro ai social vi sono degli algoritmi, periodi in cui sei più attivo e fai più like, altri periodi meno attivo perché sei preso da altri progetti e di conseguenza ne acquisisci meno. Conosco gente che si demoralizzerebbe con molto poco, a me un like in più o uno in meno non da fastidio perché non mi è mai capitato di fare grossi sbalzi di cambiamento. Però sì, influenza molto l’autostima. C’è anche da dire che sei dentro quel mondo da tempo ormai la stima che hai di te è formata, in quanto conosci molta gente e magari hai avuto modo di fare esperienze televisive. Personalmente, adesso non mi interessa neanche più l’opinione altrui, quello che pensa la gente o le ragazze che mi ritengono bello. Mi piaccio per me stesso, sono felice così.

Passiamo al discorso scuola, hai avuto un rapporto abbastanza conflittuale se non erro.


Una frase mi è sempre piaciuta: ” Certe persone sono brave nella scuola, altre sono brave nella vita”.
Magari non è così per tutti, ma molti che vanno meno bene a scuola magari nella vita concludono più cose  rispetto a coloro che invece a scuola brillano. Insomma, c’è gente che è più portata per qualcosa ed altri no. In questo momento, comunque sia, un impero con i social, si sono aggiunte esperienze tv, studio business online, piani di marketing digitale.
Studi, studi e una volta che sai tante cose è difficile un giorno rimanere a piedi.
In ogni caso ci devi studiare bene. Ok, ora sono un influencer, ma in futuro cosa farò? Uno dei miei prossimi progetti è aprire una mia azienda, mettere tutto a norma, così posso dire:” Bene, adesso posso anche guadagnarci a livello monetario, da adesso posso fare più cose”.
Non so se sarà una società o agirò come libero professionista, però so che uno dei prossimi passi, tra qualche mese, sarà aprire la partita IVA,  poi crearmi un futuro lavorativo, piuttosto che avere i privilegi che ti arrivano dall’essere influencer: entrare gratis in discoteca, prodotti gratis.
A scuola non andavo benissimo, non ero una cima, non mi è mai piaciuto studiare tantissimo. Adesso adoro farlo, leggo libri tutti i giorni però di ciò che amo, libri legati alla cresciuta personale, marketing, neuro marketing, digitale, social media management.
Investo davvero tanto tempo a studiare queste cose: la legge dell’attrazione, sapere già cosa voglio essere da grande, avere già obiettivi specifici. 
A scuola dovevo studiare un sacco di materie, qualche concetto nella vita poteva servirmi, altri no. È logico che questo pensiero varia da persona a persona, ognuno ha una sua visione.
Le equazioni fratte in matematica non credo nella vita mi serviranno mai.
In quinta superiore sono stato bocciato, perché mi sono impegnato troppo nei social, sì, sono stato bocciato però ha fatto 200,000 follower su tick-tok, su Instagram 20.000; l’ anno dopo ho raddoppiato e mi sono diplomato.
Diplomarsi è importante.
La cosa buona nell’avere fatto la maturità un anno dopo è stato che ero più pronto.
La mia maturità è andata anche in onda su Rai Tre : “Maturità 2020, I diari”.  In questo programma una puntata è stata dedicata a me che gestisco le mie ansie, il giorno che precede l’esame.
È stata una bella esperienza, e per quanto mi riguarda più esperienza faccio in questo campo, meglio è. Creo il mio Curriculum.  Lo interpreto come un pezzo di puzzle da inserire nella mia carriera.


Pensiamo al futuro, quali sono i tuo programmi oltre all’attività di cui hai parlato poc’anzi?

Uscirà qualcosa su Netflix, posso dire  ho girato delle scene e ne registrerò altre.
Sempre su Netflix sono stato comparsa in “Summer Time – stagione 1” in quattro episodi su otto.
Posso dire che è un buon inizio, sono comparso però stiamo parlando di Netflix, un’azienda molto importante, fa curriculum per quanto riguarda cinema e film.
La carriera d’attore non mi dispiacerebbe: non è una cosa che escludo.
Mi concentrerò molto a livello imprenditoriale per questa mia attività legata al mondo del social media management.

Se dovesse presentarsi un ragazzo che vorrebbe intraprendere la tua stessa strada, quale consiglio daresti?

Per partire sui social, consiglierei da subito Tic-Tok in quanto rampa di lancio enorme; se studiato bene può farti partire velocemente.
Sembrano video di pochi secondi, in realtà dietro vi è un ragionamento legato a  cosa può divenire virale, oppure quei piccoli particolari dietro le scene che, a livello inconscio, possono far scaturire dei commenti.
Cosa importante è l’originalità.
Per quanto riguarda il cinema, non saprei darne: ho avuto la fortuna di entrare nel cast di Summer Time recentemente perché per la prima volta nella storia, credo,  hanno girato a Cesenatico.
In più, sono stato fortunato e avvantaggiato, non essendoci tanti ragazzi dalle mie parti che hanno i miei sogni e i miei obiettivi.

In ultimo, come si rimane attivi nel tuo campo al fine di non perdersi?

Come rimanere dunque sulla cresta dell’onda. La cosa migliore è stare sui social spesso e continuare a postare su Tik-Tok, anche se ultimamente sono assente, in quanto sto studiando, come già detto il prossimo passo che è quello dell’attività, per cui in questi due/tre mesi ho un po’ trascurato i social. Ho scelto di studiare bene come non fallire il prossimo step: comprendo che creare una propria attività non è qualcosa da tredicenni, ma da persona matura, sarà un passo importante della mia vita e voglio prepararmi al meglio, al fine di non inciampare.
 Il trucco è persistere, sempre: se un video va male, pazienza. Lo si elimina e riproduce un altro, fatto meglio.
Caschi e ti rialzi.

In conclusione, ringrazio Alex per il tempo concessomi.
L’augurio è che possa centrare ogni suo obiettivo.

A seguito della tragedia avvenuta in Sicilia, nel quale una bambina di dieci anni è deceduta mentre girava uno video da postare su tik-tok,  mi permetto di lanciare un messaggio a tutti i genitori: controllate i vostri figli, ascoltateli, seguiteli, state loro vicini.
Evitate di donare loro un cellulare dal quale è possibile scaricare ogni tipo di applicazione.
Evitate l’abuso che potrebbero fare dei social, non avendo neanche una reale consapevolezza di ciò che stanno facendo e dei soggetti in cui potrebbero incappare.
Tutelate i vostri bambini.
Mara Cozzoli

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