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Alida Liberale

ArteModa

Alida Liberale: artista e maestra artigiana

Alida Liberale

Il suo estro artistico spazia dalla pittura su seta alla pittura su corpo, e nutre un amore viscerale per il teatro.

Conosciamo meglio Alida Liberale attraverso le sue risposte alle nostre domande

Il tuo primo contatto con l’arte? E con la moda?
Il primo contatto significativo con l’arte è avvenuto con la frequentazione, una vita fa, della “Scuola d’Arte – Sello” di Udine, ora “Liceo Artistico – Sello”.
Con la moda non c’è un inizio vero e proprio ma un graduale inserimento e un connubio fra arte e moda frequentando il comparto artistico nella Confartigianato e contemporaneamente il comparto moda sempre nella Confartigianato.

Quando hai capito che sarebbe diventata da passione a professione?
Non posso dire di aver avuto un momento specifico per questa decisione, ma un passaggio, direi, naturale per poter valutare approfonditamente la mia creatività.

La conferma di aver fatto una giusta scelta è avvenuta con UFAHON quando ha selezionato il mio Brand in occasione della pubblicazione dell’editoriale di “UFASHON MAGAZINE HAUTE COUTURE Spring Summer 2020” realizzato a Parigi per completare l’outfit di Alta Moda di Jean Paul Gaultier.

Dopo questo evento si sono susseguiti altri di rilevata importanza.

Cosa ti ha spinto verso la seta?
La spinta verso la seta è avvenuta per la grande voglia di mettermi continuamente in gioco, la pittura ad olio su tela non mi appagava più, ho pensato prima di sperimentare dipingendo visi e corpi (body e face painting ) poi sperimentare la pittura su seta, amandola da subito.
Grazie a questa arte ho conosciuto la bellezza del Batik rendendo questa tecnica la mia preferita. Ultimamente, nei momenti di grande riflessione, mi dedico alla pittura iconografica.

A cosa ti ispiri quando crei?
Se non ci sono soggetti particolari e già prestabiliti mi ispiro a un colore, a una forma.

Siccome sulla seta è difficile fare correzioni ad ogni passaggio mi soffermo a guardare e valutare ciò che sto eseguendo così da accompagnare l’opera alla stesura finale.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?
Tempo fa ho dipinto delle sciarpe che avevano come soggetto “Pinocchio”, oltre aver dipinto il Gatto e la Volpe, la Lumachina o la Casa sul Lago una sciarpa l’avevo dipinta con la Fatina; a me non piaceva ciò che avevo fatto ed ero più che certa che nessuno l’avrebbe presa in considerazione, invece, con mio stupore, fu la prima ad essere notata, ammira e presa come regalo da donare ad un’altra persona.

Se potessi incontrare un artista del passato, chi e cosa gli chiederesti?
Se per magia dovessi incontrare uno o più artisti del passato, non gli chiederei come sono riusciti a dipingere in maniera così sublime, le loro spiegazioni non farebbero di me una pittrice al loro livello, alla loro genialità, ma chiederei del loro stato d’animo, della loro esistenza interiore e se avrebbero vissuto bene senza poter esprimere la
loro arte o se avrebbero rinunciato ad essa.

Se incontrassi te stesso a 18 anni cosa gli consiglieresti?
Gli consiglierei, prima di decidere su cosa fare nella vita,  di frequentare dei corsi, sia in ambito artistico che in ambito teatrale così da essere in grado di scegliere la strada che più si avvicina alla sua personalità.

Facendo di una la professione e dell’altra l’hobby per eccellenza. Inoltre gli direi d’imparare molto bene l’inglese.

Quanto conta la comunicazione?
E’ fondamentale! In quasi tutte le sue forme.

Cosa è per te l’arte e la moda?
Senza l’arte in ogni suo aspetto il mondo sarebbe anonimo e triste.

Si vivrebbe nel grigiore e appiattimento dello spirito.
La moda dà personalità alle persone, non le rende uguali una all’altra, non le rende anonime.

Quanto contano per te la luce e il colore?
Cosa dire di quanto contano luce e colore è come dire quanto conta il cibo per l’essere umano o il coprirsi se fa freddo ecc.

Mi racconti cosa è il teatro per te?
Cos’è il teatro per me?

E’ Magia, è gioco di squadra, é introspezione è far diventare reale una interpretazione non vera ma costruita, è potersi perdere dentro.

E’ fantastico essere su un palcoscenico, non sei più tu, ma il personaggio che interpreti.

Grazie per la piacevole chiacchierata

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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