Quando parliamo di Falconieria, la mente corre ai nomadi di Mongolia , al Medioevo o ai deserti medio orientali.
Abbiamo Incontrato e intervistato un Falconiere “nostrano, per conoscere meglio questo fantastico mondo
Quando hai scelto di dialogare con i rapaci? :
Il mio rapporto con i rapaci inizia circa 15 anni fa quando, dopo un iniziale avvicinamento teorico affidato a falconieri esperti, decisi di intraprendere l’arte della falconeria con il mio primo rapace: il suo nome è Nilak ed è una poiana di harris. Vive e vola con me ancora tutti i giorni.
Da quanto è il tuo compagno alato?
Ho diversi compagni alati nella mia equipe di circa 30 animali. Quando decisi di avvicinarmi a quest’arte avevo un carattere molto fragile e chiuso. Questi animali mi hanno donato e dedicato parte della loro anima come anch’io ho fatto con essi. Quindi ognuno di loro ha parte di me; ed è proprio per questo motivo che si possono definire dei veri e propri compagni di viaggio, maestri di vita che ogni giorno mi insegnano a vivere il momento, talvolta in maniera spietata proprio come un predatore alato.
Come lo hai scelto?
In verità difficilmente scelgo il rapace. Possiamo dire che sono loro a scegliere me soprattutto negli ultimi anni. Mi viene in mente Diana, l’ultimo dei miei falchi in addestramento, che mi è stata portata da un allevatore qualche mese fa. Essa si è dimostrata subito forte e tenace con un carattere fine tipico dei gyr falco, i falconi più pregiati che nell’epoca federiciana venivano affiancati al ceppo nobiliare più alto ossia quello del re.
Mi racconti la vostra giornata tipo?
La nostra giornata tipo è lunga, molto lunga e sempre inaspettata. difatti, quando si volano liberi numerosi rapaci durante l’arco della giornata, possono sempre succedere degli incovenienti, come un allontanamento di un rapace. In quel caso il falconiere deve andare a recuperare il falco attraverso dei sistemi gps o radio che preventivamente si montano prima del volo libero, e che permettono di dare la tracciatura del falco attraverso un segnale.
La mia giornata tipo dura ben 16 ore dove le prime 3-4 ore sono dedicate alla pulizia; dopo di chè mi sposto nel centro Italia per poter intervenire in aziende e comuni con problematiche inerenti alle infestazioni da uccelli nocivi (gabbiani, corvi, piccioni, storni ecc) fino a sera. la sera dopo le 23 e fino alle 2.00 di notte solitamente lavoro per progetti inerenti la salvaguardia dei rapaci
Che rapporto ha con gli altri animali?
Il mio rapporto con gli animali è un rapporto profondo, simbiotico, difficile da spiegare in poche righe. E’ proprio da essi che traggo la forza della mia vita, la mia fiamma interiore. Devo tanto agli animali perchè ogni giorno mi insegnano cose nuove. la mia vita la condivido con aquile, falchi, lupi cecoslovacchi, gufi e cavallo. Una vita ricca di sacrifici ma anche di gioie ed emozioni che solamente il rapporto diretto con gli animali e lo studio continuo della natura possono donarci. In questa epoca, in questa triste epoca dove l’uomo sociale è accerchiato da cemento, vita virtuale ed input azionati dalla illusoria realtà contemporanea, dove l’unica relazione animalesca che abbiamo è quella con animali derivati, ricreati dall’uomo per soddisfare i bisogni egoistici di esso focalizzati sul suo stesso egocentrismo ( pensate al cane che dimostra affetto e stima dell’uomo a qualunque sua condizione sentimentale) noi remiamo controcorrente, cercando di avvicinarci alla natura come facevano i nostri antenati….attraverso gli occhi dei selvatici.
Ci sono scuole per imparare a gestire questi rapporti?
Attualmente non esistono delle vere e proprie scuole seppur molti falconieri ed addestratori compreso il sottoscritto, organizzano degli avvicinamenti alla falconeria o delle giornate dedicate, dove le persone possono scoprire qualcosa di più su questo mondo e avvicinare ed interagire con diversi esemplari di rapaci
Quali sono le attività per le quali vieni chiamato con il tuo compagno alato?
Le attività che svolgo sono principalmente tre: a dimostrazioni di volo nella fortezza di Civitella del Tronto e a battaglia di campli Teramo. in queste dimostrazioni do la possibilità alle persone, visitatori, di poter affiancare i rapaci e scoprire qualcosa in più su di loro. Escursioni con una vena avventurosa unica, create per scoprire il magnifico territorio abruzzese con gli occhi degli animali simbolo di questa terra bird control allontanamento degli uccelli nocivi dai centri abitati e dalle aziende. attraverso il volo dei falconi, animali nocivi come corvi, cornacchie, gabbiani, storni, piccioni ecc hanno una reazione istintiva di fuga dettata dalla paura verso il loro naturale predatore. Grazie a questa tecnica ad impatto ambientale nullo si possono contrastare problematiche inerenti alla salute pubblica e quindi di interesse sociale. il Guano degli uccelli nocivi può corrodere i monumenti e provocare malattie istaurate da almeno 60 agenti patogeni diversi contenuti in esso (meningiti , polmoniti ecc)
In progetti internazionali. attualmente sono precursore di un innovativo sistema in sperimentazione in diversi centri di reintroduzione internazionali. il sistema fonda le sue origini nell’antica arte della falconeria, affiancandola alle moderne tecnologie. ed è o così che tramite gps e droni uccello i rapaci possono sviluppare la loro muscolatura ed essere competitivi grazie allo studio diretto degli animali durante le fasi di recupero e contenimento all’interno di centri dedicati. il mio fine è quello di poter evitare completamente il contenimento in box e gabbie e poter invece muscolare i rapaci da reintroduzione direttamente in natura.
Un aneddoto che ricordi ?
Un aneddoto che ancor oggi rimane vivo nella mia mente per il significato che da esso deriva, e quando persi uno dei miei primi falchi circa 13 anni fa. la mia inesperienza mi fece volare il falco in una situazione climatica impervia. difatti tirava un vento discendente da monte a valle, cioè il falco una volta lanciato dal monte fu letteralmente schiacciato in una valle impenetrabile. da li partì una vera e propria avventura per la ricerca in questa ” selva oscura” di un falco piccolo e perfettamente mimetizzato nel suo habitat. il segnale radio non riusciva a darmi il punto preciso talmente era fitta la vegetazione. riuscii dopo ore a prendere in prestito un cavalo che mi assistette per l’intera giornata. fatto sta che un minuto prima del tramonto, riuscii a ritrovare il falco.
Questo fu il primo di numerosi episodi. difatti quando si vola il rapace libero, si assume un gran rischio. per questo motivo vengono utilizzati sistemi di rilevamento che in caso di allontanamento assistono il falconiere nella ricerca.
Eì importante poterli ritrovare in quanto la maggior parte di loro non è competitiva in natura, visto che nascono in allevamento e quindi senza la naturale selezione genetica .
Grazie Giovanni per averci accompagnato nel tuo mondo .
Gli abiti indossati da Giovanni Granati in questi scatti sono di

















