Romano, di origine e tradizione pugliese, un manager che unisce capacità organizzativa, attenzione all’equilibrio economico e passione per la cucina. Il suo segno distintivo è puntare sull’accoglienza, creare un ambiente intimo, unendo il gusto del buon cibo in un giusto matrimonio con il vino, attenzione alla salute e un occhio alle tasche di tutti.
“Mi intriga, ci ha raccontato, pensare che chiunque possa bere un bicchiere di champagne a costi compatibili, senza dover ordinare una bottiglia”.

La sua storia comincia da lontano, dalla sua nascita a Gioia del Colle in Puglia, una terra che gli è rimasta dentro e che sulla sua tavola si traduce soprattutto con l’irrinunciabilità alle verdure, che significa gusto, varietà e salute ad un tempo; ma anche nel Primitivo e nella proposta di altri vitigni autoctoni, oltre a qualche piatto tradizionale come riso, patate e cozze.
Da sempre appassionato di cucina e soprattutto di vini, ma non da sempre in sala. La sua storia comincia con studi classici e un’attività di formazione e di controllo di gestione nell’ambito delle banche cooperative e l’esperienza nella gestione del personale e sostenibilità dei costi si è dimostrata essenziale nella ristorazione.
La sua passione per la musica, il pianoforte in primis invece, resta privata ci ha confessato anche se continua a studiare e a prendere lezione.
Purtroppo non esiste più la formula del pianista nel locale elegante e la musica nella ristorazione o è ignorata, trascurata come un sottofondo, o crea immediatamente quell’atmosfera lounge, intrigante sì, che fa locale notturno e spesso non si sposa con una ristorazione di qualità.
Lo abbiamo conosciuto da Baccano, a due passi da Fontana di Trevi, un posto che a Roma ha fatto storia per la sua versatilità, con una formula flessibile dal mattino a sera inoltrata e così anche Settembrini nel cuore del quartiere Prati, dove il tocco di Fabio lo si vede già dopo poco tempo.

Siamo in un luogo storico della Capitale che negli anni Settanta era Giolitti, caffetteria nota di Roma, per poi diventare vino e cucina quando due anni fa è stato rilevato da Achilli Enoteca al Parlamento, altro luogo simbolo per chi frequenta la città.
Oggi ha due locali adiacenti, rispettivamente la piccola pizzeria gourmet dove i fritti, la pizza fritta napoletana con la mortadella, e la pizza con due cotture e 72 ore di lievitazione è un posto selezionato ma con un ventaglio di possibilità diverse anche per chi vuole qualcosa di semplice; e il ristorante, ambiente caldo e avvolgente, effetto giungla con un tocco di arredi in tendenza con il momento.
La prima idea è stata di unificare il menu per consentire al cliente incursioni gastronomiche diverse e far conoscere una pizzeria sui generis anche a chi ha scelto il ristorante.
Progetti per il futuro ancora nel cassetto, forse più orientati alla regia che all’interpretazione attoriale anche se per Fabio la sala e il contatto con il cliente è sempre un’attrattiva.
Lo seguiremo a breve.
A cura di Giada Luni





