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Food & Beverage

Osteria Vecchia Noce, l’eredità della tradizione.

Osteria Vecchia Noce
Osteria Vecchia Noce

Se si esce dalla città di Pisa, in un frantoio del 1600 all’interno del piccolo borgo medievale, a Nocenei pressi di Uliveto Terme, questo locale offre un’atmosfera elegante, ambita per eventi.

La proposta è una cucina toscana tipica che riscopre anche vecchie ricette sia di mare sia di terra perché Pisa è vicina al mare quanto alla campagna con attenzione alla stagionalità.

Così, a seconda del momento dell’anno si può assaggiare la lepre, il cinghiale e la selvaggina in genere; i funghi porcini della Garfagnana e il tartufo bianco di San Miniato con uno sguardo rivolto a monte soprattutto in autunno mentre avvicinandosi al Natale torna la voglia di mare; se in primavera si riscopre l’orto con le sue primizie, d’estate, nel bel giardino, si sente il profumo del mare. Il locale è ampio sotto le volte a mattone e il pavimento in cotto realizzato all’antica a lisca di pesce come nelle case storiche toscane, molto curate, sessanta coperti con tavoli ben distanziati.

Un tovagliato elegante e semplice con toni neutri tra il beige e il grigio che sulle pareti dà un tocco contemporaneo alleggerendo l’atmosfera; come quel color giallo del portoncino d’entrata.

La storia parte dal 1987 quando, ci ha raccontato l’attuale proprietario e direttore, Alessandro Catarsi, i suoi genitori stavano cercando casa e si sono imbattuti in un luogo che li ha incantati, l’ex Fattoria Noce, nobile famiglia di Pisa con un frantoio del 1600; la proprietà era stata smembrata per un caso di omicidio-suicidio nel1953 avvenuto nella famiglia che deteneva la struttura il cui motto era “Vivere alla giornata”.

Una parte del complesso risale addirittura al 110 ed era il Lazzaretto del Monte Serra, a testimoniare la stratificazione della storia.

Da questo incontro è nata l’idea di aprire un ristorante là dove c’era la villa padronale con una serie di case dei mezzadri e una falegnameria là dove ora c’è il ristorante che il padre di Alessandro ristruttura perché le ristrutturazioni storiche erano il suo lavoro che a quel punto unì alla passione della ristorazione.

Erano gli anni del rilancio della vicina Versilia e dei grandi ristoranti dove Alessandro, seconda generazione, è cresciuto, per prendere poi le redini dell’attività nel 1992.

La cucina attinge alla tradizione italiana rivisitata dove possibile, reinterpretandola o destrutturandola, sempre con l’idea chiara che il cliente deve mangiare e con gusto perché non si perda l’idea iniziale dell’osteria.

Tra i piatti simbolo del locale le Briciole di pane tostato con parmigiano, uovo di quaglia al tegamino, tartufo bianco di San Miniato e Lardo di Colonnata, piatto inventato venticinque anni fa dalla madre.

Ci sono anche la parmigiana di melanzana tra gli antipasti; gli spaghetti con le arselle, i tagliolini al tartufo, fra i primi e il baccalà in un piatto complesso dove viene servito in diverse texture. Il punto di forza è la materia prima: solo carne biologica, pesce rigorosamente del Mar Tirreno della zona, ad esempio dell’isola di Capraia, pasta e dolci fatti in casa.

La cantina, merita, con una selezione di 600 etichette e un’ampia scelta di distillati.

Il progetto per il futuro è di realizzare una Maison d’hôtes con poche camere e una proposta raffinata per consentire all’ospite di vivere un’esperienza immersiva nel luogo.

A cura di Giada Luni

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