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L’artista Sandra Menoia Sfila alla quinta edizione di Paillettes Sorridenti.

Sandra Menoia

La pittrice Veneta Sandra Menoia ha partecipato alla quinta edizione di  Paillettes Sorridenti,  avvenuta Sabato 18 Settembre 2021  presso il Teatro Vivaldi a Jesolo.

L’evento ideato da Tiziana Noia che unisce moda e sociale con un fine nobile e benefico, quello di raccogliere fondi per realtà bisognose.

Una Serata di Gala che ha coinvolto imprenditori, Professionisti, Politici, Giornalisti e Campioni dello Sport, oltre ad alcuni rappresentanti del mondo dello spettacolo e delle Arti, facendoli  sfilare nei panni di Modelli e Modelle d’eccezione.

Per l’occasione Sandra ha sfilato con abiti creati da dalla Stylist e Designer Mara Del Cin

  Molti sono stati gli artisti che hanno donato una o più opere per la causa Sandra Menoia  ha donato un dipinto  realizzata nel 2021,

“Diamante “ 

Acrilico su tela

40 x 100

2020

che verrà messa in vendita come tutte le altre opere  attraverso la Fondazione Mazzoleni che in collaborazione con Tiziana Noia , ha deciso di creare una pagina dedicata dove poter trovare le notizie utili a conoscere gli artisti in questione e dove poter acquistare le opere  il ricavato verrà devoluto in beneficenza.

Anche l’Arte, quando è necessario esserci c’è!

Foto di Marino Paoloni

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Le opere donate da Alice Perini per la quinta edizione di Paillettes Sorridenti.

Paillettes Sorridenti

Pittrice emergente, la sua creatività spazia dai quadri, complementi d’arredo fino ad arrivare agli indumenti.

Ha creato una linea di abbigliamento e Cover per Smartphones che si chiama Wearart.

Parteciperà alla quinta edizione di Paillettes Sorridenti Paillettes Sorridenti, l’evento ideato da Tiziana Noia che unisce moda e sociale con un fine nobile e benefico, quello di raccogliere fondi per realtà bisognose.

A tal proposito Alice Perini, l’artista Veneta ha deciso di donare due sue opere che verranno successivamente vendite e il ricavato devoluto in beneficenza:

Titolo opera tra sabbia e sole

Acrilico su tela tecnica mista

Misure 58x58Invio

Titolo: tra mare e cielo

Acrilico su tela tecnica mista

Misure 58×58

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eccellenze italianeEventiModaspettacolo

Paillettes Sorridenti: la Moda per Sociale.

Paillettes Sorridenti

Paillettes sorridenti  una Serata di Gala che coinvolge Imprenditori, Professionisti, Politici, Giornalisti e Campioni dello Sport, oltre ad alcuni rappresentanti del mondo dello spettacolo e delle Arti, facendoli  sfilare nei panni di Modelli e Modelle d’eccezione.

I protagonisti indosseranno le griffe più note, con gioielli di brand prestigiosi, con accessori glamour.

Paillettes Sorridenti, l’evento ideato da Tiziana Noia unisce moda e sociale è giunto alla sua quinta edizione, con un fine nobile e benefico; quello di raccogliere fondi

“Una volta all’anno Tiziana ha deciso di dedicarsi ad una causa nobile che ogni volta individua tra le situazioni di emergenza e fragilità e sostegno”.

Tutti i protagonisti coinvolti hanno deciso di partecipare gratuitamente e donare il loro tempo e la loro immagine per attirare pubblico e donazioni;

Per meglio far comprendere l’importanza in continua ascesa di questo evento benefico diamo qualche numero:

La prima volta i modelli erano 40, le persone in piazza ad assistere alla sfilata erano 500, l’anno successivo i modelli erano 80 e il pubblico era composto da 4700 persone.

Il concept del Progetto Paillettes sorridenti nasce una decina di anni fa a Parigi legato alle Galéries Lafayette l’’idea da sviluppare all’interno dei magazzini doveva avere un appeal mondano ma legato al charity ..

Successivamente si spostò a Milano per poi arrivare nel Settembre 2018, a Grado,

Il claim paillettes sorridenti nacque una notte nella quale Tiziana Noia invitando una sua amica a sfilare si senti rispondere negativamente, perché in quel momento aveva un problema di salute, fu allora che Tiziana rispose: non ti preoccupare, prima o poi un abito di paillettes, ma paillettes sorridenti, perché significherà che stai bene, per te ci sarà sempre .

Il 18 Settembre 2021 sarà Iesolo protagonista dell’evento…..

Evento segnalato da Fondazione Mazzoleni

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AttualitàbeautyModa

Sandra Baggio: una vita dedicata al bello…

Sandra Baggio

Abbiamo fatto qualche domanda per conoscerla maglio a Sandra Baggio , indossatrice, insegnante di portamento , coreografa, beauty advisor , make up artist ….

Ma lasciamo volentieri che sia lei a raccontarsi attraverso le risposte  alle nostre domande:

Il tuo primo contatto con la moda?

Ho iniziato quando avevo 17 anni, ero alle supeiori e frequentavo il 3 anno di ragioneria. .

Un giorno la parrucchiera della mia adorata mamma, mi chiese di fare una sfilata .

Ero timidissima  perfino la mia ombra mi faceva paura, affrontare una sfilata non rientrava minimamente nei miei pensieri.

La mamma, che di certo in qualità di complimenti si è sempre classificata al primo posto, insistette così tanto dicendomi

” E muoviti cosi ti sbrani e soprattutto impari a camminare meglio”….. che sfida … e così affrontai la mia prima passerella, non sapendo nemmeno come dovevo mettere i piedi o meglio ancora dove nascondere le mani.

Ricordo benissimo un particolare, che per tutto il tragitto della passerella mi sono sempre morsa le labbra….semplicemente mi chiedevo perchè mi trovavo li e volevo sparire in un attimo.

La timidezza aveva preso il sopravvento.

Il tuo primo servizio fotografico?

Avevo sempre 17 anni e mi notò una pellicceria della zona.

La tua prima sfilata?

A 17 anni e non sapevo cosa volesse dire “passerella”

Preferisci stare davanti ad un obiettivo o una telecamera ?

Visto il mio carattere molto leonesco, quindi restia a restare in gabbia, adoro la telecamera perchè sono libera molto più libera di esprimere me stessa 

Com’è cambiata la moda con l’avvento dei social?

La moda negli ultimi anni ha dimostrato profondi cambiamenti orientando l’interesse verso il web, con la grande crescita dell’e-commerce adottando iniziative per pubblicizzare il proprio brand utilizzando Twitter, Facebook, Youtube, Instagram o Linkedin e queste nuove figure lavorative di influencer o blogger.

Ai miei tempi si girava con il composit e ci si andava a presentare personalmente nelle aziende.

Oggi si viene contattati direttamente per mail o messaggi tramite i social. Il tuo biglietto da visita è il social. 

Che differenza c’è tra uomo e donna in passerella?

Fondamentalmente nessuna, cambia giusto la posizione delle mani o dei piedi o meglio dello sguardo. 

L’eleganza, simpatia ed empatia che tu sia uomo o donna la devi trasmettere a chi ti guarda.

Quanto è importante studiare per diventare una modella?

Per diventare “modella” non devi studiare, ma devi applicare tanta intelligenza e adattabilità a qualsiasi situazione.

Si sa anche e soprattutto la bellezza ci vuole, ma a quella provvede madre natura.

Ci vuole il buon senso e tanta educazione.

Il talento e la bellezza possono bastare? 

Come dicevo precedentemente la bellezza ed il talento sono l 50% ma come in tutti i lavori il percorso si chiude se mancano alcune caratteristiche.

Tra capi che non possono mancare in un guardaroba di una donna ?

Tailleur nero pantalone, decolletè nero e camicia bianca…vai ovunque e se vuoi aggiungiamo un paio di jeans

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Lo ricorderò fino a che porto memoria.

Durante una sfilata, appena entrata in pedana non mi accorsi di essere arrivata in fondo alla passerella e cascai come giù una mela cotta dall’albero.

Mi ritrovai a terra coperta dal cappotto e non capendo nulla dov’ero finita.

Solo le risate del pubblico e allo stesso tempo preoccupate mi fecero tornare in piedi e continuare come non fosse successo nulla la sfilata.

Ora che ci penso rido e poi rido ancora, ma non è stato di certo cosi .

Se potessi parlare con un grande del passato, chi e di che cosa?

Potessi vorrei farmi una chiacchierata con Coco Chanel.

Ha una storia incredibile, una donna che ha sofferto molto ma ha saputo rialzarsi varie volta.

Oserei dire un esempio di vita.

Se avete 10 minuti leggetevi la storia di questa grande Donna.  

Cos’è per te la moda ?

E’ stata la mia  maestra e insegnante delle scuole elementari, medie, superiori e mettiamoci pure l’università…

Basta? 

Quando sei entrata nel mondo dell’estetica e perché?

Con l’età si matura e si cerca sempre di più un lavoro a te affine ma soprattutto cercare di fare ciò che realmente ti piace.

Gìà da piccola mi piacevano i cosmetici con contenuti green.

La mia passione l’ho poi tradotta nel lavoro.

Mi informo e mi perfeziono quotidianamente (nel frattempo sono anche diventata una make up artist).

Questo lavoro mi porta a chiudere il cerchio lavorativo…. moda, cosmetici, trucchi ….. What else?… Sono felice così, una felicità raggiunta a continui sacrifici ma rifarei tutto daccapo.

Quali sono i prodotti che non possono mancare in un beauty di una donna?

Detergente viso/corpo, deodorante, crema idratante viso, latte detergente, crema corpo,  mascara, fondotinta e terra

Mi racconti il mondo del fashion system pregi e difetti…

Anche il settore della moda ha inevitabilmente seguito il mondo digitale portando vantaggi e svantaggi…
Le esigenze di questo dinamico e frenetico mercato ha creato  “nuove figure professionali” con competenze sempre più specializzate legate al Fashion System.
Il cliente finale sempre più fruitore con il mondo digitale, rispetto il passato, ha moltissimi vantaggi: dalle innumerevoli proposte, alle svariate possibilità di acquisto per tutte le tasche ed età  24h su 24…

Per alcune aziende o figure professionali del settore che non sono in grado di adeguarsi alla rapidità e tipologia del nuovo marketing, purtroppo hanno notevoli svantaggi in quanto i tempi di realizzazione e proposta spesso hanno difficoltà nel sincronizzarsi con le nuove esigenze di mercato.

Contemporaneamente l’enorme sviluppo dell’offerta non solo non ha intaccato le nicchie che basano le loro produzioni sull’ altissima capacità creativa, ma le ha ancor di più elevate.
Per fortuna alcuni brand sono riusciti a salvare il patrimonio  dell’ artigianalita’ che  per curare la massima qualita‘, l’attenzione ai dettagli, avere l’unicità delle realizzazioni ha bisogno dei tempi giusti per produrre  (termine sconosciuto nel Fasshion System).

Davvero interessante chiacchierata, grazie Sandra per averci dedicato il tuo tempo

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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animaliAttualità

Adelaide Stallone del “Clan Bassotti”.

Clan Bassotti

Abbiamo fatto qualche domanda a Adelaide Stallone a proposito del suo allevamento “clan dei Bassotti” per scoprire insieme a lei le caratteristiche caratteriali e non di questo simpatico amico a 4 zampe .

Quando hai deciso di allevare bassotti?

Giuseppe ( mio marito ) ed io abbiamo deciso circa 10 anni fa , un pomeriggio d’estate dopo un’amatoriale di esposizione canina di allevare . avevamo preso un Arlecchino cioccolato pelo corto ed era sempre l’attrazione di tutti .

E tutti ci chiedevano un cucciolo uguale .

Da la è partita la gioia di poter regalare gioia ad altre persone . È nata un po’ così per caso , che con l’avanzare del tempo si è  trasformata in passione e amore per i bassotti e per la razza .
• le caratteristiche del bassotto sono quelle , e da la non si scappa !!!
Testardi , è tutto suo e quello che tuo e loro 

Che carattere hanno?
Sono cani molto testardi se si mettono in testa una cosa difficilmente li persuadi .
Molto attenti a tutto , di un’intelligenza fuori dal normale e ti precedono in ogni cosa che vuoi fare .
Sono cani buffi se li guardi visto la loro struttura , uno pensa guarda quel piccoletto la …
Ma non è per nulla così , loro non vedono la differenza di grandezza ne di altezza tra loro e un’ altro cane . Loro sono si sentono dei  Dobermann hanno un coraggio immenso , sono forti e non hanno paura di nessuno e di nulla !!
Poi c’è quell’eccezione che è completamente l’opposto !! Hahah
E il cane da caccia per eccellenza.. se trovano una pista .. si salvi chi può , se ti scappa prega Dio che ti torna indietro !!

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso ?
La cosa più simpatica è quando sono cuccioli .. quando imparano a camminare a corre con quelle zampette piccine e corte .. li vedi saltellare tipo delle molle dei canguretti o s’inciampano con le loro stesse zampette , sono uno spasso .

Ti strappano sempre un sorriso …

Quando qualcuno vi contatta per acquistare un cucciolo, quali sono le caratteristiche fondamentali richieste per procedere ?
Quando ci contattano per info o per un acquisto , chiedo sempre se hanno il “ tempo da dedicargli “.e se sono convinti di prendersi un cocciutello in casa … 

Non è per tutti il bassotto !!
Bisogna avere tempo per potergli dedicare il tempo necessario affinché non combinano marachelle a casa .
Sono cani da caccia e hanno bisogno di sfogarsi di fare il giusto movimento .

Ma credo che è una regola che si abbina ad ogni cane e razza che si voglia prendere .

Ma la cosa più importante è che bisogna essere più testardi di loro , anche se alla fine l’hanno vinta sempre  !! 

Cosa pensi dell’abbigliamento per cani?
Si , se lo necessità . Il pelo corto soffre un po’ di più il freddo che le altre due razze .  dico sempre però , l’importante non togliere la dignità al cane !!
I vestiti frù frù le lasciamo alle bambole !!

Quando consigli l’intervento di un educatore cinofilo ?
Per fortuna , fino ad oggi ho avuto cani molto equilibrati e sereni ( il lavoro di un allevatore è anche questo , cercare linee di sangue con si, caratteristiche vicino allo standard di razza , ma anche caratteri equilibrati sereni  ) in 10 anni ho avuto una o due richieste dell’intervento di un educatore , più che altro  chi era nelle prime armi affinché si approcciassero da subito correttamente con il cucciolo .
L’importante è trovare un educatore professionale che abbia veramente esperienza nel campo cinofilo .

Secondo te partecipare ai concorsi per i cani è stressante?
Dipende !!!
Ricordiamoci che le esposizioni sono per piacere personale , il cane lo fa per farti un piacere  .

L’importante è che quando si va in Expo lo si fa facendoli  divertire ,il cane lo deve prendere come un gioco ..
come ogni cosa ci vuole una giusta dose , più che stressante può essere stancante ..
Non facendolo tutti i week end può essere anche una scusa per uscire da casa divertirsi e fine giornata si rientra a casa .
Se la cosa poi diventa diciamo un impegno settimanale credo che la si , possa essere stressante per un cane .

Quando parliamo di bassotti quante tipologie ci sono intese come manto e dimensioni?
Nella razza bassotto ci sono in totale 9 razze .
E già non l’avreste mai pensato vero ?
Sono suddivisi così ;
3 tipologie di taglie
Standard – Nano – Kaninchen
Come viene attribuita  la taglia ?
La taglia di un bassotto viene misurata dalla circonferenza toracica , che si fa in una esposizione da un esperto giudice ENCI ( ente nazionale cinofila italiana ) dove il cane verrà sottoposto al controllo per Verificarne l’esclusione di difetti eliminatori. Tra le quali
Dentatura corretta e completa , testicoli ai maschi , ed eventuali nodi alla coda dopodiché
Ci sarà là misurazione con un metro adatto dove verrà detto in quale delle tre taglie corrisponderà il bassotto .

Standard :è da 35cm femmine
37cm maschio fino a 45/47cm

Nano : da 30cm femmine
32cm maschio fino ai 36/37cm

Kaninchen : 30 cm femmine 32 cm maschio

La conferma di taglia è obbligatoria se si vuole mettere in riproduzione il cane o fare il campionato italiano di bellezza .
Questo requisito della conferma di taglia è tichiesta solo nella razza bassotto ..

Poi ci sono le 3 tipologie di pelo
Pelo corto / liscio
Pelo duro / ispido
Pelo lungo
Con vari colori che ci sono in tutte le 3 tipologie di pelo
Nero focato
Fulvo / rosso/ foglia secca
Cioccolato
Cioccolato Arlecchino
Silver Arlecchino
È solo nel pelo duro c’è in più il color  cinghiale .
E per finire dico ;
Ci sono i cani e poi ci sono i BASSOTTI !!!

Grazie per la divertente ed esaustiva intervista ,

Per info
349 274 2877

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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Moda

Laura Fersini, Consulente d’Immagine, Personal Shopper e….

Laura Fersini

Oggi molti sono i nuovi ruoli che si sono affacciati al balcone del Fashion System.

Oggi conosciamo meglio Laura Fersini , lasciando, come sempre a lei la parola …

Primo incontro con la moda ?
Se per incontro con la moda intendiamo il mio primo passo verso il mondo della Moda posso confermare che, ad ottobre del 2018 , esattamente 3 anni fa, ho sentito l’esigenza di conoscere tutti i dettagli di questo meraviglioso mondo. 

Non avendo seguito un regolare iter formativo da adolescente, per ottimizzare le mie competenze ho potuto solo affidarmi ad una professionista del settore effettuando una Full Immersion forgiante .

Il mio primo corso è stato quello di Consulente d’Immagine e Personal Shopper nella Carla’s Academy di Reggio Emilia .

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?
Per parlare di moda penso sia utile avere una predisposizione personale , naturale, una passione che può esser trasformata in professione solo studiando tantissimo.

Da dove arriva l’ispirazione per le tue creazioni ?
La creazione di ogni singolo look è sicuramente frutto di un’accurata analisi della persona a cui è destinato : gusto , stile , forme , cromie, di una verifica delle tendenze del momento e della compatibilità con le caratteristiche appena elencate del beneficiario.

Perché non esistono più le TOP ?
Siamo nel periodo storico proiettato all’inclusività.il termine top in se significa superiore ed è discriminante.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?
Ricordo con il sorriso la prima diretta IG organizzata con Marco Giannetti in cui desideravo che, da stilista esperto dello Shirt World, dispensasse consigli utili alle mie collaboratrici del tempo  che , per motivi lavorativi, erano costrette ad indossare divisa con camicia quotidianamente.

Quella diretta, a causa della pessima linea internet, andò avanti per un’ora a dirci reciprocamente : – Mi senti? io ti vedo ma non ti sento…un disastro ma ci ha fatto tanto ridere.

A cosa ti ispiri per le collezioni?

La mia prima collezione è stata quella realizzata con gli stylists Marco Giannetti e Stefano Verolino e con il Maestro Carlo Farina, : EPDQ Shirt Collection , presentata a Paillettes Sorridenti 2021 lo scorso 18 settembre grazie alla illustre conduttrice Tiziana Noia.

Ci siamo ispirati , per la nostra capsule, alle esigenze ed alle richieste di mercato della società contemporanea: bisogno di energia, colore, bisogno di idee e stili innovativi, sensibilità verso l’ambiente  abbiamo puntato sulla creazione di capi di qualità e durevoli, ecosostenibili, a discapito del fast fashion eccessivamente aggressivo verso il Pianeta non solo nel momento della produzione e dello smaltimento di un capo ma anche durante l’utilizzo in cui un semplice lavaggio trasferisce sostanze nocive nelle acque reflue.

il claim del nostro lancio è stato proprio : scegli EPDQ Shirt Collection per una nuova esperienza di stile.

precedentemente mi limitavo, da consulente d’immagine,  ad interpretare e riadattare sui miei clienti collezioni create da altri stilisti professionisti.

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

I social sono determinanti, posso non condividerne tutti gli aspetti  ma non posso negare che se non si è social  si è fuori dal mondo soprattutto nel Fashion per l’immediatezza della comunicazione e la propagazione fugace di una notizia.

Che cos’è per te la moda?

Se googliamo Moda è facile reperire informazioni legate al costume, al comportamento di una comunità sociale , influenzata da condizione storica, culturale, area geografica.

A mio avviso la moda è esattamente un’espressione di gusto e stile collettivo ma , soprattutto,  di singolare personalità 

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perchè?

Se potessi andare a ritroso nel tempo mi piacerebbe interagire con la stilista Coco Chanel per le sue capacità di rivoluzionare il concetto di femminilità, una dissidente.

Adoro gli stili un pò androgini, i tailleur con i pantaloni.

Per Coco Chanel un tacco ed un rossetto rosso o un tubino nero potevano esser sufficienti per dimostare femminilità e seduzione.

Adorava leggere, ed anche io , come lei, ho questa passione.

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Dal 2018 la mia libreria si è moltiplicata con libri specifici nel settore Moda ( storia , colore , psicologia… e tante altre tematiche della Moda stessa)l’editoria di settore è INDISPENSABILE  per accrescere il mio scire 😀.

Come vivi il binomio arte/moda?


Lo considero un binomio che ha ispirato moltissimi stilisti.

Non nascondo che è necessario esser dotati di grande sensibilità per comprendere l’arte e riadattarla al mondo del Fashion ma se ci guardiamo indietro Elsa Schiaparelli, Yves Saint Lauren, Versace , ne sono stati un esempio eclatante.

Non dimentichiamo il risvolto sociale del Pop Art Look, del Mondrian Look...emblema di arte nella haute couture.

Cosa non deve mancare in un guardaroba di un uomo? E di una donna?

Nel guardaroba maschile e femminile non deve mancare una camicia bianca: il famoso MUST HAVE che in un contesto di strutturazione di un guardaroba funzionale è il capo che meglio si presta ad esser adattato a qualsiasi occasione d’uso e che meglio si abbina alle varie nuances di colore e looks.

Da dove nasce l’amore per la camicia ?

L’amore per la camicia è innato.

E’ un indumento  strategico che mi è sempre piaciuto per la sua versatilità, per la potenzialità di esser rappresentativo.

Una camicia , a seconda di come viene indossata può dare evidenza di una condizione  sociale, economica, diventando uno Status.

Devo confessare che da quando ho conosciuto Marco Giannetti ed il suo laboratorio sartoriale, l’amore per la camicia è diventato totalizzante.

Una shirt ad hoc per la quasi totalità dei miei outfits 😎

Grazie per la chiacchierata Laura

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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Designeccellenze italianeModa

Mara Dal Cin, quando lo stile e la ricerca del bello fanno rima con DNA.

Marta Del Cin

La figura di Mara Dal Cin, Stylist & Designer è tra le più complete quando parliamo di Stile.

La sua  personalità eclettica  spazia tra Arte, Moda e Design.

Conosciamola meglio.

Primo incontro con la moda?

La parola moda non fa parte del mio vocabolario, non la seguo né la ricorro.

Fondamentali  per me  sono  i  modi di essere, di porsi, che valgono molto di più di tanti abiti e tendenze.

Li  ho respirati fin da piccola ed ho imparato che l’autenticità , la manifestazione sincera del proprio essere, è la regola fondamentale per sentirsi   a proprio  agio o semplicemente sé stessi.

La mia contaminazione con  il design, la  passione per lo stile e  l’arte del benessere influenzano e  caratterizzano tutte le mie creazioni e le mie Consulenze di Stile.

Le  collezioni inclusive Luxury Comfort sono un modo di essere ancora prima di vestirsi. Sentirsi autentiche e valorizzate  con le cose che si indossano  per essere sè stesse e  all’altezza in ogni occasione.  

Capi unici, senza costrizioni, senza numeri di taglia, fluidi ma estremamente femminili.

Una sensazione di benessere  che viene percepita  grazie ad  una combinazione  tra funzionalità, estetica e qualità  superlativa dei materiali nobili e naturali..

Da questa ispirazione nascono le Tute Couture, le Gonne double- face , i Caban  ed  i Caftani.

Primo incontro con il design?

Il design inteso come bellezza, sensibilità ed armonia  ha condizionato, da sempre,  in positivo, la mia vita. Fare design   significa  avere quello sguardo, quella sensibilità intorno alla realizzazione di un’idea in tutte le sue fasi. L’intuizione ed  il pensiero che si trasformano  in realtà.

E’ qualcosa di innato  che quando c’è  non ci si accorge nemmeno della sua presenza.

 Il design è diventato la mia professione nel 2009  e lo esprimo in tutte le sue forme  tramite le Atmosfere d’ambiente che realizzo e le mie collezioni per la casa e per la persona.

 Immaginare di migliorare o abbellire  uno spazio, una persona, un evento e vederlo realizzato in tutte le sue espressioni è qualcosa di unico. Design significa “Progetto”, gettare  avanti, avere consapevolezza della realtà ed immaginare come  questa possa cambiare grazie al tuo intervento.

Per parlare di moda e design  è necessario averla vissuti? Studiati?

La sensibilità, il senso estetico necessari per approcciare al  mondo della moda e del design possono fare parte del tuo Dna e puoi averle respirate nel tuo quotidiano ma è palese che  un percorso di studi appropriato ed una formazione continua ed approfondita sia la base culturale e fondamentale per fare bene un mestiere ed avere successo.

Cosa cerca un cliente quando si rivolge a te?

Cerca un professionista al quale affidarsi per la cura dello stile personale e del benessere dell’abitare.

Li aiuto a stare  bene  con gli abiti che indossano e negli ambienti dove vivono perché non c’è niente che dia più felicità del fatto di sentirsi a casa o semplicemente sé stessi.

E’ per me fondamentale realizzare ambienti ed abiti che sappiano accogliere e procurare benessere grazie ai quali potersi riconoscere e sentire a proprio agio.

Ascolto ed osservo i miei clienti per poter prendermi cura della loro immagine e dare anima e coerenza agli spazi  dove vivono rispettando la loro personalità e le loro abitudini.

Quanto contano i social oggi ?

Contano sicuramente tanto, influenzano e guidano le tendenze e le abitudini.

Personalmente ho preso un po’  le distanze perché sono contraria a tutte le omologazioni e non voglio essere ne condizionata ne contaminata dalla massa perché la semplicità e l’eleganza sono da sempre le componenti  essenziali  delle mie consulenze di stile e delle mie creazioni.

Cosa non può mancare in un guardaroba femminile?

Un completo intimo in pizzo, una sottoveste, un tubino  nero,   un jeans, una camicia bianca, un trench e  una ballerina.

Quali sono i 3 dettagli che guardi in un outfit?

Gli abbinamenti di colore. Al massimo tre.

L’attenzione al dettaglio.    

L’armonia e l’assenza di eccessi.

Da dove parti per creare la giusta atmosfera in un ambiente?

Gli spazi, i luoghi, come le persone hanno un’anima.

L’atmosfera e lo stile di un ambiente sono quei fattori indefinibili che si percepiscono ancora prima di fermarsi ad osservare. Una musica, un profumo, un dettaglio possono lasciare ricordi indelebili.

Parto proprio da qui e  dalle esigenze del mio cliente, dalle sue abitudini e dai suoi desideri e dal fatto che deve riconoscersi.  

Che si tratti dell’atmosfera di un luogo o dell’immagine di un evento le mie consulenze  vanno sempre oltre le apparenze ed il superfluo.

L’ Armonia,  l’equilibrio ed il  comfort contraddistinguono da sempre i miei progetti di stile e le mie collezioni Luxury Comfort.

Che cos’è per te il bello? 

E’ qualcosa di unico che mi lustra gli occhi, che mi trasmette  un ’energia speciale   e una gran voglia di fare e di essere.

La bellezza dell’arte, dei valori, dei gesti garbati.  Il bello per sempre, l’essenziale, l’assenza di eccessi.  

Poche cose ma di valore e che durano nel tempo e si tramandano superando il tempo e le mode.

Questo  è la mia vision.  

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perchè?

Con Coco Chanel.

Adoro da sempre il suo stile rivoluzionario ed essenziale, quella sobria raffinatezza  nel dosare ogni elemento del guardaroba.  

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Mi  piacerebbe tornare indietro, quando attendevamo l’uscita in edicola di Vogue,  per vedere le anteprime delle sfilate e le nuove tendenze.

Oggi tutto è cambiato, non ci sono più le aspettative, i bloggers, i socials e le riviste online hanno preso il sopravvento.  

Grazie per la piacevolissima chiacchierata

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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Musicaspettacolo

Gennaro De Crescenzo, la Musica e Napoli.

Gennaro De Crescenzo

La musica è da sempre patrimonio culturale della città di Napoli è parte integrante del costume di vita del popolo napoletano.

L’amore per la musica di Gennaro De Crescenzo nasce fin da bambino, la sua è una famiglia di Musicisti., lasciamo che sia lui a raccontarsi in questa breve intervista .

Il tuo primo incontro con la musica ?

La musica l’ho incontrata per la prima volta – e subito amata – a casa dei miei avi paterni, al Ponte di Casanova, un quartiere popolare di Napoli dovesi conservano tantissime testimonianze della vera tradizione partenopea.

Qui, con i miei parenti, trascorrevo intense giornate all’insegna della musica

Musica e testo, da dove prendi ispirazione?

Io essendo solo interprete mi affido ad altri per la scrittura e l’ispirazione di un brano.

Negli ultimi tempi collaboro felicemente con Mikele Buonocore, mentre precedentemente ho avuto il piacere di collaborare con Savio Arato, mio maestro di canto, e Claudio Bevilacqua, arrangiatore del mio primo CD dal titolo “MUSICA PER NAPOLI”, uscito nel dicembre 2017 con la TDM.

Quando hai capito che sarebbe stata parte integrante della tua vita la musica?

La musica è stata da sempre parte integrante della mia vita, sin da quando ho iniziato a muovere i primi passi.

Come già detto la mia famiglia ha avuto sempre una relazione speciale della musica e di conseguenza sono stato allevato con questa meravigliosa arte.

Mio padre, Luigi, che è anche lui cantante col nome d’arte Gino Deck, mi ha trasmesso sin da bambino l’amore per la musica avvicinandomi a questo grandissimo mondo con i consigli giusti e con quei piccoli segreti che ti educano ad un ascolto non banale ma competente e critico.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Gli aneddoti ne sono tanti, ma sicuramente il più simpatico è quando durante degli incontri artistici dal pubblico c’è sempre qualcuno che a più riprese mi chiama Eduardo. Io sorrido sotto i baffi, non li correggo solo per rispetto.

Come è cambiato il mondo della discografia?

Oggi ormai I social e le piattaforme online la fanno da padrona, un pò mi dispiace perché il supporto CD o addirittura il Vinile mi affascinava molto.

Quanto conta la comunicazione?

Oggi la comunicazione conta tantissimo, direi che è fondamentale.

Siamo in un mondo in cui si comunica di tutto e di più, chi non è avvezzo con questo modo di fare rischia di stare fuori dal circuito nonostante la bravura che da sola non basta.

Tra l’altro in questo triste periodo della pandemia, in cui il mondo della musica e delle arti in genere hanno subito batoste tremendi, a salvarci è stata proprio la comunicazione.

Io stesso ne ho beneficiato. Il mio ultimo singolo N’atu sole, per l’etichetta Evergreen musica senza tempo, è uscito l’8 marzo 2020 ….. “ho detto tutto” diceva il grande Totò.

Ho fatto una promozione in piena pandemia con ottimi risultati proprio grazie alle nuove tecnologie comunicative e grazie anche a tantissime persone che mi hanno aiutato pur di vedere affermata la mia musica.

Una impresa straordinaria e molto emozionante.

Che rapporto hai con il tuo pubblico?

Mi è capitato qualche volta di cantare senza pubblico, sicuramente non si prova la stessa emozione di avere persone che ti applaudono e che sono attente ad ascoltare la musica che interpretiamo.

Cos’è per te la musica ?

La musica per me è vita, è quella cosa che mi dà la carica giusta per vivere al meglio la vita, in profondità e con emozione!

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale artista di piacerebbe interagire e perchè?

L’artista per eccellenza che mi ha fatto emozionare e soprattutto il sogno ormai rimasto nel cassetto per sempre è stato un duetto col grande artista Pino Daniele

Grazie Gennaro per l’interessante chiacchierata

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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Marco Il Camiciaio

Marco Il Camiciaio

Fin dall’antichità le camicie sono state una parte fondamentale dell’abbigliamento e ancora oggi, specialmente per un Uomo è un dettaglio che fa la differenza, tessuto, bottoni, colli,

Abbiamo deciso di fare 4 chiacchiere con Marco Giannetti per farci raccontare da dove nasce la sua passione per le camicie

Primo incontro con la moda ?
Il mio primo incontro con la Moda nel 2006, qunado ho dato vita alla mia piccola ed adorata bottega.
Ogni giorno vesto i panni di colui che consiglia e che sente il bisogno di respirare polvere di cotone,
di udire le mie forbici che tagliano tessuto e di respirare il favolo profumo dellólio delle mie macchine da cucire.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta?
Io personalmente sono ossessionato dal conoscere, dal Mondo che ha circondato un indumento cosi’ comune oggi
ma anticamente realizzato solo per pochi prescelti. Se pensate che anticamente la camicia veniva presentata come segno di omaggio al re, con infinite cerimonie che coinvolgevano stuolo di gente.

Pensate soltanto che era l’indumento che contraddistingueva le persone in classi sociali.

Studiata?

Ovvio, io sono un artigiano ed oltre ad avere una preparazione tecnica vivo le mie giornate entrando nella quotidianità ‘dei miei clienti.
Fare una camicia su misura non significa soltanto farla tecnicamente bene, ma entrare nella mente di colui che la porterà’ e cercare di farlo sentire bene ed a proprio agio.
Tanti pensano che “prendere le misure” significhi prendere tecnicamente un centimetro e segnare.

In realtà quando due pugili si studiano ,ad inizio incontro, si stanno prendendo le misure
e quindi ecco il significato vero di questa frase, studiare e dialogare chi hai di fronte e per fare questo occorre molta preparazione.

Da dove nasce la tua passione per le camicie ?
All’eta’di sette anni, quando osservavo mio Papà, impiegato statale, che vestiva queste meravigliose creature.
Io ero un bambino sovrappeso e desideravo vestire e capire com’erano fatti quest’indumenti. Troppo grasso per trovarne da bambino e troppo piccolo per poterne portare una da adulto.
Quel Natale mi feci regalare dalla mia adorata Mamma una macchina da cucire, cosi’ cominciai a rubarle a mio padre, attendere che mia mamma andasse al lavoro e
smontarle sul tavolo della cucina per capire e subito dopo tentare di rimodellarle su me stesso.
Inizialmente mia mamma decise di portarmi dallo psicologo, ma dopo anni capi’ che ero visceralmente attratto da questo storico indumento.

Quali sono le tipologie di camicie più richieste ?
Non esiste una camicia piu’ richiesta.

Realizziamo capi molto diversi, ogni nostro cliente ha la propria esigenza e cerca aiuto affidandosi alle nostra sapienza.

Noi facciamo entrare i nostri i clienti all’interno di una bottega cosi’ come si faceva cento anni fa’ mettendolo a conoscenza di tutto quello che faremo e perche’ lo faremo, valori che con l’avanzare della tecnologia stanno andando a perdersi e che noi vogliamo necessariamente far rivivere.

Qual’è il dettaglio che fa la differenza su di una camicia?
Sono molti i dettagli che fanno la differenza. Il tessuto, il taglio, l’adesivatura a dritto, il numero dei punti per centimetro di cucitura, il bottone.
Io in questo sono molto pretenzioso e all’antica, mi piace curare ogni singolo dettagli ridisegnando addirittura
le fodere in preassemblatura proprio per realizzarle perfettamente uguali.

Il dettaglio piu’ importante e’ l’anima che un artigiano mette nel crearla, io spesso ripeto a chi si serve da me che pur pagandola e pur essendo fatta per lui quella camicia rimarra’ per sempre un po’la mia.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Un aneddoto che ricordo con piacere fu’ quando ci occupammo di fare delle creazioni per Sergio Castellitto e Giorgio Panariello per la serie Tv “Pezzi Unici” di Cinzia Th Torrini per cui fummo anche premiati.

Per ringraziarci del lavoro svolto, ci invitarono alla prima al cinema “La Compagnia “a Firenze insieme a tutto il cast.
Passando per le poltrone incontrai Sergio Castellitto che mi riconobbe e mi disse: Marco, che piacere vederti.

Spero di non aver fatto sfigurare le tue creature.
Ovviamente rimasi molto colpito di fronte a questa affermazione e in lacrime dall’emozione andai a sedermi al mio posto. Questo e’ un ricordo che porterò per sempre nel cuore e nella mente.

Quanto contano i social oggi nel tuo mondo ?

Molto, moltissimo. Io curo personalmente ogni singolo post sia su Instagram che su Facebook.
Non mi piace mercanteggiare ma trovo che pubblicare cio’ che si e’ e cio che si crea con passione sia il modo migliore per

divulgare sapienza e gusto.

Che cos’è per te la moda?

La Moda serve a colore che non hanno abbastanza forza e coraggio per crearne una propria.
In questo mi rivendo molto in quella famosa frase di Coco Chanel

La moda e’ fatta per diventare fuori moda”

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio ti piacerebbe interagire e perchè?

Il Principe di Metternich, uno degli uomini piu’ eleganti del XIX secolo.
Uno dei primi ad indossare un colletto a punte rigide accompagnato da un frac.

Cosa cerca il cliente che si rivolge a te ?
Cerca il coraggio di trovare il suo stile, cerca il sentirsi bene e sicuro nel vestire una camicia, cerca la tranquillità di portare all’altare la futura moglie ed essere con un outfit che lascerà senza fiato.

Cosa non deve mancare in un guardaroba maschile ?
Il coraggio di osare.

Le persone quando aprono le porte del loro armadio devono avere il coraggio di andare oltre e non la costante paura di essere ridicole e senza capire che non esiste il ridicolo ma esiste cio’ che ci rende diversi e magari migliori.
Chi critica il diverso lo critica soltanto perche’ non ha il coraggio di sporgersi oltre la ringhiera.

Grazie Marco per la piacevole chiacchierata .

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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ArteAttualità

Tiziana Stocco: una storia da raccontare…

Tiziana Stocco

Sono molteplici le motivazioni che avvicinano al Mondo dell’arte., chi cerca la fama, chi un modo tutto suo di comunicare, che come Tiziana, per raccontarsi…..

La storia di Tiziana Stocco è tutta da ascoltare:

Il tuo primo contatto con l’arte?

Attraverso i quadri di mia zia paterna, e un pittore vicino di casa: Paolino Pelizzari.

Fin da piccola creavo anche piccoli bijou con perle e pietre dure.

L’incontro più significativo avvenne nella frequentazione della “Scuola d’ arte G. Sello” di Udine attualmente “Liceo artistico G. Sello”

Quando hai capito che l’arte sarebbe entrata nella tua vita?

Dal 9 ottobre 2018, grazie ad una operazione importante, soffro di endometriosi, allo stadio più grave, malattia femminile autoimmune, senza cura.

Da quel giorno è scattato dentro di me qualcosa che mi ha spinto a creare per esprimere il bello che ho dentro.

In primis perché senza l’ arte non so stare, e di conseguenza per dare un messaggio positivo al mondo e a tante donne che soffrono come me. 

Desidererei che il dipingere e integrare i miei quadri nei mobili fosse il futuro e la mia professione.

La tua prima opera?

Il volto della Madonna, matita su foglio A4, ripreso dalla famosa statua della Pietà di Michelangelo

Per fare arte , bisogna averla studiata?

Si, almeno uno studio di base.

Personalmente una continua ricerca per una scoperta personale e interiore, non finisce mai nemmeno nell’ arte.

Penso si possa esprimersi al meglio solo affinando la propria tecnica.

Come scegli cosa ritrarre ?

Mi ispiro a fatti reali, di esperienze di vita dirette e indirette.

Alla natura, che nasconde sempre qualcosa di misterioso da scoprire.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso ?

In casa possiedo un tavolino, da salotto, con l’ anima e gambe in legno dipinto di nero, la base d’ appoggio era formata da 5 pannelli in vetro temperati.

Un giorno mio marito da un colpo con la mano al tavolo ed uno dei 5 vetri si infrange, da lì è nato il quadro dentro al tavolo: l’ albero di ciliegio in fiore.

Se ora ci penso sorrido e ringrazio mio marito per l’ occasione di aver potuto creare qualcosa di nuovo.

Se potessi incontrare un artista del passato , chi e cosa gli chiederesti?

Desidererei incontrarne due in particolare: Caravaggio Michelangelo Merisi, vorrei subito mettermi al suo fianco per imparare la sua arte perfetta; e Gaudì per apprendere il suo modo di pensare, e cogliere tutti i segreti della natura, che ha osservato per molto tempo…diceva: “l’ originalità consiste nel ritorno alle origini”.

Se incontrassi te stesso a 18 anni cosa ti consiglieresti ?

Innanzitutto le direi di avere cura e stima di sé stessa. 

Che è una bella persona, di non fermarsi se le dicono che non potrà fare ciò che sogna, e di non permettere a nessuno di farle del male.

Quanto conta la comunicazione ?

Tantissimo, è fondamentale.

La cosa bella è far provare qualcosa a chi guarda una tua opera.

Che differenza c’è, nella percezione dell’arte tra Italia e estero?

In Italia l ‘arte è più comunicativa, esprime emozioni e cerca di far emergere il lato più profondo e personale di ogni artista, abbiamo tantissimi maestri prestigiosi cui guardare; all’ estero il sentimento, l’ emozione, anche trasmessa con un colore viene meno.

Cos’è per te l’arte?

E’ vita, è amore.

E’ una parte di me senza la quale non poteri esser completa come persona.

Cosa ti aspetti da un curatore ?

Che conosca l’ artista esponendo i suoi quadri più significativi, creando un’ allestimento d’ impatto visivo ed emotivo. Che ne faccia una piccola “critica” o introduzione conoscitiva/informativa

Cosa chiedi ad un Gallerista ?

Passione per l’arte. Promuovere nuovi artisti, fornire uno spazio espositivo importante, indirizzare sui trend attuali, e informare su iniziative.

Quanto contano per te la luce e il colore?

Entrambi fondamentali

La luce ha un significato di vita, senza di essa tutto muore, anche un quadro. Il colore è gioia, può assume diversi significati.

Il quadro più significativo che la rappresenta si chiamerà Light Inside (luce dentro) e sarà creato appositamente per la quinta edizione di Paillettes Sorridenti.

Soffrendo di una malattia autoimmune femminile allo stadio più grave è per ora senza una cura che si chiama Endometriosi Tiziana desidera dare luce e un messaggio positivo e forte a chi soffre ogni giorno come lei.

Grazie Tiziana per averci fatto partecipi della tua storia …

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